Azienda Monaldi sospende due dirigenti medici per la tragica vicenda del piccolo Domenico
Comunicazione e relazione con sé stessi: il dialogo interiore fonte di autocura, supporto e motivazione
Dal pensiero alla parola: la consapevolezza che cambia il tono della voce
Il primo passo è accorgersi. Fare attenzione al flusso di pensieri che, come titoli di un telegiornale, scorrono nella nostra mente. Proviamo a immaginare una giornata storta. Ti cade il caffè sulla camicia, sei in ritardo, una mail ti fa girare i nervi. Il tuo dialogo interiore potrebbe suonare più o meno così: Non ne combino una giusta! Sono sempre la solita! Non ce la farò mai a fare tutto!! Oppure, con qualche piccolo aggiustamento lessicale: Ok, giornata partita storta, ma posso rimetterla in carreggiata. È solo un momento complicato, non definisce chi sono. Faccio una cosa alla volta, respiro e vado. Non è autosuggestione da poster motivazionale, è igiene mentale. Stai dicendo a te stessa che sei più grande della tua giornata difficile. Cambiare le parole non significa negare la realtà, ma raccontarla in modo che non ci schiacci. Se passo da “non ce la farò mai” a “non è facile, ma sto imparando”, sto trasformando un giudizio definitivo in un processo. E quando qualcosa è un processo, posso farci qualcosa. Posso migliorare, cercare aiuto, cambiare strategia. Parola dopo parola, si sposta l’asse della nostra vita interiore: da tribunale a laboratorio, da condanna a possibilità. Un esempio molto concreto Frase automatica: Ho sbagliato tutto, sono un disastro. Frase consapevole: Qui ho sbagliato, posso capire cosa migliorare. Frase automatica: Non sono capace di parlare in pubblico. Frase consapevole: Parlare in pubblico mi mette a disagio, ma posso allenarmi. Frase automatica: Nessuno mi capisce. Frase consapevole: In questo momento mi sento poco capita, forse devo provare a spiegarmi meglio o scegliere persone diverse. Vedi, senti, percepisci la differenza? Nelle prime frasi siamo “inchiodati”. Nelle seconde siamo in movimento. E il movimento, psicologicamente, è già metà della cura.Autostima, autovalore e il modo in cui ci trattiamo Parlare di dialogo interiore significa parlare, in realtà, di come ci trattiamo.
Autostima è la percezione che abbiamo delle nostre capacità: ciò che so fare, ciò che posso imparare, quanto mi sento competente nella vita. Autovalore è ancora più profondo: è la sensazione di valere indipendentemente da risultati, performance, voti, likes. È la risposta alla domanda silenziosa: merito amore anche quando sbaglio? Il dialogo interiore incide direttamente su entrambe. Se ogni errore diventa la prova generale della mia inadeguatezza, la mia autostima si sgretola. Se ogni limite viene raccontato come una colpa, il mio autovalore va in saldo permanente. Al contrario, quando scelgo parole interne più gentili e insieme oneste, succede qualcosa: Non divento improvvisamente perfetta, ma smetto di essere la mia peggior nemica. Divento, poco a poco, una buona alleata di me stessa. Un altro paio di esempi: Invece di: Non combino mai niente di buono Posso dirti: Oggi non è andata come speravo, ma riconosco anche ciò che ho fatto bene Invece di: Sono sbagliata, sbagliato Posso dirti: In questo momento mi sento fuori posto, ma questo non definisce tutto di me Queste sfumature, ripetute giorno dopo giorno, costruiscono una base interna solida. E da lì cambia tutto: postura, coraggio di provarci, capacità di dire di no, di chiedere aiuto, di uscire da relazioni che fanno male.Dal rapporto con noi al rapporto con gli altri
Come parliamo a noi stessi influenza profondamente come parliamo agli altri. Se dentro abbiamo una voce costante di giudizio, saremo portati a giudicare. Se dentro abbiamo sviluppato una voce di comprensione, saremo più inclini a comprendere. Una donna, un uomo, un ragazzo che ha coltivato un dialogo interiore di autocura tendono a: – non elemosinare conferme, perché non dipende solo dagli applausi esterni; – scegliere relazioni più sane, perché sente di meritare rispetto; – comunicare in modo più chiaro, perché non ha terrore di sbagliare una parola. Il nostro modo di parlarci è il filtro con cui interpretiamo ogni gesto degli altri. Una collega che non saluta può diventare subito “ce l’ha con me” se la nostra voce interna è insicura e ipercritica. Può diventare, invece, “forse è in un momento suo difficile, vediamo domani” se dentro abbiamo un tono più stabile, più morbido.Dialogo interiore: vale per gli adulti, vale per i ragazzi
