Finanziato il progetto di ricostruzione della scuola Carlo La Catena

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CASORIA. Il 2024 si è  chiuso con una bella notizia per la popolazione scolastica di Arpino e per tutta la comunità casoriana. La Regione Campania ha accolto il piano presentato dall’Ufficio Tecnico del Comune di Casoria, ritenendo finanziabile il progetto di demolizione e ricostruzione del plesso “Carlo La Catena”.

Il progetto, relativo alla struttura che fa parte del IV Circolo Didattico “Giacomo Puccini”, rientra tra i 57 giudicati prioritari dall’Ente regionale. Un passo decisivo, dunque, per mettere il punto definitivo su una vicenda aperta da 4 anni, con la chiusura decisa per motivi di sicurezza ed i relativi disagi che Comune e studenti hanno dovuto fronteggiare. L’opera, finanziata per quasi 4 milioni di euro, permetterà non solo di riaprire un punto di riferimento per l’istruzione nella zona di Arpino, ma soprattutto di poter fruire di una struttura totalmente nuova e con concezione moderna.

“Il risultato di oggi è frutto di un lavoro lunghissimo e sul quale tanti si sono spesi in silenzio. Voglio ringraziare soprattutto le famiglie e gli studenti per aver affrontato questi anni difficili, ma il nostro obiettivo principale era quello di dare ad Arpino una scuola moderna che possa diventare un punto di riferimento anche oltre le lezioni” ha dichiarato il sindaco Raffaele Bene.

A seguire l’ultima fase dell’iter l’assessore ai Lavori Pubblici Andrea Capano“Gli uffici hanno lavorato tanto nel solco di quel processo di normalizzazione e di risoluzione delle emergenze che non poteva non toccare la scuola Carlo La Catena. È un risultato che premia l’impegno e che ci deve dare la spinta per arrivare alla riapertura in tempi brevi appena l’iter sarà concluso”

Ricercato arrestato durante Cenone con la famiglia: blitz prima del secondo di pesce

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NAPOLI: dal cenone al carcere, la (triste) storia del Capodanno di un 30enne di Secondigliano. Arrestato dai Carabinieri Antipasti e primo piatto appartengono già al passato. Letteralmente al 2024. Struffoli e dolci natalizi sono ancora da scartare. Una breve pausa per il conto alla rovescia, un saluto al nuovo anno, baci e abbracci,  spumante nei calici e una cucchiaiata di lenticchie perché “portano soldi”. Tocca al secondo. Tutti di nuovo in tavola. Finirà per freddarsi perché nella lista degli invitati (o meglio dire degli “imbucati”) spunterà anche la voce Carabinieri. Il capo famiglia, 30 anni di Secondigliano, sarà l’ultimo a sentire il campanello della porta ma il primo a capire che quelle uniformi non sono lì per unirsi alla festa. Deve scontare quasi sei mesi di carcere, da agosto dello scorso ha lasciato i domiciliari senza autorizzazione ed è sparito dai radar. I militari della stazione di Secondigliano non hanno mai smesso di cercarlo.  Fino alla notte più lunga dell’anno. Scoprono che il 30enne è tornato a casa per festeggiare il capodanno con la famiglia. Ed è lì che lo arresteranno, in esecuzione di un provvedimento della procura di Napoli Nord fino a quel momento rimasto pendente. L’uomo ha lasciato casa, finendo nel carcere di Poggioreale. Prima di andare via, in napoletano, si lamenterà di non aver nemmeno finito di mangiare con “mammà”.

