Olimpia Ferrara: “Nel vivo del programma con territori e amministratori”. Domani incontro con Fico

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Riceviamo e pubblichiamo

Prosegue il percorso di confronto e partecipazione promosso da Olimpia Ferrara, candidata al Consiglio Regionale della Campania con la lista Alleanza Verdi e Sinistra a sostegno di Roberto Fico Presidente.

Sabato 1° novembre alle ore 11:00, presso In Arte Vesuvio in Via Nazario Sauro 23 a Napoli (lungomare Caracciolo), si terrà l’incontro pubblico “Regionali: nel vivo del programma”, trasmesso anche in diretta Facebook.

L’appuntamento rappresenta un momento di approfondimento sulle priorità del programma, con particolare attenzione ai temi della sostenibilità, dell’inclusione sociale, della giustizia ambientale ed economica e del rafforzamento dei territori locali.

L’incontro sarà moderato da Anna Copertino e vedrà la partecipazione di:

  • Giulio Gerli, Sindaco di Striano
  • Paolo Falco, Sindaco di Capri
  • Luigi Carbone, Consigliere di Napoli e della Città Metropolitana
  • Vincenzo Peretti, componente del Comitato Etico e Scientifico di Europa Verde
  • Roberto Marino, Presidente della Municipalità 2 di Napoli

Le conclusioni saranno affidate a Olimpia FerraraFiorella Zabatta (co-portavoce nazionale di Europa Verde) e Roberto Fico, candidato alla Presidenza della Regione Campania.

All’incontro parteciperanno rappresentanti istituzionali, amministratori locali e cittadini.

Bimba legata alla sedia con una sciarpa: maestra nei guai

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Una bambina, in un asilo a Pianura, è stata legata con una sciarpa alla sedia dalla maestra nella mensa

La mamma, saputo l’episodio grazie alla figlia che lo ha raccontato, si è presentata il giorno dopo a scuola con i carabinieri.

L’educatrice in questione era stata assunta da pochi giorni quando, nella mensa scolastica, ha legato la piccola bimba alla sedia con una sciarpa per farla stare ferma.

La maestra, alla richiesta di motivazioni per questo gesto, ha provato a giustificarsi dicendo che la bimba era irrequieta e non stava ferma e, per farla stare a tavola durante il pranzo, ha utilizzato questo metodo.

Fortunatamente la bambina sta bene e non ha riportato lesioni di alcun genere.

I carabinieri della stazione di Pianura e del Nucleo Radiomobile di Napoli sono intervenuti nella giornata di ieri, 30 ottobre.

Si sono presentati nella scuola frequentata dalla bimba su richiesta della madre, che era andata a chiedere informazioni sull’episodio del giorno precedente.

I militari hanno parlato anche con la direttrice della struttura che ha confermato l’accaduto e ha precisato che quel tipo di atteggiamenti non sono tollerati e che sono stati presi prontamente dei provvedimenti.

La maestra è stata licenziata dopo appena 4 giorni di lavoro e la madre della bimba ha deciso di non sporgere denuncia, rassicurata dal provvedimento preso.

Afragola, 17enne contatta docente per chiedere aiuto. Trasferita insieme al fratellino in struttura protetta