Tutto questo non è un discorso solo per chi ha già un curriculum di fatiche alle spalle. Riguarda anche – e forse soprattutto – i ragazzi e le ragazze che stanno costruendo ora la loro identità. Chi impara presto a riconoscere la propria voce interiore e a educarla alla gentilezza ha un vantaggio enorme: cresce con una base emotiva più solida, con meno paura del giudizio e più voglia di sperimentare. Imparare a parlarsi bene non significa farsi carezze zuccherose e basta. Significa dire la verità, ma in un modo che non distrugge, bensì sostiene. È un’abilità che possiamo allenare a qualsiasi età: a vent’anni, a quaranta, a settanta. Perché, in fondo, la relazione più lunga della nostra vita è quella con noi stessi. E il dialogo interiore è la colonna sonora quotidiana di questa storia. Possiamo lasciarla in modalità casuale, dominata dal critico, o prendere in mano la regia: parola dopo parola, scelta dopo scelta, giorno dopo giorno. Non si tratta di diventare perfetti, ma di diventare più presenti a noi stessi. Di passare da spettatrici e spettatori giudicati a protagonisti accompagnati. Da qui nasce l’autocura, il vero supporto, la motivazione che non ha bisogno di frasi fatte, perché nasce da dentro. E resta.Somma, il Primo Circolo Arfe’ e il Liceo Torricelli insieme per il convegno “Biblioteca Silenziosa”
- Autorità presenti:
- Ore 16.30 – Lettura di un estratto da De origine seraphicae religionis franciscanae eiusque progressibus, seu regularis observantiae institutione di Francesco Gonzaga, a cura di Carlo Allocca (allievo della classe IV B – Liceo Classico “E. Torricelli”), con accompagnamento musicale di Angelo Di Perna (allievo della classe III B – Liceo Scientifico “E. Torricelli”).
Ercolano, ragazza accoltellata dopo una lite
Ad Ercolano una lite tra due ragazze è finita con un gesto estremo: una 24enne ha accoltellato la sua rivale con un coltello da cucina
L’episodio è accaduto tra due donne giovanissime, una 24enne e una 25enne, ad Ercolano. Il tutto sarebbe iniziato con una semplice lite per poi sfociare nel sangue.
Infatti, stando alle prime ricostruzioni dell’evento, la ragazza 24enne avrebbe colpito la 25enne con un coltello da cucina al gluteo e alla coscia sinistra durante la discussione.
La vittima è stata soccorsa subito e trasportata al pronto soccorso dell’Ospedale Maresca di Torre del Greco dove si trova tuttora in osservazione. La prognosi non è ancora nota ma la donna non sarebbe in pericolo di vita.
Sul luogo dell’aggressione sono intervenuti i carabinieri della tenenza di Ercolano che hanno prontamente individuato e denunciato la responsabile. Grazie alla velocità dell’intervento delle forze dell’ordine si è riusciti a ricostruire la dinamica in tempi rapidi.
La responsabile, da quanto emerso, sarebbe una donna 24enne che, alla fine di una furiosa lite con la vittima, le avrebbe inferto diverse coltellate. A seguito delle indagini, per la donna è scattata la denuncia con le accuse di possesso ingiustificato di arma da taglio e lesioni personali aggravate.
Sono in corso ulteriori indagini per chiarire la dinamica dell’aggressione e risalire al movente della lite.
Serata cover tra scommesse e sorprese
Il Festival di Sanremo è, come ogni anno, un appuntamento fisso per molti italiani.
La serata di ieri ha infatti raggiunto il 60,6% di share, dato più alto della precedente, che aveva registrato il 59,5%. Tuttavia, il numero totale di spettatori è calato in confronto ai dati dello scorso anno.
Stasera è in programma una delle serate più attese: quella delle cover. Gli artisti saranno votati dal pubblico tramite Televoto, dalla Giuria della Sala Stampa, TV e Web e dalla Giuria delle Radio. Tra i preferiti del pubblico c’è Sal Da Vinci: quando entra in scena, un vero e proprio coro da stadio lo accoglie intonando “Rossetto e caffè”. Dopo la terza puntata è salito al secondo posto in alcuni siti di scommesse, preceduto soltanto da Fedez e Marco Masini.
