Il vescovo di Acerra: “L’ampliamento dell’inceneritore? No grazie: abbiamo già dato”.

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Comunicato di monsignor di Donna in vista della celebrazione nel duomo della giornata del Ringraziamento. Domani agricoltori in corteo. “Bisogna avere fiducia nelle istituzioni ma nello stesso tempo è necessario mantenere alta la vigilanza. L’ampliamento dell’inceneritore ? Abbiamo già dato”. Alla vigilia della celebrazione della giornata nazionale del Ringraziamento, in programma per domattina, alle 11 e 30, nel duomo, il vescovo di Acerra, monsignor Antonio Di Donna, stila un primo bilancio degli impegni ambientalisti assunti il 26 settembre scorso dal governatore della Campania, Vincenzo De Luca. Impegni presi durante la conferenza episcopale sulla Difesa del Creato, evento a cui presero parte, tra gli altri, l’arcivescovo di Napoli, cardinale Crescenzio Sepe, e il procuratore capo di Nola, Paolo Mancuso. Domattina Di Donna benedirà sull’altare della cattedrale i prodotti della terra che gli agricoltori della zona porteranno in corteo sfilando a bordo dei loro trattori per le strade di Acerra. Dunque, la Chiesa scende di nuovo in campo per ribadire il concetto del suolo come bene comune, da tutelare e promuovere. Per questo motivo il vescovo, in un comunicato diramato ieri, giudica positivamente la decisione di De Luca di aver pubblicizzato all’Expo di Milano le eccellenze agroalimentari campane e la salubrità della quasi totalità dei terreni della regione.  Di Donna si dichiara fiducioso per gli «impegni che le istituzioni hanno assunto» ad Acerra, in particolare « la Regione Campania nella persona del governatore De Luca». Registro tumori, bonifiche, smaltimento delle ecoballe, controllo della qualità dell’aria, aiuti all’agricoltura. Un programma annunciato davanti a Mancuso e a Sepe e ribadito sia all’Expo che in un recente incontro con Matteo Renzi. « Di fronte a ciò – precisa Di Donna – dobbiamo dare il tempo alle istituzioni. E’ chiaro che, a medio termine, andrà fatta una verifica di quanto e come è stato fatto di quello promesso». Ma il prelato sottolinea anche «alcune zone d’ombra» sull’ «operazione verità» che egli stesso rivendica da quando si è insediato nella diocesi di Acerra. « Se i 500 milioni chiesti a Renzi dal governatore De Luca – si domanda il presule – serviranno a rimuovere le ecoballe, quali risorse saranno destinate alle bonifiche, visto che alcuni territori attendono da anni di essere ripuliti ? E l’aria? Dobbiamo credere ai dati diffusi dalle associazioni ambientaliste, per i quali ad Acerra, nel 2015, cioè molto prima che l’anno termini, ci sono già stati 59 sforamenti sul livello d’inquinamento contro i 35 previsti dalla legge?». Quindi gli interrogativi sull’inceneritore. Nel comunicato della diocesi si scrive che dalle parole del vescovo Di Donna traspare il timore che, nonostante De Luca lo abbia più volte escluso, ci possano essere da più parti tentativi inespressi di aumentare la quantità di rifiuti da bruciare nel termovalorizzatore. «Abbiamo già dato», avverte intanto il vescovo. « Acerra è satura – aggiunge –  e non sopporterebbe ulteriori carichi ambientali. E se ciò dovesse accadere, ci si assumerebbe una grave responsabilità >>.  

