Positività Carmine Sommese, Codici Campania:”Fateci sapere se ha operato con sintomi evidenti di contagio”
Riceviamo e pubblichiamo un comunicato stampa da Codici Campania.
In relazione alla positività al Covid 19 del dott. Carmine Sommese, chirurgo in servizio presso l’Ospedale Santa Maria la Pietà di Nola e sindaco del Comune di Saviano, le associazioni Codici Salute e Codici Campania hanno inviato una richiesta di accesso agli atti ai sensi della Legge 241 del 1990 alla direzione sanitaria dell’Ospedale di Nola e dell’Asl Na 3; nota, a firma del presidente nazionale di Codici Salute Giuseppe Ambrosio e del segretario nazionale di Codici Ivano Giacomelli, inviata per conoscenza anche alla Direzione regionale per la tutela della salute pubblica, ed a cui gli enti pubblici dovranno obbligatoriamente rispondere nel termine di 30 giorni.
Difatti in relazione a tale episodio nelle due cittadine di Nola e Saviano – tra colleghi, cittadini e pazienti – da giorni circolano timori diffusi in relazione alla possibilità di contagio subito dal professionista. Apprensione anche nel baianese dove pure il chirurgo – a cui vanno i più sinceri auguri di rapida e completa guarigione da parte delle associazioni – svolge parte della sua attività professionale.
In particolare si racconta, con dovizia di particolari, che il professionista abbia continuato ad esercitare funzione pubblica e professione nonostante sintomi evidenti di positività, e nonostante l’invito di qualche collega a rimanere a casa.
Anche per scongiurare la diffusione incontrollata di notizie infondate, quindi è stato chiesto nella nota se corrisponda al vero che il dott. Sommese abbia accusato un malore nel corso di un’operazione chirurgica in corso all’Ospedale di Nola, se il paziente di tale operazione sia successivamente anch’esso risultato positivo al Covid 19, e se negli ultimi giorni prima del manifestarsi della patologia fossero già evidenti i segnali del possibile contagio, tra cui la febbre; nel caso in di risposte affermative, si chiede quali iniziative in termini di tracciamento dei contatti in ambito ospedaliero e sanitario siano state adottate, oltre alla breve chiusura e si spera disinfezione accurata del nosocomio.
Marigliano, una riflessione dolceamara sulla scuola in questa fase di emergenza
Negli ultimi due giorni la Polizia Municipale di Marigliano ha effettuato controlli a tappeto, monitorando in particolare le attività commerciali e quelle vietate dal DPCM, facendo rispettare le misure di contrasto adottate per circoscrivere e frenare il contagio da COVID-19.
“Nonostante la città stia rispondendo bene, con una certa autodisciplina, a partire da ieri abbiamo deciso di far volare anche i droni, questo al fine di monitorare eventuali fenomeni di assembramento”, ha dichiarato il Comandante della Polizia Municipale, Emiliano Nacar.
Nelle ultime 48 ore sono state controllate circa duecento persone e sono scattate sette denunce: sembra incredibile ma tra queste risultano anche le sanzioni per ben quattro persone che hanno violato le misure del decreto addirittura intrattenendosi all’interno di in un locale seminterrato per svolgere attività di doposcuola, quindi alla presenza di bambini. La loro sconsigliatissima attività è stata scoperta dai caschi bianchi a seguito di una segnalazione autonoma. Un’azione irresponsabile che ha messo a rischio i partecipanti, tra cui appunto dei bambini, e anche tutte le persone che inconsapevolmente sarebbero venute a contatto a con i protagonisti dell’assurda vicenda. A peggiorare il tenore di quanto inopinatamente messo in piedi nello scantinato anche e soprattutto lo scarso rispetto per il grande lavoro che in questo periodo sta effettuando il personale docente degli istituti scolastici, chiusi ad interim per il momento, come ha confermato in giornata il ministro Azzolina.
Proprio due giorni fa, nel corso della consueta diretta Facebook di aggiornamento, il sindaco Antonio Carpino aveva voluto ringraziare tutti gli insegnanti, sottolineando lo straordinario impegno profuso in un momento così difficile, proprio al fine di alimentare e tenere viva la fiamma del contatto vivo con gli studenti. Come? Grazie alle nuove modalità di didattica a distanza messe in campo dal Ministero della Pubblica Istruzione e dai singoli istituti scolastici: “Voglio ringraziare gli insegnanti perché stanno facendo un lavoro enorme, importantissimo per i nostri figli. Ora con la didattica a distanza, in condizioni anche più disagiate, riempiono le giornate dei nostri figli con attività significative e permettono loro di mantenere il contatto con la scuola e la loro preparazione, dando un supporto fondamentale in questo periodo di difficoltà”, ha commentato il primo cittadino.
