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Dalla City a Nola: il viaggio di Antonio Polise, il sommelier sommese che ha realizzato il suo sogno con “L’Enoteca Polise”
Antonio Polise, dopo 10 anni in Inghilterra, dove ha lavorato fianco a fianco con i sommelier più famosi, ha deciso di fermarsi a Nola per affrontare una nuova sfida: l’apertura di un’enoteca
Con questa enoteca Antonio ha coronato un sogno che aveva da tempo: aprire una sua attività sul territorio nolano. Gli abbiamo fatto qualche domanda per conoscerlo meglio, per scoprire le tappe più importanti della sua carriera e sapere qualcosa di più su questa nuova avventura.
Antonio, parlaci di questa attività, come si chiama e dove si trova
“L’attività si chiama ‘Enoteca Polise’ e si trova a Nola in Via Saviano. Questa attività nasce a seguito del mio ritorno da un’esperienza in Inghilterra durata 10 anni. Tutte le esperienze le ho volute racchiudere in una sorta di ‘bomboniera’ (come la chiamo io). Nell’enoteca si può trovare infatti una selezione di tutto ciò che ho assaggiato negli anni e di tutto quello che ho imparato durante studi e viaggi. Nella mia enoteca si possono trovare ben 500 etichette, di cui 350 straniere. Ogni etichetta ha un’abbinamento scelto che si trova in un menù di cibi freddi: troviamo taglieri, ciabatte, bruschette e poi c’è una selezione gourmet composta da crudi di mare come ostriche, caviale e anche tartare e carpacci, sia di mare che di terra. Tutti gli abbinamenti li faccio personalmente quando il cliente si siede al tavolo. Il concetto della mia attività è molto semplice ed è abbordabile a tutti. Ogni piatto che creo nasce dagli esempi che ho visto nei vari ristoranti in cui ho lavorato e ogni vino è l’essenza di ogni posto che ho visitato.”
Come mai il nome “Enoteca Polise” e perché proprio Nola?
“Ho deciso di chiamare la mia attività ‘Enoteca Polise’ perché a Somma Vesuviana, la città in cui sono nato e cresciuto, il mio cognome è molto conosciuto grazie a mio padre e a mio nonno che hanno sempre lavorato con il vino facendosi conoscere ed apprezzare nei comuni vesuviani e nolani e non solo . Mio padre ha sempre comprato uva e prodotto vino per la clientela e , quando sono partito, avevo l’idea di creare qualcosa di diverso e di scoprire in profondità il variegato e complesso mondo del vino. Sono sempre stato supportato da mio padre, anzi lui è stato il primo a credere nel mio sogno di uscire fuori dai confini italiani e di andare a Londra. Mio padre è stato un riferimento prezioso per il primo corso che ho fatto per diventare sommelier: l’AIS nel 2015. Da lì ho capito che piaceva anche a me questo mondo, dopo una breve parentesi di calcio durata 5 anni, dal 2010 al 2015. Da qui inizia la mia carriera a Londra e ho scelto questo nome per portare avanti il nome di famiglia e per espanderci oltre i confini di Somma. Ho scelto la città di Nola perché, per il concetto che ho voluto creare, secondo me era la città più idonea dato che è un luogo che negli ultimi anni è in via di sviluppo.”
Hai scelto questo tipo di attività perché ne sei appassionato?
