Scienziati contro sul rischio eruzione Vesuvio-Campi Flegrei: Mastrolorenzo consegna un esposto

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Il vulcanologo si rivolge alle autorità competenti. Intanto si auto oscura il sito sul monitoraggio dell’area: è polemica con i responsabili dell’Osservatorio Vesuviano. ” Il sottoscritto rileva l’assoluta urgenza di piani di emergenza operativi, comprensivi di piani di evacuazione della popolazione a rischio nell’ area napoletana, attualmente non disponibili, nonché di una efficace azione di contrasto ad attività antropich,e, quali trivellazioni, estrazioni e reiniezioni di fluidi, sia superfic,iali che profonde, nell’area vulcanica napoletana. Il sottoscritto, chiede inoltre alle SS.VV., per le rispettive competenze, l’accertamento di eventuali abusi, omissioni e/o violazioni dei diritti relativi alla pubblica incolumità “. Finisce così l’esposto di Giuseppe Mastrolorenzo, il vulcanologo che, insieme alla collega Lucia Pappalardo, ha avanzato il concreto rischio di una eruzione della camera magmatica ubicata tra i Campi Flegrei e il Vesuvio, eruzione – ha sostanzialmente sostenuto il ricercatore – che non avrà significativi segnali precursori e che è resa più imprevedibile dalla scarsa conoscenza finora acquisita della reale struttura della camera magmatica stessa. Intanto Mastrolorenzo ha spedito l’ esposto, dettagliato, al Capo Dipartimento Protezione Civile, al Presidente dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, al Direttore Generale dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, al Prefetto di Napoli, al Sindaco della Città Metropolitana di Napoli e al Presidente della giunta della Regione Campania. C’è uno scontro, molto duro, in corso tra il vulcanologo convinto assertore di un allarme da prendere in seria considerazione e i responsabili dell’Osservatorio Vesuviano, professor De Natale in testa, che hanno negli ultimi giorni stroncato Mastrolorenzo smentendolo su tutta la linea e rassicurando la popolazione napoletana che in effetti in questo momento non c’è nessun rischio-eruzione. Intanto in polemica con l’Osservatorio Vesuviano si è auto oscurato il sito ” terremoti ed eruzione” che forniva dati costanti sul monitoraggio della zona campana. Con Mastrolorenzo si è schierato il consigliere regionale dei Davvero Verdi Francesco Emilio Borrelli, ex assessore alla Protezione Civile della Provincia di Napoli. Borrelli ha annunciato un raffica di denunce ” fino a quando non sarà tutto chiarito e fino a quando non saranno realmente realizzati i piani di evacuazione a tutela dei milioni di cittadini partenopei “.  

Somma Vesuviana, ok al bilancio ma l’opposizione attacca: “Manca programmazione e aumentano le tasse”

La maggioranza approva lo strumento finanziario tra le polemiche. Via libera al progetto per il nuovo svincolo della 268 Passa il bilancio di previsione e viene approvato anche il progetto per il nuovo svincolo della strada statale 268. A Somma Vesuviana il consiglio comunale in seduta mattutina riserva poche sorprese, anche se non mancano le polemiche, soprattutto da parte dell’opposizione. È proprio Forza Italia, infatti, a sottolineare che il bilancio è stato approvato dalla maggioranza con ritardo e che manca di programmazione. Spiega Antonio Granato: “Riscontriamo carenze in materia di opere pubbliche, servizi sociale e personale. Siamo insoddisfatti ed abbiamo palesato tutte le nostre critiche”. Granato spiega anche che la pressione fiscale per i contribuenti sommesi resta alta: “Seppure in minima parte sono state aumentate le aliquote Tasi e Imu e le tariffe per i servizi pubblici. Nella migliore delle ipotesi sono state confermate: francamente ci aspettavamo di più”. Ovviamente ben diversi sono gli umori della maggioranza, che incassa il voto positivo e prosegue il suo cammino, riuscendo a superare un ostacolo di non poco conto come il bilancio di previsione. Unanime, invece, il voto sul progetto definitivo per la realizzazione dello svincolo della strada statale 268 all’altezza di via Colle: un’opera che, una volta compiuta, sarà utilissima per la viabilità cittadina. In questo caso maggioranza e opposizione hanno votato uniti

È di Somma Vesuviana la nuova miss Paestum 2015

Ad essere incoronata reginetta di bellezza, Ferrara Carmen, 16enne di Somma Vesuviana, al quarto anno del liceo scientifico. Carmen Ferrara, 16enne di Somma Vesuviana , è stata incoronata Miss Paestum 2015. La sfilata, alla sua 46esima edizione, si è tenuta sabato scorso al Lido Internazionale di Paestum. L’evento è stato organizzato c dal paganese Cosimo Napodano, con la direzione artistica di Franco Monna. La giuria era presieduta dall’ex assessore paganese Alfono Marrazzo.