Abbiamo ulteriormente approfondito queste nuove modalità di approccio alla didattica online con il prof. Andrea Amato, cittadino mariglianese ma insegnante di italiano, storia e geografia presso l’istituto “G. Carducci” di Mariglianella, scuola che da subito si è mossa su indicazione dei documenti che il Ministero ha diramato all’inizio dell’emergenza Coronavirus. “La presenza e il contatto con gli studenti devono essere quotidiani, mediante attività di apprendimento a distanza che personalmente sto attuando attraverso l’organizzazione di aule virtuali create ad hoc sulle piattaforme disponibili: Argo DidUp, Google e via dicendo. Non tutti i ragazzi hanno dimestichezza con le tecnologie informatiche e bisogna venir loro incontro, industriandosi, anche perché non posso avere il loro contatto telefonico, ovviamente. Una grande mano però la offre il registro elettronico, strumento primario con cui noi docenti trasmettiamo agli alunni il materiali didattico, e viceversa naturalmente”, ha raccontato colui che è anche factotum del progetto Sillabe di Arte, molto seguito e particolarmente apprezzato sui social.
Saviano, il dispiacere della comunità per il proprio sindaco, Carmine Sommese
Dopo il triste annuncio del sindaco di Saviano, Carmine Sommese, risultato positivo al Covid-19, la comunità si unisce per vincere questa guerra silenziosa. Cittadini chiusi in casa, uscite limitate solo per casi indispensabili. Contro la paura, Saviano non molla.
Come una doccia fredda è arrivata nei giorni scorsi la notizia del sindaco di Saviano, il dottor Carmine Sommese, che conferma di aver contratto il virus. Si aggiunge anche lui alla lista dei contagiati, in aumento giorno per giorno su tutto il territorio nazionale. Il Coronavirus attacca con tutta la sua brutalità e, purtroppo, chi lavora negli ospedali e nelle strutture sanitarie sa bene qual è il rischio che corre. Scegliere di essere medici, d’altronde, è anche questo. Abbracciare una causa comune, lottando per salvare vite e mettendo la propria in secondo piano, nel pieno rispetto del giuramento a cui ogni medico presta fede.
Numerosi i messaggi di solidarietà che si alternano a quelli di sconforto. Un sincero in bocca al lupo è arrivato anche dai sindaci dell’area nolana, mentre Massimiliano Manfredi, esponente del PD, nonché fratello del ministro dell’Università, mostra la sua avversità contro voci che da giorni circolano sui social, scrivendo su Facebook: «In questo momento grave, qualcuno, nascondendosi dietro facili anonimati, genera inutili allarmismi su notizie e comportamenti infondati che offendono, tra l’altro, la professionalità indiscussa dei protagonisti. Bisogna stare uniti in questi giorni, dare tutti una mano nei propri ruoli senza trasbordare anche incoscientemente in quelli degli altri».
In base all’ordinanza sindacale n. 30 del 19 marzo 2020, per contrastare la diffusione del Covid-19 il Comune di Saviano e il servizio di continuità assistenziale (Guardia medica) saranno sospesi fino a domenica 22 marzo, mentre il Comando di Polizia Locale sarà chiuso fino a nuova disposizione.
Una comunità sotto shock, che da settimane vive nella paura di un mostro invisibile, ma che nonostante questo duro colpo non è disposta a cedere. Saviano non molla perché sa che solo resistendo in questo momento di gran crisi ci si potrà rialzare più forti di prima. Sempre più stringenti le regole imposte dal governatore campano, Vincenzo De Luca, che cerca in tutti i modi di ridurre le possibilità di ulteriori contagi, vista la facilità con cui il Covid-19 si sta espandendo nonostante i repentini interventi di contrasto. La maggioranza dei cittadini sa bene a cosa va incontro se decide incautamente di non rispettare le regole. Non uscire non vuol dire andare in guerra, ma evitare che questa guerra si protragga.
