Ercolano, la legalità usurata

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Serranda di esercizio commerciale chiusa per usura (fonte web)
Serranda di esercizio commerciale chiusa per usura (fonte web)

La triste e purtroppo comune storia di chi viene rovinato dagli strozzini. La vicenda umana di un ercolanese che ha rischiato la vita per opporsi agli usurai e all’ipocrisia di una cittadina che si voleva fuori da queste logiche mafiose.

Talvolta si pensa che certe cose possano accadere solo nei film o che siano argomento da TG o semplicemente le vediamo tanto distanti da noi, che per sorte o per distanza, stentiamo a credere che ancora oggi, un essere umano possa ridurre un suo simile ad uno stato di semi schiavitù e di completa e profonda umiliazione. L’usura oggi esiste ed è, nonostante tutto, nonostante esista ormai un apparato di protezione e tutela delle famiglie colpite da questa sciagura, un male che difficilmente si riuscirà ad estirpare e questo fin quando non cambierà la struttura stessa della società, troppo radicata nella mafiosità.

Siamo stati avvicinati da un uomo la cui famiglia è rimasta vittima dell’usura, un figlio di Ercolano che da lì è dovuto fuggire per le minacce ricevute e le angherie subite dai suoi cari. Cerchiamo, grazie a lui, di capire quali siano le dinamiche che conducono un imprenditore verso l’usuraio e come questo lo assoggetti senza lasciargli via di scampo.

Ci spieghi, qual è la realtà dei fatti, come si arriva ad essere vittima degli strozzini?

«Quante vittime conosco di usura, tante! Conosco persone che da anni pagano interessi su interessi, subendo umiliazioni atroci. Ad Ercolano, quando adocchiano un uomo in gamba, che riesce sempre a risollevarsi economicamente, questo diventa una preda degli usurai, ti accerchiano, ti studiano, ti mandano amici e amici degli amici per crearti qualche problema lavorativo, poi si presentano loro, prima per aiutarti, e poi, come ogni usuraio sa fare, per rovinarti ed è da lì che incomincia il calvario.»

Ma più nello specifico, cosa accade, come agiscono?

«Ho conosciuto usurai che quando adocchiavano qualche bella proprietà, esclamavano: “tanto me la prenderò, già so che viene da me e io lo distruggerò”. Conosco invece vittime che sono morte di dispiacere, ma purtroppo il debito è ricaduto sui figli perché, si sa, l’usuraio non fa sconti a nessuno e qualsiasi sia la tua attività, a loro servirà sempre e comunque qualche tuo prodotto. Ho visto con i miei occhi caricare auto di merce senza pagarla: pizzerie, abbigliamento, alimentari, concessionarie, di tutto e di più, tutti sottostanno a questa dura realtà.»

Ma cos’è un usuraio, in pratica che fa?

«Quando sei sotto usura smetti di vivere, diventi di loro proprietà, si presentano puntualmente a casa, nella tua attività, per metterti ansia, per umiliarti innanzi a familiari e agli amici o semplicemente davanti ai clienti. Si vantano in pubblico, fermano figli e parenti per strada, e con aria arrogante gli dicono: – lo sai che tuo padre mi deve dei soldi? – Poi ci sono i figli degli usurai, che fanno scuola appresso ai padri. Ad Ercolano c’è il piccolo e il grande usuraio, ci sono diverse proprietà di cui gli strozzini si sono impossessati, purtroppo la mia città porta sulla coscienza tanta brava gente, marchiata a vita da queste sanguisughe, attribuendo loro la nomea di mal pagatori, ma nulla è vero, hanno pagato e pagano ancora, restando però in silenzio.»

Ma non c’è nessuno che si accorga di questa cosa?

«Ma ad Ercolano c’è addirittura chi denigra chi è sotto usura, punta il dito su di loro ma per altri scopi, questi sono quelli che hanno fatto marcia indietro, che fanno da intermediari per gli usurai, quelli che ti prestano piccole cifre, chi addirittura salda il debito dal salumiere per importi di 400/500€ per poi riprenderseli con interessi del 20 o 30% purtroppo non tutti conoscono questo sistema, il commerciante che finisce sotto le grinfie di questi, ha vita breve perché ogni mese, quando deve dare gli interessi, o fa altri debiti, o svende ciò che ha. Il problema sta quando il fornitore versa l’assegno, e tu mica puoi dire ho svenduto la merce per pagare l’usuraio? No, allora se lo trovi buono e ti comprende, non ti fa protestare l’assegno, ma se non ne vuole sapere, tu sei fottuto, quindi per non andare in protesto fai un ulteriore debito, perché ormai la merce non ce l’hai più. Questo giro finisce nel momento in cui l’usuraio capisce che sei al verde, ed ecco che incomincia a prendersi l’appartamento, il locale, l’attività, l’oro, le pellicce, tutto! Ma nel frattempo? Mica il debito è estinto! No!»

