’Mprestame ’a mugliereta, la tradizione partenopea di scena con “Il Valigione 2.0”

La compagnia teatrale “Il Valigione 2.0” porta in scena la tradizione della commedia napoletana con ’Mprestame ’a mugliereta, celebre opera di Gaetano Di Maio e Nino Masiello, riadattata dalla brillante regia di Armando Rufolo. Gli spettacoli saranno messi in scena a partire da domenica 11 gennaio presso l’Auditorium Vincenzo Sorrentino, di via Giovanni Falcone e Borsellino a Saviano e, poi , in replica sabato 21 febbraio, ore 20:30 e domenica 22 febbraio, ore 18:00 presso il Teatro Summarte di via Roma, 15 a Somma Vesuviana. “Mpriesteme a mugliereta” nella sua originale rappresentazione è un classico della comicità napoletana, che racconta le disavventure di Camillo, un uomo stressato che cerca pace in montagna, ma viene tormentato dall’amico Alberto, che gli chiede in prestito la moglie (e altre cose) secondo un vecchio detto, generando equivoci e situazioni comiche. La regia di Rufolo lavora sul gioco degli equivoci, sull’esasperazione dei caratteri e sul contrasto tra apparenza e verità, vero motore comico della vicenda. Ogni personaggio è costruito come una maschera moderna, che sia riconoscibile, umana, imperfetta. Il ritmo è incalzante, sostenuto da entrate e uscite precise, silenzi studiati e tempi comici rigorosi, affinché la risata non sia mai fine a sé stessa ma nasca da una situazione credibile. La scena diventa uno spazio vivo, dinamico, in cui il pubblico è invitato a sentirsi parte della storia. La comicità si alterna a momenti di riflessione, perché dietro il sorriso si cela una critica sottile alle convenzioni sociali, ai rapporti di potere all’interno della famiglia e alle fragilità dell’animo umano. « Con ’Mprestame ’a mugliereta, ho scelto una regia che mette al centro l’attore e la parola. – ha commentato il regista Armando RufoloQuesti sono elementi fondanti della commedia napoletana. Il riadattamento rispetta la struttura originale del testo, ma ne alleggerisce i passaggi più datati, rendendo i dialoghi fluidi e immediati per lo spettatore contemporaneo.» Un lavoro corale, in cui ogni interprete contribuisce alla costruzione di un racconto che diverte, coinvolge e rende omaggio alla grande scuola teatrale napoletana. Uno spettacolo che affonda le radici nella grande drammaturgia partenopea e che, attraverso ritmo, comicità e profondità umana, restituisce al pubblico una storia ancora sorprendentemente attuale. CAST Esterina : Sara Pignatiello Caterina : Siria Russo Lucia : Serena Mammone Camillo : Armando Rufolo Alberto: Domenico Esposito Ida : Luciana De Liguori Luigi : Davide Celiento Bambina: Aurora Pignatiello Alfredo: Vincenzo Liguoro Jak: Antonio Palese Pat: Mario Di Pace Gil: Roberto Tripodi Vittorio : Luigi Pipola Dott. Marcello : Alessando Lo Sapio STAFF ARTISTICO E TECNICO Regia: Armando Rufolo Regia tecnica: Giovanni Cimmino Regia scenica: Maria Marciano Direzione tecnica: Giovanni Cimmino e Maria Marciano Trucco: Benedetta Raia Graphic designer: Siria Russo
LA COMPAGNIA TEATRALE “IL VALIGIONE 2.0”
La compagnia teatrale Il Valigione 2.0 nasce a Somma Vesuviana nel marzo 2021, dall’idea e dalla passione condivisa da Armando Rufolo e Domenico Esposito, amici fraterni accomunati dall’amore per il teatro. Dopo anni di esperienza maturata all’interno di un’altra compagnia del territorio vesuviano, i due decidono di intraprendere un nuovo percorso artistico, fondato sul coinvolgimento di giovani aspiranti attori e su una visione del teatro come spazio di crescita, confronto e condivisione. Il cammino della compagnia non è privo di difficoltà: la pandemia rappresenta uno degli ostacoli più complessi, ma non spegne il desiderio di portare in scena le grandi commedie della tradizione napoletana, con l’obiettivo di donare leggerezza al pubblico e, allo stesso tempo, riaccendere l’interesse verso il teatro amatoriale di qualità. Nel 2022 arriva il debutto ufficiale con “Una pillola per piacere” di Bruno Tabacchini e Biagio Izzo, accolto con grande entusiasmo dagli spettatori e capace di consacrare Il Valigione 2.0 come una delle realtà più promettenti del panorama teatrale amatoriale. Nel 2023, la compagnia avvia una significativa collaborazione con la storica compagnia “Summa Villa” di Somma Vesuviana, portando in scena “’O scarfalietto” di Eduardo Scarpetta, ulteriore conferma della solidità artistica del gruppo. A dicembre 2023, Il Valigione 2.0 affronta un’altra pietra miliare del teatro partenopeo con “Arezzo 29”, commedia in due atti di Gaetano e Olimpia Di Maio. Una scelta registica coraggiosa e inaspettata sorprende il pubblico, mantenendo alta l’attenzione per tutta la durata dello spettacolo. Attualmente la compagnia è al lavoro su nuovi progetti e guarda al futuro con entusiasmo: tra le iniziative in cantiere spicca l’idea di un laboratorio teatrale dedicato ai più piccoli, per avvicinare le nuove generazioni al mondo del teatro.
PREMI E RICONOSCIMENTI
La FITA – Federazione Italiana Teatro Amatori ha conferito ad Armando Rufolo il Premio Campania Felix come Miglior Attore Protagonista, riconoscendo il valore artistico, l’impegno e la qualità interpretativa che contraddistinguono il suo percorso teatrale.  

