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Pino Daniele e l’incontro coi cantori di Somma, storia di un concerto speciale

QUEL CONCERTO CON PINO DANIELE

L’incontro tra i mostri sacri della musica napoletana e i cantori di Somma Vesuviana

Di Luigi Jovino

E’ stato Ennio Nicolucci, segretario all’epoca dell’Arci Campania a organizzarci, nell’estate del 1983, un incontro con Pino Daniele. L’Arci di Somma Vesuviana era da tutti riconosciuta per il suo lavoro nel recupero della tradizione folcloristica e Pino Daniele voleva conoscerci. Con i compianti maestro Stefano Raia, Felice Ronca e con il pimpante Giuseppe Martone, detto Scalpellino, pieni di buoni propositi ci recammo a Formia, dove Pino Daniele aveva impiantato una moderna sala di registrazione. Al nostro arrivo lo stupore fu grande. Dalla enorme vetrata, che chiudeva l’ingresso della sala di registrazione assistemmo per diversi minuti alle prove di veri mostri sacri della musica napoletana. Insieme a Pino Daniele, infatti, stavano suonando Tullio De Piscopo, Tony Esposito, Rino Zurzolo e Joe Amoruso.

Si preparavano per un famoso concerto che avrebbero tenuto qualche settimana dopo a Montreux, anteprima mondiale per il lancio del loro gruppo all’estero. Alla fine delle prove, quando si aprirono le porte della sala di registrazione, Scalpellino ebbe un’intuizione geniale.  Senza proferire parole lui e gli altri suonatori di Somma entrarono nella sala registrazione ed improvvisarono una tammurriata sfrenata.  De Piscopo e Tony Esposito, ancora madidi di sudore, riconquistarono le posizioni ai loro strumenti e cominciarono ad accompagnare a modo loro quel ritmo incalzante. Pino Daniele, improvvisò uno dei suoi famosi gorgheggi e disse “Guagliò, io entro così”. Alla fine di questa imprevista esibizione Pino Daniele ci invitò a Montreux, chiedendoci di portare la ‘Banda del Pazzariello’ ed alcune ‘Donne della tammorra’. Ci attivammo nei giorni seguenti.

Con Scalpellino ed il maestro Raia andammo a Pugliano a comperare degli abiti usati, che potevano servire a comporre una colorita banda del pazzariello. Ricordo che acquistammo un saio, un vecchio paltò, una divisa di un soldato ussaro, una bombetta e dei camicioni bianchi. Trovati gli abiti bisognava, poi, trovare i personaggi. A Felice Ronca, con le sue irresistibili gag fu riservato il ruolo del Pazzariello, mentre i suonatori erano il maestro Raia, Scalpellino, Giovanni Maione ed il compianto Gaetano Molaro, mio amico inseparabile. Qualche difficoltà ci fu per trovare le donne brave a suonare la tammorra e disponibili a fare quella trasferta. La scelta, alla fine, cadde su Gelsomina, madre del maestro Raia, su Assuntulella, molto famosa al Casamale e sulla sorella di Zio Riccardo, all’epoca molto attivo nel settore sindacale. Prima della partenza da Formia nel pullman furono imbarcati: chili di mozzarella, salumi, pomodori e altre prelibatezze della nostra terra.

A Montreux fu, infatti, organizzata una cena per presentare la nuova etichetta discografica di Pino Daniele. Per fortuna con noi c’era Gaetano Molaro che in un locale, messo a disposizione da un ristoratore di Bergamo, residente a Montreux, organizzò la cena per i giornalisti stranieri in modo impeccabile. Dopo un viaggio lunghissimo in pullman, insieme ai musicisti ed alle coriste straniere di Pino Daniele, con Toni Cercola e l’indimenticabile Karl Potter arrivammo in Svizzera. Restammo con quel gruppo che venne definito dalla stampa estera e dall’impresario Willy David ‘Naples summit’ per quattro indimenticabili giorni. Nel cartellone insieme ai nomi di Pino Daniele, dei Popularia e degli altri virtuosi musicisti napoletani campeggiavano anche i nomi della Banda del Pazzariello e delle Donne della tammorra.  Ci esibimmo per le strade della città Svizzera ed anche sul palco dove si tenevano i concerti. Non si contano gli aneddoti che ci hanno visti partecipi e spettatori di quelle incredibili giornate. Con nostro grande stupore sul quotidiano locale svizzero che parlava di quell’evento ci fu la fotografia in prima pagina della sgangherata Banda del Pazzariello. Dopo Montreux siamo andati a trovare Pino Daniele a Formia diverse volte. Ci ha accolti sempre con grande simpatia ma ci ha sempre detto “Guagliò” non mi chiedete di venire a suonare a Somma. Non è possibile”.

 

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