Il partito democratico locale contesta al sindaco, tra le altre cose, “la scelta insana di sottrarre alla collettività i corpi di fabbrica dell’ex mattatoio che potrebbero essere utilizzati come sede del servizio civile”.
Nella seduta consiliare del 25.c.m. il Sindaco e la sua maggioranza hanno deliberato di vendere, mediante asta pubblica,tra gli altri immobili e terreni di proprietà comunale descritti in tre distinti elenchi,anche i seguenti:
1 – cinque corpi di fabbrica dell’ex mattatoio comunale siti alla Via Marigliano da tempo utilizzati dai volontari del servizio civile, dal servizio antincendi della Regione Campania e per altre finalità sociali;
2 – l’immobile sito alla Via S. Sossio facente parte della maggiore consistenza dell’ITIS Majorana e tuttora dato in locazione all’ ex Amministrazione Provinciale,oggi Città Metropolitana di Napoli;
3 – Il terreno espropriato dal Comune e ceduto volontariamente dagli ex proprietari con nota di trascrizione n.761 del 12/1/1994 di circa 4 ettari e destinato all’insediamento di impianti sportivi (campo di calci, piste di pattinaggio etc) e da qualche tempo anche della Cittadella Scolastica;
4 – il terreno adiacente alla Casa di Riposo per gli anziani, mai entrata in funzione per precise responsabilità di passati amministratori, destinato ad area attrezzata a servizio della struttura per cui appare quanto meno contraddittoria alienarla dal momento che tale struttura benché dichiarata inagibile si intende valorizzarla.
Il P.D. tramite il suo Capo-Gruppo dott. Giuseppe Cimmino ha vivacemente protestato contro questa scelta insana che sottrae alla collettività i cinque corpi di fabbrica dell’ex mattatoio che opportunamente valorizzati potrebbero continuare a essere utilizzati come sede del servizio civile ma anche dei Servizi SOCIALI comunali e come sede dell’Ambito Sociale di Zona di cui il Comune di Somma è Capo-fila, nonché i terreni aventi una specifica destinazione urbanistica e strumentali per il raggiungimento dei fini istituzionali dell’Ente pubblico.
All’ordine del giorno della stessa seduta consiliare vi era anche l’esame e l’approvazione del bilancio di previsione dell’anno 2015.
Sull’argomento il dott. Cimmino ha rinnovato la proposta, fatta già l’anno scorso, di ridurre le aliquote della TASI e della TARI introducendo detrazioni a favore dei meno abbienti, famiglie numerose e pensionati a basso reddito così come prevede l’apposito regolamento a suo tempo approvato dalla stessa maggioranza, ma Il Sindaco Piccolo, DIMENTICANDO LE PROMESSE FATTE IN CAMPAGNA ELETTORALE E STROMBAZZATE AI QUATTRO VENTI, è rimasto sordo alle richieste del P.D insieme alla sua maggioranza e ancora una volta ha respinto la proposta.
Infine per ciò che attiene al Programma triennale e annuale delle OPERE PUBBLICHE, Il Capo Gruppo del PD Cimmino ha fortemente criticato il lunghissimo elenco di progetti(redatti quasi tutti dall’Ufficio tecnico comunale disattendendo le giuste attese dei professionisti locali) che da anni vengono riproposti senza avere nessuna copertura finanziaria illudendo gli elettori e gli stessi consiglieri di maggioranza perpetuando una prassi vergognosa che si trascina da decenni.
Invece languono e sono abbandonate le opere già finanziate i cui lavori sono da anni iniziati ma non terminano mai:
– Scuola Media a Via Trentola;
– Parcheggio multipiano a Via Dietro le Torri
– Risanamento dell’area a ridosso della chiesa di S,M a Castello che rappresenta una vera vergogna per la nostra città;
– Progetto di apertura del varco stradale da via Colonnello Aliperta per l’accesso alla scuola elementare CASAMALE ,con la previsione di strutture e spazi pubblici per gli scolari e i bambini del rione come un’area di parcheggio sotterraneo;
– Palazzetto dello Sport promesso in ogni campagna elettorale in località S.M .del Pozzo (ex Simmons), progettato oltre dieci anni fa ma mai realizzato;
– Riqualificazione del centro storico Casamale e delle periferie.
Il Gruppo consiliare del P.D. insieme alla locale Sezione incalzerà su questi temi il Sindaco e la sua maggioranza finora impegnata più a soddisfare le attese di singoli amministratori o dei suoi grandi elettori che a rispettare le attese di buon governo dei cittadini amministrati.