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Riceviamo e pubblichiamo dalla polizia locale Afragola. La polizia locale, unitamente alle assistenti sociali ed al centro antiviolenza, mette in sicurezza una minore per un presunto abuso ed il fratellino. Sequestrati i celluari.     “Una minore che da mesi non frequenta la scuola contatta la sua insegnante per chiedere aiuto e dirle di aver subito presunti abusi in famiglia. Quest’ultima vista la gravità senza indugio segnala l’accaduto.  Immediatamente si attivava il Dirigente Comandante Colonnello Antonio Piricelli che unitamente alle Assistenti Sociali ed alla Responsabile Centro Anti Violenza si recava presso l’abitazione della minore, dove trovavano la porta di casa e le finestre chiuse ermeticamente. Si verificava se la ragazza fosse in casa, si provava a chiamarla sul suo telefonino, dopo vari tentativi la minore rispondeva con una voce minuta e delicata, comunicando che era chiusa in casa da sola senza le chiavi e senza cellulare. Poco dopo si riusciva ad accedere all’abitazione con la presenza del genitore, entrando la dolorosa scoperta, la piccola era intontita frastornata e molto rigida presumibilmente per l’ingente quantitativo di farmaci ingeriti negli ultimi tempi, ma era rimasta incredula perché non si aspettava che il suo grido di aiuto avesse subito sortito effetto. La ragazza veniva messa in protezione subito dal Comandante e dalle dottoresse presenti. Gli Agenti su disposizione del Comandante attivavano tutte le procedure di protezione per mettere in sicurezza la ragazza, che accompagnata anche dalle assistenti sociali, veniva condotta presso gli Uffici del Comando di Polizia Locale dove riceveva tutte le cure e le accortenze che necessitava. Dalla ispezione l’abitazione non risultava idonea per il benessere dei minori. Celere e prezioso il lavoro messo a punto dalle Assistenti Sociali e dalla Responsabile del Centro Anti Violenza che provvedevano a redigere tutti gli atti ed a collocare subito presso una casa protetta la minore ed il fratellino più piccolo. La Polizia Locale dopo aver redatto gli atti di rito denunciava all’Autorità Giudiziaria in stato di libertà il genitore. (fonte foto: rete internet)  

Diego de la Gente 2: Napoli in festa per il compleanno del suo Re

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Una giornata di pura emozione, tra applausi, cori e bandiere che hanno colorato le strade della città. “Diego de la Gente 2” ha trasformato l’anniversario della nascita di Maradona in una festa popolare, capace di unire generazioni diverse nel segno dell’amore infinito tra Diego e Napoli.

Tutto è cominciato alle 8:30 dal Museo Maradona di Vico Cariati 5B, dove la statua del Pibe de Oro, realizzata da Domenico Sepe, ha lasciato la sua casa tra musica, applausi e commozione. “Diego non se ne va mai davvero — oggi lo accompagna la sua gente, quella che gli ha dato l’anima”, hanno sottolineato Massimo Vignati e lo staff del Museo. L’uscita del carro ha trasformato il quartiere in un mare di voci e bandiere: un inizio degno di un mito eterno.

Da lì, la statua ha attraversato i luoghi della leggenda, dalla casa di Via Scipione Capece al Pausillipon, dallo Stadio Diego Armando Maradona fino al Centro Paradiso di Soccavo. Ad ogni tappa, abbracci, applausi e immagini che hanno invaso i social, raccontando il cammino di un popolo e del suo simbolo. “Diego oggi cammina tra la sua gente, e ogni sguardo, ogni applauso è un pezzo di storia che si rinnova”, ha commentato ancora il team del Museo.

Nel pomeriggio, il viaggio ha toccato Poggioreale, dove la comunità e l’associazione Sii Turista Della Tua Città hanno accolto la statua con una festa spontanea tra bambini, canti e balli. Poi l’arrivo a Piazzetta San Pasquale, dove dalle 18:00 NSS Edicola ha ospitato un incontro tra sport, arte e cultura urbana.

Il ritorno a Largo Maradona, alle 21:00, ha chiuso una giornata di memoria collettiva. “Vedere i bambini accogliere Diego con quella gioia è stato il momento più emozionante di tutta la giornata”, hanno dichiarato gli organizzatori. La statua è rientrata al Museo tra cori e applausi, trasformando il finale in un nuovo abbraccio di popolo.
Diego è della gente, e oggi la gente ha dimostrato che questo amore non ha confini né tempo”, hanno concluso dal Museo e dalla Collezione Vignati.

