Presentato il Primo Bilancio Sociale dell’Università Federico II

È stato presentato ieri mattina il Primo Bilancio Sociale dell’Università Federico II.   Gaetano Manfredi, Rettore Università Federico II Oggi l’università è molto diversa, non si limita più alla sola produzione di  formazione e ricerca,  ma è diventato un attore di sviluppo e agente di trasformazione sociale . La nostra è una grande fabbrica del sapere diventa strumento per garantire sviluppo al nostro paese. Il valore sociale del ateneo: 85000 studenti; circa 10000 tra personale tecnico amministrativo e docenti di tutte le categorie. Il nostro lavoro non è orientato solo alla ricerca ma al servizio e al benessere dei cittadini. L’università non è una torre d’avorio  ma diventa il ponte per costruire una società nuova nn si può limitare ad essere struttura di formazione, ma deve essere motore di cambiamento e di connessione tra saperi diversi.   Francesco Bello, Direttore Generale dell’Ateneo Il Bilancio Sociale è un documento che rappresenta un passo importante per l’Ateneo. Consente  all’Università di aprirsi all’esterno in maniera più ampia di quanto avviene con le attività istituzionali e, soprattutto di interagire con l’intero corpo sociale. Questo documento investe di un peso maggiore l’importanza delle attività dell’Ateneo e rappresenta il primo passo per una maggiore integrazione della Federico II sul territorio.   Vincenzo de Luca, Presidente Regione Campania L’Università Federico II è una delle più grandi istituzioni culturali dell’Italia intera. Il bilancio sociale ha un grande valore non solo dal punto di vista della trasparenza ma anche dal punto di vista dell’organizzazione  più razionale delle attività e dei servizi che fornisce la Federico II. Un bell’esempio.

