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Duplice omicidio nel rione: assassinati 2 giovani
Serata di sangue nella periferia nord della città, dove un agguato ha scosso il quartiere di Piscinola. Due uomini, Francesco Abenante, 34 anni, e Salvatore Avolio, 32 anni, sono stati assassinati nella seconda traversa di via Janfolla. Entrambi erano a bordo di uno scooter quando sono stati raggiunti da una raffica di colpi d’arma da fuoco.
Abenante è morto sul colpo, mentre Avolio, trasportato d’urgenza all’ospedale Cardarelli, non è sopravvissuto alle gravi ferite riportate. Le forze dell’ordine, giunte rapidamente sul posto, hanno avviato le indagini per ricostruire la dinamica dell’agguato e individuare i responsabili.Un regolamento di conti?
Entrambe le vittime erano note alle forze dell’ordine per precedenti penali, un dettaglio che lascia ipotizzare un possibile regolamento di conti nell’ambito della criminalità organizzata. Tuttavia, gli inquirenti non escludono altre piste e stanno raccogliendo testimonianze e immagini delle telecamere di sorveglianza presenti nella zona.Un quartiere sotto shock
La notizia del duplice omicidio ha scosso i residenti di Piscinola, un quartiere già segnato da episodi di violenza legati alla criminalità locale. Le indagini sono in corso e la Polizia sta cercando di ricostruire l’accaduto per individuare movente e colpevoli. Nel frattempo, la tensione resta alta in un’area già fragile, dove episodi come questo alimentano un clima di paura e insicurezza tra i cittadini.Somma, Convocazione Consulte Comunali per lo Sviluppo Economico/Lavoro e Sicurezza del territorio
- Dibattito avente finalità di carattere tematico con inerenza sussidiaria all’A.N.C.R. – Associazione Nazionale Combattenti e Reduci, Ref. Dott. Alessandro Masulli Archivista Storico del Comune di Somma Vesuviana (NA)
- Proposte relative allo Sviluppo Economico ed alla Sicurezza del Territorio con analisi della situazione territoriale vigente
- Bando “Campania Welfare” di cui il Comune di Somma Vesuviana figura quale capofila d’ambito territoriale n◦22
- Eventuali e varie
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Ottaviano: la festa della Candelora in Piazza San Giovanni merita di diventare tradizione
Sabato scorso, in piazza San Giovanni, è stata celebrata la festa della “Candelora”: tutto il quartiere ha contribuito all’organizzazione dell’evento, alla costruzione del “fucarone”, a preparare e a distribuire i panini, che sono un vanto del luogo. Don Salvatore Mungiello e Vincenzo Caldarelli hanno promesso che il rito si ripeterà. Era presente anche il sindaco prof. Simonetti. Il dio Februo in Macrobio.
La “Candelora”, come si sa, è la versione cristiana di un rito assai antico. La Chiesa celebra la presentazione di Gesù al Tempio, i Romani festeggiavano Giunone “februaria” (o “februata”), “purificata”, in un tempo in cui febbraio era ancora l’ultimo mese dell’anno. Secondo Macrobio, fu Numa ad allungare la durata dell’anno con due nuovi mesi: “chiamò l’uno gennaio e ne fece il primo mese dell’anno, in quanto dedicato a Giano, il dio bifronte, che guarda indietro e avanti, alla fine dell’anno trascorso e all’inizio del prossimo. Dedicò il secondo mese al dio Februo “- un dio venerato dagli Etruschi – “che si ritiene presieda ai riti purificatori. Durante questo mese bisognava purificare la città, e Numa stabilì che si celebrassero i riti funebri agli dei Mani”. Da qui la presenza del fuoco, rispettata anche dai cristiani: il fuoco purifica, allontana, in ogni senso le tenebre, il fuoco è luce e calore, e quindi è simbolo intenso del passaggio dal solstizio d’inverno all’equinozio di primavera.
