Ancora una vittoria per gli azzurri, che al Bentegodi battono gli scaligeri 2 a 0
A molti non sarà sfuggito che, appena qualche giorno prima di Verona – Napoli, c’è stato un furto di capolavori d’arte nel museo civico veronese di Castelvecchio. Sono state trafugate opere di Rubens, Mantegna, Tintoretto: roba da milioni di euro. Ed è un vero miracolo che a nessuno sia venuto in mente, considerata la concomitanza con il match, di dare la colpa ai napoletani: che ne so, magari un furto commissionato da Antonio Bassolino, che sta già pensando ai quadri da appendere nella sua stanza da sindaco al Comune di Napoli oppure da De Magistris, che vuole piazzarli nella costruenda stazione della metropolitana di piazza Municipio e poi far credere che li ha trovati lì, mentre stavano scavando.
Il clima è questo: odio e invidia. Sentimenti che si provano per un’antica rivalità ma pure perché il Napoli sta ai quartieri alti della classifica e il Verona nei bassifondi. E’ il calcio, signori. Guai a immaginarselo tutto fair play e borotalco: se Insigne viene fischiato, anzi fischiatissimo, c’è persino da essere orgogliosi. È temuto, il ragazzo. Tanto temuto che, infatti, ha segnato. E al suo goal è calato un silenzio così maestoso che mi è venuto da pensare: “azz, hanno evacuato il Bentegodi! Ma avranno avvisato i napoletani ?” Perché parliamoci chiaro: sarebbero stati capacissimi di gestire un allarme bomba facendo scappare soltanto i tifosi scaligeri.
Ovvio, si scherza. E, soprattutto, si sdrammatizza. Prenderla con disincanto è necessario in certe occasioni. Prendete Rafa Benitez, bastonato dal Barcellona direttamente a Madrid: appena dopo la scoppola ha subito chiamato la moglie, avvisandola che era arrivato il momento di ricongiungere la famiglia in Gran Bretagna, come lei chiedeva da tempo. Ma io Benitez lo vedo bene a fare altro: l’autista del pullman che gli avversari del Napoli mettono inutilmente davanti alla porta, da Carpi in poi fino alla stessa Verona. Quel pullman che Higuain, Insigne e soci prendono puntualmente a pallonate.
Anche quest’anno si celebra il 25 novembre la Giornata Internazionale per l’Eliminazione della Violenza contro le Donne per sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema.
Più del 30% delle donne italiane ha subito violenza fisica e/o sessuale, nella maggior parte dei casi le violenze sono domestiche, avvengono cioè all’interno di relazioni significative, e rimangono taciute. Questi dati inquietanti mettono ancora una volta in primo piano un dato significativo ovvero il fatto che la violenza viene frequentemente perpetrata all’interno delle mura domestiche dove poco alla volta l’amore si mescola alla paura, al dolore e all’impotenza. Le dinamiche relazionali che si instaurano tra il persecutore e la vittima sono complesse: inizialmente il rapporto è gratificante, positivo, la futura vittima è felice delle attenzioni che riceve, si sente amata e desiderata. Gradualmente il futuro abusante incomincia a stabilire regole molto rigide che hanno lo scopo di isolare la vittima dal resto del mondo nel quale l’aggressore s’impone come l’unico punto di riferimento. L’epilogo può essere molto triste, doloroso, frequentemente tragico. Così, anche quest’anno si celebra il 25 novembre, la Giornata Internazionale per l’Eliminazione della Violenza contro le Donne. In occasione di questa giornata di sensibilizzazione i monumenti e i paesaggi di tutto il mondo si accenderanno di arancione, nell’ambito dell’Iniziativa “Orange The World”. Anche la città di Napoli parteciperà all’iniziativa e il Maschio Angioino che domina piazza Municipio si illuminerà di arancione. Altri luoghi chiave dei Paesi partecipanti all’iniziativa includono le Cascate del Niagara (Canada/USA), Berlaymont, sede della Commissione Europea (Belgio) e il palazzo del Consiglio d’Europa (Francia), il sito archeologico di Petra (Giordania), la statua del Cristo Redentore a Rio de Janeiro (Brasile), e il Palazzo di Giustizia (Repubblica Democratica del Congo). Inoltre il Dipartimento per le Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri, in collaborazione con RAI ha lanciato uno spot per sensibilizzare il grande pubblico sul tema dal titolo “100% contro la violenza sulle donne”. Per chi non l’avesse ancora visto, lo spot è visibile al link:
Il capoluogo partenopeo, secondo quanto dichiara la Cgia di Mestre, è il più tassato d’Italia, secondo solo a Reggio Calabria. Al terzo posto si colloca invece Salerno, dove lo sforzo fiscale richiesto alle famiglie residenti è di ben 7.648 euro.