Damà: il nuovo paradiso del gusto

A pochi chilometri da Napoli, da un anno il ristorante, pizzeria, braceria è la meta degli amanti della buona cucina e degli intenditori di vini e birra.  Damà. Incuriosisce il nome del ristorante, anche pizzeria e braceria, in via Variante 7 Bis, a Marigliano. La denominazione è l’intreccio dei cognomi dei giovani proprietari, Mario D’Angiolillo e Filomena Mautone, i quali hanno puntato sul trinomino food, drink e music proponendolo all’interno di una sala accogliente, dai colori caldi, arredata con gusto ed eleganza. Investendo, per gli allestimenti, su materiali e pietre naturali, incastri di piante lungo le pareti, e fiori, frutta e legno come centrotavola. Il verde è presente ovunque, e non è un caso: è il tono cromatico della vita, del relax e della fertilità. Accomodarsi sulle sedie del Damà, quindi, ha un senso. Il contesto è stato ideato e realizzato nei minimi dettagli, pensato per soddisfare gli amanti di serate in compagnia di amici, ma pure per appagare la gioia per una ricorrenza o semplicemente la condivisione di un pranzo. L’attività, infatti, è aperta ai clienti nelle ore dedicate al lunch oltre che in quelle serali, e si presta a luogo dove trascorrere momenti indimenticabili, tra classe e cortesia. Difficilmente capita di assaggiare un bouquet di chips, al Damà è possibile assaggiarlo. Melanzane, zucchine, pop corn, rapa rossa, carote, finocchi e patate essiccate incarnano un benvenuto speciale, prima della pizza con baccalà cotto a bassa temperatura, broccoli baresi, pinoli tostati e mozzarella di bufala di Battipaglia. D’Angiolillo è del Cilento, tiene a promuovere i prodotti di qualità della sua terra. Conosce a fondo l’arte della cucina, non perde occasione per esternare l’amore per l’enogastromia e per la sua donna, Filomena. Intanto, prima del pacchero soffiato ripieno di mantecato di stoccafisso e marmellata di cipolla rossa, allietano il palato il pane alle noci e di soia, kamut e crackers al rosmarino, con friarielli e al pomodoro. Non è l’unica sorpresa dell’entrè: subito dopo colante di caciocavallo su salsa di friarielli e tuorlo d’uovo essiccato. Di una bontà divina. Come i rigatoni ripieni di macinato di Black Angus di provenienza italiana, fondo su salsa di cipolla ramata e pecorino romano. Ottimi e ben presentati, i piatti arrivano a tavola consapevoli di essere lo specchio di una personalità forte e sorprendente. Ci si aspetta uno chef datato, invece spunta Valentino Buonincontri, giovanissimo e già pieno di esperienza, con un curriculum da invidia. Lui è di Marigliano, come Filomena. Non è necessario, a volte, guardare troppo in là per trovare figure professionali competenti, il Damà ci ha visto lungo nella città in cui opera. È aperto da appena un anno e la clientela è in crescita, la scelta della zona è assolutamente indovinata. C’è parcheggio e spazio esterno con altri tavoli. In estate, contro l’afa e il calore delle alte temperature, deve essere un posto davvero fresco. Di certo si sta bene anche dentro, la sala interna è climatizzata. L’angolo bar si trova al centro dell’area ristoro, mentre il banco pizzeria e il forno sono all’entrata, sulla destra. Sulla sinistra, invece, protetto da un vetro, l’impianto di spillatura della birra. Il Damà è un gioco tra le parti, la maestria dell’assemblaggio di gusti estetici e sapori. Insistono sul baccalà, e riescono benissimo nel secondo di pesce. Sono specializzati nella preparazione del merluzzo nordico, in particolare della varietà norvegese. Carpaccio con misticanza biologica dell’agro nocerino sarnese, perle di melograno e nebulizzatore di vinaigrette ai lamponi: baccalà cotto a bassa temperatura su crema di porro, patate, olive nere disidratate e polvere di sedano; in tempura su salsa di papaccelle. “Molti clienti – dice Mauro D’Angilillo – vengono a trovarci per le carni pregiate e i menù alla carta che proponiamo in base alla materia prima che consigliamo per qualità e sapore”. E i vini? C’è una vasta scelta nella cantina Damà. Le bottiglie, mostrate sui ripiani di una struttura appositamente realizzata per ospitarle, fanno da sfondo alla sala, come un gioiello in esposizione. I dolci vengono illustrati a tavola, è la volta del dessert. Crème brulée morbida al cioccolato e gelato ai frutti rossi. Non si risparmia lo chef, che invita ad assaggiare, in ricordo della nonna, le tartellette con crema di mele e mousse di marrons glacés. Poi un torntino al cioccolato, crema inglese e sfera al cocco. Per gli amanti del babà, l’incontro con la mousse al rum e ganache al cioccolato è un momento significativo. Vale la pena gustare il cuore caprese, il bignè ripieno di crema al caffè, il cubo di ricotta e pera. E questo è solo il primo round. Usciti dalla sala interna, qualche gradino separa il cortile esterno dall’uscita: uno sguardo rapido alla sfera verde luminosa per ricordare che la vita va vissuta. Meglio mangiando bene. Meglio tornare al Damà.
Alcuni dei piatti che si possono gustare al Damà
Alcuni dei piatti che si possono gustare al Damà
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Lo chef all'opera
Lo chef all’opera

Terzigno: IOLOFACCIO – Mostra “Borderline” per la terza edizione della Giornata della memoria

