Regionali, Micillo (M5S): “Telemedicina e Digitale per una Sanità più equa ed accessibile”

Riceviamo e pubblichiamo   “L’impegno del Movimento 5 Stelle in Campania e di Roberto Fico è rendere il sistema sanitario equo e accessibile riducendo le liste d’attesa, completando Case e Ospedali di Comunità, potenziando il personale e garantendo la prevenzione. Altro punto centrale nel nostro programma è spingere al massimo l’integrazione tra sanità e welfare, mettendo al centro la salute mentale”. Fa sapere in una nota Salvatore Micillo, coordinatore regionale del Movimento 5 Stelle. Una leva fondamentale per rendere il sistema sanitario regionale più equo ed accessibile sarà l’investimento nella digitalizzazione. Sanità digitale, infatti, significa più sanità per tutti e soprattutto per chi ha difficoltà ad accedere ai servizi sanitari. Digitalizzare la sanità significa migliorare il lavoro degli operatori del sistema sanitario regionale e avvicinare i cittadini ai servizi sanitari. “Già oggi con pochi click – ha dichiarato Micillo – è possibile cambiare il proprio medico di medicina generale, fare l’esenzione del ticket e prenotare una visita. L’obiettivo deve continuare ad essere l’efficientamento ed evoluzione dell’assistenza sanitaria, dal territorio all’ospedale, con sistemi informatici volti a garantire una presa in carico completa dell’assistito e la gestione indipendente da un luogo fisico, al fine di conoscere la storia clinica e supportare l’efficientamento del processo di cura e accesso facilitato. Come ha sostenuto in diverse occasioni pubbliche anche Roberto Fico bisogna sostenere gli interventi di Sanità digitale come la telemedicina aumentando le prestazioni in televisita su tutto il territorio regionale. Dobbiamo potenziare il sistema informativo sanitario regionale e allo stesso tempo investire sulla formazione e sulle competenze digitali del personale sanitario”.

Regionali, Ciarambino: ” Sanità, non venga trasferita la Pediatria del San Paolo”

Riceviamo e pubblichiamo «Apprendo con preoccupazione la notizia che da gennaio il reparto pediatrico dell’ospedale San Paolo sarà trasferito al Loreto Mare, lasciando scoperta l’intera zona occidentale di Napoli, molto popolosa e già fortemente sguarnita di servizi sanitari adeguati. Il trasferimento del reparto a una distanza di almeno dieci chilometri, unita al traffico intenso, renderà difficilissimo l’accesso in caso di emergenze per i bambini e per le loro famiglie. La mia preoccupazione è che da un trasferimento temporaneo, si possa arrivare a una scelta definitiva e irreversibile, infliggendo l’ennesimo colpo a un presidio strategico come il San Paolo già fortemente indebolito – dichiara Valeria Ciarambino, Vicepresidente del Consiglio regionale – La pediatria ospedaliera non è un lusso, ma un diritto imprescindibile per garantire la salute dei bambini nelle situazioni emergenziali e critiche. Per questo motivo mi attiverò immediatamente scrivendo al direttore dell’Asl Napoli 1 affinché venga rivista questa decisione che rischia di causare gravi disagi alla popolazione. Auspico un rapido confronto e un impegno concreto da parte delle istituzioni per salvaguardare il servizio pediatrico al San Paolo, evitando di privare l’area ovest di Napoli di una struttura così importante. È fondamentale che anche i cittadini si facciano sentire e che la politica intervenga tempestivamente per tutelare un diritto che non può essere messo in discussione» ha concluso Ciarambino.

