Scandalo a Pomigliano: 326 lampioni privati attaccati sulla rete pubblica, indagati 4 funzionari
A Mariglianella la Maratona Telethon 2025
Riceviamo e pubblichiamo dalla Pro Loco Mariglianella
Mariglianella- Domenica 14 dicembre 2025 la Pro Loco Mariglianella A.P.S. ha rinnovato il consueto impegno di solidarietà Telethon allestendo un colorato stand nei pressi dello Sweet Dreams, sito alla Via Marconi n. 81 in Mariglianella (NA), volto alla distribuzione e vendita di prodotti solidali, il cui ricavato sarà interamente devoluto alla Fondazione Telethon.
Non sono mancate forti emozioni per i bambini che sono stati accolti da un sorridente Babbo Natale, con il quale hanno scattato le foto ricordo e spedito la letterina per i regali.
“Ancora una volta Mariglianella ha fattivamente sostenuto la ricerca scientifica grazie alla grande partecipazione della Comunità, dimostrando grande sensibilità. Pertanto, desidero fortemente ringraziare chi ci ha onorato con la sua presenza contribuendo per la causa ed i soci che hanno dedicato tempo ed energie all’iniziativa.” ha dichiarato il Presidente Giovanni Maddaloni.
Centro per l’autismo di Avellino, Saiello: “Dalla Regione un segnale concreto di responsabilità”
Riceviamo e pubblichiamo: M5S, Saiello: “Centro per l’autismo di Avellino, un segnale di responsabilità da parte della nuova amministrazione regionale”
Il consigliere regionale: “Si trasforma un impegno istituzionale in una risposta concreta”
“Lo sblocco della convenzione per la gestione del Centro per l’autismo di Avellino è un segnale importante di attenzione istituzionale verso un tema che riguarda da vicino la vita quotidiana di tante famiglie della nostra Regione”. Dichiara il consigliere regionale del Movimento 5 Stelle Gennaro Saiello, a margine della conferenza stampa del presidente della Regione Campania Roberto Fico.
“Colpisce positivamente l’attenzione riservata fin da subito dal presidente Fico al tema dell’autismo. È un messaggio chiaro: la tutela delle persone più fragili e il sostegno alle loro famiglie non possono essere temi marginali. La decisione di puntare sin da subito su un centro pubblico, gestito dall’ASL, con una forte attenzione alla diagnosi precoce nei primi anni di vita, va nella direzione giusta, perché rafforza l’idea di una sanità che accompagna, sostiene e costruisce percorsi di cura nel tempo. L’autismo non riguarda solo i bambini, ma investe l’intero sistema di relazioni familiari, educative e sociali, chiamando la comunità a risposte strutturate e durature. In un territorio come quello irpino, dove il bisogno di servizi è reale e diffuso, l’attivazione del Centro può rappresentare un punto di riferimento stabile, capace di rafforzare la rete esistente e di ampliare le possibilità di presa in carico”.
“È questo il senso più profondo dell’azione annunciata – conclude Saiello – trasformare un impegno istituzionale in una risposta concreta, costruita attraverso la collaborazione tra Regione, Comune e ASL, nell’interesse delle persone e delle famiglie”.
Di seguito le dichiarazioni dell’ On. Carmela Auriemma, Vicepresidente Vicaria del Gruppo Movimento 5 Stelle alla Camera dei Deputati Coordinatrice M5S Provincia di Napoli: AUTISMO, AURIEMMA (M5S): “DALLE PROMESSE AI FATTI: BENE LO SBLOCCO DEL CENTRO DI AVELLINO, ORA CONTINUITÀ E RETE SUI TERRITORI” “Lo sblocco dei 150mila euro per il completamento del Centro per l’autismo di Avellino rappresenta un primo segnale concreto di attenzione verso un tema che per troppo tempo è rimasto ai margini dell’agenda istituzionale. È la dimostrazione che gli impegni assunti in campagna elettorale possono e devono tradursi in atti amministrativi immediati e tangibili”. Lo dichiara Carmela Auriemma, vice capogruppo alla Camera e coordinatrice provinciale napoletana del Movimento 5 Stelle, commentando la conferenza stampa del presidente della Regione Campania Roberto Fico. “Parliamo di una struttura attesa da oltre venticinque anni – sottolinea Auriemma – e il suo completamento non è solo un fatto amministrativo, ma un atto di giustizia verso le persone con disturbo dello spettro autistico e le loro famiglie, che troppo spesso si sono sentite sole”. “Accogliamo con favore – prosegue – il richiamo del presidente Fico alla necessità di una piena sinergia tra Regione, Comuni e ASL. È esattamente questa la strada da seguire: una rete istituzionale stabile e coordinata che garantisca servizi continui, efficaci e uniformi su tutto il territorio”. “Come Movimento 5 Stelle – conclude Auriemma – continueremo ad essere vigili sul tema dell’autismo che per essere affrontato pienamente servono politiche pubbliche serie, ascolto delle famiglie e una presa in carico reale delle persone, dalla diagnosi all’inclusione sociale”.Al Teatro Summarte una storia di coraggio e di speranza per i giovani di Somma Vesuviana
La tredicesima non è un bonus
Ogni dicembre torna come un bonus, ma la tredicesima è in realtà una parte dello stipendio maturata durante l’anno. Un diritto storico che racconta anche le disuguaglianze del mercato del lavoro italiano.