Bomba contro autonoleggio, paura a Brusciano

BRUSCIANO – Una bomba carta è esplosa l’altra notte a Brusciano, in via Semmola, nei pressi di un noleggio auto. Danneggiato l’ingresso, ma nessuno per fortuna è rimasto ferito. Sul posto sono intervenuti i carabinieri della stazione di Brusciano e del Nucleo radiomole di Castello di Cisterna. Indagini in corso per chiarire dinamica e matrice dell’accaduto.   Foto di repertorio

Nebbia killer, 2 morti in incidenti a Nola e Pomigliano

Sangue nella notte di San Silvestro sulla rete autostradale in provincia di Napoli. Sull’autostrada A16 Napoli-Canosa all’altezza di Pomigliano d’Arco un autobus ha frenato dando luogo a un tamponamento a catena che ha coinvolto altre due auto. In una delle vetture c’era una giovane di 32 anni che è morta sul colpo. Sull’autostrada Caserta-Salerno A30, all’altezza di Nola a perdere la vita con le medesime modalità è stata una 67enne. In entrambi i casi a favorire le tragedie è stata la nebbia che ha avvolto la provincia. ove un’auto che aveva rallentato è stata tamponata violentemente da un’altra vettura. Nell’impatto è deceduta una persona di 67 anni.   A testimonianza delle difficili condizioni di percorribilità, l’A30 Caserta-Salerno, nel tratto tra Nola e Nocera Pagani è stato poi chiuso in entrambe le direzioni, per la presenza di nebbia che riduceva la visibilità ad appena 30 metri. Autostrade per l’Italia segnala sul quadrante Napoli Nord, allacciamento A1/A3 banchi di nebbia con visibilità ridotta a 50 metri. Il fenomeno dovrebbe andare via via in miglioramento nel corso della mattinata, grazie all’azione del sole.