Tra gli ospiti più insoliti Belén Rodríguez, Francesca Fagnani e Tony Pitoni insieme a Ditonellapiaga, questi ultimi molto quotati per la vittoria di questa sera.
Ad accompagnare Laura Pausini e Carlo Conti ci sarà anche Bianca Balti, che torna all’Ariston per raccontare un anno vissuto all’insegna della forza e dell’energia.
Resta ora da capire se i bookmaker abbiano davvero individuato il nome giusto su cui puntare.
Doppio sold out per “Il Valigione 2.0”, in scena con “‘Mpriesteme a mugliereta”
Fin dal suo debutto nel 1973, la commedia“‘Mpriesteme a mugliereta” (Prestami tua moglie), di Gaetano Di Maio, scritta con Nino Masiello, fu accolta con grande entusiasmo tanto da diventare uno dei testi più replicati del teatro comico partenopeo. Un clamore che dimostrò come un intreccio costruito su equivoci irresistibili, personaggi vivaci e dialoghi serrati potesse diventare patrimonio collettivo, nonché un grande classico della commediografia napoletana.
È proprio questa eredità che la compagnia Il Valigione 2.0 ha raccolto e rilanciato il weekend scorso al Teatro Summarte di Somma Vesuviana, registrando un doppio sold out sia sabato che domenica. Il pubblico ha risposto con grande entusiasmo, arrivando anche da fuori Campania.
In scena, una prova corale di grande qualità. Attori e attrici hanno dimostrato padronanza dei tempi comici, energia, presenza scenica e una sintonia capace di rendere ogni equivoco credibile e travolgente. La regia di Armando Rufolo ha saputo orchestrare con equilibrio e ritmo l’intera macchina scenica, valorizzando ogni interprete e restituendo al pubblico una commedia viva, attuale, pur nel rispetto della tradizione. La trama segue la storia Camillo, in vacanza in montagna con la famiglia per curare un esaurimento, tormentato dall’amico Alberto, che cerca di ottenere prestiti e arriva a chiederne in prestito la moglie per ingannare uno zio che presto lo verrà a trovare dall’America, dove ha traffici illeciti e malavitosi. Le interpretazioni attente e ben calibrate degli attori e delle attrici della compagnia hanno valorizzato il carattere di ciascun personaggio. Protagonista assoluto è Camillo, interpretato da Armando Rufolo: il suo lavoro attoriale si distingue per misura, intensità e perfetta gestione dei tempi comici. Il personaggio, fragile e al tempo stesso travolto dagli eventi, trova in Rufolo un interprete capace di alternare nervosismo, ironia e umanità con naturalezza, rendendolo credibile in ogni passaggio. Accanto a lui, Alberto – portato in scena da Domenico Esposito – è il motore brillante degli equivoci: la sua interpretazione è energica, sopra le righe ma con stile, costruita su un ritmo preciso e su una presenza scenica solida che sostiene l’intera architettura comica. Di grande efficacia anche Lucia, interpretata da Serena Mammone, capace di dare al personaggio equilibrio e autenticità; Ida, affidata a Luciana De Liguori, intensa e ben inserita nelle dinamiche familiari; Luigi, interpretato da Davide Celiento, puntuale nelle entrate e nei contrappunti comici. Esterina, portata in scena da Sara Pignatiello, e Caterina, interpretata da Siria Russo, arricchiscono il tessuto narrativo con interpretazioni vivaci e ben caratterizzate.
“Il mio impegno nella regia di questo spettacolo ha avuto una risposta importante grazie a tutti gli attori e alle attrici della compagnia che sono stati bravissimi. – Ha commentato Rufolo. – Se oggi questo spettacolo ha avuto un’anima, che è arrivata dritta al cuore del pubblico, il merito è loro, nostro, che abbiamo lavorato con passione, determinazione e sempre in sinergia per raggiungere questo successo.”Spiccano inoltre le prove di Vincenzo Liguoro nel ruolo di Alfredo, Antonio Palese (Jak), Mario Di Pace (Pat) e Roberto Tripodi (Gil), capaci di sostenere con ritmo le scene d’insieme; Luigi Pipola nei panni di Vittorio, preciso e credibile; Alessandro Lo Sapio nel ruolo del Dott. Marcello, misurato e funzionale allo sviluppo della vicenda; e la giovanissima Aurora Pignatiello nel ruolo della Bambina, presenza delicata e spontanea che aggiunge tenerezza al quadro scenico.
