Pollena Trocchia protagonista della XXIV^ edizione delle Giornate FAI di Primavera

Percorso enogastronomico sul monte somma con tre siti da visitare. Torna l’appuntamento con le Giornate Fai di Primavera, che ancora una volta vedono il Comune di Pollena Trocchia protagonista con visite organizzate in tre diversi siti del paese, naturali come archeologici e artistici. Nell’ambito dell’itinerario “Monte Somma – Pollena Trocchia: Storia, immagini e sapori”, è stato infatti organizzato dalla Pro Loco un percorso enogastronomico che prevede tre tappe in altrettanti luoghi d’interesse. Anzitutto, la villa romana in località Masseria De Carolis, nata come complesso termale intorno al II secolo d.C. e successivamente adibita anche ad altri scopi, come quello sepolcrale. Altra tappa sarà quella del Geosito del Carcavone e dei conetti di Pollena. Situata a circa 1,5 chilometri dall’abitato cittadino, è una grande cava di materiale eruttivo, principalmente di tipo piroclastico, formatasi nel corso delle numerose eruzioni del Somma-Vesuvio. In particolare, sono presenti in loco tre piccole strutture vulcaniche che hanno avuto origine oltre 17mila anni fa. Infine, prevista anche la visita alla Villa dei Marchesi Cappelli, costruita a metà del Settecento e lasciata in eredità alle Suore Compassioniste, struttura che conserva ancor oggi numerosi affreschi di artisti di scuola napoletana, tra cui quelli di Andrea Vaccaro, ed è impreziosita da uno splendido giardino. “Auspico che, proprio come accaduto per gli anni scorsi, le bellezze del nostro territorio richiamino a Pollena Trocchia numerosi visitatori da tutta la provincia di Napoli, che, sono certo, resteranno piacevolmente sorpresi dal patrimonio del nostro paese” ha detto il sindaco del comune vesuviano, Francesco Pinto. Ad accompagnare i visitatori, come da prassi del Fondo Ambientale Italiano, saranno giovani studenti del territorio, ciceroni per due giorni. Le visite nell’ambito della 24esima edizione delle Giornate Fai di Primavera si apriranno nella mattinata di sabato, a partire dalle ore 10, e si protrarranno fino alle 17. Domenica, invece, appuntamento dalle ore 9.30 alle 13. In entrambe le giornate saranno messe a disposizione navette in partenza dalla centrale Piazza Amodio. “Ringraziamo tutti coloro che, da anni, contribuiscono alla buona riuscita di una manifestazione che va nella stessa direzione che percorriamo come Amministrazione comunale, quella della valorizzazione del nostro patrimonio storico-naturalistico” ha concluso Pinto.  

Ercolano, Cantone: sì a licenziamento fannulloni

Assenteisti? Legalità è soprattutto affermazione comportamenti.
I fannulloni vanno licenziati ”quando si accerta che sono fannulloni”. Lo ha detto il presidente dell’Anac Raffaele Cantone intervenuto a Ercolano alla manifestazione di legalità con le scuole ‘I cento passi in cammino contro le mafie’. A chi, poi, gli chiede in merito ai 35 vigili urbani che ieri hanno ricevuto informazioni di garanzia per assenteismo, sottolinea che la ”legalità è anche essere presenti sul posto di lavoro. É il minimo indispensabile”. ”Legalità – ha aggiunto – è anche qualcosa in più ed è soprattutto responsabilità e impegno. Non è solo affermazione di parole ma soprattutto di comportamenti”. (Fonte foto: rete internet)

