Love story tra parroco e fedele: lei lascia marito a Natale

0
Scalpore, a Ischia e non solo per il caso di una donna che ha allontanato di casa il marito, pochi giorni prima di Natale, per poter vivere la sua relazione con un sacerdote. La love story vede protagonisti un parroco 58enne ed una casalinga di 35 anni, che si sono conosciuti in chiesa: dopo un po’ sarebbe nata la relazione che, secondo alcune testimonianze, va avanti già da tempo. Pochi giorni fa l’epilogo, che in breve è divenuto di dominio pubblico.

La diocesi di Ischia al momento non commenta ufficialmente l’accaduto, ma fa sapere che il sacerdote ha deciso di autosospendersi dalle funzioni religiose e che il vescovo, monsignor Carlo Villano, spera che la situazione possa ricomporsi.

Nel 2018 sempre ad Ischia si era verificato un caso analogo quando un altro prete avviò una relazione con una giovane donna che frequentava la sua chiesa e che restò poi incinta; dopo essere stato sospeso “a divinis” l’uomo abbandonò l’abito talare

Somma, chiusura improvvisa della scuola dell’infanzia Di Sarno: disagi per i genitori

Somma Vesuviana. Chiusura improvvisa della scuola dell’infanzia plesso Di Sarno dell’I.C. San Giovanni Bosco- Summa Villa per un guasto ad uno dei bagni. L’indignazione dei genitori degli alunni per lo scarso preavviso. Alcuni genitori degli alunni della scuola dell’infanzia del plesso di Sarno dell’I.C. San Giovanni Bosco- Summa Villa ci hanno segnalato la chiusura improvvisa della struttura scolastica. La motivazione fornita dalle autorità scolastiche alle famiglie tramite una circolare inviata nel primo pomeriggio è stata il malfunzionamento dei servizi igienici della scuola. In realtà, secondo quanto detto dai genitori degli alunni uno solo wc risulterebbe rotto e il guasto risalirebbe ai giorni precedenti alla pausa avvenuta durante le festività natalizie. In soli quindici minuti, i genitori sono stati costretti a lasciare il lavoro e correre a prendere i propri figli, senza preavviso sufficiente. La decisione di chiudere la scuola, infatti, è stata presa senza una comunicazione tempestiva, lasciando genitori e famiglie nell’incertezza. Il problema, sebbene legato a una situazione che riguarda la manutenzione della scuola, ha avuto un certo impatto sulla routine quotidiana di molti genitori lavoratori. Inoltre, pare che ancora non ci sia nessuna comunicazione in merito alla riapertura del plesso per domani mattina. In attesa di un aggiornamento ufficiale, i genitori sperano che la situazione venga risolta quanto prima e che venga presa maggiore attenzione nei confronti delle difficoltà quotidiane delle famiglie lavoratrici. Fonte immagine: rete internet. 

