Eav, Lettera aperta al presidente della regione Campania Vincenzo De Luca

La replica dell’O.R.S.A. alle parole durissime del presidente De Luca contro i lavoratori dell’Eav, espresse nel corso di un’intervista a Radio Kiss Kiss.   Presidente, abbiamo ascoltato increduli le sue parole alla radio, durissime e immotivate contro i lavoratori dell’EAV che manifestavano, in perfetta legalità, il proprio dissenso contro una linea di condotta, quella sì illegale e immotivata, che va contro ogni logica aziendale, economica e ferroviaria, ma che segue, come al solito, logiche di spartizione partitocratica, premiando un dirigente che, nominato dalla passata amministrazione regionale, senza competenze specifiche nel settore ferroviario, responsabile principale dello sfascio di questi ultimi tre anni, invece di essere allontanato… gli viene regalata una dirigenza ex novo e pure ad hoc, gli viene consentito di crearsi una staff che nessuna esperienza ha maturato nel delicatissimo settore della controlleria dei titoli di viaggio, viene difeso strenuamente senza ascoltare la voce di chi, col proprio lavoro ha mantenuto in piedi questa azienda con sacrifici personali quotidiani, rimettendoci anche economicamente. Se questa è la “difesa del posto di lavoro” di cui lei parla, allora ha ragione, abbiamo ben visto come il presidente del cda dell’EAV ha difeso, a spada tratta, il posto di lavoro di questo dirigente. Noi lavoratori abbiamo cercato di analizzare le sue parole per cercarne un senso logico, abbiamo discusso tra di noi per trovare una spiegazione plausibile che le giustificasse, ma a distanza di 48 ore non lo abbiamo ancora trovata, perché o lei è vittima di una grossolana disinformazione, o non ha voluto vedere la verità e non ha voluto cercarla tra quelle stesse persone che l’hanno invitata, l’hanno accolta ed accompagnata nella breve visita che lei ha fatto alla nostra azienda, non ha voluto confrontarsi con quelle stesse persone che l’hanno sostenuta nella campagna elettorale, con quelle stesse persone con cui ha festeggiato la vittoria elettorale. Nessuna azione è stata fatta a per difendere quelli che lei definisce “privilegi parasindacali”, e ci pare una goffa mistificazione affermare che il tipo di servizio che era stato imposto ai lavoratori avrebbe fatto “perdere loro 50 euro al mese di straordinario”, visto che proprio il rifiutando le sole OR.S.A. – Organizzazione Sindacati Autonomi e di base Autoferro-TPL – EAV S.r.l.- Napoli tel fax sede az.le 081.772.2565 – Coord. 334.6200.201- 335.726.5134 pec: orsaautoferrotplcampania@postecert.it – mail: orsaautoferrotplcampania@gmail.com prestazioni straordinarie (e quindi guadagnando di meno) sono stati soppressi tanti treni. In quanto poi al debito di 700 milioni, le vogliamo ricordare che l’EAV vanta 500 milioni di crediti dalla regione Campania, che la cifra restante non si può propriamente definire un debito, perché è il frutto del finanziamento di opere per l’ammodernamento e la costruzione di linee ferroviarie e nuove stazioni, finanziamento che doveva essere garantito da fondi regionali ed europei e non certamente dalle casse aziendali. Le vogliamo anche ricordare che dei “2700 contenziosi” di cui lei parla, la stragrande maggioranza riguarda quelli tra lavoratori e azienda, essi sono nati perché i dirigenti non hanno saputo gestire in modo opportuno e oculato il personale, che vistosi mortificato professionalmente ed economicamente si è rivolto al tribunale per far valere le proprie ragioni, e le vogliamo ricordare che quei dirigenti sono ancora in carica e tutti riconfermati dalla sua amministrazione. La invitiamo pertanto a non lasciarsi più andare ad offese immeritate nei confronti di chi ha sempre lavorato e lottato per salvare l’azienda contro l’incompetenza e l’arroganza di una classe politica e dirigenziale che, badando solo ai propri interessi, ha contribuito a limitare fortemente ai cittadini della Campania un diritto sancito dalla Costituzione della Repubblica Italiana, quello alla MOBILITÀ. Le vogliamo ricordare che, con certe sue affermazioni lei va in netta controtendenza con le promesse fatte in campagna elettorale, in cui lei individuava l’EAV, e quindi anche (e soprattutto) la Circumvesuviana, come il fiore all’occhiello di tutto il trasporto pubblico della nostra regione, e pertanto da rilanciare con forti investimenti, azioni forti e non certamente solo con parole forti, affermare di voler “portare i libri in tribunale” sarebbe come sancire il fallimento di tutta l’azione politica della sua giunta.

