Ottaviano saluta per l’ultima volta “nonna Panarella”, la più longeva della città

Maria Catapano muore a 103 anni.   Lo scorso settembre, una grande festa: Maria Catapano, detta e’ Panarella compì 103 anni e stabilì un record di longevità che riguardava non solo Ottaviano ma l’intera area vesuviana. Ieri, Maria Catapano se ne è andata: la nonnina di Ottaviano ha lasciato questa terra, peraltro rimanendo lucida fino alla fine e circondandosi dell’affetto dei suoi parenti ma anche dei tanti amici che hanno voluto salutarla per l’ultima volta. Nonna Panarella era abituata a stare al centro dell’attenzione per la sua longevità: ricevette la prima festa quando compì i cento anni e poi, compleanno dopo compleanno, ha sempre saputo trovare parole di simpatia per chi le stava vicino. A settembre anche il sindaco Luca Capasso partecipò ai festeggiamenti e lo stesso primo cittadino ieri ha voluto dedicarle un post su facebook: “Ha avuto una vita lunga, ha dato e ricevuto affetto. Qualche mese fa festeggiamo il suo compleanno, oggi Ottaviano la saluta per l’ultima volta. Dal Paradiso protegga la città e tutti gli ottavianesi”

Parco nazionale del Vesuvio, la strage dei pini

Centinaia di pini vengono tagliati nel Vesuviano e questo a scapito della bellezza, della salubrità del territorio e del parco che dovrebbe rappresentarlo. Il caso di San Sebastiano e Pollena.

C’è una strage silenziosa in atto all’ombra del Vesuvio, una stage lenta ma inesorabile che sta decimando i pini nelle aree urbane di quei comuni che fanno parte del parco nazionale del Vesuvio. Sembra che ormai esista una corsa al taglio degli alberi, in prevalenza di specie pinus pinea, i cosiddetti pini domestici, ma la stessa sorte stanno subendo i pini marittimi e i pini d’Aleppo presenti sul territorio.

Sui fastidi arrecati dalle piante, sono anni ormai che si sprecano le lamentele dei cittadini dei comuni del Vesuviano, quei comuni che, per anni, si sono fatti un nome grazie al loro verde urbano e che oggi sembrano rinnegare quel patrimonio creato in tanti decenni. A San Sebastiano al Vesuvio ad esempio, possiamo rilevare un’inesorabile tendenza al deperimento e il conseguenziale abbattimento delle conifere che stranamente seccano e che quindi vanno abbattute per evitare pericoli maggiori.

Si può facilmente notare che quei pini, soprattutto quelli prossimi alle abitazioni, secchino nel giro di pochi mesi. Spesso abbiamo notato strane incisioni nelle cortecce di questi alberi e quasi sempre opposte al lato strada. Gira infatti voce che nella cittadina vesuviana sia in voga una sorta di fai-da-te da parte di quelle persone che, stufe di aghi e resina, iniettano acido nelle incisioni o tra le radici uccidendo l’albero. Anche le amministrazioni vesuviane però ci mettono del loro e mentre, fino a pochi anni fa, i pini erano intoccabili, ora ne vengono abbattuti a centinaia e con le scuse più varie.

L’ultimo caso più eclatante è quello di Pollenza Trocchia, dove addirittura in un’ area parco hanno abbattuto una sessantina di pini. È accaduto nel cosiddetto Rione Micillo e il tutto in virtù di una opinabile riqualificazione urbana e di ipotetici danni ai sottoservizi. La cosa che più colpisce in questa storia è quella che nel bel mezzo di un parco nazionale e in base alla sola perizia di parte, il comune di Pollena ha abbattuto quegli alberi e il tutto mantenendo all’oscuro l’ente parco. A sollevare il caso è stato Roberto Braibanti, Responsabile Provinciale di SEL per l’ambiente che pare sia riuscito a frenare l’azione delle motoseghe. Lo abbiamo sentito per una dichiarazione sul fatto in questione:

« I miei esposti in procura e agli enti preposti per i pini di Pollena vanno al di là della sola difesa di alberi di più di 40 anni, che già renderebbe il tutto necessario, ma tendono a sottolineare un punto che credo rappresenti il cuore del problema: Il diritto! E cioè, se oggi un’istituzione, in questo caso il comune, può permettersi di forzare la legge andando a tagliare alberi protetti, credo sia un segnale negativo a tutti i suoi concittadini, ed quello che ognuno può fare quello che gli pare, fregandomene del diritto e assecondando i propri interessi particolari rispetto a quelli generali. Credo sia il problema vero di un Paese che infatti muore ogni giorno di illegalità diffusa. I pini di Pollena sono un pezzo, temo, di quel problema lì. »

Risulta evidente che in passato si sia piantato molto e senza criterio e che spesso, soprattutto per la viabilità automobilistica e pedonale, le radici dei pini comportino non pochi disagi e talvolta anche pericoli ma pare oltremodo evidente che, oltre al disprezzo per le vetuste piante, si attui il tutto senza rispetto alcuno per le competenze di parco e sovrintendenza. Inoltre abbiamo riscontrato, nel caso di San Sebastiano che là dove sono stati abbattuti i pini, non sono state piantate altre essenze arboree meno invasive e compatibili con il tessuto urbano e, dove c’erano gli alberi, ora ci sono solo buchi vuoti, altrettanto pericolosi per chi va a piedi o spesso riempiti di terra o da tronchi mozzati tutt’altro che esteticamente accettabili.

