Bliz dei carabinieri: 200 chili di carne sequestrati e due persone denunciate per macellazione abusiva.
I carabinieri della stazione di Marigliano, insieme ai locali forestali e a quelli del Nucleo Cinofili di Sarno, hanno denunciato per macellazione abusiva un 45enne del posto e un 59enne di Cicciano. I militari li hanno sorpresi nel seminterrato dell’abitazione del più giovane mentre macellavano carni senza alcuna autorizzazione.
Sequestrati ben 200 chili di carne suina in cattivo stato di conservazione, attrezzature per il taglio ed il confezionamento. Sotto sequestro anche 2 suini vivi pronti per la macellazione ed il locale stesso.
Napoli, vandali in piazza Municipio: sfregiata l’opera di Liu Rouwang
Il lupi di ferro dell’artista Liu Rouwang spostati e imbrattati con vernice rossa.
“E’ assurdo quanto accaduto nella notte fra venerdì e sabato a piazza Municipio, dove qualcuno ha deciso di vandalizzare la splendida opera d’arte ‘Wolves coming’, realizzata dall’artista cinese Liu Rouwang. I lupi di ferro, pesanti trecento chili l’uno, sono stati spostati dalle posizioni originarie, modificando l’assetto originario dell’opera e danneggiandone il senso. Ciliegina sulla torta, il muso di uno dei lupi è stato imbrattato con della vernice rossa. E’ veramente una vergogna assoluta che sotto le finestre del Comune si possano compiere tali scempi. Non importa l’orario, ma è incredibile che proprio in quella che dovrebbe essere la culla delle istituzioni cittadine diventa invece regno di nessuno al calare della notte”. Queste le parole di Francesco Emilio Borrelli, Consigliere Regionale della Campania per i Verdi e di Benedetta Sciannimanica consigliere del sole che ride alla 1 municipalità di Napoli.
“Occorrono assolutamente maggiori controlli per quelli che sono i luoghi istituzionali e di cultura della nostra città – proseguono Borrelli e Sciannimanica – che non possono essere lasciati in balia di questi incivili che non hanno rispetto neanche verso la propria terra. Vandalizzare un bene di tutti è di una gravità assoluta. Ora invochiamo indagini serrate e decise per acciuffare i responsabili di questo gesto riprovevole: vengano individuati quanto prima e puniti a dovere. Una punizione esemplare potrà essere da esempio per chi, in futuro, penserà di riprovarci”.
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A San Gennaro Vesuviano le giornate di prevenzione e di benessere
L’appuntamento è per Mercoledì 29 gennaio dalle ore 15:00 in via Cozzolino.
Nuova tappa delle giornate della prevenzione e del benessere, a San Gennaro Vesuviano, continuando il percorso di promozione e salute che piano sanitario nazionale prevede , affrontando le tematiche relative alla promozione della salute e prevenzione delle patologie.
Mercoledì 29 gennaio dalle ore 15:00 in via Cozzolino n. 6, il campanile della gioventù ed il Consiglio Regionale della Campania -V Commissione Sanità- con il proprio Patrocinio morale e Partecipazione, daranno vita ad una nuova giornata di prevenzione volta alle patologie del fegato.
PREVENZIONE DELLA STEATOSI EPATICA: diagnosi ecografica, terapia alimentare e nutraceutica.
L’importanza di come l’ambiente influenza ed influisce sul patrimonio genetico, fino alla comparsa di patologie e come l’alimentazione può intervenire positivamente su queste, prevenendole, risolvendole oppure rallentandole quando già presenti.
Interverranno la Dott.ssa Ornella Manzi, componente del direttivo del campanile della Gioventù, la Dott.ssa Maria Nappi, vice presidente dell’associazione, l’On. Bruna Fiola, Consiglio Regionale della Campania, componente della V Commissione Permanente Sanità e Sicurezza sociale.
Medici Specialisti per la propria disciplina, La Dott.ssa Teresa Esposito Medico Chirurgo Specialista in Bioch. Clin. e Genetica molecolare, Specialista in Scienze dell’alimentazione – Dietologia clinica- PhD in Scienze Mediche Cliniche e Sperimentali, già Università della Campania L. Vanvitelli e consulente Presidente V Commissione Sanità Consiglio Regionale della Campania ed il Dott.re Guido Pone, Medico Specialista Nefrologia, ecografia SIUMB, si susseguiranno per affrontare il tema delle patologie epatiche, offrendo alla comunità il loro contributo scientifico.