“Si, diciamo che la passione è nata un po’ per caso. Quando ero piccolo mio padre voleva che io e i miei fratelli diventassimo dei calciatori di serie A, cosa che penso ogni padre vuole quando manda i figli a scuola calcio. In realtà ero arrivato anche a un buon livello, però poi crescendo ti rendi conto di cosa ti piace davvero. Già a 18/19 anni mi sono reso conto che non mi piaceva più giocare a calcio e così ho deciso di lasciare. Da quel momento ho provato tantissime cose, ho provato a fare il pizzaiolo, il personal trainer, il modello, il cameriere e poi mi sono accorto che quanto più lavoravo e aiutavo mio padre tanto più cresceva la passione per il settore del vino. E così io e mio fratello abbiamo iniziato a frequentare corsi AIS e da lì ho capito che davvero mi appassionava questo mondo. Ormai ne ero certo: volevo fare il sommelier e ho iniziato a far esperienze a a Somma in qualche ristorante e wine bar, ma col tempo ho capito che per arrivare ad alti livelli dovevo andare via e imparare da persone che davvero ne sanno di vini. Da qui l’inizio del mio viaggio a Londra. Inizialmente ho avuto delle difficoltà per colpa della lingua e per i primi 6-7 mesi ho lavorato come pizzaiolo, proprio per imparare l’inglese. Poi ho fatto delle esperienze in ristoranti importanti e ho avuto l’opportunità di conoscere una persona molto influente nel mondo del vino, il presidente dell’Associazione Italiana Sommelier in UK Andrea Rinaldi. Lo ringrazierò sempre perché grazie a lui ho potuto partecipare e formarmi e, finalmente, ho potuto lavora come sommelier . Poi, la svolta : un lavoro al Savoy Hotel, proprietà di Gordon Ramsay, dove ho sempre sognato di lavorare. Ho bruciato le tappe nella mia carriera al Savoy e da aiuto sommelier che ero nel 2018, dopo tre anni, divenni capo sommelier. Nel mentre, in questi anni ho preso altri diplomi da sommelier. Ho lavorato sodo e a 27 anni ero già capo e quindi mi diedi un altro obiettivo che mi spronava sempre di più. Lasciai il Savoy perché volevo fare un’esperienza da solo e provai a fare il capo sommelier in un ristorante stellato. Venni poi chiamato da Le Sirenuse a Positano per gestire la loro cantina per l’estate, durante l’anno del Covid. Dopo questa esperienza mi resi conto che non volevo lavorare come sommelier in Italia e tornai a Londra. Durante il periodo in Italia ho iniziato a scrivere il mio libro The Perfect Match nel quale insegnavo l’abbinamento cibo-vino.
A Londra ho anche aperto una mia compagnia di birre artigianali che oggi sono considerate le migliori sul territorio inglese. L’adrenalina e l’entusiasmo per questo lavoro mi ha letteralmente travolto al punto che ho assunto il ruolo di Direttore di vino. Ho Iniziato a lavorare come capo sommelier in un ristorante cinese e, nel giro di 3 anni , divenni direttore di tutti i ristoranti della compagnia. Ormai i tempi erano maturi per realizzare il mio sogno: tornare a “casa” per aprire la mia attività con il supporto di una compagnia di birra, una holding, e così importo anche i vini dall’Inghilterra all’Italia. La passione, come dicevo, mi è stata tramandata involontariamente da mio padre e ne ho fatto un lavoro. Ho aperto anche un’altra compagnia, tramite la quale esporto dall’Inghilterra del tè frizzante freddo e tè artigianali inglesi. In enoteca ho anche una selezione di candele profumate ricavate dalle bottiglie di vino. Le produce un artigiano di Newcastle che, in base ai sentori del vino che gli riferisco, crea la candela. Al momento gestisco cinque società, sono ancora capo direttore dell’attività a Londra e proprietario dell’Enoteca Polise. Ho frequentato le migliori scuole e vinto diversi premi in questo ambito, come il Top Sommelier UK per due anni al 30º e 33º posto. Ma non intendo fermarmi, ho intenzione di creare una catena di enoteche in tutta Italia caratterizzate dal giusto abbinamento cibo-vino e degustazione, un’enoteca dove si può degustare al tavolo ma anche comprare la bottiglia di vino .”
Grandi obiettivi, dunque. Complimenti! Quando è stata inaugurata la tua enoteca a Nola?
“L’inaugurazione è stata fatta un paio di settimane fa e l’attività ora è aperta al pubblico. Gli orari dell’enoteca sono dal lunedì al venerdì dalle 16:30 alle 22:30 e sabato e domenica tutta la giornata. L’inaugurazione è stata una bella soddisfazione, ho inviato solo le persone più care e in quell’occasione, ricca di emozioni, ho capito chi ha davvero cura del mio lavoro e chi ha sinceramente apprezzato quello che ho fatto. Sono venute persone da Londra, nonché produttori importanti come Piero Mastroberardino. Nell’enoteca c’è una selezione di 40 vini al bicchiere al Coravin, è un macchinario che permette di togliere il vino dalla bottiglia senza aprirla e dà la possibilità a tutti di assaggiare vini provenienti da ogni parte del mondo senza la paura di spendere cifre da capogiro. L’enoteca sarà anche un luogo didattico. Infatti, da gennaio a marzo inizierò dei corsi proponendo la metodologia del mio libro, ovvero lo studio accurato dell’abbinamento cibo-vino”.