“Il Mutafavole”: a Nola l’esordio letterario di Antonio Carmine Napolitano

Sabato alle 18.30 nell’ex convento di Santo Spirito. Sarà presentato alle 18.30 di sabato 27 febbraio nel salone centrale dell’ex convento di Santo Spirito di via Merliano il libro di Antonio Carmine Napolitano, “Il Mutafavole”. Il testo è un fantasy avvincente, edito dalla casa editrice ‘Il Ciliegio’ e segna l’esordio letterario dello scrittore originario di Nola. L’iniziativa è patrocinata dall’amministrazione comunale guidata dal sindaco Geremia Biancardi con l’assessore ai beni culturali Cinzia Trinchese. “Un sogno che si realizza – ha dichiarato l’autore – E realizzarlo nella città dove sono nato e ritornato dopo oltre dieci anni è motivo di grande emozione e di orgoglio”. “Dare spazio ai giovani talenti che dimostrano di avere qualità oltre che competenza e professionalità è sempre stata una priorità di questo assessorato – ha dichiarato l’assessore ai beni culturali, Cinzia Trinchese – Caratteristiche ben rappresentate dal nolano Antonio Napolitano che con il suo romanzo d’esordio punta ad affascinare tanti giovani come lui”.  

Somma Vesuviana, Lettera in redazione: a Rione Trieste un campetto a rischio degrado

 

Il nuovo campetto di rione Triste, non ancora inaugurato, rischia di essere distrutto. L’appello di una mamma del posto. Fotogallery

  Gentile Direttore, sono Fiorillo Rossella ho 43 anni abito vicino al nuovo campetto che tra qualche mese nuovo non sarà più. Scrivo al vostro giornale come punto di riferimento territoriale vista la inefficienza dell’amministrazione comunale nel gestire le opere pubbliche tanto desiderate e auspicate dalla cittadinanza. Il punto è il seguente: dopo circa un ventennio è stato portato a compimento il campetto adiacente la scuola elementare di Rione Trieste. La struttura, peraltro molto bella, è stata terminata negli ultimi mesi del 2015 poi chiusa al pubblico in attesa di essere affidata tramite bando (almeno credo). Ad oggi invece la struttura si presenta senza gestione ma frequentata da tantissimi bambini e giovani che presi dal bisogno di godere di uno spazio a loro dedicato hanno liberato l’ingresso dalle transenne e tutti i giorni si ritrovano per dare due calci ad un pallone, Vederli è uno spettacolo ma nello stesso tempo la preoccupazione grande è che lo spazio lasciato incustodito possa essere in breve tempo distrutto. Ancora una volta ci chiediamo noi mamme, genitori, nonni perché, dalle nostre parti, è così complicato goderci le opere pubbliche, soprattutto quelle destinate ai nostri bambini/e, che proprio a Somma Vesuviana (a differenza dei paesi limitrofi) fanno fatica a nascere, l’idea è che manca la volontà politica, mancano idee, mancano le persone al posto giusto allora se è così perché non lasciamo il posto a chi crede che le nostre terre possano rifiorire a partire dai bambini. Invitiamo la pubblica amministrazione a prendere in mano la situazione da subito prima di buttare all’aria tempo, soldi pubblici e soprattutto i SOGNI DI TUTTI NOI.. Grazie alla redazione per il contributo.

