Regionali, Micillo (M5S): “Telemedicina e Digitale per una Sanità più equa ed accessibile”
Regionali, Ciarambino: ” Sanità, non venga trasferita la Pediatria del San Paolo”
Pollena Trocchia, agevolazioni Tari per anziani, diversamente abili e famiglie in difficoltà
Nola celebra San Felice: quattro giorni tra fede, cultura e tradizione
Regionali, Giusiana Guerra (FI): “Mi batterò per un registro tumori aggiornato”
Riceviamo e pubblichiamo dall’ufficio stampa di Giusiana Guerra
“Ad oggi, in Campania, non è aggiornato il registro dei tumori al 2025. Le pubblicazioni per quanto riguarda il 2025, presentano stime e proiezioni basate su dati vecchi che non supererebbero il 2022. In un territorio colpito dalla Terra dei Fuochi ma anche da continui sversamenti senza scrupoli è obbligatorio aggiornare i dati per il Registro Tumori. L’opinione pubblica deve sapere, essere informata ed è un obbligo intervenire per cercare di mitigare i rischi. Non è possibile fare stime riguardanti il 2025, con dati reali risalenti al 2019, addirittura prima del Covid. Il report pubblicato e riguardante il 2025 non è un registro in tempo reale ma solo una stima basata su modelli statistici e dati demografici previsti dall’Istat. Condivido pienamente l’appello fatto da importanti ricercatori di fama internazionale, proprio in queste ultime settimane, a aggiornare il Registro Tumori con dati reali. Un appello ripreso e ricordato anche dai comitati di territorio come quello della Terra dei Fuochi.
Mi renderò promotrice di una task – force che possa unire e far dialogare Commissario Unico per la Bonifica delle discariche e dei siti contaminati, Comitati di territorio, medici di base, comunità scientifica, mondo della scuola. La platea scolastica è fondamentale perchè può contribuire in modo incisivo alla prevenzione sul cancro con l’attivazione di campagne alimentari, attività sportive, conferenze e incontri portando i ricercatori nelle aule e non solo negli auditorium per stare in mezzo agli studenti. Oggi esistono solo progetti spot che invece andrebbero messi insieme per dare vita, con tutte le altre realtà e attività, ad una rete in grado di fare una radicale campagna di prevenzione ma anche di conoscenza. Dobbiamo aumentare la sensibilità presso l’opinione pubblica e far capire, tramite i giovani, che bruciare i rifiuti o interrare i rifiuti porta danni irreparabili alla Terra e agli esseri viventi tutti e dunque, nelle stesse campagne di comunicazione, devono essere coinvolte tutte le categorie professionali dai geologi ai medici, dai ricercatori agli ingegneri ambientali”. Lo ha affermato ha affermato Giusiana Guerra, candidata al Consiglio Regionale della Campania nella lista di Forza Italia a sostegno di Edmondo Cirielli Presidente.
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San Giuseppe Vesuviano, ritorna al santuario l’ottocentesca Madonna del Carmine
Una storia di fede e amore quella della meravigliosa statua della Madonna del Carmelo che in questi giorni, dopo ben 119 anni, è ritornata alla comunità parrocchiale.
Silvio Cola nel suo libro dal titolo San Giuseppe Vesuviano nella storia, Ed. STEM, Napoli 1958, scrive a pagina 126: La navata principale della antica chiesa parrocchiale che sorgeva nella piazza Garibaldi là dove oggi sorge il santuario aveva sul lato sinistro quattro cappelle, l’ultima delle quali serviva d’ingresso da via Roma e le altre tre, con singoli altari, erano dedicate rispettivamente, alla Madonna del Carmine, alla Madonna della Cintura ed ai sacratissimi Cuori di Gesù e Maria. Il culto, quindi, della Madonna del Carmelo era attestato all’epoca nella cittadina vesuviana, come documentato anche da una foto pubblicata sul libro del prof. Luigi Iroso dal titolo 1906 Un anno di fuoco, Ed. Quaderni Vesuviani, San Giuseppe Ves. 2006, pag. 26. La devozione popolare era molto sentita, fino a quando il manufatto trovò ospitalità nel 1904, insieme ad altre statue, nell’Oratorio della Confraternita dello Spirito Santo, dal momento ché la vecchia chiesa fu del tutto abbattuta. Con la tremenda eruzione del 1906, San Giuseppe diventò il palcoscenico vivente di una immane tragedia; infatti, spiega il prof. Iroso, sotto il peso dell’enorme mole di materiale vulcanico, molte abitazioni private, soprattutto quelle più fatiscenti e precarie, cedettero di schianto. La popolazione cercò disperatamente un rifugio sicuro e l’8 aprile, domenica delle Palme, don Giuseppe Ambrosio, sollecitato forse dai parrocchiani, si recò a celebrare la messa nella chiesetta dell’oratorio confraternale.