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Marigliano, il caso di Saverio. Il padre: “Mio figlio autistico lasciato senza sostegno”
Riceviamo dal signor Giuseppe Guarnaschelli, papà di Saverio, e pubblichiamo
Il docente stabile (18 ore) trasferito dopo 30 giorni, sostituito da due insegnanti diversi. La famiglia: “Violata la continuità didattica”. Nessuna risposta dal Ministero. MARIGLIANO (NA), 10 novembre 2025 – Questa mattina Saverio è tornato a scuola. Dopo tre settimane di assenza forzata, il bambino autistico di 11 anni ha varcato di nuovo il cancello dell’Istituto Comprensivo “Don Milani – Aliperti” di Marigliano. Ma non è un lieto fine: il rientro avviene con un orario ridotto. “È un reinserimento graduale, l’unico modo per tutelare nostro figlio dopo quello che è successo”, spiega il padre Giuseppe Guarnaschelli. “Ma non è quello che vogliamo. È quello che siamo stati costretti ad accettare.” A settembre Saverio aveva iniziato la prima media con entusiasmo: un docente di sostegno stabile per 18 ore settimanali e un secondo insegnante per altre 5 ore. Aveva costruito fiducia, mostrava serenità, partecipava alle attività. L’inclusione, per una volta, sembrava funzionare davvero. Poi, dopo appena 30 giorni, tutto è crollato.Il trasferimento improvviso: “Nessuno ci ha avvisati”
Il 13 ottobre, la famiglia scopre per caso che il docente di sostegno (18 ore) è stato trasferito d’ufficio dall’Ufficio Scolastico Provinciale di Napoli, a seguito dello spostamento di un altro alunno con disabilità. Nessuna comunicazione preventiva ai genitori, nessun coinvolgimento del GLO (Gruppo di Lavoro Operativo per l’Inclusione), come invece impone il D.M. 182/2020. “Da un giorno all’altro hanno spezzato un legame educativo fondamentale per un bambino autistico”, racconta il padre Giuseppe Guarnaschelli. “Saverio aveva finalmente trovato una routine, un punto di riferimento. E la burocrazia l’ha distrutto in un attimo, senza nemmeno avvisarci. Mio figlio non è un numero in una graduatoria.”Due insegnanti, dieci sostituzioni, una crisi
Dal 14 ottobre, Saverio viene affidato a due insegnanti diversi con orari frammentati (oltre alla docente da 5 ore già presente). In meno di dieci giorni si susseguono oltre dieci sostituzioni. Il 21 ottobre arriva l’epilogo: durante una crisi in classe, Saverio sposta un banco che colpisce un compagno, trasportato in ospedale per controlli, per fortuna tutto bene. “Nostro figlio non aveva mai avuto comportamenti violenti a scuola”, spiega la madre Felicetta Esposito. “Ma in quella settimana abbiamo visto regredire tutto: comportamenti, serenità, persino i progressi fatti in anni di terapie. In pochi giorni è stato distrutto tutto.” Da quel giorno, Saverio non torna più a scuola. Per tre settimane resta a casa, mentre la famiglia cerca di capire come ricostruire ciò che si è frantumato.Una legge violata, un diritto negato
Il caso di Saverio mette in luce una violazione sistematica della continuità didattica, principio sancito da:- Legge 104/1992 (artt. 12 e 13) – diritto alla continuità educativa
- 461 del D.Lgs. 297/1994 – divieto di sostituzione del docente dopo 20 giorni di servizio
- M. 66/2017 e D.M. 182/2020 – obbligo di stabilità del personale di sostegno
- M. n. 32 del 26 febbraio 2025 – disposizioni sulla continuità didattica e divieto di frammentazione dell’orario di sostegno
- Linee Guida MIUR del 4 agosto 2009 – divieto di frazionamenti e rotazioni del sostegno
Il silenzio del Ministero
A quasi un mese dai fatti, l’unico ente che ha risposto è stato l’Ufficio Scolastico Provinciale di Napoli, confermando il trasferimento per “esigenze organizzative” ma ignorando completamente l’impatto educativo e psicologico sul bambino. Anche il Ministero della Disabilità ha risposto alla nostra richiesta dandoci supporto e indicazioni Dal Ministero dell’Istruzione: silenzio totale. “Abbiamo fatto tutto secondo le regole”, sottolinea il padre. “Abbiamo inviato PEC, chiesto trasparenza, citato le normative – compreso il decreto di febbraio 2025 che dovrebbe impedire proprio queste situazioni. Ma il Ministero non risponde. È come se i diritti di Saverio non esistessero.”Il rientro “protetto” di oggi