Pollena Trocchia, agevolazioni Tari per anziani, diversamente abili e famiglie in difficoltà

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Riceviamo e pubblichiamo
TARI azzerata o dimezzata per anziani, diversamente abili e nuclei familiari in difficoltà economica. Anche quest’anno il Comune di Pollena Trocchia ha confermato le agevolazioni per la tassa sui rifiuti pensate per famiglie e residenti soli in specifiche situazioni di difficoltà. Per la presentazione delle istanze c’è tempo fino a martedì 25 novembre: i modelli da utilizzare, differenti in base alla tipologia dei destinatari, sono disponibili, con i relativi avvisi pubblici, sul sito istituzionale dell’ente e presso la casa municipale di via Esperanto 2. Beneficiari delle riduzioni saranno i nuclei familiari nei quali risultano presenti soggetti in età non lavorativa, con almeno 65 anni di età, in fitto e con valore Isee – determinato esclusivamente da redditi pensionistici – non superiore a 8.500 euro oppure con casa di proprietà non di lusso e valore Isee non superiore a 8.500 euro – in questo caso determinato dalla casa di proprietà oltre che da redditi pensionistici. Per i primi è prevista l’abbattimento totale della tariffa, per i secondi, invece, lo sgravio è di metà dell’importo da pagare. Agevolazione del 50% prevista pure per i nuclei familiari nei quali sono presenti soggetti con disabilità riconosciuta ai sensi dell’articolo 3 comma 3 della Legge 104/92, con Isee non superiore a 20mila euro e nei quali non sono presenti soggetti proprietari né titolari di altri diritti reali di godimento di immobili al di fuori dell’abitazione di residenza. Abbattimento della metà dell’imposta, infine, anche per i nuclei familiari non percettori di forme di sostegno al reddito con Isee non superiore ai cinquemila euro e i cui componenti non sono proprietari né titolari di altri diritti reali di godimento di immobili al di fuori dell’abitazione di residenza. «Come ormai consuetudine, abbiamo lavorato per confermare ancora una volta la riduzione della Tari per i nuclei familiari più fragili, riproponendo una misura particolarmente attesa sul territorio perché offre un aiuto concreto a chi vive situazioni di difficoltà, permanenti o transitorie» ha detto Ilenia Terracciano, assessore all’ambiente del comune di Pollena Trocchia. «L’impegno di questa Amministrazione comunale è sempre volto a fornire risposte alle esigenze della cittadinanza, in termini di servizi, ma anche di sostegno ai meno fortunati affinché nessuno sia lasciato solo» ha concluso il sindaco Carlo Esposito.

Nola celebra San Felice: quattro giorni tra fede, cultura e tradizione

Riceviamo e pubblichiamo Il sindaco Andrea Ruggiero: “Valorizziamo la nostra storia con un programma che parla ai giovani” Dal 13 al 16 novembre la Città di Nola celebra San Felice vescovo e martire, patrono della città, con un programma che intreccia fede, cultura e partecipazione. Al centro dell’evento di quest’anno l’amministrazione comunale guidata dal sindaco Andrea Ruggiero ha messo i giovani e la valorizzazione della storia e delle tradizioni locali. Si parte mercoledì 13 novembre con le attività dedicate agli studenti e lo show cooking “Prepariamo il Tutero”, seguiti dall’accensione delle luminarie, dalla Fiera di San Felice in piazza Duomo e nel centro storico e dal Premio Felix Città di Nola, nella sala Vaccaro del museo storico archeologico. Giovedì 14, la processione del busto argenteo e lo spettacolo pirotecnico in piazza Duomo rinnoveranno la fede della comunità nei confronti del patrono ed il sentimento di appartenenza della comunità alla città. Venerdì 15, giornata di fede e cultura con la passeggiata “San Felice: Fede, Folklore, Fortuna”, rappresentazione teatrale della vita del santo patrono, santa messa pontificale in cattedrale e concerto “Omaggio ad Ennio Morricone”. Sabato 16, spazio ai bambini con “San Felice dei Piccoli” tra giochi e animazioni nel centro storico. “La festa in onore di San Felice, e in particolare la fiera del torrone, diventa il punto di partenza di un mese che unisce tradizione e impegno civile. Accanto all’atmosfera festosa, Nola ricorderà anche la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, per ribadire che la cultura e la comunità possono essere strumenti di rispetto, consapevolezza e cambiamento”, sottolinea l’assessore al turismo ed alle politiche sociali Florinda Aliperta. “Nola – aggiunge l’assessore alle attività produttive Andrea Manzi – conferma la sua vocazione all’accoglienza, alla valorizzazione delle eccellenze locali e alla promozione del territorio”. “Un calendario ricco di eventi per grandi e piccoli che – specifica l’assessore alla Cultura, Felice Maggio – è il risultato di un impegno teso a restituire a Nola la centralità che merita” “Rafforziamo il legame tra Nola e la sua storia – dichiara il sindaco Andrea Ruggiero – e soprattutto mettiamo in rete le energie vive della comunità, per alimentare il patrimonio culturale e identitario di Nola che è presupposto imprescindibile per il rilancio del nostro territorio”.