Le famiglie più tartassate d’Italia abitano al Sud. A rivelarlo, uno studio della Cgia di Mestre, secondo cui Napoli si collocherebbe al secondo posto della classifica, con famiglie costrette a pagare ben 7.658 euro di tasse. Il capoluogo campano sarebbe preceduto infatti solo da Reggio Calabria, dove nel 2015 peso complessivo di Irpef, addizionali comunali e regionali all’Irpef, Tasi, bollo auto e Tari ammonta, a 7.684 euro.
Medaglia di bronzo per un altro capoluogo campano, Salerno: lo sforzo fiscale richiesto alle famiglie residenti in questa città è infatti di 7.648 euro.
Se la cavano meglio invece le famiglie del Nordest: agli ultimi posti della classifica troviamo infatti Comuni veneti e friulani: Verona (7.061 euro), Vicenza (6.986 euro), Padova (6.929 euro) e Udine (6.901 euro).
Trieste sta poco più su con 7.115 euro, mentre Venezia è la prima dell’area con 7.260 euro.
Un dislivello quello tra nord e sud del tutto ingiustificato, almeno secondo quanto dichiara il coordinatore dell’Ufficio studi della Cgia di Mestre, Paolo Zabeo. “Il differenziale tra le imposte pagate a Reggio Calabria e quelle versate a Udine è di ben 783 euro . Se consideriamo la qualità e la quantità dei servizi offerti, è evidente che questo gap non ha alcuna giustificazione e la gran parte delle famiglie del Sud che pagano le tasse subiscono una vera ingiustizia”.
“In Italia il carico fiscale sulle famiglie penalizza soprattutto quelle residenti nelle città del Mezzogiorno – segnala il coordinatore dell’Ufficio studi Paolo Zabeo – A gravare sulle tasche dei cittadini del Sud pesano, in particolar modo, l’addizionale regionale Irpef e la Tari. L’esosità della prima è dovuta al fatto che quasi tutte le regioni del Sud sono in disavanzo sanitario: pertanto, ai cittadini di questi territori viene applicata l’aliquota massima per comprimere il deficit. L’elevato peso della seconda, invece, è riconducibile al fatto che i costi di gestione delle aziende di asporto rifiuti sono eccessivi e, come prevede da pochi anni la legge nazionale, devono essere interamente coperti dagli utenti con il pagamento del tributo. Inoltre, al Sud si sconta ancora una percentuale di raccolta differenziata molto contenuta che non consente una riduzione della tariffa, così come succede in molte città del Nord”.
Nel 2016 la situazione è destinata a migliorare: con l’abolizione della Tasi sulla prima casa, le famiglie italiane risparmieranno mediamente tra i 200 e i 250 euro.
“Tuttavia – prosegue Zabeo – per i nuclei residenti nelle realtà in disavanzo sanitario – come il Piemonte, il Lazio e la gran parte delle regioni del Sud – è probabile che i mancati aumenti dei trasferimenti in materia di sanità vengano compensati con un incremento della tassazione locale e/o con un inasprimento dei ticket”.
Così come promesso nei mesi scorsi dal Premier Renzi, solo dal 2018 le famiglie italiane potranno beneficiare di un consistente taglio dell’Irpef. In attesa di questa misura, comunque, il carico fiscale non dovrebbe subire significative variazioni.