Dopo settimane di confronti con la scuola, stamattina (10 novembre) il bambino è tornato in classe con un piano di reinserimento graduale: “Non è quello che vogliamo per Saverio”, spiega Giuseppe Guarnaschelli. “Ma è l’unica soluzione per garantirgli la presenza stabile dello stesso docente e una routine prevedibile. Dopo tre settimane di isolamento, dobbiamo procedere con estrema cautela per evitare nuove crisi.” La famiglia confida che, con il supporto della specialista e con un miglioramento dell’organizzazione scolastica, si possa programmare in tempi ragionevoli un progressivo aumento della frequenza. “Ma serve stabilità”, sottolinea la madre Felicetta. “Saverio non può continuare a essere una vittima della burocrazia.”Una storia che ha toccato migliaia di persone
La vicenda ha suscitato grande attenzione mediatica e solidarietà sociale. Il caso è stato raccontato in TV su Prima Tivvù (rete campana) nell’intervista a Giuseppe Guarnaschelli, visibile al link: 🎥 https://youtu.be/GnhP0AN9u58?si=YPsoqA2cUjZFXPV- Sui social, la storia di Saverio è stata condivisa da numerose realtà nazionali, tra cui:- Gli amici di PizzAut, progetto simbolo dell’inclusione lavorativa delle persone autistiche
- L’associazione Mototerapia guidata dal Dott. Luca Nuzzo
- L’On. Davide Faraone, Presidente della Commissione Bicamerale per l’Infanzia e l’Adolescenza
Le richieste alla politica
La famiglia Guarnaschelli chiede al Ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara:- Il ripristino immediato della cattedra di sostegno unica a tempo pieno (18 ore) per Saverio
- L’apertura di un’istruttoria ministeriale per verificare la violazione della continuità didattica e del D.M. 32/2025
- L’invio di ispettori ministeriali presso l’Ufficio Scolastico Provinciale di Napoli
- L’adozione di linee guida nazionali vincolanti per impedire trasferimenti arbitrari dei docenti di sostegno e garantire l’applicazione effettiva del D.M. 32/2025
Anche quest’anno il Liceo “A. Diaz” di Ottaviano premia le “eccellenze”. Lo faceva già nel 1898
Sant’Anastasia, Showdown : la nuova iniziativa di Rete CIVES e ADS Real Vesuviana
Napoli, grande successo per la XII Edizione del Premio Ambasciatore del Sorriso
Riceviamo e pubblichiamo
Al Maschio Angioino grande successo per la XII Edizione del Premio Ambasciatore del Sorriso in ricordo del tenore” Enrico Caruso” . Riconoscimenti per le eccellenze protagoniste nel sociale.
Momento clou l’esibizione e premiazione dei ragazzi “Speciali”
La serata ricca di ospiti, tra i premiati Gianfranco Coppola, Tg Poste , Peppe Laurato e tanti altri
Strepitoso successo nella splendida cornice della Sala dei Baroni del Maschio Angioino di Napoli per la dodicesima edizione del prestigioso Premio Internazionale “ Ambasciatore del Sorriso” speciale Percorsi D’arte XVIII edizione.
Il Premio fondato dall’artista poliedrico Angelo Iannelli definito ambasciatore del sorriso per il suo instancabile impegno nel sociale, organizzato dall’Associazione Vesuvius A.P.S in collaborazione con il Comune di Napolicon il patrocinio morale e la vicinanza della Diocesi di Napoli. Il prestigioso Premio.
La kermesse di questa storica edizione è dedicata al tenore Enrico Caruso ambasciatore della canzone napoletana nel mondo considerato uno dei tenori più grandi di tutti i tempi. Ad essere premiati sono stati professionisti dei più disparati ambiti: il tenore internazionale Francesco Malapena , Il Tg Poste Italiane direttrice Federica De Santis ,il giornalista Rai Gianfranco Coppola, La Casa Museo “Enrico Caruso “direttore Gaetano Bonelli il Caporedattore Agenzia Stampa Italia Rosario Lavorgna , l’attore comico Peppe Laurato, il pasticciere Ugo Mignone, il giornalista Gennaro Savio, le cantanti: Teresa Moccia e Carmen Navarroquest’ultima come talento giovane dell’anno ,l’artista Giovanna Castigliache ha donato un suo capolavoro della sua arte macrè all’ambasciatore de Sorriso Angelo Iannelli.
La kermesse sociale è iniziata con un momento di moda dedicato a Caruso proposto dall’Accademia Maria Mauroglorificato dalla voce toccante del tenore Internazionale Francesco Malapena l’artista Catello Zanca ha proposto un tematico momento di body painting a seguire la danzatrice Alessandra Sicignanoha dedicato una performance esclusiva a tema dell’evento. Durante la serata è stato ricordato anche il cantante James Senesecon un minuto di silenzio e una breve tammurriata finale con una parte della storica paranza Vesuvius guidati da Rosa e Carlo Fidato con un abbraccio virtuale al compianto Marcello Colasurdo Presidente Onorario del Premio Ambasciatore del Sorriso.