Regionali, Giusiana Guerra (FI): “Mi batterò per un registro tumori aggiornato”

Riceviamo e pubblichiamo dall’ufficio stampa di Giusiana Guerra

“Ad oggi, in Campania, non è aggiornato il registro dei tumori al 2025. Le pubblicazioni per quanto riguarda il 2025, presentano stime e proiezioni basate su dati vecchi che non supererebbero il 2022. In un territorio colpito dalla Terra dei Fuochi ma anche da continui sversamenti senza scrupoli è obbligatorio aggiornare i dati per il Registro Tumori. L’opinione pubblica deve sapere, essere informata ed è un obbligo intervenire per cercare di mitigare i rischi. Non è possibile fare stime riguardanti il 2025, con dati reali risalenti al 2019, addirittura prima del Covid. Il report pubblicato e riguardante il 2025 non è un registro in tempo reale ma solo una stima basata su modelli statistici e dati demografici previsti dall’Istat. Condivido pienamente l’appello fatto da importanti ricercatori di fama internazionale, proprio in queste ultime settimane, a aggiornare il Registro Tumori con dati reali. Un appello ripreso e ricordato anche dai comitati di territorio come quello della Terra dei Fuochi.

Mi renderò promotrice di una task – force che possa unire e far dialogare Commissario Unico per la Bonifica delle discariche e dei siti contaminati, Comitati di territorio, medici di base, comunità scientifica, mondo della scuola. La platea scolastica è fondamentale perchè può contribuire in modo incisivo alla prevenzione sul cancro con l’attivazione di campagne alimentari, attività sportive, conferenze e incontri portando i ricercatori nelle aule e non solo negli auditorium per stare in mezzo agli studenti. Oggi esistono solo progetti spot che invece andrebbero messi insieme per dare vita, con tutte le altre realtà e attività, ad una rete in grado di fare una radicale campagna di prevenzione ma anche di conoscenza. Dobbiamo aumentare la sensibilità presso l’opinione pubblica e far capire, tramite i giovani, che bruciare i rifiuti o interrare i rifiuti porta danni irreparabili alla Terra e agli esseri viventi tutti e dunque, nelle stesse campagne di comunicazione, devono essere coinvolte tutte le categorie professionali dai geologi ai medici, dai ricercatori agli ingegneri ambientali”. Lo ha affermato  ha affermato Giusiana Guerra, candidata al Consiglio Regionale della Campania nella lista di Forza Italia a sostegno di Edmondo Cirielli Presidente.  

Acerra: sorpreso con la droga, arrestato 19enne

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Acerra: sorpreso con la droga. Arrestato 19enne dalla Polizia di Stato. Proseguono i servizi straordinari predisposti dalla Questura di Napoli per contrastare i fenomeni di traffico di sostanze stupefacenti. Nella serata di sabato, la Polizia di Stato ha tratto in arresto un 19enne egiziano con precedenti di polizia, anche specifici, per detenzione illecita di sostanze stupefacenti e resistenza a Pubblico Ufficiale. In particolare, gli agenti del Commissariato di Acerra, durante il servizio di controllo del territorio, nel transitare in via Alessandro Manzoni, hanno notato il predetto che, in cambio di denaro, ha consegnato qualcosa ad una persona che si è poi allontanata frettolosamente. I poliziotti, prontamente intervenuti per interrompere l’iter criminoso, hanno raggiunto e bloccato, con non poche difficoltà, il prevenuto, trovandolo in possesso di 10 bustine di hashish, di una bustina di marijuana e di 35 euro, suddivisi in banconote di diverso taglio, chiaro provento dell’attività delittuosa. Per tali motivi, l’indagato è stato tratto in arresto dal personale operante.