Napoli, Leguminosa 2016: i legumi al centro del mondo

Napoli si prepara ad accogliere, per i giorni del 4, 5 e 6 marzo, la seconda edizione di Leguminosa 2016, l’evento che celebra i legumi, nell’anno dichiarato dalla FAO “anno internazionale dei legumi”. Appuntamento a Piazza Dante. La manifestazione, che è l’unica in Italia nel calendario Internazionale FAO, ha lo scopo innanzitutto di “promuovere” i legumi come cibo energetico e sano, partendo dalla tradizione gastronomica partenopea che, nei secoli, ha visto sempre tra i protagonisti dei suoi piatti questi piccoli tesori dell’alimentazione. Noi de Ilmediano.it, per l’occasione, abbiamo voluto incontrare il Dott. Giuseppe Orefice – Presidente di Slow Food Campania e Basilicata, che organizza questa importante iniziativa – per farci guidare sia verso l’evento Leguminosa 2016, sia verso l’utilizzo migliore di questi alimenti nella nostra cucina. D: Presidente in questi giorni io che seguo il suo lavoro, l’ho vista impegnato in prima persona nel controllo dei prodotti che parteciperanno a Leguminosa. Può brevemente parlarci delle caratteristiche nutrizionali dei legumi presidio Slow Food campani? “Si più che di un controllo, le mie sono state visite nelle aziende che producono legumi per sincerarmi soprattutto della diponibilità di legumi freschi. All’inizio di marzo ci dovrebbero già essere fave e piselli e questo è significativo per una manifestazione che ha un mercato di agricoltori tra i suoi punti centrali. I Presidi Slow Food della Campania sui legumi sono 5: Lupino gigante di Vairano, Cece di Cicerale, Cannellino dente di morto di Acerra, Fagioli di Casalbuono, Fagiolo di Controne. Con il progetto dei Presidi, Slow Food intende valorizzare le produzioni locali fragili, quelle che rischiano di scomparire a causa dell’omologazione del gusto e della scarsa attenzione del mercato. Dal punto di vista nutrizionale i legumi secchi sono una importante fonte di proteine nobili; nella dieta mediterranea rappresentano la principale fonte proteica e, dunque, andrebbero consumati quotidianamente da qui il concept della manifestazione “Scegli il tuo legume quotidiano”.” D: In generale possiamo dire che i legumi rispondono alle caratteristiche care a Slow Food, tanto da divenirne baluardo, di “buono, pulito e giusto”? “Certamente i legumi si prestano a tantissime preparazioni tutte molto gustose molte delle quali sarà possibile provare a Piazza Dante nei giorni dell’evento, sia nel corso dei laboratori del gusto che durante le cene e le altre occasioni di assaggio che per Slow Food è sempre un assaggio guidato, proprio per dare le informazioni necessarie a comprendere meglio il valore del prodotto. I legumi sono anche amici dell’ambiente perché essendo azoto fissatori riducono il ricorso all’utilizzo di concimi chimici nei terreni e infine sono giusti perché danno opportunità e prospettive all’agricoltura soprattutto delle aree più interne del nostro territorio, quelle dove maggiormente si concentra il rischio di abbandono delle campagne con tutte le conseguenze che ne derivano.” D: In Italia, il Paese con il maggior numero di eccellenze agro-alimentari, quanto è diffusa la cultura del “buon mangiare” ovviamente inteso come sana alimentazione? “Molto diffusa, ma ancora molto c’è da fare per evitare la colonizzazione da parte di culture meno attente a questi principi. Faccio un esempio: per noi italiani il modo migliore di mangiare è insieme ai propri cari, familiari o amici mentre si stanno diffondendo sempre più modelli alimentari dove la convivialità, il prendersi il tempo di un pasto in compagnia, è considerato irrilevante o addirittura controproducente. All’estero devo dire che all’Italia viene data una grossa rilevanza nel dibattito culturale e nel definire gli stili alimentari; noi italiani invece siamo stranamente attratti dalle sirene provenienti dall’estero si veda ad esempio la grande diffusione delle catene di patate olandesi sui corsi e nelle piazze dei nostri centri storici.” D: Eventi come Leguminosa sono i benvenuti, ma, nel nostro quotidiano, quanti e quali passi possono essere fatti verso una maggiore diffusione della cultura alimentare? “Informarci, conoscere, creare relazioni con chi produce e vende il nostro cibo, per fare questo c’è bisogno di tempo che, come sappiamo, è una risorsa di cui si dispone sempre meno. E’ per questo che Slow Food propone uno stile più