Terra dei Fuochi: nube tossica tra Acerra e Nola

Ennesimo rogo chimico, ieri sera. Gigantesco. Inquietante la mappa dei veleni: solo ad Acerra oltre un centinaio di siti inquinati.       Ieri sera, alle dieci, ancora un altro allarme ambientale nel territorio a nord est di Napoli: una nube tossica ha invaso l’area che si trova tra Acerra e la zona di Boscofangone, fino al Cis di Nola. Roghi illegali di rifiuti che ormai si moltiplicano incontrollati e che hanno appestato l’aria delle campagne rendendo peraltro  poco agevole il transito automobilistico sulla superstrada Nola-Villa Literno. A un certo punto una nebbiolina fitta, densa e nauseabonda, ha coperto il tracciato della superstrada, tra Acerra e il centro commerciale Vulcano Buono. In mattinata, proprio ad Acerra, c’era stato il rinvenimento di una maxi discarica di rifiuti sotto il tracciato della variante orientali, i cui lavori di realizzazione sono ripresi a giugno, peraltro dopo quindici anni di un misterioso stop. Intanto sale di nuovo l’allarme ecologico. E in un territorio in cui la mappa dei veleni è da scoramento immediato.  Nei 54 chilometri quadrati del vasto territorio acerrano, terzo comune della provincia in ordine di grandezza, dopo quelli di Napoli e di Giugliano, esistono oltre cento aree contaminate, tra discariche illegali e appezzamenti invasi da sostanze nocive che si sono mescolate al terreno. Si tratta di un numero molto elevato di siti inquinati, una cifra inquietante anche perchè scaturisce dallo studio dell’Arpac effettuato nel territorio e risalente al 2008 e dai sequestri effettuati in zona, negli ultimi sette anni, ed operati da Corpo Forestale dello Stato, Carabinieri e Polizia Municipale. Qui tra le discariche abusive più tristemente note figurano quelle ubicate nella campagna di contrada Parmiano, una gigantesca collina di immondizie d’ogni sorta sversate accanto a stupende coltivazioni di loti, e in contrada Calabricito, rifiuti chimici messi in bidoni occultati all’interno di un’antica vasca di macerazione della canapa. La discarica di Calabricito si trova a poche centinaia di metri dal sito archeologico di Suessola ed accanto alla sorgente del Riullo e ad alcune imponenti coltivazioni di mais. Tra gli ultimi sequestri spiccano quelli messi a segno in contrada Lenza Schiavone, decine di migliaia di metri quadrati di terreni mescolati, secondo le analisi dell’Arpac, a scorie di vario genere: stagno, pcb, berillio. Ma la mappa del disastro è lunga. Contrada Curcio: bidoni interrati. Contrada Langiolla, al confine con Caivano: sotto una serra in cui si coltivano le rose quindici anni fa furono trovati rifiuti di ogni sorta. Contrada Cappelluccia: rifiuti ammassati col “solito” metodo del multistrato tra  fertili campi di ortaggi. E ancora: via Seminario, ex ” vasca del Padreterno “. Collettore Omomorto: è una lunghissima discarica abusiva sequestrata dalla Polizia nel 1992, chilometri di veleni scaricati negli anni Ottanta sulla linea del collettore che collega l’ex stabilimento chimico Montefibre di Acerra al depuratore di Caivano. Accanto all’area orientale del territorio acerrano c’è un altro gigantesco sito inquinato, si tratta della grande discarica di Boscofangone, molto vasta. Si trova tra i territori di Marigliano e di Nola, accanto al Cis e al centro commerciale più grande d’Italia, il Vulcano Buono. Ma la mappa dei siti più inquinati e pericolosi dell’area metropolitana di Napoli non si può certo esaurire qui. Dappertutto nei comuni della cintura partenopea spuntano zone fortemente inquinate per le quali la bonifica rappresenta ancora un sogno irraggiungibile.                                                                         