Taglio dei pini in Rione Micillo a Polena (foto R. Braibanti)
Taglio dei pini in Rione Micillo a Pollena (foto R. Braibanti)

Boscoreale. Gli “Aquino – Annunziata” nel mirino della giustizia, sequestro di beni per 10 milioni di euro

Blitz  congiunto dei militari della stazione di Torre Annunziata e delle Fiamme Gialle del Nucleo di Polizia Tributaria – G.I.C.O di Napoli, contro Francesco Casillo, elemento di spicco del clan “Aquino- Annunziata”, attualmente detenuto, accusato di riciclaggio di denaro ed associazione mafiosa. Sequestrati di beni per un valore di 10 milioni di euro. I Carabinieri del Nucleo Investigativo di Torre Annunziata e i Finanzieri del Nucleo di Polizia Tributaria – G.I.C.O. di Napoli, hanno dato esecuzione a un decreto di sequestro di prevenzione ai fini della confisca – emesso dall’Ufficio Misure di Prevenzione del Tribunale di Napoli su richiesta della Procura della Repubblica di Torre Annunziata – di beni immobili, conti correnti bancari, depositi e polizze assicurative, per un valore complessivo di circa 10 milioni di euro, riconducibili a Casillo Francesco, elemento di spicco del clan Aquino-Annunziata (operante a Boscoreale e zone limitrofe). Casillo, attualmente detenuto, è già stato condannato in via definitiva per associazione di tipo mafioso, e riportato altre condanne per associazione finalizzata al traffico di stupefacenti e omicidio aggravato dalle finalità mafiose. Fu infatti arrestato nel luglio 2011 assieme ad altre 33 persone nell’ambito dell’operazione “Re Bomba”, che colpì i clan camorristici “Gionta” e “Aquino-Annunziata” operanti nell’area vesuviana, per i reati di associazione finalizzata al traffico di stupefacenti, con il sequestro di beni per un valore  di 7 milioni di euro riconducibili ai predetti clan. Nel provvedimento restrittivo Casillo venne indicato come il capo di un’articolata compagine criminale che gestiva la fiorente piazza di spaccio del Piano Napoli di via Passanti Scafati di Boscoreale. Lo stesso è stato inoltre raggiunto, nel marzo 2014, da una misura cautelare in carcere quale compartecipe nella deliberazione ed organizzazione del duplice omicidio dei fratelli Manzo, avvenuto in Terzigno il 10 febbraio 2007, per il quale, a luglio scorso, è stato condannato alla pena dell’ergastolo dalla Corte d’Assise di Napoli. L’odierna indagine patrimoniale, condotta dai citati reparti su convergenti filoni investigativi, ha consentito di accertare la natura illecita del denaro utilizzato dall’indagato per l’acquisizione dei beni immobili in sequestro, derivante dal coinvolgimento dello stesso nel citato contesto associativo e dal riciclaggio di ingenti somme di denaro provenienti dal traffico di sostanze stupefacenti nell’acquisto di immobili, nel Casertano e nella zona Vesuviana, nonché dalla gestione delle attività economiche illecite poste in essere dall’organizzazione criminale, ed in particolare dalla gestione di una fiorente piazza di spaccio nel piano Napoli di Boscoreale. Le attività investigative hanno inoltre consentito di ricostruire la sproporzione tra i redditi e le attività economiche svolte dall’interessato, rispetto ai beni mobili e immobili di cui il medesimo e il suo nucleo familiare sono titolari, chiaro indicatore della provenienza illecita dei beni del Casillo. Tali attività di Polizia Giudiziaria hanno portato al sequestro di circa 60 immobili tra appartamenti, garage e terreni, e diversi rapporti finanziari riconducibili al Casillo Francesco e al suo nucleo familiare, per un valore complessivo di 10 milioni di euro.

Nola e Comacchio: patto di amicizia nel nome dell’Unesco

Domani alle 17 la sottoscrizione del documento in Municipio.  “Patto di amicizia” tra Nola e Comacchio in nome dell’Unesco. Nola nel 2013 con i Gigli e la rete delle grandi macchine a spalla italiane nella lista rappresentativa dei beni immateriali; Comacchio nel giugno 2015 ha invece ricevuto il riconoscimento Mab (Man and the Biospher) con il quale il territorio è stato accreditato a far parte del network internazionale delle Riserve della biosfera dell’Unesco. Domani, sabato 12 dicembre, alle 17 in Municipio sarà sottoscritto il documento ufficiale con il quale i sindaci delle due città, Geremia Biancardi per Nola, e Marco Fabbri per Comacchio, si impegneranno a potenziare gli scambi culturali, economici, industriali, ambientali ed educativi come fonti di opportunità ed occasioni di sviluppo promozionale. Il gemellaggio è stato reso possibile grazie alla sinergia tra le due amministrazioni comunali con l’assessorato ai beni culturali retto da Cinzia Trinchese, e la collaborazione della Fondazione Festa dei Gigli e della Soprintendenza Archeologia della Campania.   “Una nuova occasione di sviluppo e promozione per Nola e per i Gigli inseriti dal 2013 nella lista rappresentativa dei beni immateriali tutelati dall’Unesco – ha spiegato il sindaco Geremia Biancardi – che testimonia l’impegno profuso dall’amministrazione comunale nel piano di valorizzazione del patrimonio culturale. Un patto di amicizia che apre le porte a nuove opportunità al fine di incentivare e migliorare la reciproca conoscenza”.   “La salvaguardia del patrimonio culturale immateriale – afferma il consigliere della Fondazione, Gaetano Fusco – la sua diffusione e conoscenza, non può prescindere dall’incontro tra comunità, dalla storia e dall’identità delle stesse: è questo il programma che intendiamo sviluppare in ogni iniziativa”.   “In realtà – evidenzia l’archeologo Mario Cesarano, nuovo funzionario della Soprintendenza Archeologia della Campania – un punto di contatto con Nola va ritrovato anche nella comune matrice etrusca, civiltà che ha caratterizzato la storia di entrambe le città dal VI al IV a.C. Nel comacchiese, infatti, fu la città di Spina ad essere uno dei centri etruschi più vivaci e come Nola aveva importanti contatti con la Grecia, contribuendo a diffonderne la cultura e l’arte in gran parte della penisola”.