Marigliano, tre veicoli rubati e con targhe false: violati i sigilli dopo il sequestro

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Marigliano – Proseguono senza sosta i controlli della Polizia Locale di Marigliano, che continua a colpire duramente il fenomeno della ricettazione di veicoli e delle occupazioni abusive di suolo.

Durante un’operazione di controllo, una pattuglia ha individuato tre veicoli parcheggiati in un’area già acquisita al patrimonio comunale. Gli agenti, insospettiti dalla loro presenza, hanno avviato una verifica approfondita: tutti e tre i mezzi presentavano il numero di telaio abraso e targhe false. Gli accertamenti successivi hanno consentito di risalire al presunto autore delle condotte illecite, mentre l’intera area è stata posta sotto sequestro insieme ai veicoli, ritenuti oggetto di ricettazione.

Il giorno successivo, però, gli agenti hanno scoperto che i sigilli apposti erano stati violati. I veicoli sequestrati erano stati spostati sulla strada, ostruendo una via di ingresso. Un gesto che non solo rappresenta un’ulteriore violazione della legge, ma denota la volontà di sfidare apertamente l’azione delle forze dell’ordine.

Immediatamente, la Polizia Locale è intervenuta per rimuovere nuovamente i mezzi, che questa volta sono stati affidati a una depositeria giudiziaria, mettendo fine alla possibilità di ulteriori manomissioni. Anche per la violazione dei sigilli è stato individuato lo stesso soggetto già indagato il giorno precedente.

«Non arretriamo di fronte a questi fenomeni — ha dichiarato il Comandante Nacar — anzi, innalzeremo l’asticella dei controlli per tutelare la legalità e il decoro urbano».

Un’operazione che conferma la determinazione del Corpo di Polizia Locale di Marigliano nel contrastare comportamenti illegali che minano la sicurezza e il rispetto delle regole sul territorio.

Da Ponticelli a Volla per vendere la coca a 30 euro: preso

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NAPOLI PONTICELLI E VOLLA: cocaina nella scarpa, 65enne arrestato dai Carabinieri I Carabinieri del Nucleo Operativo di Poggioreale hanno arrestato per spaccio e detenzione di sostanze stupefacenti Antonio Pietro Punzo, 65enne di Ponticelli già noto alle forze dell’ordine. E’ stato notato spostarsi da Ponticelli fino a Volla dove in piazza Vanvitelli ha venduto due dosi di cocaina ad un “cliente” per la cifra di 30 euro. Bloccato dai militari subito dopo, Punzo è stato perquisito. Nella scarpa altre 15 dosi della stessa sostanza e addosso 795 euro in contanti ritenuto provento illecito. Ristretto in camera di sicurezza, il 65enne ora è in attesa di giudizio.