Il 27 novembre, presso lo Sweet Cafè a Terzigno, si è svolta la mostra per la terza edizione della Giornata della memoria, un evento nato per ricordare la battaglia di un popolo, solo, contro le discariche di Stato e contro le Istituzioni. “A Terzigno fu legittima difesa” (Erri De Luca) La manifestazione si è aperta con la lettura di due lettere, scelte tra i tanti componimenti delle terze medie dell’Istituto comprensorio G. Giusti, da parte di Anita Biondi e Lucia Giugliano, della III F. Le alunne hanno scritto due accorate richieste al Sindaco di Terzigno, leggendole in pubblico, con voce emozionata, ma ferma e decisa, lettere nate da un progetto degli organizzatori di IOLOFACCIO, denominato “Dillo a chi vuoi”, al fine di responsabilizzare e sensibilizzare le nuove generazioni a prendere coscienza delle problematiche del proprio territorio per farsene carico. Dopo una rapida spiegazione al pubblico presente sul progetto IOLOFACCIO, che consiste in un censimento, per l’analisi delle patologie collegate al rischio ambientale, attraverso un modulo da compilarsi in forma anonima, al fine di creare una mappatura del territorio, che inizierà il primo dicembre 2015 sino al 31 gennaio 2016, Anita e Lucia, hanno tirato il nastro che ostruiva l’ingresso al percorso della mostra. Può descriversi così il viaggio all’interno dei passaggi obbligati tra tende nere, luci soffuse e voci tratte dagli scontri del 2010, un cammino che parte dal paradiso, composto di immagini del Parco Nazionale del Vesuvio, tra rami di pino, il piennolo, nocciole, vino e tutto ciò che rende evidente la fertilità della terra vesuviana e prosegue tra foto delle proteste del 2007, per la scelta di Cava Sari come ennesima discarica del territorio, sino ad attraversare un passaggio BORDERLINE che porta alla confusione ed all’inferno del 2010, tra il fuoco dei compattatori bruciati, le strade bloccate e la guerra ad un popolo che si ribellava ad uno stato marziale e ad una violenza incostituzionale. Il cammino termina con un invito al silenzio ed una scritta illuminante “A Terzigno fu legittima difesa. Erri De Luca”. Sabato 28 novembre si è replicato a margine della presentazione del libro “Dov’è la vittoria” di Angelo Forgione, promossa e realizzata da “Il Vesuviano”. Domenica 29 novembre, nei locali della Parrocchia Immacolata Concezione, sempre per la campagna di sensibilizzazione di IOLOFACCIO, lo staff scientifico ha organizzato giochi di intrattenimento per bambini, in tema ambientale, come quello di fare un percorso ad ostacoli con un materiale da smaltire nel giusto contenitore. Dal primo dicembre il modello sarà online sul sito del Comune di Terzigno. Maria Rosaria Esposito mostra2

Marigliano “Alla Corte del Gusto”: al via la seconda edizione

Dal 5 all’8 Dicembre prende vita la manifestazione dedicata alla promozione delle eccellenze campane al Castello Ducale di Marigliano. Termina l’attesa per la seconda edizione dell’evento alla “Corte del Gusto, organizzato dall’associazione “Terre di Campania”, che si terrà dal 5 all’8 Dicembre 2015 presso il Castello Ducale di Marigliano (Na). Una kermesse pensata per valorizzare e favorire la riscoperta delle tante eccellenze che, nei diversi campi, caratterizzano la regione Campania. Gusto, arte, musica e cultura saranno protagonisti di degustazioni, laboratori, stand, mostre, concerti, spettacoli, incontri e dibattiti in un contesto urbano che però conserva ancora vivo il ricordo del suo passato. Si comincia sabato 5 Dicembre, alle ore 10,00, con l’incontro-dibattito dal titolo “Il Sud che vince”, dedicato agli studenti delle scuole secondarie di secondo grado. Claudio Gubitosi, patron del Giffoni Film Festival, porterà la propria testimonianza con l’obiettivo di avviare una riflessione sull’argomento della centralità del Sud, non più “ultima ruota del carro”, ma fucina di idee, imprese e uomini che si distinguono sul territorio nazionale ed internazionale. Durante il dibattito interverranno anche: Francesco De Core, Caporedattore de Il Mattino e Scrittore e Simone Ottaiano, Presidente Associazione Terre di Campania. Modera Carmela Maietta, Giornalista de IlMattino. A seguire si terrà l’inaugurazione della mostra d’arte contemporanea “Terra Felice” curata daAntonio Geirola e realizzata con il sostegno del DAMA Museum, e la degustazione di pasta cucinata secondo la migliore tradizione campana a cura del Pastificio le Gemme del Vesuvio in Castello di Cisterna (Na).  In serata spazio alla Cena di Solidarietà, le cui portate saranno preparate esclusivamente utilizzando i prodotti tipici campani. Questi ultimi saranno protagonisti anche di speciali laboratori di degustazione dedicati a olio, pane, vino e pasta, che si terranno nel corso della quattro giorni. Alcuni laboratori saranno dedicati esclusivamente alla partecipazione dei bambini, così come lo spettacolo “Cappuccetto Rosso” a  cura della Compagnia Teatrale La Carrozza d’Oro, durante il quale i bambini possono intervenire e interagire con i protagonisti modificando l’azione. Da non perdere il laboratorio di domenica 6 dicembre dove la scuola di tarantella montemaranese terrò speciali lezioni dedicate al ballo tradizionale del comune irpino. A seguire, alle ore 19,00, si terrà il laboratorio dedicato ai vini d’Irpinia “Più di ciò che bevi”, all’interno del quale verrà presentato anche il territorio di Montemarano. Interverranno: Beniamino Palmieri, Sindaco di Montemarano; Salvatore Molettieri, vignaiolo gentiluomo e Roberto D’Agnese, fondatore della Scuola di Tarantella montemaranese. Lunedì 7 dicembre spazio ai giovani talenti campani, con il live acustico, voce e chitarra, di Claudio Domestico, in arte Gnut: artista di grande valore, espressione e testimone della nuova leva cantautoriale napoletana. In serata degustazione di birre artigianali e di pizze preparate dall’Associazione Pizzaiuoli Napoletani, guidata dalMaestro Umberto Salvo. Durante tutto l’evento sarà possibile visitare il mercatino delle eccellenze: un percorso espositivo con aziende che metteranno in mostra i loro prodotti con possibilità di degustazione e acquisto. Visite guidate, dimostrazioni di lavorazione dei prodotti tipici, mostre di presepi e tante altre iniziative faranno da cornice all’evento che, si concluderà martedì 8 con il Concerto “donnaMadonna”,dedicato alla figura femminile, che vedrà la partecipazione straordinaria del Maestro Aleksander Gashi, pianista di fama internazionale. Per partecipare ai laboratori di degustazione e alla cena di solidarietà è indispensabile la prenotazione. Scopri il programma completo sul sito web: www.allacortedelgusto.it