Lello Abete, appreso da facebook delle dimissioni del suo assessore nonché ex vice, annuncia: «A metà settembre completeremo la giunta, sarà forte e incisiva».
Dimissioni più o meno annunciate da qualche giorno, quelle di Armando Di Perna ma di questo il sindaco Lello Abete non ne aveva contezza o quanto meno certezza, almeno fino a ieri sera, quando il videomessaggio dell’ex vicesindaco – e da un paio di settimane assessore riconfermato – è stato diffuso su facebook. Il sindaco lo ha appreso così, dal social network, mentre era a tavola con alcuni suoi familiari in compagnia di un altro assessore e di un consigliere comunale al London Park di Sant’Anastasia dove si stava svolgendo uno degli eventi in cartellone dell’estate anastasiana. Lo ha saputo dunque insieme ad altre centinaia di cittadini connessi al web in quel momento, mentre fioccavano likes e condivisioni, anche di attuali consiglieri comunali ufficialmente in maggioranza.
Sindaco, ma davvero non sapevi delle dimissioni? Pare siano state protocollate questa mattina.
«No, non mi è stato consegnato nulla in municipio e lui non mi ha avvisato. Ieri c’era stato in verità un chiarimento, una discussione, avevamo affrontato più di un problema e lui aveva messo in campo l’ipotesi di sue eventuali dimissioni. Ma era solo un’ipotesi, appunto».
Hai di recente azzerato la giunta, nominando un nuovo vicesindaco e non riconfermando gli assessori Barra e Graziani. Di Perna invece aveva accettato di rientrare, cosa è accaduto nel frattempo?
«Ho azzerato la giunta per una questione strategica, c’era uno scollamento, vedevo poca coesione e ho fatto di tutto per incastrare i tasselli che ci consentiranno di ripartire. Di Perna ha accettato nuovamente la nomina di assessore solo un paio di settimane fa, cosa sia accaduto non lo so, bisognerebbe chiederlo a lui. Certo, questo cambiamento repentino fa pensare, poteva magari prendere una pausa di riflessione, non accettare subito, avremmo aspettato. Così magari avrebbe potuto fare queste critiche o meglio questa autocritica da ex».
Autocritica? In che senso?
«Nel suo videomessaggio parla di un anno di stenti dove si sarebbe, dice, “vivacchiato”. Lui era il vicesindaco, evidentemente pensa di essere stato poco incisivo. Gli stenti ci sono stati sì, ma sociali. Questo è un momento difficile per le amministrazioni comunali e nonostante ciò la nostra è stata buona e sana, abbiamo sistemato una serie di cose, non abbiamo prodotto un solo euro di debito fuori bilancio, messo in cantiere tante opere solo ideate o incompiute della precedente amministrazione e lavorato per recuperare il tempo perduto, lo scompenso, provocato dal commissariamento. Abbiamo fatto il massimo che si poteva di questi tempi e con queste risorse».
Già, la precedente amministrazione: sai che in molti vedono questa sorta di «crisi», questi siluramenti di assessori e ora queste dimissioni come conseguenze di una, chiamiamola così, «faida» familiare? Del resto il paragone è inevitabile, vi siete presentati all’elettorato con lo slogan #indietrononsitorna.
«Sono considerazioni senza fondamento e che non appartengono alla mia cultura. Ti chiedo di passare alla domanda successiva».
A quando il varo della nuova giunta e a questo punto la nomina di due nuovi assessori?
«Chiuderemo il cerchio entro la prima decade di settembre».
Di Perna fa riferimento a finanziamenti persi, ad una razionalizzazione della spesa mai attuata, hai qualcosa da dire in proposito?
«Te l’ho detto che fa autocritica, l’assessore alle finanze era lui. Sui finanziamenti ci sono stati di sicuro dei ritardi ma bisogna anche dire che ci siamo insediati a metà 2014 e l’accelerazione della spesa prevedeva dei progetti esecutivi da presentare, una programmazione che non si inventa».
C’è qualcosa che vorresti dire a Di Perna?
«Sì, vorrei ringraziarlo di come si è speso in questi mesi, del contributo dato all’amministrazione. La sua scelta mi spiace ma non si possono non accettare le decisioni di coloro ai quali ci unisce un legame d’affetto. Ha deciso, è la sua volontà, va bene così».
L’evento, alla sua decima edizione, è organizzato dall’Associazione culturale Pro Lauro.