Choc a Somma, donna assalita dall’ex al distributore di carburanti

Somma Vesuviana.“Fermati voglio solo parlare”. Paura a Somma Vesuviana, donna assalita dall’ex al distributore di carburanti. Aveva un coltello con sé. 49enne arrestato dai carabinieri Le mani che battono contro la portiera, i vetri chiusi, il cuore che corre più veloce del motore. Una donna di 46 anni ha vissuto attimi di terrore a via Circumvallazione, a Somma Vesuviana, quando il suo ex compagno — un uomo di 49 anni, già denunciato per maltrattamenti — l’ha sorpresa mentre faceva rifornimento al distributore. Una scena di violenza improvvisa, consumata in pochi minuti ma capace di lasciare il segno. L’uomo, a bordo di una Jeep bianca, ha frenato di colpo appena l’ha vista. È sceso dalla macchina e si è avventato contro l’auto della donna, una piccola utilitaria nera. Prima ha tentato di aprire lo sportello del passeggero, poi, non riuscendoci, ha cominciato a colpire con forza la portiera del guidatore, urlando che voleva solo parlarle. Le urla, i pugni, la rabbia: tutto si è concentrato in un momento in cui la paura ha preso il sopravvento. Attimi di terrore che durano 3 minuti ma che sembrano infiniti. “Mi gridava di non avere paura, ma batteva contro la macchina con una forza che mi faceva tremare”, ha raccontato la donna ai Carabinieri, ancora sotto shock. Dentro l’auto, la vittima cerca di non guardarlo, di non abbassare lo sguardo, di non commettere l’errore di aprire. Quando ha tentato di ripartire, l’uomo si è aggrappato alla vettura, costringendola a fermarsi. Ha sradicato la maniglia e girato al contrario lo specchietto, come se quella macchina fosse diventata una barriera tra lui e ciò che non accettava: la fine. A interrompere la violenza tra i diversi presenti è stato il titolare del distributore, che si è accorto della scena e ha affrontato l’uomo, costringendolo ad allontanarsi. La donna, impaurita, è riuscita a scappare, fermandosi poco dopo davanti a un negozio per chiedere aiuto ai familiari. La chiamata al 112 è partita pochi minuti dopo, a chiamare il figlio dei due che ha raccontato ai militari cosa stava accadendo. Le pattuglie dei Carabinieri di Somma Vesuviana sono arrivate in via Circumvallazione mentre la paura era ancora viva nell’aria. L’aggressore, intanto, era tornato sul posto. “Non ho fatto niente”, ha detto ai militari. Ma le immagini delle telecamere di sorveglianza raccontavano un’altra storia, chiara e inequivocabile: quella di un uomo che aveva inseguito, minacciato e aggredito una donna che voleva solo vivere in pace. I Carabinieri perquisiscono il 49enne e trovano nel suo borsello un coltello a serramanico lungo complessivamente 17 centimetri. Arrestato per maltrattamenti in famiglia, l’uomo è stato trasferito in carcere. La donna, accompagnata in caserma per la denuncia, ha raccontato tra le lacrime che non era la prima volta. Aveva già segnalato episodi di violenza,aveva già denunciato l’ex due volte. Ma la paura, quella che ti fa girare la testa ogni volta che senti un rumore alle spalle, oggi ha rischiato di diventare qualcosa di molto peggiore. Ancora una volta, la prontezza di un cittadino e l’intervento dei Carabinieri hanno impedito che una storia di violenza di genere si trasformasse in tragedia. La fermezza della donna e quella portiera rimasta chiusa…

Nipotino esce dalla terapia intensiva, nonni si rifiutano di pagare il parcheggio: minacce e spintoni

Nipotino esce dalla terapia intensiva, nonni affrontano parcheggiatore abusivo che pretende 10 euro. Minacce poi spintoni anche ai carabinieri. 55enne arrestato E’ un piccolo atto di sottomissione, mascherato dietro un gesto che sembra normale. Uno spaccato di illegalità che diventa servizio, con la paura che si trasforma in moneta. Parliamo dei parcheggiatori abusivi. Chi si “affida” a loro non paga per ottenere una prestazione ma per evitare un problema. Una tassa sull’insicurezza, un compromesso che alimenta un sistema spesso organizzato dalla criminalità con turni, quote e gerarchie. Un’introduzione necessaria per parlare di quanto  accaduto al Vomero, a pochi passi dall’ospedale pediatrico Santobono. Due nonni stanno stanno correndo in reparto per riabbracciare il nipotino appena uscito dalla terapia intensiva. Le sue condizioni sono migliorate ma le preoccupazioni sono ancora tante. Il parcheggiatore di turno, 55 anni e già noto alle forze dell’ordine, si avvicina al nonno appena parcheggia sulle strisce blu. Pretende 10 euro, è quella la tariffa imposta per quella zona e quella fascia oraria. I due anziani non ci stanno, l’uomo insiste, poi ancora un no categorico. Non c’è via d’uscita: i 10 euro o “t’incendio la macchina” in un napoletano che sostituisce incendiare con “appicciare”. Qualcuno sente urlare e compone il 112. Il 55enne non si arrende anche davanti ai due carabinieri scesi dalla pattuglia. Continua con le minacce, i 10 euro gli spettano. Si scaglia contro il nonno e uno dei militari per contenerlo si prende un pugno. Ammanettato, l’uomo è stato arrestato per resistenza, minaccia a pubblico ufficiale e tentata estorsione. Anche con i polsi bloccati, in caserma, il parcheggiatore ha continuato con la violenza. Ha danneggiato alcuni arredi della struttura e colpito un militare con un calcio. Poi ha alzato il tiro, affermando di essere invalido al 100% e di poter uccidere i carabinieri senza farsi un giorno di galera. E’ ora in attesa di giudizio.