A moderare l’evento: il Dott.re Egidio Milone, Consiglio Regionale della Campania.
Seguiranno esami diagnostici gratuiti (Ecografie epatiche con consulenza e suggerimenti medico internistici, eseguiti dagli stessi, previa prenotazione.
Questo progetto, prende vita grazie al supporto, completamente a titolo gratuito, di aziende leader nella nutraceutica come Agaton e nella tecnologia per diagnostica strumentale come Medisol. Offrire il proprio contributo in qualità di divulgazione, visite mediche ed esami diagnostico-strumentali gratuiti, questo lo spirito che è alla base del progetto. In Italia si è fatta molta strada in tema di prevenzione e la Campania mantiene alto il suo impegno.
Pignoramenti, a Ottaviano il convegno con giudici di Cassazione
Ci sarà anche Raffaele Rossi, magistrato dell’Ufficio del Massimario della Corte Suprema di Cassazione, al convegno organizzato dall’Aiga, associazione italiana giovani avvocati, sezione di Nola, che si terrà il prossimo 28 gennaio ad Ottaviano, presso il Palazzo Mediceo, con inizio alle 15. Il convegno verterà sulla nuova legge in materia di custodia, liberazione del bene e conversione del pignoramento. Originario di Ottaviano, Rossi prima di approdare alla Cassazione ha maturato un’esperienza decennale al Tribunale di Nola. Con lui, tra i relatori, il presidente della sezione esecuzioni del tribunale di Torre Annunziata, Francesco Abete, il custode giudiziario Tommasina Valentina Panico e il consigliere dell’Aiga di Nola, Attilio Nunziata, che farà da moderatore. I saluti istituzionali saranno del sindaco di Ottaviano Luca Capasso, del presidente dell’ordine degli avvocati di Nola, Domenico Visone, del presidente dei commercialisti di Nola Domenico Ranieri, del condirettore di Anvur De Iustitia Carlo Giordano e del presidente dell’Aiga di Nola Tommaso Tafuro .
(Fonte foto:rete internet)“I rigatoni “allo scarpariello”, il piatto filosofico che fa dire: “oggi è sempre meglio di ieri” e “le scarpe svelano l’uomo” e la donna…….
E’ un piatto perfetto, gustato “ a solo “: i rigatoni si gustano uno alla volta, per il rispetto che si deve alla loro irripetibile individualità Sarebbe un sacrilegio sostituirli con i vermicelli. L’origine del nome e le “abilità” connesse al mestiere. La donna e l’uomo si conoscono anche dalle loro scarpe: l’hanno detto D’ Annunzio, Steinbeck e Calvino, e soprattutto Totò in “San Giovanni decollato”.