Fanno esplodere il bancomat a Ottaviano ma non riescono a rubarlo

All’alba di questa mattina 5 gennaio i ladri hanno tentato di rubare anche un bancomat di Ottaviano, però con scarsi risultati

I ladri di cui si sta parlando tantissimo in queste ultime settimane hanno tentato un colpo anche nella frazione San Gennaro della cittadina di Ottaviano.

All’alba i carabinieri della stazione radiomobile di Torre Annunziata sono giunti in Via Carbone 3 perché, durante la notte, alcuni individui dal volto coperto hanno tentato di rubare il bancomat dell’ufficio postale facendolo esplodere, senza però riuscire a portarlo via.

Questa è una tecnica che hanno già utilizzato in passato, ovvero quella di sfondare il pannello dove si trova il bancomat per poterlo portare via intero e scassinarlo con tranquillità in un altro posto, per evitare che possa scattare il meccanismo che macchia in maniera indelebile le banconote.

Questa filiale delle poste dove hanno agito i ladri si trova in una palazzina, con di fianco lo spazio all’aperto con tavolini di un bar pasticceria.

Stando alle prime informazioni ricevute dai carabinieri del comando provinciale di Napoli non si sarebbero registrati feriti e sono tutt’ora in corso indagini e rilievi, a carico del nucleo investigativo di Torre Annunziata, per risalire ai responsabili.

Ragazzi con Suv aggrediscono giovani bengalesi per il monopattino

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Le immagini inviate al deputato di Alleanza Verdi Sinistra, Francesco Emilio Borrelli, si riferiscono a una vile aggressione subita da cittadini bengalesi Nola, frazione Piazzolla, in provincia di Napoli, ad opera di un gruppo di ragazzi del luogo a bordo di un Suv.

Il gruppo di violenti ha aggredito alcuni giovani bengalesi con una specie di bastone allungabile e ha tentato di rapinarli di un monopattino e, non riuscendoci, li hanno insultati e sputati mentre scappavano. “Violenza gratuita da condannare con fermezza assoluta. Violenti per noia, tanto per non saper che fare, oltretutto vigliacchi. Per quale ragione fare del male a pacifici cittadini colpevoli solo di essere l’obiettivo da colpire di un gruppo di sciroccati. Colpirli con bastonate e sputi è un comportamento da sottospecie umana. Si indaghi con celerità per risalire ai responsabili e stroncare eventuali episodi di emulazioni con il pericolo che episodi del genere sfocino in qualcosa di peggio”.

Lo ha detto il deputato Francesco Emilio Borrelli nel ricevere la segnalazione.

Link al video: https://www.facebook.com/reel/810489695327521/?s=single_unit

Eventi e memoria collettiva: il Natale a Castello di Cisterna

Un progetto che ha attraversato il periodo natalizio valorizzando musica, tradizioni e luoghi simbolici di Castello di Cisterna. Il bilancio delle iniziative promosse dalla Pro Loco Castrum tra eventi culturali, partecipazione e memoria del territorio.

Non solo eventi, ma un vero e proprio percorso di comunità. Con “Natale in città: tradizioni ed emozioni”, la Pro Loco Castrum APS ha costruito durante le festività un progetto culturale diffuso, capace di intrecciare musica, tradizioni popolari, arte e memoria collettiva, restituendo al Natale il suo valore più autentico: quello dell’incontro.