“I costumi delle donne” di Sarno: un altro preziosissimo “dono” di Gaetana Mazza

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Il titolo dell’opera, in tre tomi, è in latino, “Mores mulierum”, perché il latino serve a farci capire subito che certi problemi e certi valori connessi ai “costumi delle donne” fanno parte della storia di ogni tempo e di ogni luogo. Lascio la parola all’ autrice: dalle sue accurate ricerche “è emerso che le donne sarnesi, pur agendo in uno stato di subordinazione” “dall’età moderna agli inizi del XX secolo” “hanno contribuito in maniera determinante allo sviluppo economico della città…Nella famiglia la donna interagiva con l’uomo, sostenendolo nelle scelte o opponendosi anche a rischio della vita.”. Correda l’articolo l’immagine del quadro di F. Palizzi “Le lavandaie del fiume Sarno”.   Il quadro di Palizzi si può leggere come metafora del ruolo che le donne hanno svolto e svolgono nel sistema sociale: “lavano” le impurità, svelano il potere miracoloso dell’acqua, contribuiscono a rinnovare la luce e la limpidezza dei colori del mondo. Gaetana Mazza, prima di questo libro, ci ha già “donato”, tra le altre sue opere, “Femminilità” (1987), “Streghe, guaritori e istigatori” (2009), “I processi inquisitoriali nella diocesi di Sarno” (2013), “E io che lasciai l’ago e il fuso” (2024). E dunque ha il diritto di occupare un posto importante nell’elenco, pubblicato nel libro, delle studiose e degli studiosi che hanno concentrato ricerche e pubblicazioni sul tema delle “Donne nella storia”. E anche il catalogo delle fonti consultate spiega perché a Gaetana Mazza tocca, in quell’elenco, un posto di rilievo: accanto alle “fonti edite” e alla lunga lista dei “riferimenti bibliografici” c’è la nota ampia delle “fonti inedite”: i documenti dell’Archivio Diocesano di Sarno, dell’Archivio Storico del Comune di Sarno, dell’Archivio di Stato di Salerno. Non c’è aspetto della storia delle donne di Sarno che Gaetana Mazza abbia trascurato: mi limito a indicarne alcuni: le donne e i briganti; I maritaggi; le balie e i proietti; “pericolate e pericolanti”; pazze; i costumi; mestieri e ordine pubblico: attraverso la storia, drammatica, infelice, coraggiosa, di singole donne viene ricostruita, nella sua interezza e in tutti i suoi aspetti, la storia sociale di tre secoli di un “mondo” complesso. A rendere affascinante questo libro contribuisce, in misura notevole, la potenza evocatrice della prosa e dello stile della scrittrice, che, con un verbo, con un aggettivo, “disegna” figure a tal punto vive che pare al lettore di vederle e di sentirne la voce. Anche per questa ragione ho deciso di corredare l’articolo con l’immagine del quadro di Palizzi: e un notevole contributo alla qualità dei “disegni” della