lento e magari anche più sobrio. Abbiamo creato a questo scopo la rete degli amici di leguminosa fatta da osti, cuochi, titolari di piccole botteghe che si prendono il tempo di spiegare ai propri clienti che dietro un sacchetto di ceci o di lenticchie ci può essere tanto altro e che ogni volta che si mangia si determina la direzione in cui il nostro pianeta e la nostra società andrà.” D: E’ più importante rivolgersi ai piccoli consumatori e partire, quindi, dalla scuola oppure rivolgersi agli adulti? “La scuola e gli adulti dovrebbero essere alleati nell’educazione alimentare delle giovani generazioni, mi piace citare l’esempio di un comune del salernitano, Caggiano, gli alimenti della mensa scolastica sono prodotti dai genitori degli alunni che hanno piccole aziende agricole. Molti potrebbero obiettare che non si può fare, che è un sistema troppo complesso, invece si fa già ed è pure conveniente. Quei genitori saranno un po’ più ricchi, spenderanno ciò che guadagnano sul territorio e la comunità tutta ne gioverà. I bambini mangeranno prodotti locali appena raccolti e che seguono la stagionalità, staranno meglio e saranno più felici. Ma ci sono anche situazioni diametralmente opposte con genitori e dirigenti scolastici che invitano ad andare a mangiare da McDonald’s per raccogliere punti e vincere il concorso indetto dalla catena di fast food che promette di regalare attrezzature didattiche alla scuola. E’ necessario tenere la guardia alta e scegliere quale futuro vogliamo costruire per i nostri figli.” D: Spesso, a mio avviso troppo spesso, si innescano polemiche sugli elevati costi della sana alimentazione. Quanto costa mangiare sano? Possono farlo tutti? Dobbiamo forse imparare a fare i giusti acquisti in ambito alimentare? “Il troppo o il troppo poco sta nelle misure che prendiamo come riferimento, ad esempio a mio avviso è troppo poco remunerare un agricoltore 20 € per 8 ore di lavoro a raccogliere pomodori sotto il sole, ancora è troppo poco voler pagare 30 centesimi le pesche o il latte. E’ troppo alto invece il costo delle intermediazioni che poi portano il costo al consumatore di questi prodotti tra 1,50 e 2,00 €. Tornando ai nostri legumi se il paragone lo facciamo con un chilo di legumi prodotti in nord Africa o in America latina, dove la manodopera viene sfruttata e l’utilizzo della chimica è incontrollato, allora qualsiasi legume prodotto in Italia sarà caro. Se invece ci riferiamo, come invito a fare, ad un chilo di carne, visto che nutrizionalmente i legumi sono proteine proprio come la carne, i miei legumi di grandissima qualità saranno non solo economici ma anche gustosi e sani.” D: Lei insegna nelle scuole il rapporto tra l’uomo e l’ambiente; come si passa dal seme al frutto e quale lavoro la natura e l’uomo compiono in simbiosi per arrivare al frutto. Come si mostrano i bambini di fronte al miracolo della natura? “I bambini ci mostrano in maniera evidente tutte le sfumature delle reazioni umane rispetto alla relazione con la natura, mi capita perciò di incontrare bambini timorosi che scappano al primo insetto, bambini aggressivi che invece rompono o uccidono esseri indifesi, bambini sensibili che se ne prendono cura e capiscono che l’uomo fa parte della natura e che da essa dipende. Quello che spesso si dimentica è che, come per gli animali, gli uomini imparano per imitazione, si diventa grandi giocando a fare i grandi e se i grandi che imitiamo sono prepotenti e tendono a risolvere tutto con la violenza, i bambini imiteranno questo atteggiamento; se i grandi invitano all’osservazione a all’ascolto avremo bimbi più equilibrati e disponibili all’apprendimento. Ritornando a Leguminosa il gruppo educazione di Slow Food Campania sta preparando tanti laboratori ed attività divertenti per le famiglie e per i bambini e un libro di storie legati ai legumi sarà regalato a tutti i piccoli visitatori.” Grazie per la collaborazione alla redazione di questo articolo; siamo lieti di averla ospitata sul nostro quotidiano on-line. Ci faremo portavoce del messaggio che ha saputo trasmetterci. Leguminosa è quindi un evento per tutti, da condividere coinvolgendo grandi e piccoli. Una finestra su un mondo che è per molti sconosciuto, ma per tutti interessante. Buon Leguminosa 2016! Per tutte le info sull’evento ed il programma: http://leguminosa.it/  
Leguminosa 2016
Leguminosa 2016
La locandina dell'evento
La locandina dell’evento

