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Asl Napoli 2 e 3, tenta di partecipare all’appalto del 118: picchiato a sangue

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Erminio Battocchio, 44 anni, è finito in ospedale. L’avvertimento telefonico: “levati dalla gara per le ambulanze”.

Il primo avvertimento anonimo gli era arrivato il 7 luglio, al telefono, mentre era a cena, a casa sua, con la moglie e i due figli adolescenti. “Levati dall’appalto delle ambulanze”, l’ultimatum da brivido.
E alla fine qualcuno ha deciso di passare dalle parole ai fatti. Si perché qualche giorno fa è andato dritto in ospedale Erminio Battocchio, 44 anni, uno dei responsabili della Rti, l’associazione d’imprese che si è presentata per la nuova gara d’appalto del servizio 118 nelle asl Napoli 2 e Napoli 3, una nuova gara decisa dopo che il servizio era stato colpito, ad aprile, da un’interdittiva antimafia della Prefettura di Napoli. Battocchio però è stato pestato di brutto, a suon di pugni e schiaffi, da un paio di delinquenti travisati da caschi integrali e armati di pistola.
Ceffi “esperti” nel ramo dei pestaggi, criminali che lo hanno inseguito su una moto e che poi lo hanno bloccato sull’asse mediano, nei pressi dello svincolo di Lago Patria, la sera dell’8 ottobre. Qui Erminio Battocchio viaggiava a bordo della sua auto, da solo. Stava tornando a casa, a Pozzuoli, dopo una riunione di lavoro tenuta nello studio di una commercialista, a Giugliano. Riunione che aveva avuto per oggetto proprio la partecipazione all’appalto del 118. Subito dopo il pestaggio il 44enne si è recato in stato confusionale nell’ospedale La Schiana di Pozzuoli. Il referto dei medici parla chiaro: “sospetto trauma cranico e contusioni multiple agli zigomi, guaribili in una settimana”. Ma più chiaro ancora parla la foto che l’ambulanziere ha postato su Facebook qualche giorno dopo l’episodio, denunciato la scorsa settimana alla Squadra Mobile di Napoli. Nell’immagine lo si vede col viso gonfio come un pallone, lo sguardo ancora scosso. “Ma non ci fermeranno: parteciperemo alla gara”, annuncia intanto, testardo come non mai, il responsabile della Rti.
Nella denuncia fatta trascrivere direttamente dai poliziotti, in Questura, Erminio Battocchio attribuisce tutti i guai che sta passando all’appalto del 118. Un appalto triennale da circa 8 milioni di euro ( questa la cifra complessiva  per entrambe le asl, la 2 e la 3 ) che è in procedura di revoca dall’ormai lontano aprile di quest’anno a causa di un’interdittiva antimafia spiccata dalla Prefettura ai danni della onlus che gestisce in  convenzione con le due aziende sanitarie le ambulanze del pronto soccorso in tutta la provincia di Napoli. Ma per le forze dell’ordine questa onlus è infiltrata dal clan dei casalesi e dal clan Mallardo. Accuse che la Paf di Giugliano (questo il nome dell’associazione capofila del servizio, acronimo di Pubblica assistenza flegrea) ha sempre respinto al mittente annunciando anche un ricorso al Consiglio di Stato. Già perché nel frattempo il Tar, il Tribunale amministrativo della Campania, a luglio ha respinto il primo ricorso della Paf, quello appunto per l’annullamento dell’interdittiva.
La magistratura amministrativa ha ribadito che le accuse della Prefettura non fanno una piega ai fini dell’ostativa a proseguire le attività con la pubblica amministrazione. Però la situazione burocratica è complicata. La Paf non può essere rimossa di colpo perchè le ambulanze del 118 sono un servizio pubblico essenziale. Dal canto loro le asl avrebbero dovuto completare in tempi rapidi la gara d’urgenza finalizzata alla sua sostituzione. E a luglio la Asl Napoli 2 una gara d’urgenza l’ha fatta. Vi ha partecipato la sola Rti. Poi però, a settembre, l’azienda sanitaria di Pozzuoli l’ha revocata. Ne ha indetta un’altra ai primi di ottobre. “Ho denunciato alla Squadra Mobile – racconta Battocchio – che i tempi delle asl sono stati inspiegabilmente lunghissimi e che mi risulta anomala la revoca della prima gara d’urgenza decisa dalla Napoli 2. Per quanto riguarda la Napoli 3 noi abbiamo chiesto di presentarci al bando ma loro non si sono fatti proprio sentire”. Nella denuncia l’esponente della Rti ha fatto scrivere dagli agenti della Mobile che la stessa sera dell’8 ottobre è stato avvicinato, all’uscita dallo studio del commercialista, e subito minacciato con una serie di insulti da un ambulanziere di un’altra onlus, un pregiudicato parente di un boss di Giugliano. Poco dopo c’è stato il pestaggio sull’asse mediano.

 

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