Casalnuovo, l’ufficiale giudiziario tenta di sfrattare due anziani disabili: hanno perso la casa all’asta

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Barricati in casa: Pasquale e Stefania hanno pagato la villetta 150milioni di vecchie lire. Poi chi ha intascato ha dichiarato il fallimento. E così hanno perso l’alloggio. Alle dieci di ieri mattina l’ufficiale giudiziario, una donna, è nervosa, molto nervosa. Chiama i carabinieri per far sfrattare da una casa di viale dei Platani, a Casalnuovo, città di costruttori avidi e fuorilegge, una coppia di anziani, Pasquale Panico, 62 anni, e Stefania Caramelli, di 67, entrambi affetti da handicap fisici di non poco conto. Pasquale e Stefania si sono barricati nell’alloggio. La loro è una storia molto triste. Nel 2001 hanno perso in un incidente stradale uno dei due figli gemelli e l’anno scorso hanno anche perso all’asta giudiziaria quella che hanno sempre ritenuto la loro casa. Una villetta per la quale nel 1993 pagarono 150 milioni delle vecchie lire in forma di anticipo, attraverso un compromesso, un preliminare d’acquisto, firmato davanti al notaio. Poi però chi ha intascato è fallito e la casa è finita nelle mani del curatore fallimentare nominato dal tribunale, curatore che nel marzo dell’anno scorso ha fatto mettere all’asta, dal tribunale di Nola, e quindi venduto quel bene frutto di immensi sacrifici. Nel frattempo il responsabile del fallimento, N.P., 55 anni, di Pomigliano, un “amico degli amici casalnuovesi”, è stato condannato in primo grado a 7 anni di reclusione per truffa e bancarotta, dopo anni e anni di un lunghissimo processo. Il notaio è stato assolto. Una sentenza arrivata molto tardi perché la casa finisce nelle mani di altre persone. Che ieri si presentano davanti alla villetta insieme alla nervosa ufficiale giudiziaria e a un carabiniere. Alle dieci del mattino si teme il peggio in viale dei Platani. Pasquale e Stefania si sono barricati in casa. Non hanno alcuna intenzione di uscire. Sopraggiungono altri due militari. Poco dopo arrivano anche don Peppino Gambardella e don Tommaso Izzo, rispettivamente parroci della chiesa madre di San Felice, a Pomigliano, e della chiesa dell’Annunziata, a Casalnuovo. Scatta l’opera di mediazione. E alla fine l’ufficiale si calma un po’: concede un altro mese di tempo alla coppia di anziani. Dopo un paio d’ore torna una calma apparente in viale dei Platani. ” Ma non me ne andrò mai da qui: non ho alternativa “, dichiarerà nel pomeriggio Pasquale Panico. Pasquale e Stefania sono solo alcune delle vittime del “sistema Casalnuovo “. Qui tanta gente per non essere sfrattata è stata costretta a “ricomprarsi” la casa dopo la vendita all’asta.  In questo malandato territorio della provincia di Napoli sono sorte tante villette ” pezzottate “, case abusive, non commerciabili,  realizzate su suoli agricoli con licenze per case coloniche ma poi vendute ai “polli” di turno come alloggi residenziali. Oppure case realizzate nei palazzoni della speculazione grazie ad ardite interpretazioni di un vecchio piano di fabbricazione. Tutti immobili ( nella vicenda sono stati coinvolti circa 130 tra ville e appartamenti ) confiscati in un inquietante fallimento, strappati ad ignari acquirenti. E’ il “sistema Casalnuovo”, capitale storica della truffa edilizia e del cemento selvaggio, città di 50mila abitanti storicamente dominata da una consorteria di affaristi, alcuni dei quali figurano nel dossier sullo scioglimento del comune per infiltrazioni mafiose. Era il dicembre del 2007. Non tanto tempo fa.  ” Intanto qui a farla da padroni sono sempre gli stessi “, l’amarezza di Pasquale e Stefania.    