Nel paese, sebbene ci sia ancora qualcuno che circoli senza validi motivi – i controlli potrebbero non limitarsi alle strade principali – prevale il senso civico dei tanti che comprendono la gravità della situazione e fanno il proprio dovere restando a casa. Riscontri positivi anche da parte degli esercenti che fin dai primissimi provvedimenti hanno rispettato le leggi per contrastare l’emergenza Covid-19. Inoltre, la farmacia comunale grazie al prezioso contributo del personale della Croce Rossa effettua consegne a domicilio di farmaci per soggetti fragili o non autosufficienti. «Insieme ne usciremo vincitori», è così che il dottor Sommese, al quale auguriamo una pronta guarigione, saluta i suoi cittadini su Facebook, invitando tutti al rispetto delle regole. Restare a casa oggi per uscire e vivere sereni domani. Basta davvero poco per impegnarci tutti in questa lotta comune.
COVID-19: tra Napoli e Salerno ancora sequestro igienizzanti mani
Il Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Napoli ha sequestrato, tra le province di Napoli e Salerno, circa 2.500 confezioni di igienizzante per mani recanti etichette con diciture ingannevoli e prive delle previste autorizzazioni del ministero della Salute.
In particolare, i finanzieri del Gruppo Pronto Impiego, hanno verificato che il conducente di un veicolo, un 56enne napoletano titolare di una profumeria, trasportava confezioni di gel riportanti la dicitura “disinfettante”, ma in realtà sprovviste delle specifiche autorizzazioni. Dall’esame dei documenti di trasporto della merce i militari sono risaliti all’impresa fornitrice, una società di Casavatore (Napoli) presso la quale hanno sequestrato ulteriori flaconi di igienizzante illecitamente prodotti. Dall’analisi della documentazione fiscale dell’azienda individuate ulteriori attività commerciali in Calvizzano (Napoli) e Sassano (Salerno), all’interno delle quali sono stati rinvenuti numerosi altri prodotti disinfettanti. Contributo foto: web. Ansa. Comando Guardia di Finanza.Napoli, l’amore per il teatro va oltre il palco e il sipario. Il Teatro Stabile sui social
Se al tempo del Coronavirus, non ci si può spostare da casa, ecco che il teatro arriva sino a casa attraverso i social: Per il Teatro Stabile si parte su Fb con le foto di “Napoli Milionaria”
L’amore per il teatro va oltre il palco e il sipario e, per essere vicino ai suoi spettatori, sbarca sui social: Sulla pagina Facebook del Teatro stabile Napoli parte l’iniziativa Memorie d’archivio con gallerie fotografiche e citazioni di testi delle produzioni dello Stabile, dal 2003 ad oggi. Si parte con le foto dello spettacolo Napoli Milionaria, stagione 2003/2004, di Eduardo De Filippo per la regia di Francesco Rosi e con la notissima citazione: “Ha da passa’ ‘a nuttata!. Inoltre sul profilo Instagram del Teatro (teatrostabilenapoli) e della Scuola di Teatro (ScuolaTeatroStabileNapoli) è partita la campagna: #iorestoacasa #teatroacasa con la pubblicazione di brevi monologhi che vedranno protagonisti (a distanza) gli allievi della scuola del Teatro Stabile di Napoli. “Nei momenti di crisi, più che mai, è necessario sottolineare il ruolo irrinunciabile della cultura. Senza arte, letteratura, teatro, musica non esistono popoli, ma soltanto masse senza identità”, si legge in una nota. Contributo foto web.De Luca: stop ai cantieri fino al 3 aprile
Fermi i cantieri eccetto per casi di necessità e urgenza, così il Presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca in un’ordinanza
Stop ai cantieri edili privati, salvo gli interventi urgenti per garantire la sicurezza degli immobili, e valutazione della rinviabilità dei lavori nei cantieri a committenza pubblica, ovviamente a eccezione di quelli riguardanti edilizia sanitaria e reti di pubblica utilità. Lo stabilisce, fino al 3 aprile, una ordinanza firmata dal governatore della Campania Vincenzo De Luca. Nel caso in cui i lavori proseguano per ragioni di urgenza, è obbligatorio l’uso di dispositivi di protezione individuale. Nella stessa ordinanza De Luca richiama le Amministrazioni pubbliche al rispetto delle norme vigenti su limitazione della presenza del personale e telelavoro. La presenza fisica dei dipendenti deve essere limitata ai soli casi strettamente indispensabili e l’accesso del pubblico va disciplinato comunque mediante prenotazione. Contributo foto: webSomma Vesuviana, rincari di prodotti alimentari, il sindaco:”Saranno fatte le dovute verifiche”
Riceviamo e pubblichiamo un comunicato stampa dal Comune di Somma Vesuviana.