Lo spettacolo portato in scena da Il Valigione 2.0 ha avuto anche un forte scopo sociale, profondamente legato all’amore per il teatro. Il presidente della compagnia, Domenico Esposito, ha infatti annunciato che una parte del ricavato sarà destinata al Teatro Sannazaro, duramente colpito dall’incendio del 17 febbraio scorso. Una decisione che nasce da un sentimento autentico di appartenenza e riconoscenza verso il mondo teatrale, e che rende omaggio alla memoria della grande Luisa Conte, figura simbolo del teatro napoletano e anima storica proprio dell’ex bomboniera di via Chiaia a Napoli.
La storia de Il Valigione 2.0 racconta una realtà giovane, ma determinata. La compagnia nasce a Somma Vesuviana nel marzo 2021 dall’idea e dalla passione condivisa da Armando Rufolo e Domenico Esposito, amici fraterni accomunati dall’amore per il teatro. Dopo l’esperienza maturata in un’altra compagnia del territorio vesuviano, i due scelgono di avviare un nuovo percorso artistico, fondato sul coinvolgimento di giovani aspiranti attori e su una visione del teatro come spazio di crescita e condivisione.
Nonostante le difficoltà legate alla pandemia, il gruppo debutta ufficialmente nel 2022 con “Una pillola per piacere” di Bruno Tabacchini e Biagio Izzo, ottenendo grande consenso. Nel 2023 avvia la collaborazione con la compagnia “Summa Villa” portando in scena “‘O scarfalietto” di Eduardo Scarpetta, e successivamente affronta “Arezzo 29” di Gaetano e Olimpia Di Maio, dimostrando coraggio nelle scelte registiche e solidità artistica. Attualmente guarda al futuro con nuovi progetti, tra cui un laboratorio teatrale dedicato ai più piccoli. A conferma del percorso qualitativo intrapreso, la FITA – Federazione Italiana Teatro Amatori ha conferito ad Armando Rufolo il Premio Campania Felix come Miglior Attore Protagonista, riconoscendone il valore interpretativo e l’impegno artistico.
CAST Esterina : Sara Pignatiello Caterina : Siria Russo Lucia : Serena Mammone Camillo : Armando Rufolo Alberto: Domenico Esposito Ida : Luciana De Liguori Luigi : Davide Celiento Bambina: Aurora Pignatiello Alfredo: Vincenzo Liguoro Jak: Antonio Palese Pat: Mario Di Pace Gil: Roberto Tripodi Vittorio : Luigi Pipola Dott. Marcello : Alessando Lo Sapio STAFF ARTISTICO E TECNICO Regia: Armando Rufolo Regia tecnica: Giovanni Cimmino Regia scenica: Maria Marciano Direzione tecnica: Giovanni Cimmino e Maria Marciano Trucco: Benedetta Raia Graphic designer: Siria Russo“Res Publica 2.0”, il nuovo percorso di formazione a San Gennaro Vesuviano
Riceviamo e pubblichiamo dal Comune di San Gennaro Vesuviano
È partito con entusiasmo e grande partecipazione il percorso formativo “Res Publica 2.0”, promosso dal Comune di San Gennaro Vesuviano e rivolto ai giovani interessati ad approfondire il funzionamento delle istituzioni, la cittadinanza attiva e le opportunità di crescita personale.
Al primo incontro, svoltosi presso la sala consiliare e introdotto dal sindaco Antonio Russo, hanno preso parte oltre 30 ragazzi, selezionati dopo una manifestazione di interesse promossa dal Comune, protagonisti fin da subito di un dibattito vivo, maturo e ricco di contenuti. Interesse, passione e partecipazione attiva hanno caratterizzato l’avvio di un progetto che si preannuncia intenso e altamente formativo.
Nel corso dell’incontro è stato consegnato ai partecipanti il materiale didattico ed è stato illustrato il calendario ufficiale del percorso.
Il programma accompagnerà i ragazzi in un viaggio strutturato dentro le istituzioni e il funzionamento dello Stato, partendo dalla comprensione di enti locali, Governo e Parlamento, per poi approfondire la Costituzione e i diritti fondamentali come basi della cittadinanza attiva. Seguiranno momenti dedicati al ruolo dei giovani nella vita pubblica, al valore della partecipazione democratica, del volontariato e dell’associazionismo.