Il malaffare. Tre schemi e quattro giocatori: il sindaco, il burocrate, il camorrista, la ditta cara all’onorevole

Dopo il crollo dei partiti della Prima Repubblica è incominciata la “stagione dei sindaci”. Dal 1991 a oggi 250 Comuni sono stati sciolti per infiltrazioni mafiose, e altri 100 sono stati “indagati” per anomalie amministrative.  E’ un fenomeno solo italiano.   Nel 2015 è stato anche l’anno dei libri sulla mafia e sulla camorra: “La mala setta” di Francesco Benigno, l’analisi di Sales sull’ Italia delle mafie, l’amara denuncia che il magistrato Nino Di Matteo ha affidato a “Collusi. Perché politici, uomini delle istituzioni e manager continuano a trattare con la mafia”, e infine la storia di Pasquale Scotti, il superlatitante da poco arrestato in Brasile, che viene raccontata nel “Camorrista fantasma” da Luigi De Stefano, il commissario di polizia che per primo lo catturò, nel 1983, e da tre giornalisti: il compianto Enzo Musella, Gaetano Fragliola e GianMaria Roberti. Magistrati, poliziotti, studiosi e giornalisti ci dicono due cose: la prima è che l’ “economia dell’Italia è condizionata dalle mafie”( la Repubblica, 2/02/2015) e la seconda è che mafia, camorra, ‘ndrangheta, politici e parti delle istituzioni dello Stato hanno intrecciato una rete di relazioni così solide che più solide non si può. Negli ultimi 25 anni sono stati sciolti, “per infiltrazioni mafiose”, 250 Comuni e altri 100 sono stati “indagati” per far luce su incarichi e appalti avvolti nell’oscurità:  gli studiosi del fenomeno ritengono che le organizzazioni criminali non si interessino più dei livelli alti del sistema politico, ma non mollino il controllo sulle amministrazioni locali, soprattutto da quando il crollo dei partiti tradizionali ha avviato quella che Aurelio Musi ha chiamato “la stagione dei sindaci”, dei sindaci eletti dalle civiche, dei sindaci dalle maggioranze “volubili”,  che si cambiano da una settimana all’altra, dei sindaci che si sentono padroni del Comune. Le carte e le cronache relative ai Comuni “indagati” dalle forze dell’ordine e dalla magistratura ci dicono che il malaffare segue, in sostanza, tre schemi. Il primo schema, diffuso dal Nord al Sud, è quello del sindaco “cane sciolto”. Il sindaco di Monterosso a Mare, paese ligure colpito dall’alluvione dell’ottobre del 2011, deve spendere 300.000 euro raccolti da “Sky Repubblica” per rimettere in sesto una scuola che però ha resistito abbastanza bene alla violenza della natura. Egli invita i funzionari a “inventare i danni”, adottando nella circostanza un metodo già collaudato: “un gruppo di professionisti” si impegna a redigere schede con il “sistema della somma urgenza in modo svincolato dalle usuali procedure”. (la Repubblica, 5/02/16): un sistema che fa miracoli, e non solo a Monterosso, come vedremo prossimamente. Il secondo schema è quello classico: gli amministratori locali sono “pupazzi” manovrati dai pupari camorristi e mafiosi. Gli esempi sono innumerevoli, e segnano tutta la storia italiana. Roberto Saviano ha raccontato di recente (la Repubblica,16 gennaio 2016) il caso del siciliano Francesco Campanella, “collaboratore di giustizia, braccio destro di Nino Mandalà, boss di Villabate”. Il Campanella, presidente del consiglio comunale di Villabate fino al 1999, divenne nel 2000 segretario nazionale dei giovani dell’Udeur: Ma “è ricordato”, scrive Saviano, perché procurò a Bernardo Provenzano una carta di identità valida per l’espatrio, e perché contribuì alla fondazione di un “Osservatorio permanente sulla criminalità”: con il permesso di Mandalà e di Provenzano. “Questa paraculata serviva a dare alla mafia un pedigree antimafia”: una pratica assai diffusa, dalle Alpi alla Sicilia.                                               ” Campanella – scrive Nino Di Matteo, che lo interrogò – rappresentava quel mafioso dalla faccia pulita che tanto conta nella nuova strategia delle cosche”. E fu lui a far da tramite tra i boss di Villabate e “una grande impresa romana” che voleva costruire nel territorio comunale un centro commerciale polifunzionale che sarebbe stato “il secondo d’Europa”. Nel computer di un architetto “trovammo – scrive, disgustato, il magistrato –l’elenco dettagliato degli impegni assunti dalla società imprenditrice nei confronti di criminali e assassini”. I mafiosi di Villabate avrebbero indicato le ditte a cui andavano affidati gli appalti per la costruzione; i nomi degli impiegati da assumere, “nella misura del 20% sul totale”; le ditte e i commercianti a cui sarebbero stati ceduti il 30% dei negozi realizzati nella galleria del centro commerciale. Recentemente, per aiutarci a capire come siamo combinati, Enrico Deaglio ha ricordato che uno degli uomini più ricchi d’Italia, – le sue società valgono 5 miliardi di euro –, un siciliano nato a Castelvetrano, ma arricchitosi in Lombardia dove è morto il mese scorso, viene sospettato dalla DIA di essere il prestanome di Messina Denaro, il capo dei capi, anche lui di Castelvetrano (Il “Venerdì”, 12/02/16). Il terzo schema è il meno frequente nella casistica dei Comuni sciolti per infiltrazioni: forse gli inquirenti non riescono ancora a inquadrarlo in una prospettiva nitida, forse è un meccanismo ben congegnato. Seguono questo schema le vicende di alcuni Comuni del Casertano: la storia politica della centrale termoelettrica di Sparanise ne è un esempio “didattico”, perché vede convergere gli interessi di  aziende care  alla Destra e di società care alla Sinistra: secondo alcuni giornalisti nessuno si è preoccupato dell’interesse dei cittadini ( “Pensiero libero” 12/11/ 2009 ; “ImolaOggi.it”, 22 /12/2014). Il terzo schema è la ripetizione del secondo: ma al posto dei camorristi ci sono i politici di un certo livello e di potere consistente, che impongono sul territorio le ditte di loro gradimento. Ovviamente, questi “onorevoli” protettori possono essere “amici” dei camorristi, e camorristi essi stessi, ma tutti i “giocatori” tendono a mettere in evidenza la “legalità” delle relazioni: il politico che conta non ha bisogno della pistola per farsi rispettare, dispone di mezzi “legali” di persuasione. Egli protegge gli amministratori locali a molti livelli, tutela in molti modi, può offrire candidature, e, con la necessaria riservatezza, posti di lavoro nelle ditte a lui care, soprattutto se esse svolgono la loro attività in Comuni contigui: il raccomandato di Castello di Sopra lo mandiamo a Castello di Sotto, e viceversa: e così non diamo nell’occhio. Il politico che conta aiuta gli amministratori locali “amici” a curare la propria immagine con sagre, mostre, feste e premi. Ma la “stagione dei sindaci” ha dato un potere straripante alla burocrazia comunale, che ha il compito di costruire su basi solide l’impianto delle “pezze d’appoggio”. Gli autori dei libri citati non danno al tema lo spazio che esso merita: eppure tutti i documenti che ho letto, e non sono pochi, dicono chiaramente che spesso l’ultima parola tocca ai burocrati, soprattutto quando gli amministratori trovano una qualche difficoltà nel leggere e nello scrivere quelle carte là. “Non ha alcun senso mandare a casa i politici e lasciare al loro posto i dirigenti o i funzionari che hanno concretamente favorito le infiltrazioni..Chiederemo con urgenza una mappatura degli impiegati della pubblica amministrazione che, pur essendo stati condannati per reati commessi durante l’attività, continuano ad occupare lo stesso posto e ad attendere alle stesse funzioni. Credo che neanche il 10% sia stato assegnato ad altre funzioni.”. Lo diceva, nel dicembre 2006, Francesco Forgione, presidente della Commissione Antimafia ( CdM, 29/12/06). Potrebbe dirlo anche oggi, parola per parola.