“Sia chiaro – conclude il segretario della Cgia Renato Mason – con questa analisi non vogliamo assolutamente
dare alcun giudizio sull’operato degli amministratori locali. Infatti, abbiamo considerato in maniera indistinta tributi nazionali, regionali e comunali, con l’obbiettivo di comprendere quanto possa variare il prelievo fiscale tra le principali città italiane a parità di condizioni”.
(Fonte foto: Rete internet)
I carabinieri lo hanno sorpreso mentre vendeva illegalmente stupefacenti ad un giovane del luogo. Per questo motivo un 47enne, residente a Nola, è finito in manette. Sempre per spaccio e detenzione di droga, sono stati arrestati un 18enne ed una 19enne di Marigliano.
Spaccio e detenzione di stupefacenti. Queste le accuse per le quali Biagio Spadafora, 47enne di Nola, è finito in manette. L’uomo è stato notato in piazza Giordano Bruno mentre spacciava stupefacenti ad un giovane acquirente del luogo. L’acquirente è stato trovato in possesso di 2 grammi di hashish, mentre i militari hanno accertato che il pusher nascondesse in casa 21 grammi di hashish.
Sempre per spaccio i carabinieri della stazione locale di Marigliano hanno arrestato Morano Daniele, 18 anni e Esposito Annamaria, 19 anni, entrambi residenti in via Pontecitra .
Durante controlli i militari dell’arma hanno perquisito l’abitazione della coppia trovandoli in possesso di 52,3 grammi di marijuana, vario materiale per il confezionamento dello stupefacente ed un bilancino di precisione.
Gli arrestati sono ora in attesa di rito direttissimo.
L’evento, targato Girando Intorno al Vesuvio, si è svolto venerdì 20 novembre al cineteatro Metropolitan.
Più di quattrocento fan in delirio per Alberico De Giglio ed Antony Di Francesco, due dei videomaker che spopolano tra i giovanissimi, in occasione della manifestazione organizzata da «Girando Intorno al Vesuvio» di Candida e Marinella Gifuni, gruppo che dà il nome anche al cineforum per scolaresche.
Gli adolescenti hanno incontrato venerdì 20 novembre 2015 al cineteatro Metropolitan di Sant’Anastasia gli youtuber che in poco tempo, grazie ai video caricati sul Web, sono riusciti ad attrarre e coinvolgere centinaia di migliaia di fan come delle vere e proprie star.
Alberico ed Antony, ironici, divertenti e divertiti, hanno abbracciato, sorriso e fatto selfie con i numerosi fan che gliel’hanno chiesto. Il segreto del successo di questi giovanotti dalla faccia pulita sta non solo negli ingredienti dei loro video che sono un mix di humor ed autoironia, ma anche nella loro autenticità e semplicità.
«Ho iniziato a fare video intorno ai nove-dieci anni e più persone mi seguivano e più mi veniva voglia di farne altri – racconta Alberico, 17 anni di Bari – Non ho avuto un’infanzia facile, sono stato anche vittima di bullismo e ho voluto fare video per aprirmi e relazionarmi con il mondo». Antony, invece, sedici anni, ha iniziato a girare i suoi video intorno ai quattordici anni: «Il mio obiettivo principale era di farmi conoscere al pubblico attraverso ciò che più mi piace fare», confessa il tele-insider di Ostia che si diverte ad organizzare candid camera che lui stesso definisce «esperimenti sociali» per verificare come le persone reagiscono a fronte di certe situazioni.
Entrambi sognano un giorno di diventare attori ma al momento si godono la popolarità conquistata attraverso il magico mondo della rete Internet e sostengono che oggi sia molto facile avvicinare i giovani al web piuttosto che al cinema perché «di immediato impatto». A riguardo del nuovo servizio di Google «YouTube Red» (versione di YouTube a pagamento) i due ragazzi sostengono che è un’iniziativa che non prenderà mai piede in quanto «saltare banner pubblicitari non costa nulla e non rovina l’esperienza dell’utente che guarda video».