Di Sarno: “Da piu’ parti mi segnalano rincari di prodotti alimentari, verificheremo. Italia in campo non solo con gli operatori sanitari. Un grazie dobbiamo gridarlo dai balconi anche a tutta la SCUOLA ITALIANA. Insegnanti che stanno lavorando 12 – 15 ore al giorno per garantire agli studenti uno svolgimento a distanza delle lezioni. Grazie, grazie, grazie”.
“Oggi ho ordinato la sospensione di tutti i cantieri edili pubblici e privati, fatte salve le situazioni di urgenza. Ho disposto che al Comando di Polizia Municipale spetta l’esecuzione e agli altri Agenti della Forza Pubblica spetta la vigilanza per l’esatta osservanza di tale provvedimento. Inoltre con ordinanza 66 ed immediata entrata in vigore ho ordinato che dal Lunedì al Sabato incluso, tutte le attività attualmente aperte al pubblico siano chiuse alle ore 18 , tranne Farmacie e Parafarmacie il cui orario di apertura e di chiusura rimarrà invariato come anche le rispettive turnazioni. Ho ordinato che la Domenica mattina tutte le attività siano chiuse alle ore 12, tranne ovviamente Farmacie e Parafarmacie. LO SPOSTAMENTO E’ CONSENTITO SOLO PER COMPROVATE RAGIONI DI EMERGENZA SANITARIA DI SALUTE E DI LAVORO. HO ORDINATO CHE GLI SPOSTAMENTI DI CUI PRIMA, EFFETTUATI CON PROPRI MEZZI DI TRASPORTO , SIANO LIMITATI AD UNA SOLA PERSONA. RIPETO IN AUTO POTRA’ ESSERCI UNA SOLA PERSONA”. Lo ha dichiarato il sindaco di Somma Vesuviana, Salvatore Di Sarno. Somma Vesuviana è un comune del napoletano dove si sono registrati 3 casi dall’inizio dell’emergenza.
Il sindaco chiede chiarimenti ai rappresentanti, gestori e proprietari di supermercati.
“Da piu’ parti – ha continuato Di Sarno – i cittadini mi segnalano rincari dei costi di prodotti alimentari. Mi accerterò di questo, verificherò e chiederò eventualmente i dovuti chiarimenti a norma di legge e nel caso dovessero esserci rincari se dovesse dipendere dalla filiera o meno”.
Ai gestori di telefonia mobile e fissa:
“Chiedo ai gestori di telefonia mobile e fissa di verificare costantemente il funzionamento di internet e della rete di collegamento che magari potrebbe essere in sovraccarico e di venire incontro alle esigenze di tutti. So che lo state facendo e vi ringrazio ma ora tali servizi sono ancora piu’ importanti. Attraverso tali servizi possiamo garantire la scuola a distanza – ha concluso Di Sarno – il lavoro a distanza ma anche l’assistenza sociale. Ringrazio TUTTO IL CORPO DOCENTE, TUTTI GLI INSEGNANTI CHE ALLA PARI DEGLI OPERATORI SANITARI STANNO PROFONDENDO IL MASSIMO SFORZO. SIAMO FIERI DI VOI E RAPPRESENTATE LA PARTE PIU’ BELLA DELL’ITALIA. Ringrazio tutti i dirigenti scolastici. Giusto che si sappia di persone che stanno lavorando 12 – 15 ore ed anche piu’ al giorno per garantire ai ragazzi uno svolgimento degli studi. Per un insegnante il solo guardare il proprio alunno negli occhi è l’anima di quella che considero una missione: insegnamento. Io sto con voi. Il sindaco c’è. Sarebbe bello un flashmob, dandosi appuntamento, data ed ora per dire da tutti i balconi d’Italia: grazie alla SCUOLA ITALIANA, GRAZIE A TUTTI GLI INSEGNANTI E DIRIGENTI SCOLASTICI. Inizio a dirlo io”.
Covid 19, Dal vescovo di Nola parole di gratitudine e di incoraggiamento per i sindaci, il personale ospedaliero e i lavoratori del territorio diocesano
Parole di gratitudine e incoraggiamento sono quelle che il vescovo di Nola, Francesco Marino, scrive ai sindaci, al personale ospedaliero e ai lavoratori del territorio diocesano che, in questi giorni difficilissimi per l’intero Paese, sono in prima linea nel tentativo di contenere il diffondersi del contagio da Covid-19.