E’ stato un vero festival della cultura e della solidarietà, momento clou’ la premiazione dei ragazzi “Speciali “che si sono esibiti sulle note di Enrico Caruso, emozionati sono stati premiati e applauditi dal folto pubblico che li incoraggiava “Bravi” in un unico abbraccio tra arte e solidarietà nella meravigliosa Sala dei Baroni del Maschio Angioino la ribalta dei meno fortunati spesso messi ai margini della società. Una giornata indimenticabile con un pathos di emozioni, dove si sono susseguite le varie premiazioni nelle varie categorie Poesia, Pittura, Scultura, Fotografia. Un evento che pone Napoli Capitale della Solidarietà’ e della Cultura.
Il prestigioso premio cresce anno dopo anno, coinvolgendo diverse personalità’, artisti, ragazzi “Speciali”modelle, eccellenze, giornalisti un vero marketing turistico perla città di Napoli. In questa edizione la Sicilia ha visto una folta presenta di artisti, come del resto il Lazio. Ad’ essere premiati nelle varie sezioni per la poesia in lingua italiana Luciano Giovannini, per il vernacolo Fausto Marseglia, per la il sociale Grazia Dottore, per i racconti brevi Cossa Carmelo per la pittura Marco Fratiello, per la scultura “Josef “mentre per la fotografia Vincenzo Burrone, premio Vesuvius con la sua lirica dedicata a Enrico Caruso a Lucia Ruocco, premio critica per gli artisti Leonardo Morielloe Claudio Torino diverse le menzioni d’onore assegnate.
A rendere la manifestazione incantevole anche la XVIII edizione dei Percorsi D’arte con le opere esposte dei vincitori del concorso gli artisti: Claudio Torino, Leonardo Moriello, Lucia Cepollaro, Lorenzo Cerciello, Nicola Zampella, Marcello Erardi, Antonio Torino e Josef
Come da tradizione la conduzione della soirée affidata ad: Angelo Iannelli, Edda Cioffi, Emanuela Gambardella e le miss Lucia Schettino-
Tra le tante personalità presenti l’On. Sindaco di Camposano Francesco Barbato da sempre vicino alle iniziative di Iannelli, il giornalista Federico Sozio e la giornalista Sara Buccaro. I riconoscimenti sono stati realizzati dagli artisti della Vesuvius e dalla ceramista Antonella Ruffini
Fotografi ufficiali Raffaele Evangelista e Marcello Erardi, per le riprese Franco Capasso . Presenti diverse tv. Soddisfazione per l’associazione Vesuvius A.P.S e l’artista Angelo Iannelli emozionato ha ringraziato il Comune di Napoli, il Sindaco Gaetano Manfredi, L’arcivescovo di Napoli don Mimmo Battaglia per la vicinanza all’iniziativa e tutti i presenti dando appuntamento alla tredicesima edizione.
Pomigliano D’Arco, al via la XV Rassegna del libro – “È sbocciato un Libro”
Il Centro Culturale “Giorgio La Pira” di Pomigliano d’Arco (Na)e la Biblioteca dei ragazzi “ I Care”, annunciano la XV Edizione della Rassegna del Libro per Ragazzi – “ È sbocciato un Libro”.L’evento si svolgerà nei giorni 20–21–22–23 novembre 2025, in occasione della Giornata internazionale per i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza e alle soglie del 40° anno dalla fondazione del Centro.
Guidata dal pensiero di Roberto Calasso – “Le storie non vivono mai solitarie: sono rami di una famiglia, che occorre risalire all’indietro e in avanti” – la Rassegna è dedicata alla memoria di Elsa Morante, nel quarantennale della sua scomparsa, e alla scrittrice Roberta Grazzani, amica e voce cara del mondo dei ragazzi.
La Rassegna sarà presenta alla stampa, alle istituzioni e al pubblico, Sabato 15 novembre 2025 alle ore 11:00 nella sede del Centro La Pira in F. Terracciano, 240 – Pomigliano d’Arco (NA). Interverranno: Caterina De Falco, Presidente del Centro “ Giorgio La Pira” ; Giovanni Russo, Assessore alla Cultura di Pomigliano d’Arco; Maria Felicia Liberti e Gennaro Scialò,Direttori Artistici della Rassegna. Nel corso dell’incontro saranno resi noti i nomi degli scrittori che prenderanno parte all’evento, il programma e le numerose iniziative dedicate a bambini, ragazzi, famiglie, scuole e appassionati di letteratura per l’infanzia.
email:lapira.pomigliano@libero.it Sito web: www.centrolapirapomigliano.it