Parole di encomio per l’organizzazione di «Girando Intorno al Vesuvio» vengono da Rossella Iorio, director casting della Scuola di Cinema di Napoli che dichiara testuale: «Il progetto messo in atto dalle signore Gifuni è spettacolare: ho avuto modo di assistere a diverse matinée al cinema e sono rimasta entusiasta».
«È importante che in manifestazioni come questo fan meet vengano dati messaggi positivi ai ragazzi e cioè che bisogna credere ai sogni, inseguirli e cercare il più possibile di realizzarli. Ciò che tentano di fare proprio Alberico ed Antony i quali si mettono in gioco, molto spesso vengono additati ma sono supportati da tantissimi adolescenti – conclude Rossella Iorio – Fare video non vuol dire essere arrivati a determinati livelli, ma mostrare una parte di sé stessi. Se poi qualcuno di loro si specializza ed entra a far parte del mondo del cinema, che ben venga. L’importante, però, è studiare. Sempre e comunque».
(Fonte foto: Ufficio Stampa Girando Intorno al Vesuvio)
Contro il provvedimento del sindaco di Pomigliano, Michele Cantone, Fabio Sarro e Nicola di Raffaele citano in giudizio la società di nettezza urbana.
Dopo quasi quattro anni e mezzo di collaborazione il 2 febbraio scorso il sindaco di Pomigliano, Raffaele Russo, aveva estromesso in tutta fretta dalla guida della Enam, la società di nettezza urbana controllata dal comune, il commercialista Michele Cantone, fratello del noto magistrato Raffaele, e poi Fabio Sarro, fratello di Carlo, deputato di Forza Italia, e il presidente della società, Nicola Di Raffaele. Ma il siluramento del cda della società per azioni non è stato indolore. Si perchè Cantone, Sarro e Di Raffaele hanno fatto causa. Chiedono che il tribunale di Nola annulli il provvedimento di Russo e riconosca un risarcimento danni da centinaia di migliaia di euro. La prima udienza della causa si terrà dopodomani, martedi. Nell’atto di citazione i tre professionisti parlano di “revoca dell’incarico senza giusta causa”, di “danno patrimoniale”, per colpa della mancata erogazione degli stipendi dalla data del siluramento, e di “danno all’immagine personale”. L’azzeramento del consiglio di amministrazione della Enam era stato seguito da una serie di polemiche. In quell’occasione Russo aveva dichiarato di aver agito per salvare un’azienda che altrimenti avrebbe rischiato il tracollo. Secondo quanto motivato dal sindaco di Pomigliano avevano pesato sulla sua decisione il clima di forte conflittualità tra il cda e i lavoratori ed era venuto meno il rapporto di fiducia. Tra le motivazioni del siluramento anche la presunta scarsa presenza quotidiana dei vertici negli uffici della sede centrale e le carenze gestionali, a cui, sempre secondo quanto sostenuto dalla municipalità, ha dovuto rimediare personalmente lo stesso sindaco. Non è finita: furono contestati maggiori compensi percepiti dal cda, contrariamente alle indicazioni dell’amministrazione comunale, e il mancato adempimento degli obblighi previsti per statuto e necessari a consentire i controlli da parte della municipalità. Inoltre: la presunta scarsa trasparenza sul rilascio di informazioni circa le spese. La Enam è in una pesante situazione debitoria. Nel frattempo il tribunale di Nola ha dato l’ok al concordato preventivo per l’estinzione graduale dei debiti. Dal canto loro Cantone, Sarro e Di Raffale nell’atto ci citazione si difendono sostenendo che la loro estromissione non ha rispettato gli obblighi di legge, che la loro gestione ha portato al risanamento della Enam e che le loro presenze negli uffici della società erano regolarmente cadenzate per legge.
Domani Ugo Leone, Michele Buonomo, Domenico De Falco e Gianfranco Nappi presenteranno a Ottaviano, nel Palazzo Medici, il libro che Carmine Cimmino ha dedicato alla storia del baccalà, e che è stato già presentato, “gustosamente”, a Nola.