scrittrice viene, spesso, dal testo dei documenti. Nel 1776 il sacerdote Don Giuseppe Pagano viene accusato di aver ferito Felicia Lanzaro, di Poggiomarino, che con il suo feritore “intratteneva illeciti rapporti”. In una deposizione del 1777 il sacerdote dice che la donna, essendo già a 22 anni “una donna tracchiosa e fistolosa”, non aveva trovato marito e perciò si era “posta a fare la ruffiana”. Non è necessario ricordare che in lingua napoletana la “tracchia” è “la cicatrice che compare sul collo degli scrofolosi “ (F. D’Ascoli) e la “fistola” è una piaga purulenta: la bruttezza della donna- una bruttezza del corpo che, secondo il sacerdote, diventava cattiveria – è espressa e sottolineata dal suono stesso dei due aggettivi, dall’urto della rumorosa rima in “-osa”. Mi piace citare, dal capitolo le donne “in fuga dall’inferno”, la storia di Raffaella Boccia, che fugge “dalla casa coniugale per sottrarsi ai continui maltrattamenti del marito”, porta con sé “il figlioletto Aniello”, ma non avendo i mezzi per tenerlo con sé, lo affida alla “Santa Casa dell’Annunziata”. Il bambino viene dato in affidamento a una signora, e Raffaella, che desidera vedere ogni tanto suo figlio, nel marzo del 1872 chiede al Sindaco di Sarno, attraverso il comando dei Carabinieri di Capodimonte, i certificati di matrimonio e di nascita del figlio, “affinché, riconosciuta come madre, possa presentarsi come tale alla signora affidataria”. Anche il marito è in cerca del figlio, e già l’anno prima ha accusato la moglie di essere fuggita di casa per “esercitare il meretricio”, ma il Questore di Napoli ha comunicato al Sindaco della città che questa signora non si sa dove si trovi, e che non risulta “iscritta fra le meretrici”. Dopo 14 anni dalla fuga, la donna torna a casa dal marito e gli dice che il figlio “si trova a Salerno ed è qui che l’uomo si reca, per riprenderselo, dopo aver fatto domanda al Prefetto”. Ma il 6 marzo del 1881 il Sindaco di Sarno trasmette al Questore di Napoli la comunicazione che gli ha inviato, per lettera, il marito della signora. Raffaela Boccia, approfittando dell’assenza del marito, partito per Salerno, “si appropriava di tutti gli effetti mobili esistenti nella stanza”, li vendeva “a una certa Antonia Pappacena, la quale abita alla Masseria della Corte”, e fuggiva di nuovo. Questa volta per sempre. Si disse che abitava a Napoli, in via Sant’Eligio, in casa di “una certa Filomena Amitrano”, ma il 31 maggio 1882 il Questore di Napoli comunicò al Sindaco di Sarno che il 4 maggio “l’una e l’altra donna… sloggiarono dal sito indicato, senza lasciare traccia della presa direzione”: sloggiarono, scrisse proprio così, il questore. E la storia, che si legge come un romanzo, finisce qui. Grazie, Donna Gaetana Mazza.    

