Festa della donna, eventi all’insegna di tematiche sociali, istruzione e cultura con le scuole di musica della città, performance di tango e testimonianze. L’assessore Franca Trotta: «Una giornata da trascorrere insieme, dando spazio alle eccellenze del territorio e omaggiando quanto le donne riescono a compiere ogni giorno». Interverrà l’assessore regionale alle Pari Opportunità, Chiara Mancini.
Per le donne, nel giorno della Festa a loro dedicata: martedì 8 marzo, evento nell’aula consiliare di Pomigliano d’Arco promossa dall’assessorato alla cultura, pubblica istruzione e politiche giovanili.
L’assessore Franca Trotta ha voluto che gli appuntamenti si snodassero nel corso di un’intera giornata, dunque si inizierà alle 10, con il saluto della vicesindaco Elvira Romano e di Luisa Franzese, direttore generale dell’Ufficio Scolastico Regionale per la Campania.
Alle 10, 30 il convegno «Donne Migranti e Integrazione» con testimonianze dirette e l’intervento di Giancamillo Trani, vicedirettore della Caritas Diocesana di Napoli.
Alle 11,00 «Per la donna: pensieri, immagini e canti», performance degli studenti delle scuole secondarie di secondo grado della città di Pomigliano (Itis Barsanti, Liceo Cantone, Isis Europa, Liceo Imbriani, Liceo Serao).
Alle 12, 15, l’intervento di Chiara Mancini, assessore alle Pari Opportunità della Regione Campania.
Nel pomeriggio, alle 17, 45, l’intervento dell’assessore Franca Trotta, seguito da un momento conviviale: «Un thè in comune», offerto dagli esercenti cittadini.
Alle 18, 10, performance di Tango a cura del Liceo Musicale Paiesiello e alle 18, 15 un tributo musicale alle donne con esibizioni a cura degli allievi delle scuole di musica cittadine: «Liceo Paiesiello», «Jam», «Spazio Musica» e «The Guitar School».
(Fonte foto: rete internet)
L’8 marzo scuole, associazioni e cittadini insieme per le vie principali del comune.
“Donna: una marcia in più”. È questo il titolo della manifestazione che l’amministrazione comunale alla guida di Pollena Trocchia ha voluto promuovere in occasione dell’8 marzo, giornata tradizionalmente dedicata alla Festa della Donna. Patrocinato dall’Ordine degli Psicologi della Campania, l’evento porterà decine e decine di persone a sfilare per le vie principali del comune vesuviano – Via Fusco, Via Cavour, Via Starzolla, Via San Giacomo, Via Dante Alighieri – e a radunarsi infine in Piazza Amodio, per un momento di riflessione ma anche di intrattenimento. «Con quest’iniziativa, dall’importante significato simbolico, intendiamo sensibilizzare l’opinione pubblica sul triste fenomeno della violenza di genere, che purtroppo non accenna ad esaurirsi, nonostante l’impegno sempre più stringente di amministrazioni, associazioni, enti e semplici cittadini» ha spiegato il Sindaco di Pollena Trocchia, Francesco Pinto. La marcia, che prenderà il via alle ore 17, è stata organizzata in collaborazione dall’assessorato alle Pari Opportunità e da quello alle Politiche Sociali. «Siamo contenti della risposta che finora ha dato il territorio. Martedì pomeriggio oltre a tanti cittadini ci saranno le scolaresche, che nei giorni scorsi hanno preparato lavori a tema, e le associazioni del territorio, che, al di là del loro campo d’azione, hanno tutte sposato appieno il messaggio che intendiamo lanciare con la marcia, ossia che chi usa violenza contro le donne colpisce l’intera comunità, senza distinzione di sesso» ha detto Margherita Romano, Assessore alle Pari Opportunità del comune di Pollena Trocchia. «Con questo evento l’Amministrazione comunale tiene vivo il proprio impegno contro la violenza di genere, testimoniato anche dalla presenza sul suolo comunale del Centro Antiviolenza dell’Ambito N24, attivo ormai da tempo» ha chiosato l’Assessore Pasquale Fiorillo, delegato alle Politiche Sociali.
(Fonte foto: rete internet)
L’imprenditore Gennaro Boanelli ha licenziato in tronco quattro addetti alla sala.