Torna anche quest’ anno Lumina in Castro, la manifestazione creata e organizzata dall’ Associazione Culturale Pro Lauro e che è giunta alla sua decima edizione. Quest’ anno oltre alla simulazione dell’incendio del castello di domenica 30 agosto, varie altre saranno le opportunità di divertimento ed intrattenimento, tra le quali gustose quelle culinarie. Nelle due serate del 28 e 29 agosto saranno infatti proposte alcune specialità gastronomiche della cucina napoletana della seconda metà del ‘700, appositamente rielaborate .
All’epoca l’influenza francese si manifestò anche nell’arte culinaria e produsse singolari contaminazioni nella gastronomia partenopea di cui furono interpreti celebrati “monsù”, come venivano chiamati all’epoca i cuochi, storpiando dal francese il termine di “monsieur”. Uno dei più noti fu certamente Vincenzo Corrado che lasciò anche delle opere scritte, da una delle quali, “il Cuoco Galante”, abbiamo tratto ispirazione per proporre le specialità di “Lumina”. In particolare nelle due suddette serate saranno proposti: il timballo di maccheroni al sugo , il porchetto alla cotogna, la cotica alla milanese , il sorbetto al limone. Ed in più una specialità culinaria locale, la pastiera di maccheroni. Tornando a domenica 30 agosto, sarà la volta della “piazza della pizza” allestita in piazza Mercato, dove si potrà degustare la specialità gastronomica partenopea più nota al mondo, anch’essa nata nel ‘700. Infatti è del 1734 la nascita della pizza “marinara”, mentre è attestata tra il 1796 ed il 1810 quella della pizza “margherita” (nel 1889 venne solo così battezzata da Raffaele Esposito in occasione dell’arrivo a Napoli dell’omonima regina sabauda), com’è attestato anche dal regolamento UE n. 97/2010 che accredita la denominazione Pizza Napoletana STG nel registro delle specialità tradizionali garantite.
Una delle novità dell’edizione di quest’anno di Lumina in castro, è data dal fatto che i personaggi del corteo storico che attraverserà le strade cittadine, avranno un nome e cognome, una vera e precisa identità. Essendo giunta la manifestazione di rievocazione ad un periodo storico a noi più vicino, la disponibilità di maggiori e più attendibili fonti storiche, ha reso possibile indagini volte all’identificazione dei nostri concittadini dell’epoca che vissero i terribili eventi del 1799. Grazie a ciò ritroveremo nel corteo che si snoderà per le vie di Lauro e nelle sale del castello non soltanto l’ultimo feudatario di Lauro, Scipione Lancellotti IV con la consorte, la bella veneziana Barbara Donà e suo cognato, Giovanni Caracciolo principe di Avellino con la consorte Giustina Lancellotti, ma anche i gentiluomini del posto come don Antonio Pandola e la consorte donna Maria Giuseppa Vitolo, Giovanni Domenico Frezzaroli e consorte, Matteo Lupo e consorte e tanti altri ancora. Potrete conoscerli tutti, ritrovando anche famiglie tuttora presenti insieme a talaltre scomparse, accorrendo al corteo storico in programma nelle serate del 28 e 30 agosto o alle visite guidate al castello nelle serate del 28 e 29 agosto.
Come accaduto durante la scorsa edizione anche quest’ anno collaboreranno all’ evento le associazioni che operano in Lauro attraverso il loro apporto culturale e le perfomances artistiche: i Tamburini Castel Lauri, Eterea Danze Storiche, EsembleHyrpinia, il Demiurgo delizieranno il pubblico con le loro esibizioni che si svolgeranno tra il primo ed il secondo cortile e che si intoneranno al contesto storico dell’ evento … Così come i Cantori del Vallo che proporranno i canti della tradizione popolare partenopea appositamente rivisitati ed arrangiati dalla maestra Fania Lauro.
Le rivolte, i saccheggi, gli scontri armati e tutte le vicende culminate poi nell’atto più drammatico, l’incendio del castello e del borgo di Lauro la notte del 30 aprile 1799, non sono solo eventi spettacolari, ma anche fatti storici, meritevoli di essere documentati e conosciuti. E’ per questo che nell’ambito della manifestazione Lumina in castro, l’associazione Fonte Nova ha ritenuto di rendersi protagonista dell’allestimento di una mostra documentaria, nella quale verranno esposte riproduzioni non solo di grande rilevanza storica per gli eventi di quei giorni, ma capaci anche di suscitare la curiosità e l’interesse dei visitatori. Sono documenti editi da Benedetto Croce, G. Ceci, M. D’Ayala, S. Di Giacomo, pubblicati nel 1° centenario della Repubblica Napoletana; stampe di propaganda giacobina ed antigiacobina. Saranno proposte al pubblico Le cinque giornate di Lauro, dalla narrazione di Pasquale Moschiano e un catalogo di disegni e allegorie ispirate al 1799 del pittore Bruno Caruso. Inoltre, per ampliare la conoscenza degli ospiti della manifestazione anche per gli aspetti culinari, verrà imbandita una tavola così come si faceva all’epoca dei Borbone, sia per i ceti plebei che per quelli nobili. Il libro “La filosofia napoletana dei maccheroni”, di Carmine Cimmino, ivi esposto, consentirà ulteriori approfondimenti. Dello stesso autore, “La vita quotidiana sotto il Vesuvio tra l’arrivo di Garibaldi e la morte del brigante Pilone” testimonia la continuità per tutto il primo ‘800 delle questioni e dei problemi sollevati durante la rivoluzione del 1799, soprattutto per quello che concerne l’organizzazione sociale e una concezione democratica dell’istruzione.