Il programma, articolato in più appuntamenti tra dicembre e fine anno, ha trasformato diversi luoghi simbolici di Castello di Cisterna in spazi di condivisione e partecipazione, coinvolgendo cittadini di ogni età e provenienza. Al centro, l’idea di vivere il territorio senza doverlo lasciare, creando occasioni di aggregazione accessibili e radicate nell’identità locale.

Tra i momenti più sentiti, il Concerto di Natale presso l’Auditorium De Nicola, da anni appuntamento atteso dalla comunità. Un evento che, anche in questa edizione, ha unito musica classica, napoletana e tradizionale natalizia, confermandosi non solo come spettacolo, ma come gesto culturale capace di avvicinare quartieri, famiglie e generazioni diverse, in un luogo fortemente simbolico e inclusivo.

Grande partecipazione anche per lo spettacolo degli artisti di strada in piazzetta San Nicola, cuore storico e aggregativo della città. Un’animazione pensata soprattutto per bambini e famiglie, che ha saputo coniugare divertimento e racconto, riportando al centro giochi, storie e tradizioni legate alla figura di San Nicola e alla memoria popolare.

Il progetto si è chiuso con la mostra dedicata alle antiche tradizioni e alla Pietrarsa, ospitata nel laboratorio artigiano del maestro Luigi Minichino. Un’occasione preziosa per riscoprire mestieri antichi, saperi in via di scomparsa e il valore della trasmissione orale, attraverso immagini, racconti e opere legate allo storico presepe abbaziale.

Guardia giurata massacrata di botte alla stazione di Poggiomarino

Un grave episodio di violenza si è verificato nei giorni scorsi presso la stazione EAV di Poggiomarino, dove una guardia giurata è stata brutalmente aggredita mentre svolgeva il proprio servizio. Secondo le prime ricostruzioni, l’addetto alla sicurezza sarebbe intervenuto per tentare di fermare un furto ai danni della struttura o di alcuni utenti. A quel punto, sarebbe stato circondato e colpito con calci e pugni da più persone, riportando ferite che hanno reso necessario l’intervento dei soccorsi. L’episodio ha destato forte preoccupazione tra i pendolari e i residenti, che quotidianamente utilizzano la linea EAV per spostarsi verso Napoli e i comuni limitrofi. Le forze dell’ordine hanno avviato le indagini per identificare i responsabili dell’aggressione, anche attraverso l’analisi delle immagini di videosorveglianza presenti nell’area della stazione. Al momento non si escludono ulteriori sviluppi, mentre la guardia giurata, pur provata dall’accaduto, non sarebbe in pericolo di vita. Il fatto riporta al centro dell’attenzione il tema della sicurezza nelle stazioni e sui mezzi di trasporto pubblico locale. I sindacati delle guardie giurate e diversi rappresentanti istituzionali hanno espresso solidarietà alla vittima, chiedendo maggiori tutele per chi opera quotidianamente in prima linea e un rafforzamento dei presidi di sicurezza, soprattutto nelle fasce orarie più critiche. Al di là delle polemiche politiche che spesso seguono episodi di questo tipo, resta un dato incontrovertibile: la violenza non può mai essere tollerata. Chi commette aggressioni deve rispondere delle proprie azioni davanti alla legge, senza ambiguità. Garantire sicurezza a lavoratori e cittadini è una priorità che richiede interventi concreti, coordinamento tra istituzioni e un impegno costante per prevenire e reprimere ogni forma di criminalità, nel rispetto dei principi di legalità e convivenza civile.