A Volla incontro della nuova formazione politica “Sinistra Italiana”

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Entro Gennaio sarà ufficializzata la nascita del nuovo progetto politico della “Sinistra Italiana”. Intanto, lunedì 30 novembre 2015 a Volla nel noto Lounge-Bar “Picasso” incontro tra due dei deputati firmatari del manifesto politico, D’Attorre Alfredo e Arturo Scotto, e gli esponenti locali vollesi che hanno aderito al progetto. Dal teatro Quirino a Volla, da “Sinistra Ecologia e Libertà” a “Sinistra Italiana. L’onorevole Scotto ha voluto cominciare da Volla gli incontri con gli esponenti locali dell’ex partito di Vendola (seguiranno via via gli altri comuni) per le criticità del territorio in tema di criminalità organizzata e di speculazioni edilizie “… SEL si scioglie perché è necessario riempire uno spazio politico a sinistra per salvare la democrazia nel nostro paese … costruire una sinistra collettiva e non personalistica … per mettere le radici sul territorio …” Il deputato D’Attorre, fuoriuscito dal PD, dichiara di “… aprire una storia nuova … una scelta democratica dal basso … un progetto popolare nel quale non contano le sigle e in cui dare più forza ai militanti … un governo più democratico per una migliore qualità della democrazia italiana … siamo per cambiare a fondo l’indirizzo politico del PD … se a livello locale ci sono amministratori o sindaci che vanno in senso diverso da quello centrista che guarda a destra del PD nazionale noi siamo per aiutare e favorire questa evoluzione …  ” Per gli esponenti locali erano presenti Giovanni Leone, Salvatore D’Angelo, Andrea Vitagliano e Mariano Papa. Leone “ … Sinistra Italiana non è mettere insieme gli ultimi spezzoni della sinistra, ma costruire una sinistra autonoma di governo senza scivolare al centro … sembra che le potenzialità dello spazio a disposizione, in virtù del bisogno di sinistra che c’è nel paese, e quindi le percentuali di gradimento, siano addirittura superiori a quelle del M5S e del PD… Per quanto riguarda Volla, dopo l’ultima esperienza negativa, bisogna convincere i vollesi che oltre al PD esiste un’altra sinistra che bisogna radicare sul territorio …  No ad alleanze elettorali locali …” Secondo D’Angelo la nuova formazione politica deve “essere indipendente e non avere pregiudizi come invece hanno le nuove forze politiche … c’è del buono anche nella vecchia politica …”. Il prossimo appuntamento è per il 12 dicembre p.v. a Napoli dove saranno invitate le forze sociali e sindacali per condividere un programma sul mezzogiorno. A sinistra sembra che l’unica cosa che cambi, ancora, sia lo scenario politico, che chiede ai cittadini di continuare ad avere pazienza e di dargli ancora credito. Ma i cittadini avranno ancora pazienza?