Sul costo del servizio di consegna di contravvenzioni e atti giudiziari gestito da Poste Italiane, si è pronunciata anche l’Antitrust che ha sottolineato come il prezzo preteso da Poste Italiane supera del 100% il suo costo.
Il servizio di consegna, affidato da Equitalia a Poste Italiane è un vero e proprio affare per quest’ultima. Un mercato, quello della consegna della riserva legale sugli atti giudiziaria, detenuto da Poste Italiane in regime di monopolio, che vale ben 300 milioni l’anno.
Nonostante il costo, però, non mancano certo i disservizi che proprio in questi giorni stanno affrontando molti italiani. Nelle principali città italiane, da Milano a Napoli, passando per Roma, infatti, numerose sono le file presso gli uffici postali, comunali e di Equitalia per il ritiro di atti per tasse, bollette e multe non pagate.
Sul costo del servizio di consegna di contravvenzioni e atti giudiziari gestito da Poste Italiane, si è pronunciata anche l’Antitrust che ha sottolineato come il prezzo preteso da Poste Italiane supera del 100% il suo costo.
Al ritorno dalle vacanze, tanti italiani hanno trovato nella propria cassetta postale avvisi lasciati da Poste Italiane, a cui Equitalia affida il servizio, arrivati durante il periodo di ferie.
“Un comportamento gravemente scorretto che oltre a creare gravi disservizi limita il diritto alla difesa perche toglie i giorni per presentare il reclamo del ricorso. Il sospetto è che sia un operazione voluta affinché si riducano le possibilità di ricorso da parte dei cittadini” dichiara Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale CODICI.
“Codici chiede la liberalizzazione del servizio di consegna di contravvenzioni e atti giudiziari e il contingentamento dei costi” continua Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale CODICI.
Da un documento spuntano circostanze imbarazzanti sulla galleria commerciale del parco 900 e sulla strada adiacente.“Per oltre dieci anni nessuno ha mai rilevato irregolarità: né i tecnici che hanno istruito pratiche di agibilità, né i vigili urbani che hanno effettuato i sopralluoghi nei locali commerciali ai piani terra di questi immobili, né il Suap, lo Sportello unico per le attività produttive, che ha consentito lo svolgimento di queste attività. Ma oggi, stranamente, si chiede conto a me, subentrata alla direzione dell’area urbanistica da meno di un anno, di relazionare sui titoli abilitativi del parco 900…”. Il j’accuse è della dirigente dell’ufficio tecnico comunale, l’architetto Concetta Martone, che in una lettera dall’abbrivio piuttosto piccato risponde al comandante della polizia municipale, Felice D’Andrea, e al sindaco, Raffaele Lettieri, sul caso esploso qualche giorno fa, cioè la “scoperta” che è abusiva la galleria commerciale del parco 900: negozi e uffici nel grande complesso edilizio del rione Spiniello. Una “scoperta” venuta alla luce con un comunicato del sindaco Lettieri diramato a Ferragosto, dopo una denuncia consegnata ai carabinieri da Alessandro Cannavacciuolo e Antonio Montesarchio, due cittadini molto impegnati sul fronte della militanza sociale. Nel comunicato Lettieri annuncia di aver avviato la procedura di revoca delle concessioni in sanatoria dei porticati a uso pubblico trasformati in locali commerciali nel parco 900: pizzerie, pub, cartolerie, macellerie, bar, tabaccai, boutique, grafferie e chi più ne ha più ne metta. Per la verità la denuncia di Cannavacciuolo e Montesarchio riguarda in particolare la strada adiacente al parco, via Arafat, riqualificata dal comune ( marciapiedi, fogne e illuminazione )con fondi europei ma sulla quale incombono dubbi circa la proprietà dell’arteria. Non si sa infatti ancora con certezza se sia del comune o dei proprietari del parco. Nello stesso esposto si chiede, tra le altre cose, alle autorità competenti di verificare ” se nel 2012, cioè durante la campagna elettorale, il comune abbia o meno allacciato alla rete pubblica la fornitura elettrica del parco “. Poco dopo è spuntato il comunicato