Il Natale cantato dal Sud: La Corale Vesuviana tra storia e tradizione

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Con i canti natalizi della tradizione  “Quanno nascette Ninno a Betlemme” “Era notte e parea miezjuorno   Sono i primi versi della “Pastorale” di Sant’Alfonso Maria de Liguori che una volta scandiva le feste natalizie di tutto il Meridione d’Italia.  Chi la volesse riascoltare, in un bell’arrangiamento a quattro voci, si rechi nella Chiesa di SS. Pietro e Paolo in via Madonnelle a Portici (ai confini con Ercolano), stasera – domenica 4 gennaio ore 19.  All’ultimo concerto natalizio  della Corale Polifonica Vesuviana. Dopo i successi a Villa Campolieto (Ercolano), al Santuario di San Giuseppe Vesuviano e  al Seminario Vescovile di Nola con il Cardinale Pizzaballa in un toccante collegamento in diretta televisiva. Il Santo redentorista e compositore, del resto, ha molto a che fare con le nostre terre. Ha avuto frequentazioni tra Somma, Nola e Scala (in costiera) e a Natale del 1754 eseguì per la prima volta il famoso canto, pare, nella Cattedrale di Nola. Per cui la Corale gioca un po’ in casa. Il Concerto allestito per queste feste comprende brani in tema che vanno da Frisina (Jubilate Deo) a Franz Schubert (Mille Cherubini) con una panoramica internazionale di canti che parte dal latino, tocca canti inglesi, per arrivare ad una struggente Ninna Nanna spagnola. La Corale Polifonica Vesuviana è nata dalla unione della Corale Città di Ercolano e della Corale Città di Somma.  Vanta un’esperienza ultratrentennale e conta su una base corale di circa 60 elementi provenienti da 7 cittadine vesuviane.  Si avvale della collaborazione artistica di vari professionisti ed in particolae, del Maestro Salvatore De Crescenzo, del Maestro Francesca Formisano e del Maestro Mariapia Barlucchi. Invece il Maestro Domenico Cozzolino ne è il deus ex machina dai primi giorni di vita e fino ad oggi. Ha fatto diverse centinaia di concerti con puntate su tre continenti da Gerusalemme a Pechino e da Vienna fino a Istanbul per arrivare fino a Toronto e a New York. Con una costante nel repertorio, oltre a portare in giro i canti alla Madonna della tradizione cristiana popolare, ha portato soprattutto la canzone classica napoletana con arrangiamenti originali e coinvolgenti. E se c’è un’opera di cui andar fieri in questi decenni è  proprio il successo all’estero garantito in tutti i Paesi toccati con il repertorio napoletano. E non è solo la nostalgia dei migranti meridionali ad emozionare il pubblico (nelle Americhe) ma anche l’indiscusso valore artistico di brani popolarissimi come si è sperimentato in Oriente (Pechino). Diciamo che in pratica la Corale Vesuviana sta facendo in piccolo ciò che l’Orchestra Italiana di Renzo Arbore ha fatto in grande. Portando nel mondo il canto classico napoletano sperimentandone il successo ed il gradimento. E cogliamo l’occasione per invitare la Corale a farsi Testimonial attiva, col suo Curriculum nel Comitato costituito per sollecitare il riconoscimento UNESCO alla Canzone Classica Napoletana come patrimonio dell’umanità. Dopo la Cucina Italiana non si può più farne a meno.

Le ricette di Biagio. Tagliatelle alla “luna rossa”, con “caso muscio” e pancetta