Somma Vesuviana, 1 gennaio 2025, messaggio dei sacerdoti alla città

1 gennaio 2025 – Giubileo della Speranza «La speranza non delude» (Rm 5,5) All’inizio del nuovo anno civile, noi pastori delle comunità cristiane di Somma Vesuviana, facciamo nostre le parole dell’apostolo Paolo, divenute anche motto del Giubileo della Speranza, inaugurato da pochi giorni da Papa Francesco. È proprio la virtù della Speranza a motivare questo messaggio alla nostra amata città, nel giorno in cui festeggia tradizionalmente il Bambino Gesù: la speranza di Dio fatta carne, consapevoli del bene silenzioso che fermenta nei solchi di un terreno che sembra ormai avvelenato di disperazione. Il nostro primo pensiero va agli operai della DEMA, che ancora una volta vivono un Natale tormentato. Papa Francesco ha affermato più volte: “Dove non c’è lavoro, manca la dignità!”. Noi, con forza, facciamo eco alle parole del Santo Padre e affermiamo con decisione che questi uomini non sono solamente manovalanza produttiva, ma dietro ognuno di loro ci sono storie, famiglie che non possono essere trattate con superficialità o, peggio ancora, sacrificate sull’altare del profitto e delle leggi fredde e inumane del mercato. A tutti loro, qui presenti con noi, va la nostra piena solidarietà e la nostra vicinanza, non solo a parole, ma con la concretezza di gesti di prossimità. A questi nostri fratelli, alle loro famiglie, a nome della Chiesa diciamo: “Non perdete la speranza!” Il cuore di ognuno di noi, legato a questa terra, non può che essere inquieto e colmo di preoccupazione di fronte al clima di tensione e di rivalità brutale nel mondo politico. La nostra città, prima ancora dei servizi, ha bisogno di pace sociale, di serenità. Per questo, ci rivolgiamo a coloro che hanno responsabilità amministrative: aiutate questa città con il vostro impegno serio e disinteressato a riscoprire la sua bellezza; invitiamo tutti gli attori politici ad abbassare i toni e ad usare linguaggi degni di una società civilizzata. Se è pur necessaria la contrapposizione dialettica, non manchi mai il rispetto dell’altro. Ci auguriamo che la stessa determinazione e veemenza con cui si vomita odio l’un contro l’altro possa essere usata per il bene del paese. Non lasciamo morire disperata questa città! Oggi, festa della Maternità divina di Maria, volgiamo lo sguardo alla nostra madre, qui invocata come Regina di Castello. Nel guardare lei, rivolgiamo l’attenzione alla nostra montagna, patrimonio e ricchezza della nostra terra. A tutti i sommesi rivolgiamo il nostro appello perché cresca sempre più l’amore per la Madre Terra e il rispetto per il Creato. Abbiamo bisogno di ritrovare l’importanza strategica di questo monte e, in generale, un’attenzione maggiore alla natura. Non ci accada di ricordarci del Monte Somma una volta l’anno, nel tempo della festa di Pasqua: dobbiamo proteggerla e custodirla sempre. Vogliamo sperare in un futuro ricco dei doni della natura! Un ultimo pensiero va a tutte le donne e gli uomini di buona volontà di Somma Vesuviana: cristiani, musulmani o di altre confessioni religiose, come pure gli atei, i lontani dalla fede. L’anno giubilare che stiamo vivendo sia un tempo di opportunità; ormai non è più tollerabile la cultura della “delega”, per cui tutto tocca fare sempre agli altri, senza il coinvolgimento personale. È tempo di svegliarsi dal torpore del proprio egoismo; torniamo ad abitare i nostri spazi, torniamo ad animare le nostre strade. Riscopriamo la bellezza dello stare insieme, di sentirci una famiglia. Il tempo impiegato per la comunità non è mai perso. Rigettiamo con forza la cultura della lamentela per abbracciare lo stile dell’impegno. Contrapponiamo al “me ne frego” “l’aver cura” dell’altro. Aiutiamo le giovani generazioni a trovare spazi di crescita umana e culturale, perché ritornino protagonisti e riconquistino la città, con la freschezza delle idee e il coraggio del cambiamento. Questa nostra meravigliosa piazza, possa ritrovare la sua centralità non solo negli eventi straordinari, ma nella ferialità dei giorni. Diamo possibilità ai genitori di portare i loro figli in questo luogo, senza temere per la loro incolumità; per questo, non basta l’esiguo numero di uomini e donne delle forze dell’ordine che sorvegliano il territorio, ai quali va il nostro ringraziamento, ma occorre un’attenzione formativa nelle famiglie. Ai giovani di Somma Vesuviana gridiamo con forza: “Non scappate, voi siete la nostra speranza!” A voi tutti, fratelli e sorelle qui convenuti, alle vostre famiglie, alle persone sole, abbandonate, agli anziani, giunga il nostro affetto paterno e la nostra benedizione per il nuovo anno appena iniziato. Con questo messaggio, noi pastori di questa città, vogliamo riaffermare la presenza fattiva della Chiesa per la crescita di questo nostro amato e benedetto territorio. Il nostro impegno quotidiano a servizio della gente di questa terra, ci ha spinto ad esortare tutti ad un nuovo inizio, un “giubileo sociale” che non si esaurisca in questo solo un anno, ma che sia duraturo nel tempo. Scenda sulla nostra città tanto amata la benedizione del Divino Bambino. Ci custodisca dal Monte la Madonna di Castello e ci protegga il nostro santo Patrono Gennaro. Dio ci benedica con la luce del suo volto. Auguri! I sacerdoti di Somma Vesuviana

Capodanno, 36 feriti nel Napoletano: 2 colpiti da proiettili vaganti

Èdi 36 feriti il bilancio delle persone ferite nella notte di Capodanno tra Napoli e provincia. Due persone sono state raggiunte di striscio da proiettili vaganti ma le loro condizioni non destano preoccupazione. Sono otto i minori feriti, di cui cinque hanno un’età compresa tra uno e dodici anni. Nelle altre province si segnalano i casi di Aversa e Nocera Inferiore dove l’esplosione di un petardo ha provocato l’amputazione di una mano a due pazienti.

Che sia un 2025 di speranza autentica!