Giovedì, a Nola, nello “ Spazio Amira”, intorno al libro di Carmine Cimmino “Note di storia del baccalà nella dieta vesuviana e napoletana” è stata tessuta una gustosa serata culturale. Gustosa, prima di tutto, per il luogo: un giardino, una sala, l’idea che la cultura vuole discussioni, non prediche, vuole il linguaggio dell’amicizia e della verità, non le trombe della retorica. Nel giardino c’ era una raffinata installazione di Rosanna Iossa, “ Carillon”, che da sola dava l’idea dell’atmosfera (v.foto in appendice) e segnava la misura di un discorso culturale che coniuga l’ intensità del simbolo, la profondità della ricerca, il mistero del gioco, i valori dell’arte, la finezza della tecnica. Tutti i relatori hanno rispettato i termini di quella misura.
Gianfranco Nappi, presidente dell’associazione “Oltre il giardino”, che ha curato la pubblicazione del libro, ha detto che anche queste “Note di storia del baccalà” contribuiscono a illuminare aspetti importanti della storia dell’alimentazione “napoletana”, argomento principale di tutti i libri della collana che porta il nome dell’ associazione. Ugo Leone, presidente – commissario dell’Ente Parco Nazionale del Vesuvio, ha ricordato che la cultura del cibo è parte integrante della cultura dell’ambiente e che questo principio assume una dimensione particolare quando l’ambiente è il Vesuviano. Domenico De Falco ha sottolineato il ruolo del baccalà (e dello stocco) nella storia sociale e nell’economia di Somma Vesuviana, mentre Camillo Alfano ha commentato, con una calibrata levità di toni, la duttilità culinaria del merluzzo, pesce prezioso dalla triplice natura, e ha sviluppato una sfiziosa analisi filologica del termine “carpaccio”. Infine, l’on. Massimiliano Manfredi ha dichiarato di aver trovato nel libro la traccia di due dei progetti culturali che egli ha messo da tempo al centro della sua attività politica: la sistemazione in un solo programma di tutte le manifestazioni “culturali” che si svolgono, nel segno del sacro e del profano, nel territorio tra il Somma – Vesuvio e il Nolano; l’individuazione delle “strade della cultura” che attraversano lo stesso territorio.
Tutti i relatori hanno sottolineato il fatto che nel libro sono pubblicati documenti inediti e che l’autore ha saputo mettere insieme, in un discorso di ampio respiro, le note della storia alta e quella della storia bassa, l’economia di Napoli nel ‘600, il mondo di una taverna vesuviana del ‘700, la politica daziaria del Comune di Sant’ Anastasia nell’ ‘800. Di questo riconoscimento l’autore si è detto particolarmente orgoglioso, poiché, a parer suo, un libro di storia non nasce dal numero dei documenti, ma dalla capacità di “leggerli” e di “collocarli” nella prospettiva della storia. “Vi sfido – ha detto Cimmino – a trovarmi un libro di storia “locale” vesuviana e nolana che dedichi almeno una pagina all’alimentazione e al prezzo dei cibi all’arrivo di Garibaldi, per esempio, o nel 1915”.
Egli ha poi raccontato perché Somma strappò a Sant’Anastasia il “mercato” del baccalà e dello stocco, le complicate vicende di quella cultura del “magro” che consentì ad alcuni ordini religiosi di diffondere la cucina di stocco e di baccalà, il pellegrinaggio a Montevergine, la “rretenata”, la morte, per indigestione di baccalà, di Ciccio Cappuccio, capo assoluto della camorra napoletana negli ultimi anni dell’ Ottocento.
Di questi argomenti Carmine Cimmino ha già scritto sul nostro giornale: ma nel libro essi vengono collocati in un preciso quadro sociale e economico. L’autore ha concluso il suo intervento ringraziando Gianfranco Nappi e i relatori,e dichiarandosi convinto che lo “Spazio Amira” è un modello su cui chi vuol fare cultura deve riflettere.
La gustosa serata si è conclusa con gustosi assaggi di baccalà: il dovuto omaggio alla seconda parte del libro, curata da Giovanni Romano, che è un’antologia di ricette del baccalà fornite da prestigiosi cuochi del territorio.