Somma, al Summarte la giornalista e scrittrice Maria Rosaria Ricci

Somma Vesuviana. Riceviamo e pubblichiamo:  Comunicato Stampa  Oggi è giornalista, autrice, scrittrice, anche atleta e Sabato 11 Gennaio sarà sul palco a raccontare la sua storia per gli altri! Maria Rosaria Ricci  : “A causa di un parto difficile, 45 anni fa, sono affetta da tetraparesi spastica distonica, ma per l’amore che ho per la vita, sono riuscita a diventare giornalista, scrittrice, autrice, atleta. Ho deciso di salire anche sul palco di un teatro per raccontare a tutti e trasmettere coraggio. Ho mosso i primi passi con la macchina da scrivere Olivetti, poi il passaggio al computer, ma anche al tablet e smartphone. Sono riuscita a scrivere l’opera autobiografica – Abilmente il Coraggio di non Arrendersi ed aggiungo mai!”. Bisogna esserci – Sabato 11 Gennaio – ore 20 e 30 – Teatro Summarte di Somma Vesuviana.                 Ci sarà Maria Rosaria Ricci e con lei tanti artisti Diamo voce a chi non ha Voce con Abilmente il Coraggio di non arrendersi! Rosalinda Perna  – Assessore alla Cultura del Comune di Somma Vesuviana, nel napoletano : “E’ facile dare voce a chi ha già voce. Spesso bisogna avere coraggio per trasmettere messaggi importanti anche ai giovani. Noi abbiamo deciso di patrocinare l’evento che porterà Maria Rosaria a Somma Vesuviana, sul palco,a parlare della sua storia che è la storia di tanti, anzi di tutti, anche di coloro i quali affrontano una malattia ogni giorno. Sabato sarebbe bello esserci tutti per non essere soli!”.    “Io sono affetta da tetraparesi spastica a causa di un parto difficile che ebbe mia mamma, ma ho trasformato le mie difficoltà motorie, in un trampolino di lancio verso la normalità. Mi sono diplomata in scuole Magistrali, sono diventata giornalista pubblicista ed ho la passione dell’informatica. Ho vinto una sfida nonostante la tetraparesi spastica distonica, oltrepassando difficoltà legate proprio alla scrittura, utilizzando letterine magnetiche che, ceduto il passo alla macchina da scrivere Olivetti con tasti ampi per evitare errori di digitazione. Poi, nell’evoluzione della tecnologia, nel 1992, ho iniziato ad adottare il computer con tastiera normale e dopo anche tablet e smartphone. Scrittura e sport. Infatti sono stata atleta di sport equestri per disabili e da queste esperienze ho imparato la necessità di valorizzare ogni persona. Per questo ho deciso di scrivere la mia storia e l’ho fatto. Ho deciso di salire anche sul palco di un teatro e lo farò”. Lo ha affermato Maria Rosaria Ricci, oggi giornalista, anni 45, che non ha mollato mai! Maria Rosaria è affetta da tetraparesi spastica distonica, ma è riuscita a diplomarsi, a diventare giornalista, scrittrice, atleta, autrice e a realizzare il sogno di un progetto che fosse in grado di valorizzare le persone. Il progetto c’è! “Si chiama “Sviluppa  e potenzia le abilità”, ed è nato con il desiderio di offrire attività inclusive e di abilità, a persone diversamente abili, in collaborazione con l’Unitalsi di Napoli. Abbiamo sviluppato un programma abbracciando diverse iniziative come ad esempio l’ippoterapia – ha continuato la Ricci –  una scuola di sci dedicata a diversamente abili. Per me lo scrivere, come dice Georges Simeon, è considerata una professione, ma non la ritengo tale. Oppure, citando Roland Barthes, la scrittura è generatrice di un testo che desidera lo scrittore. Io ho voluto scrivere un’opera autobiografica per gli altri, per renderli forti davvero  : “Abilmente – Il coraggio di non arrendersi”. Ho scritto per dare emozioni e rafforzare me e l’altro. La serata proseguirà con un emozionante momento musicale, dove i testi e le melodie di Gennaro Scuotto daranno voce a storie di vita, spesso quelle degli ultimi, di chi vive ai margini della società. La performance sarà arricchita dalla partecipazione di dieci protagonisti che, attraverso il canto, esprimeranno emozioni profonde, dando testimonianza del potere trasformativo della musica. Numerosi studi hanno dimostrato come la musica possa essere un potente strumento di inclusione e benessere, in grado di abbattere le barriere emotive e sociali. In particolare, per le persone fragili, la musica rappresenta un mezzo per ritrovare fiducia, esprimere emozioni e riscoprire il proprio valore all’interno della comunità”.     La giornalista sarà sul palco del Teatro Summarte, lei in prima persona, con il suo libro, per incontrare tutti, ma anche con la scrittura che è diventata Spettacolo di Musica e Cultura ideato da Vittorio Verde e Gennaro Scuotto, con la moderazione di Guido Grosso, referente del progetto Abilmente. Tanti saranno gli artisti al fianco di Maria Rosaria, sul palco come Tony Gennarelli, Rosario Daniello, Andrea Cavallaro, Tony Nappi, Bea, Mauro Franzese, Gigi Sarracino, Ciro Sacco, Sasà Laricchio, Rossana, con uno Special Guest della Canzone Napoletana. Un grande evento con la supervisione di Antonio Ascione e la regia di Salvatore Melillo. Tutto l’evento è patrocinato dal Comune di Somma Vesuviana. “Maria Rosaria, pur se affetta da tetraparesi spastica distonica, è riuscita a vincere le sue sfide che sono le sfide di tanti, anzi di tutti. La disabilità può essere di qualsiasi tipo, pensiamo ad esempio anche ai malati oncologici. Maria Rosaria Ricci, a causa di un parto difficile, è affetta dalla tetraparesi spastica distonica che è una forma di paralisi cerebrale che colpisce entrambi gli arti superiori ed inferiori. Maria Rosaria, sul palco, racconterà le sue esperienze  – ha concluso Rosalinda perna, Assrssore alla Cultura del Comune di Somma Vesuviana, nel napoletano – per sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema della disabilità, promuovendo il messaggio chiaro che le persone sono sempre e tutte, parte integrante della società. E’ una storia da ascoltare, da vivere che può dare forza a tutti, non solo a coloro  i quali hanno disabilità motorie. Sensibilità e forza, soprattutto rivolgendosi alle nuove generazioni, alle ultime generazioni, dunque a tutti i giovani”.