Ottaviano: piccoli gesti per non avere più bisogno di eroi

Meet-up di Ottaviano nelle scuderie del Castello Mediceo per discutere di legalità: bere, donare, stare insieme, risparmiare materiali e risparmiare energia, proteggere l’ambiente, segnalare, denunciare ed entrare nelle istituzioni. Domenica 8 novembre, “gli Amici di Beppe Grillo” di Ottaviano si incontreranno nelle scuderie del Castello Mediceo per discutere del tema della legalità, per commemorare i due eroi ottavianesi, Beneventano e Cappuccio. «Attivismo civico, riuscire a creare un metodo politico che funzioni a prescindere dagli interpreti, esercitare la democrazia, non accettare compromessi, far partire una rivoluzione culturale in noi stessi prima di chiederla agli altri, trasparenza, connettività, saper essere comunità» è così che si descrive il gruppo di grillini ottavianesi organizzatore di meet-up a cadenza settimanale. Il Castello Mediceo, scelto non a caso come luogo dell’evento, è il simbolo della riappropriazione civica, un tempo reso illegale dal boss della camorra Raffaele Cutolo, oggi rappresenta la rinascita della legalità. L’evento è la seconda edizione di un tentativo di memoria, di autocritica e di costruzione, dal titolo “Piccoli gesti per non avere più bisogno di eroi”. “Piacere sono di Ottaviano, paese di Cappuccio e Beneventano” si legge sulle t-shirt proposte già in altre occasioni e poste sul web come copertina dell’evento. La T-shirt è stata lanciata dal gruppo di giovani contro la camorra, per cancellare per sempre un luogo comune: Ottaviano non vuole essere una città di camorra, non vuole essere la città di Raffaele Cutolo. L’avvocato Pasquale Cappuccio ed il dottor Mimmo Beneventano sono per gli ottavianesi fari di legalità, esempi di forte responsabilità. Il biocidio della Terra dei Fuochi ha messo radici proprio alla fine degli anni ’70, i due eroi di Ottaviano sono stati i primi ad aver combattuto. I due coraggiosi consiglieri comunali di opposizione sono stati uccisi dalla camorra cutoliana per essersi opposti, tra le altre cose, alla gestione politico-criminosa del ciclo dei rifiuti. «Nell’evento si parlerà in maniera partecipata dei seguenti gesti, piccoli ma di straordinaria importanza: bere, donare, stare insieme, risparmiare materiali e risparmiare energia, proteggere l’ambiente, segnalare, denunciare ed entrare nelle istituzioni. Un tentativo di essere comunità ogni giorno, dentro e fuori di noi, per non avere più bisogno di eroi, come purtroppo in passato ne ha avuto bisogno Ottaviano, così come tanti altri paesi italiani.»      

Parco Vesuvio, tre arresti per furto aggravato

Sono in corso ulteriori indagini, gli arrestati dovranno rispondere per aver distrutto zone protette e siti di interesse comune, modificando anche il regime delle acque. L’Arma dei Carabinieri, comando stazione di Torre del Greco Centro, unitamente al Corpo Forestale dello Stato, Coordinamento Territoriale per l’Ambiente del comando stazione di San Sebastiano al Vesuvio, è intervenuta dopo intensa attività investigativa al fine di arrestare tre soggetti incensurati del comune di Torre del Greco località Cupa Falanga i quali sono stati accusati, in concorso tra loro, di: furto aggravato, violazione di norme edilizie, alterazione e modificazione del regime delle acque senza nulla osta dell’Ente Nazionale Parco del Vesuvio, realizzazione di opere in aree sottoposte a vincolo paesaggistico ed ambientale nonché di distruzione e/o alterazione di siti SIC (siti di interesse comunitario) e ZPS (zone a protezione speciale). Le attività svolte hanno permesso di arrestare i soggetti resisi responsabili di tale attività delittuose e di tradurli oggi innanzi all’Autorità Giudiziaria del Tribunale di Torre Annunziata ove il G.M. ha convalidato l’arresto ed ha preso atto della richiesta degli stessi di procedere secondo il Rito Abbreviato che permette uno sconto di pena fino ad un terzo per i colpevoli. Sono in corso ulteriori indagini che permetteranno di verificare l’eventuale danno cagionato alle zone di interesse comunitario nonché all’ecosistema del Parco Nazionale del Vesuvio. Sono stati ovviamente sequestrati per fini probatori e la successiva eventuale confisca tutti gli attrezzi ed i mezzi meccanici utilizzati per la consumazione dei reati tra cui una ruspa ed un fuoristrada, nonché tutto il legname illecitamente sottratto.

Ottaviano, riparte la Forum Card. Sconti e agevolazioni a giovani e anziani.