Napoli, apre oggi la stazione Monte Sant’Angelo: arte, mobilità e sostenibilità per la nuova Linea 7
Da oggi, lunedì 10 novembre, la stazione Monte Sant’Angelo entra ufficialmente in funzione. È il primo tratto operativo della futura Linea 7 della Metropolitana di Napoli e segna un nuovo passo avanti verso una rete di trasporti più moderna, accessibile e interconnessa.
Napoli arricchisce la sua rete metropolitana con una nuova e attesissima apertura: la stazione Monte Sant’Angelo, inaugurata oggi, lunedì 10 novembre, rappresenta uno snodo chiave per la mobilità cittadina. La fermata, realizzata dal Gruppo Webuild per conto dell’EAV – Ente Autonomo Volturno, apre al traffico ferroviario nel primo tratto della Linea 7, tra Monte Sant’Angelo e Soccavo, dove sarà possibile anche l’interscambio con la Circumflegrea.
Questa nuova tratta si inserisce in un piano più ampio di sviluppo del trasporto sostenibile, permettendo di collegare l’area universitaria e i quartieri di Fuorigrotta e Bagnoli con il resto della città. Grazie alle connessioni con Montesanto — nodo che unisce Cumana, Circumflegrea, la funicolare del Vomero e la Linea 2 — gli spostamenti diventano più rapidi e integrati, offrendo un’alternativa concreta al traffico su gomma.
L’arte incontra la mobilità
Monte Sant’Angelo entra a far parte delle celebri “Stazioni dell’Arte”, un progetto che coniuga infrastruttura e creatività contemporanea. L’artista Anish Kapoor firma le due imponenti installazioni che accolgono i passeggeri ai due ingressi della stazione: uno al servizio del campus universitario della Federico II, l’altro nel Rione Traiano. Le sculture, dalle forme sinuose e dai volumi monumentali, trasformano l’accesso alla metro in un’esperienza sensoriale, evocando una discesa simbolica verso il cuore della città.
All’interno, la struttura si sviluppa su un unico livello sotterraneo e riprende le forme di una grotta naturale grazie a pareti che richiamano la pietra viva. Scale mobili e ascensori inclinati, ispirati alle storiche funicolari napoletane, facilitano il percorso fino alle banchine.
Un passo avanti per la Linea 7
Monte Sant’Angelo è la prima delle quattro nuove stazioni previste lungo la futura Linea 7, che si estenderà per oltre 4,5 chilometri, quasi interamente sotterranei, fino alla fermata Mostra. Qui si potrà accedere alla Linea 6, alla Cumana e alla Linea 2 nella vicina stazione di Campi Flegrei, creando una rete di scambi strategica per tutta l’area occidentale della città.
Webuild è al lavoro anche sulla stazione Parco San Paolo, dove il cantiere ha superato la metà dei lavori previsti, e sulla futura fermata Terracina, collegata da una nuova galleria in fase di scavo.
Parallelamente, proseguono altri interventi chiave come la stazione Capodichino della Linea 1 — che unirà aeroporto, porto e alta velocità — e il raddoppio della Cumana nel tratto tra Dazio e Cantieri, per migliorare la frequenza dei treni verso Pozzuoli.