del sindaco, che ha sostanzialmente reso noto che la galleria commerciale del parco è abusiva e che deve essere avviata la procedura di revoca delle relative concessioni in sanatoria. Cosa che ha tirato in ballo il ruolo dell’architetto Martone. Il capo dell’ufficio tecnico, però, non ci sta e denuncia chiaramente la responsabilità dello stesso ufficio che dirige circa il rilascio delle concessioni in sanatoria. Ma nella sua lettera l’architetto Martone cita anche vigili urbani e Suap. ” A onor del vero – precisa però Alessandro Cannavacciuolo – poliziotti municipali e Suap non potevano fare altro che constatare la regolarità della galleria commerciale visto che l’ufficio tecnico, già a partire dal 2007, ha rilasciato ai proprietari del parco concessioni in sanatoria apparentemente regolari all’epoca ma che solo ora si sono rivelate fasulle. Sono stati presi in giro anche i commercianti che hanno aperto tutte quelle attività nel porticato a uso pubblico, un porticato che invece doveva restare tale e non doveva essere chiuso “.
A Sant’Anastasia, mentre gran parte della politica locale si rinfrescava sotto l’ombrellone, il sindaco Abete, a metà agosto, ha deciso di sfoderare la sua mossa “vincente”.
Che la politica anastasiana fosse moribonda, lo si sapeva già da un bel pezzo. Ma questa lunga e interminabile pausa estiva, estenuante e soffocante per le afose temperature, ne ha sancito definitivamente la morte. L’ha seppellita parecchi metri sotto terra.
George Romero, abile regista statunitense che ha saputo raccontare su pellicola la genesi dei morti viventi, ne avrebbe tratto infiniti spunti dal nostro panorama politico. Così tanti da poter riprendere a pieno regime l’attività dietro la macchina da presa.
Eppure, in questa fatale catarsi, c’è chi ha pensato di fornire un piccolo brivido a tutti quanti noi. Una cosiddetta frenetica vibrazione.
Artefice di quello che poi si è rivelato come un simpatico bluff, quasi un gavettone di ferragosto, è stato il lungimirante sindaco Abete. Sì, proprio lui che, con un “urletto” da tennista pronto a respingere un pericoloso lungo linea, ha mostrato a tutti la sua vigorosa presenza(per chi non se ne fosse accorto), inventandosi un finto rimpasto di giunta.
L’ormai ex assessore alle politiche giovanili, Lucia Barra, rea di non si sa quali colpe superiori agli altri membri della squadra targata Abete, è stata defenestrata dopo appena un anno di attività(?). Congelati e poi scongelati nel giro di poche ore come fettine di carne da servire per cena, anche altri tre assessori: Armando Di Perna, Cettina Giliberti e Fernando De Simone.
Diverso, invece, è il destino riservato al super tecnico chiamato da lontano per risollevare le sorti di noi poveri anastasiani, Giancarlo Graziani, sul quale pendono ancora delle incertezze. Ma pare che dopo un lauto soggiorno durato all’incirca cinque anni, l’architetto sia destinato a salutare quest’isola per lui felice.
Ecco, con questa timida folata di vento agostano, il prode Abete ha voluto sicuramente, senza dubbio alcuno, lanciare un duro messaggio a quanti lo criticavano: adesso si fa sul serio.
Insomma, risate a parte, in molti, o quantomeno io, ci siamo chiesti quale giovamento possa portare, a Sant’Anastasia, questo impercettibile cambio di pedoni.
All’anagrafe Carmen Aprea, con alle spalle un’esperienza da assessore ad Ercolano e diversi vestiti politici nel proprio armadio, verrà meglio conosciuta come il nuovo vicesindaco che andrà a sostituire l’assessore al bilancio Armando Di Perna. Un uomo che dalla giunta Pone, Esposito scivolando fino ad Abete, è apparso buono per tutte le stagioni. Un Di Perna che, tanto per non allontanarci dal soggetto, pare uscito da questa vicenda parecchio “mazziato”.
Scippato della delega al bilancio a neanche 24 ore dalla sua esposizione in assise comunale, è apparso come un personaggio di Amici Miei del caro Mario Monicelli, uno di quelli che si becca il classico ceffone mentre prende il treno rimanendone stupefatto, gelato.