Sant’Anastasia, gran successo per la seconda edizione del progetto “Sotto l’albero: una scuola per tutti”

Si è svolta  presso il I C S “TENENTE MARIO DE ROSA”   di Sant’Anastasia la seconda  edizione del progetto “6.DONI.LAB – Sotto l’albero: una scuola per tutti!”, promosso dall’associazione nazionale “Unione Italiana dei ciechi e degli ipovedenti”, con la collaborazione dell’ Associazione Solid’Arte,dei “Supermercati Piccolo” , insegnanti del plesso  e del Comune di Sant’Anastasia. Alla manifestazione hanno partecipato il Sindaco Lello Abete e il  vicesindaco Carmen Aprea, il vicepresidente UICI della Provincia di Napoli, Enrico Mosca, il giornalista e scrittore Francesco De Rosa  e naturalmente il consigliere Responsabile U.I.C.I. di zona, Giuseppe Fornaro. Dagli interventi dei presenti è emersa chiaramente la volontà di collaborare in una sinergia di forze e di intelletti, poiché l’impegno delle associazioni a favore dei disabili e coloro che le sostengono, dai politici agli imprenditori, rappresentano un punto di forza per un paese che desidera innanzitutto l’arricchimento sociale e culturale, e quindi il progresso civile. Sono seguiti i ringraziamenti allo sponsor , che per la sua sensibilità verso i non vedenti, è divenuto un forte sostenitore di questa associazione, realizzando tra l’altro sogni di traguardi sportivi a livello nazionale. Il progetto è stato illustrato da Sandra  Minichini, che ha spiegato il significato delle sei edizioni legate ai doni di Froebel come occasioni di incontro tra le scuole e le associazioni e ha sottolineato l’importanza dell’intervento competente dell’insegnante durante l’utilizzo degli ausili didattici. L’evento, allietato dai canti dei bambini della scuola e dalla a visita di babbo natale  intento a distribuire  dolcetti a tutti i bambini  è stato il pretesto  necessario per divulgare nuove informazioni su  tutti coloro che sono direttamente o indirettamente coinvolti sul mondo della disabilità visiva, e stringere quei rapporti indispensabili tra associazioni e insegnanti che a volte rimangono spaesati di fronte ad una disabilità così particolare. Il cuore della manifestazione è stato quindi il tavolo degli ausili didattici che ha destato un vivo interesse. A questa seconda edizione inoltre, sono stati regalati  dei cesti natalizi alle rappresentanze delle scuole presenti che, tra gli omaggi dello sponsor contenevano  il “secondo dono”, di ispirazione Froebeliana proposto come attività di gioco  didattico proponibile in un contesto di ” inclusione sociale” e  riprodotto durante i laboratori delle associazioni. Non è mancato anche in questa seconda edizione un momento di grande commozione dopo la proposta  dello scrittore Francesco De Rosa che, concludendo il suo intervento, ha lasciato a tutti un momento di riflessione con la lettura della poesia di Antonio Sabia: La cecità dell’anima Una notte ho sognato un bambino, da solo giocava in mezzo al prato. Aveva gli occhi chiusi, sfiorava i petali. Mi chiese: “Come sono questi fiori?” “Belli.” Gli risposi. “Perchè sono belli?”, mi guardava con gli occhi chiusi e mi sentii stringere il cuore. “Perchè sono colorati di giallo, rosso, verde e blu.” riposi, “E com’è il giallo? Il rosso? Il verde? Il blu?” mi chiese, mi guardava con gli occhi chiusi e mi sentii mancare il fiato. “Non lo so.” Risposi. “Te lo spiego io.” mi disse. Con gli occhi chiusi si avvicinò a me, mi fece sedere. Mi chiuse gli occhi, mi accarezzò, mi baciò, mi abbracciò. Con gli occhi chiusi, sorrideva. La mattina mi svegliai e mi accorsi che avevo ancora gli occhi chiusi. Provai ad aprirli, ma non ci riuscii. Provai ad immaginare, non ci riuscii. Con gli occhi chiusi non ho ancora imparato a sorridere. Appuntamento quindi alla terza edizione!!!!