San Giorgio, innalzato livello di sicurezza: zona rossa per la criminalità

0

San Giorgio a Cremano – San Giorgio a Cremano è stata inserita dal Prefetto di Napoli Michele di Bari fra le quattro” zone rosse” della Città Metropolitana di Napoli, con l’obiettivo di rafforzare la sicurezza pubblica e contrastare la criminalità locale. In relazione alla decisione presa durante la riunione per del Comitato per l’ordine e la sicurezza, il Sindaco Zinno afferma:

Le aree del nostro territorio dove entrerà in vigore questo provvedimento sono: via Manzoni, via Aldo Moro (all’angolo via San Giorgio Vecchio), Piazza Troisi e l’area che circoscrive anche le aree verso Villa Bruno e Villa Vannucchi e Largo Arso. Si tratta di zone critiche e particolarmente attenzionate nel corso del tempo, già al centro di precedenti riunioni del Comitato per l’Ordine e la Sicurezza, in relazione ad alcuni episodi verificatisi soprattutto nei giorni e nelle ore della movida”.

Questo provvedimento – aggiunge Zinno – rappresenta un’ulteriore attenzione da parte del Prefetto, verso il nostro territorio, essendo un potente deterrente, oltre che uno strumento di repressione. Il provvedimento prevede che nelle zone rosse, chiunque assuma atteggiamenti aggressivi, minacciosi o insistentemente molesti e sia considerato quindi pericoloso per la sicurezza pubblica e abbia precedenti penali, venga allontanato. Ringrazio il Prefetto di Napoli Michele di Bari per l’attenzione rivolta al nostro territorio e per aver voluto istituire questa importante misura che non deve essere vista esclusivamente come uno strumento punitivo, ma come un’ulteriore opportunità per rafforzare sicurezza e qualità della vita della nostra comunità.  La collaborazione tra le istituzioni e le forze dell’ordine è fondamentale per rendere efficace questa misura e quindi per costruire territori più sicuri e vivibili”.