Giochi in crisi, sale bingo in difficoltà. La depressione economica non risparmia proprio nessuno e travolge anche la più grande sala bingo della Campania, la “Bingo Montecarlo”di Casoria, un palazzone dal profilo basso ed esteso di vetro, cemento e alluminio ubicato sulla trafficatissima strada statale sannitica, al confine con Afragola. E’ un impianto da 800 posti a sedere, 56 slot machines, 2 sale roulettes ed annesso ristorante. Vi lavorano quasi 100 dipendenti. Qui sono stati appena licenziati in tronco, per motivi economici, tramite la legge Fornero, 4 addetti all’accoglienza. Ma il sospetto del sindacato è che non si fermerà a questi pochi tagli l’imprenditore Gennaro Boanelli, finito due anni fa al centro di un maxi sequestro da 150 milioni di euro messo a segno dalla Dia, la Direzione investigativa antimafia. La società Bingo Montecarlo, con sede a Casoria, opera nel settore del mercato del gioco di intrattenimento come sala bingo e video lottery. Intanto l’azienda, nelle lettere di licenziamento, ha dichiarato di “essere in forte crisi ed in forte difficoltà a causa del pesante indebitamento”. I licenziamenti appena attuati sono stati motivati attraverso la soppressione dei servizi accessori. “Senza tenere nemmeno conto dei carichi di famiglia però”, lamenta Emanuele Montemurro, del sindacato di categoria Uiltucs. Si parla di scelte occupazionali che ” stanno creando una forte preoccupazione in tutti i dipendenti che vedono così a rischio i loro posti di lavoro, nonostante i sacrifici fatti negli anni con orari di lavoro notturno davvero massacranti”. ” Questa decisione di Bingo Montecarlo – aggiunge Montemurro – appare del tutto immotivata ed incomprensibile in quanto non si sono voluti valutare gli ammortizzatori sociali a disposizione dell’azienda. Ciò quindi – conclude il sindacalista – fa presagire un futuro per niente roseo: attiveremo tutte le strade percorribili nella speranza che la società ci ripensi”. Il 21 novembre del 2013 la Direzione Investigativa Antimafia, su diposizione della magistratura, sequestro all’imprenditore di Casoria Gennaro Boanelli beni per 150 milioni di euro. Tra questi c’erano villa Nancy, a Roma, la villa che abitò Alcide De Gasperi, e la stessa sala bingo Montecarlo. Nell’inchiesta i pm parlarono di riciclaggio del clan Moccia di Afragola. Poi però gli immobili sono stati restituiti a Boanelli.
Lunedì 7 marzo, alle ore 16:30, l’aula consiliare del Comune di San Giuseppe Vesuviano ospiterà l’incontro-dibattito “Libertà di scelta e maternità responsabile”, promosso dalla Commissione Pari Opportunità istituita presso l’Ente di piazza Elena d’Aosta in attuazione dei principi di parità sanciti dalla Costituzione.
L’incontro rappresenta un momento di dialogo e riflessione sulla legislazione relativa alla tutela della maternità ed, in particolare, sull’applicazione delle norme relative all’interruzione volontaria della gravidanza.
I lavori saranno introdotti da Dolores Leone, assessore con delega alle pari opportunità, e da Almerinda Giordano, presidente della Commissione.
Gli interventi saranno affidati a Simona Ricciardelli, presidente del comitato per l’applicazione della legge 194/78, Laura Fiore, autrice del libro “Abortire tra gli obiettori”, Carla Ciccone, ginecologa dell’Ospedale Moscati di Avellino e Teresa de Pascale, ostetrica.
“L’incontro è rivolto a tutti ed in particolare alle giovani donne – ha dichiarato Almerinda Giordano, presidente della Commissione Pari Opportunità – Desideriamo parlare di questi argomenti delicati con sensibilità ed andando oltre ogni questione morale, dedicando ampio spazio all’informazione ed alla sensibilizzazione, anche per promuovere una crescita culturale della città rispetto a questi temi”.
3 arresti e 6 denunce, sequestrati vari tipi di droga. Questo il risultato delle ultime operazioni anti criminalità messe a punto dai carabinieri di Castello di Cisterna e del Reggimento Campania.