Ingredienti:320 g di rigatoni ;500 g di pomodori datterini:20 g di olio extra vergine di oliva; 20 g di strutto di maiale; 60 g di parmigiano reggiano; 40 g di pecorino romano grattugiato; 60 g di provolone del monaco stagionato;1 spicchio di aglio rosso ;peperoncino q.b.; 8 foglie grandi di basilico; sale q.b. In una padella far soffriggere l’aglio schiacciato con olio e strutto. Aggiungere poi peperoncino, basilico e pomodorini tagliati a spicchi. Lasciar cuocere il tutto per circa 8 minuti, eliminare l’aglio e aggiustare di sale.In un cutter frullate la metà dei pomodorini cotti e aggiungerli alla parte restante. Cuocere la pasta in abbondante acqua salata e scolarla al dente, così da ultimare la cottura nel sugo dei pomodorini. Togliere dal fuoco ed aggiungere i formaggi mantecando per bene lontano dal fuoco. Impiattare e completare con foglioline di basilico fresco ( La ricetta è quella pubblicata dal sito “Scatti di gusto”)
Il rigatone è, nella filosofia della pasta, il simbolo della scuola dei filosofi dell’Assoluto.. Il rigatone è un tipo completo: ha in sé il cerchio, il cilindro, le curvature della geometria non euclidea e della fisica di Einstein, ha le rigature, simbolo concreto di un mondo che non è liscio, non è levigato, e, per fortuna, non è tutto piatto. La forchetta che infilza più di un rigatone alla volta fa sacrilegio: non ci saranno mai due rigatoni uguali, perché il condimento, avvolgendo, cospargendo e invadendo ciascuno di essi in modo e in misura diversi, ne esalta la specifica individualità. ‘E dunque proclamare che in questo piatto “ d’’o scarpariello “ i vermicelli possono sostituire i maccheroni“ ‘a pasta doppia “, mi sembra una imperdonabile eresia. Inoltre, lo scarpariello, costretto a concentrarsi per preparare e per gustare questo filosofico piatto, acquistava quella capacità di osservare e di dedurre che gli consentiva di capire la condizione finanziaria e il mestiere del suo cliente, e di ricostruire, infine, alcune tappe del “ viaggio” della vita in cui lo accompagnavano. A sostegno di questa tesi potrei citare un gran numero di scrittori, a partire da D’Annunzio , da Steinbeck e da Calvino, ma mi limito a ricordare le lezioni date da Totò “professore” di scarpe nel film “San Giovanni decollato”.
O scarpariello “ non è quello del disegno di Palizzi la cui immagine correda l’articolo. Quello è ‘o solachianiello, che non aveva posto fisso, ma girava con gli attrezzi per i vicoli e cercava di salvare le scarpe dei poveri, che da tempo non erano più scarpe. “ ‘ O scarpariello “ appartiene al grado superiore della scala: ha il posto fisso, “ ‘o bancariello “, quasi sempre in un cortile, come Totò nel film “ San Giovanni decollato “. I rigatoni al pomodoro facevano parte di quella cucina d’’ o scarpariello, su cui venti anni fa scrisse uno splendido articolo Marco Guarnaschelli Gotti. A Napoli c’era una cucina dei “mestieri” la cui storia meriterebbe di essere raccontata. I “ portieri “, per esempio, erano considerati i maestri del ragù, perché avevano tutto il tempo per sorvegliare le complesse vicende della sua cottura, e, soprattutto, avevano qualche soldo per comprare i pezzi di carne necessari, mentre le parmigiane di melanzane e di zucchine e enormi cuozzi di pane, imbottiti di polpette e di cotiche, accompagnavano, nei loro viaggi, carrettieri, vatecari e cocchieri di carrozzelle. “ ‘ E scarparielli ”, che sul fornello scioglievano la pece e i colori per le scarpe, tra una ciabatta e l’altra, ripassavano a fiamma lenta la pasta “ soperchiata “ della sera prima o del mezzogiorno e la tiravano via al momento giusto, – il culmine della sapienza era nel cogliere questo attimo -, quando, a seconda della pietanza, la pasta “ si arroscava “ o “ si attassava “: in queste delicate azioni il pecorino e il cacio di Crotone svolgevano, in quei tempi lontani, il ruolo fondamentale. Questo piatto è la semplicità fatta perfezione: diceva John Singer Sargent che la grandezza dell’artista si vede meglio in un acquerello di tre pennellate che in un quadro a olio con dieci figure. Uno dei segreti è contemperare l’aggressività del peperoncino con i toni dello strutto di maiale.. E’ un piatto da “ a solo “: sono giustificate soltanto la presenza di un pezzo di pane cafone e la benedizione di un rosso del Vesuvio che sia vigoroso e nello stesso tempo delicato, e che, soprattutto, sia l’ “ anima “ autentica di uve autenticamente vesuviane.
Impianto biogas a Palma Campania, il sindaco di Ottaviano: “Un tavolo di concertazione tra Comuni”
“Non entro nel merito tecnico dell’impianto di biogas che il sindaco di Palma Campania vuole realizzare nella sua area industriale, ai confini con San Gennarello: quando si parla di rifiuti bisogna avere occhi aperti e competenze, ma per questo c’è tempo. Di certo, mi aspetto condivisione e confronti con gli altri Comuni, prima di avviare un progetto del genere”, così il sindaco di Ottaviano, Luca Capasso, interviene nella questione in discussione in questi giorni a Palma Campania, dove il sindaco Nello Donnarumma ha dato disponibilità a realizzare un impianto per la trasformazione dei rifiuti in biogas nell’area industriale di via Novesche.