Marigliano, evento conclusivo di “Lezioni d’Acqua” per la valorizzazione delle acque regionali

Riceviamo e pubblichiamo

Completato mercoledì 29 ottobre il lungo percorso dedicato alla valorizzazione delle acque della nostra regione.

 

La risorsa idrica in Campania come bene fondamentale per la vita e l’equilibrio ambientale non solo della regione, ma di tutto il pianeta Terra.

Consapevoli che questa idea può diffondersi e fruttificare solo attraverso un’educazione permanente alla conoscenza e alla tutela dell’acqua, Terre di Campania APS, in linea con l’impegno che porta avanti da oltre cinque anni, ha progettato e realizzato, con il finanziamento della Regione Campania, Lezioni d’Acqua, un itinerario educativo e formativo concretizzato in partenariato con Associazione Terzo Millennio ONLUS, Associazione Nazionale Vigili del Fuoco Marigliano e con l’ISS Manlio Rossi Doria di Marigliano, da anni sentinella di educazione ambientale sul territorio cittadino. 

Dopo un intero anno solare dedicato alla scoperta, conoscenza e valorizzazione delle risorse idriche della Campania, dai corsi d’acqua ai bacini acquiferi, dalle fontane monumentali alle pratiche agricole e ai prodotti alimentari che beneficiano della disponibilità d’acqua, Lezioni d’Acqua ha celebrato l’incontro finale mercoledì 29 ottobre, nell’Aula Magma dell’ISS Rossi Doria, i cui studenti sono stati parte attiva nella realizzazione del Progetto. 

Dopo i saluti istituzionali della Dirigente Scolastica Angela Buglione, sempre attenta a cogliere le opportunità educative e formative in linea con la mission dell’Istituto, il Sindaco di Marigliano Gaetano Bocchino, che ha partecipato all’evento con l’assessore alle Politiche sociali, educative e giovanili Luigi Amato, ha dichiarato: «Si tratta di un progetto molto positivo, in quanto trasmette alle giovani generazioni la consapevolezza che le risorse naturali, come l’acqua, non sono risorse inesauribili, e vanno quindi preservate, conservate e gestite correttamente».  Un concetto rafforzato dall’assessore Amato, che vede nella “comunità educante” lo strumento indispensabile per la formazione di cittadini attivi e responsabili.

Le studentesse e gli studenti delle classi terze e quarte degli indirizzi di Agraria, Amministrazione Finanza e Marketing, Turismo ed Eno-gastronomia, che sono stati impegnati in diverse attività e laboratori tematici dedicati a “Acqua e Agricoltura”, “Acqua e Cibo”, “Acqua e territorio” e “Acqua e buone pratiche quotidiane” producendo svariati lavori e output progettuali, hanno presentato i risultati del progetto mostrando di aver acquisito le competenze previste e la capacità di utilizzare gli strumenti informatici e multimediali per disseminare con creatività le buone pratiche apprese. Video, interviste, TG Acqua, e persino un questionario da svolgere per valutare la partecipazione al progetto, hanno mostrato al folto pubblico in sala che è davvero possibile imparare facendo.

Giuseppe Ottaiano e Simone Ottaiano, tutor del progetto, hanno illustrato l’esperienza dal punto di vista di chi da anni si occupa dell’argomento, sottolineando come sia indispensabile coinvolgere i giovani studenti perché diventino sentinelle e testimoni di un’educazione ambientale che appare l’unica possibilità di rallentare e forse invertire, almeno in parte, il processo di sfruttamento intensivo dell’Ambiente che sta davvero preoccupando. Gli incontri con esperti e momenti di formazione dedicati ai volontari che hanno preso parte al progetto, realizzati grazie alla partecipazione degli esperti di Gori, partner di progetto, hanno costituito il cuore di un’iniziativa che si colloca fra quelle destinate a formare una coscienza civica responsabile rispetto alla salvaguardia ambientale. 

«Oggi siamo qui per la fase conclusiva di un progetto, Lezioni d’acqua, che Gori ha voluto sposare perché si inserisce perfettamente in quella che è la sua missione di sensibilizzazione verso le nuove generazioni. Ma “sensibilizzare” per Gori non significa solo comunicare e informare: il nostro impegno è quello di coinvolgere studenti e studentesse attraverso la loro partecipazione attiva, affinché possano diventare ambasciatori di una sostenibilità che non è solo acqua, ma soprattutto cultura ambientale e sociale.» ha dichiarato Mara De Donato, responsabile Comunicazione di Gori, che ha aperto le porte dei propri impianti e del laboratorio deputato all’analisi delle acque.

A conclusione dell’evento, la degustazione di un menù a base di prodotti super-idratanti, presentato e realizzato dagli studenti dell’indirizzo enogastronomico, per ricordarci che anche un’alimentazione responsabile contribuisce a ridurre lo spreco d’acqua. Per saperne di più www.lezionidacqua.it

 

“ASSOCIAZIONE TERRE DI CAMPANIA APS”

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