Mercoledì conferenza stampa di presentazione.   Riparte ad Ottaviano la distribuzione della Forum Card, che consentirà a tutti i cittadini con meno di 30 anni e più di 65 anni di poter usufruire di particolari e vantaggiose agevolazioni negli esercizi commerciali ottavianesi che hanno aderito all’iniziativa (sconti, omaggi, sorteggi, servizi gratuiti alla persona e altro ancora). Il progetto è stato voluto dall’Ascom e dal Forum dei Giovani, con il patrocinio dell’amministrazione comunale. Dopo il successo dell’anno scorso, la Forum Card viene arricchita con novità importanti, i cui dettagli saranno spiegati nel corso di una conferenza stampa che si terrà mercoledì 11 novembre alle 10,30 nella sala consiliare “Pasquale Cappuccio” del Comune di Ottaviano. Con il sindaco Luca Capasso parteciperanno i rappresentanti dell’amministrazione comunale di Ottaviano,  dell’Ascom e del Forum dei Giovani.

Saviano. Cannabis coltivata in serra, giro di vite dei militari di Somma

374 piante di cannabis nascoste in una serra per la coltivazione di frutta e ortaggi. Brillante operazione dei carabinieri della stazione locale di Somma Vesuviana, che hanno scoperto e arrestato i tre responsabili. FOTOGALLERY Una normale serra per la coltivazione di frutta e ortaggi. Peccato che al suo interno fosse stata allestita una piantagione di cannabis indica. A scoprirla i carabinieri della stazione locale di Somma Vesuviana al comando del maresciallo Semprevivo. All’interno del fondo agricolo, proprietà di un 32enne, i militari hanno sorpreso tre persone che si stavano prendendo cura delle piante, celate tra pomodori e zucchine. In uno stabile vicino era stato anche allestito il laboratorio per l’essiccazione e il successivo confezionamento dello stupefacente. I carabinieri hanno arrestato i responsabili. Si tratta di Michele Meraviglia, 36 anni e Miracolo Luciano Diego, 33enne, entrambi di Cercola, nonché del proprietario: Romano Gaetano, 32 anni, di Somma Vesuviana. Tutti sono ritenuti responsabili di coltivazione e di detenzione a fini di spaccio di sostanza stupefacente. Le successive perquisizioni hanno portato al rinvenimento e sequestro di 374 piante di cannabis (altezza media 1,60 m. E peso complessivo 620 kg.), di 13 kg. di stupefacente già confezionati ed etichettati “amnesia”, pronti per lo spaccio al dettaglio, dell’impianto per l’essiccazione e il materiale per il confezionamento. Meraviglia e Miracolo sono stati tradotti nella casa circondariale di Poggioreale mentre Romano è stato tradotto agli arresti domiciliari.

Madonna dell’Arco, oggi si apre il Giubileo Domenicano

Ottocento anni dalla fondazione dell’Ordine dei Predicatori, sarà accesa la Lampada Giubilare. Papa Francesco, tramite la Penitenzieria Apostolica, ha concesso l’indulgenza plenaria a tutti coloro che durante l’anno giubilare visiteranno le chiese ove vivono le comunità dei frati, delle monache e delle suore domenicani. Al Santuario di Madonna dell’Arco, in contemporanea con tutti i conventi domenicani del mondo, si aprirà il Giubileo per gli ottocento anni dalla fondazione dell’Ordine. Alle 16 ci sarà il rito della «Statio», alla casa delle suore domenicane in via Sodani a Sant’Anastasia: lì sarà accesa la Lampada Giubilare. Dopo, tornati in processione al Santuario, si celebrerà la Santa Messa e la consegna della lampada alla comunità. L’anno giubilare ha per tema «Mandati a predicare il Vangelo», parole che richiamano l’incipit delle Bolle promulgate da Papa Onorio III che, nel 1216 e nel 1217, confermarono la fondazione dell’Ordine. Papa Onorio, approvando i Predicatori, li presentava come totalmente dediti alla evangelizzazione attraverso l’annuncio della Parola di Dio. La consacrazione alla Parola, per la predicazione e la contemplazione, permette unità che, nella famiglia Domenicana è essenziale, poiché legata alla missione della predicazione del Regno. L’Ordine fu fondato da San Domenico di Guzmán, canonico regolare di Osma. Egli nel 1203 accompagnò il vescovo Diego di Acevedo in una missione diplomatica per conto di Alfonso VIII di Castiglia presso Valdemaro II di Danimarca. Durante il viaggio di ritorno, attraversando la Linguadoca, si rese conto della grande diffusione dell’eresia albigese e decise di unirsi ai legati inviati da Papa Innocenzo III per ricondurre quegli eretici in seno alla Chiesa cattolica. Il santo fondatore Domenico avrebbe avuto una visione, riferisce uno dei biografi, Costantino da Orvieto: gli apparvero Pietro e Paolo i quali, consegnandogli il bastone del pellegrino e il Vangelo, gli avrebbero detto: «Va e predica, perché Dio ti ha scelto per questo ministero». L’essenza della missione dei Domenicani è contenuta in un concentrato di parole:VERITAS, di santa Caterina da Siena, che nel suo Dialogo della Divina Provvidenza, descrive Domenico come predicatore della Verità; il motto dell’ordine LAUDARE, BENEDICERE, PRAEDICARE; e la sintesi proposta da san Tommaso d’Aquino nella Summa Theologiae: CONTEMPLARI ET CONTEMPLATA ALIIS TRADERE. 2553  