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A poche ore dall’inizio del nuovo anno ringrazio tutti i nostri lettori, che anche per il 2024 sono stati davvero tantissimi. Un grazie a tutti i nostri autori che, giorno dopo giorno, contribuiscono ad arricchire di contenuti il nostro giornale. Grazie di cuore a tutti i collaboratori che hanno fatto, fanno parte e che continueranno a far parte della grande famiglia de ilmediano.
Lo scorso anno mi soffermai sul significato del “quieto vivere”, una scelta di vita  che ci rende persone apatiche, inermi. Per questo 2025 mi piace, invece, fare mio un pensiero di Papa Francesco che, nell’omelia della notte di Natale di quest’anno, ci dà una bella definizione della speranza cristiana.  “La speranza cristiana non è un lieto fine da attendere passivamente, non è l’happy end di un film: essa ci chiede perciò di non indugiare, di non trascinarci nelle abitudini, di non sostare nelle mediocrità e nella pigrizia”, l’invito di Papa Francesco, che aggiunge: “Ci chiede – direbbe Sant’Agostino – di sdegnarci per le cose che non vanno e avere il coraggio di cambiarle; ci chiede di farci pellegrini alla ricerca della verità, sognatori mai stanchi, donne e uomini che si lasciano inquietare dal sogno di un mondo nuovo, dove regnano la pace e la giustizia”.(……) .
La speranza autentica, continua il Papa, “non tollera l’indolenza del sedentario e la pigrizia di chi si è sistemato nelle proprie comodità; non ammette la falsa prudenza di chi non si sbilancia per paura di compromettersi e il calcolo di chi pensa solo a sé stesso; è incompatibile col quieto vivere di chi non alza la voce contro il male e le ingiustizie. No alle “paci fasulle” si alla voglia di qualcos’altro”. “La speranza cristiana- conclude il Papa-  è proprio il ‘qualcos’altro’ che ci chiede di muoverci ‘senza indugio”.
Penso che non ci sia bisogno di alcun ulteriore commento, per cui auguro alle persone intellettualmente oneste della mia città di non arrendersi, di non indugiare oltre, di  ri-trovare la forza di alzare la voce contro il nulla, di sdegnarsi contro le cose che non vanno,  di spazzare via le ombre che cancellano la dignità e la vergogna.
Che sia un 2025 di speranza autentica!

Bilancio di Previsione, Coalizione Civica: “D’Errico mette mani nelle tasche degli acerrani”

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La nota di Coalizione Civica e Movimento di Popolo I consiglieri comunali di Coalizione Civica e Movimento di Popolo hanno già avviato nei giorni scorsi quanto di propria competenza per far dichiarare l’illegittimità delle sedute consiliari del 17 e 23 dicembre 2024, comportando la nullità degli atti deliberativi adottati in quella sede, tra i quali i debiti fuori bilancio, la modifica del regolamento TA.RI, l’affidamento diretto della gestione della piscina comunale, la designazione della Commissione del Paesaggio ed una Variazione di Bilancio di migliaia di euro. Eravamo e siamo consapevoli che la nullità di quegli atti imporrà una manovra correttiva al Bilancio di Previsione 2025, che già contiene un aumento della pressione tributaria pro capite (da euro 61,78 a euro 63,57) oltre a 1 milione di euro di interessi sulla spesa corrente non produttiva. Per comprendere la incapacità dell’Amministrazione comunale, basta sottolineare che l’annullamento del concorso per il reclutamento dei 3 psicologi è ancora previsto negli atti sottoposti all’approvazione dell’organo consiliare, come se la mano destra facesse finta di non sapere cosa fa la mano sinistra. Davanti a tanta illegittimità mista a superficialità, ci viene assai difficile comprendere la ambigua posizione del M5S: crediamo che sia ormai tempo che spieghino alla città perché prima votano la nostra richiesta di rinvio per le palesi violazioni regolamentari e di legge, quindi condividendole, ma poi restano in aula legittimando istituzionalmente e politicamente ancora una volta l’azione della maggioranza. L’auspicio è, in ogni caso, che tutta l’opposizione non tradisca il mandato ricevuto ad ogni livello dagli acerrani.

