Polizia metropolitana, sgominata banda specializzata nel traffico illegale di cardellini

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Sgominata banda specializzata nel traffico illegale di cardellini. 7 persone raggiunte da misure cautelari, di cui una in carcere. Nei confronti di quello che è considerato dagli inquirenti il capo e promotore dell’associazione è stata disposta la custodia in carcere; un altro indagato è stato posto ai domiciliari, per altri quattro è stato disposto l’obbligo di dimora nel comune di residenza (per tre cumulata con l’obbligo di presentazione quotidiana alla polizia giudiziaria). Infine il settimo indagato ha ricevuto il divieto di dimora a Poggiomarino.
L’operazione della Polizia Metropolitana di Napoli, con il supporto della LIPU, ha smantellato un’organizzazione criminale che catturava e commercializzava illegalmente cardellini e altre specie protette.
I numeri dell’operazione:
• Oltre 40 perquisizioni tra Napoli, Salerno, Caserta e Avellino
• Più di 80 capi di imputazione
• Prezzi da 100 a 8.000€ per esemplare
Gli uccelli venivano catturati con reti illegali, rinchiusi in gabbie anguste e sottoposti a pratiche crudeli per migliorarne il canto. Un traffico che ha causato sofferenze a decine di animali protetti.
I reati contestati: furto ai danni del patrimonio dello Stato, ricettazione, maltrattamento di animali e commercio illegale di fauna selvatica.   Un duro colpo al bracconaggio in Campania.
(FONTE FOTO: RETE INTERNET)

Pollena Trocchia, carabinieri a scuola trovano hashish e coltello

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A Pollena Torcchia i carabinieri della Tenenza hanno effettuato un servizio a largo raggio controllando le aree comuni dell’istituto scolastico Ipsar Tognazzi di viale Italia nel parco Europa. Prezioso il contributo offerto dal nucleo cinofili dell’Arma. Focus dei controlli, effettuati poco prima che suonasse la campanella, la droga e le armi nelle tasche o negli zaini degli studenti. Denunciato un 15enne. Il ragazzo, studente dell’istituto, è stato trovato in possesso di un coltello a scatto. Segnalato alla Prefettura un altro studente di 16 anni che nascondeva nello zaino una dose di hashish. La ricerca della droga ha portato i Carabinieri nell’abitazione del 24enne di Ponticelli Luigi D’Ambrosio. Rinvenute e sequestrate 621 dosi di marijuana e 521 dosi di hashish. Dosi già pronte per la vendita al dettaglio che raggiungono quasi il chilo di droga. Sequestrati anche 410 euro in contanti ritenuti provento del reato e diverso materiale per il confezionamento dello stupefacente. L’arrestato è in carcere

Tagli metropolitane, Nappi : “regaliamo a Fico un insegnante per evitare che continui a fare brutte figure”

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Riceviamo  dalla segreteria di Severino Nappi e pubblichiamo “Come sempre Fico non sa neppure di cosa parla. Lo ha dimostrato parlando di rifiuti, lo ha confermato in tema di gestione delle acque, lo ribadisce sul tema dei trasporti. Potremmo limitarci a dire che la questione dei tagli alle metropolitane è una balla delle sinistre smentita oggi dal vicepremier  Salvini e dal ministro dell’Economia Giorgetti. Ma credo che occorra fare di più. Mi offro per mettere a disposizione di Roberto Fico un insegnante che gli impartisca lezioni accelerate sullo stato delle cose in Campania che eredita dal suo ritrovato sodale De Luca. E questo con l’unico scopo di limitare il danno alla credibilità delle Istituzioni che le sue quotidiane manifestazioni di incapacità producono. Un consiglio anche al Cda che lo ‘amministra’: sino a quando non arriverà alla sufficienza, fatelo tacere”. Lo afferma Severino Nappi, capogruppo della Lega in Consiglio regionale e vice coordinatore del partito in Campania.

Sant’Anastasia, il Green Park intitolato a Falcone e Borsellino

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Riceviamo dal Comune di Sant’Anastasia e pubblichiamo

Sarà intitolato ai giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino il parco pubblico nel centro cittadino (ex Green Park). La cerimonia di intitolazione – fissata per le 10:00 di venerdì 31 ottobre- vedrà la presenza del magistrato e sostituto procuratore Catello Maresca. Il parco sarà riaperto dopo la sistemazione dell’area, la manutenzione di giostre e arredi, il posizionamento di una nuova struttura e la realizzazione di un’area di sgambettamento per cani. “Quando abbiamo deciso di intitolare il parco pubblico a due grandi uomini, simbolo della lotta alla mafia, come Falcone e Borsellino – dice il sindaco Carmine Esposito – ho voluto fortemente fosse con noi l’amico Catello Maresca, magistrato antimafia che promuove ogni giorno la cultura della Legalità e che ha dedicato uno dei suoi libri proprio al genio di Giovanni Falcone, un racconto appassionato di cosa il giudice abbia significato e significhi per intere generazioni”.