Lettere piene di paterna vicinanza e che lasciano trasparire la sofferenza di monsignor Marino per quanto sta accadendo. «A nome di tutti i sacerdoti – si legge nella lettera ai sindaci – assicuro la piena e totale corresponsabilità nel rispetto delle norme di sicurezza e la completa disponibilità a collaborare per la tutela della salute delle persone». «Le indicazioni fornite dalle Autorità civili in materia di prevenzione del contagio sono necessarie, -aggiunge inoltre il vescovo scrivendo ai lavoratori – e ogni cittadino (a maggior ragione ogni credente!) deve ottemperare ad esse per il bene proprio e per il senso di responsabilità verso la collettività».
Lettere piene di speranza e con uno sguardo rivolto al futuro: «Come Chiesa, – si legge nella lettera ai sindaci – sentiamo che il nostro compito in questo momento è soprattutto quello di essere “riserva di speranza” e punto di connessione di legami che non vanno persi o indeboliti, ma anzi rafforzati e resi più autentici. Ci avviamo a una Pasqua “senza popolo” che però, e non è un paradosso, sarà “popolare” più che in altre circostanze, perché siamo fino in fondo immersi nelle vicende della nostra gente».
Ai responsabili dirigenziali, ai medici, ai sanitari e al personale amministrativo degli ospedali presenti sul territorio, il vescovo si rivolge «con pudore, e senza voler sottrarre nemmeno un minuto di tempo al vostro prezioso lavoro. Nessuna immagine televisiva o del web – aggiunge – può minimamente restituire ciò che state davvero vivendo nelle corsie, a fianco a malati. Anche attraverso questa lettera e voi rivolta, chiedo con forza alle istituzioni preposte che vi siano forniti tutti gli strumenti e i dispositivi medici per lavorare e curare in condizioni di massima sicurezza. A voi chiedo di non arrendervi e di sentirvi sostenuti da tutti i cittadini. In questo momento voi siete la mano, il cuore e l’intelligenza di Dio a servizio della vita. Vi affido tutti all’intercessione di Maria, salute degli infermi».
Ai sindaci ricorda che questo «è un momento storico che rafforza l’alto senso vocazionale del servizio politico, è un tempo che ci riconsegna l’urgenza di un bene comune che solo insieme possiamo perseguire, con rinunce personali in previsione di un beneficio maggiore per tutti. A nome della Chiesa di Nola, vi ringrazio per quello che state facendo e per come lo state facendo, correndo rischi personali, per la vostra salute e per quella delle persone a voi più vicine. Ci insegnerà molto, questo tempo. Sicuramente l’idea di “comunità” ne uscirà cambiata. E nel mentre affrontiamo insieme questa fase emergenziale, non trascuriamo la necessità di pensare, sin da oggi, a un “dopo”. Un “dopo” che riguarda i rapporti umani e la loro riconfigurazione, i vincoli di solidarietà, la coesione sociale, il lavoro, l’economia».
Non nasconde le difficoltà del momento il vescovo di Nola, come si legge nella lettera ai lavoratori e alle lavoratrici: «Molti di voi – scrive – non possono rimanere in casa per salvaguardare la salute dei propri familiari e di sé stessi. Così come so che non è semplice evitare comportamenti che possono mettere a rischio la salute vostra e dei vostri cari. È possibile immaginare – continua – che per molti nulla sarà come prima. Giorno dopo giorno, ora dopo ora, comprendo il serio rischio che grava su molti lavoratori e molte lavoratrici. Mi rendo conto che l’impatto di questo periodo sul mondo del lavoro può diventare una carneficina sociale, per cui è importante un tempo di condivisione che ci invita ad esprimere solidarietà concreta anche nei confronti dell’occupazione», ma, citando il discorso tenuto a Nola, il 23 maggio del 1992 da Giovanni Paolo II e rivolto proprio agli imprenditori e ai lavoratori, monsignor Marino a « reagire con coraggio. L’emergenza sanitaria possa attivare anticorpi per una resilienza che permetta di sognare un nuovo tempo».