Aggiunge Luca Capasso: “Le ricadute di un impianto di biogas non riguardano solo la città che lo ospita, ma un intero territorio. E non mi riferisco solo alla puzza che, come è noto, non ha confini: mi riferisco a tutte quelle conseguenze negative che, ovviamente, nessuno si augura e che proprio per questo vanno prevenute”.
Di qui la proposta: “Chiedo, dunque, al sindaco di Palma Campania di convocare un tavolo di concertazione con i sindaci dei centri vicini, prima di avviare l’iter per realizzare l’impianto di biogas. Infine un appunto personale, ma neanche troppo: noto che gli ambientalisti che tanto si sono agitati per il rally (assolutamente legittimo) ad Ottaviano, ora tacciono. Meglio così, sia chiaro: meno parlano, meno danni fanno”
Tentativo di furto al bancomat con un ordigno, paura nella notte a Giugliano
ll furto di un bancomat è stato sventato la scorsa notte a Giugliano grazie al tempestivo intervento dei carabinieri allertati dai residenti che sono stati svegliati di soprassalto dall’esplosione di un grosso ordigno. Il fatto è avvenuto la scorsa notte intorno alle 2, lungo il centrale corso Campano.
Secondo quanto accertato dai militari della locale Compagnia, i banditi avevano puntato al bancomat di un’agenzia bancaria.
L’esplosione dell’ordigno ha svegliato dal sonno centinaia di persone che hanno chiamato i carabinieri. I malviventi all’arrivo dei militari si sono dileguati. Il corso è stato chiuso al traffico per consentire agli investigatori di eseguire tutti gli accertamenti del caso.
Il “Larario” con i suoi affreschi in esposizione al MATT di Terzigno
L’evento si terrà il 29 gennaio 2020. Dopo il prestito sarà ricollocato nella Mostra Archeologica in una Sala dedicata, in attesa di un altro viaggio per una nuova esposizione nel Mondo.
Gli affreschi più apprezzati della Mostra Archeologica “Pompei oltre le mura – le ville di Terzigno all’ombra del Vesuvio” presso il MATT – Museo Archeologico Territoriale di Terzigno sono quelli del Larario.
Un’importante opera rinvenuta nella cucina della “Villa 6”, nell’area della cava Ranieri a Terzigno, con la rappresentazione dei due lari e del Genio sacrificante e con la raffigurazione di due serpenti che si avvicinano ad un piatto di offerte.
I magnifici affreschi, già esposti all’inaugurazione della Mostra del 19 settembre 2019, sono stati successivamente in esposizione presso le Scuderie del Quirinale in Roma, per la mostra temporanea “Pompei e Santorini – L’eternità in un giorno”
Mercoledì 29 gennaio 2020, alle ore 11.30, presso il MATT avrà luogo un evento per il rientro del “Larario” nella sua nuova collocazione in una Sala dedicata.
Si terrà una conferenza stampa per illustrare le attività svolte, i risultati ottenuti e le scelte per valorizzare l’archeologia di Terzigno. Sarà possibile visitare l’esposizione del MATT fino alle ore 13.00.
Parteciperanno all’evento, oltre al sindaco di Terzigno, Francesco Ranieri, l’assessore alla Cultura, Genny Falciano e l’Amministrazione Comunale, anche il direttore generale del Parco Archeologico di Pompei, Massimo Osanna, il direttore generale del Grande Progetto Pompei, Mauro Cipolletta, il presidente del Parco Nazionale del Vesuvio, Agostino Casillo, rappresentanti del Mibac e delle altre Istituzioni del Territorio.
Con inizio alle ore 19.30, invece, si terrà la seconda parte dell’evento con la degustazione enogastronomica GourMATT dal titolo “Dal sacrificio al banchetto: rituali e cibo nella casa romana”.