L’appello del sindaco va poi ai cittadini: “Restituiamo alla città un parco che era stato costantemente vandalizzato, con nuove attrezzature e uno spazio per i nostri amici a quattro zampe, spero vivamente che ciascuno degli anastasiani che lo frequenterà vigili sulla tutela di un bene comune”.

Stellantis condannata per comportamenti antisindacali

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Il Tribunale del Lavoro di Napoli ha condannato Stellantis per dei comportamenti antisindacali nello stabilimento di Pomigliano

Sentenza importante per l’azienda Stellantis. È stata condannata dal Tribunale del Lavoro di Napoli a seguito del ricorso della Fiom-Cgil per le sanzioni date ad alcuni lavoratori dello stabilimento di Pomigliano D’Arco.

Tutto nasce da uno sciopero indetto dai lavoratori per denunciare alcune carenze di sicurezza e dei ritmi di lavoro eccessivi. A seguito dello sciopero, i dipendenti sono stati puniti per aver aderito.

Per il giudice il comportamento dei dipendenti era del tutto legittimo, eseguendo un atto di protesta collettiva, tutelato dall’art. 40 della Costituzione e dallo Statuto dei Lavoratori.

La sentenza ha annullato le sanzioni e impone all’azienda di non compiere più comportamenti lesivi della libertà sindacale.

La Fiom si è espressa in merito al verdetto: “La pronuncia del Tribunale riafferma un principio fondamentale: il diritto di sciopero non può essere punito. È una conquista democratica che tutela la dignità del lavoro e la sicurezza di chi ogni giorno opera nelle fabbriche del Paese”.

Inoltre, il sindacato ha spiegato come questa sentenza segni un risvolto positivo per le altre sedi dell’azienda, dove negli ultimi tempi sono emerse diverse tensioni riguardanti le turnazioni, la sicurezza e il carico di lavoro.

Lo stabilimento di Pomigliano della Stellantis è uno dei più importanti dell’area metropolitana di Napoli, dove lavorano migliaia di lavoratori specializzati nella produzione automobilistica.

Questa condanna ha permesso di rimettere in primo piano il tema della tutela dei diritti dei lavoratori e della rappresentanza.

La Fiom ha poi aggiunto: “La libertà sindacale è un pilastro della democrazia industriale. Chi tenta di limitarla indebolisce l’intero sistema produttivo”.

Ha infine aggiunto di voler promuovere nuovi tavoli di confronto con l’azienda in questione per costruire un clima sereno dove il dialogo e la partecipazione sono in primo piano.

Somma, istallazione opera sul portale della Collegiata: riflessione di Mary Pappalardo