Theleton: un cuore di cioccolata per sostenere la ricerca sulle malattie genetiche rare

Sabato e domenica 19 e 20 dicembre in 3000 piazze italiane tornano i cuori di cioccolato a sostegno della ricerca scientifica sulle malattie genetiche rare. In Campania ci saranno banchetti nei comuni delle province di Napoli, Avellino, Caserta e Salerno. Dal 13 al 20 dicembre appuntamento con la maratona televisiva sulle reti Rai. Torna a dicembre la campagna di sensibilizzazione e raccolta fondi della Fondazione Telethon, da oltre vent’anni impegnata a finanziare e sviluppare la ricerca scientifica sulle malattie genetiche rare. Sabato e domenica 19 e 20 dicembre, grazie a centinaia di volontari Telethon, in circa 3000 piazze italiane sarà possibile, con una donazione minima di 10 euro, ricevere un maxi cuore di cioccolato e sostenere la ricerca Telethon. In Campania saranno allestiti banchetti a Napoli, Avellino, Benevento, Caserta e Salerno e in molti altri comuni della regione. È possibile trovare la piazza più vicina sul sito www.telethon.it/piazze a partire dal 14 dicembre. I cuori di cioccolato sono inoltre in distribuzione presso alcune agenzie BNL-BNP Paribas, partner Telethon.   Filo conduttore delle iniziative di dicembre è la campagna #nonmiarrendo, un’espressione che testimonia la difficoltà quotidiana delle persone malate e delle loro famiglie ma anche la fiducia nella possibilità di farcela nella difficile battaglia contro la malattia.   Il “Cuore di cioccolato” Fondente o al latte, il cuore di cioccolato da 210 grammi è stato prodotto per la Fondazione Telethon da Caffarel, l’azienda torinese che dal 1826 produce cioccolato d’eccellenza, in un’elegante confezione regalo.  “Io sostengo la ricerca con tutto il cuore” è il messaggio che si legge sulla scatola, e il testo riportato all’interno della confezione ricorda l’importanza della generosità e della voglia di donare: i pazienti rari di tutto il mondo hanno bisogno di aiuto per superare le difficoltà della loro malattia e per continuare ad avere fiducia nella ricerca, che ha già restituito a molti bambini una vita migliore.   Testimonial d’eccezione di quest’anno è Simone Rugiati, il giovane e carismatico chef star della tv. Molto amato dal grande pubblico, conduce programmi di successo come IO, Simone e gli altri”, “Nudo e crudo”, Cuochi e Fiamme”. Per l’occasione Simone Rugiati ha preparato una ricetta esclusiva con il cuore di cioccolato di Telethon: una fonduta al cioccolato aromatizzato alla cannella con frutta di stagione e pandoro.   La maratona RAI Dal 13 al 20 dicembre si terrà la ventiseiesima edizione della maratona televisiva sulle reti RAI, nata per dare voce ai bambini e alle famiglie che si trovano ad affrontare una malattia genetica rara e per portare nelle case della gente l’impegno di Fondazione Telethon a favore della ricerca scientifica per trovare una cura per malattie spesso tralasciate dagli investimenti pubblici e privati proprio a causa della loro rarità. Il momento principale della maratona sarà il Telethon show in prima serata su Rai Uno venerdì 18 dicembre, affidato alla conduzione di Fabrizio Frizzi, Federica Sciarelli e Federico Russo. L’edizione 2014 della storica staffetta televisiva ha permesso di raccogliere 31,3 milioni di euro.   L’sms solidale: 45501 Dal 1° al 21 dicembre sarà attivo il numero solidale 45501. Il valore della donazione sarà di 2 euro per ciascun SMS inviato da cellulari TIM, Vodafone, WIND, 3, PosteMobile, CoopVoce e Tiscali. Sarà di 2 euro anche per ciascuna chiamata fatta allo stesso numero da rete fissa Vodafone e TWT e di 5 e 10 euro per ogni chiamata effettuata da rete fissa TIM, Infostrada, Fastweb e Tiscali. Inoltre sarà attivo dal 1° al 31 dicembre il Numero Verde CartaSi 800.11.33.77 per le donazioni con Carta di Credito. È possibile sostenere Telethon tutto l’anno attraverso il sito web con una donazione (http://www.telethon.it/donation/) o scegliendo un prodotto solidale (https://www.telethon.it/shop-solidale), oppure sottoscrivendo il programma di donazione regolare Adotta il Futuro (https://adottailfuturo.telethon.it/).   Fondazione Telethon La Fondazione Telethon è una delle principali charity biomediche italiane, nata nel 1990 per iniziativa di un gruppo di pazienti affetti da distrofia muscolare. La sua missione è di arrivare alla cura delle malattie genetiche rare grazie a una ricerca scientifica di eccellenza, selezionata secondo le migliori prassi condivise a livello internazionale. Attraverso un metodo unico nel panorama italiano, segue l’intera “filiera della ricerca” occupandosi della raccolta fondi, della selezione e del finanziamento dei progetti e dell’attività stessa di ricerca portata avanti nei centri e nei laboratori della Fondazione. Telethon inoltre sviluppa collaborazioni con istituzioni sanitarie pubbliche e industrie farmaceutiche per tradurre i risultati della ricerca in terapie accessibili ai pazienti. Dalla sua fondazione ha investito in ricerca oltre 450 milioni di euro, ha finanziato oltre 2500 progetti con oltre 1500 ricercatori coinvolti e più di 470 malattie studiate. Ad oggi grazie a Telethon sono state messe a punto terapie per alcune malattie rare prima considerate incurabili (ADA-SCID, leucodistrofia metacromatica e sindrome di Wiskott Aldrich). I risultati degli studi di base e preclinici, inoltre, determinano, anno dopo anno, il complessivo avanzamento della ricerca Telethon verso l’applicazione di nuove terapie.