Sant’Anastasia. Dimensionamento scolastico e trasferimento di alunni dal plesso Sodani ai Portali: le precisazioni del I I.C.S. “M. De Rosa”

Riceviamo e pubblichiamo la lettera del consiglio d’istituto del I I.C.S. “Ten.te Mario De Rosa”, che denuncia la «mancata convocazione del tavolo tecnico promesso nell’ultimo consiglio comunale» e ritiene opportuno chiarire alcuni aspetti della questione. La sequenza di avvenimenti relativi al dimensionamento scolastico ed al trasferimento del Plesso Sodani a quello Portali, determina l’insopprimibile insorgenza – pur in assenza di alcuno spirito puramente polemico – di offrire la rappresentazione oggettiva ed imparziale della vicenda, scevra da ogni considerazione capziosa e da ogni concessione ad intenti speculativi di natura politica, del tutto estranei alle finalità della presente istituzione. Ciò, in particolare, a seguito della intercorsa corrispondenza con gli uffici comunali competenti ed in risposta alle esternazioni apparse sui social network e su diversi organi di stampa successivamente alla celebrazione del Consiglio Comunale (esternazioni che, al di là dei pur teoricamente condivisibili chiarimenti offerti, dissimulano l’ingiusta ed infondata accusa di una strumentalizzazione delle osservazioni formulate dal C.I. nei documenti e negli scritti presentati agli uffici) sì da rendersi necessario rappresentare quanto segue: in particolare, a seguito della comunicazione del 18-12-2015 (unica comunicazione ufficiale indirizzata al 1^ Ist. Comprensivo) con la quale si informava della decisione – già assunta – di trasferire il Plesso Sodani al Plesso Portali, il Consiglio d’Istituto manifestava il proprio dissenso censurando la mancata compartecipazione al processo ideativo e deliberativo sottostante la decisione. In particolare il C.I., pur riconoscendo – com’è ovvio – le prerogative di discrezionalità dell’amministrazione nelle scelte e nell’adozione dei provvedimenti di competenza, evidenziava la opportunità di coinvolgere nel particolare (oltre che in generale) e quanto meno in funzione consultiva le istituzioni scolastiche interessate nei processi deliberativi aventi ad oggetto decisioni incidenti sul funzionamento e sull’organizzazione della scuola, rammaricandosi di essere stato relegato al ruolo di mero spettatore ed esecutore di decisioni già ed altrove prese. Tali osservazioni confluivano in un documento che veniva riscontrato dall’Assessore all’Istruzione con successivo documento ( Prot. N. 1738 del 19-01-2016) teso ad obliterare le censure mosse ed a ribadire le ragioni poste a fondamento della decisione. Senonchè, il documento dell’Assessore non ha smentito – né avrebbe potuto – la censura di esclusione dalla partecipazione della istituzione scolastica al momento ideativo e deliberativo del trasferimento, limitandosi a ribadire che la decisione “…è stata assunta all’esito di profonde riflessioni ed avendo presente in primis lo stato manutentivo… quest’Amministrazione ha adottato provvedimenti sempre in assoluta trasparenza…”. Ribadito – ove ve ne fosse necessità- che nel documento del C.I. non si era censurata la mancanza di “profonda riflessione” ma la inopportuna procedura unilaterale che aveva (involontariamente? deliberatamente?) escluso la partecipazione del 1^ I.C. all’adozione del provvedimento (nelle sue componenti istituzionali, ovviamente, a nulla rilevando il richiamo alle segnalazioni/richieste provenienti da un gruppo non meglio identificato di genitori), si invitava pertanto l’Amministrazione Comunale ad un confronto/incontro al fine della individuazione delle più idonee soluzioni, incontro da celebrarsi preliminarmente alla esecuzione del trasferimento (risultando, altrimenti del tutto inutile e superfluo), non omettendo di rappresentare – sia pure superficialmente ed in maniera solo esemplificativa – le prevedibili difficoltà di gestione legate alla coesistenza di diverse realtà scolastiche in un unico ambiente. Ciò premesso, appare dunque “del tutto infondata e per di più immeritata e poco opportuna” ( questa volta sì!) l’accusa ossessivamente reiterata di “strumentalizzazione” a fini di natura politica o funzionale a paventate beghe tra dirigenze che sembra emergere dalle dichiarazioni rese dall’Amministrazione Comunale. Prevedere (ed esprimerne il timore) difficoltà di cogestione di una unica struttura non significa ( né voleva sottintendere) disconoscimento di capacità o di professionalità in alcun dirigente, funzionario, impiegato o altro componente né equivaleva ad una manifestazione di indisponibilità fondata su motivazioni personali aliene al perseguimento del supremo interesse del buon funzionamento della scuola; significava soltanto esprimere in maniera competente e lungimirante, com’è doveroso le perplessità per una vicenda che, in quanto potenzialmente complessa, avrebbe dovuto indurre ad un serio e costruttivo confronto con tutte le parti interessate, prima ed al fine di adottare la decisione. Si è, in definitiva, evidenziato e censurato di non essere stati consultati (ma solo informati, a decisione già ed altrove assunta, si ribadisce!) rivendicando pertanto il ruolo ed il compito che è proprio della istituzione scolastica, auspicandosi un incontro/riunione al fine di individuare possibili soluzioni maggiormente condivise. Se ciò costituisce – nelle valutazioni dell’Amministrazione Comunale- la strumentalizzazione (da intendersi probabilmente riferita alla partecipazione insolitamente numerosa al Consiglio Comunale) delle esigenze organizzative della istituzione scolastica tese al suo migliore funzionamento, ci si duole dell’accezione negativa di strumentalità che in maniera patente è stata attribuita alla “iniziativa ( o meglio, alla reazione) del C.I. alla decisione del trasferimento. Viceversa, nel rimettere al mittente – con tutto il garbo istituzionale – le accuse di strumentalità, si rivendica con orgoglio l’essere stati ed essere in futuro lo strumento per l’espressione ed il raggiungimento delle istanze, delle aspettative e delle esigenze dell’utenza scolastica, nel cui esclusivo interesse (e non per altro) si rivendica – nuovamente – il ruolo di compartecipe alle decisioni interessanti la vita e l’organizzazione scolastica. Il Consiglio d’istituto del I I.C.S. “Ten.te M. De Rosa” (Fonte foto: Rete Internet) ARTICOLO CORRELATO