ZTL, via libera con il contrassegno disabili

Finalmente, dopo anni di battaglie, arriva una piccola svolta. Per tutti i disabili che si spostano in auto, sarà possibile accedere, se autorizzati e muniti di contrassegno per il parcheggio, alle zone a traffico limitato. Da settembre, i tesserini blu riconosciuti dall’Unione Europea, che hanno di fatto sostituito i vecchi di colore arancione, consentiranno, a tutti i loro possessori, della possibilità di godere di alcune agevolazioni fino ad oggi vietate. Va ricordato, comunque, che il possesso di tale requisito non concede la libertà di poter parcheggiare o circolare violando ogni assoluta disposizione. Rilasciato dal Comune d’appartenenza, il contrassegno disabili, infatti, ha una funzione che si applica sull’intero territorio nazionale e su quello europeo, ma con modalità spesso differenti. Facciamo alcuni esempi: se per tutti i veicoli che espongono il contrassegno blu non può essere applicata la rimozione del mezzo o il blocco attraverso le ganasce da parte dei vigili urbani, per quanto riguarda invece il pagamento della sosta nelle strisce blu, e la sua eventuale esenzione, questa è a discrezione del regolamento comunale, che può deliberare come meglio crede. E’ quindi opportuno, prima di parcheggiare la propria vettura lì dove sono apposti parchimetri, informarsi preventivamente. Nelle aeree ZTL, poi, è bene informarsi, anche in questo caso, al momento del rilascio sulle aree alle quali è possibile accedere. Per avere libera circolazione all’interno delle zone a traffico limitato, in linea di massima, possedendo di già il contrassegno disabili, sarà comunque necessario comunicare all’ufficio competente, via fax o per posta elettronica, i dati del veicolo sul quale si viaggia: targa e dati del contrassegno. Le ZTL, come forse non tutti sanno, sono varchi dotati di telecamere che registrano le targhe di tutti quelli che passano, di conseguenza, se la targa non è riconosciuta dal sistema, questa fa risultare il veicolo come non autorizzato all’accesso. Insomma, una vera assurdità se si pensa a chi, quotidianamente, dovrebbe spostarsi di città in città. Urge, quindi, e se fosse possibile in tempi non biblici, una regolamentazione universale che ci tiri fuori dall’attuale discrezionalità delle singole municipalità. È necessario attivarsi, fare in modo che le ZTL non si trasformino in un ennesimo caso di barriere architettoniche.      

Terra dei Fuochi, dal cantiere della strada europea spuntano i veleni della camorra