Una megattera a Baia

Al largo del Castello di Baia, è spuntata dall’acqua una megattera. L’avvistamento è eccezionale: il cetaceo è rarissimo nel Mediterraneo È uno dei cetacei più grandi e affascinanti, famoso per i suoi spettacolari salti fuori dall’acqua e il suo canto melodioso. Dopo capodogli e delfini, ora è arrivato anche nel nostro Golfo. Un’esemplare di megattera, Megaptera novaeangliae, è stato fotografato ieri al largo del Castello di Baia, a Bacoli. Ad avvistarlo è stato Enzo Maione, titolare del Centro Sub Campi Flegrei, un diving center che opera nelle acque dello splendido Parco Archeologico Sommerso di Baia. Maione impegnato in una visita guidata al Castello, non ha esitato immortalare l’evento, pensando immediatamente a una balenottera. Ma proprio grazie alle fotografie ci si è accorti che, invece, era una megattera: le foto di Maione e del suo collaboratore Riccardo Sgammato postate sui social hanno attirato anche l’attenzione di Eleonora de Sabata, giornalista e fotografa che da vent’anni si occupa del mare e della sua salute. È stata lei a identificare correttamente la specie: le grandi pinne pettorali bianche infatti sono inconfondibili, tipiche delle megattere, che prendono il nome proprio da questa caratteristica fisica. Sempre de Sabata ricorda, poi, che non è la prima megattera che finisce nei nostri mari: nel 2012 ne fu avvistata una prima nell’Adriatico, poi al largo di Lampedusa e infine in Francia. Insomma aveva costeggiato praticamente tutta l’Italia. E non è detto che l’individuo avvistato a Baia non possa essere lo stesso di tre anni fa. Ma per confermare l’ipotesi servirebbe almeno un accurato fotoconfronto. In ogni caso si tratta di un avvistamento del tutto eccezionale: le megattere non sono solite frequentare il Mediterraneo, o almeno non si spingono così al suo interno. Di solito nuotano negli oceani e compiono lunghe migrazioni tra i mari tropicali e le acque polari, seguendo la linea di costa. Proprio per la loro abitudine ad avvicinarsi molto alle coste e ad avere rotte migratorie fisse, come molti altri cetacei, sono state oggetto di caccia: si calcola che fino al 1996, per la caccia la popolazione di megattere si sia ridotta del 90%. Anche la megattera di Baia è arrivata molto sottocosta, dove il fondale è profondo solo pochi metri, per poi allontanarsi verso il largo. Non sembrerebbe in difficoltà, ma per precauzione è stata allertata anche la Capitaneria di Porto di Napoli per intervenire tempestivamente in caso di necessità. Forse dopo Baia, si spingerà verso il Canyon di Cuma, la profonda valle sottomarina tra le isole di Ischia e Ventotene, monitorata con costanza e dedizione dal team di Oceanomare Delphis. Non resta che sperare in altri preziosi avvistamenti di quest’esemplare, per ricostruire la sua storia e accertarsi delle sue condizioni di salute.    