Brusciano teatro e solidarietà

  A Brusciano, domenica 21 febbraio, nella Sala Polivalente “Chiesetta della Pietà” di Via San Francesco, la compagnia di Teatro Popolare Napoletano ha promosso una serata di solidarietà con la rappresentazione teatrale della commedia “Era Zetella, Ma …” di Vincenzo Scarpetta (Napoli 1876-1952). Questi i personaggi e gli interpreti: Cusemiello, Mario Giorgino; Donna Concetta, Tersa Castaldo; Don Ciccillio, Giuseppe Giorgino; Nannina, Daniela Marciano; Tanella, Imma Giorgino; Bastiano, Michele Di Maio; Martino. Giuseppe Coppola; Felice, Antonio Giorgino; Vicenza, Anna Sepe; Orsola, Federica D’Amore; Baronessa Gigante, Stefania Malfi; Sasà, Carmine Monda. Regia di Antonio Giorgino con l’aiuto regia e l’organizzazione di Michele Di Maio. Nella brillante messa in scena il divertito pubblico ha seguito la rivoluzione dei costumi locali di Roccapellecchia, un paesino di montagna ancorato a secolari abitudini di vita. La novità è quella importata dalla figlia di Donna Concetta, Nannina, che reduce da intense esperienze cittadine si offre come nuovo modello di vita che privilegia la cura del corpo, l’abbigliamento e le movenze che scuotono gli uomini e svegliano le donne del tranquillo, fino ad allora, paesino di provincia. Intanto per lei stessa occorre trovare un riparatorio marito, bravo e ingenuo, che non percepisca il peso del suo recente vissuto. E qui vengono avanti il disponibile e buon Martino e le peripezie per approntare una dote per il matrimonio. Che, nonostante tutto, si farà. Per il sociologo Antonio Castaldo “sono stati tutti bravi gli attori e le attrici, con l’esperta direzione di Antonio Giorgino egli stesso in scena come da capocomico della migliore tradizione teatrale. Le new entry nella compagnia del Teatro Popolare Napoletano hanno portato nuova linfa creativa e fatto ulteriormente lievitare la prestazione artistica del gruppo che in questa occasione era nobilitata dal gesto di beneficenza con il quale è stato devoluto l’incasso della serata ad una famiglia di Brusciano in grave stato di bisogno. E per questo il pubblico ha doppiamente applaudito coloro che sono andati in scena ed hanno promosso la speciale serata di solidarietà”. Fra i presenti in platea l’Assessore alle Politiche Sociali del Comune di Brusciano, la professoressa Licia Mocerino, il funzionario comunale, Antonio Di Maiolo ed il Presidente dell’Ente Festa dei Gigli, l’avvocato Giuseppe Montanile e rappresentanti del mondo dell’associazionismo culturale. 2. Compagnia Teatro Popolare Napoletano - Brusciano 21.2.2016 3. Compagnia Teatro Popolare Napoletano - Brusciano 21.2.2016 4. Compagnia Teatro Popolare Napoletano - Brusciano 21.2.2016  

Ucciso per errore, al killer la paga ridotta

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A sbagliare fu lo “specchiettista”: la vittima aveva stessa auto boss.
Una vicenda da brividi. Gli avevano promesso 3000 euro ma ne ebbe solo 800 perché aveva ucciso la persona sbagliata: è quanto emerge dalle indagini dei carabinieri di Torre del Greco sull’omicidio di Salvatore Barbaro, vittima innocente della camorra, assassinato 7 anni fa per mano di Vincenzo Spagnuolo, nei pressi di un ingresso degli scavi di Ercolano. Barbaro venne ferito a morte a colpi di pistola perché viaggiava a bordo di una vettura uguale a quella del vero obiettivo, il boss Ciro Savino, del clan Birra Iacomino. Il mandante decise di pagare ugualmente il sicario, che agì con un complice in sella a uno scooter: venne ritenuto colpevole dell’errore lo “specchiettista”, colui a cui era stato affidato il compito di indicare l’obiettivo, sulle cui sorti i pentiti sono stati vaghi. Dalle intercettazioni emerse che la sera dell’omicidio la fidanzata del mandante chiese al suo uomo, Natale Dantese, se avessero festeggiato: lui seccato, risposte che era meglio lasciare cadere l’argomento. (Fonte foto: rete internet)

270 metri di cavi elettrici rubati: al buio la grande arteria inaugurata 25 giorni fa