San Giuseppe Vesuviano, la voce di Alessia Langella scalda The Voice of Italy

Una voce intensa, giovanissima, promette di regalare grandi emozioni già nelle prime Blind del talent The Voice of Itlay. Incanta tutti e quattro i giudici e sceglie la Carrà. Novanta secondi, questo il tempo che bisogna impiegare per convincere i giudici di avere una capacità in più degli altri. Qualcosa che si distingua. Il sogno appartiene a tanti, ma il colore vocale, la forza, il timbro devono essere unici, originali, convincere i coach a voltare le poltrone e dire “Sì”. Questa quarta edizione di “The Voice of Italy” partita il 24 febbraio terrà banco tutti i mercoledì sera in prima serata per 14 puntate fino al 25 maggio. La conduzione di Federico Russo accompagnato da Alessandra Angeli (ex Pechino Express 3) ha un team di coach quasi completamente nuovo e che vede il ritorno di Raffaella Carrà affiancata da Max Pezzali, Dolcenera ed Emis Killa. Tra tutte le emozioni di queste prime Blind Audition, ad impressionare particolarmente c’è una voce di questa terra; giovanissima, eppure con un tono dritto, intenso. Una canzone difficile “I’m with you” di Avril Lavigne, con una partenza dolce che deve aprirsi alla forza. C’è tutta, nella voce di Alessia Langella 18enne di San Giuseppe Vesuviano dalla vitalità destinata a lasciare il segno, contesa dai quattro, ha scelto il team Carrà ed è salita subito al vertice dell’entusiasmo di un pubblico che farà di sicuro orgogliosamente il tifo per lei, giovane, forte, dolce, determinata. Grandissima eccitazione nell’accogliere un nuovo talento cresciuto alle falde del Vesuvio, e come dimenticare il batticuore regalato nell’ultima edizione di X Factor dal duo degli Urban Strangers, arrivati ad un attimo dal podio. Alessio Iodice e Gennaro Raia entrambi di Somma Vesuviana, talento eccezionale, scalavano cuori e classifiche in brevissimo tempo, sostenuti dall’orgoglio di una cittadina intera e da tutta Italia. La loro “Runaway” inedito perfettamente nelle loro corde – internazionale e fortissimo – ancora sorprende all’ascolto. Oggi, si spera di rivivere con Alessia Langella le stesse fortissime, avvincenti, emozioni. Ricordiamo che dopo le Blind auditions, ci saranno altre due fasi “The Battles” e i “Knockout” prima della quarta ed ultima fase in cui resterà solo lo scontro finale per conoscere il nuovo protagonista di un talent, che regala sempre grandissime emozioni la scoperta di nuovi talenti canori. Lo spettacolo della musica, e del talento vero, regalerà momenti da non perdere. Mercoledì prima serata su Rai 2. Stefania Castella (Fonte foto: rete internet)

Auchan Mugnano: l’azienda blocca i trasferimenti forzati al Nord. Solo per 10 giorni…

Accordo temporaneo con i sindacati per verificare soluzioni un po’ meno traumatiche.    Auchan Mugnano: ieri c’è stato l’incontro con i sindacati, nell’ipermercato di via Pietro Nenni. Alla fine del faccia a faccia l’azienda ha concordato con le organizzazioni  di categoria un blocco di dieci giorni dei trasferimenti forzati in Lombardia, Veneto e Lazio. Alcuni dei 25 lavoratori da trasferire dall’impianto della grande distribuzione hanno già ricevuto le lettere di solo andata con destinazione Milano, Brescia, Mestre e Roma.  Una decisione, questa della multinazionale d’oltralpe, dettata dalla convinzione che il raggiungimento della quota di esuberi fatta registrare l’anno scorso non è risultata sufficiente a fronteggiare la crisi in cui verserebbero gli ipermercati napoletani. Auchan intanto  vuole verificare se i dipendenti da trasferire se ne possano andare in mobilità con incentivi. Se ne riparlerà il prossimo 27 marzo. (Fonte foto: rete internet)

Pomodoro San Marzano conquista Giappone

Coldiretti, in visita nel Salernitano, interessati al made in Italy.
Il pomodoro San Marzano DOP conquista i buyer giapponesi che stamane hanno visitato lo stabilimento della Danicooop a Sarno (Salerno). La delegazione di Tohno sta visitando in questi giorni la provincia di Salerno per instaurare possibili relazioni commerciali. “Il Giappone può diventare un partner importante per l’agroalimentare salernitano – spiega il direttore di Coldiretti Salerno, Enzo Tropiano – si tratta di un mercato interessato ai prodotti made in Italy, di cui apprezza l’elevata qualità. Ospitare a Sarno una delegazione di buyer giapponesi, ha significato far conoscere da vicino i molteplici utilizzi e le proprietà del pomodoro San Marzano e, soprattutto, affermare il forte legame con il territorio”. “Il San Marzano Dop va tutelato anche attraverso iniziative come queste – continua Tropiano – purtroppo il nostro pomodoro è tra i più contraffatti all’estero”. (Fonte foto: rete internet)

Napoli, studio dentistico abusivo nascosto in un’associazione ucraina: i Nas sequestrano tutto