Nel corso di un servizio ad alto impatto predisposto per contrastare fenomeni di illegalità diffusa i carabinieri della compagnia di Castello di Cisterna insieme a colleghi del Reggimento Campania hanno tratto in arresto:
Felice Sabatino, 41 anni, residente a Pomigliano d’Arco e già noto alle forze dell’ordine, resosi responsabile di detenzione di stupefacenti a fini di spaccio essendo stato sorpreso in possesso nel corso di perquisizioni, personale e domiciliare, di 500 grammi di hashish, un bilancino di precisione, la somma di 560 euro in denaro contante;
un 24enne di Casalnuovo già noto alle forze dell’ordine, raggiunto da un ordine di carcerazione emesso dalla Corte di Appello di Napoli. Dovrà espiare 10 mesi e 11 giorni di reclusione per il reato di violenza sessuale commesso a Napoli nel 2012;
Salvatore Candolfi, 32 anni, residente a Napoli e già noto alle forze dell’ordine, raggiunto da un mandato di arresto europeo emesso per furto, reato commesso in Belgio.
Durante i servizi sono state inoltre denunciate, in stato di libertà, altre 6 persone.
L’operazione ha portato al sequestro di 1000 grammi di hashish, 50 di cocaina e 6 di marijuana.
Controllati numerosi personaggi sottoposti agli arresti domiciliari.
Controlli anche ad esercizi pubblici.
Nel corso dei contestuali controlli alla circolazione stradale sono state accertate numerose infrazioni al codice che hanno comportato la denuncia in stato di libertà di un 33enne sorpreso alla guida senza aver conseguito la patente. Scoperti e multati due cittadini che circolavano a bordo delle loro vetture prive di copertura assicurativa.
Sabatino è ai domiciliari in attesa di rito direttissimo.
Guadagno e Candolfi sono stati tradotti nella casa circondariale di Poggioreale.
(Fonte foto: rete internet)
Al via le primarie del centrosinistra per scegliere il candidato sindaco a Napoli e Roma. Si vota anche a Trieste, Bolzano, Benevento e Grosseto.
A Napoli i seggi allestiti per le primarie sono 78, nelle dieci municipalità. Si voterà oggi dalle 8 alle 21. Quattro i candidati in corsa: Antonio Bassolino, Valeria Valente e Marco Sarracino del Pd ed Antonio Marfella, indipendente del Psi. Alle primarie di Napoli potranno votare tutti i cittadini napoletani dai 16 anni in su, nonché tutti i cittadini Ue residenti in città.
Sono 2.400, alle 12, i votanti delle primarie del centrosinistra a Napoli per la scelta del candidato sindaco.
Non vi sono state – secondo quanto si apprende dal Pd di Napoli – segnalazioni di anomalie nelle operazioni di voto, ma una decina di tablet, di quelli dati in dotazione ai presidenti dei 78 seggi, non stanno funzionando con regolarità a causa di problemi di connessione alla rete internet. I tablet sono stati distribuiti ai presidenti dei seggi per consentire loro di evitare la duplicazione di voto da parte di uno stesso elettore in due o più seggi. Per fare questo, sui tablet è stata installata una App “anti-brogli”, realizzata su indicazione del Pd di Napoli.
(Fonte foto: rete internet)
Si chiama “Il rumore del silenzio – dai voce a quelle donne che voce non hanno” l’iniziativa contro il femminicidio che si terrà martedì 8 marzo alle 10 presso la Sala degli Specchi della Reggia di Caserta.
Organizzato dall’associazione con sede a Somma Vesuviana, “Eva pro Eva”, con la collaborazione dell’ente provinciale del turismo di Caserta, l’evento mette insieme contributi scientifici e artistici inerenti la stessa tematica: la tutela delle donne e la battaglia sociale e culturale contro il femminicidio.
Dopo i saluti della presidente dell’Ept di Caserta, Lucia Ranucci e della presidente dell’associazione “Eva pro Eva”, Cinzia Castaldo, interverranno la sociologa Maddalena Molaro, la psicologa Azzurra Viscione, la psicologa e criminologa Lisa D’Aniello, la presidente dell’associazione “SommaLav” Marianna Nicchia.
La parte artistica, che prevede una serie di intermezzi nel corso dell’incontro, sarà invece curata da Angelo Parisi: ci saranno percorsi di danza, monologhi recitati dall’attrice Rosangela Angri e interventi musicali del quartetto d’archi composto da Rosanna Cimmino, Mariarosaria Improta, Vincenzo Sant’Angelo, Patrizia Maggio.
L’ingresso è gratuito.
Un caso di “ordinaria” povertà che si sta consumando nel centro storico di Afragola.