Ma gli amici, i parenti …

«Purtroppo, anche in questo caso, quando c’è chi con il debito non ha nulla a che fare, questo si ritrova in mezzo ai guai; perché se qualche amico in difficoltà, ti chiede aiuto, e tu gli fai da garante per non farlo umiliare, l’usuraio incomincia anche con te.»

Ma mai possibile che nessuno si ribelli?

«A Ercolano ci sono vittime di usura, che per ridare i soldi indietro, sono state costrette a fare cose impensabili, voglio infatti precisare che dietro ad ogni usuraio c’è sempre una famiglia malavitosa pronta ad intervenire nel momento in cui la vittima non riesce a saldare il debito e, nella maggioranza dei casi, il debito viene pagato interamente, compreso di interessi ma l’usuraio non si accontenta, e per tutta la vita sei in debito con lui.»

Eppure oggi esistono tante associazioni “antiracket” che combattono l’usura, non ha pensato di affidarsi a loro?

«Certo che sì, mi sono rivolto a più associazioni, preti antiracket e antiusura ma tutto è stato invano, solo umiliazioni e battutine ironiche, alcuni membri sono stati onesti a dirmi a priori che era solo una perdita di tempo, salute e dignità, ma nel frattempo il giorno prima sventolavano bandiere di legalità, volantini con i numeri per chiedere aiuto, con su scritto “chi denuncia non è solo”. Hanno solo aumentato di gran lunga le mie già tante sofferenze; conosco personalmente decine di persone che anche loro si lamentano di questo stato delle cose e ci sarebbe tanto da raccontare ma per il momento mi fermo qui, facendo un appello alle associazioni di aiutare veramente le vittime. Basta con questi teatrini! Basta! È inutile che ad un congresso parlate, parlate! Ci vogliono i fatti e mi rivolgo anche al governo, semplificate ma vigilate sulle varie procedure per i fondi, i mutui, ecc. perché ci sono forti favoritismi e questo non è giusto, la legalità non fa favoritismi o cerca scorciatoie, la legalità è legalità e tale dev’essere e non un lavoro dal quale trarre, in maniera talvolta illecita, un profitto.»

L’amministrazione comunale e il sindaco vi sono stati vicini?

«Per nulla, neanche un messaggio di solidarietà. Qualche giorno prima delle elezioni lo contattai spiegandogli la mia situazione, mi promise che avrebbe fatto pulizia, che gli dispiaceva per la mia situazione, ma poi nulla, solo parole e la cronaca degli ultimi mesi mi ha confermato il perché. C’è poi qualche membro del partito di maggioranza, candidato alle ultime elezioni, tra l’altro anche stretto parente di un usuraio e stretto amico di persone indagate, che su facebook scrive che dovrebbe essere legale estorcere le proprietà alle vittime, sì, che bisogna avere pietà di chi spara e non di chi muore, quindi, di cosa parliamo? Poi c’è chi sta cercando in tutti i modi di infangare il mio nome, e chi fa abuso d’ufficio per mettermi in difficoltà. Poi purtroppo leggo in giro sui vari social network, e sento da voci di popolo, che ad alcuni personaggi da fastidio questa presenza assidua dell’arma dei carabinieri; ho letto con i miei occhi commenti sgradevoli rivolti ai carabinieri di Ercolano, che con grande onore indossano la loro divisa, queste sono chiacchiere fatte da persone malvagie che vengono portate come esempio internazionale della professionalità ercolanese, della nuova Ercolano, ma che nel loro curriculum vantano non solo fronde d’alloro ma anche parenti con reati gravi, quali usura, droga ed estorsioni. quindi mi rivolgo ai cittadini onesti: appoggiate il lavoro dei carabinieri, sosteneteli! Perché sono loro la vera legalità.»

Un’ultima domanda mi preme farle. Ormai è risaputo che affidarsi agli usurai è una strada senza uscita, come ci è finito anche lei?