L’attività illegale era gestita da una napoletana, in accordo con gli slavi.  Si trova in piazza Principe Umberto.    Fino a qualche tempo fa i dentisti abusivi napoletani, anche quelli privi di laurea in odontoiatria,  e non solo napoletani, si “nascondevano” da soli, per conto proprio, in questo o quell’edificio della città o della provincia. Magari “infrattandosi” negli scantinati dei palazzi. Ora però usano le associazioni straniere per celare le loro attività illegali. Proprio  così. Ieri infatti durante un controllo nella sedicente “Associazione ucraina onlus”, ubicata al civico 4 di  piazza Principe Umberto (vicino alla stazione centrale), associazione della quale risulta  presidente Z.T., 50 anni,  di nazionalità ucraina, i carabinieri del Nas di Napoli, il Nucleo anti sofisticazioni e per la tutela della salute, hanno sequestrato uno studio dentistico gestito da una 57enne professionista del posto. Lo studio, secondo quanto comunicato dal Nas,  è stato attivato in assenza dell’indispensabile autorizzazione sanitaria. (Fonte foto: rete internet)

San Giuseppe Vesuviano, al via il centro antiviolenza: sostegno alle donne contro la violenza di genere  

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  San Giuseppe Vesuviano ha il suo centro antiviolenza, presidio sentinella di contrasto alla violenza di genere. Il centro offre servizi di assistenza a tutte le donne che, in particolari contesti sociali, abbiano necessità di sostegno e di intraprendere nuovi percorsi di vita e di autodeterminazione. Considerato che i dati nazionali Istat indicano che in Italia circa il 31.9% della popolazione femminile tra i 16 ed i 70 anni ha subito almeno una volta nella sua vita violenza, si stima che il centro possa potenzialmente offrire sostegno a numerose donne in difficoltà. Il centro, appartenente alla rete di sportelli previsti nei Comuni dell’Ambito territoriale sociale 26, di cui San Giuseppe Vesuviano è Comune capofila, offre diversi servizi e, tra questi, un servizio di prima accoglienza per le donne in difficoltà. Nel corso del primo incontro il personale specializzato del centro vaglia la tipologia di domanda di aiuto formulata, prestando particolare attenzione al difficile contesto di vita in cui la donna avverte, suo malgrado, di essere immessa. Seguono, poi, attività di consulenza legale finalizzate a garantire maggiore conoscenza dei propri diritti mediante una valutazione giuridica delle problematiche vissute ed ulteriori attività di sostegno psicologico, individuali e di gruppo. Il centro antiviolenza, dunque, potenzia la rete di servizi sociali offerti, ad oggi, dall’Ente. “Ogni forma di violenza e di sopruso è inaccettabile e deve essere contrastata costantemente e con fermezza – dichiara Vincenzo Catapano, sindaco di San Giuseppe Vesuviano – I centri antiviolenza, nel nostro Comune come negli altri appartenenti all’Ambito 26, costituiscono un importante presidio di sostegno per le donne che, in difficoltà, vi si rivolgeranno per ottenere supporto”. Il Centro antiviolenza “Lilith: uscire dal silenzio” è attivo in via Giuseppe Moscati, n. 18, presso la sede dell’Associazione InRosa, il lunedì dalle ore 10:00 alle ore 12:00, il martedì, dalle ore 10:00 alle ore 13:00 e dalle ore 16:00 alle ore 19:00, il mercoledì, dalle ore 16:00 alle ore 18:00, ed il giovedì, dalle ore 20:00 alle ore 13:00 e dalle ore 16:00 alle 19:00. Gli utenti possono, in ogni caso, rivolgersi al numero rosa 800960209, attivo 24 ore su 24, per un primo contatto telefonico, garantito da privacy e riservatezza. (Fonte foto: rete internet)    