Torre del Greco. ALT!: quando il fumetto è di casa

Uno zoom sul fumetto e non solo, dal punto di vista dell’Associazione Lettori Torresi che da tre anni cerca di divulgare la nona Arte in tutte le sue forme all’ombra del Grande Cono. Faccia a faccia con il presidente di ALT!–Associazione Lettori Torresi, Salvatore Cervasio, a capo di un gruppo di giovanissimi che si impegna a promuovere la cultura del fumetto e della letteratura. Una scommessa tutta da giocare dal momento che in questo preciso momento storico il sapere in Italia non vive di grande considerazione, malgrado la nostra Nazione abbia prodotto i più grandi intellettuali ed artisti. 17/01/2013-17/01/2016: quali sono stati gli obiettivi raggiunti e quelli eventualmente mancati da ALT!? «Quando ALT! è nata, il nostro obiettivo era divulgare la letteratura e il fumetto nelle nostre zone, non sempre attente alla cultura letteraria, nonostante la presenza in Campania di tantissimi scrittori e fumettisti. Possiamo dire che il nostro obiettivo è centrato a metà: dal canto nostro, abbiamo visto crescere, nelle persone che han deciso di seguirci in questa avventura, l’attenzione e la passione verso queste arti. Ma a livello macroscopico, non ho visto cambiamenti “istituzionali” in questi anni. Per ALT! sono stati comunque tre anni di crescita, come testimonia la nascita di un comparto editoriale attento anche alla produzione, oltre che alla divulgazione». Nel corso dell’anno appena passato avete fatto conoscere al pubblico tre fumetti autoprodotti da ALT! nel classico formato cartaceo che, ricordiamo, sono «Derrière Le Rideau», «Quasi Blu» e «L’ultima chiamata». Avete mai accarezzato l’idea di produrre in futuro opere in formato eBook? «No, non ci attira l’idea del solo formato digitale. Per noi la carta è ancora indispensabile. In più, il formato digitale è qualcosa che viene prima di quello cartaceo, proprio per logica produttiva. Quindi, è la carta ad essere un qualcosa in più rispetto al digitale». Attraverso le arti figurative, e i fumetti rientrano sicuramente in queste, si possono ottenere, su chi vi accede, effetti dirompenti. È possibile, infatti, crescere generazioni, tenerle incollate ai rocamboleschi destini dei propri personaggi, vedi «Topolino», o peggio impressionarle, nel caso di «Dylan Dog». Insomma, il fumetto ha anticipato quella serialità che oggi ha tanto successo nella tv a pagamento. Voi di ALT!, come interpretate questo fenomeno che avanza a grande velocità? «Beh, hai detto tutto tu. La serialità, con le sue logiche anche di ripetitività (e basta vedere le innumerevoli morti/resurrezioni dei supereroi americani) ha ormai contagiato anche il palinsesto televisivo, educando una nuova generazione di fruitori anche all’attaccamento a storie e personaggi, cosa che magari in altri mezzi di comunicazione/narrazione (tipo il cinema), prima mancava». La Marvel, Dc Comics, lo stesso Walking Dead, hanno invaso le case di tutti noi attraverso trasposizioni dei loro eroi dal fumetto al grande schermo. Questa tendenza, secondo voi, cosa ci fa capire? Sono forse le strip ad essere una enorme risorsa di storie, di personaggi e di provocazioni, o ci troviamo soltanto di fronte ad una profonda crisi di scrittura del cinema nord americano? «Non lo so, credo che la risposta sia nel mezzo. Sicuramente l’iconicità delle storie e dei personaggi delle case editrici da te nominate sono un bagaglio culturale di tutta l’umanità a cui è difficile sfuggire, per i produttori hollywoodiani. Ma certamente non è da sottovalutare un problema di scrittura e di originalità, negli ultimi decenni». Qual è la vostra visione sociale, semmai ci fosse, sull’uso dei fumetti? Preferite raccontare solo episodi, storie, dove sarà poi il lettore ad imboccare un proprio percorso o vi è l’intenzione di offrire un piccolo messaggio? Del resto, «Captain America», nacque per indottrinare gli americani al patriottismo. «Beh, i fumetti per loro stessa nascita e creazione, sono sempre serviti anche per il sociale (basti pensare proprio all’importanza che hanno avuto negli anni delle grandi emigrazione verso l’America per gli immigrati, soprattutto come strumento per imparare la lingua). Certamente ci può essere sempre un messaggio alla base, ma non bisogna mai dimenticare anche il solo carattere ricreativo o narratorio del fumetto». Prossimi appuntamenti in cantiere e progetti futuri: cosa proporrete per il 2016 ai soci e simpatizzanti di ALT!? «Il 20 Febbraio ci sarà la serata conclusiva di un concorso letterario a cui abbiamo collaborato come giuria. Per il resto, soprattutto aprile sarà un mese caldissimo per ALT! Seguite la nostra pagina Facebook ALT – Associazione Lettori Torresi per tutte le novità!».