Mariglianella: Ordinanza Sindacale contrasto alla prostituzione su strada

  Con l’Ordinanza n. 47 del 26 ottobre scorso il Sindaco di Mariglianella , Felice Di Maiolo, in seguito ad accertamenti delle Forze dell’Ordine effettuati in Via XI Settembre, su segnalazioni dei cittadini, ha messo in campo una forte azione di contrasto alla prostituzione. Anche gli automobilisti sono richiamati nella stessa ordinanza perché con la guida irregolare possono provocare incidenti, rallentare il traffico e comunque essere di disturbo alla viabilità ed inoltre “è fatto divieto assoluto di stazionare a piedi e anche senza veicoli nei pressi di coloro che esercitino attività di prostituzione al fine di contrattarne la prestazione sessuale”. Saranno perciò intensificati i controlli grazie agli interventi della Polizia Municipale e delle Forze del’Ordine e le violazioni alla citata ordinanza contingibile ed urgente saranno punite con una sanzione amministrativa da 25,00 a 500,00. Il Sindaco Felice Di Maiolo ha affermato che “bisogna contrastare tempestivamente ed in modo efficace questa inedita realtà sul nostro territorio ed evitare che metta letali radici con l’inaccettabile conseguenza di degrado urbano, rischio igienico e sanitario e non ultimo quello di insorgenza di fenomeni criminali. Intanto sono in corso i lavori di riformulazione e di adeguamento del regolamento comunale di Polizia Municipale in cui intendiamo recepire provvedimenti di natura amministrativa atti a disciplinare in modo organico e definitivo tali fenomeni, Ringrazio la Polizia Municipale, i Carabinieri e la Polizia per quanto stanno già facendo e continueranno a fare per la sicurezza di tutti”.    

Grande distribuzione: è sciopero contro le politiche neoliberiste

Coinvolti stamane decine di migliaia di lavoratori. Un settore nella morsa della crisi e delle più spregiudicate scelte in materia economica e sindacale.      Salari bassi, tra i più bassi d’Europa e per i quali si prevedono ulteriori riduzioni, licenziamenti sempre dietro l’angolo e contratti sempre più in pericolo. Per non parlare delle difficili condizioni  organizzative nei luoghi di lavoro, dei turni impossibili che trasformano il part time in un full time mascherato. Per tutti questi motivi e per altri ancora stamattina i lavoratori della grande distribuzione Ipercoop, Auchan, Carrefour, Iperfamila, Tuodì, Ikea, Leroy Merlin , MD, MediaWorld ( ma l’elenco è più lungo ) scenderanno in sciopero in Italia. L’obiettivo lo stanno descrivendo un giorno si e l’altro pure attraverso i social network gli stessi lavoratori: dire a tutti che “così non si può più andare avanti”, che “la dignità della persona e i diritti vengono prima di ogni cosa in un’azienda e in una comunità nazionale democratica e civile che vogliano davvero definirsi tali”. In Campania, dove per i grandi gruppi la concorrenza sleale e il lavoro nero delle aziende create dal riciclaggio di danaro sporco è un ulteriore flagello, è stato scelto un luogo simbolico di questa importante vertenza. Uno solo il presidio che sarà allestito dai manifestanti, alle 9 e 30. E’quello previsto davanti all’Ipercoop di Afragola. Qui le cooperative, due anni fa, sono state protagoniste di una decisione da lacrime e sangue: tagliare drasticamente i salari e demansionare selvaggiamente derogando dal contratto nazionale di lavoro in cambio del salvataggio  dell’ipermercato e dei suoi 200 addetti. Intanto per 120 di loro scadrà la cassa integrazione, a gennaio. E’ una situazione zeppa di incertezze. Nel frattempo la catena Tuodì, dei siciliani Faranda (i supermercati ex Dicoop), ha dato il via, in Campania, alla procedura di licenziamento per 44 dei 229 addetti. Ed Auchan vuole trasferire fuori regione un numero ancora imprecisato di lavoratori. In questo caso in pericolo si trovano i lavoratori dell’ipermercato di Pompei, già più volte minacciati dalla scure dei tagli. Proprio di recente la multinazionale francese ha tagliato in Italia 1426 posti di lavoro. Ma in tutto il settore c’è ancora intenzione di proseguire sulla strada dei ridimensionamenti, occupazionali e salariali.