E’, quella di sabato, la prima celebrazione della Candelora in piazza San Giovanni. Così mi dice la memoria, e così mi dicono tutti. Ma gli atti del Comune di Ottaviano relativi al febbraio del 1949 ci “parlano” dei lavori di ripavimentazione della Chiesa di San Giovanni, voluti da don Pietro Capolongo, che si fece consigliare, in ogni fase dell’intervento, dai suoi amici Ugo Mannato e Nicola Causa. Ci dicono anche, quegli atti, che il parroco venne autorizzato a bruciare in piazza, a metà febbraio, durante una manifestazione, un “cumulo di fascine”. Forse era la festa della Candelora, destinata ad alimentare, con le preghiere dei fedeli, la speranza che la Madonna “proteggesse” i lavori avviati nella Chiesa. Sabato sera ho notato ancora una volta la compattezza della comunità di San Giovanni nel realizzare l’evento e nella capacità dei “parrocchiani” di renderlo “vitale”. Non è solo una questione religiosa: Ottaviano ha bisogno di queste manifestazioni capaci di difendere e di consolidare i valori dell’identità civica, che sono in un momento di manifesta sofferenza. I riti religiosi e le manifestazioni “laiche” hanno oggi anche il compito di esortare gli Ottavianesi a non accontentarsi di far da spettatori a ciò che gli altri fanno.
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Studenti delle Superiori disegnano la nuova maglia del Casoria, lo sport nei percorsi scuola-lavoro
CASORIA. Il Comune di Casoria è lieto di sostenere un’iniziativa innovativa promossa dalla squadra di calcio locale, che coinvolgerà attivamente gli studenti di due istituti superiori cittadini, il liceo Gandhi e l’istituto Torrente, nella creazione della divisa ufficiale per la prossima stagione sportiva. Gli studenti saranno chiamati, infatti, a disegnare e poi scegliere attraverso un contest sui social la maglia della “Viola del Sud” per la stagione 2025/2026, rispettando poche direttive (su tutte la prevalenza cromatica).
L’iniziativa rappresenta un’occasione unica di collaborazione tra il mondo dello sport e quello della scuola, con l’obiettivo di valorizzare il talento e la creatività dei giovani, rendendoli protagonisti di un progetto che rafforza il senso di appartenenza alla comunità. La settimana scorsa si è tenuto il primo incontro presso il liceo Gandhi alla presenza del presidente della Ssc Casoria 1979 Fabio Baraldi e di rappresentanti della società viola; giovedì prossimo l’iniziativa sarà replicata all’istituto Torrente. Si tratta del primo passo verso un percorso di osmosi tra sport e giovani del territorio che potrebbe condurre in futuro anche a percorsi di alternanza scuola-lavoro in un’ottica di sinergia e radicamento all’interno della comunità.
Il sindaco Raffaele Bene ha espresso vivo apprezzamento per il progetto, sottolineando le opportunità che potrebbe aprire per il futuro: “Siamo orgogliosi di questa iniziativa che mette al centro i nostri giovani, dando loro la possibilità di esprimersi in un contesto professionale e di sentirsi parte attiva della realtà sportiva locale. Stiamo valutando la possibilità di avviare percorsi di scuola-lavoro che possano dare continuità a progetti di questo tipo, rafforzando il legame tra formazione e mondo del lavoro”. Soddisfatto anche il vicesindaco e assessore allo Sport Gaetano Palumbo: “Lo sport non può prescindere dai giovani del territorio di riferimento e questa iniziativa va in tal senso”.
Il presidente del Casoria Calcio, Fabio Baraldi, ha voluto condividere il proprio pensiero, coi giovani protagonisti del contest: “Voglio fare qualcosa che sia nostro e del Casoria, perché sto investendo tanto su di voi e sul vostro futuro. Vorrei ricevere il vostro supporto e preferirei provenisse tutto dal cuore, come d’altronde deriva ogni mio gesto rivolto al bene di questa squadra.”
L’Amministrazione comunale ribadisce il proprio sostegno a progetti che promuovano l’inclusione e la crescita dei giovani attraverso esperienze concrete, convinta che lo sport e la formazione possano rappresentare strumenti fondamentali per lo sviluppo della comunità.