Ad Acerra furti incredibili di interi pezzi di strade e parchi. La sensazione è che ad Acerra non si possa mettere un chiodo perché tanto qualcuno è sempre pronto a staccarlo. Questo perché negli ultimi giorni il territorio ha subito due pesanti attacchi ad altrettante opere pubbliche il cui unico scopo era quello di migliorare e rendere più decorosa un’area che ha fame di riscatto. Il primo sfregio è quello perpetrato alla variante orientale, una grande opera pubblica, una strada lunga due chilometri e appena inaugurata, il 31 gennaio: è al buio. I ladri hanno prima rubato centinaia di metri di cavi elettrici che alimentano i pali della luce e, dopo alcuni giorni, i tombini di piombo. Tombini che però sono stati fatti sostituire a tempo di record dal comune. Ma la rete elettrica non è ancora stata ripristinata. La seconda batosta al patrimonio di tutti è quella inferta qualche giorno fa ai danni del parco delle Sorgenti del Riullo. Anche in questo caso c’è stato il “solito” maxifurto: sono stati rubati i pannelli di ferro che delimitano l’area del parco comunale, ubicato nella campagna a nord di Acerra, in contrada  Calabricito. Pesante la conta dei danni per la variante orientale, arteria creata per deviare dal centro il traffico verso lo svincolo est della superstrada Nola-Villa Literno e verso i comuni del Casertano e del Beneventano. Da qui sono stati portati  via 270 metri di cavi elettrici interrati. I ladri hanno sfilato i cavi elettrici dal contatore posizionato su via Orientale Spiniello. La grande strada era stata appunto inaugurata lo scorso 31 gennaio, dopo 20 anni di attesa. Il sindaco Raffaele Lettieri ha invitato la cittadinanza a “collaborare con tutte le istituzioni, denunciando per battere questi vigliacchi”. “Questi episodi di criminalità e di violenza contro il patrimonio pubblico che qualcuno sta perpetrando contro la città di Acerra – ha aggiunto il sindaco – e mi riferisco agli atti vandalici delle scorse settimane contro il Castello Baronale, il Comune, ai furti nelle scuole, e quest’ ultimo furto presso la strada Orientale, ci vede impegnati su più fronti. Oltre ad aumentare sempre più la collaborazione con le forze dell’ordine, stiamo portando avanti il progetto di video sorveglianza sul territorio cittadino che è già inserito nel piano triennale delle opere pubbliche. Adesso faremo in modo che ci sia l’immediato ripristino delle aree danneggiate affinché i nostri cittadini non debbano soffrire per le pessime imprese di questa gentaglia che non ama la nostra città “. Per quanto riguarda invece il parco delle Sorgenti del Riullo, una falda acquifera riaffiorata dopo anni di interramento, sono stati rubati i pannelli di recinzione in ferro zincato che erano stati messi per proteggere l’intera area in cui molte famiglie trascorrono il tempo libero durante i fine settimana.     Si tratta di pannelli prestampati rigidi installati per proteggere il fossato e il parcheggio. Una recinzione  lunga 47 metri è stata distrutta. Divelti anche alcuni paletti di sostegno e danneggiata pure una parte del reticolato metallico al confine dell’area comunale. L’area delle Sorgenti del Riullo ad Acerra, a pochi metri dal confine con Cancello Scalo, proprio nella zona retrostante la famosa Casina Spinelli e gli scavi di Suessula, è stato oggetto di un lavoro di riqualificazione ambientale ad opera del Comune di Acerra con piantumazione di alberature. ” E’l’ennesimo attacco alla proprietà pubblica di Acerra – ha commentato il sindaco Lettieri – continueremo la lotta a questi scempi insieme alle forze dell’ordine impegnate ad assicurare alla giustizia chi ha compiuto questo vile gesto. E’ un atto ancora più grave se si considera che quell’area comunale è stata oggetto di riqualificazione ambientale, simbolo dunque, della rinascita e della ripartenza dell’intera Comunità. Tutti insieme impediremo che l’egoismo, la prepotenza e l’arroganza di pochi rubino anche il futuro alle nuove generazioni della nostra terra “.  

Protesta Cub all’inceneritore: si smobilita

E’ stato sciolto il picchetto degli addetti del Consorzio Unico di Bacino.  