Auchan ai dipendenti napoletani: “o emigrate al nord oppure perdete il posto”

La multinazionale francese dà il via ai trasferimenti forzati nelle altre regioni.      Fare le valigie e trasferirsi negli altri impianti della tua azienda, lontano, al nord o al centro Italia, per salvare un posto di lavoro il cui salario è già “tradizionalmente” basso.  Sembrava che le tensioni fossero finite con l’accordo sindacale stipulato il 6 luglio scorso, accordo che ha sancito l’estromissione in mobilità incentivata di 1345 addetti del comparto italiano di Auchan. E invece non è stato così. La multinazionale francese della grande distribuzione ha infatti inviato a 16 addetti dell’ipermercato di Pompei la lettera di trasferimento forzato, a centinaia di chilometri da casa. Negli ipermercati di Roma dovranno recarsi i lavoratori part time, in quelli di Milano i full time. Motivo: i 1345 dipendenti della mobilità appena consumata se ne sono andati via ma a prendersi l’incentivo per non fare più ritorno in Auchan sono stati soprattutto i lavoratori del centro nord. Quelli del sud, in particolare quelli di Napoli e provincia, non se ne sono voluti andare. Sono rimasti perché nel Mezzogiorno le occasioni di trovare un nuovo lavoro una volta perso il precedente sono più ridotte che al nord. Il risultato è che nel settentrione d’Italia hanno accettato la mobilità incentivata 250 dipendenti in più di quelli preventivati (l’incentivo per la fuoriuscita è stato di 30mila euro lordi per i full time e di 20mila lordi per i part time . Opposto il dato al sud, dove hanno lasciato l’azienda 200 addetti in meno di quelli programmati, 108 dei quali sono stati individuati nel comparto napoletano dei quattro ipermercati di Pompei, Mugnano, Nola e Napoli via Argine (il quinto, quello di Giugliano, è stato per il momento escluso dalla mobilità). Dovranno lasciare la Campania.  Nel frattempo il sindacato confederale si rifiuta di firmare la proposta dell’azienda, che è quella di firmare la mobilità a Pompei e, per tutti gli addetti, la riduzione del salario del 25 %. “Non possiamo firmare cose del genere – spiega Antonio Napoletano, della segreteria regionale Uiltucs – stanno davvero esagerando, andando ben oltre i limiti”. Ma oggi l’Ugl terrà un’assemblea con i lavoratori dell’ipermercato di Pompei. ” Magari Auchan – si chiede polemicamente Pietro Menna, delegato Uiltucs – sta tentando di trovare un accordo solo con loro ? “. Il timore della Uiltucs è che un accordo che vada nella direzione auspicata dalla multinazionale possa fare da apripista per tutto il comparto napoletano. C’è poi sullo sfondo un altro problema: Auchan sin dalla fine dell’anno scorso non ha più voluto rinnovare il contratto nazionale di lavoro. La multinazionale è anche fuoriuscita da Confcommercio per poi approdare in Ferderdistribuzione.    