Napoli, primo periodo dell’iniziativa turistica IBikeNaples: bilancio positivo

IBikeNaples, i numeri del successo a bordo delle due ruote I mille turisti e cittadini che, da aprile ad ottobre 2015, hanno usufruito dell’offerta turistica di ciclopasseggiate guidate, promosse da ANEA (Agenzia Napoletana Energia e Ambiente), Tour Operator e Associazioni del settore, sono significativi del bilancio positivo dell’iniziativa nell’ambito del turismo sostenibile. Con 70 bike tour, 1002 bici utilizzate e numerosi visitatori internazionali coinvolti, provenienti dalle navi da crociera approdate nel capoluogo partenopeo, il settore alberghiero conferma un trend di crescita positiva, come ribadito da Michele Macaluso direttore di ANEA: “I turisti dimostrano di apprezzare sempre di più Napoli. Scoprirne la bellezza e la cultura pedalando può essere un ulteriore atto di amore per una città che merita di essere visitata in modo divertente, salutare e a impatto ambientale zero. E ad apprezzare le bellezze di Napoli, attraverso una nuova prospettiva di turismo ecologicamente corretto, sono soprattutto i più giovani, in particolare nella fascia di età che va dai 26 ai 35 anni, così come registrato dai dati relativi dei partecipanti ai tour di IBikeNaples. Un segnale forte, quindi, a riprova delle enormi potenzialità ricettive della città all’ombra del Vesuvio, tutta da scoprire attraverso i raggi delle due ruote.  Iniziativa valida tutto l’anno. Per info e prenotazioni: www.ibikenaples.it (Fonte foto: rete internet)  

“Perché Napoli è contraddizione!”

Breve analisi e non certo esaustiva di Napoli e degli stereotipi che l’affliggono, nella realtà così come nella Rete, attraverso un’immagine artefatta che ha riscosso grande successo e diffusione.

Ormai l’informazione sta diventando una sorta di pettegolezzo in salsa telematica, una volta si diceva “l’ho visto in televisione”;  ora si dice “l’ho letto su Internet” o  “l’ho visto su Facebook”, per avvalorarne la certezza. Sta di fatto che la rete, in particolar modo i social network sono divenuti, non solo un luogo di lapidazione mediatica dell’avversario politico, così come chiunque possa minare le nostre certezze consacrate, ma lo è anche di diffusione di bufale e falsità d’ogni genere, per le stesse ragioni di cui sopra o per vendere le notizie a suon di click. Quasi come se il mezzo, anche in questo caso, e con buona pace dell’ancor valida carta stampata, ne sancisse la veridicità

Ed è proprio quella che spesso manca, la verità! Spesso capita di leggere su pseudo giornali on line notizie ruffiane, non comprovate, mezze verità o informazioni datate, riproposte all’occorrenza quando non si abbiano notizie fresche o cronisti validi da impegnare. È anche ovvio che tutto ciò deve trovare un terreno fertile e lo trova tra chi non aspetta altro che la conferma di un luogo comune; attecchisce tra chi spesso non legge che il titolo del post o non verifica la fonte di quella notizia e anzi la diffonde urbi et orbi per dimostrare al mondo degli internauti che lui aveva ragione su quel determinato argomento e divenendo lui stesso vettore e parte di quel sistema contorto che diffonde la falsità, trasformandola in verità assoluta, proprio come è accaduto con il napoletano “patrimonio dell’UNESCO” bufala che stenta ancora a dissiparsi (LEGGI).