Ancora… e sempre PASQUA

Tra  qualche giorno ci faremo, ancora una volta,  gli auguri: “Buona Pasqua” o “Buone feste”. Per capire la storia della nascita e della celebrazione della Pasqua professata dalle due più grandi religioni monoteiste, il Cristianesimo e l’Ebraismo, dobbiamo fare un salto nel passato e andare a scandagliare i più remoti angoli della storia. Le origini della Pesach, Pasqua ebraica, risalgono, probabilmente, alla festa pastorale che veniva praticata nel Vicino Oriente dai popoli nomadi per ringraziare Dio. I festeggiamenti pastorizi erano legati anche alla “festa del pane non lievitato” – mazzot. Dopo la liberazione del popolo ebraico, fuggito dall’Egitto guidato da Mosè, la Pasqua ebraica assunse un diverso significo. Mosè, come è scritto nel dodicesimo capitolo dell’Esodo, programmò la fuga del suo popolo. Tutti gli ebrei uccisero un agnello di un anno, consumarono il pasto in piedi con il bastone, pronti per la partenza, e segnarono con il sangue dell’animale le porte delle abitazioni. Così facendo tutti i primogeniti ebrei si sarebbero salvati dall’angelo inviato da Dio. Ancora oggi la Pasqua ebraica, che inizia con il plenilunio di marzo e dura per otto giorni, è celebrata seguendo antichi riti. Durante questi otto giorni tutto gli ebrei ricordano la liberazione dalla schiavitù del proprio popolo dalle vessazioni egiziane e l’inizio di un viaggio lungo 40 anni alla volta della terra promessa. La celebrazione della Pasqua coinvolge tutti i familiari con la lettura dell’Haggadà – libro della leggenda. In questo periodo, inoltre, sono banditi i cibi lievitati e per questo si mangia esclusivamente il pane azzimo. La tavola, durante la festa, è ricca di cibi simbolici: le erbe amare che ricordano la sofferenza del popolo ebraico, il pane azzimo, l’agnello arrostito intero, le erbe rosse, un uovo che simboleggia il lutto e la salsa charoseth, usata dagli schiavi ebrei in Egitto. La Pasqua cristiana, invece, celebra non un evento, ma l’ EVENTO che ha rivoluzionato l’intera umanità: la Risurrezione del figlio di Dio, Gesù di Nazareth che, dopo essere stato crocifisso, risorge per liberare gli uomini dalla morte, dalla disperazione, dalla tristezza e dal dolore, proiettandoli verso un futuro di gioia e di speranza. L’origine della Pasqua, secondo il Nuovo Testamento, risale alla crocifissione di Gesù, episodio che coincide con la vigilia della celebrazione di quella ebraica. I cristiani di origine ebraica onoravano la Resurrezione dopo la celebrazione della Pasqua semitica, mentre i cristiani di origine pagana la ossequiavano tutte le domeniche dell’anno. Da questa ambivalenza e confusione di festeggiamenti nacquero numerosi controversie che terminarono nel 325 d.C. grazie al Concilio di Nicea, che stabilì che la Pasqua doveva essere celebrata la prima domenica dopo la luna piena che seguiva l‘equinozio di primavera. Nel 525 d.C. si stabilì che questa data doveva cadere tra il 22 marzo e il 25 aprile. Anche i cristiani ortodossi festeggiano la Pasqua ed essendo cristiani, con lo stesso significato dei cattolici. In questo caso la differenza è nel giorno in cui si celebra la festa, dato che le due Chiese utilizzano calendari diversi. Gli ortodossi, infatti, usano il calendario giuliano (introdotto da Giulio cesare nel 46 a.C.), che anche la Chiesa cattolica ha utilizzato fino al 1582, anno in cui è passata al calendario gregoriano, che è in uso in tutto l’Occidente. Quest’ultimo calendario deve il suo nome a Papa Gregorio XIII ed è basato sul ciclo del sole, secondo gli studi dell’astronomo polacco Niccolò Copernico.  Certo la Pasqua è un mistero. Il che  significa che di fronte alla morte possiamo scoprire non solo il regno della morte, ma anche “il senso del senso”. Ogni uomo, credente o non credente, cerca un senso alla propria esistenza. Vorrebbe che la sua vita fosse salvata: sappiamo che oggi per molti l’orizzonte è disperato perché non trovano un senso. La caratteristica più dolorosa del nostro tempo è la mancanza di speranza. C’è un senso, tra i vari sensi della vita, più profondo che io penso risieda nella coscienza di ogni uomo.  Non solo (come ha detto qualcuno) “cosa posso fare”, “cosa posso conoscere”: anche “cosa posso sperare”. Questo è il senso del senso. Cioè credere che ci sia la possibilità di sperare in un oltre, al di la della morte. Se non abbiamo questa speranza, se la morte resta l’ultimo confine, è difficile trovare un senso. E’ compito di tutti e di ciascuno “trasmettere” la speranza, in un mondo disorientato e alquanto disperato. Già qui ed ora. Nell’attesa del compimento e della piena realizzazione del “senso del senso” della nostra vita bella. Che continua, ancora più bella, oltre questa. (Fonte foto: rete internet) ANNUNCIARE DENUNCIARE RINUNCIARE http://ilmediano.com/category/sociale/annunciare-denunciare-rinunciare/

Quando il nucleare sarà solo un ricordo.

Nella centrale del Garigliano iniziati i lavori di smantellamento del camino. Gli impatti sull’ambiente e le garanzie per il deposito dei rifiuti.