La sceneggiata di Callejon batte il melodramma di Mancini

Napoli vittorioso con l’Inter nella notte che regala il primo posto in classifica. Utilizziamo le prime righe di questo pezzo per gettare subito la maschera: Callejon, in occasione della prima ammonizione di Nagatomo, ha simulato. Si è inventato un fallo che non c’era, si è finto ferito ed è stato creduto. Poi è arrivato il secondo giallo e l’espulsione per il nerazzuro, con l’Inter costretta a giocare in dieci. Ma la giustificazione alla furbata del calciatore andaluso ha antiche origini, risale al 1982. Quell’anno uscì il film “No grazie, il caffè mi rende nervoso”. Protagonista un Lello Arena giornalista de Il Mattino, che poi si rivelerà essere una sorta di serial killer che uccide per difendere Napoli e le sue tradizioni. Memorabile la scena finale, con lui che si finge morto ammazzato dalla polizia e il commissario che dice: “Michele Giuffrida alzati! quella che stai facendo è una sceneggiata! una sporca sceneggiata!!!”. Arena, prontamente, si alza e risponde: “… nè ma pecchè che tiene ‘a dicere ‘ngopp ‘a sceneggiata?”. Ecco, voi tutti tifosi del Napoli e dell’Inter, voi appassionati di calcio: che tenete da dire sulla sceneggiata di Callejon? Vi ha fatto ribrezzo? A me no. A me è piaciuta. E poi, non è forse più gustosa una vittoria così (2 a 1, per la cronaca. Doppietta di Higuain), con l’allenatore dell’Inter Roberto Mancini che dice “se Nagatomo non fosse stato espulso, avremmo vinto”? Roberto caro: tu hai avuto una carriera lunga e importante e non hai mai imparato la storiella del nonno e delle ruote (“se mio nonno avesse le ruote…”). E ora pretendi pure di essere considerato? Mille volte meglio la sceneggiata napoletana che il tuo improbabile melodramma.

A Parigi oggi si parla di clima e terrorismo: due grandissime sfide

“Cop21” al via. Centocinquanta leader nella capitale francese per la conferenza sul clima delle Nazioni Unite. Tra gli impegni più urgenti: siglare un accordo sui limiti del riscaldamento climatico.  In avvio di conferenza il segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon ha chiesto di osservare un momento di silenzio in memoria delle vittime degli attentati di Parigi. Poi la parola è passata al presidente francese Francois Hollande che, dopo aver ringraziato “per tutti i segni di supporto, tutti i messaggi, tutti i gesti di amicizia” giunti dopo gli attentati di Parigi, ha definito la Cop21 come “un’immensa speranza che non abbiamo il diritto di deludere. È una sfida che non dobbiamo perdere perché si tratta di un miliardo di essere umani che ci guarda”. Il surriscaldamento del clima, ha proseguito, “crea conflitti, crea più migrazioni delle guerre. Dobbiamo intervenire in nome della giustizia climatica. Quello che è in gioco in questa conferenza è la pace perché rischiamo una guerra per l’accesso all’acqua. Il mondo non ha mai affrontato una sfida così grande come quella sul futuro del pianeta, della vita. Qui non bastano le dichiarazioni di intenti, noi a Parigi siamo a un punto di rottura e di partenza per una trasformazione mondiale”, ha proseguito Hollande. “Abbiamo l’opportunità di creare uno sviluppo con le energie rinnovabili, il trasporto pulito e la biodiversità. Dobbiamo costruire un modello basato sulla cooperazione, in cui sia più conveniente preservare che distruggere”. Ripresa la parola Ban Ki-moon ha definito la conferenza sul clima “un’occasione politica unica che potrebbe non tornare”. Rivolgendosi poi alla platea dei capi di stato ha avvertito: “Il futuro del mondo è nelle vostre mani, non sono consentite indecisioni. Voi avete il potere di assicurare il benessere di questa e della prossima generazione”. E’ così quindi, in una Parigi blindata e sotto tensione anche a causa degli scontri tra polizia e manifestanti avutisi alla vigilia di questo importante evento, che prende il via Cop21. Per i 150 leader mondiali qui riuniti si tratta dell’ultima chiamata per salvare il pianeta. Sarà un vertice fuori misura per una sfida colossale il cui primo obiettivo è siglare un accordo storico che limiti il riscaldamento climatico per evitare una catastrofe ambientale irreversibile. “Abbiamo un obbligo di successo” e “la posta in gioco è troppo importante per potersi accontentare di un accordo al ribasso”, ha detto il ministro degli Esteri francese e presidente della conferenza, Laurent Fabius, in apertura dei lavori. “L’11 dicembre”, il giorno in cui si concluderà la Cop21, “il mondo si aspetta da noi quattro parole: la missione è compiuta”. “L’accordo” per limitare il surriscaldamento globale “non è scontato ma è alla nostra portata”, ha sottolineato, promettendo che la presidenza francese “veglierà affinché tutti i punti di vista siano tenuti in considerazione”. Lotta a terrorismo e cambiamento climatico “sono due grandi sfide che dobbiamo affrontare”, perché “ai nostri figli dobbiamo lasciare di più che un mondo libero dal terrore, un pianeta preservato dalle catastrofi, un pianeta sostenibile”. Lo ha detto Hollande parlando di accordo “essenziale”, perché “miliardi di persone hanno gli occhi puntati su di noi”. E a margine della conferenza di Parigi sul clima, incontro tra Vladimir Putin e Barack Obama. Dopo i discorsi inaugurali dei vari leader, che hanno visto intervenire sia il presidente russo che quello americano, si è tenuto un colloquio «a porte chiuse» tra i due leader. Si tratta del secondo incontro tra i due presidenti nelle ultime due settimane e il primo dopo l’abbattimento del jet russo da parte della Turchia sul confine siriano. Oltre alla questione delle relazioni tra Russia e Turchia, i due hanno parlato di Siria: il presidente americano ha detto al presidente russo che Bashar al Assad deve lasciare il potere. I due hanno discusso anche della situazione in Ucraina. Lo riporta la Casa Bianca, specificando che Obama si è detto pronto a sollevare le sanzioni sulla Russia quando Mosca onorerà gli accordi. (Fonte foto: rete internet)