Sant’Anastasia, Concerto di Benvenuto al 2025 con l’Orchestra Mediterranè

Sant’Anastasia. Riceviamo e pubblichiamo:  Benvenuto 2025: il 2 gennaio l’Orchestra Mediterranè diretta dal Maestro Angelo Caldarelli in aula consiliare.  Sant’Anastasia saluterà il 2025 con il Concerto di benvenuto al nuovo anno: alle 20:00 di giovedì 2 gennaio, nell’aula consiliare di Palazzo Siano, un evento inserito nel cartellone di Città Metropolitana. L’orchestra Mediterranè diretta dal maestro Angelo Caldarelli, con il soprano Anna Paola Troiano e il fisarmonicista Davide Cavuti si esibirà con un repertorio che annovera le più belle musiche natalizie, quelle che hanno fatto la storia del cinema firmate da Nino Rota, Luis Bacalov, Nicola Piovani, i valzer di Strauss e il tango di Astor Piazzolla. “Invito la comunità di Sant’Anastasia a unirsi a noi per il Concerto di benvenuto al 2025 – dice il sindaco Carmine Esposito – la musica ha il potere di unire le persone e di creare momenti indimenticabili, e siamo felici di poter offrire ai nostri cittadini una serata all’insegna della bellezza e dell’armonia. Ringraziamo l’orchestra Mediterranè, il maestro Caldarelli e tutti gli artisti coinvolti per il loro impegno e la loro passione.” Il Concerto di benvenuto al nuovo anno – dice l’assessore Veria Giordano – rappresenta un’opportunità unica per riscoprire la nostra eredità culturale attraverso le note delle più belle musiche natalizie e delle colonne sonore che hanno segnato il nostro immaginario collettivo. Con l’esibizione del maestro Angelo Caldarelli e dei talentuosi artisti, siamo certi che questa serata sarà un momento di gioia e condivisione per tutti. Invitiamo la cittadinanza a partecipare e a vivere insieme questa esperienza musicale straordinaria.”

L’ultimo incontro finisce a calci e pugni: sequestrata in hotel per 2 giorni, ex preso dopo fuga