 

Svaligiata tabaccheria a Pomigliano: bottino ingente, il giallo dell’interdittiva

0
POMIGLIANO D’ARCO – Ben 400 euro in monete, diversi dispositivi elettronici e un’ingente quantità di tabacchi. È questo il bottino di una banda di rapinatori che ha assaltato, la notte tra il 6 ed il 7 gennaio, una tabaccheria di Pomigliano d’Arco. I malviventi, tutti incappucciati, dopo aver divelto la serranda e forzato la porta blindata, si sono introdotti nel locale facendo man bassa di denaro e prodotti oltre ad aver provocato ingenti danni. “La mia tabaccheria” – racconta la titolare rivoltasi al deputato di alleanza Verdi-Sinistra Francesco Emilio Borrelli-“negli ultimi 9 mesi ha subito 2 tentativi di furto e poi è arrivato questo colpo portato a termine. Hanno portato via un enorme quantitativo di tabacco e dispositivi elettronici e purtroppo non siamo coperti da assicurazione. Abbiamo più volte manifestato alle autorità questa situazione fuori controllo, Pomigliano è diventata invivibile” “Occorre istituire un tavolo per la sicurezza” -dichiara Borrelli assieme al responsabile territoriale di Europa Verde Carime D’Onofrio- “Cittadini e commercianti sono stanchi, impauriti ed esasperati e presto non avranno più la forza di continuare ad andare avanti. Così muore un territorio. Lasciar vincere il crimine è esso stesso un crimine. Il territorio va presidiato”. A seguito di ulteriori approfondimenti si è verificato che questa tabaccheria ha una interdittiva antimafia e quindi è chiusa. La vicenda quindi appare ancora più strana e da approfondire.

Partita di biliardo finisce in rissa al bar, 7 denunciati

0
TUFINO: rissa da bar attorno ad un biliardo. Le stecche come bastoni. 7 giovani denunciati dai Carabinieri L’atmosfera in quel bar di Tufino non era la stessa che si respirava in “Pari e Dispari”, film nel quale a buttare le mani c’erano Bud Spencer e Terence Hill. Tra le scene quella girata in un diner americano, attorno ad un bancone e un tavolo da biliardo. Vittime delle mani pesanti di Pedersoli e socio un gruppo di taglieggiatori della malavita a stelle e strisce. Meno esotica la storia di Tufino ma altrettanto violenta. Alcuni ragazzi giocano a biliardo, si contendono una grappa. Chi ne esce sconfitto paga per tutti. Discutono, anche animatamente ma continuano a tirare palle in buca. A pochi metri, altri giovani si sfidano a calcio balilla. Saranno questi a innescare la miccia. Cominciano a prendere in giro gli snookers al tavolo verde. Senza un motivo apparente. Una parola tira l’altra, si passa agli insulti e poi alle mani. Nel remake nolano della pellicola fine anni ’70 saranno in 7 a darsele. Anche utilizzando le stecche come armi. Una rissa furiosa che conterà diversi feriti, poi portati in ospedale. I carabinieri della sezione radiomobile di Nola riusciranno a identificarli, analizzando le immagini di sorveglianza e raccogliendo le testimonianze dei presenti. Tra i 17 e i 25 anni, saranno tutti denunciati per rissa.