fonte foto: webuild
L’Ipocondria: quando la preoccupazione per la salute diventa una malattia
Non è semplicemente una “paura” passeggera, ma un vero e proprio stato di sofferenza e angoscia che può interferire in modo significativo con la vita quotidiana, le relazioni e le prestazioni lavorative. L’ipocondria è, nel linguaggio comune, sinonimo di una fissazione eccessiva sulla salute. Tuttavia, in ambito clinico, questa condizione è stata oggetto di una radicale ridefinizione nosografica, culminata con la riclassificazione all’interno del Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali (DSM-5)
Il termine ipocondria, dal tardo latino hypochondria, deriva dal greco ὑποχόνδρια, composto dal prefisso υπό (ipo-) e χόνδρος (cartilagine/condro/coste), letteralmente “sotto il condro” (sotto le costole), riferendosi alla regione anatomica dell’ipocondrio, che ospita la milza e il fegato. Anticamente, si riteneva che in quest’area si generasse la melanconia, l’umore nero responsabile dei disturbi somatici e mentali., a indicare un malessere, noto già in epoca antica, che si riteneva localizzato nella fascia addominale. (Enciclopedia Treccani, su treccani.it). Un aneddoto storico di grande impatto, che sottolinea la sottile e spesso tragica linea tra l’ansia per la malattia e la realtà, è legato al commediografo francese Molière. Nel suo capolavoro Il Malato Immaginario (1673), Molière mise in scena l’ipocondriaco Argante, ossessionato da ogni minimo malanno. Ironia della sorte, Molière stesso morì di tubercolosi il 17 febbraio 1673 collassando sul palcoscenico durante la quarta replica dell’opera, mentre recitava la parte di Argante.
Il decesso avvenne nella notte, tra le braccia di due suore. Sigmund Freud inizialmente, classificò l’ipocondria (assieme a nevrastenia e nevrosi d’angoscia) come una “nevrosi attuale”, ritenendo che avesse origine da un processo fisiologico dovuto a una libido “tossica” non convogliata, escludendola dal trattamento analitico classico. Successivamente, Freud ipotizzò un legame tra l’ipocondria e la paranoia, una connessione suggerita dal celebre caso del presidente Schreber, la cui lunga storia di ipocondria precedette lo sviluppo di una schizofrenia paranoide. Questa osservazione evidenziò come preoccupazioni somatiche estreme potessero talvolta sfociare in quadri deliranti, sebbene i moderni criteri diagnostici distinguano chiaramente questo disturbo dai disturbi psicotici
Come riconoscerla? La diagnosi di “Ipocondria” è stata eliminata dal DSM-5. La patologia è stata riclassificata nel capitolo dei Disturbi da Sintomi Somatici e Disturbi Correlati, suddividendosi principalmente in due categorie basate sulla presenza o assenza di sintomi fisici significativi: il Disturbo d’Ansia da Malattia (DAM) e il Disturbo da Sintomi Somatici (DSS).
Nel Disturbo d’Ansia da Malattia (DAM), la caratteristica fondamentale è una preoccupazione intensa e duratura di avere o contrarre una grave malattia. I sintomi fisici sono assenti o, se presenti, sono minimi. La componente dominante è l’ansia per la salute e la paura della patologia.
Al contrario, nel Disturbo da Sintomi Somatici (DSS), il paziente presenta uno o più sintomi fisici (come dolori al petto, affaticamento, diarrea/stitichezza, o tachicardia). Gli psicopatologi classici chiamano ipocondria cum materia. Il problema non è l’assenza del sintomo, ma il modo in cui il paziente lo elabora: i pensieri sono persistenti e catastrofici, l’attenzione alle sensazioni corporee è eccessiva e la reazione emotiva al sintomo, anche se di lieve entità, è sproporzionata rispetto alla sua gravità medica. Il DSS può manifestarsi anche in concomitanza con una malattia organica reale, se la reazione psicologica all’evento è considerata eccessiva
I Sintomi Chiave e il Ciclo Ipocondriaco. Il riconoscimento del DAM nella pratica clinica si basa sull’identificazione del circolo vizioso cognitivo. Il sintomo chiave è l’Ipervigilanza Corporea, ovvero una sensibilità interocettiva ed eccessiva attenzione rivolta alle proprie sensazioni fisiche. Questa ipervigilanza fa sì che stimoli fisiologici normali—come una leggera tensione muscolare (spesso causata dall’ansia stessa), un battito cardiaco accelerato o dolori addominali lievi —vengano interpretati come segnali di pericolo imminente. L’ipervigilanza alimenta il Pensiero Catastrofico. Il paziente traduce un sintomo neutro o lieve in una prova inequivocabile di una malattia grave, innescando un intenso rimuginio.