Coronavirus, superate le 4mila vittime. Nuova ordinanza, chiusi i parchi. Vietati spostamenti
Superate le 4mila vittime in Italia per coronavirus. Sono 4.032 i morti, con un incremento rispetto a mercoledì di 627. E’ il maggior incremento dall’inizio dell’emergenza. Il dato è stato reso noto dalla Protezione Civile. Ieri l’aumento era stato di 427.
Sono 5.129 le persone guarite in Italia dopo aver contratto il coronavirus, 689 in più di ieri. Ieri il dato giornaliero sui guariti era di 415. Sono complessivamente 37.860 i malati di coronavirus in Italia, con un incremento rispetto a mercoledì di 4.670. Il numero complessivo dei contagiati – comprese le vittime e i guariti – ha raggiunto i 47.021. Il dato è stato fornito dal commissario per l’emergenza Angelo Borrelli in conferenza stampa alla Protezione Civile. Sono complessivamente 37.860 i malati di coronavirus in Italia, con un incremento rispetto a mercoledì di 4.670. Il numero complessivo dei contagiati – comprese le vittime e i guariti – ha raggiunto i 47.021. “A noi – prosegue Borrelli – non risultano difficoltà nelle terapie intensive. E’ evidente che ci siano attività impegnative e sostenute, che tutti i medici siano occupati e si lavori in modo sostenuto, ma a noi non risultano difficoltà. Quando gli ospedali devono alleggerirsi, fanno ricorso alla Cross e fino ad ora tutte le richieste alla Cross sono state accolte. La Cross ha sempre funzionato e ce lo dice anche la Lombardia. Quando è partita l’emergenza, avevamo 5.400 posti nelle terapie intensive, oggi siamo intorno agli 8mila e stanno ancora crescendo e stanno aumentando anche i posti in pneumatologia e nei reparti specializzati. C’è tutta un’attività di potenziamento – ha proseguito – che è stata messa in atto” dalle Regioni e dal governo. Non sapremo mai quando sarà il picco, dicono gli esperti: si parlava ragionevolmente della settimana prossima o successiva, ma non c’è un dato scientifico. Ci sono tendenze o valutazioni. Le misure finora hanno dato risultati: il numero di persone positive è frutto della circolazione del virus precedente alla stretta e ci auguriamo che con misure attuali e che saranno prese ci permetteranno di fermare l’epidemia”. “Smentisco seccamente che il dipartimento di Protezione civile – ci ha tenuto a sottolineare Borrelli – si starebbe preparando per dichiarare le condizioni di biocontenimento su tutto il territorio nazionale da metà aprile. E’ una fake news che circola, queste false notizie vanno punite, chi le mette in rete deve essere punito: sono destituite di ogni fondamento e sono anche allarmistiche”. Roberto Bernabei, specialista in geratria del Comitato tecnico scientifico, ha specificato che “la fine delle misure di contenimento del coronavirus estesa fino all’estate? Non lo so, tutto è possibile, ancora non lo sappiamo. Finchè non avremo una valutazione del picco della pandemia non possiamo fare questi calcoli ulteriori. Il livello di contagi al centro sud è ancora contenuto. Le misure di contenimento iniziano a funzionare, non è successo qualcosa di paragonabile a quanto accaduto al centro nord, dove invece c’era un mucchio di pazienti zero e le cose hanno continuato a esplodere”. “Solo lo 0,8% delle vittime non aveva altre patologie – dice ancora Bernabei – mentre il 25% ne aveva una, un altro 25% due e il 48% tre. E solo il 10% aveva meno di 60 anni. Sono i risultati di uno studio dell’Iss su 355 cartelle cliniche delle prime vittime del coronavirus. “Il dato che fotografa bene la realtà – dice il membro del comitato tecnico scientifico – è che il fattore di rischio vero è quello di avere un’età geriatrica e patologie concomitanti, ipertensione, cardiopatia ischemica, diabete soprattutto, che trovano terreno fertile. E’ questo che spiega l’eccesso di mortalità”. Intanto il governo ha emesso una nuova ordinanza, con misure più restrittive per contenere il contagio da Coronavirus. Le nuove misure, che si sommano alle esistenti, sono valide dal 21 marzo al 25 marzo, quando scade il dpcm che aveva imposto la stretta a tutti gli spostamenti e la chiusura di bar e negozi. E’ vietato l’accesso del pubblico ai parchi, alle ville, alle aree gioco