Pino Daniele e l’incontro coi cantori di Somma, storia di un concerto speciale

0
QUEL CONCERTO CON PINO DANIELE L’incontro tra i mostri sacri della musica napoletana e i cantori di Somma Vesuviana Di Luigi Jovino E’ stato Ennio Nicolucci, segretario all’epoca dell’Arci Campania a organizzarci, nell’estate del 1983, un incontro con Pino Daniele. L’Arci di Somma Vesuviana era da tutti riconosciuta per il suo lavoro nel recupero della tradizione folcloristica e Pino Daniele voleva conoscerci. Con i compianti maestro Stefano Raia, Felice Ronca e con il pimpante Giuseppe Martone, detto Scalpellino, pieni di buoni propositi ci recammo a Formia, dove Pino Daniele aveva impiantato una moderna sala di registrazione. Al nostro arrivo lo stupore fu grande. Dalla enorme vetrata, che chiudeva l’ingresso della sala di registrazione assistemmo per diversi minuti alle prove di veri mostri sacri della musica napoletana. Insieme a Pino Daniele, infatti, stavano suonando Tullio De Piscopo, Tony Esposito, Rino Zurzolo e Joe Amoruso. Si preparavano per un famoso concerto che avrebbero tenuto qualche settimana dopo a Montreux, anteprima mondiale per il lancio del loro gruppo all’estero. Alla fine delle prove, quando si aprirono le porte della sala di registrazione, Scalpellino ebbe un’intuizione geniale.  Senza proferire parole lui e gli altri suonatori di Somma entrarono nella sala registrazione ed improvvisarono una tammurriata sfrenata.  De Piscopo e Tony Esposito, ancora madidi di sudore, riconquistarono le posizioni ai loro strumenti e cominciarono ad accompagnare a modo loro quel ritmo incalzante. Pino Daniele, improvvisò uno dei suoi famosi gorgheggi e disse “Guagliò, io entro così”. Alla fine di questa imprevista esibizione Pino Daniele ci invitò a Montreux, chiedendoci di portare la ‘Banda del Pazzariello’ ed alcune ‘Donne della tammorra’. Ci attivammo nei giorni seguenti. Con Scalpellino ed il maestro Raia andammo a Pugliano a comperare degli abiti usati, che potevano servire a comporre una colorita banda del pazzariello. Ricordo che acquistammo un saio, un vecchio paltò, una divisa di un soldato ussaro, una bombetta e dei camicioni bianchi. Trovati gli abiti bisognava, poi, trovare i personaggi. A Felice Ronca, con le sue irresistibili gag fu riservato il ruolo del Pazzariello, mentre i suonatori erano il maestro Raia, Scalpellino, Giovanni Maione ed il compianto Gaetano Molaro, mio amico inseparabile. Qualche difficoltà ci fu per trovare le donne brave a suonare la tammorra e disponibili a fare quella trasferta. La scelta, alla fine, cadde su Gelsomina, madre del maestro Raia, su Assuntulella, molto famosa al Casamale e sulla sorella di Zio Riccardo, all’epoca molto attivo nel settore sindacale. Prima della partenza da Formia nel pullman furono imbarcati: chili di mozzarella, salumi, pomodori e altre prelibatezze della nostra terra. A Montreux fu, infatti, organizzata una cena per presentare la nuova etichetta discografica di Pino Daniele. Per fortuna con noi c’era Gaetano Molaro che in un locale, messo a disposizione da un ristoratore di Bergamo, residente a Montreux, organizzò la cena per i giornalisti stranieri in modo impeccabile. Dopo un viaggio lunghissimo in pullman, insieme ai musicisti ed alle coriste straniere di Pino Daniele, con Toni Cercola e l’indimenticabile Karl Potter arrivammo in Svizzera. Restammo con quel gruppo che venne definito dalla stampa estera e dall’impresario Willy David ‘Naples summit’ per quattro indimenticabili giorni. Nel cartellone insieme ai nomi di Pino Daniele, dei Popularia e degli altri virtuosi musicisti napoletani campeggiavano anche i nomi della Banda del Pazzariello e delle Donne della tammorra.  Ci esibimmo per le strade della città Svizzera ed anche sul palco dove si tenevano i concerti. Non si contano gli aneddoti che ci hanno visti partecipi e spettatori di quelle incredibili giornate. Con nostro grande stupore sul quotidiano locale svizzero che parlava di quell’evento ci fu la fotografia in prima pagina della sgangherata Banda del Pazzariello. Dopo Montreux siamo andati a trovare Pino Daniele a Formia diverse volte. Ci ha accolti sempre con grande simpatia ma ci ha sempre detto “Guagliò” non mi chiedete di venire a suonare a Somma. Non è possibile”.  

Somma, terminata la realizzazione delle Condotte Fognarie in località Vignariello.