Come si sente il paziente ipocondriaco? Egli si percepisce come fragile e vulnerabile e in particolare: a livello fisico, si sente debilitato, sempre affaticato, stanco e privo di forze; a livello emotivo, sente di non avere controllo sulle proprie emozioni e crede di essere in balia degli eventi, senza controllo alcuno nella gestione della propria vita (confusione mentale, flessione del tono dell’umore, sbalzi di umore, tristezza, irritabilità, apatia ecc.); ha paura delle malattie e ha il terrore di ammalarsi. Questa sua modalità di percepire la realtà può evolvere in un disturbo d’ansia e/o in un disturbo ossessivo-compulsivo e di ipervigilanza; talvolta, l’ipocondriaco ha timore anche per la salute dei propri cari (familiari, partner, amici) e potrebbe attivare modalità di controllo (ipervigilanza) anche su di loro. Un paziente è definito ipocondriaco (affetto da ipocondria) quando continua a male interpretare alcune sensazioni corporee nonostante abbia ricevuto rassicurazioni mediche pertinenti, valide e ben fondate, e nonostante abbia le capacità intellettive per comprendere le informazioni ricevute. Nell’ipocondria la preoccupazione può riguardare le funzioni corporee (per es. il battito cardiaco, la respirazione); alterazioni fisiche di lieve entità (per es. piccole ferite o una saltuaria allergia); oppure sensazioni fisiche indistinte o confuse (per es. “cuore affaticato”, “vene doloranti”). Questa preoccupazione, che deve persistere per un periodo minimo di sei mesi per soddisfare i criteri diagnostici, impatta drammaticamente sulla qualità della vita e sulla funzionalità quotidiana.
Le cause. Le cause dell’ipocondria possono essere molteplici e includono fattori di origine biologica (genetica-ereditaria-familiarità con patologie psichiatriche), culturali (educazione), esperienze di vita (fattori esperienziali e relazionali), tratti di personalità del paziente. Un peso rilevante sembra abbiano le esperienze traumatiche di vita: lutti, malattie gravi di familiari, esperienze di abbandono, eventi traumatici personali o di persone vicine, perdita del lavoro possono favorire lo sviluppo di diverse reazioni psicologiche, tra queste i sintomi ipocondriaci.
Come guarire dall’ipocondria: cura e trattamento.
Interventi psicologici. La Psicoterapia Cognitivo-Comportamentale (TCC) è riconosciuta come la strategia terapeutica efficace per il Disturbo d’Ansia da Malattia. L’intervento mira a spezzare i circoli di mantenimento del disturbo attraverso due componenti principali: l’intervento cognitivo e quello comportamentale. La TCC lavora per riconoscere, mettere in discussione e modificare i pensieri irrazionali legati alla salute (ad esempio, l’equazione “mal di testa = tumore”). Contemporaneamente, insegna tecniche di rilassamento e gestione dello stress, come la respirazione diaframmatica, essenziali per ridurre i sintomi fisici somatizzati derivanti dall’ansia cronica.
Psicoterapia Psicoanalitica/Psicodinamica: Può esplorare le cause sottostanti e le esperienze passate che hanno contribuito allo sviluppo del disturbo. Aiuta a comprendere il significato del disturbo e a collegarlo a esperienze antecedenti.
Psicoterapia Breve Strategica: Si focalizza sulla soluzione del problema nel presente. Aiuta a interrompere le “tentate soluzioni” che mantengono il problema, come la continua ricerca di rassicurazioni mediche o l’evitamento di situazioni e Insegnando al paziente a non cercare rassicurazioni e a fronteggiare le paure.