L’ingegner Giuseppe Zollino Presidente della Sogin, la Società pubblica responsabile dello smantellamento – decommissioning – delle centrali nucleari italiane è  forse tra le poche persone che  hanno preso impegni precisi per la tutela ambientale della Campania. Sebbene a lungo termine. Il suo compito procede  verso la  messa in sicurezza della centrale elettronucleare   del Garigliano a Sessa Aurunca. L’attenzione su questa e sulle altre centrali spente italiane, è riemersa forte in questi giorni a  5 anni  dal disastro della centrale giapponese di Fukushima travolta da un violento tsunami. Un onda  lunga, si è detto, che  arriva fino ai suoli di casa nostra. La Campania sotto l’ impulso di popolazioni  locali e comitati, ha comunque sempre  avuto a cuore le sorti di questo vasto territorio al confine con il Lazio. La ragione è evidente. Nonostante la consolidata inattività, qualche effetto radiologico proveniente dalla centrale  qui  c’è stato. Il Garigliano è nel panel dei siti  sotto il controllo della Sogin. La lista si completa con gli impianti di  Trino Vercellese, Caorso  e Latina. Le attività  di decommissioning dovranno  restituire al territorio siti liberi da ogni vincolo radiologico. Impegno notevole, perchè  nessuno dovrà temere rischi per l’ambiente e la salute. Se in Giappone il nucleare è stato  abbandonato con contestuale ripresa degli investimenti nelle energie rinnovabili, da noi le azioni sono state molto lente. La storia della centrale del Garigliano è tuttavia di interesse. Costruita tra il 1959 e 1963 su progetto dell’ingegnereRiccardo Morandi, iniziò a produrre energia elettrica nell’aprile del 1964. L’impianto è rimasto  in funzione fino al 1978, generando 12,5 miliardi di kWh di energia elettrica.  Lo smantellamento è iniziato 16 anni fa, ma solo da pochi mesi è avviata la decontaminazione del vecchio camino. Il simbolo di una strategia energetica avveniristica quanto rischiosa –  soppiantata da un referendum abrogativo contro il nucleare- sarà abbattuto. Ma se ne costruirà uno nuovo di oltre 30 metri ,  necessario per lo scarico degli effluenti aeriformi e utile per le successive attività. La Sogin stima il completamento dei lavori tra il 2024 e il 2028. Sarà un bel traguardo con la liberazione da un incubo. Uno spettro ultradecennale che secondo molti studi e ricerche ha provocato contaminazioni e gravi patologie . L’intersse che Sogin e il suo Presidente dedicano all’ambiente campano incrocia, però, il problema dei rifiuti radioattivi. Quelli stoccati e custoditi all’interno del sito del Garigliano e non solo. Il tema della scelta e dell’ ubicazione  del deposito nazionale di tutti i radioattivi, è  abbozzato. Il grande risiko della ricerca del luogo ideale è ripartito ed entro l’anno il governo dovrebbe renderlo noto. Lo si costruirà all’interno di un Parco tecnologico moderno, poco invasivo , ma  cetramente dibattuto . Sarà individuato come centro di eccellenza, aperto a collaborazioni internazionali e farà capo alla Sogin. Il territorio circostante, questo è chiaro sin da ora, dovrà avere un ruolo. Come già oggi a  Sessa Aurunca,  le istituzioni locali sorvegliano ilavori nella centrale e rivendicano costantemente  un coinvolgimento nelle scelte, così dovrà essere per il  futuro  deposito, ovunque sarà collocato. ***

SOCIETA’/PUBBLICO E PRIVATO

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Casoria, Pasqua alle porte, pesce e dolci: i Nas sequestrano 4 quintali di alimenti sospetti in un centro commerciale e in una pasticceria

Operazione anche a Frattamaggiore in un laboratorio dolciario.      A Casoria e a Frattamaggiore i Nas di Napoli, i carabinieri del nucleo anti sofisticazioni per la tutela della salute, hanno sequestrato 380 chili di prodotti ittici e vegetali perché gli alimenti sono stati trovati privi di qualsivoglia indicazione utile a garantirne la loro rintracciabilità. Nel supermercato “Crai” di Casoria, ubicato sulla strada statale “Sannitica”, all’interno del centro commerciale “I Pini”, supermercato gestito dalla società “Selezione Italiana s.r.l.”, di cui e’ amministratore unico R. G., 64 anni, di Marano, sono stati sequestrati 180 chili di prodotti alimentari (polipi, seppie, tranci di pesce spada e  piselli). Nel laboratorio artigianale di pasticceria “Dolce Vita”, a Frattamaggiore, in via  Cumana, laboratorio gestito dalla omonima ditta individuale di cui e’ titolare  G. F., 36 anni, di Orta di Atella (Ce), sono stati invece sequestrati 200 chili di prodotti tipici della pasticceria (zeppole, cornetti e semilavorati).