«È inutile dire che le banche al sud, contribuiscono anche loro a mandare i propri clienti in mano agli usurai. Una volta mi è capitato che un direttore di banca mi disse, ma non trovi nessuno che ti presta i soldi? Sotto usura ci finisci perché ti braccano, e in tutti i modi ti creano problemi; poi c’è il cliente che non ti paga, poi c’è la crisi e via dicendo; posso confermare che il 40-50% dei commercianti è sotto usura. Poi gli usurai sono abili a dimostrarsi amici, ti fanno complimenti, ti elogiano, fino a che non arrivano al loro intento, poi, dopo entra in scena il diavolo che c’è in loro.

Purtroppo, solo negli ultimi anni lo stato si è attivato nelle nostre zone, prima non esisteva chi denunciava, perché al sol pensiero di denunciare già eri steso a terra stecchito; non ci dimentichiamo dei tanti morti ammazzati a Ercolano. Purtroppo entri in un vortice spaventoso. Ora però, grazie alle forze dell’ordine e alla magistratura tutto è cambiato, loro sono i nostri angeli, persone che lavorano 24 ore su 24 per tutelarci, per assicurarci un futuro migliore, ma purtroppo a Ercolano non tutti sono riconoscenti. Una volta 5.000€ per una settimana mi costarono 8.500€, entri in un vortice che solo denunciandolo ne puoi uscire, altrimenti ti vedi sfumare i sacrifici di una vita, come è successo a me che ormai sono stato quasi annientato. Però ho una gran voglia di ricominciare a vivere, di riaprire un’attività e ci riuscirò, dimostrerò le mie capacità, ma non più nel mio paese, lì, a Ercolano, non ci torno più, è stata la rovina mia e della mia intera famiglia!»

Ha qualcosa da dire, da suggerire a chi si trova nella sua stessa situazione?

«Io ringrazio ogni giorno i carabinieri, per la loro professionalità, per i loro sentimenti, per l’impegno che ci mettono, un grazie anche alla magistratura, un mix perfetto di legalità. Quindi faccio un appello a chi subisce ogni giorno l’oppressione di questi camorristi, ma anche dai colletti bianchi sbiaditi al soldo di questi: denunciate! Dite basta a questi soprusi, non sarà facile, questo sono in dovere di dirvelo, perché le associazioni non vi aiutano, ma almeno metterete fine a questo inferno che inconsapevolmente vi trascinerà nel baratro.»

Delitto di Pordenone, c’è un indagato ed è un commilitone originario di Somma Vesuviana

 A sei mesi dal delitto dei fidanzati di Pordenone, finalmente c’è la prima svolta. Una persona è stata iscritta ieri nel registro degli indagati per il duplice omicidio di Pordenone. L’indagato è un commilitone di Trifone Ragone, campano ma residente a Pordenone; G.R. di anni 26. Non è ben chiaro il movente del delitto.

Un commilitone e per di più ex coinquilino di una delle vittime: è lui l’unico indagato per il duplice omicidio di Pordenone, avvenuto il 17 marzo scorso fuori dal Palazzetto dello Sport. Per gli inquirenti, sarebbe G.R., di 26 anni, di origini campane, ad aver esploso i colpi mortali a bruciapelo che hanno ucciso Trifone Ragone (28) e la fidanzata Teresa Costanza (30), appena saliti in auto dopo aver terminato l’allenamento quotidiano in palestra. In questi mesi, l’uomo – che ha abitato a lungo con Trifone in un condominio di Pordenone, assieme ad altri militari originari del Sud Italia di stanza alla caserma di Cordenons – è stato ripetutamente sentito dagli investigatori, ma ha sempre ripetuto la medesima versione, senza tuttavia fornire assieme un alibi convincente: al momento dell’omicidio – collocato qualche minuto prima delle 20 – si sarebbe trovato nella propria abitazione, da solo.

La notifica dell’iscrizione nel registro degli indagati è stata decisa dalla magistratura pordenonese per dare la possibilità all’uomo di nominare propri consulenti per accertamenti irripetibili sul caricatore recuperato dal laghetto nei giorni scorsi.

Il duplice delitto – che sin dai primi momenti ha rivelato un elevato grado di difficoltà nella ricerca del colpevole – ha dato vita ad indagini lunghe e meticolose. Almeno cinquanta uomini sono stati impegnati notte e giorno per ricostruire quanto è accaduto prima e dopo il 17 marzo scorso.