Storia di una damigella in città

Paura e stupore a Napoli per una Damigella di Numidia a passeggio sul lungomare. L’esemplare è stato recuperato dai medici veterinari del CRAS.   A via Chiaia c’è una damigella che passeggia. Se fosse una ragazza non sarebbe una gran notizia, ma questa volta è un uccello molto raro, simile a una gru, che viene da lontano. Tra lo stupore dei passanti e degli automobilisti, nella mattina di sabato 28 novembre la polizia municipale e i veterinari dell’ospedale veterinario del Frullone hanno recuperato un esemplare di Damigella di Numidia, Anthropoides Virgo. Le Damigelle di Numidia sono tipiche dell’Asia centrale e dell’Africa. Il lungomare napoletano, quindi, non è certo un luogo dove ci si aspetterebbe un tale incontro. E infatti subito si è pensato a un “afugo”, ovvero a un individuo scappato dalla cattività. «Sono uccelli eleganti, con zampe e collo molto lunghi e dal piumaggio grigio-argenteo. E proprio per la loro bellezza, spesso sono detenute in cattività, come avviene ad esempio per i pavoni» spiega Luigi De Luca Bossa, medico veterinario del Centro recupero Animali Selvatici (CRAS) di Napoli. «Anche il nome rimanda al portamento regale di questi uccelli: gliel’ha dato la regina Maria Antonietta di Francia, quando le vennero consegnati in dono alcuni esemplari». Dopo essere stata avvistata a Bagnoli il venerdì, sabato è finita nelle mani degli esperti veterinari del CRAS, guidati dal Prof. Alessandro Fioretti, docente di medicina veterinaria alla Federico II e responsabile scientifico del CRAS, insieme a Pasquale Raia, responsabile tecnico della struttura. Gli operatori del CRAS giunti sul posto hanno visto che la damigella portava un anello FOI (della Federazione Ornicoltori Italiani), segno inequivocabile degli uccelli in cattività. «Gli operatori sono stati molto bravi» spiega De Luca Bossa del CRAS «anche se la Damigella è docile, è comunque un animale molto grosso, alto circa un metro con un’ apertura alare di quasi due metri, e il recupero non è sempre così semplice». Una volta recuperato il malcapitato esemplare gli operatori l’hanno trasportata all’ospedale veterinario, dove dopo l’identificazione sono stati eseguiti i controlli di routine. «L’animale si è presentato in buona salute, anche se molto stanco e disorientato. Vivendo in una gabbia non ha sviluppato i muscoli pettorali atti al volo come i suoi conspecifici, e le 48 ore trascorse in giro per Napoli l’hanno stancato» continua De Luca Bossa. La damigella è stata così rifocillata con acqua e un mangime apposito a base di insetti, e subito si è provveduto a rintracciare il proprietario. Avvistare una Damigella di Numidia in Campania, quindi, è cosa rara. Sono pochissimi gli avvistamenti in Italia di individui selvatici, e tutti in migrazione. «I primi esemplari furono avvistati sullo stretto di Messina» spiega l’ornitologo del CNR Rosario Balestrieri, «mentre l’avvistamento più recente risale al novembre 2010, alle Vasche di Maccarese nel Lazio, dove un piccolo gruppo di damigelle si confondeva tra le gru che sostavano nell’area, prima di riprendere il lungo viaggio migratorio». Infatti, nei mesi autunnali, in tutt’Italia si possono avvistare le gru in migrazione, cugine delle damigelle. E forse proprio in questo periodo particolare, si è risvegliato l’istinto migratorio della Damigella di Via Chiaia, che è fuggita così dalla sua gabbia. Stamattina, dopo due giorni, la Damigella è stata riconsegnata al suo proprietario, ma solo dopo che il personale dell’ospedale veterinario ha accertato l’idoneità delle strutture di detenzione e la regolarità dei permessi: è importante assicurarsi che non siano animali prelevati in natura, ma allevati regolarmente e che non siano maltrattati. Purtroppo aumenta sempre più il numero delle persone che detengono in casa animali non domestici e protetti: da rari uccelli, a serpenti, volpi, scoiattoli, rane e persino grandi felini. Alcuni sono detenuti legalmente, molti nella completa illegalità: catturati in natura, e spesso tenuti in pessime condizioni. LA NATURA NEL GOLFO http://ilmediano.com/category/la-natura-nel-golfo/