Somma Vesuviana. Riceviamo e pubblichiamo: Comunicato Stampa  Portata a termine la realizzazione delle Condotte Fognarie in località Vignariello.   Salvatore Di Sarno  –  Sindaco di Somma Vesuviana, nel napoletano: “Ho posto sempre particolare attenzione alle periferie. Siamo dinanzi ad notizia importante e attesa”. Giovanni Stanzione   – Consigliere Delegato alle Periferie  : “Tale lavoro si è concluso da pochi giorni, quindi a breve la Gori comunicherà che possono essere presentate le richieste di immissione nella stessa rete fognaria”.   “E’ una bella notizia per Somma Vesuviana ed in particolare per gli abitanti della località Vignariello. E’ stata portata a termine la realizzazione delle Condotte Fognarie . Tale lavoro si è concluso da pochi giorni, quindi a breve la Gori comunicherà che possono essere presentate le richieste di immissione nella stessa rete fognaria. Inoltre c’era un problema decennale, in Traversa Allocca, con continui allagamenti che andavano ad impedire anche la viabilità e lo abbiamo risolto intervenendo sul collettore principale”. Lo ha annunciato Giovanni Stanzione consigliere delegato alle Periferie.   “Siamo dinanzi ad una notizia importante. Da sindaco ho posto sempre particolare attenzione alle periferie, sulle quali abbiamo iniziato un percorso di recupero da tempo. Ricordo anche la riqualificazione fatta della zona di Cupa di Nola con marciapiedi che prima erano inesistenti. Ora dobbiamo continuare su questa strada perchè dobbiamo dare risposte anche ai cittadini di altri quartieri. Con la Gori stiamo lavorando ad un piano specifico riguardante la realizzazione del sistema fognario anche in quelle zone in cui – ha affermato Salvatore Di Sarno, sindaco di Somma Vesuviana, nel napoletano –  ancora oggi, non è completamente presente. Alle fogne aggiungiamo strade e scuole. A breve partiranno i lavori di rifacimento di altre 17 strade, delle quali molte sono in periferia. Ed è in zone periferiche che stiamo costruendo scuole nuove, come il primo Asilo Nido Comunale, la nuova Primaria e Parchi Urbani”.

Il concorso fotografico “L’anima dei luoghi vesuviani”, pregevole progetto del “Rotary Club” di Ottaviano

0

Venerdì 3 gennaio nel salone del Circolo “A.Diaz” sono stati premiati, da Giuseppe Saetta, presidente del Rotary Club Ottaviano, i primi tre classificati del concorso fotografico “L’anima dei luoghi vesuviani”, adatto a sottolineare aspetti significativi dell’arte della fotografia che meritano l’attenzione anche degli Istituti scolastici. Ha vinto il concorso Viviana Iovino, al secondo e al terzo posto si sono classificati Federica Bifulco e Luciano Casciano. Il concorso è stato organizzato dal Rotary Club e dal Rotaract.