Il percorso affronterà inoltre temi di economia pubblica e orientamento al lavoro, offrendo nozioni di base sul ruolo dello Stato e degli enti locali, insieme a strumenti concreti per l’avviamento professionale, come la redazione del curriculum vitae. Ampio spazio sarà riservato anche alla legalità, alla giustizia sociale e al contrasto alle devianze, con una riflessione sulla responsabilità individuale e collettiva. Non mancheranno momenti dedicati alla crescita personale, alla consapevolezza, all’inclusione e allo sviluppo dell’autostima, fino alla restituzione finale con la consegna degli attestati di partecipazione prevista per il 7 aprile.
Gli incontri, della durata indicativa di tre ore con inizio alle 14:30, si svolgeranno presso la Sala Consiliare del Comune.
“Res Publica 2.0” rappresenta un investimento concreto sulle nuove generazioni e sulla formazione di una cittadinanza consapevole e responsabile. Il progetto è seguito dall’assessore referente Ornella Manzi, che ha sostenuto con convinzione l’iniziativa nell’ambito delle politiche giovanili e del welfare.
“L’energia e la qualità degli interventi emersi già dal primo incontro confermano che il percorso è partito con il passo giusto. La partecipazione attiva dei ragazzi dimostra che esiste una generazione pronta a mettersi in gioco, a conoscere, a comprendere. Questo percorso formativo restituisce a tutta la comunità fiducia nel futuro e dimostra che alle nuove generazioni bisogna offrire le giuste opportunità, per fare in modo che possano dare il loro contributo alla crescita del territorio”, dichiara l’assessore Ornella Manzi.
Celestino Allocca: “È il momento di restituire dignità a Somma Vesuviana”
Stellantis, sciopero a Pomigliano per il premio mancato: cresce la protesta degli operai
Una protesta inizialmente timida, poi cresciuta nel corso della giornata fino a coinvolgere una parte consistente dei lavoratori. È quanto accaduto ieri nello stabilimento Stellantis di Pomigliano d’Arco, dove gli operai del reparto montaggio hanno incrociato le braccia durante il secondo turno per contestare il mancato pagamento del premio annuale di produzione.
Al mattino l’adesione allo sciopero era stata limitata. Molti dipendenti avevano espresso perplessità sulla mobilitazione, temendo ulteriori trattenute in busta paga senza risultati concreti. «Con stipendi già bassi non possiamo permetterci altre decurtazioni», avevano spiegato alcuni lavoratori. Nel pomeriggio, però, il clima è cambiato e la partecipazione alla protesta è aumentata sensibilmente. L’iniziativa è stata sostenuta dalla Fiom e nasce dal mancato riconoscimento del premio legato ai risultati aziendali del 2025.
A livello nazionale, le segreterie di Fim, Uilm, Fismic, Uglm e Associazione Quadri Fiat hanno espresso forte preoccupazione dopo l’incontro con l’azienda. Secondo quanto riferito dai sindacati, i risultati dello scorso anno sarebbero stati negativi sotto diversi profili: consegne, fatturato, redditività e flussi di cassa. Il mancato raggiungimento della soglia minima dell’indicatore europeo Aoi avrebbe così impedito l’erogazione del premio. Situazione analoga in quasi tutti i Paesi in cui il gruppo è presente, fatta eccezione per alcune aree come Sud America, Africa e Medio Oriente.
Le organizzazioni sindacali parlano di «grande amarezza» e guardano con apprensione al futuro produttivo degli stabilimenti italiani, chiedendo un piano industriale chiaro e investimenti concreti per superare il ricorso agli ammortizzatori sociali. Nel mirino anche le politiche europee sull’elettrico: le sigle chiedono maggiore attenzione ai modelli ibridi, da distribuire in tutti i siti italiani, e una revisione delle regole comunitarie sulle sanzioni.
Sul tema è intervenuto anche il segretario generale della Uil, Pierpaolo Bombardieri, che ha sollecitato un rilancio degli impianti nazionali: la vera soddisfazione, ha sottolineato, arriverà solo quando le fabbriche torneranno a lavorare a pieno regime.
Intanto, un’altra tragedia scuote la Campania. Nel Beneventano un operaio di 58 anni, Nicola Iezza, originario di Pompei, ha perso la vita mentre lavorava alla galleria del potabilizzatore della diga di Campolattaro. L’uomo sarebbe precipitato da un mezzo utilizzato per la spruzzatura del cemento. Inutili i soccorsi. La salma è stata trasferita all’ospedale San Pio e resta a disposizione dell’autorità giudiziaria.
I sindacati tornano a denunciare un’emergenza sicurezza nei cantieri e nei luoghi di lavoro, chiedendo controlli più stringenti e l’applicazione rigorosa delle norme di prevenzione.