Somma. Porte aperte all’Accoglienza: oggi il battesimo dei fgli di due migranti

La cerimonia battesimale si è svolta nel primo pomeriggio di oggi nella Chiesa Collegiata ed è una delle  tante iniziative  svolte dall’associazione Mediterraneo Sociale. La crisi economica, sociale e ambientale, che costringe a un impoverimento materiale e immateriale progressivo le Comunità Locali dei nostri territori, comincia ad essere, nella osservazione di molti autorevoli ricercatori, una dinamica strutturale irreversibile. Reagire con proposte sistemiche, a partire dalla necessità di un nuovo sguardo culturale ed economico, sociale e imprenditoriale, istituzionale e civile, impone a tutti e a tutte, cittadini e cittadine, Pubblica Amministrazione e forze sociali,  mondo del lavoro e scuola, terzo settore e volontariato una nuova responsabilità etica verso il futuro delle popolazioni, a livello locale e globale. Noi vogliamo provare ad assumerci questa Responsabilità. Con un’azione concreta e verificabile. Senza eccessi di protagonismo e senza ideologismi, con umiltà e operatività. Abbiamo preso in locazione per 18 anni, con risorse economiche di Mediterraneo Sociale, una intera ala di uno splendido convento,  quello dei Padri Trinitari a Somma Vesuviana.  Si tratta di una regolare locazione a norma di legge ma la scelta di Padre Gino Buccarelli  (Padre Provinciale dei Padri Trinitari), che si è affidato con profondo spirito di collaborazione a Mediterraneo Sociale e alla Associazione Il Pioppo per  promuovere una funzione civile e sociale della struttura – fortemente integrata nel Quartiere e nella Comunità del centro storico “Casamale”- ci onora e ci impegna in un investimento materiale e immateriale straordinario. La parte del vecchio convento che abbiamo preso in locazione, ormai chiusa e fortemente decadente, sta rinascendo grazie alla manutenzione e agli investimenti che stiamo realizzando: la manutenzione, la potatura del  limoneto, le splendide piante grasse e i pini storici hanno ridato maestosità e vivibilità al giardino; gli ambienti curati e tinteggiati hanno ridonato alla popolazione le agorà sociali di una volta, la struttura – i tre piani nella nostra disponibilità – con mobili e luci adeguate, riutilizzando anche le vecchie panche della chiesa restaurate, si è trasformata in luogo bellissimo da vivere. Un habitat che presto renderemo luogo pubblico e di comunità con una manifestazione nazionale ed europea che classificherà questa iniziativa come una delle più pregevoli del Mezzogiorno nella valorizzazione dei beni comuni del territorio e nel rispetto della sostenibilità dello  sviluppo locale. «Oggi, credenti e non credenti sono d’accordo sul fatto che la terra è essenzialmente una eredità comune, i cui frutti devono andare a beneficio di tutti (…) Il principio della subordinazione della proprietà privata alla destinazione universale dei beni e, perciò, il diritto universale al loro uso, è una “regola d’oro” del comportamento sociale, e il “primo principio di tutto l’ordinamento etico-sociale” (Giovanni Paolo II, Lett. Enc. Laborem exercens, 14 settembre 1981, 19; AAS73 (1981), 626)» Il nostro programma è già in fase avanzata d’implementazione come mostra la locandina di promozione delle nostre attività. I punti di forza sono le quattro aree generali: Reti Sociali, Accoglienza, Benessere e Ricerca-Azione: RETI SOCIALI LOCALI: si realizza la storica attività della Rete Sociale della Legalità attivata nell’ambito del Progetto RIACCENDIAMO l’AMBIENTE promosso dalla Associazione Giancarlo Siani realizzato grazie al finanziamento di Fondazione con il Sud. Questo progetto è stato il lievito madre di questa attività sociale e l’idea iniziale di questo programma multifunzionale. Si prevede – già sono operativi i protocolli di intesa – l’apertura ufficiale del presidio di Libera, associazioni  nomi e  numeri  contro  le mafie  e della sede di  Federconsumatori. In collaborazione ordinaria e straordinaria con il Parco Nazionale del Vesuvio si strutturerà un Osservatorio Ambientale dedicato allo sviluppo sostenibile locale e vogliamo  promuovere su un’area compatibile, da concordare con i Comuni interessati, il primo Parco Etologico del territorio.
ACCOGLIENZA: si stanno realizzando e si implementeranno Servizi Residenziali e Diurni per piccolissimi gruppi di Donne Migranti con/senza bambini, progetti per Disabili che guadagnano la loro autonomia e per Persone Senza Dimora in emergenza. Si apriranno a breve  il Servizio di Pronta Accoglienza Sociale, il Centro Famiglia, il Servizio di mediazione familiare, la Casa di accoglienza per donne maltrattate, un Centro Sociale Polifunzionale. Una strategia sociale e socio-sanitaria fortemente integrata con i Piani Terapeutici Riabilitativi Individualizzati e il Welfare di Comunità Generativo – previsti dalle LL.RR. 5/2012 e 1/2012 e dall’ultima normativa nazionale L. 141/18agosto 2015 – pienamente ispirati alla legge quadro 328/’00, tanto disattesa e dimenticata.  Si sta programmando la attivazione della MENSA MEDITERRANEA che ogni sera garantirà gratuitamente – grazie alla collaborazione di lungimiranti imprenditori locali – fino a trenta pasti alle persone del Comune di Somma Vesuviana che ne hanno bisogno (nessuno andrà più a letto senza cena nella nostra Comunità!) BEN-ESSERE: il Giardino Sociale meraviglioso sarà aperto tutti i giorni – dall’alba al tramonto, ospitando eventi socio-culturali anche di sera – e fruibile gratuitamente da mamme e bambini, da giovani e anziani che potranno godere della salubrità e della socialità del Parco Mediterraneo. Il Parco sarà sempre vigilato e l’ingresso normato da un tesserino sociale, gratuito ma obbligatorio, per garantire assieme libertà di accesso e responsabilità della fruizione. Il Campetto Sportivo sarà ripristinato e messo a norma per la libera attività sportiva e di gioco di bambini, bambine e delle/i giovani di Somma.  Sarà ripristinato il Campetto di bocce e tutte le cittadine e i cittadini che accedono al Parco Mediterraneo potranno fruire anche dell’Emeroteca gratuita e di tutti i servizi annessi. RICERCA-AZIONE: si sta già organizzando la prima Biblioteca Pubblica del territorio con annesso Centro di Lettura; abbiamo già mille volumi.  Saranno presto operativi i Laboratori dei nuovi e vecchi saperi con corsi di informatica e di musica per tutte le età. Si presenteranno sistematicamente libri e storie di vita, si produrranno eventi culturali, artistici e musicali. Si attiverà un Servizio di Orientamento formativo e scolastico per le/i giovani e un Osservatorio geopolitico sulla tratta e criminalità organizzata, d’intesa con Centri di Ricerca nazionali ed europei. Soprattutto, si sta facendo in modo che un luogo chiuso diventi spazio abitato di Comunità e di solidarietà, senza dinamiche autoritarie e di protezione clientelare, espressamente vivo per contrastare le aree grigie dei poteri collusi e le camorre, ridonando alla vita dei cittadini e delle cittadine di Somma un bene comune della tradizione religiosa, nata trecento anni fa per liberare gli schiavi e le schiave dalle catene. Oggi, con questa iniziativa economica, culturale e sociale e grazie alla straordinaria intesa con padre Gino Buccarelli e alle tante cittadine e ai tanti cittadini che ci stanno aiutando, stiamo provando a spezzare le moderne catene materiali e immateriali che producono uno sviluppo distorto e l’infelicità delle Comunità. Il punto teorico della nostra iniziativa è legato al nostro sogno di acciuffare la luna e di costruire nelle realtà territoriali COMUNITÀ LOCALI SOSTENIBILI. Il punto pratico è che lo stiamo facendo veramente con tutto il nostro entusiasmo e mettendo l’investimento di impresa sociale non profit al primo posto dei nostri programmi di economia civile e di sussidiarietà orizzontale per poter praticare la “ecologia integrale” Per cominciare, vi invitiamo a un evento particolare perché in questi giorni sono nati nella nostra casa due bambini. Figli di Grace e Blessing,  due delle dieci ragazze migranti che ospitiamo. Sono bellissimi. I loro genitori sono cattolici. Abbiamo deciso di onorarli con una cerimonia battesimale di Comunità – di tipo ecumenico – per accoglierli tra noi come un dono di pace e di giustizia, di tolleranza, di fratellanza e sorellanza. Faremo una piccola processione che attraverserà il quartiere con le mamme in prima fila, con in braccio i loro figlioletti, con gli occhi meravigliosi, con le mani dolcissime a stringere i desideri della vita, i nostri “Gesù bambini” del 2015. L’evento si svolgerà venerdì 11 dicembre alle ore 15.00 con la partenza della processione sociale dal nostro Parco Mediterraneo fino alla Chiesa Collegiata di Santa Maria Maggiore del quartiere Casamale, dove alle 16.00 Padre Fr. Jose Narlay, Ministro Generale dell’Ordine della SS. Trinità, officerà la cerimonia religiosa. Seguirà un sobrio festeggiamento presso la casa delle mamme migranti in Parco Mediterraneo con le madrine e i padrini sociali dei bambini Alexander e God Times Collins. Pensiamo sia giusto così. Che ci faccia bene, come risposta all’intolleranza e alla violenza, vivere questi bambini come straordinario e simbolico dono di pace e di amore di Comunità.  Vi invitiamo a partecipare al nostro rito sociale “Le Porte aperte”.
 