E’ una storia estrema che richiede soluzioni vere in tempi stretti. E’ la storia di Antonio Caiazza, 39 anni, muratore disoccupato, di sua moglie Anna D’Onofrio, 33 anni, e dei suoi sei figli, quattro femmine e due maschi, la più grande di 16 anni e la più piccola, gravemente ammalata, di appena un anno e mezzo. La famiglia Caiazza è sotto sfratto. Il prossimo 12 di aprile l’ufficiale giudiziario si presenterà accompagnato dalle forze dell’ordine con l’obiettivo di sgomberare il tugurio inabitabile di via Roma, centro storico, per il quale Antonio ha pagato fino al luglio scorso 270 euro di affitto al mese. 270 euro per uno pseudo alloggio al piano terra del cortile di un edificio, una sottospecie di appartamento umido composto da una stanza di sei metri per quattro divisa in due da un tramezzo, da un cucinotto di tre metri per quattro e da un bagnetto inguardabile. Il tutto con soltanto tre finestrelle irraggiungibili piazzate sotto il solaio. Per questo posto inabitabile Antonio Caiazza, che ha mostrato il contratto di affitto, ha sborsato i soldi ogni mese fino a quando ha potuto, fino al luglio scorso. Poi è stato licenziato (lavorava al nero) e non ha potuto più pagare. Intanto il tribunale di Napoli Nord qualche mese fa gli ha già spedito la sentenza di sfratto. Un provvedimento emanato in tempi record considerati i tempi biblici della giustizia.” Giorni fa sono stato dal sindaco Domenico Tuccillo – racconta il disoccupato – lui ha preso il portafogli e mi ha dato 50 euro. Per il resto il Comune di me non se ne importa “. La più piccola della famiglia, Gaia, di 17 mesi, non sente, non parla e non riesce a stare dritta. Il medico di base non le ha saputo diagnosticare il problema. Gaia dovrà essere visitata al Santobono, domattina. La mamma, Anna, è stata operata qualche mese alla tiroide, da dove i chirurghi le hanno asportato dodici noduli.”A 19 anni – racconta Antonio – sono stato in carcere per furto e ricettazione. Da allora ho giurato a mese stesso che mi sarei morto di fame pur di non sbagliare di nuovo”. La settimana scorsa la famiglia Caiazza non ha mangiato per tre giorni di fila. Una fame interrotta dall’elemosina di alcune persone.
Afragola, l’ingresso del basso di una stanza in cui abita la famiglia Caiazza
Il titolare smaltiva oli esausti e altre sostanze pericolose sversandoli sul terreno. Carabinieri sequestrano il tutto.
I carabinieri della stazione di Terzigno nel corso di servizi effettuati per contrastare lo sversamento illecito di rifiuti hanno denunciato in stato di libertà un 33enne del luogo già noto alle forze dell’ordine ritenuto responsabile di gestione di rifiuti non autorizzata e di smaltimento illecito di oli esausti e di acque reflue prodotti dell’attività artigianale di meccanico.
Nel Corso di un controllo i militari dell’arma hanno accertato che il predetto esercitava la professione di meccanico senza alcuna delle previste autorizzazioni e commettendo gravi violazioni alle disposizioni del testo unico per la tutela dell’ambiente.
Sequestrato il capannone adibito ad officina meccanica di circa 90 metri quadri, due container colmi di rottami e di vario materiale ferroso, una area agricola adiacente all’officina di circa 400 metri quadrati sottoposta a vincoli perché a ridosso del Parco Nazionale del Vesuvio dove erano stati depositati in maniera incontrollata rifiuti, oli esausti e rottami di varie autovetture.
I carabinieri al lavoro nell’officina abusiva scoperta a ridosso del Parco Nazionale del Vesuvio in località Terzigno (NA)
Un lunghissimo corteo tra migliaia di lumini e di palloncini bianchi. Lacrime e preghiere per l’ultimo saluto a Domenico Liguori nella chiesa di Santa Maria di Costantinopoli.
Migliaia di lumini e di palloncini bianchi. Bianca era anche la maglia indossata da centinaia di amici di Domenico per portargli l’ultimo saluto. Il bianco dell’innocenza, il bianco che rappresenta i nobili sentimenti e la voglia di cambiamento. Il bianco che è il colore che più di tutti rappresenta il silenzio e il freddo. A capo chino, in un silenzio e un dolore immenso nel cuore, tantissimi amici di Domenico, meglio conosciuto come ‘o biond, hanno voluto salutare con un una fiaccolata il loro amico, vittima innocente, insieme al suo socio e amico Francesco, della criminalità senza scrupoli che dilaga sui nostri territori.