Scrive Ruth Berlau introducendo nel 1955 L’Abicì della guerra di Bertold Brecht : «Questo libro vuole insegnare l’arte di leggere le immagini, poiché, per chi non vi è abituato, leggere un’immagine è difficile quanto leggere dei geroglifici”. Sono gli anni in cui, dopo l’ubriacatura propagandistica della guerra, la cultura visiva occidentale subisce quell’accelerazione che porterà all’attuale “civiltà delle immagini”. E sono gli anni in cui il reportage fotografico ormai maturo affina il suo linguaggio rischiando, secondo Brecht, di diventare una temibile arma “puntata contro la verità” (G. D’Autilia). A me è sempre piaciuta una frase di Ansel Adams, considerato da molti pioniere della fotografia di paesaggio: “una fotografia non si scatta, si fa. Il click è soltanto una minima parte di tutta l’operazione”. La realtà oggettiva del paesaggio chi si accinge a fotografarla la “vede” attraverso le forme e i moduli della sua percezione, la inquadra nella griglia della propria sensibilità e, talvolta, della propria memoria. Poi arrivano il click e la stampa, e arriva il fatale momento in cui il fotografo osserva la foto stampata, e si chiede perché ha voluto dare all’immagine quella forma, quei toni, e perché della realtà fotografata ha voluto mettere in risalto alcuni particolari piuttosto che altri. La fotografia aiuta a conoscere il mondo che ci circonda e le inclinazioni della nostra sensibilità e della nostra percezione: ci aiuta a conoscere noi stessi. E aiutò Adams a curare l’ipercinesi. E giustamente il Presidente Giuseppe Saetta, che è anche fotografo e pittore, e il dott. Massimo Lanzaro, psichiatra, psicoterapeuta, saggista, hanno fatto notare che il titolo del concorso era “l’anima dei luoghi” e non quello solito “i luoghi dell’anima”. La vincitrice, Viviana Iovino, ha presentato una fotografia in bianco e nero della “Masseria San Domenico” (immagine in appendice), una masseria ottajanese che già nel ‘600 era proprietà della Cappella del SS.Sacramento della napoletana Chiesa di San Domenico. La Iovino ha “visto” l’importanza della struttura, che pur visibilmente “colpita” dal tempo e dall’incuria, è ancora capace di mostrare i segni della sua storia, che è una storia notevole. Tra il 1635 e il 1660 la “Molignana” vendette ogni anno non meno di 6000 litri di “vino bianco” e di “vino greco”: 3000 litri li compravano il “mercante” Giovanni Donato e suo figlio Michele che controllavano, con ogni mezzo, l’attività delle “cantine e ostarie (sic)” lungo la strada che da Nola portava a Sarno. La masseria garantiva il trasporto del vino con i suoi carri, di cui si servivano, a pagamento, anche altri produttori del territorio, perché quei carri erano noti ai “daziari” del Vesuviano e del Nolano, e dunque garantivano a tutti i controlli “leggeri”: ogni anno gli amministratori della “San Domenico” indicavano nel registro delle “uscite” i doni fatti ai controllori perché non fossero troppo curiosi. E’ probabile che anche a metà del ‘700 godessero ancora di questa protezione anche i carri della masseria che trasportavano a Napoli e ad Avellino botti piene di “spirito distillato dai torchi nella assai vasta cantina”: spirito di contrabbando. E dunque la Iovino ha “sentito” che quei segni “neri” della storia avevano lasciato qualche traccia nella muta imponenza dell’edificio e ha ritenuto necessario fotografare in “bianco e nero”. Il Presidente ha ringraziato tutti i concorrenti, lo sponsor Antonio Attratto, l’Amministrazione Comunale che ha concesso il patrocinio (e che era rappresentata, nella serata, dalla prof.ssa Fiorella Saviano), e un grazie particolare ha riservato a Michele Romano, Presidente del Circolo “A. Diaz” e ai soci tutti del Sodalizio. Il nostro augurio è che questo concorso sia solo il primo atto di una lunga serie: il tema è di fondamentale importanza, anche per gli alunni delle scuole: “conoscere il territorio e fotografarlo e incominciare a conoscere sé stessi” (Adams). E oggi i ragazzi conoscono il territorio?

Ladri al liceo Diaz di Ottaviano: rubati pc e strumenti elettronici

Questa mattina, al momento dell’apertura dei cancelli, il Liceo Armando Diaz di Ottaviano ha ricevuto una spiacevole sorpresa. La sede, situata in via Ferrovia dello Stato, è stata svaligiata durante le festività natalizie: sono risultati mancanti i computer e tanti attrezzi elettronici utilizzati per la didattica. Come ha sostenuto il sindaco Simonetti sui social, questo è un attacco alla cultura e all’educazione scolastica di tutti gli studenti del plesso. Sul luogo sono accorsi i Carabinieri che ora stanno procedendo con le indagini di rito, tra cui anche il controllo delle immagini delle videocamere di sorveglianza da cui sperano di ricavare anche il minimo indizio che possa portare al riconoscimento dei ladri.