Grande attenzione è stata data alla vicenda anche da parte dei media televisivi che spronavano chi avesse visto qualcosa a parlare, anche anonimamente, così da poter giungere ad una svolta, la svolta che, forse, ieri c’è stata.

I due fidanzati, per molti la coppia più bella di Pordenone, furono freddati a colpi di pistola sul piazzale della palestra di pesistica che frequentavano. Il killer impugnava una beretta calibro 7.65. Sei i colpi esplosi. Da allora gli inquirenti hanno battuto tutte le piste ricostruendo la vita dei due giovani attraverso interrogatori, esami del traffico telefonico, social, sms. La sferzata alle indagini è stata data dalla svolta degli ultimi giorni. Un caricatore è stato ritrovato dai sommozzatori nel lago di San Valentino ed è compatibile con la vecchia Beretta che ha sparato. Non si tratta di coincidenza, come spiega il Ris, ma potrebbe essere stato gettato nel lago, attiguo al luogo della tragedia, dall’assassino. Tutto sarebbe avvenuto in pochi minuti. Il delitto è avvenuto poco dopo le 19.30, il laghetto viene chiuso alle 20.

Sono stati alcuni accertamenti che il Ris di Parma ha effettuato sul campione rinvenuto ad aver costretto la Procura della Repubblica ad accelerare nelle indagini, trasformando la posizione del militare da semplice sospettato a indagato.

Non ci sono però ancora prove schiaccianti che consentano un provvedimento di custodia cautelare. «I riscontri che abbiamo sono buoni – ha confermato uno degli investigatori -: se fossero ottimi non staremmo parlando solo di un avviso di garanzia. Stiamo lavorando in particolare sul movente, che ancora non si riesce ad inquadrare». Elementi probatori più certi ci sarebbero invece sulla presenza dell’indagato nella zona della cittadella sportiva di Pordenone, emersi grazie all’utilizzo delle tecnologie più avanzate che permettono di mappare spostamenti di persone e telefoni cellulari.

Esclusa qualsiasi altra pista, dagli anabolizzanti agli albanesi. Il killer ha agito per motivi personali e probabilmente passionali.

(Fonte foto: rete internet)

L’ Ascom di Pomigliano al prefetto: “Siamo assediati: aiutateci “

L’associazione dei commercianti ha firmato una lettera-appello. Il messaggio è stato inviato anche al sindaco Russo.         “Più controlli, soprattutto nelle periferie”. La lettera è stata firmata da Aldo Andrisani,  presidente dell’associazione dei commercianti di Pomigliano, l’Ascom-Confcommercio. La missiva è stata inviata alla Prefettura e per conoscenza al sindaco della città delle grandi fabbriche, Raffaele Russo.  Si tratta di un vero appello accorato, di una richiesta d’aiuto con cui l’associazione dei commercianti ribadisce il quadro finora delineato e cioè che ” il territorio cittadino – si scrive – è assediato da incresciosi episodi delinquenziali, quali rapine (in quest’ultimo periodo se ne conta una media di una o due alla settimana), scippi, furti, atti vandalici (molti dei quali ai danni dei commercianti) e infine un gravissimo episodio al cimitero, con un raid attraverso cui sono stati rubati gli oggetti in ottone e in rame e sono state distrutte un centinaio di tombe, forse per sottrarre oggetti preziosi. Nel frattempo è stato scoperto che sono stati rubati i portoni in alluminio delle stazioni della Circumvesuviana di Pratola Ponte, dell’ Alfa Lancia 2 e dell’ Alfa Lancia 4″. “A questo punto – la richiesta dell’Ascom – chiediamo che venga urgentemente convocato un tavolo di concertazione tra istituzioni, forze dell’ordine e rappresentanti dei commercianti  per contrastare questi spiacevoli episodi con l’intensificazione della vigilanza e del controllo del territorio sopratutto nelle zone periferiche, creando la giusta sinergia tra tutte le parti in causa”.