San Giuseppe Vesuviano, ritorna al santuario l’ottocentesca Madonna del Carmine

Una storia di fede e amore quella della meravigliosa statua della Madonna del Carmelo che in questi giorni, dopo ben 119 anni, è ritornata alla comunità parrocchiale. Silvio Cola nel suo libro dal titolo San Giuseppe Vesuviano nella storia, Ed. STEM, Napoli 1958, scrive a pagina 126: La navata principale della antica chiesa parrocchiale che sorgeva nella piazza Garibaldi là dove oggi sorge il santuario aveva sul lato sinistro quattro cappelle, l’ultima delle quali serviva d’ingresso da via Roma e le altre tre, con singoli altari, erano dedicate rispettivamente, alla Madonna del Carmine, alla Madonna della Cintura ed ai sacratissimi Cuori di Gesù e Maria.  Il culto, quindi, della Madonna del Carmelo era attestato all’epoca nella cittadina vesuviana, come documentato anche da una foto pubblicata sul libro del prof. Luigi Iroso dal titolo 1906 Un anno di fuoco, Ed. Quaderni Vesuviani, San Giuseppe Ves. 2006, pag. 26. La devozione popolare era molto sentita, fino a quando il manufatto trovò ospitalità nel 1904, insieme ad altre statue, nell’Oratorio della Confraternita dello Spirito Santo, dal momento ché la vecchia chiesa fu del tutto abbattuta. Con la tremenda eruzione del 1906, San Giuseppe diventò il palcoscenico vivente di una immane tragedia; infatti, spiega il prof. Iroso, sotto il peso dell’enorme mole di materiale vulcanico, molte abitazioni private, soprattutto quelle più fatiscenti e precarie, cedettero di schianto. La popolazione cercò disperatamente un rifugio sicuro e l’8 aprile, domenica delle Palme, don Giuseppe Ambrosio, sollecitato forse dai parrocchiani, si recò a celebrare la messa nella chiesetta dell’oratorio confraternale.
Oratorio Spirio Santo 1906
La tragedia stava per arrivare: le connessure strutturali del tetto cedettero di schianto sul capo dei fedeli, seppellendone la maggior parte sotto un cumulo di macerie. La statua della Madonna del Carmine riuscì a salvarsi: fu affidata e custodita dal signor Innocenzo Ambrosio (n.24 marzo 1887 – + 25 maggio 1979) nella sua abitazione del Rione  Mastanielli, salvandola dal rischio di deperimento e trafugamento come riporta l’atto di riconsegna. Con amore e zelo, anche grazie alla devozione della figlia Francesca (1925 – 2017), fu protetta in una vetrinetta in legno a mò di scarabattolo e mantenuta in grande considerazione. La donna, insieme al fratello Luigi (1932 – 2021), ha sempre tenuto vivo il culto per diversi anni, organizzando numerosi incontri di preghiera e una processione che si svolgeva annualmente nel giorno della sua memoria liturgica. Con l’estinzione di questa tradizione si era anche perso, addirittura, il ricordo collettivo dell’esistenza della statua. Grazie all’immenso progetto di restauro della memoria, condotto dal parroco emerito p. Rosario Avino, si sono riuscite a ricostruire le vicende della statua e a pianificare il ritorno nello splendido Santuario di San Giuseppe.
Oratorio dello Spirio Santo, sagrestia con la statua a sx
L’opera si è avvalsa dello studio minuzioso dell’esperto di scultura napoletana Egidio Valcaccia, che non solo ha accertato l’importanza storico-artistica e le peculiarità che permettono di identificare la Madonna del Carmelo come opera autografa del celebre maestro Arcangelo Testa (1786-1859), uno degli indiscussi protagonisti della scultura napoletana dell’Ottocento, ma ha anche sottolineato che si tratta di una delle poche opere a pupo del maestro che ci giungono praticamente integre, completa dell’originale statuetta di Gesù Bambino, delle corone e di abiti antichi. Le stoffe, in particolare, in seta con decorazioni in ricami dorati, presentano un particolare pregio. La statua, comunque, ha bisogno di un urgente restauro, che preveda almeno il trattamento di disinfestazione dagli insetti xilofagi e di consolidamento. Pertanto, il neo parroco, padre Giampietro Brizi, si affida alla generosità dei fedeli per salvare un’opera d’arte che rappresenta un segno concreto dell’amore profondo e della fede di coloro che ci hanno preceduti. L’intento è quello di restituire il simulacro al culto il prossimo 8 aprile 2026 in occasione del 120° anniversario della tragedia.          