Napoli: vecchie e nuove forme della criminalita’ organizzata. 20 paesi a confronto alla Federico II

L’11 e il 12 dicembre 2015, presso il Dipartimento di Scienze Politiche dell’Università di Napoli “Federico II”, si terrà il Convegno internazionale “Old and New Forms of Organised and Serious Crime between the Local and the Global” organizzato in collaborazione con l’European Consortium for Political Research-ECPR, Standing Group on Organised Crime e l’Università di Bath (UK). Si tratta della First General Conference dello Standing Group on Organised Crime dell’ECPR. Un network composto da circa 300 università appartenenti a 50 Paesi, che rappresenta le principali istituzioni accademiche impegnate in attività di ricerca e di insegnamento delle scienze politiche a livello mondiale. Il Convegno, che si aprirà l’11 dicembre alle ore 9,30 presso la Chiesa dei SS. Marcellino e Festo, prevede, dopo i saluti iniziali del Rettore Prof. Gaetano Manfredi e del Direttore del Dipartimento di Scienze Politiche Prof. Marco Musella, due keynote lectures affidate rispettivamente a Franco Roberti Procuratore Nazionale Antimafia dal titolo “Analysisng the Evolution of Organised Crime and its Policing”e della Prof.ssa Jana Arsovska (John Jay College of Criminal Justice, USA) dal titolo “Global and Mobile? Concetualizing and Understanding Criminal Mobility in the 21st Century”. Durante le due giornate si terranno 24 panels sui temi della criminalità organizzata, della corruzione, dei traffici illeciti internazionali, delle dinamiche di espansione delle forme complesse di criminalità a livello internazionale e dei collegamenti esistenti tra criminalità organizzata e terrorismo, ai quali parteciperanno oltre 90 relatori e relatrici provenienti da circa 20 paesi (fra cui: Australia, Belgio, Brasile, Canada, Estonia, Francia, Germania, Grecia, Israele, Hong Kong, Olanda, Repubblica Ceca, Serbia, Spagna, Svezia, UK, USA). IN PROGRAMMA ANCHE DUE TAVOLE ROTONDE: La prima tavola rotonda è prevista per venerdì 11 dicembre alle ore 14,30 presso la Chiesa dei SS. Marcellino e Festo dal titolo “Confiscation and Social Reuse of Assets Seized from Organised Crime” (coordinata dal Prof. Michele Mosca della Federico II), con la partecipazione tra gli altri di Valerio Taglione coordinatore del Comitato don Peppe Diana La seconda tavola rotonda è stata organizzata per il 12 dicembre alle 11,00 presso l’Aula A. Spinelli del Dipartimento di Scienze Politiche dal titolo “The Grey Zone: Enablers, Facilitators and Accomplices” (coordinata dal Prof. Nando dalla Chiesa dell’Università Statale di Milano). La lingua ufficiale del Convegno è l’inglese. Nella giornata di apertura, l’11 dicembre, sarà disponibile un servizio di traduzione simultanea in italiano. Per informazioni aggiornate sulle modalità di registrazione, sul programma e sull’organizzazione delle giornate è possibile consultare il sito https://ecprsgoc.wordpress.com/programme/ (Fonte foto: rete internet)  