Femminicidio a Terzigno, dopo il corteo, consiglio comunale straordinario: “Sportello di ascolto per le donne”

Nella cittadina vesuviana i politici ed i cittadini si interrogano sulla tragica morte di Vincenza Avino C’è una frase che il sindaco Francesco Ranieri ha pronunciato giovedì sera, prima della fiaccolata voluta dal Comune di Terzigno per ricordare il sacrificio di Enza Avino, ammazzata dall’ex compagno – stalker in via Fiume: “Vincenza è stata abbandonata da chi la doveva proteggere”. Una frase probabilmente pronunciata di getto eppure accolta da un lungo applauso. In molti hanno pensato quello che il sindaco ha detto ed in tanti, migliaia, hanno partecipato al corteo. Ieri un altro capitolo: un consiglio comunale straordinario dedicato proprio al tragico episodio che ha segnato il Comune vesuviano. Uno  solo il punto all’ordine del giorno, dedicato all’assassinio di Vincenza Avino. E una decisione: l’istituzione di uno sportello di ascolto alle donne, in modo da offrire un servizio a chi vive situazioni di pericolo e non sa a chi rivolgersi. “Anche la politica deve fare la sua parte avviando azioni concrete per evitare nuovi casi come quello di Enza Avino”, dice il presidente del consiglio comunale Giuseppe De Simone. Aggiungono, invece, Pasquale Ciaravola e Concetta Ambrosio, firmatari di una mozione in consiglio: “Il tragico episodio verificatosi a Terzigno in questi giorni, evidenzia come nella maggior parte dei casi, la violenza sulle donne avviene tra le pareti domestiche. Un dato inquietante che dimostra come il lavoro, lo studio, l’affermazione nei vari campi del sapere, dell’arte, delle scienze e della politica, che vedono ormai molte donne protagoniste, purtroppo rischiano di essere conquiste vanificate da un quotidiano attentato alla loro dignità e, spesso, alla loro vita”. E il primo cittadino Francesco Ranieri garantisce: “Non lasceremo soli i genitori, i fratelli della vittima e soprattutto il figlio”. Il giovane Carmine, giovedì scorso, ha sfilato proprio accanto al sindaco di Terzigno.

Multe agli ambientalisti: il comune di Acerra punisce un altro attivista della lotta all’ecomafia

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Si chiama Armando Esposito, delle Guardie Ambientali. Domenica scorsa aveva organizzato la “Fiaccolata per la Vita” con Alessandro Cannavacciuolo, multato pure lui. Armando Esposito, 47 anni, quello striscione ce l’ha dal 2008. Sopra c’è scritto “Associazione Guardie Ambientali Campania”. E’ un pezzo di plastica posto fronte strada, sull’ingresso della sede ecologista, in via Pellico, una traversa del centro di Acerra. E’ lì che Armando e i suoi amici si riuniscono per pianificare le mobilitazioni della Terra dei Fuochi, manifestazioni, cortei, controlli del territorio, delle campagne aggredite da rifiuti e roghi tossici. Ed è sempre qui che è stata organizzata l’ultima grande iniziativa, a cui hanno aderito migliaia di persone, la Fiaccolata per la Vita. Tutto era filato liscio fino a domenica sera. Ma ora qualcosa sta andando storto. I prodromi c’erano stati due giorni fa, quando Alessandro Cannavacciuolo, leader ambientalista della zona e amico di Armando, è stato multato dalla polizia municipale per un importo di 413 euro. Motivo: i vigili urbani lo hanno accusato di aver organizzato l’affissione abusiva dei manifesti che hanno annunciato la fiaccolata di domenica sera. E ora i controlli hanno punito anche il fidato amico Armando, sempre per affissione abusiva.  “Stavolta però non credo che si tratti di affissione abusiva – replica Esposito –  se proprio vogliamo andare sul sottile – aggiunge l’ambientalista  – allora devo specificare che hanno preso un abbaglio perché lo striscione è posto su un tabellone di proprietà di una società di cui non si conosce il nome, per cui non sono stati occupati spazi altrui. Ergo: l’affissione abusiva non è mai esistita”. Nel frattempo si sta allungando la catena della solidarietà attorno a Cannavacciuolo. Centinaia di persone stanno telefonando all’ambientalista per chiedergli come reagire a questa ondata di sanzioni da parte del comune di Acerra. E c’è da scommettere che lo stesso succederà anche per Armando Esposito.     