Il Camper della salute parte da Nola

  Il 21 febbraio a piazza Duomo la campagna di prevenzione delle infezioni sessualmente trasmissibili. In tema di sesso i giovani di oggi sanno tutto, ma capiscono poco o niente. Complice la rete, che ha travolto qualsiasi tabù, sono troppi infatti quelli che vivono la propria sessualità e l’affettività ad essa collegata senza pensare alle conseguenze, dalle gravidanze indesiderate ad infezioni terribili come HIV, epatite C e sifilide, che anche in Campania stanno registrando un costante e sensibile aumento. Secondo l’OMS, infatti, sono circa 340milioni  i nuovi casi di Infezioni trasmissibili  sessualmente (ITS) che si registrano ogni anno al mondo in età fertile.  E un adolescente su quattro contrae una ITS dopo un rapporto sessuale. Nessuna meraviglia se si considera da un lato che, in base alle statistiche più recenti,  circa la metà dei giovani approccia alla relazione con l’altro sesso in modo disinvolto senza un’adeguata formazione, spesso in modo ludico, senza cioè considerare il peso psicologico ed esistenziale che hanno le relazioni interpersonali, in particolare quelle amorose, così dense di non poche conseguenze. Se i giovani a volte credono sia inutile usare protezioni, un quarto non le adopera più dopo la prima volta ed oltre   ¾  sono  convinti  di essere al riparo da malattie trasmissibili sessualmente perché  il partner è degno di fiducia, d’altro lato sempre più in aumento   risultano i rapporti occasionali, spesso associati al consumo di droghe o all’eccesso di bevande alcoliche o a sintomi depressivi. Per  fornire agli adolescenti il necessario bagaglio di conoscenze  e sensibilizzarli sull’importanza della prevenzione,  l’Azienda Ospedaliera Universitaria Federico II, con il contributo della Regione Campania – Dipartimento della salute,  ha organizzato una campagna itinerante che toccherà alcuni centri nevralgici della Campania come Castellammare di Stabia, Portici, Sorrento, Eboli. “Usa la testa. Ascolta il tuo cuore” è lo slogan dell’iniziativa che si avvale della direzione scientifica del Prof. Mario Delfino docente di dermato-venereologia presso la Federico II in collaborazione con la Prof. Maria Triassi e con l’apporto della Prof. Gabriella Fabbrocini. Obiettivo: divulgare le “10 regole dell’amore”, ovvero le conoscenze basilari per prevenire le ITS attraverso un approccio corretto alla sessualità e sane abitudini relazionali. « Sempre più giovani vivono la propria sessualità senza un approccio corretto alla gestione dell’affettività e senza pensare alle conseguenze – spiega il Prof. Delfino –  che vanno dalle gravidanze indesiderate ad infezioni terribili come HIV ed epatite C. Complice anche la maggiore mobilità che contribuisce a diffondere le malattie, inoltre, nella fascia d’età 15/25, stiamo registrando un costante e sensibile aumento di malattie come la sifilide e la gonorrea che si ritenevano eradicate. Se è vero che le emozioni sono l’arcobaleno della vita – prosegue il Prof. Delfino – è altrettanto vero che la vita va difesa attraverso la conoscenza non solo del proprio corpo e di fondamentali  segnali d’allarme,  ma anche di  imprescindibili strumenti di difesa, come ad esempio i vaccini contro il papilloma virus. Inoltre, appare necessario un forte impegno educativo che,  senza demonizzazioni o terrorismo psicologico, stimoli la maturazione della sfera affettiva e relazionale, eccessivamente impoverita e promuova sane abitudini relazionali unitamente a corretti stili di vita,  con particolare riguardo alla lotta alle dipendenze (alcol, fumo, droghe etc..)”. Dunque è con questi obiettivi che parte il Camper della salute. A bordo un team di specialisti in dermatologia,  venereologia e psicologia che svolgeranno attività di counseling, ascoltando e fornendo chiarimenti, spiegazioni e indicazioni. Sarà  inoltre distribuito un agile opuscolo, ad alto impatto comunicativo, realizzato specificamente per i giovani dalla dott.ssa Daniela Farina con il contributo delle psicologhe Raffaella Aruta, Anna De Rosa e Teresa Di Cicco. La campagna partirà dal Comune di Nola, la cui amministrazione si è mostrata particolarmente attenta e sensibile alla problematica, mettendo a disposizione tutto il necessario supporto logistico, ed è  stata presentata in mattinata nell’aula consiliare del Palazzo di città dall’assessore alle pari opportunità Carmela De Stefano, dal capogruppo in consiglio comunale di Forza Italia Franco Nappi e per l’Università di Napoli, oltre al Prof. Mario Delfino dalle dott.sse Raffaella Aruta e Orsola Rescigno. Quindi domenica 21 febbraio, a partire dalla mattina, il camper sosterà a Piazza Duomo. “Tutti sanno dell’esistenza delle ITS ma pochi le conoscono davvero. Chi si avvicina alla sessualità – sottolinea l’assessore alle pari opportunità Carmela De Stefano – deve conoscere sé stesso  e deve conoscere in che modo viverla al meglio ed in maniera corretta. Proteggere la propria salute è un gesto di rispetto verso la propria persona oltre che verso gli altri. C’è bisogno di iniziative come queste per sensibilizzare soprattutto i giovani ad adottare stili di stili di vita piú sani”. “Informare sulle insidie che si nascondono dietro comportamenti scorretti e condotte superficiali rappresenta un dovere per un’amministrazione comunale attenta al benessere fisico e psicologico della comunità e soprattutto dei giovani. Quella promossa dall’Università – sottolinea  l’assessore alle politiche sociali Michele Cutolo –  è una campagna importantissima non solo ai fini della prevenzione ma anche della divulgazione di strumenti cognitivi che possano aiutare tutti a vivere in maniera consapevole e responsabile la propria vita affettiva e sessuale”. “Sono certo – conclude il sindaco Geremia Biancardi – che grazie all’attività di collaborazione intrapresa con l’Università riusciremo nell’obiettivo di contribuire ad arginare un’emergenza che non è solo sanitaria ma anche sociale e che per questo chiama ognuno, a cominciare dalle istituzioni, a fare la propria parte. Il camper della salute aiuterà a conoscere di più ed a rischiare di meno”.