Luned’ 23 il libro verrà presentato anche a Ottaviano, nel Palazzo Medici, a partire dalle ore 18.00. Saranno relatori Ugo Leone, Michele Buonomo, Alberto Capasso, Domenico De Falco e Gianfranco Nappi. La presenza di Michele Buonomo, di Domenico De Falco e di Alberto Capasso induce a credere che in questa seconda presentazione al centro del dibattito non ci sarà solo la storia, ma anche la cucina del baccalà.R. Iossa, Carillon
Antonio Bassolino, già sindaco di Napoli dal 1993 al 2000 e poi presidente della Regione Campania, torna in campo per le primarie del centrosinistra in vista delle Comunali: “Mi candido”, annuncia su Facebook.
“Mi candido di nuovo a sindaco di Napoli. Fare il sindaco è stato l’impegno più grande della mia vita e sento il dovere di mettermi al servizio della città.
Napoli prima di tutto, di ogni interesse particolare”. Antonio Bassolino spiega così, in un post intitolato “Battaglia per Napoli e per il suo futuro”, i motivi della sua nuova candidatura, a 15 anni dalla conclusione dei due mandati come sindaco del capoluogo campano.
Per Bassolino “la crisi della città è infatti molto grave. È una crisi politica e civile, oltre che economica e sociale.
Politica e civile deve dunque essere la risposta chiamando a raccolta le forze migliori e valorizzando le energie giovani.
Unire Napoli contro le troppe divisioni è la strada maestra per il futuro”.
Bassolino, 68 anni, militante del Pci dai primissimi anni ’70, ha seguito il partito di Berlinguer in tutte le sue trasformazioni, aderendo al Pds, ai Ds e infine al Pd.
E’ stato sindaco di Napoli per due mandati, dal 1993 al 2000, quando lasciò anticipatamente palazzo San Giacomo per candidarsi come governatore: fu eletto presidente della Regione e poi rieletto nel 2005. Tra il 1998 e il ’99 ricoprì il doppio incarico di sindaco di Napoli e ministro del Lavoro, nel governo D’Alema.
Concluso il secondo quinquennio alla guida della Regione, nel 2010, non si e più candidato a cariche elettive.
Ieri l’annuncio di voler correre, cominciando dalle primarie, per tornare a fare il sindaco di Napoli.
”In bocca al lupo a Bassolino”. Lo scrive su twitter Stefano Caldoro, già presidente della Regione Campania e capo dell’opposizione di centro destra in Consiglio regionale in merito alla decisione dell’ex sindaco e ex governatore di candidarsi alle primarie del centro sinistra per la scelta del candidato sindaco di Napoli.
(Fonte foto: rete internet)
Una sera da ballerino, non da bomber. L’attaccante argentino ha partecipato ieri sera ad uno show dedicato ad Andrea Bocelli.
Gonzalo Higuain ieri sera ha ballato insieme a Belen sul palco dell’auditorium della Rai di Napoli.
L’attaccante del Napoli e della nazionale argentina ha partecipato alla registrazione di uno show dedicato ad Andrea Bocelli che andrà in onda prossimamente sulle reti Rai.
Una serata di relax per il Pipita che, secondo quando riportato nelle scorse settimane da “Chi”, avrebbe anche un debole per Belen di cui è follower su Instagram.
(Fonte foto: rete internet)
Higuain e Belen sul palco durante lo show
Nel salernitano poste sotto sequestro 4 aziende zootecniche.
Un’area pari a 53 campi di calcio dove venivano illecitamente abbandonati o smaltiti i rifiuti, è stata scoperta nel Salernitano dalla Capitaneria di Porto.
Ispezionate otto aziende agricole e zootecniche nelle vicinanze dei fiumi Sele e Calore, nei territori compresi fra i comuni di Eboli, Capaccio ed Albanella.
Denunciati i titolari di sei allevamenti, quattro intere aziende sequestrate, così come l’area utilizzata per lo smaltimento dei rifiuti di 400.000 mq tra i tre comuni.
(Fonte foto: rete internet)
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