Con tutta probabilità, giusto per divertirci a praticare la tanto amata dietrologia, si sperava in una reazione dell’ex vicesindaco. Uno scatto di reni, un impeto d’orgoglio che lo spingesse a presentare, di proprio pugno, le dimissioni. Un gioco della corda tra lui ed il primo cittadino che pare fallito, però, per l’abbandono del Di Perna, il quale ha preferito ritirarsi mestamente pur di conservare la sua posizione in giunta.
Quest’estate il paese è apparso in uno stato di totale abbandono. Una landa desolata priva della benché minima forma di vita. Le iniziative, le solite ripetute da anni e che si limitano al cinema all’aperto e a qualche anguria spaccata in piazza, affossano la cittadina in una mediocrità scandalosa. La rendono povera di attrattive ed un pessimo richiamo per quanti da fuori vorrebbero spostarsi fin qui per rimpinguare le casse dei nostri commercianti.
Neppure i cantieri, quelli annunciati col suono delle gran casse dall’amministrazione, e mi riferisco alla riqualificazione di via Arco, hanno avviato i loro lavori. A febbraio, dal giorno del comunicato ufficiale, si parlava di opere avviabili nell’arco di pochi mesi. Se qualcuno ne avesse notizie, è pregato di comunicarcelo.
Di politiche sociali, poi, di un assessorato che pare un’ombra triste e impercettibile, uno spettatore svogliato nei consigli comunali, neanche a parlarne. La fiducia, però, per questa casella, si è perfino rinnovata. Come dire, un premio all’inerzia e all’immobilismo. Quando fare le statue porta risultati.
Quale destino la politica anastasiana ha riservato ai suoi cittadini non ci è possibile prevederlo. Di fatto, volendo azzardare, lo scenario visibile agli occhi di chi non li fodera di prosciutto o clientelismo, si fa avanti come l’immagine di un panorama offuscato da una fitta nebbia.
In un paese dove il commercio stenta a decollare, nel quale il turismo religioso, enogastronomico e culturale riescono a fare ben poco se isolati, è preminente l’azione di una seria macchina amministrativa, con progetti mirati e finalmente realizzabili(non le favole da piscina) ad un concreto rilancio della collettività.
Ma se quello che ci aspetta da settembre in poi è la ripresa di una diatriba tutta familiare, fatta da giochi di potere e figure da spostare per meglio riequilibrarsi, possiamo essere certi che da questo fossato, purtroppo, non ne troveremo mai la risalita.
Tempi bui.
L’uomo, un 42enne del posto, è stato sorpreso e bloccato nella sua abitazione, mentre innaffiava 2 piante di canapa indica.
I carabinieri della stazione locale di Palma Campania hanno arrestato per coltivazione di stupefacenti Ferrara Raffaele, 42enne del luogo, già noto alle forze dell’ordine.
L’uomo è stato sorpreso e bloccato su via Vecchia Sarno, nei pressi del muro di cinta della sua abitazione, mentre innaffiava 2 piante di canapa indica alte circa 2 metri. Le piante sono state sequestrate.
L’arrestato, dopo le formalità di rito, è stato accompagnato nella sua abitazione.
Il double decker rosso del pub stile inglese alla fiera casertana ospitata nel polo A1 Expo.