Napoli, apre oggi la stazione Monte Sant’Angelo: arte, mobilità e sostenibilità per la nuova Linea 7

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Da oggi, lunedì 10 novembre, la stazione Monte Sant’Angelo entra ufficialmente in funzione. È il primo tratto operativo della futura Linea 7 della Metropolitana di Napoli e segna un nuovo passo avanti verso una rete di trasporti più moderna, accessibile e interconnessa.

Napoli arricchisce la sua rete metropolitana con una nuova e attesissima apertura: la stazione Monte Sant’Angelo, inaugurata oggi, lunedì 10 novembre, rappresenta uno snodo chiave per la mobilità cittadina. La fermata, realizzata dal Gruppo Webuild per conto dell’EAV – Ente Autonomo Volturno, apre al traffico ferroviario nel primo tratto della Linea 7, tra Monte Sant’Angelo e Soccavo, dove sarà possibile anche l’interscambio con la Circumflegrea.

Questa nuova tratta si inserisce in un piano più ampio di sviluppo del trasporto sostenibile, permettendo di collegare l’area universitaria e i quartieri di Fuorigrotta e Bagnoli con il resto della città. Grazie alle connessioni con Montesanto — nodo che unisce Cumana, Circumflegrea, la funicolare del Vomero e la Linea 2 — gli spostamenti diventano più rapidi e integrati, offrendo un’alternativa concreta al traffico su gomma.

L’arte incontra la mobilità

Monte Sant’Angelo entra a far parte delle celebri “Stazioni dell’Arte”, un progetto che coniuga infrastruttura e creatività contemporanea. L’artista Anish Kapoor firma le due imponenti installazioni che accolgono i passeggeri ai due ingressi della stazione: uno al servizio del campus universitario della Federico II, l’altro nel Rione Traiano. Le sculture, dalle forme sinuose e dai volumi monumentali, trasformano l’accesso alla metro in un’esperienza sensoriale, evocando una discesa simbolica verso il cuore della città.

All’interno, la struttura si sviluppa su un unico livello sotterraneo e riprende le forme di una grotta naturale grazie a pareti che richiamano la pietra viva. Scale mobili e ascensori inclinati, ispirati alle storiche funicolari napoletane, facilitano il percorso fino alle banchine.

Un passo avanti per la Linea 7

Monte Sant’Angelo è la prima delle quattro nuove stazioni previste lungo la futura Linea 7, che si estenderà per oltre 4,5 chilometri, quasi interamente sotterranei, fino alla fermata Mostra. Qui si potrà accedere alla Linea 6, alla Cumana e alla Linea 2 nella vicina stazione di Campi Flegrei, creando una rete di scambi strategica per tutta l’area occidentale della città.

Webuild è al lavoro anche sulla stazione Parco San Paolo, dove il cantiere ha superato la metà dei lavori previsti, e sulla futura fermata Terracina, collegata da una nuova galleria in fase di scavo.

Parallelamente, proseguono altri interventi chiave come la stazione Capodichino della Linea 1 — che unirà aeroporto, porto e alta velocità — e il raddoppio della Cumana nel tratto tra Dazio e Cantieri, per migliorare la frequenza dei treni verso Pozzuoli.

fonte foto: webuild

L’Ipocondria: quando la preoccupazione per la salute diventa una malattia

Non è semplicemente una “paura” passeggera, ma un vero e proprio stato di sofferenza e angoscia che può interferire in modo significativo con la vita quotidiana, le relazioni e le prestazioni lavorative. L’ipocondria è, nel linguaggio comune, sinonimo di una fissazione eccessiva sulla salute. Tuttavia, in ambito clinico, questa condizione è stata oggetto di una radicale ridefinizione nosografica, culminata con la riclassificazione all’interno del Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali (DSM-5)