E ogni anno, puntuale come il Natale, torna la stessa convinzione: la tredicesima come regalo. In realtà, di regalo non c’è nulla.
La tredicesima mensilità non è un bonus extra né un premio di fine anno: è una quota dello stipendio che viene maturata mese dopo mese e che viene semplicemente corrisposta tutta insieme a dicembre. Una forma di salario “spostata nel tempo”, pensata per garantire liquidità in un periodo dell’anno tradizionalmente più oneroso.
Cos’è davvero la tredicesima
Per i lavoratori dipendenti, la retribuzione annuale non viene divisa in dodici parti, ma in tredici. Questo significa che ogni mese una piccola porzione dello stipendio viene accantonata e restituita a fine anno. Se il salario annuo lordo è, ad esempio, di 26mila euro, la busta paga mensile viene calcolata su tredici mensilità e non su dodici.
Il risultato? A dicembre arriva una somma più consistente, ma sono soldi già guadagnati, non aggiunti.
La tredicesima spetta ai lavoratori dipendenti – anche part-time o a tempo determinato – e ai pensionati. Non è prevista invece per autonomi, freelance e molte forme di lavoro “ibrido”, come alcune collaborazioni continuative.
Chi la paga e perché
Nel caso delle pensioni, l’erogazione è a carico dell’INPS; per i lavoratori dipendenti, è il datore di lavoro a versarla. Ma non si tratta di un costo extra per l’azienda: è parte integrante della retribuzione complessiva.
Un diritto storico, ma non per tutti
La tredicesima nasce negli anni Sessanta, nel pieno delle conquiste sindacali, ed è oggi un diritto consolidato e non rinunciabile. Tuttavia, racconta anche una frattura profonda del mercato del lavoro italiano: chi è tutelato e chi no.
Mentre alcuni lavoratori godono di diritti acquisiti, una parte crescente della forza lavoro ne resta esclusa. È quella che gli economisti definiscono “dualità del mercato del lavoro”: una divisione che alimenta dibattiti politici e sociali ancora aperti.
Forse, allora, la vera domanda non è se la tredicesima sia un regalo.
Ma perché, nel 2025, non tutti possano contare sugli stessi diritti.
Si suicida in Piazza Del Plebiscito, shock tra la folla
Poche ore fa un uomo ha compiuto un atto estremo gettandosi da un ballatoio in Piazza Del Plebiscito, generando paura e shock tra i presenti
Il tragico evento si è verificato questa mattina tra Piazza Del Plebiscito e Via Cesario Console a Napoli, nei pressi di Via Acton.
Un uomo, di circa cinquant’anni, si è buttato giù da un ballatoio, precipitando rovinosamente sul marciapiede che costeggia l’ascensore di collegamento tra la strada e la zona sovrastante.
Il tutto è avvenuto sotto gli occhi di molti passanti, essendo questa una zona molto frequentata. In pochi istanti si è generato il panico che ha portato all’intervento delle forze dell’ordine, ma non c’è stato niente da fare.
Sul luogo sono intervenuti gli agenti della Polizia Municipale che hanno prontamente avviato le indagini per risalire alla dinamica esatta dell’accaduto. Attualmente non sarebbero state rese note le ragioni che hanno spinto l’uomo a compiere questo gesto estremo.