Napoli, caso Atr, l’ex vicesindaco: “Affidamento gravissimo: va revocato”

Tommaso Sodano condanna la concessione dell’appalto di smaltimento dell’amianto a un condannato acerrano per disastro ambientale.     Gli ambientalisti stanno premendo e con loro preme anche un certo mondo politico. L’appalto di rimozione e smaltimento dell’amianto concesso dal comune di Napoli alla ditta Atr di Acerra, nel cui assetto societario figura un condannato in secondo grado per disastro ambientale, sta infatti suscitando forti malumori tra coloro che nella Terra dei Fuochi hanno sollecitato gli interventi della magistratura e delle forze dell’ordine contro le ecomafie. Oggi pomeriggio sull’argomento ha preso posizione l’ex braccio destro di De Magistris ed ex vicesindaco di Napoli, Tommaso Sodano. “Trovo gravissimo – commenta Sodano – l’affidamento, da parte del Comune di Napoli, del servizio di rimozione dell’amianto ad una società riconducibile ai Pellini di Acerra, contro cui ho condotto una battaglia durissima in Parlamento, nei primi anni 2000, e con esposti all’autorità giudiziaria per i disastri ambientali che quelle persone avevano portato alle nostre terre. Sicuramente l’affidamento avrà una “correttezza formale” ma una buona politica si deve porre anche il problema dei messaggi chiari contro tutte le eco mafie. A mio avviso va immediatamente revocato l’affidamento”. (Fonte foto: rete internet)

