Venerdì 3 gennaio nel salone del Circolo “A.Diaz” sono stati premiati, da Giuseppe Saetta, presidente del Rotary Club Ottaviano, i primi tre classificati del concorso fotografico “L’anima dei luoghi vesuviani”, adatto a sottolineare aspetti significativi dell’arte della fotografia che meritano l’attenzione anche degli Istituti scolastici. Ha vinto il concorso Viviana Iovino, al secondo e al terzo posto si sono classificati Federica Bifulco e Luciano Casciano. Il concorso è stato organizzato dal Rotary Club e dal Rotaract.
Scrive Ruth Berlau introducendo nel 1955 L’Abicì della guerra di Bertold Brecht : «Questo libro vuole insegnare l’arte di leggere le immagini, poiché, per chi non vi è abituato, leggere un’immagine è difficile quanto leggere dei geroglifici”. Sono gli anni in cui, dopo l’ubriacatura propagandistica della guerra, la cultura visiva occidentale subisce quell’accelerazione che porterà all’attuale “civiltà delle immagini”. E sono gli anni in cui il reportage fotografico ormai maturo affina il suo linguaggio rischiando, secondo Brecht, di diventare una temibile arma “puntata contro la verità” (G. D’Autilia). A me è sempre piaciuta una frase di Ansel Adams, considerato da molti pioniere della fotografia di paesaggio: “una fotografia non si scatta, si fa. Il click è soltanto una minima parte di tutta l’operazione”. La realtà oggettiva del paesaggio chi si accinge a fotografarla la “vede” attraverso le forme e i moduli della sua percezione, la inquadra nella griglia della propria sensibilità e, talvolta, della propria memoria. Poi arrivano il click e la stampa, e arriva il fatale momento in cui il fotografo osserva la foto stampata, e si chiede perché ha voluto dare all’immagine quella forma, quei toni, e perché della realtà fotografata ha voluto mettere in risalto alcuni particolari piuttosto che altri. La fotografia aiuta a conoscere il mondo che ci circonda e le inclinazioni della nostra sensibilità e della nostra percezione: ci aiuta a conoscere noi stessi. E aiutò Adams a curare l’ipercinesi. E giustamente il Presidente Giuseppe Saetta, che è anche fotografo e pittore, e il dott. Massimo Lanzaro, psichiatra, psicoterapeuta, saggista, hanno fatto notare che il titolo del concorso era “l’anima dei luoghi” e non quello solito “i luoghi dell’anima”. La vincitrice, Viviana Iovino, ha presentato una fotografia in bianco e nero della “Masseria San Domenico” (immagine in appendice), una masseria ottajanese che già nel ‘600 era proprietà della Cappella del SS.Sacramento della napoletana Chiesa di San Domenico. La Iovino ha “visto” l’importanza della struttura, che pur visibilmente “colpita” dal tempo e dall’incuria, è ancora capace di mostrare i segni della sua storia, che è una storia notevole.
Tra il 1635 e il 1660 la “Molignana” vendette ogni anno non meno di 6000 litri di “vino bianco” e di “vino greco”: 3000 litri li compravano il “mercante” Giovanni Donato e suo figlio Michele che controllavano, con ogni mezzo, l’attività delle “cantine e ostarie (sic)” lungo la strada che da Nola portava a Sarno. La masseria garantiva il trasporto del vino con i suoi carri, di cui si servivano, a pagamento, anche altri produttori del territorio, perché quei carri erano noti ai “daziari” del Vesuviano e del Nolano, e dunque garantivano a tutti i controlli “leggeri”: ogni anno gli amministratori della “San Domenico” indicavano nel registro delle “uscite” i doni fatti ai controllori perché non fossero troppo curiosi. E’ probabile che anche a metà del ‘700 godessero ancora di questa protezione anche i carri della masseria che trasportavano a Napoli e ad Avellino botti piene di “spirito distillato dai torchi nella assai vasta cantina”: spirito di contrabbando. E dunque la Iovino ha “sentito” che quei segni “neri” della storia avevano lasciato qualche traccia nella muta imponenza dell’edificio e ha ritenuto necessario fotografare in “bianco e nero”. Il Presidente ha ringraziato tutti i concorrenti, lo sponsor Antonio Attratto, l’Amministrazione Comunale che ha concesso il patrocinio (e che era rappresentata, nella serata, dalla prof.ssa Fiorella Saviano), e un grazie particolare ha riservato a Michele Romano, Presidente del Circolo “A. Diaz” e ai soci tutti del Sodalizio. Il nostro augurio è che questo concorso sia solo il primo atto di una lunga serie: il tema è di fondamentale importanza, anche per gli alunni delle scuole: “conoscere il territorio e fotografarlo e incominciare a conoscere sé stessi” (Adams). E oggi i ragazzi conoscono il territorio?