Sant’Anastasia, l’amministrazione Abete presenta la ‘sua’ app: “Comune di Sant’Anastasia”

  Uno strumento ‘gratuito’ adatto a smartphone e tablet Android e iOS, per tenere aggiornati i cittadini sulle news del comune e del territorio. Un progetto attuato dall’amministrazione Abete, nell’ottica di rendere facili da raggiungere tanti servizi utili e semplice nell’utilizzo.  Il software è stato elaborato dai tecnici Pasquale Perna e Pasquale Piccolo. Una app che vuole essere l’estensione del sito ufficiale del Municipio, già operativo e in continua evoluzione. Questo è il primo passo verso una serie di servizi che saranno ampliati attraverso i suggerimenti e le richieste dei fruitori. Un collegamento diretto tra Ente e cittadini,  che in una immediata evoluzione della app,  oltre alle informazioni più svariate, consentirà a segnalazioni e ‘foto denuncia’ di giungere agli uffici preposti. Cosa fare per scaricare la app: una volta entrati sul market dedicato al proprio smartphone, il fruitore scaricherà ed installerà l’app. All’avvio il menù principale mostrerà le varie icone che indicano le diverse funzioni e servizi, interamente gratuiti, a cui si può accedere. Il Comune trasparente per i cittadini in una app, con lo scopo di valorizzare il territorio e le sue iniziative. “In attuazione dei progetti presenti nel nostro programma elettorale, che si basa sull’efficienza amministrativa e sul coinvolgimento attivo dei cittadini – riferisce il consigliere comunale Marco Bove che ha promosso l’iniziativa – abbiamo individuato nella app ‘Comune di Sant’Anastasia’, uno strumento importante per il raggiungimento di questi obiettivi. Un’applicazione per mobile installabile gratis su piattaforma Android e iOS che permette di tenere aggiornati i cittadini sulle attività promosse dall’amministrazione e garantire loro una più facile e veloce comunicazione con gli apparati dell’amministrazione comunale ed informazione sulle modalità di accesso agli appuntamenti”. Il Consigliere Bove, Inoltre precisa – “Nell’app, che presenta una grafica moderna grazie all’adozione di un semplice ed immediato menù, è presente una speciale sezione dedicata alle segnalazioni e-mail rispetto a malfunzionamenti, dissesti stradali o semplicemente per mettere a conoscenza gli amministratori di idee e proposte per vivere al meglio il paese. L’applicazione ha altresì un’importante valenza ambientale, in quanto ha caricato il calendario per la raccolta differenziata e l’elenco di tutti i rifiuti con indicato il luogo in cui devono essere depositati. Inoltre sono presenti una rubrica per mettere in contatto i cittadini con gli uffici del Comune, un calendario delle farmacie di turno e gli orari dei mezzi pubblici. L’applicazione, da me fortemente voluta – continua Bove – permette così a qualsiasi persona, turista o cittadino che sia, di avere tutte le info necessarie per usufruire al meglio dei servizi che il Comune di Sant’Anastasia può offrire”. “Abbiamo rispettato le tempistiche che ci eravamo dati, rendendo disponibile l’app anche per una tipologia di dispositivi, quella di Apple, molto diffusa  – spiega il Sindaco, Raffaele Abete – abbiamo lavorato seriamente, ascoltando i suggerimenti dei cittadini e proprio assieme alla comunità vogliamo continuare a migliorarla, nel segno dell’innovazione e della collaborazione. Siamo certi – continua Abete – che questo strumento ha grandi potenzialità per una rapida diffusione e sviluppo”. (Fonte foto: rete internet)

Campania: funzionari pubblici arrestati per reati contro la Pubblica Amministrazione.