L’area è stata temporaneamente delimitata e presidiata per consentire alla scientifica di effettuare i rilievi del caso e raccogliere le testimonianze di chi ha assistito al tragico evento.
Sono state registrate pesanti ripercussioni sul traffico nella zona della Galleria della Vittoria.
Somma, licenziamenti dipendenti cimitero, i sindacati : “Le istituzioni intervengano e salvino i posti di lavoro”
Somma Vesuviana, rischio licenziamento dipendenti servizio cimiteriali: si attende una proroga del Comune
Sedicenne muore in scooter mentre va a scuola
“Suggestioni presepiali” di Petrone: il Natale napoletano tra sacro e profano, alla scoperta del presepe e della tradizione
Negli ultimi anni diversi studiosi ci hanno aiutato a guardare al Natale non solo come ricorrenza religiosa, ma come fenomeno culturale e antropologico complesso. In “Breve storia del Natale. Una strana festa raccontata da un antropologo”, (Ed. Grifo) Eugenio Imbriani ci invita a riflettere sulla collocazione calendariale della Natività, sul trionfo della luce nel cuore dell’inverno, sulle stratificazioni che vanno dalle celebrazioni pagane al viaggio dei Magi. Allo stesso modo, Claude Lévi-Strauss, nel celebre saggio “Babbo Natale giustiziato” (Ed. Sellerio), legge il Natale come un grande rito collettivo, non propriamente religioso, in cui Babbo Natale assume i tratti di una figura mitica, custode di antichi riti di passaggio e di momenti di inversione sociale. Arnold van Gennep, padre degli studi sui riti di passaggio, colloca il Natale dentro un ciclo rituale preciso. In particolare, soffermandosi sui dodici giorni tra Natale ed Epifania parla di tempo sospeso, liminale, un vero e proprio “non-tempo”, in cui la vita ordinaria si ferma per permettere alla comunità di rigenerarsi prima dell’inizio del nuovo anno.
E davanti a tutta questa complessità storica, simbolica, antropologica, viene spontaneo pensare: “Ci vorrebbe un libro”.
Un libro capace di tenere insieme il sacro e il profano, la memoria collettiva e il gesto quotidiano, lo studio e l’emozione. Proprio qui si colloca il lavoro di Eduardo Petrone con “Suggestioni presepiali. Viaggio a Napoli nei luoghi del Presepe tra sacro e profano, ieri, oggi e domani…” (ed. La Valle del Tempo). Il volume è stato presentato sabato scorso, nell’ambito della seconda edizione della rassegna “Una Somma di Libri”, presso la sala Santa Caterina della Parrocchia S. Giorgio Martire, in piazza Vittorio Emanuele III a Somma Vesuviana, alla presenza di Don Nicola De Sena, parroco moderatore dell’Unità Pastorale San Pietro, San Michele e San Giorgio, la professoressa Pina Marino e Imma Malva della Cartolibromania, con le letture dell’attore Domenico Esposito, nonché presidente della compagnia teatrale Il Valigione 2.0.
Petrone nel suo libro prende la luce, l’attesa, il tempo sospeso, il rito e tutte le emozioni, le “suggestioni”, appunto, e le porta davanti a chi legge, per poi farle camminare tra i vicoli di Napoli. Ci troviamo a passeggiare tra San Biagio dei Librai, che a metà si trasforma in San Gregorio Armeno luogo simbolo del presepe, a entrare dentro le case, a banchettare sulle tavole imbandite, a sederci accanto al presepe che si costruisce anno dopo anno. Non a caso, come ha ricordato Papa Francesco, “il presepe e l’albero toccano il cuore di tutti, perché parlano di fraternità, intimità e amicizia, invitando alla semplicità, alla condivisione e alla solidarietà”.
Il libro di Eduardo Petrone non spiega soltanto il Natale, ma lo fa vivere, trasformando il presepe in un racconto familiare che diventa storia collettiva. L’autore ha alle spalle una carriera in ingegneria ambientale e sanitaria, svolta con una prospettiva ecologica, ma ciò che traspare è una forte sensibilità culturale e antropologica che si traduce nei suoi scritti. Lo sguardo coniuga religione e tradizione con un racconto che non si limita a spiegare il presepe, ma lo attraversa, lo interroga e lo restituisce come esperienza viva.