  Gli addetti del Consorzio Unico di Bacino, senza salario da 40 mesi, da stamane hanno rimosso il blocco dei camion in ingresso nell’inceneritore di Acerra. Contemporaneamente uno di loro, che i era barricato per tutta la notte sul tetto dell’impianto, è sceso dall’edificio ed ha raggiunto i suoi colleghi radunati all’esterno  del termovalorizzatore. ” Non è stato raggiunto nessun risultato, la Regione non ne vuole sapere e noi siamo rimasti a bocca asciutta “, ha commenato Giovanni D’Errico, dei lavoratori del Consorzio di Bacino Campania di Acerra.

Casoria: “alto impatto” dei carabinieri. Scoperta “serra a scrocco” per produzione di cannabis. Arrestate madre e 2 figlie

In manette tre donne, madre e due figlie, che che tenevano a casa hashish e marijuana e tutto l’armamentario per ridurle a confezioni e stecchette.
Cannabis prodotta in una serra  ove il ritmo giorno/notte per la produzione veniva simulato con potenti lampade alogene alimentate con fili collegati direttamente alla rete pubblica. Il tutto a casa di un 54enne di Caivano arrestato per produzione e per detenzione di cannabis.
E’ quanto scoperto dai militari di Casoria, che hanno arrestato anche 3 donne -madre e 2 figlie- che tenevano a casa hashish e marijuana e tutto l’armamentario per ridurle a confezioni e stecchette. Durante perquisizione domiciliare i militari dell’arma hanno rinvenuto e sequestrato in un mobile del loro ingresso 100 grammi di marijuana, 50 grammi di hashish, 2 bilancini di precisione, materiale vario per il confezionamento delle dosi e 1.000 euro in denaro contante in banconote di vario taglio. Natale Pasquale, 54enne, di Caivano, sul solaio della sua abitazione aveva allestito una serra ove erano coltivate 12 piante di cannabis indica (altezza di circa 40 cm). Sul posto sono state rinvenute e sequestrate 2 lampade da 600 watt e alcuni pannelli rifrangenti ed è stato accertato che l’impianto per simulare i ritmi giorno/notte con le lampade era collegato alla rete pubblica. I tecnici enel fatti intervenire sul posto quantificano consumi non registrati per 7.000 euro. 7 persone sono state denunciate in stato di libertà per furto aggravato e continuato di energia elettrica e un’altra (l’ottava) per violazione a misura cautelare dell’allontanamento da casa familiare. Le tre donne sono state tradotte nella casa circondariale di pozzuoli mentre natale è in attesa di rito direttissimo.

Dema, incontro al Mise: esito interlocutorio

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Il faccia a faccia al ministero per lo sviluppo economico non ha dato risultati definitivi.      L’ atteso incontro di oggi al ministero dello sviluppo economico non ha prodotto i risultati sperati dai lavoratori della Dema aeronautica, che si sentono minacciati non solo dalla procedura di licenziamento per 99 dei 457 addetti della fabbrica di Somma Vesuviana ma anche dall’ingresso di un nuovo socio, la Seri spa, che si occupa di attività diverse da quelle delle produzioni di componenti aeronautici. ” L’incontro di oggi al Mise – fa sapere Francesco Griffo, della segreteria provinciale della Fim Cisl – è stato interlocutorio. E’ servito se non altro a far prendere atto all’assessore regionale alle attività produttive, Amedeo Lepore, e all’assessore regionale al Lavoro, Sonia Palmeri, della gravità della situazione, laddove  non lo avessero già saputo. L’azienda e il nuovo socio – aggiunge Griffo – non li abbiamo incontrati, per volontà del ministero , che ha fatto da mediatore. A ogni modo, di fronte alla volontà del nuovo socio di voler costituire una nuova società, lasciando i debiti e gli esuberi nella vecchia, il sindacato si è dichiarato contrario chiedendo l’utilizzzo degli ammortizzatori sociali a disposizione fermo restante il passaggio della nella newco di tutte le maestranze attuali “. L’azienda a questo punto si è riservata di dare una risposta alle organizzazioni di categoria e ai lavoratori per il prossimo 29 febbraio, giorno in cui il Mise ha riconvocato le parti per le 16 e 30. Un appuntamento, questo, che ha fatto saltare l’esame congiunto in Regione previsto per venerdi 26 febbraio.