Un cuoco esperto della cucina storica romana, condurrà gli ospiti in un percorso nella cultura a tavola con gli antichi: parlerà dei “pilastri” della cucina dell’epoca e degli ingredienti caratterizzanti e di come questi si siano evoluti fino ai giorni nostri.
Saranno mostrati gli oggetti e gli strumenti in uso nella quotidiana preparazione del cibo e quelle che erano le tecniche di cottura di esso. Si parlerà di tradizioni e di abitudini a tavola degli antichi romani, anche gli eccessi e le stravaganze tipiche del convivio antico avranno il loro spazio, il tutto tenendo in considerazione le differenze della stratificazione sociale, l’espansione geografica dei confini e l’avvicendamento dei secoli che hanno caratterizzato la Roma Antica e la stessa Pompei.
Tutto presente anche nelle ville della vicina Terzigno, come il particolare vino Mulsum, ovvero di un vino preparato, come era consuetudine, con miele e spezie. Vino che non potrà mancare per un brindisi tipico dell’epoca per il rientro dei prestigiosi affreschi.
Shoah, gli alunni della “San Giovanni Bosco-Summa Villa”incontrano gli Ebrei dell’antica Terra di Somma Vesuviana
Lunedì 27 gennaio 2020, la “Giornata della Memoria”, gli alunni della Scuola Media Statale “San Giovanni Bosco – Summa Villa”, guidati dalla prof. essa Maria D’Ambrosio, visiteranno a partire dalle ore 11:00 il quartiere Giudecca di Somma Vesuviana alla ricerca di attestazioni e presenze ebraiche.
Gli ebrei sono presenti sui territori italiani da tempi remoti. L’arrivo di questo popolo in Italia e in Campania risale già al 63 a.C.: erano prigionieri dei Romani di Pompeo, che ebbero libero permesso di vivere e commerciare a Pompei, Ercolano, Pozzuoli, Salerno e Napoli. Lo storico sommese Domenico Russo aggiunge che numerosi rinvenimenti archeologici attestano anche la presenza del popolo ebraico a Capua e nel territorio nolano. Nella città di Napoli, gli Ebrei fondarono la prima comunità in via Giudecca Vecchia a Forcella e la loro prima sinagoga. A Napoli, inoltre, anche un’altra colonia ebrea si insediò nel vicolo ebraico, l’odierno Limoncello. In città sorsero anche due sinagoghe. Quando i monaci domenicani iniziarono a perseguitarli in tutta Italia, obbligandoli a porre contrassegni sui loro vestiti. Molti ebrei dall’altra parte della penisola si rifugiarono in Campania, ma, nonostante pagassero regolarmente le tasse ai dominatori e svolgessero fiorenti attività commerciali e culturali, nel 1541 vennero comunque espulsi. E in quest’epoca che si concretizza definitivamente anche l’allontanamento degli ebrei dalla Reale Terra di Somma. Nel 1928 lo storico Alberto Angrisani segnalava la loro presenza a Somma grazie ad alcuni graffitti su tegola rinvenuti all’interno della località “Abbadia”. Tali reperti, infatti, hanno convalidato recentemente l’esistenza di personale ebraico alle dipendenze di una fattoria o villa romana che ivi esisteva. I graffiti sembrano riprodurre una stella a cinque punte, che come appare anche in vari esemplari pompeiani, è quasi sempre collegabile a frasi inerenti personaggi o contesti ebraici, come riferisce l’archeologo Antonio Varone. Dal I secolo d.C. passeranno poi circa mille anni prima che si possa documentare la presenza della comunità ebraica nella Terra di Somma, continua Russo.