e ai giardini pubblici, resta consentito svolgere individualmente attività motoria nei pressi della propria abitazione, purché comunque nel rispetto della distanza di almeno un metro da ogni altra persona, non è consentito svolgere attività ludica o ricreativa all’aperto. Chiusi gli esercizi alimentari nelle stazioni ferroviarie e stop agli spostamenti verso le seconde case nei giorni festivi. A Roma rigorosi controlli su chi va a piedi. “Si raccomanda fermezza nei controlli degli spostamenti a piedi”, si legge nella disposizione di servizio decisa dal Comando generale della Polizia locale di Roma che prevede anche maggiori verifiche nei parchi. “Esiste un preciso divieto di ingresso nei parchi ed anche l’esercizio di attività motoria deve essere svolta nel rispetto del distanziamento interpersonale ed evitando aggregazione di persone”. E anche la Pasqua si adegua: la data del 12 aprile, resterà invariata, mentre la “messa crismale”, quella di solito celebrata il Giovedì Santo mattina, potrà essere rinviata. Nella messa “in coena Domini” la lavanda dei piedi “si omette”, mentre le processioni e le altre “espressioni di pietà popolare” della Settimana Santa e del Triduo Pasquale si potranno rimandare “in altri giorni convenienti, ad es. il 14 e 15 settembre”. Sono i contenuti di un decreto “In tempo di Covid-19” emanato dal card. Robert Sarah, prefetto per il Culto divino e la Disciplina dei sacramenti, diffuso via Twitter. Un nuovo caso di contagio è stato registrato nella notte a Vo’ Euganeo, il primo focolaio di Coronavirus in Veneto, dopo giorni in cui il bilancio segnava zero. Dal report della Regione, i positivi nella cittadina padovana sono così 83 dall’inizio dell’epidemia. Padova – escluso Vo’ – è la provincia con più casi (943, +42 rispetto a ieri), seguita da Verona (784, +66) e Treviso (719, +49). Ed è passato un mese da quando un uomo di 38 anni è diventato il paziente 1 affetto da coronavirus. L’uomo fu trovato positivo a Codogno (Lodi) il 20 febbraio ed è ora in via di guarigione. E’ uscito dalla terapia intensiva ma è ancora ricoverato. Anche sua moglie, incinta di otto mesi, fu trovata positiva al virus ma è guarita ed è stata dimessa. L’uomo era già stato in ospedale qualche giorno prima ma non gli era stato diagnosticato il Covid-19. Da quel giorno la vita in Lombardia è stata stravolta. All’indomani, il Comune di Codogno, come quello di Castiglione d’Adda e di Casalpusterlengo presero i primi provvedimenti: chiusura dei bar e dei ristoranti. Misure che si rivelarono timide a fronte del numero di contagi nella zona che aumentarono in numero esponenziale. Contributo foto: webAcerra, il Sindaco Lettieri annuncia il primo caso positivo di Coronavirus in città
E’ una persona venuta dalla Lombardia per ragioni di lavoro. E’ asintomatico e si è posto in autoisolamento
Primo caso positivo al covid-19 ad Acerra. Ad annunciarlo è stato il Sindaco Raffaele Lettieri sui social: “Cari Concittadini, sono stato avvisato dalle autorità sanitarie che abbiamo in città un caso positivo di coronavirus, una persona che è venuta dalla Lombardia per ragioni di lavoro. E’ un caso asintomatico che prima di iniziare il lavoro per il quale era arrivato si è sottoposto al tampone.
Questa persona si era anche segnalata al comune e alle autorità sanitarie, era in autoisolamento. Speriamo abbia avuto pochi contatti”. Il Primo cittadino ha ricordato a tutti che “quando arriva qualche parente dalle altre regioni metteteli subito in autoisolamento e avvisate immediatamente le autorità”.
Nella sua comunicazione alla città il Sindaco ha concluso: “E’ ora di fare la nostra parte e di dimostrare di che pasta siamo fatti. Dobbiamo stare a casa. E’ l’unica cura, lo stiamo dicendo in tutti i modi: state a casa. La spesa, andare alla posta, non devono essere scuse ma necessità. C’è gente che vorrebbe stare a casa e che invece rischia la vita tutto il giorno per voi che non state a casa. Se questa persona, a cui auguriamo una pronta guarigione, ha adottato le misure che stiamo annunciando da giorni, possiamo evitare che ci sia un contagio. Noi dobbiamo stare a casa. Rispettiamo le regole, è per la nostra salute”.