ll trattamento farmacologico, pur essendo generalmente meno efficace degli approcci psicologici, è un supporto vitale nei casi più gravi o in presenza di disturbi co-occorrenti, in particolare depressione e ansia con forte componente ossessiva e rimuginativa. Le molecole d’elezione sono gli SSRI (Inibitori Selettivi della Ricaptazione della Serotonina), come la Paroxetina, efficaci nel ridurre la tendenza alla rimuginazione ossessiva, che caratterizza le preoccupazioni del DAM. Anche la Fluvoxamina è risultata efficace nel ridurre sia i sintomi ansiosi che quelli depressivi nelle sindromi miste. Nei pazienti che rispondono solo parzialmente alla monoterapia farmacologica, la strategia combinata, che associa gli SSRI alla TCC, si è dimostrata la più incoraggiante nel ridurre significativamente la sintomatologia complessiva
L’esito terapeutico del DAM non consiste nell’eliminazione completa della preoccupazione per la salute, che è una parte naturale dell’esperienza umana, ma nel ripristino di un rapporto funzionale con il proprio corpo. L’obiettivo ultimo è trasformare l’ipervigilanza patologica in una gestione della salute appropriata e non più guidata dalla paura, sviluppando la cruciale capacità di tollerare l’incertezza intrinseca alla vita. Questo permette ai pazienti di interrompere i rituali compulsivi e di recuperare una qualità della vita che era stata gravemente compromessa dalla ricerca incessante di una certezza impossibile.
Dott. Giuseppe Auriemma
Medico Psichiatra Psicoterapeuta
Psico-Oncologo II livello, Coordinatore SIPO Campania
Notte di fuoco a Napoli: due incidenti vicino al Maradona
Durante la notte scorsa a Napoli si sono verificati due incidenti con feriti nei pressi dello Stadio Maradona
I due incidenti si sono registrati nella notte tra sabato 8 e domenica 9 novembre vicino allo Stadio Maradona, uno a Fuorigrotta e uno in Via Leopardi. La dinamica dei due sinistri è la stessa: auto che si schiantano e si ribaltano.
Il primo incidente si è verificato in Via Leopardi, nei pressi del Serpentone, dove l’auto si è ribaltata e i ragazzi presenti nel veicolo sono usciti in uno stato di palese agitazione.
Il secondo sinistro è avvenuto a poche decine di metri di distanza dal primo, vicino all’impianto sportivo di Fuorigrotta, dal lato dei Distinti. Il conducente dell’auto è rimasto gravemente ferito; la dinamica è ancora da definire.
Su entrambe le scene sono intervenute le forze dell’ordine e i vigili del fuoco, date le posizioni delle auto coinvolte. Per chiarire la dinamica non si esclude la visione delle registrazioni delle telecamere di video sorveglianza.
Ha parlato dell’accaduto il deputato Francesco Emilio Borrelli, denunciando gli atteggiamenti di diversi ragazzi che ogni notte sfrecciano con i loro mezzi in quella zona creando situazioni di pericolo: “Una notte di delirio a Fuorigrotta dove due auto si sono ribaltate a poca distanza. La prima in via Leopardi, all’altezza del Serpentone. Il video dell’auto capottata è stato inviato da un cittadino al deputato Borrelli che afferma che dalla macchina sono usciti dei ragazzi in evidente stato di alterazione. La seconda auto si è ribaltata fuori lo stadio Maradona, lato distinti. E’ stato necessario l’intervento dei Vigili del Fuoco e pare che la persona alla guida sia rimasta gravemente ferita. La zona intorno al Maradona è da tempo oggetto delle denunce di Europa Verde, lì ogni notte i giovani si divertono a sfrecciare con le loro auto, impennare con gli scooter ed esibirsi in acrobazie di ogni genere.”.
Ieri sera il deputato Francesco Emilio Borrelli è stato all’esterno dello stadio Maradona, con Rosario Pugliese, membro dell’Esecutivo Regionale di Europa Verde, e i residenti del quartiere, per chiedere soluzioni immediate a un problema ormai fuori controllo.
“Siamo alla follia – affermano Borrelli e Pugliese – bisogna fermare tutto questo prima di piangere altre vittime. Da tempo denunciamo quanto avviene tutte le notti, in particolare nei week end, a Fuorigrotta. Orde di ragazzi, spesso anche minorenni, occupano gran parte del quartiere per compiere peripezie alla guida. A pagarne le conseguenze più pesanti sono i residenti, che ormai hanno paura anche di girare a piedi nei pressi di casa. Proprio con loro ci ritroveremo stasera, alle 21,30 davanti lo stadio Maradona, per presidiare la piazza e chiedere che tutto questo finisca. Serve un intervento deciso di Questore e Prefetto che preveda un presidio fisso di Forze dell’Ordine per fermare questi giovani sbandati che mettono in pericolo l’incolumità di tutti”.