Il London Park di Sant’Anastasia (Na) a «Truck in Sud», lo show dei motori, la festa dedicata ai camion decorati più belli d’Italia. Il lounge bar – pub & beer in stile inglese del vesuviano, che ogni sera attira in via Libero Grassi a Sant’Anastasia giovani e meno giovani da tutta la provincia e oltre, sarà presente alla fiera con il suo caratteristico bus, un double-decker rosso, icona della tradizione britannica in arrivo direttamente da Londra, con cinquanta posti a sedere e arredi dal sapore tipicamente british style. Ma anche con il nuovissimo taxi inglese, recentissima attrazione del London Park. La fiera, che si terrà sabato 5 e domenica 6 settembre a Pastorano, in provincia di Caserta (uscita A1 Capua) è una vera festa con musica, spettacolo e divertimento ospitata nel polo fieristico A1 Expo ed è alla prima edizione: un raduno nato con l’obiettivo di sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza dell’autotrasporto, puntando sulla passione per i «bisonti della strada». E lo sanno tutti: per sapere dove mangiare bene, basta seguire i camionisti. «La nostra famiglia unisce entrambe le passioni, quella per i motori e i bisonti della strada e quella per la buona cucina – dice Ciro Ciccarelli, uno dei giovani gestori del London Park – e saremo felici di essere a questa bella iniziativa». «Truck in Sud » vuole rendere protagonista chi, ogni giorno, con la sua fatica sulla strada, consente di trovare i negozi ben forniti: gli autotrasportatori. Proprio per loro è stata realizzata la campagna web «Truck In Sud È», grazie alla quale ognuno, «armato» di smartphone, potrà raccontare la sua partecipazione all’evento con un video da inviare a info@truckinsud.it che sarà pubblicato sulla pagina facebook dell’evento con l’hashtag #truckinsud. La manifestazione avrà inizio alle 9 del mattino di sabato 5 settembre, con l’iscrizione dei veicoli e consegna di gadget di benvenuto, per poi proseguire fino a tarda sera con una serie di spettacoli, che culmineranno con l’esibizione di Mariano Bruno da Made in Sud. La serata di sabato 5 settembre vedrà anche protagonisti sul palco di A1Expo Nico e i suoi Desideri, diventati celebri con la Hit “Made in Napoli”, realizzata in collaborazione con il rapper Clementino. A tutti gli spettacoli si potrà assistere gustando piatti tipici della tradizione locale nell’area «Street Food a Km 0», dove qualità e prezzi speciali si coniugheranno in maniera irresistibile. Novità assoluta dell’evento sarà la realizzazione live di una monumentale torta in scala 1:5, con taglio domenica sera e brindisi di arrivederci al 2016. Nella postazione del London Park saranno servite stuzzicherie e birra a volontà e i visitatori potranno visitare l’ormai celebre bus che da ottobre 2014, da quando il London Park ha aperto i battenti a Sant’Anastasia, è meta fissa di giovanissimi che possono gustare le specialità tipiche del pub english style comodamente seduti su un double – decker che un tempo trasportava passeggeri per le strade della capitale britannica. Tra le attrazioni della due giorni fieristica, anche spettacoli con stuntman, prova gratuita per i bambini di un camion in scala 1:14, gara di manovra di un camion, schiuma party con Dj Set, gara con toro meccanico e alla fine, premiazione dei video più originali e dei veicoli con consegna degli attestati di partecipazione. Per tutte le info ci si può collegare a www.truckinsud.it.
Nella stessa seduta approvate anche le aliquote relative alla IMU, TASI e addizionale IRPEF e le tariffe TARI. Anche per il 2015 è confermata la rinuncia alle indennità da parte di tutti gli amministratori.
Il Consiglio Comunale ha approvato il bilancio di previsione 2015 e il pluriennale 2015/2017. Con il bilancio sono state approvate anche le aliquote relative alla IMU, TASI e addizionale IRPEF e le tariffe TARI. Il documento contabile passa con i 10 voti favorevoli della maggioranza e i 3 contrari della minoranza. Astenuto il Presidente del Consiglio.
Un bilancio che registra ancora una volta la riduzione dei trasferimenti per complessivi circa 1,3 mln di euro con un taglio di circa 180 mila euro rispetto all’anno precedente. I nuovi principi contabili in vigore da quest’anno impongono l’accantonamento in bilancio di fondi per i rischi da contenzioso (100 mila euro) e per i crediti di dubbia esigibilità (140 mila euro).
Sono inoltre previsti 250 mila euro per fare fronte a debiti fuori bilancio per giudizi già definiti. A queste nuove esigenze si è fatto fronte revisionando la spesa e riducendo taluni stanziamenti. Nel complesso le spese correnti sono state portate poco sotto gli 8 milioni di euro.
Si è cercato di non mettere mano alle tariffe aumentando solo di un punto per mille l’aliquota imu sui capannoni industriali portandola dal 7,6 per mille all’8,6 e prevedendo una entrata complessiva di 1,16 milioni. Sono rimaste inalterate invece l’addizionale irpef (720 mila), la tasi (1,26 mln) e la tari (1,9 mln). Previsto l’avvio in via sperimentale di un sistema di parcheggi a pagamento tendenti più a regolarizzare la sosta che ad una entrata di bilancio che almeno nella fase iniziale sarà modesta anche per non gravare sulla cittadinanza. Le spese per il personale ammontano ad 1,9 milioni di euro e quelle per prestazioni di servizi (tutto ciò che il comune commissiona a terzi comprese le utenze energetiche, le forniture e di servizi di ogni genere) ammontano a 3,7 milioni con una riduzione di 200 mila euro rispetto alla previsione 2014; si segnala che di questi 3,7 milioni oltre 2 sono riferiti al servizio di raccolta e smaltimento rifiuti.