Erano tutti lì gli amici del biondo , vicini, increduli, uniti sull’altare a mo di abbraccio intorno a quella foto posizionata ai piedi dell’altare. Tutti a tenersi per mano, in preghiera, per far sentire a Domenico che il vuoto che ha lasciato è incolmabile, che niente sarà più come prima, che la vita è stata troppo crudele, che una morte così è davvero inaccettabile. E’ difficile trovare parole di conforto per i genitori di Domenico e di Francesco seduti ai primi banchi con lo sguardo perso nel vuoto e il cuore pietrificato dal dolore, e il sacerdote che ha officiato la messa, Don Sebastiano Buonavolontà, lo sa bene tant’è che non può far altro che dire: . “Quanti cuori induriti, quanti cuori aridi sono presenti oggi in questa chiesa. Come si fa a parlare a un padre e a una madre che ha subito tanto? E’ difficile, ma questi cuori di pietra devono diventare di carne. E’ troppo chiedere tanto in questo momento? Si, è così ma dobbiamo riuscirci e possiamo farlo solo se siamo uniti: da soli non ce la possiamo fare, ,abbiamo bisogno di un Padre, del nostro Signore.
Oggi, di fronte al sacrificio di questi ragazzi, strappati con violenza dalla vita, dobbiamo mettere nei nostri cuori un seme che porti frutti di speranza perché la società non si cambia con la violenza ma con l’amore”. Da qui l’invito ai tanti giovani presenti ad essere testimoni di questo cambiamento , “ domani- aggiunge il sacerdote- vi toglierete questa maglietta che porta l’immagine di Domenico e da quel momento dovete sforzarvi di portare un messaggio di pace e di speranza perché, nonostante tutto, la vita è bella e va vissuta. Il sacrificio di Domenico e di Francesco non deve essere vano, per loro dobbiamo trovare la forza di cambiare, di accogliere, di portare pace” .
Perdono, pace, amore: parole che aleggiano per tutto il tempo nella chiesa ma che stentano a toccare il cuore dei presenti, parole che al momento non trovano senso e significato. Difficile per tutti, anche per il Vescovo De Palma che in una nella lettera indirizzata ai genitori di Domenico scrive “E’ difficile per me voler dare parole di consolazione o di speranza, solo il Signore può colmare quei vuoti che la vita ci impone anche con violenza così la morte di Domenico, insieme al suo amico Francesco, entra in quella serie di eventi di cui non possiamo continuare a chiederci “perché?” ma verso cui guardare con la certezza della luce della Resurrezione e negli occhi e nel cuore. A noi spetta solo imparare da questo evento a non emettere mai sentenze arbitrarie e frettolose, pronunciate con troppa facilità in una gara che sembra essere diventata virale nella nostra epoca: individuare il colpevole (…….) In questo momento la mia solidarietà umana, la mia preghiera di credente, la mia vicinanza di amico. Né Domenico né Francesco hanno bisogno dei nostri segni e delle nostre parole per riscattarsi, le loro vite parlano da sole..”
E le loro brevi vite parlano di due bravi ragazzi, figli di genitori onesti e laboriosi. La vita di Francesco, per tutti Francuccio, disponibile e generoso; la vita di Domenico, per gli amici ‘o biond, solare come il colore chiaro dei suoi occhi. O biond, allegro, atletico e sportivo. O biond che amava la vita e la bella compagnia. O biond che sul cuore si era fatto tatuare il nome e una frase per la sua mamma morta troppo presto. O biond che guardava con gli occhi della tenerezza la donna della sua vita e con la quale forse sognava e sperava di farsi una famiglia. O biond che amava il suo lavoro e che aveva ancora tanto da dire e da dare alla famiglia e agli amici. O biond strappato violentemente alla vita per nulla, per niente.
All’amico dai capelli biondi come il grano, l’ultimo struggente messaggio in una lettera letta alla fine della messa “Con te se ne è andata la parte migliore di noi. Avevamo tanti progetti, tanti sogni, tante cose ancora da condividere ma la vita ha deciso diversamente…” Chi legge trattiene a stento le lacrime, che arrivano per tutti insieme a un lungo e commosso applauso con l’ultimo saluto: ciao biondo!
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