Complessa l’attività investigativa – partita nel luglio del 2012 – che ha portato all’esecuzione, questa mattina, di diversi ordini di carcerazione e custodia cautelare per funzionari ed ex funzionari della Pubblica Amministrazione in Campania. Nella odierna mattinata, all’esito di indagini coordinate dalla Procura della Repubblica di Napoli­ Sezione Reati contro la Pubblica Amministrazione, i Carabinieri del Nucleo Investigativo  del Reparto Operativo di Napoli hanno dato esecuzione, in Napoli e provincia, Avellino e Salerno nonché in altri comuni delle rispettive province, ad un’ordinanza di misura cautelare (sei in carcere, cinque agli arresti domiciliari, tre divieti di dimora e tre obblighi di presentazione alla Polizia Giudiziaria) – emessa dal GIP del Tribunale di Napoli nei confronti di diciassette indagati, tra cui l’ex vice sindaco del Comune di Maiori (SA), tre dirigenti ed un dipendente dei comuni di Solofra (AV), Montoro Inferiore (AV) e Sant’Agnello (NA) nonchè un tecnico della prevenzione dell’ASL NA2, ritenuti responsabili, a vario titolo, di associazione per delinquere finalizzata alla turbata libertà degli· incanti, corruzione, rivelazione e utilizzazione di segreti d’ufficio, frode nelle pubbliche forniture, falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale, nonché estorsione e truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche. La complessa attività investigativa, condotta da luglio 2012 ad oggi, ha consentito di: documentare l’esistenza di un’associazione delinquenziale radicata in Napoli con interessi nelle segnalate province campane, facente capo ad un gruppo di imprenditori, attivi prevalentemente nel settore della refezione scolastica, che, mediante l’intervento di politici  e dirigenti comunali locali, ottenevano l’aggiudicazione di appalti pubblici per le forniture dei pasti nelle mense delle scuole materne ed elementari dei Comuni di Casalnuovo e Sant’Agnello (NA), Montoro Inferiore e Solofra (AV), Maiori e Padula (SA); accertare il modus operandi adottato dal sodalizio,  consistente  nel  servirsi  di  referenti territoriali, individuati prevalentemente in persone di sesso femminile, le quali, forti dei rappmii collusivi vantati con alcuni membri delle diverse commissioni di gara, veicolavano agli stessi informazioni negative -talvolta non veritiere- sul  conto  delle  ditte concorrenti,  che venivano fatte oggetto di una vera a propria attività di “dossieraggio” al fine di determinarne l’esclusione dalla gara; comprovare l’esistenza di veri e propri rapporti corruttivi tra i referenti delle imprese indagate e amministratori, funzionari e dipendenti pubblici dei comuni interessati dalle gare di appalto per la refezione scolastica che, in cambio dell’assunzione di familiari o di altre persone dagli stessi segnalate, adottavano provvedimenti amministrativi, in corso di gara, volti a privilegiare l’assegnazione degli appalti agli indagati, non esimet dosi inoltre dal comunicare notizie riservate, durante l’esecuzione del servizio mensa, relative ai pianificati controlli sanitari e amministrativi da parte degli organi preposti; eseguire, nel corso della prima fase dell’attività investigativa a luglio 2013, una misura cautelare a carico di sei persone responsabili di aver attuato il medesimo modus operandi per appalti pubblici relativi alla refezione del presidio ospedaliero “CAPILUPI” di Capri e alle mense scolastiche di altri comuni, tra cui Ischia, sequestrando documentazione utilizzata per il prosieguo  deli’indagine.  

Scisciano, nella Terra dei Fuochi si investe nella crescita culturale del territorio

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La “Carrozza d’Oro” con il patrocinio del Comune di Scisciano, l’Istituto Campano per la Storia della resistenza (ICSR) e l’Accademia di Belle Arti di Nola (ABAN) presente Teatroarte Scuola Triennale d’arte Teatrale. Nell’anno 2015 l’Associazione Culturale La Carrozza d’Oro apre TEATROARTE-Scuola Triennale d’Arte Teatrale come naturale evoluzione dei Corsi di Educazione Teatrale attivi dal 2010. TEATROARTE è un progetto pedagogico di Luana Martucci e Pasquale Napolitano risultante da venti anni di esperienza professionale come docenti di teatro e operatori teatrali e dal continuo studio e dall’acquisizione di competenze pedagogiche riconosciute. TEATROARTE vuole essere un luogo di formazione e di informazione intorno al Teatro come Arte e non come strumento commerciale, un’idea di riferimento in un territorio poco o per nulla servito. Obiettivo della Scuola è dare degli strumenti professionali a chi intende avvicinarsi a quest’arte per poter scegliere il proprio percorso. Il Teatro è una disciplina, un’arte, un mestiere estremamente variegato e difficile da praticare. L’Arte è Studio, Disciplina, Scelta: Etica, Estetica e Politica. La Scuola, come tutte le attività dell’Associazione, è patrocinata dal Comune di Scisciano(NA), dall’Istituto Campano per la Storia della Resistenza e dall’Accademia di Belle Arti di Nola. “La Scuola ha come riferimenti teatrali la tradizione occidentale e i suoi relativi scambi con le altre tradizioni, al di là dei confini geografico/linguistici e di genere, in quanto l’Associazione crede nello scambio culturale come crescita e arricchimento, piuttosto che nella settorializzazione del sapere.” (Estratto dal Regolamento per l’Ammissione alla Scuola) Struttura della Scuola. La scuola ha durata triennale. Il primo anno di corso ha inizio il 15 ottobre 2015 e termina il 13 giugno 2016. Due incontri settimanali: Lunedì dalle 17:30 alle 19:30 Giovedì dalle 17:00 alle 20:30 Primo sabato di ogni mese, a partire da novembre, cineforum dalle ore 16:00 alle 18:00 circa: visione di materiali teatrali. Lunedì tecnica vocale: Training vocale, ortoepia, fonetica e lettura. Movimento scenico: biomeccanica e mimo corporeo astratto – tecnica Decroux Giovedì Training dell’Attore: il coro, il dialogo, il monologo. Gioco, Improvvisazione, Composizione, Analisi del testo, Analisi della scena:   verso un’analisi della piece e del ruolo mediante l’azione. A chiusura del corso si terrà ogni anno un open class in cui gli allievi presentaranno una messinscena. Per accedere ai corsi è necessario sostenere un colloquio a carattere conoscitivo. I colloqui vanno prenotati ai numeri: 0810192320 – 3484750607 – 3392822917 oppure all’indirizzo email info@lacarrozzadoro.it www.lacarrozzadoro.it locandinateatroarte  