I lavori per la variante orientale di Acerra stanno facendo emergere dal sottosuolo una maxi discarica di rifiuti sovrapposti “a panino”. Le opere erano state riprese a giugno. Dopo 15 anni di misterioso stop.               Basta scavare per trovare veleni, scorie, plastiche, chimica allo stato brado. Basta fare un buco nel suolo per capire come la mafia dell’immondizia abbia agito nelle terre dello sfregio ambientale e soprattutto per vedere cosa vi abbia depositato. Sta succedendo ad Acerra, cuore della Terra dei Fuochi. Sta succedendo all’ombra di un grande progetto per la realizzazione di una strada lunga tre chilometri, la variante orientale di Acerra: lavori finanziati dall’Unione Europea, bloccati per anni e poi ripresi, appena due mesi fa, ma che stanno facendo emergere dal sottosuolo l’ennesimo disastro ambientale. Qui le ruspe hanno scoperto un terreno stracolmo di rifiuti. Il classico “multistrato” di immondizie adesso colora i solchi tracciati dagli escavatori. Il “panino” che contraddistingue i vari depositi di scarti ammassati nel tempo mostra i guai portati dall’ecomafia in queste zone. Ieri nel cantiere sono accorsi i tecnici dell’Arpac, l’Agenzia Regionale per l’Ambiente. Hanno bloccato i lavori del progetto per consentire agli escavatori di far osservare meglio quello che c’è sotto il terreno. E dai carotaggi dell’Arpac è emerso ciò che si sperava non emergesse: rifiuti a tonnellate. Per una lunghezza imprecisata. In questo momento la zona sondata dall’Agenzia per l’Ambiente è lunga circa cento metri. Ma si teme che scavando per una lunghezza superiore la discarica occultata possa raggiungere dimensioni ben superiori a quelle finora accertate. Nel frattempo gli operai della T.R. Costruzioni srl di Perugia, che stanno costruendo la variante orientale, sono stati invitati a non operare nel tratto che si è rivelato una lunga sepoltura di veleni. Qui, infatti, lavori off limits. Sul posto ieri sono giunti anche i poliziotti municipali del locale comando. La situazione è di quelle delicate. La variante orientale di Acerra è un’opera strategica per l’intero territorio. Una volta terminata, la strada dovrà collegare l’area sud orientale della città allo svincolo dell’asse di supporto Nola-Villa Literno e al raccordo con l’asse mediano che passa per la zona industriale di Pomigliano e giunge fino a Napoli. Un collegamento fondamentale che consentirà a migliaia di persone di evitare i passaggi a livello delle Ferrovie dello Stato che tagliano in due la città di Acerra. Ci sono però notevoli ostacoli di natura ambientale. L’appalto affidato alla T.R. prevede che la ditta rimuova dal cantiere esclusivamente i rifiuti trovati in superficie. E già questi ammontano a centinaia di tonnellate. Gli ammassi di immondizie rimosse dalla superficie dai mezzi della T.R. si possono distinguere dalle strade che costeggiano il cantiere. Collinette di schifezze zeppe anche di rifiuti pericolosi, come l’amianto e le sostanze bituminose. Ma il problema principale è un questa fase costituito proprio dalle prescrizioni dell’appalto, che non consentono alla ditta esecutrice dei lavori di rimuovere i rifiuti occultati nel terreno. Rifiuti interrati che evidentemente si sono rivelati una brutta sorpresa per tutti. Intanto la polizia municipale, che sta conducendo le indagini, dovrà inviare la relazione completa dell’accaduto alla procura di Nola. Tutto il tratto interessato dai lavori di questa grande opera è di proprietà del comune. All’inizio è costeggiato da una serie senza soluzione di continuità di case abitate. Poco dopo però si inoltra nelle campagne coltivate a ortaggi e nei frutteti del vasto territorio acerrano. E’ una storia tormentata quella del progetto per la variante orientale. Il primo appalto risale a quasi vent’anni fa, quando la Jacorossi si aggiudica i lavori di posa delle fogne. Poi però la Jacorossi fallisce e non se ne fa più niente: cantiere bloccato e area divenuta preda dell’ecomafia. Dopo anni i lavori riprendono a giugno. Ma ora bisogna fare i conti con la valanga d’immondizia posata sul terreno o, peggio ancora, nascosta nel sottosuolo. Alessandro Cannavacciuolo, noto ambientalista della zona, appena ha saputo dell’ennesimo ritrovamento indigesto ha sporto denuncia presso le autorità competenti. ” Chiediamo – dichiara – che si faccia piena luce su quello che sta succedendo, che si mettano in campo tutti gli strumenti di salvaguardia della salute pubblica previsti dalla legge e che l’opera pubblica venga realizzata una volta eseguita la bonifica adeguata alla situazione emersa “.

Castello di Cisterna, morte improvvisa: l’addio al carabiniere eroe della omicidi

Sandro Caiazzo aveva 47 anni. E’ stato stroncato da un infarto.  I funerali del maresciallo Sandro Caiazzo si sono svolti stamane, nella chiesa di San Marco Evangelista, a Teverola, provincia di Caserta. Terribile la sua fine perché improvvisa, inattesa: è stato stroncato da un infarto durante una giornata di ferie, ieri, nel paese in cui abita, a Gricignano d’Aversa. Sandro era un militare speciale. Dal 2003 lavorava nella prima sezione del nucleo investigativo del gruppo carabinieri di Castello di Cisterna. Si occupava di omicidi. In una dozzina d’anni il maresciallo Caiazzo, insieme ad altri ufficiali e sottufficiali del del nucleo, ha risolto alcuni dei più spietati fatti di nera consumati nel vasto territorio della provincia di Napoli sotto la giurisdizione del gruppo. Una vita all’insegna del lavoro: Sandro Caiazzo non aveva figli, si era sposato piuttosto tardi. La moglie è distrutta dal dolore. I colleghi di Castello di Cisterna lo hanno ricordato tra le lacrime.