Le rate di ammortamento dei mutui costano complessivamente 1,1 milioni. Sono previsti trasferimenti per circa 250 mila euro (20 mila al carnevale, 60 mila per il settore scolastico, 60 mila per assistenza, 100 per addizionale rifiuti alla provincia). Nella gestione in conto capitale (circa 14 mln) spiccano molti interventi di efficientemento energetico, sistemazione strade, messa in sicurezza e ristrutturazione di scuole ed immobili comunali, progetto di sicurezza stradale, interventi sulla rete fognaria con inizio lavori a brevissimo termine stante l’obbligo di chiudere e rendicontare entro il 31 dicembre. Si tratta quasi totalmente di finanziamenti tramite fondi regionali ed europei evitando di ricorrere ad ulteriori indebitamenti a carico dell’ente. Confermata la rinuncia a tutte le indennità da parte degli amministratori e dei consiglieri
La Comunità Montana Partenio-Vallo di Lauro in collaborazione con il Teatro Totò di Napoli hanno presentato sabato, 22 agosto a Lauro, l’opera teatrale in musica “ScetateMajestà” ovvero: Napoli 1799… la rivolta dei lazzari.
Lo spettacolo, che era il sesto appuntamento della rassegna teatrale itinerante all’aperto, organizzata nel mese di agosto, in alcune piazze storiche del Partenio e del Vallo, ha avuto, in Lauro, la suggestiva cornice del cortile del Castello Lancellotti, gentilmente reso disponibile dalla squisita sensibilità del Principe Pietro Lancellotti.
I 60 attori in costume, guidati dalla regia di Enzo Liguori, hanno fatto rivivere per il numerosissimo ed attento pubblico, nella serata di sabato, le vicende che sconvolsero il Regno di Napoli e l’Irpinia dal dicembre 1798 a giugno 1799 a causa dell’occupazione francese, con una messa in scena attenta alla storia, ma anche sapientemente reinterpretata, con un tono di magistrale leggerezza, quale si conviene a chi sa leggere la storia vissuta e coglierne tutta la profonda ironia e tragicità.
Protagonisti indiscussi, i lazzari napoletani, capitanati da Michele Marino, detto “Michele ‘o pazzo”, hanno mostrato i due volti di una Napoli sì lacerata dal bisogno, dalla fame, dalla paura della guerra, ma mai sopraffatta da esse, sempre capace di trovare energie vitali per sopravvivere.Una Napoli legata al suo Re e alla sua storia, sentito come “padre”, anche quando questi abbandona la città per rifugiarsi a Palermo, ma anche la Napoli che sa adattarsi al “nuovo” che arriva: “Svevi, normanni, arabi, spagnoli, inglesi e, perché no, francesi”, dice il popolo. I lazzari sono l’emblema della passionee delle contraddizioni della vita.Si affidano alla protezione Celeste per la potente mediazione di S. Gennaro e non disdegnano l’aiuto di janare e fattucchiere; vivono di imbrogli ed espedienti per “tirare a campare”, ma sono nobili di animo e di sentimenti; si innamorano ed amano gelosamente, ma sono pronti a sacrificare tutto per gli ideali. I lazzaroni rappresentano un tempo senza tempo, in cui la necessità del momento sa farsi attesa e fiduciosa speranza. Tale filosofia di vita è mirabilmente sintetizzata dalle parole di Michele ‘o pazzo: “Abbiamo sofferto dal tiranno guerra, fame, peste, terremoto; se dicono che godremo sotto la Repubblica diamo tempo a provarlo. Chi vuol far presto semina il campo a ravanelli, e mangia radici; chi vuol mangiare pane semina grano e aspetta un anno. Così è della Repubblica: per le cose che durano bisogna tempo e fatica. Aspettiamo”. Ma quando un popolo ha fame, è difficile attendere.
I grandi personaggi della Storia: re e regina, marchesi e baroni, cardinali e monsignori, generali e colonnelli sfilano sul palco e si affacciano dai merli del Castello, offrendo agli spettatori la trama della storia che essi stessi hanno costruito con le proprie scelte, più o meno coraggiose, più o meno nobili. Dal basso, il popolo canta la sua canzone: “ScetateMajestà, s’è fatto juorn”; la notte delle condanne e delle morti è passata. Napoli ha dato il suo tributo di sangue al Re e alla Repubblica. Il Re ritorna. Riparte la ruota dell’attesa e della speranza. I lazzari invocano un nuovo inizio e lo cantano: “ScetateMajestà, s’è fatto juorn”.
Il pubblico ringrazia ed applaude forte. Lo spettacolo è finito, ma l’eco della storia vibra ancora nelle coscienze, si spera, mai più sopite.
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