Re Carlo I d’Angiò, infatti, si servì della loro opera di banchieri, di sanitari, di orafi, di traduttori dall’arabo. Gli ebrei erano grandi prestatori di denaro; infatti nel lungo elenco vi erano i napoletani come Abramo de Lucifero, Monda Pisano, Abramo di Buonofato, Abramo Provenzale, Trottu de Lia. In particolare gli Abramo o “de Abraymo” erano pure dei mercanti sommesi, come sostiene lo storico Domenico Russo. Il cognome, tuttora esistente a Somma, ha avuto poi attraverso i secoli l’evoluzione in “Averaimo”, come attesta lo storico veneziano D. Fabrizio Capitello nella sua “Raccolta di Reali Registri, Poesie diverse…” del 1705. In quest’epoca la Giudecca era ubicata all’esterno della cinta muraria. Il prof. Mimmo Parisi sostiene, nei suoi studi, che gli ebrei, praticando l’usura, non potevano risiedere nel quartiere murato. Senza dubbio è da rilevare che nell’Italia meridionale, alla fine del dominio angioino, gli Ebrei formavano una classe sotto certi aspetti privilegiata e numerosa, sia per un forte ritorno all’Ebraismo dopo tante conversioni sia per le nuove immigrazioni, come ci conferma lo storico di orgine ebraica Emanuele Artom.
A conferma, poi, della presenza ebraica nella città di Somma vi è lo storico degli ebrei del Mezzogiorno, Dr. Nicola Ferorelli, che nella sua opera “Gli Ebrei nell’Italia meridionale dall’età romana al secolo XVIII”, Torino, 1915, afferma esplicitamente che in Somma nel sec. XV vi era una fiorente colonia ebraica nell’antichissimo quartiere Giudecca. E’ il periodo aureo dell’intreccio della storia locale con gli ebrei – come sostiene Russo – dato dal dominio aragonese nel Regno di Napoli. Alla seconda metà del XV secolo, e non prima, infatti, risale l’organizzazione della Giudecca, cioè del vero e proprio quartiere ebraico stavolta all’ interno della cinta fortificata del quartiere Casamale (vedi foto). Con l’ampliamento della murazione aragonese, infatti, operata da Ferrante d’Aragona, la Giudecca rientrò nella cinta muraria. A tal riguardo gli aragonesi, già a partire da Alfonso, non si mostrarono mai ostili, anzi utilizzavano gli ebrei anche in impieghi di prestigio, come sostiene il prof. Mimmo Parisi. I de Falco, che portarono a Somma l’edicola tutelare della “Madonna della Misericordia” in via Giudecca, erano ebrei genovesi, commercianti d’oro, venuti in massa a Napoli sotto il dominio aragonese. Ancora oggi la famiglia De Falco porta il soprannome ‘e ponenti, il che ci conferma la provenienza dalla Riviera di Ponente in Liguria, come afferma l’ing. Arcangelo Rianna.
La via del Console, ‘o cuonsolo, permetteva al rappresentante degli ebrei di poter scendere in città per confrontarsi con gli amministratori locali dell’epoca, dal momento ché l’attuale via Gino Auriemma era impercorribile, forse, o per la presenza di un grande fossato a difesa della terra murata, oppure la nuova costruzione muraria non permetteva lo sbocco sulla strada citata. La predilezione di re Alfonso d’Aragona per la città di Somma e per il popolo ebraico contribuirono quindi – secondo il Russo – alla costituzione di una forte comunità ebraica. A ciò bisogna aggiungere che il medico personale di Alfonso d’Aragona era un ebreo palermitano di nome Mosé Bonavoglia, menzionato nei documenti dell’epoca con il titolo di “artium et medicine doctor”. Molti ebrei diventarono, successivamente, cattolici – come afferma il prof. Mimmo Parisi – dopo l’espulsione dal Regno e tanti si convertirono nel tempo per continuare le loro attività commerciali.
Caivano: si concede una pausa e quando torna trova i Carabinieri. In manette pusher 46enne
I carabinieri della tenenza di Caivano hanno arrestato per detenzione di stupefacenti a fini di spaccio Antonio Argiento, 46enne del post.
I militari hanno raggiunto l’uomo nel vano scale di una palazzina del cosiddetto “Bronx” di Via Atellana e dopo una lunga osservazione hanno notato Argiento che cedeva stupefacente attraverso una fessura ricavata in un cancello di ferro. Prima di essere arrestato, l’uomo si è concesso una breve pausa e quando è tornato al suo posto ha trovato i carabinieri.
Nelle sue tasche 53 dosi di cocaina per complessivi 47,7 grammi, 1 dose di cocaina e 290 euro in contante, provento verosimilmente illecito.
In attesa di giudizio, il 46enne è stato tradotto al carcere di Poggioreale.