Ottaviano. Cacciato da un bar perché infastidiva i clienti, dà fuoco al locale: in manette 24enne

Il giovane, originario di San Giuseppe Vesuviano, ha aggredito con calci e pugni il titolare e subito dopo ha appiccato il fuoco al gazebo dell’esercizio commerciale danneggiandolo. Danneggiamento aggravato ai danni di un esercizio commerciale ed aggressione al titolare. Con queste accuse i carabinieri della stazione locale di Ottaviano hanno arrestato Iovine Antonio, 24enne, residente a San Giuseppe Vesuviano, già noto alle forze dell’ordine. Il giovane è stato bloccato su via Prisco, immediatamente dopo aver aggredito a calci e pugni il titolare di un bar che lo aveva allontanato perché chiedeva denaro ai clienti. Subito dopo, procuratosi un secchio con liquido infiammabile ha appiccato il fuoco al gazebo dell’esercizio commerciale danneggiandolo. L’aggredito ha riportato contusioni guaribili in 5 giorni. Le fiamme sono state spente con un estintore dai dipendenti del bar e da alcuni avventori.

Un Acerrano tra i Carabinieri «ostetrici» che hanno fatto nascere un bimbo a Vieste

I presidenti di Gruppo consiliare Andrea Piatto “Acerra e Tua” e Vincenzo Iorio “UDC” propongono ai sensi del vigente regolamento comunale che gli venga assegnato un segno civico di riconoscenza. Un Carabiniere originario di Acerra tra coloro i quali hanno aiutato a partorire in casa una giovane donna al settimo mese di gravidanza a Vieste. Mamma e bimbo stanno bene e sono ricoverati nell’ospedale ‘Casa Sollievo della Sofferenza’ di San Giovanni Rotondo (Foggia). I fatti risalgono alla notte di ferragosto. I presidenti dei Gruppi consiliari Piatto “Acerra è tua” e Iorio “Udc” propongono: «Venga concesso un segno di riconoscenza civica a Vincenzo Fatigati, acerrano, Carabiniere, che aiutando a partorire a Vieste la giovane mamma, e ha salvato il piccolo con un gesto di grande coraggio. E’ giusto indicare all’opinione pubblica i figli di questa Terra che con il proprio agire e il proprio esempio danno lustro alla nostra Città. L’Appuntato Scelto Vincenzo Fatigati di Acerra insieme ai suoi colleghi ha prestato i primi soccorsi a Tiziana, la giovane mamma di Vieste, aiutandola nelle prime fasi del parto che ha portato alla nascita del piccolo Massimo». La pattuglia dei Carabinieri stava transitando in prossimità del porto antico quando improvvisamente è stata bloccata da un ragazzo in preda al panico chiedeva aiuto per la moglie che stava partorendo. Arrivati nell’abitazione i Carabinieri hanno trovato la donna riversa in una pozza di sangue, tamponando le perdite con gli asciugamani, hanno aiutato la donna nelle fasi del parto, avvolgendo poi in una coperta il neonato adagiato sul grembo della madre. Intervenuto il 118 ha completato l’assistenza nella fase post-parto.

Napoli. Libera a fianco dei ricercatori di verità e giustizia: solidarietà al giornalista aggredito

Libera Campania e i familiari delle vittime innocenti esprimono solidarietà al giornalista aggredito dopo aver trovato la pista di decollo dell’elicottero da cui sono stati lanciati petali al boss Casamonica.   “Siamo vicini al giornalista aggredito per il semplice fatto che stava svolgendo il proprio lavoro”. Con queste parole Libera Campania e i familiari delle vittime innocenti esprimono solidarietà al giornalista aggredito dopo aver trovato la pista di decollo dell’elicottero da cui sono stati lanciati petali al boss Casamonica. “Fare il giornalista nelle nostre terre è sempre più difficile” – continua la nota – “come Libera accompagniamo chi si impegna quotidianamente ad essere ricercatore di verità e giustizia”. “A poche settimane dal trentennale dell’uccisione di Giancarlo Siani sentiamo il dovere di rinnovare il nostro impegno a fianco della verità e della libera informazione. Auspichiamo una presa di coscienza collettiva capace di affermare un’informazione in grado di essere strumento concreto per contrastare le mafie e la corruzione” conclude la nota. (Fonte foto: Rete internet)