Diceva Goethe che all’inizio ci sono Omero e i tragici greci: il resto della letteratura occidentale è solo imitazione: quel tipo di imitazione che si appropria della sostanza delle cose, ma mette nella veste un tocco di novità, un bottone, un colore, un merletto. Qualcosa di simile ha fatto, nel quadro che correda l’articolo, Ivan Ajvazovskìj, un pittore russo la cui vita coprì tutto il secolo XIX: ha “impaginato” l’immagine del golfo di Napoli ispirandosi alle solari inquadrature del suo connazionale Scedrin e di Pitloo, e ha immerso il tutto nei colori dei notturni di Caspar David Friedrich: che sono colori freddi, imbronciati, minacciosi.   Ingredienti: gr. 400 di tagliatelle; una fetta di 100 gr. di pancetta; gr. 200 di caso muscio irpino; gr. 50 di burro; grani di pepe; uno spruzzo di parmigiano grattugiato; sale. Dopo aver cotto al dente le tagliatelle, e averle scolate con cura, riponetele in una zuppiera, condite con il burro, e mischiate. Aggiungete la pancetta tagliata a strisce corte e sottili,‘o caso muscio diviso in piccoli dadi e il pepe, e impastate ancora. Dopo aver versato il tutto in una teglia da forno, già calda e velata lievemente di burro, coprite le tagliatelle con uno spruzzo misurato di parmigiano: la teglia va messa nel forno, ove resterà per 6-7 minuti. Si suggerisce l’abbinamento, a tavola, con il “Modà” dell’azienda Sorrentino.   Forse ha ragione chi dice che in arte l’imitazione non è possibile: uno straordinario personaggio inventato da Borges, Pierre Menard, ebbe l’ambizione estrema e “mirabile” di “produrre alcune pagine che coincidessero – parola per parola e riga per riga – con quelle di Miguel de Cervantes”. Queste pagine “coincidenti” non si può dire che fossero una meccanica trascrizione del testo di Cervantes: certo, le parole corrispondevano, una per una: ma Menard, uomo del sec.XX, vi trovava e vi metteva significati che Cervantes non avrebbe mai immaginato. Il piatto proposto da Biagio è la variante creativa di uno schema classico, in cui la pasta lunga, un salume dal sapore largo e pacato, un formaggio a pasta molle, e la sapiente forza del fuoco che scioglie e addensa concorrono, con l’aiuto di ingredienti secondari, a formare un equilibrato “composto”. Ma c’è chi usa al posto delle tagliatelle gli spaghetti, e sostituisce il caso muscio con la caciotta, e con il prosciutto cotto la pancetta. La percezione primaria è sostanzialmente la stessa, perché alla fine è la pasta che detta il ritmo, ma le percezioni secondarie possono anche risultare nettamente diverse: ciò dipende anche dalla mano del cuoco, dalla qualità del cacio e, infine, dalle virtù del vino che accompagna il piatto. Biagio ha proposto il “Mòdà” dell’Azienda Sorrentino, un piedirosso vivace, la cui piacevolezza non è mai banale, la cui rotondità non è mai scolastica, e che mi pare abbia sostenuto e ingentilito con la sua eleganza la morbida e densa presenza della pancetta e del caso muscio irpino. Il vigore del “Modà” ha perfettamente bilanciato l’inclinazione del piatto verso un sapore pacioso e flemmatico, dettato dalle tagliatelle e dal caso muscio, verso una pacatezza di timbro che era più forte del pepe e dello spruzzo di parmigiano. Resistendo alle pressioni di altri “artisti” della cucina che gli suggerivano – e qualcuno gli intimava – di usare la caciotta romana invece che l’insidioso “caso muscio”, e mettendo in tavola il “Mòdà” dell’Azienda Sorrentino, Biagio ha dimostrato di essere consapevole della propria originalità, e di saperne controllare qualità e misura. Scrive Paliotti che nel 1950, con “Anema e Core”, “canzone dalla linea melodica di gusto anglosassone”, e con “Luna rossa”, si aprì un nuovo capitolo nella storia della canzone napoletana e i parolieri presero il posto dei poeti: insomma, il testo divenne servo della musica e i temi vivi della tradizione napoletana si irrigidirono in stereotipi e luoghi comuni, contro i quali è stata condotta e ancora si conduce un’aggressione impietosa: è anche essa un luogo comune. Certo, la Napoli della canzone è piena di innamorati che di notte vanno a piangere sotto il balcone delle donne amate, ne invocano il nome, e, dopo aver rotto il sonno dei vicini, scoprono che le belle sono andate via senza lasciar traccia, “se n’ ‘è ghiuta l’ata sera / senza me vedé”.  Ma la figura del “patetico” di “Luna rossa” presenta qualche tratto nuovo, nell’abbigliamento e nel modo di camminare: vaco distrattamente abbandonato…/ Ll’uocchie sott’ ‘o cappiello annascunnute / mane int’ ‘a sacca e bavero aizato…/ vaco siscanno è’ stelle ca so’ asciute E’ la versione piccoloborghese del nobile protagonista di “Vecchio frack”, la canzone che Modugno cantò cinque anni dopo: è una “versione” che Renzo Arbore con la sua orchestra, con Eddy Napoli e con Francesca Schiavo, ha saputo rendere preziosa.

Acerra in lutto: operaio muore a 2 settimane dall’incidente

Sedici giorni di speranza, poi il silenzio. Si è spento nel pomeriggio di sabato Romeo Spera, 53 anni, operaio edile originario dell’area nolana, rimasto vittima di un grave incidente avvenuto poco prima di Natale ad Acerra. La sua morte segna il primo decesso sul lavoro del 2026 in Campania. Il 18 dicembre scorso, alle prime luci dell’alba, alcuni colleghi lo trovarono privo di sensi all’interno di un piccolo deposito in via Brescia, una struttura utilizzata come punto di appoggio per le attività quotidiane della ditta. Le cause di quel drammatico evento restano ancora da chiarire. L’uomo presentava un trauma gravissimo alla testa ed è stato soccorso in condizioni disperate. Dopo un primo passaggio alla clinica Villa dei Fiori, i medici disposero il trasferimento immediato all’Ospedale del Mare, dove Spera è rimasto ricoverato in terapia intensiva. Nonostante gli sforzi dei sanitari, le sue condizioni non sono mai migliorate fino al decesso avvenuto dopo oltre due settimane di agonia. Gli investigatori ipotizzano una caduta dall’alto, forse da una scala o da una struttura interna al deposito. Tuttavia, nessuna ricostruzione è stata ancora ufficialmente confermata. Il legale dell’azienda ha escluso che l’operaio sia precipitato da un soppalco, invitando alla prudenza in attesa degli accertamenti definitivi. Le indagini sono affidate ai carabinieri, sotto il coordinamento della Procura di Nola. L’autopsia chiarirà se il decesso sia direttamente riconducibile all’incidente e se vi siano state carenze nelle misure di sicurezza. Romeo Spera lascia una moglie e una figlia. Una famiglia che ora chiede verità, mentre un’altra morte sul lavoro riapre una ferita mai rimarginata nel mondo dell’edilizia.