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Riceviamo  dall’artista Mary Pappalardo e pubblichiamo “UN CASO DI MALA “SANITA’” CULTURALE: L’Arte contemporanea a Somma Vesuviana. Immaginate di affidare la vostra salute a un “signor X” o “signor Y”, appassionato di medicina ma privo di ogni competenza professionale. La domanda è, ovviamente, retorica, ma è l’unica via per comprendere appieno la gravità di quanto accaduto al Casamale domenica 26 ottobre 2025. Quello che doveva essere un piccolo progetto di promozione culturale si è rivelato un danno evidente per la vera cultura dell’Arte. Il fulcro della vicenda è l’edicola del magnifico portale settecentesco della chiesa Collegiata di Somma Vesuviana. Due associazioni locali hanno deciso di colmare il vuoto della nicchia, commissionando un’icona della “Madonna della Sanità”. I committenti, dopo una presunta “cernita di qualità”, hanno scelto un artista romano. L’opera è stata regolarmente realizzata e ha ottenuto l’approvazione della Soprintendenza e della Diocesi, concludendo un lungo iter. Tuttavia, prima dell’inaugurazione, è emerso un problema. L’artista, mai nominato durante i fatti, ha espresso la sua profonda indignazione denunciando che la sua opera era stata palesemente danneggiata: graffi, opacizzazione e colla che sbavava. Ha dichiarato che “è stato mancato di rispetto a causa dell’incompetenza, dell’insensibilità, dell’incuria e della mediocrità di chi avrebbe dovuto promuoverla e valorizzarla.” Per tale ragione, l’artista ha ufficialmente disconosciuto la paternità del suo lavoro. La situazione è stata gestita in modo quanto mai discutibile, con tentativi frettolosi di riconciliare e rimediare all’inconveniente. Nonostante tutto, l’evento è stato mantenuto e promosso, ma senza la presenza dell’artista, come un matrimonio celebrato in assenza della sposa. Ciò che risulta oltremodo grave è la gestione comunicativa degli organizzatori e della Soprintendenza nel giorno della presentazione dell’opera. Le loro successive dichiarazioni non solo imbarazzano, ma turbano profondamente: “Il nome dell’artista è meno importante del suo valore storico…” E ancora: “…tanto che anche in questa chiesa ci sono opere antiche di cui non si conoscono i nomi degli artisti…” È un paragone grottesco. Se per le opere di secoli fa gli storici si affannano con fatica e passione per rintracciarne la paternità, qui, sovvertendo ogni logica, si omette il nome di un artista contemporaneo, pur conoscendolo. Questa negligenza ha il sapore di una vera e propria Damnatio Memoriae. La critica si è aggravata con altre affermazioni: “Noi facciamo arte contemporanea…anche se è un pretesto, lo facciamo solo per stare insieme.” “A noi non interessa l’arte, interessa la comunità.” Siamo all’assurdo. I promotori si auto-dichiarano artisti o fautori dell’arte, pur ammettendo che l’oggetto del loro interesse non gli interessa! Questa è una autodichiarazione contraddittoria che rivela un’incompetenza in questo ambito. I committenti ambiscono a sostituirsi all’artista, ma attenzione, lo fanno solo per il piacere di “stare insieme”. Personalmente penso che sia doveroso puntualizzare che L’ARTE NON È UN HOBBY, MA UNA PROFESSIONE SERIA E NECESSARIA! La discussione è poi scivolata sulla presunta deteriorabilità dell’arte moderna, quasi un alibi per l’inevitabile “difetto” dell’opera. Se è vero che dal Novecento gli artisti hanno esplorato la caducità dei materiali, cercata o inesorabile, questo non significa affatto che l’accettazione decadente di un’opera danneggiata sia la regola. Celebrare la bellezza di un oggetto consunto è un esercizio di gusto per l’osservatore, ma non può in alcun modo essere un fattore positivo per chi aspira alla sua permanenza nel tempo. Ancor meno accettabile è sostenere che un’opera sia “bella” anche quando a rovinarla, o modificarla, non sia stato solo il tempo, ma la mano umana. In sintesi, l’artista non conta, ma i “segni del tempo” e gli eventuali incidenti subiti dall’opera sono elementi affascinanti per i moderni committenti del mio borgo. È come sostenere che la Pietà di Michelangelo, dopo l’aggressione di un folle e il successivo restauro, sia più bella di prima perché un elemento esterno (o addirittura un danno) ha contribuito a darle un quid in più. Ultima analisi: La Soprintendenza, per approvare un progetto simile deve dare valore all’idea, alla tecnica ed anche all’artista che realizza l’opera. Privileggiando un nome si sceglie la sua ricerca, il suo percorso professionale, la sua capacità tecnica, il suo valore espressivo e di mercato. Venendo meno quest’ultimo, senza la sua legittimazione, l’opera vede cadere gran parte del suo pregio. Senza una volontà di autenticazione l’opera è A-Nonima e carente di valore. Mi chiedo come possa aver accettato la Soprintendenza, di continuare ad approvare l’installazione di un manufatto orfano del proprio creatore, come non abbia rimandato o bloccato ciò che precedentemente e differentemente approvato. Un taglio in un qualsiasi vostro jeans non è la stessa cosa che un taglio in una tela di Lucio Fontana. Ricapitolando, il messaggio negativo che con quest’evento è passato si può sintetizzre con: L’artista non conta.  L’opera d’arte non conta. I committenti invece si perchè “per loro l’importante è stare insieme a regola d’arte.” Riscrivo la stessa logica in un altro contesto (che forse risuona con più chiarezza): I soccorritori ci sono, sostengono la barella, stanno con il malato anche se lo lasciano agonizzante perchè il chirurgo non conta. L’operazione non è poi così necessaria”. Mary Pappalardo

Pomigliano, ladro d’auto bloccato con auto civetta: i cittadini applaudono gli agenti

POMIGLIANO D’ARCO – Operazione brillante della Polizia Locale di Pomigliano d’Arco, che ha arrestato un 36enne di Casalnuovo, già noto alle forze dell’ordine, sorpreso mentre tentava di rubare un’auto in un parcheggio vicino a una palestra di via Corradino. L’uomo è stato denunciato per furto aggravato, resistenza e lesioni a pubblico ufficiale.

