Ogni dicembre torna come un bonus, ma la tredicesima è in realtà una parte dello stipendio maturata durante l’anno. Un diritto storico che racconta anche le disuguaglianze del mercato del lavoro italiano.
E ogni anno, puntuale come il Natale, torna la stessa convinzione: la tredicesima come regalo. In realtà, di regalo non c’è nulla.
La tredicesima mensilità non è un bonus extra né un premio di fine anno: è una quota dello stipendio che viene maturata mese dopo mese e che viene semplicemente corrisposta tutta insieme a dicembre. Una forma di salario “spostata nel tempo”, pensata per garantire liquidità in un periodo dell’anno tradizionalmente più oneroso.
Cos’è davvero la tredicesima
Per i lavoratori dipendenti, la retribuzione annuale non viene divisa in dodici parti, ma in tredici. Questo significa che ogni mese una piccola porzione dello stipendio viene accantonata e restituita a fine anno. Se il salario annuo lordo è, ad esempio, di 26mila euro, la busta paga mensile viene calcolata su tredici mensilità e non su dodici.
Il risultato? A dicembre arriva una somma più consistente, ma sono soldi già guadagnati, non aggiunti.
La tredicesima spetta ai lavoratori dipendenti – anche part-time o a tempo determinato – e ai pensionati. Non è prevista invece per autonomi, freelance e molte forme di lavoro “ibrido”, come alcune collaborazioni continuative.
Chi la paga e perché
Nel caso delle pensioni, l’erogazione è a carico dell’INPS; per i lavoratori dipendenti, è il datore di lavoro a versarla. Ma non si tratta di un costo extra per l’azienda: è parte integrante della retribuzione complessiva.
Un diritto storico, ma non per tutti
La tredicesima nasce negli anni Sessanta, nel pieno delle conquiste sindacali, ed è oggi un diritto consolidato e non rinunciabile. Tuttavia, racconta anche una frattura profonda del mercato del lavoro italiano: chi è tutelato e chi no.
Mentre alcuni lavoratori godono di diritti acquisiti, una parte crescente della forza lavoro ne resta esclusa. È quella che gli economisti definiscono “dualità del mercato del lavoro”: una divisione che alimenta dibattiti politici e sociali ancora aperti.
Forse, allora, la vera domanda non è se la tredicesima sia un regalo.
Ma perché, nel 2025, non tutti possano contare sugli stessi diritti.