Il termine ipocondria, dal tardo latino hypochondria, deriva dal greco ὑποχόνδρια, composto dal prefisso υπό (ipo-) e χόνδρος (cartilagine/condro/coste), letteralmente “sotto il condro” (sotto le costole), riferendosi alla regione anatomica dell’ipocondrio, che ospita la milza e il fegato. Anticamente, si riteneva che in quest’area si generasse la melanconia, l’umore nero responsabile dei disturbi somatici e mentali., a indicare un malessere, noto già in epoca antica, che si riteneva localizzato nella fascia addominale. (Enciclopedia Treccani, su treccani.it). Un aneddoto storico di grande impatto, che sottolinea la sottile e spesso tragica linea tra l’ansia per la malattia e la realtà, è legato al commediografo francese Molière. Nel suo capolavoro Il Malato Immaginario (1673), Molière mise in scena l’ipocondriaco Argante, ossessionato da ogni minimo malanno. Ironia della sorte, Molière stesso morì di tubercolosi il 17 febbraio 1673 collassando sul palcoscenico durante la quarta replica dell’opera, mentre recitava la parte di Argante.

Il decesso avvenne nella notte, tra le braccia di due suore. Sigmund Freud inizialmente, classificò l’ipocondria (assieme a nevrastenia e nevrosi d’angoscia) come una “nevrosi attuale”, ritenendo che avesse origine da un processo fisiologico dovuto a una libido “tossica” non convogliata, escludendola dal trattamento analitico classico. Successivamente, Freud ipotizzò un legame tra l’ipocondria e la paranoia, una connessione suggerita dal celebre caso del presidente Schreber, la cui lunga storia di ipocondria precedette lo sviluppo di una schizofrenia paranoide. Questa osservazione evidenziò come preoccupazioni somatiche estreme potessero talvolta sfociare in quadri deliranti, sebbene i moderni criteri diagnostici distinguano chiaramente questo disturbo dai disturbi psicotici

Come riconoscerla? La diagnosi di “Ipocondria” è stata eliminata dal DSM-5. La patologia è stata riclassificata nel capitolo dei Disturbi da Sintomi Somatici e Disturbi Correlati, suddividendosi principalmente in due categorie basate sulla presenza o assenza di sintomi fisici significativi: il Disturbo d’Ansia da Malattia (DAM) e il Disturbo da Sintomi Somatici (DSS).

Nel Disturbo d’Ansia da Malattia (DAM), la caratteristica fondamentale è una preoccupazione intensa e duratura di avere o contrarre una grave malattia. I sintomi fisici sono assenti o, se presenti, sono minimi. La componente dominante è l’ansia per la salute e la paura della patologia.

Al contrario, nel Disturbo da Sintomi Somatici (DSS), il paziente presenta uno o più sintomi fisici (come dolori al petto, affaticamento, diarrea/stitichezza, o tachicardia). Gli psicopatologi classici chiamano ipocondria cum materia. Il problema non è l’assenza del sintomo, ma il modo in cui il paziente lo elabora: i pensieri sono persistenti e catastrofici, l’attenzione alle sensazioni corporee è eccessiva e la reazione emotiva al sintomo, anche se di lieve entità, è sproporzionata rispetto alla sua gravità medica. Il DSS può manifestarsi anche in concomitanza con una malattia organica reale, se la reazione psicologica all’evento è considerata eccessiva

I Sintomi Chiave e il Ciclo Ipocondriaco. Il riconoscimento del DAM nella pratica clinica si basa sull’identificazione del circolo vizioso cognitivo. Il sintomo chiave è l’Ipervigilanza Corporea, ovvero una sensibilità interocettiva ed eccessiva attenzione rivolta alle proprie sensazioni fisiche. Questa ipervigilanza fa sì che stimoli fisiologici normali—come una leggera tensione muscolare (spesso causata dall’ansia stessa), un battito cardiaco accelerato o dolori addominali lievi —vengano interpretati come segnali di pericolo imminente. L’ipervigilanza alimenta il Pensiero Catastrofico. Il paziente traduce un sintomo neutro o lieve in una prova inequivocabile di una malattia grave, innescando un intenso rimuginio.