Il fermo è avvenuto nell’ambito di un piano di sorveglianza predisposto dal Comando per contrastare i numerosi furti d’auto registrati in città nelle ultime settimane. Dopo le segnalazioni pervenute da diversi cittadini, gli agenti hanno intensificato i controlli e disposto l’utilizzo di auto civetta nelle zone più a rischio.

Durante l’intervento, il ladro ha reagito con violenza, dando vita a una colluttazione in cui alcuni agenti sono rimasti feriti. È stato infine immobilizzato grazie al tempestivo arrivo di una seconda pattuglia con auto di servizio. L’uomo, già sottoposto a libera vigilanza, è stato accompagnato al Comando per le formalità di rito.

Le indagini proseguono per individuare un complice, fuggito a bordo di una minicar nera, mentre sono stati sequestrati diversi arnesi da scasso rinvenuti sul posto. Le immagini della videosorveglianza cittadina sono ora al vaglio degli investigatori.

L’operazione, accolta dagli applausi dei residenti che hanno assistito alla scena dai balconi, rientra in un più ampio programma di controllo del territorio voluto dal Comando della Polizia Locale, guidato dal sottotenente Giacomo Tranchese. L’obiettivo è potenziare la sicurezza nelle aree commerciali, nei parcheggi e nei quartieri residenziali, contrastando l’aumento della microcriminalità.

«Abbiamo intensificato la vigilanza e predisposto servizi mirati nelle fasce orarie più critiche – fanno sapere dal Comune –. Grazie alla collaborazione dei cittadini e a un sistema di videosorveglianza capillare, riusciamo a intervenire con rapidità ed efficacia».

Una presenza costante, quella della Polizia Locale, che rappresenta ormai un vero deterrente: le pattuglie, in borghese e in divisa, presidiano anche nelle ore notturne, garantendo un controllo continuo e concreto del territorio.

Marigliano, blitz della Municipale contro la prostituzione: 5 clienti nei guai

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MARIGLIANO – La Polizia Locale di Marigliano ha intensificato nelle ultime settimane le attività di monitoraggio e repressione del fenomeno della prostituzione lungo le principali arterie cittadine e nelle aree periferiche. L’azione rientra in un più ampio piano di contrasto al degrado urbano e di tutela della sicurezza pubblica disposto dal Comando, che sta impegnando numerose pattuglie in orari sia diurni che notturni. Nel corso degli ultimi sette giorni, gli agenti hanno elevato cinque sanzioni amministrative nei confronti di altrettanti clienti sorpresi in violazione dell’ordinanza sindacale n. 268, che vieta l’adescamento e ogni forma di contatto con le prostitute in strada. Si tratta di un provvedimento che, come ricordato dal comandante della Polizia Locale Emilio Nacar, ha l’obiettivo di “arginare una pratica che genera degrado, disturbo e insicurezza nei cittadini”. “Il nostro intento – ha sottolineato Nacar – è quello di azzerare gradualmente un fenomeno che offende la dignità delle persone e danneggia l’immagine della città. I controlli stanno diventando sempre più capillari e continueranno anche nei prossimi giorni, con particolare attenzione alle zone più esposte”. Il comandante ha inoltre evidenziato che il recente potenziamento dell’organico, grazie all’immissione di nuovi agenti a tempo indeterminato, consentirà di estendere l’attività di vigilanza anche ad altri ambiti sensibili del territorio comunale. Tra questi, in particolare, la prevenzione e il contrasto al consumo e allo spaccio di sostanze stupefacenti, che spesso si intrecciano con le dinamiche legate alla prostituzione. L’Amministrazione comunale esprime soddisfazione per i risultati ottenuti e rinnova l’impegno a proseguire con azioni di controllo costanti per garantire una città più sicura, decorosa e vivibile per tutti i cittadini.