Sant’Anastasia: “6.DONI.LAB – Sotto l’albero una scuola per tutti”

L’Uici (UNIONE ITALIANA DEI CIECHI E DEGLI IPOVEDENTI) presenta la seconda edizione del progetto. L’Unione Italiana Ciechi, sede di Sant’Anastasia, rappresentata dal consigliere provinciale Giuseppe Fornaro, propone la seconda edizione del progetto “6.DONI.LAB – Sotto l’albero una scuola per tutti” che si svolgerà il giorno 10/12/2015 alle ore 16,30, presso- 1°ISTITUTO COMPRENSIVO DI SANT’ANASTASIA “TENENTE MARIO DE ROSA”, al plesso “M .De Rosa”  in via regina Margherita . L’incontro è destinato alle scuole ed in particolare ai docenti di sostegno, agli insegnanti curriculari  al personale educativo; non meno importante un invito è  rivolto a quanti si interessano del terzo settore o dell’assistenza sociale. L’evento si realizza con il patrocinio morale del Comune e la sponsorizzazione dei “Supermercati Piccolo”, entrambi molto attenti alle problematiche sociali. La finalità principale è quella di sensibilizzare e informare il mondo della scuola, dell’assistenza e del volontariato sulle possibilità di raggiungimento dell’autostima, della realizzazione professionale e della crescita personale da parte di un bambino con disabilità visiva. Inoltre vuole essere un’ occasione per stimolare i docenti ad ampliare le proprie conoscenze attraverso la formazione, in modo da intervenire più efficacemente nei confronti di una disabilità così specifica. Il progetto è stato realizzato anche grazie alla collaborazione dell’Associazione Solid’Arte, e al lavoro dei volontari e soci intervenuti nella fase operativa di realizzazione dei “doni”, da consegnare alle cinque scuole di Sant’Anastasia. Il programma è il seguente:
  • Presentazione delle Associazioni e ringraziamenti al Comune di Sant’Anastasia, allo sponsor e alle scuole presenti.
  • Intervento del Sindaco
  • Intervento di  Francesco De Rosa  (giornalista e scrittore)
  • Illustrazione del progetto.
  • Mostra degli ausili tiflodidattici e tiflotecnici.
  • Festa natalizia dei bambini con coro della scuola elementare  accompagnato dall’orchestra della scuola media   e visita di Babbo Natale per la raccolta delle letterine.
7)   Consegna degli omaggi e dei “doni “ ai dirigenti delle scuole e saluti finali. Vi aspettiamo… Non mancate…. Perché il dono più bello è la conoscenza!! Per maggiori info contattare: Giuseppe Fornaro 3735419953 – uici-anastasia@uicinapoli.it (Fonte foto: rete internet)