Come si sente il paziente ipocondriaco? Egli si percepisce come fragile e vulnerabile e in particolare: a livello fisico, si sente debilitato, sempre affaticato, stanco e privo di forze; a livello emotivo, sente di non avere controllo sulle proprie emozioni e crede di essere in balia degli eventi, senza controllo alcuno nella gestione della propria vita (confusione mentale, flessione del tono dell’umore, sbalzi di umore, tristezza, irritabilità, apatia ecc.); ha paura delle malattie e ha il terrore di ammalarsi. Questa sua modalità di percepire la realtà può evolvere in un disturbo d’ansia e/o in un disturbo ossessivo-compulsivo e di ipervigilanza; talvolta, l’ipocondriaco ha timore anche per la salute dei propri cari (familiari, partner, amici) e potrebbe attivare modalità di controllo (ipervigilanza) anche su di loro. Un paziente è definito ipocondriaco (affetto da ipocondria) quando continua a male interpretare alcune sensazioni corporee nonostante abbia ricevuto rassicurazioni mediche pertinenti, valide e ben fondate, e nonostante abbia le capacità intellettive per comprendere le informazioni ricevute. Nell’ipocondria la preoccupazione può riguardare le funzioni corporee (per es. il battito cardiaco, la respirazione); alterazioni fisiche di lieve entità (per es. piccole ferite o una saltuaria allergia); oppure sensazioni fisiche indistinte o confuse (per es. “cuore affaticato”, “vene doloranti”). Questa preoccupazione, che deve persistere per un periodo minimo di sei mesi per soddisfare i criteri diagnostici, impatta drammaticamente sulla qualità della vita e sulla funzionalità quotidiana.

Le cause. Le cause dell’ipocondria possono essere molteplici e includono fattori di origine biologica (genetica-ereditaria-familiarità con patologie psichiatriche), culturali (educazione), esperienze di vita (fattori esperienziali e relazionali), tratti di personalità del paziente. Un peso rilevante sembra abbiano le esperienze traumatiche di vita: lutti, malattie gravi di familiari, esperienze di abbandono, eventi traumatici personali o di persone vicine, perdita del lavoro possono favorire lo sviluppo di diverse reazioni psicologiche, tra queste i sintomi ipocondriaci.

Come guarire dall’ipocondria: cura e trattamento.

Interventi psicologici. La Psicoterapia Cognitivo-Comportamentale (TCC) è riconosciuta come la strategia terapeutica efficace per il Disturbo d’Ansia da Malattia. L’intervento mira a spezzare i circoli di mantenimento del disturbo attraverso due componenti principali: l’intervento cognitivo e quello comportamentale. La TCC lavora per riconoscere, mettere in discussione e modificare i pensieri irrazionali legati alla salute (ad esempio, l’equazione “mal di testa = tumore”). Contemporaneamente, insegna tecniche di rilassamento e gestione dello stress, come la respirazione diaframmatica, essenziali per ridurre i sintomi fisici somatizzati derivanti dall’ansia cronica.

Psicoterapia Psicoanalitica/Psicodinamica: Può esplorare le cause sottostanti e le esperienze passate che hanno contribuito allo sviluppo del disturbo. Aiuta a comprendere il significato del disturbo e a collegarlo a esperienze antecedenti.

Psicoterapia Breve Strategica: Si focalizza sulla soluzione del problema nel presente. Aiuta a interrompere le “tentate soluzioni” che mantengono il problema, come la continua ricerca di rassicurazioni mediche o l’evitamento di situazioni e Insegnando al paziente a non cercare rassicurazioni e a fronteggiare le paure.

ll trattamento farmacologico, pur essendo generalmente meno efficace degli approcci psicologici, è un supporto vitale nei casi più gravi o in presenza di disturbi co-occorrenti, in particolare depressione e ansia con forte componente ossessiva e rimuginativa. Le molecole d’elezione sono gli SSRI (Inibitori Selettivi della Ricaptazione della Serotonina), come la Paroxetina, efficaci nel ridurre la tendenza alla rimuginazione ossessiva, che caratterizza le preoccupazioni del DAM. Anche la Fluvoxamina è risultata efficace nel ridurre sia i sintomi ansiosi che quelli depressivi nelle sindromi miste. Nei pazienti che rispondono solo parzialmente alla monoterapia farmacologica, la strategia combinata, che associa gli SSRI alla TCC, si è dimostrata la più incoraggiante nel ridurre significativamente la sintomatologia complessiva