Addio all’anima del Neapolitan Power, è morto James Senese

  La musica napoletana perde uno dei suoi padri più grandi: James Senese si è spento dopo un mese di ricovero per polmonite. Le sue condizioni si erano aggravate negli ultimi giorni, fino alla tragica notizia di oggi. Il dolore è profondo nel mondo della musica e tra i tanti amici che lo hanno amato e accompagnato, come Enzo Avitabile, che ha scritto: «Grazie per il tuo talento, la passione, la ricerca. Sei stato un fratello per amico, un amico per fratello».   Nato nel 1945 nel Rione Sanità, James Senese è stato pioniere del funk e del jazz partenopeo, fondatore dei Napoli Centrale, gruppo rivoluzionario che diede voce alla Napoli operaia, alle periferie, ai sogni e alle ingiustizie di una generazione. Con il suo sax ha attraversato decenni di musica, collaborando con Pino Daniele, Tullio De Piscopo, Joe Amoruso, Tony Esposito, e con molti giovani artisti che lo consideravano un maestro.   La sua musica era denuncia e poesia insieme: parlava di libertà, di appartenenza, di dignità. Album come James Senese Napoli Centrale, Nero a metà (con Pino Daniele) e O’ Sanghe sono tappe fondamentali nella storia del suono napoletano moderno.   Con la sua voce roca e il suo sax intriso di blues, Senese incarnava l’anima più profonda di Napoli, quella che soffre e resiste, che si sporca le mani ma non rinuncia alla bellezza. Oggi la città perde un figlio che ne aveva fatto la colonna sonora. Ma tra i vicoli e le piazze, nelle jam e nei cuori, James suonerà ancora. Perché le leggende, a differenza degli uomini, non muoiono mai.  

Cercola, Peppe Iodice al cimitero per girare il suo primo film

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Riceviamo dall’ufficio stampa del Comune di Cercola  e pubblichiamo   Ho avuto modo di assistere alle riprese di “Mi batte il corazon”, primo film di Peppe Iodice, con la regia di Francesco Prisco, prodotto dalla Run Film dei fratelli Cannavale. Alcune scene, infatti, si stanno girando in questi giorni all’interno del nostro cimitero, dove ho potuto conoscere Peppe e apprezzarlo sia come persona che come artista», ha affermato il sindaco di Cercola, Biagio Rossi, che ha fatto visita alla troupe e ai protagonisti del film al “Cimitero Consortile di Cercola, San Sebastiano al Vesuvio e Massa di Somma” insieme al sindaco di San Sebastiano al Vesuvio, Giuseppe Panico, a quello di Massa di Somma, Gioacchino Madonna, al presidente del Consorzio Cimiteriale, Davide Giampaglia, e al consigliere del Consorzio Giorgio Nocerino. «La scelta del nostro cimitero per le riprese – ha aggiunto Rossi – è un premio agli sforzi che la nuova dirigenza del Consorzio ha messo in campo per ammodernare la struttura. E tanti altri progetti sono in cantiere per rendere più funzionale il cimitero. Nel frattempo, auguriamo buon lavoro a Peppe Iodice e a tutta la produzione». Il sindaco di San Sebastiano al Vesuvio, Giuseppe Panico, ha poi dichiarato: «La sinergia tra la Run Film e il nostro Comune è consolidata dalle molteplici anteprime presentate nella nostra Arena cinematografica estiva. Siamo, quindi, onorati di poter ricambiare il loro impegno dandogli la possibilità di realizzare alcune scene del prossimo film di Peppe Iodice sul nostro territorio, valorizzando nel contempo l’ottimo lavoro portato avanti dagli amministratori del Consorzio Cimiteriale». D’accordo il sindaco di Massa di Somma, Gioacchino Madonna, che ha affermato: «Faccio tanti auguri di buon lavoro a Peppe Iodice per la lavorazione del suo film, e voglio ringraziare i vertici del Consorzio, che stanno operando con efficienza e tempi celeri per adeguare il cimitero alle esigenze dei cittadini».   Un lavoro di rilancio rivendicato dal presidente del Consorzio, Davide Giampaglia: «Il fatto che queste riprese vengano svolte all’interno del nostro cimitero è anche un riconoscimento alla bontà degli interventi di riqualificazione che stiamo portando avanti, quindi è motivo di soddisfazione. Ma è chiaro che questo è solo l’inizio di un percorso virtuoso che intendiamo continuare e rafforzare». E il consigliere Giorgio Nocerino ha spiegato: «Per venire incontro alle esigenze dei cittadini, e per rendere giustizia alla storia del nostro cimitero, oltre alla riqualificazione in atto e alla manutenzione, andremo a realizzare altri 600 loculi, 150 cinerari, tumuli e nuove edicole».