Siamo di fronte a un narratore fine, capace di prendere per mano il lettore e la lettrice e guidarli in un vero e proprio viaggio tra curiosità, personaggi, pastori, incongruenze affascinanti e, soprattutto, dentro la forte tradizione napoletana, dove il presepe non è un semplice addobbo natalizio, ma un elemento identitario profondo. Tutto parte da palazzo Marigliano, anche noto come palazzo di Capua, dove la famiglia dell’autore affonda le sue radici e dove lui stesso ha vissuto per diversi anni. Qui, consumato dalla passione per la sua città, guardava la vita dal balcone, che nel libro viene citato quasi come un palcoscenico privato. Guarda Napoli e i napoletani, suoi concittadini, e si compiace nel riconoscere profonde similitudini tra i pastori del presepe e chi osserva.Nel presepe napoletano ogni personaggio è portatore di un significato profondo, spesso antico e stratificato.
Cicci-Bacco è una figura di passaggio, come moderno Dioniso o novello Caronte, attraversa il presepe su un carro trainato da buoi, spesso collocato su un ponte. È il traghettatore delle anime, simbolo del viaggio da uno stato all’altro, dall’oscurità alla conoscenza, dalla morte alla vita, e richiama il tema del rinnovamento ciclico del tempo. Il Casaro, venditore di formaggi e ricotta, rappresenta il mese di febbraio e il cambio di stagione. Il suo gesto di rimestare il latte, alimento primario, rimanda alla rinascita e alla fertilità. Ci ricorda che il tempo del presepe non è lineare, ma circolare, come il ciclo dell’anno che ricomincia. I Re Magi sono tradizionalmente tre, ma nel presepe napoletano diventano soprattutto viandanti simbolici. Rappresentano il viaggio, la ricerca e il movimento, elementi fondamentali del racconto presepiale. La Georgiana, figura femminile enigmatica, è collegata al mondo della profezia e della marginalità. Come altre donne del presepe, anticipa e custodisce verità scomode, collocandosi ai margini della scena sacra. Tra Erode e il venditore di carni esiste una relazione simbolica forte, entrambi compiono un rito sacrificale. La macelleria, come il palazzo di Erode, è luogo di smembramento e morte, necessario, però, alla rigenerazione del tempo nuovo che nasce. Gli zampognari sono presenti perché annunciano il Sacro Evento attraverso la musica. Discendono da antichi riti pagani legati al solstizio d’inverno, quando suoni, danze e strumenti servivano a propiziare il ritorno della luce. La loro musica, malinconica e rituale, accompagna la nascita della speranza. L’Oste è spesso associato al Diavolo perché rappresenta la tentazione, l’eccesso, l’ostacolo alla nascita sacra. L’osteria è il luogo della distrazione e del rifiuto dell’accoglienza, in contrapposizione alla grotta, spazio di povertà e salvezza.
Nel presepe napoletano nulla è decorativo e ogni figura racconta una storia, tutte insieme compongono il grande racconto del passaggio dalla notte alla luce. Passo dopo passo, pagina dopo pagina, Petrone costruisce un percorso capace di farci sentire “a casa”, grazie a una scrittura accogliente e profondamente evocativa.
“Suggestioni presepiali. Viaggio a Napoli nei luoghi del Presepe tra sacro e profano, ieri, oggi e domani…” (ed. La Valle del Tempo), è un libro unico nel suo genere, perché non è soltanto un libro scritto con amore, ma è un libro che parla di amore: amore per Napoli, per le sue tradizioni, per la memoria collettiva e non parla solo di presepi. Al suo interno troviamo capitoli e note di grande interesse dedicati al banchetto natalizio, ai dolci di Natale, ai tempi e ai riti delle feste. Scopriamo, ad esempio, che il presepe non si smonta solo il giorno della Befana, come avviene oggi, o alla Candelora, il 2 febbraio, ma anche il 17 gennaio, in occasione del fuocarone di Sant’Antonio, altra data carica di significati simbolici e popolari. Il libro attraversa, dunque, il tempo del Natale nella sua interezza, il tempo dei doni, delle musiche, dei canti, delle poesie e delle letture, restituendoci una dimensione corale e condivisa di questa festa. Petrone ci mostra come ogni presepe possa diventare un frammento di memoria e racconto identitario che continua a parlare al presente, nonostante i secoli di storia.