L’esito terapeutico del DAM non consiste nell’eliminazione completa della preoccupazione per la salute, che è una parte naturale dell’esperienza umana, ma nel ripristino di un rapporto funzionale con il proprio corpo. L’obiettivo ultimo è trasformare l’ipervigilanza patologica in una gestione della salute appropriata e non più guidata dalla paura, sviluppando la cruciale capacità di tollerare l’incertezza intrinseca alla vita. Questo permette ai pazienti di interrompere i rituali compulsivi e di recuperare una qualità della vita che era stata gravemente compromessa dalla ricerca incessante di una certezza impossibile.

Dott. Giuseppe Auriemma

Medico Psichiatra Psicoterapeuta

Psico-Oncologo II livello, Coordinatore SIPO Campania

Notte di fuoco a Napoli: due incidenti vicino al Maradona

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Durante la notte scorsa a Napoli si sono verificati due incidenti con feriti nei pressi dello Stadio Maradona

I due incidenti si sono registrati nella notte tra sabato 8 e domenica 9 novembre vicino allo Stadio Maradona, uno a Fuorigrotta e uno in Via Leopardi. La dinamica dei due sinistri è la stessa: auto che si schiantano e si ribaltano.

Il primo incidente si è verificato in Via Leopardi, nei pressi del Serpentone, dove l’auto si è ribaltata e i ragazzi presenti nel veicolo sono usciti in uno stato di palese agitazione.

Il secondo sinistro è avvenuto a poche decine di metri di distanza dal primo, vicino all’impianto sportivo di Fuorigrotta, dal lato dei Distinti. Il conducente dell’auto è rimasto gravemente ferito; la dinamica è ancora da definire.

Su entrambe le scene sono intervenute le forze dell’ordine e i vigili del fuoco, date le posizioni delle auto coinvolte. Per chiarire la dinamica non si esclude la visione delle registrazioni delle telecamere di video sorveglianza.

Ha parlato dell’accaduto il deputato Francesco Emilio Borrelli, denunciando gli atteggiamenti di diversi ragazzi che ogni notte sfrecciano con i loro mezzi in quella zona creando situazioni di pericolo: “Una notte di delirio a Fuorigrotta dove due auto si sono ribaltate a poca distanza. La prima in via Leopardi, all’altezza del Serpentone. Il video dell’auto capottata è stato inviato da un cittadino al deputato Borrelli che afferma che dalla macchina sono usciti dei ragazzi in evidente stato di alterazione. La seconda auto si è ribaltata fuori lo stadio Maradona, lato distinti. E’ stato necessario l’intervento dei Vigili del Fuoco e pare che la persona alla guida sia rimasta gravemente ferita. La zona intorno al Maradona è da tempo oggetto delle denunce di Europa Verde, lì ogni notte i giovani si divertono a sfrecciare con le loro auto, impennare con gli scooter ed esibirsi in acrobazie di ogni genere.”.

Ieri sera il deputato Francesco Emilio Borrelli è stato  all’esterno dello stadio Maradona, con Rosario Pugliese, membro dell’Esecutivo Regionale di Europa Verde, e i residenti del quartiere, per chiedere soluzioni immediate a un problema ormai fuori controllo.

“Siamo alla follia – affermano Borrelli e Pugliese – bisogna fermare tutto questo prima di piangere altre vittime. Da tempo denunciamo quanto avviene tutte le notti, in particolare nei week end, a Fuorigrotta. Orde di ragazzi, spesso anche minorenni, occupano gran parte del quartiere per compiere peripezie alla guida. A pagarne le conseguenze più pesanti sono i residenti, che ormai hanno paura anche di girare a piedi nei pressi di casa. Proprio con loro ci ritroveremo stasera, alle 21,30 davanti lo stadio Maradona, per presidiare la piazza e chiedere che tutto questo finisca. Serve un intervento deciso di Questore e Prefetto che preveda un presidio fisso di Forze dell’Ordine per fermare questi giovani sbandati che mettono in pericolo l’incolumità di tutti”.