Saviano, è nata una nuova associazione

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  Dal 1 ottobre inizieranno le attività del “centro studi e attività Felice Falco”, un’associazione socio culturale che si propone di istituire uno sportello socio-educativo per bambini dai 6 ai 10 anni e per le rispettive famiglie. Si terranno attività di recupero e/o potenziamento scolastico, integrato con attività creative di arte,pittura,canto, realizzazione di opere e lavoretti che verranno proposti e venduti durante feste stagionali, mercat…ini e altre occasioni mondane al fine di sensibilizzare i bambini alla manualità e al senso civico, di esaudire qualche piccolo desiderio e sostenere qualcuno in difficoltà; i bambini saranno ovviamente seguiti e coadiuvati da professori e collaboratori esperti. Il centro studi nasce in onore del professore Felice Falco, persona illustre che ha investito la sua vita nell’impegno sociale, impermeando i suoi alunni e quanti lo hanno vissuto, di Cultura, intesa come passione per la scoperta e la conoscenza di se, dell’altro e del territorio. È nei cuori e nel ricordo di ogni vicoletto del nostro paese, di tutti quelli che hanno letto nei suoi scritti e nelle fotografie scattate di suo pugno la passione, l’amore e la speranza verso un paese fatto di innovazione, creatività, armonia e menti eccelse: il Saviano che speriamo di poter affidare e rivedere negli sguardi vispi dei nostri bambini, ricca di storia, tradizioni e di futuro. Il centro studi è un progetto che crede che l’evoluzione di una realtà sociale può avvenire attraverso lo sviluppo educativo del bambino, attraverso la convinzione che il fanciullo sia persona libera, priva di discriminazioni derivanti da titoli, posizione sociale, razza, lingua, religione… Perché siamo tutti uguali! Il centro studi vuole garantire un apporto funzionale a sostegno delle famiglie istituendo anche uno sportello informativo per consulenze pedagogiche, psicologiche e giuridiche inerenti il minore e la famiglia Le iscrizioni sono aperte a partire dal 25 settembre 2015 presso la sede dell’associazione “Centro studi e attività Felice Falco” in Saviano (NA) alla VIa giancora nr. 38 Per info: Antonietta Falco Tel. 393 4840668 Angela Ambrosino tel 3668732529  

Napoli, poliziotto ferito: parla de Magistris “è un fatto gravissimo”

“Un fatto gravissimo”. Il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, parla così della sparatoria avvenuta ieri sera nel quartiere Fuorigrotta di Napoli nella quale è stato ferito un poliziotto. “Nel pomeriggio andrò a fargli visita – dice – a lui va tutta la mia solidarietà”. Poi il primo cittadino torna a chiedere più uomini per Napoli: “Abbiamo sempre detto che 50 persone in più sono sicuramente un fatto positivo ma sono comunque poche”. Anche nel campo della sicurezza, per il sindaco “si hanno delle forti discriminazioni tra i reparti delle forze dell’ordine”. “Negli ultimi mesi molti sono stati dislocati a Milano, per esempio, per Expo e saranno dislocati a Roma, per il Giubileo. Va benissimo – spiega – però su Napoli c’è una grande concentrazione di parole al vento che abbiamo ascoltato in questo periodo anche da esponenti delle istituzioni”. Come contraltare, de Magistris parla di “forte concretezza di quelli che operano a Napoli, un po’ meno da parte di chi dovrebbe aiutarci da Roma. La svolta non l’hai con 50 persone – conclude – a Napoli ci vogliono più pattuglie di sera e di notte, e più pattuglie non si riesce ad avere solo con 50 uomini”. (Fonte foto: rete internet)