Napoli, Ocalan cittadino onorario

De Magistris: “Un atto di grande valore politico, per la pace”.
“E’ un atto di grande valore politico, non è neutro o formale, non è contro qualcuno, ma per favorire la pace”. Così il sindaco di Napoli Luigi de Magisris ha motivato la decisione presa dalla sua amministrazione di conferire la cittadinanza onoraria ad Abdullah Ocalan leader curdo del Pkk detenuto dal 2002. A ricevere il riconoscimento e la medaglia della città, la nipote Dilek Ocalan deputata dell’Hdp partito filo curdo in Turchia. Una decisione che – ha sottolineato il sindaco – “non è una sfida, ma se qualcuno in Occidente pensa che le città siano suddite dei governi, sappia che questa città non prende ordini. Noi – ha aggiunto – crediamo che chi cerca di costruire pace e ha sete di giustizia non deve far paura e l’ho scritto anche al Governo per tranquillizzarli”. “La Turchia non si ferma, uccide e attacca anche i curdi che vivono nel territorio oltre il confine della Siria. Oggi c’è in atto una guerra interna, una guerra contro le zone curde”, ha detto Dilek Ocalan, nipote del leader del Pkk. (Fonte foto: rete internet)

San Vitaliano: “Buon compleanno Totò”, ricordo del principe della napoletanità

Nell’ambito delle manifestazioni de “La Fontana del Villaggio”, il Sindaco, Dott. Antonio Falcone, e l’Amministrazione Comunale di San Vitaliano, in collaborazione con il GAD Radici, la Pro Loco San Vitaliano, il Lions Club Marigliano, la ConfCommercio San Vitaliano e le altre realtà associative locali presentano la manifestazione “Buon Compleanno TOTO’ – Ricordo del Principe della Napoletanità” in occasione del 118° Compleanno del Principe Antonio De Curtis, in arte TOTO’, presso il Teatro Comunale di San Vitaliano, oggi lunedì 15 febbraio 2016 alle ore 19.00. Il programma della serata:
  • Saluti del Dott. Antonio Falcone, Sindaco di San Vitaliano;
  • Interviene il Dott. Mimmo Falco, vicepresidente Ordine dei Giornalisti della Campania;
  • Ospiti d’Onore le Sig.re Liliana ed Elena de Curtis, figlia e nipote del grande comico napoletano;
  • Conduce e coordina il Dott. Angelo Ciaravolo, consigliere nazionale Ordine dei Giornalisti;
  • Con la partecipazione straordinaria di Accademia delle Arti “Lo SberleffoGeppino D’Alessandro, Giuseppe Cacace;
  • “Dolce Totò 2016” presentazione di manufatti dolciari ispirati alla figura del grande comico napoletano.
Siete TUTTI invitati a partecipare !!!  

Camorra: da oggi 250 militari a Napoli

Impegnati in operazioni ad alto impatto. E’ la risposta dello Stato.
“Da oggi, a Napoli, 250 militari saranno impegnati in operazioni ad alto impatto sul territorio. Questa è la pronta risposta dello Stato, che avevo assicurato durante il Comitato per l’Ordine e la Sicurezza, dedicato al capoluogo campano”. Lo afferma il ministro dell’Interno, Angelino Alfano. “Queste unità di rinforzo – sottolinea il ministro – rappresenteranno con più forza il presidio di legalità che noi intendiamo contrapporre agli episodi di violenza e di recrudescenza della criminalità e alle faide interne che in questo momento caratterizzano le azioni criminali, potenziando il controllo del territorio e rafforzando la fiducia dei cittadini nelle istituzioni”. (Fonte foto: rete internet)  

Nola, rapina ai danni di autotrasportatore: arrestati i colpevoli

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Nell’ambito di indagini coordinate dalla Procura della Repubblica di Napoli Nord, i Carabinieri della Compagnia di Nola hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia Cautelare in carcere nei confronti di quattro persone – due, di 33 e di 53 anni, domiciliate a Marigliano (NA), una, di anni 43, a Volla (NA) e la quarta, di anni 48, a San  Gennaro Vesuviano – per il reato di rapina aggravata ai danni di un autotrasportatore. L’episodio criminoso si verificò in Arpino di Casoria il 9 novembre 2015. L’ordinanza in questione costituisce l’esito di una indagine, avviata a seguito del rinvenimento a Saviano, all’interno di un capannone industriale in disuso, di un container carico di merce provento della rapina. Le indagini condotte dai Carabinieri consentivano di individuare tutti i componenti del gruppo criminale, che venivano ripresi da un impianto di videosorveglianza installato lungo l’itinerario da percorrere per raggiungere il luogo di occultamento della refurtiva. A poche centinaia di metri del sito in questione, peraltro, era stata abbandonata la motrice del  Tir, obiettivo della rapina. Gli ulteriori accertamenti hanno consentito, inoltre, di  comprendere i singoli ruoli rivestiti da ciascuno degli indagati, alcuni dei quali  autori materiali della rapina , mentre altri hanno svolto compiti di natura logistica. (Fonte foto: rete internet)