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Napoli: “Un ultimo incontro” poi calci, pugni, morsi e il sequestro in una stanza di un hotel. Un incubo durato due giorni per una 22enne. Carabinieri arrestano l’ex Una storia tremenda inizia la notte di Natale e ricorda eventi drammatici recenti. Siamo a Napoli e parliamo di un amore malato. Lei ha 22 anni mentre lui è 23enne. La loro relazione si è conclusa a inizio dicembre dopo una storia durata dieci mesi ma lui non vuole saperne di farla finita. E’ Natale ed è l’una di notte. Il giovane è sotto casa della ex e vede che lei, scesa da casa, entra in un’auto con degli amici. La stanno aspettando per andare a festeggiare. Lui decide di pedinarli ma lei se ne accorge. Nasce un breve inseguimento e fortunatamente la ragazza con gli amici riesce a far perdere le proprie tracce. Lui però non si arrende e viene a sapere in qualche modo che la sua ex quella notte dormirà nel centro storico di Napoli, a casa di un’amica. Inizia l’appostamento sotto quell’appartamento con messaggi del ragazzo che tempesteranno per tutta la notte lo smartphone della 23enne. Sono le 13 del giorno di Natale e la vittima decide di rispondere alle chiamate del ragazzo. Lui la supplica di incontrarlo e lei cade nel tranello dell’ultimo incontro. La ragazza scende da casa dell’amica e salirà nell’auto di quello che sarà a breve il suo aguzzino. I due andranno in zona belvedere del parco del Vesuvio. E’ un posto che conoscono entrambi, ci sono stati altre volte in passato. Dopo 40 minuti di viaggio arrivano a destinazione e, a un tratto, il cellulare della 23enne riceve una notifica. Il messaggio arriva da una chat di amici: sarà l’inizio dell’incubo. Il 23enne strappa lo smartphone dalle mani della ragazza e lo distrugge. Afferra la vittima e inizia a picchiarla selvaggiamente con pugni, schiaffi e morsi. Durante l’aggressione il 23enne riprende la scena con il proprio cellulare. Nelle immagini registrate il volto gonfio e sanguinante della vittima e l’attimo in cui lei – riversa a terra – viene colpita alla nuca con un calcio. Lui però non vuole fermarsi e prende di peso la ragazza mettendola in auto. Durante il tragitto il 23enne si fermerà in una farmacia di Secondigliano dove acquisterà del ghiaccio e delle pomate per gli ematomi. La ragazza ormai è terrorizzata e non tenta neanche più la fuga. Lui decide di non accompagnarla a casa. Deve restare con lui fino a quando non si toglieranno i lividi. Sono ormai le 19 del Santo Natale e l’auto con a bordo i 2 prende la strada di Qualiano, a nord di Napoli. Arrivati nei pressi di un albergo il 22enne prende il documento della vittima e, mentre lei rimane in auto, effettua la registrazione in struttura. Nel motel lei entrerà con in testa un cappuccio di felpa. Ormai è assoggettata e annichilita, non proferirà alcuna parola né farà un qualsiasi gesto per chiedere aiuto. La ragazza resta con lui in camera pregandolo di riaccompagnarla a casa. Lui non vuole. Passano tutta la notte in hotel e fortunatamente la mattina del 26 dicembre la ragazza riesce a convincerlo. Gli dice che avrebbe detto ai familiari di essere stata picchiata da alcune ragazze per questioni di gelosia. Lui accetta e porta la ragazza dai nonni di lei a Napoli per poi andare via, non prima di averle lasciato lo smartphone – quello con all’interno i video. La ragazza racconterà ai nonni quanto concordato con il 23enne ma gli anziani coniugi non credono a una parola. Arriva la madre della vittima e la verità viene a galla. Sono le 21 di Santo Stefano e la ragazza si trova nell’ospedale CTO di Capodimonte. Per lei una prognosi di 40 giorni e un referto che parla di “Frattura dell’osso nasale, contusioni, ematomi ed escoriazioni multiple sul volto, sulle mani e alle gambe. Stato di grave agitazione psichica”. Mancano 15 minuti al 27 dicembre e i sanitari allertano i carabinieri della stazione di Capodimonte. La vittima – dimessa e accolta nella stanza rosa “tutta per sé” della stazione – racconterà le ore di agonia ai militari che intanto hanno già acquisito il video delle aggressioni in stretta sinergia con l’Autoritá giudiziaria partenopea. L’uomo è fuggito ma i Carabinieri trovano verso le 6 del mattino del 27 dicembre l’auto del 23enne che è stata lasciata in via Cesare Rosaroll. I militari – in borghese – per ore si appostano nei pressi del veicolo attendendo che una mano apra quella portiera. Intanto vengono diramate le ricerche dell’uomo che potrebbe aver preso un treno, essersi nascosto in qualche B&B oppure trovato rifugio a casa di qualche amico. Le ricerche non si sono mai interrotte e finalmente nella serata del 30 dicembre la svolta mentre alla vittima arrivavano lunghissimi messaggi deliranti da profili social fake. I carabinieri hanno scovato il 23enne in un b&b di Agnano dove si era nascosto utilizzando un documento di identità di un suo amico, quest’ultimo è stato denunciato. L’arrestato è stato trasferito in carcere a disposizione dell’autorità giudiziaria partenopea della quarta sezione, specializzata nei reati di violenza di genere coordinati dal procuratore aggiunto Raffaello Falcone che ha seguito le indagini passo passo e che aveva disposto e fatto consegnare alla vittima il dispositivo Mobile Angel.