Una cosa molto simile sta accadendo in questi giorni per il caso di Giletti, imputato di turno per il cosiddetto sputtanapoli, una sorta di piagnisteo collettivo dove si vede spesso il dito e non la luna che si sta indicando o meglio si vede la pagliuzza nell’occhio di Giletti, della Bindi, della Litizzetto o di Saviano e di tutti coloro che in maniera studiata o meno hanno osato indicare il re nudo di Napoli, dimenticando ovviamente la trave nell’occhio di noi napoletani. Che Giletti meriti l’imputazione di persona più attenta all’informazione urlata che all’approfondimento dei fatti, così come spesso abbia utilizzato il suo mezzo mediatico come arma verso il bersaglio di turno, è cosa nota e attestata ma negare le problematiche della nostra grande città è ipocrita e controproducente.

Pare, che dopo anni di supina autocommiserazione e di tonnellate di fango sotto il quale abbiamo goduto seppellirci per gratificare il nostro sovrano di turno, ci scopriamo improvvisamente orgogliosi della nostra terra e ne intessiamo le lodi anche più del dovuto e talvolta inventandone (ma ce n’era bisogno?). É chiaro che in questo rientrano anche i secondi fini di chi di tutto ciò ne ha fatto, ne fa e ne farà ancora la sua carriera politica ma è anche vero che sul luogo comune, di concreto, si può costruire ben poco. Troviamo quindi paradossale questo passare da un opposto all’altro senza il benché minimo raziocinio ma senza neanche affacciarsi dal balcone di casa per vedere quello che c’è in strada.

Amare la propria terra, la propria città, la propria cultura è come amare la propria famiglia, è come amare i propri figli. Ma non amarli come spesso si fa oggi, nascondendone le pecche ed esaltandone i pregi perché farlo sarebbe come ammettere il proprio fallimento di genitori; ma conoscendoli, vivendo con loro le loro vicissitudini e venendogli incontro al momento opportuno. Ecco, vorremmo che si facesse così anche con la nostra bella città, che amiamo perché ci siamo nati e perché soprattutto ci viviamo, contrariamente a quei presunti santoni della napoletanità che da lontano esaltano ancora un’immagine stereotipata ed edulcorata di Partenope, lucrandoci sopra e plagiando coloro che non vogliono invece rimboccarsi le maniche; vorremmo che chi ne esalta i valori, ne conoscesse anche i problemi ma per affrontarli e non metterli sotto al tappeto o incolpare il nordico di turno. Vorremmo dei napoletani più attivi sul territorio e meno sulla tastiera del loro PC.

In relazione all’immagine allegata (la composizione delle due foto è del sottoscritto) si apre uno scenario non dissimile da quello sin ora descritto, infatti nella foto di destra (di autore sconosciuto) si vede una scritta in pseudo napoletano che invita Giletti ad andare a fare cose più utili di quelle che generalmente fa e potremmo trovarci anche d’accordo se non per il fatto che quella scritta non esiste, infatti è un falso vero e proprio e realizzato in piena malafede oscurando anche la faccia del bambino ritratto in quello scenario di degrado per dare più verosimiglianza al tutto. L’altra foto invece, quella di sinistra e senza scritta è quella originale, tratta da un sito olandese ed è bastato mettere la prima delle due foto su Google immagini per trovare facilmente la fonte originaria (VEDI) e confermare il sospetto che c’era venuto a primo acchito.

Qual è il problema di fondo in questa storia? È quello dove tutti e in maniera indiscutibile hanno postato la foto dandola per autentica poiché, come si accennava sopra, tutti vedevano concretizzarsi in quell’immagine l’astio nei confronti dell’arrogante di turno. La nostra opinione è invece quella che, arroganza a parte, una notizia, così come un’immagine deve essere vera e in quella foto, come in tutta Napoli, ‘a munnezza c’è, ed è quella che per abitudine o per ipocrisia nessuno vede più schierandosi dietro il facile e ipocrita modo di dire che recita che Napoli è contraddizione, quasi fosse un vanto o un’assoluzione, ma da napoletano, io, sono stanco di contraddizione, voglio normalità, perché io temo che, prima o poi, da questa contraddizione rischiamo di esserne definitivamente sepolti.

Altro esempio di mistificazione fotografica