Somma Vesuviana: Urban Strangers secondi ad X Factor, primi nei cuori dei fans

Il vincitore del talent è il barese Giòsada; Urban Strangers secondi. Vincitori morali per la platea di sostenitori che li ha seguiti sin dall’esordio. Iniziamo dalla fine il racconto di questa spettacolare serata. Iniziamo dal momento in cui vediamo sul palco primo e secondi classificati della 9^ edizione di X Factor. Un’immagine che racchiude un intero contest, fatto di gara, ma fatto anche di amicizia, di giovani che si affacciano alla vita, di speranze e sogni. Sono lì, si affiancano, si abbracciano, si congratulano in un tripudio di gioia e di grandi emozioni perché che tu sia arrivato primo o secondo, importa relativamente. I sorrisi e l’energia di questi giovani – tutti – ci hanno ricordato che a vincere è stata la grande protagonista principale: la musica che è passione e forza per questi ragazzi. Il Mediolanum Forum di Assago assolutamente gremito per un’edizione memorabile ed emozionante del Talent di Sky, X Factor, vincitore di ascolti, asfaltatore di concorrenze. Effetti speciali led e atmosfere mozzafiato, per 1600 metri quadrati di palco, apertura cinematografica per i giudici Mika, Fedez, Elio e Skin calati dall’alto con il conduttore Alessandro Cattelan, emozioni che piovono da subito, e sarà così per tutta la serata. Una nona edizione che per la prima volta vedeva l’ingresso delle band, premiata da ascolti, fervore ed entusiasmo per le scelte e la lunga vista dei giudici. Quattro concorrenti sopravvissuti alle selezioni, per quattro pezzi inediti in scalata alle classifiche I Tunes. Quattro talenti dai quali doveva emergere l’eccezione, quel fattore X, speciale, quel quid in più. Ospiti d’eccezione i Coldplay appena usciti con l’album “A Head Full of Dreams” e l’accompagnamento al pianoforte, per tutti i ragazzi, di Cesare Cremonini. Duetti che cominciano a definire le prime scelte. La folla di spettatori è un colpo d’occhio da perdersi, e la serata promette di essere unica già dalle prime battute. Le prime esibizioni sono luce sui giudici che hanno fatto grande questa edizione prima che i loro “favoriti”. I ragazzi nelle esibizioni voce e pianoforte, si giocano moltissimo, in risalto le qualità di ognuno. Si punta sul duo più forte, gli Urban Stranger, in ogni spaccato nel quale imperversano si perdono in un tripudio di acclamazione Tra le esibizioni di Skin, potentissima con la sua band e il prestigiatore musicale Elio, accompagnato dalle sue Storie Tese, intermezzo sexy di Fedez e Mika (in parte anche di Elio) consumatosi vista la promessa fatta in semifinale di uno spogliarello in caso di superamento del milione di visualizzazioni, la serata è un crescendo di belle esibizioni e goduria da musica che incolla, per Fedez non esiste in televisione uno spettacolo di stessa portata. Delirio di fans fino alla fine, i quattro: Giosada, Davide, Enrica, e i quotatissimi Urban Strangers si contendono il podio con grande tenacia. La prima ad uscire sarà Enrica sostenuta dalla sua coach Skin. Davide, grande padronanza del palco, Giosada intensissimo, i due giovanissimi di Somma Vesuviana Alex e Genn con una performance da vincitori. Non sarà così. Con gran delusione per un’intera cittadina stretta intorno all’evento. Somma Vesuviana in fermento per la serata con i due ragazzi protagonisti in piazza davanti al Maxi-schermo allestito per l’occasione, ha seguito l’evento, col fiato sospeso, sfidando la rigidità serale per accompagnare l’emozione di questi due ragazzi di talento indiscutibile. Alessandro e Gennaro musica nel sangue da bambini e amici da sempre, superati dalla voce grintosa di Giovanni Sada in arte Giòsada barese, classe ’89 in squadra con coach Elio. La delusione per la mancata vittoria, il mancato primo posto, non scalfisce la bravura e le aspettative di un intero paese che ha tifato per il duo degli Urban Strangers sin dalla prima esibizione, premiando la capacità di elaborare ogni pezzo, la forza e il talento, quell’X Factor che seppure non li abbia portati al primo posto, li ha confermati comunque nel cuore di milioni di fans. I nuovi Simon & Garfunkel come sono stati ribattezzati dalla rete, hanno dalla loro una pagina social schizzata ad otre 70mila visualizzazioni, e un singolo in classifica al fianco di un mostro sacro come Adele. Una bella premessa per due giovanissimi con ancora tanta strada da percorrere e che hanno sempre detto: “noi, arrivati qui, abbiamo già vinto”. Stefania Castella