Spari davanti a un locale: ferito il fratello dell’allenatore Pisacane, colpito anche il padre

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NAPOLI – Un episodio di violenza ha scosso la notte napoletana ai Quartieri Spagnoli. Il padre e il fratello di Fabio Pisacane, allenatore del Cagliari, sono stati aggrediti da un gruppo di tre persone, una delle quali armata. I due feriti non versano in condizioni gravi.

L’aggressione è avvenuta nelle prime ore del mattino, all’esterno di un locale di famiglia situato in Vico Tre Re a Toledo, all’angolo con Vico Lungo Teatro Nuovo. Il fratello del tecnico, 28 anni, sarebbe stato avvicinato da tre uomini che, dopo un breve contatto, hanno esploso due colpi di pistola, ferendolo alla gamba destra. Subito dopo, gli aggressori si sarebbero scagliati anche contro il padre, 68 anni, colpendolo fisicamente.

Entrambi sono stati accompagnati al pronto soccorso dell’ospedale Vecchio Pellegrini. I medici hanno diagnosticato ferite da arma da fuoco non letali per il giovane e traumi contusivi per il padre. Nessuno dei due risulta in pericolo di vita.

La polizia ha avviato accertamenti per individuare i responsabili e comprendere il contesto in cui è maturato l’episodio. Gli investigatori stanno lavorando sulle testimonianze raccolte e sulle immagini delle telecamere presenti nella zona per fare piena luce sull’accaduto.

San Giuseppe, campo sportivo distrutto da rogo a Capodanno. La promessa del sindaco

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Durante la notte di Capodanno il campo sportivo di San Giuseppe Vesuviano è stato vittima di un’incendio, causando un enorme danno ai cittadini e rallentando i lavori che si stavano svolgendo su di esso Il Sindaco di San Giuseppe, Michele Sepe, ha condiviso un video sulla sua pagina Facebook dove mostrava lo stato di avanzamento dei lavori sul Campo sportivo del paese. Sembrava andare tutto bene fin quando, la notte di Capodanno, un grosso incendio ha colpito l’opera in costruzione. Parte del lavoro è andato in fumo causando grande dispiacere nella comunità e un rallentamento dei lavori. Il primo cittadino ha dichiarato di aver effettuato un sopralluogo presso il campo sportivo insieme all’Assessore ai lavori pubblici Antonio Borriello e all’Ufficio tecnico, affermando fermamente che, se ci sarà la responsabilità di terzi, non si faranno sconti a nessuno. Intanto, è stata sporta denuncia alle Forze dell’Ordine, confidando che la giustizia faccia il suo corso. I motivi e la dinamica dell’incendio non sono ancora chiare ma, parlando dei danni riportati, parte del manto erboso è completamente carbonizzato. Michele Sepe, in didascalia al video dove vengono mostrati i danni riportati, ha scritto: “Quanto accaduto nella notte di Capodanno, con l’incendio che ha colpito una parte del campo sportivo su cui l’Amministrazione è impegnata da tempo con importanti interventi di riqualificazione per restituirlo alla città, addolora profondamente tutta la nostra comunità. Si tratta di un episodio grave, che ferisce il lavoro, l’impegno e le speranze di tanti cittadini. Le autorità competenti sono già al lavoro e le responsabilità verranno certamente accertate. Continueremo, con determinazione, a tutelare il bene pubblico e a portare avanti il percorso di rilancio delle nostre strutture.” Grande è lo scalpore generato da questo evento, tantissimi sono i cittadini che hanno commentato l’accaduto supportando le istituzioni e sperando che si risalga al più presto ai responsabili di tutto questo.