Cercola, depositi irregolari di balle di indumenti: la Polizia Municipale sequestra i capannoni

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Riceviamo e pubblichiamo   Nei giorni scorsi, nell’ambito di una serie di verifiche mirate effettuate sul territorio comunale di Cercola, con particolare attenzione alle aree industriali e ai siti ritenuti sensibili, gli agenti della Polizia Municipale hanno individuato diversi capannoni utilizzati come depositi irregolari. All’interno delle strutture sono stati rinvenuti ingenti quantitativi di indumenti usati, imballati e accatastati in assenza delle necessarie autorizzazioni. Alla luce di quanto accertato, e al fine di consentire tutti gli approfondimenti da parte delle autorità competenti, i capannoni sono stati posti sotto sequestro. Le attività di verifica proseguono per accertare il pieno rispetto della normativa in materia ambientale, urbanistica e di gestione dei rifiuti. Le operazioni sono frutto anche del rafforzamento del Corpo della Polizia Municipale di Cercola che, grazie alla recente assunzione di nuovi agenti, sta già producendo risultati concreti nell’attività di controllo del territorio, nel contrasto all’illegalità e nella tutela dell’ambiente e della sicurezza pubblica. «L’incremento del personale ci consente oggi di aumentare la presenza degli agenti sul territorio, intensificare i controlli e intervenire con maggiore efficacia nelle aree più delicate della città» afferma il sindaco di Cercola, Biagio Rossi, che aggiunge: «Ringrazio il Comandante Vincenzo Montella e tutto il Corpo della Polizia Municipale per il lavoro svolto con attenzione e professionalità. La tutela dell’ambiente, della salute pubblica e della legalità rappresenta una priorità assoluta per questa amministrazione. Non intendiamo abbassare la guardia rispetto a fenomeni di abusivismo, degrado o gestione irregolare di materiali e rifiuti», dichiara Rossi, sottolineando che le attività di monitoraggio proseguiranno anche nelle prossime settimane e saranno estese ad altre zone del territorio comunale, con l’obiettivo di prevenire e contrastare ulteriori situazioni irregolari. «Vogliamo una Cercola più sicura, più controllata e più rispettosa delle regole. La collaborazione dei cittadini resta fondamentale: ogni segnalazione utile può contribuire a proteggere il nostro territorio e a rafforzare l’azione di contrasto all’illegalità», conclude il sindaco.

Attentato al giornalista Ranucci, arresti nel Nolano: ecco i 4 fermati per il raid

Svolta nelle indagini sull’attentato dinamitardo che, nell’ottobre dello scorso anno, colpì il giornalista Sigfrido Ranucci davanti alla sua abitazione di Pomezia. I Carabinieri hanno eseguito quattro misure cautelari nei confronti di altrettanti presunti componenti del commando, tutti residenti in Campania. Tra le persone raggiunte dal provvedimento figura Antonio Passariello, residente a Cicciano, in provincia di Napoli. Gli altri tre arrestati sono Marika De Filippi, Saverio Mutone e Pellegrino D’Avino, tutti domiciliati nell’Avellinese. Le accuse contestate sono detenzione di materiale esplosivo e danneggiamento aggravato dal metodo mafioso. Secondo quanto emerso dall’inchiesta, il gruppo avrebbe eseguito l’attentato su incarico di altre persone, ricevendo un compenso economico di alcune migliaia di euro. Gli investigatori ritengono che i quattro siano gli esecutori materiali dell’azione, mentre proseguono gli accertamenti per individuare chi avrebbe ordinato e finanziato l’attacco. L’esplosione avvenne nella serata del 16 ottobre 2025, davanti all’abitazione del conduttore di Report, a Pomezia. L’ordigno devastò le automobili di Ranucci e della figlia, parcheggiate all’esterno della casa, causando inoltre danni alla recinzione dell’immobile. L’episodio destò forte preoccupazione per la violenza della deflagrazione e per le possibili conseguenze che avrebbe potuto provocare. Le indagini si sono concentrate fin da subito sull’analisi delle immagini di videosorveglianza e dei dati telefonici. Un ruolo decisivo lo avrebbe avuto una telecamera installata lungo la strada statale Pontina, che ha immortalato una Fiat 500X noleggiata in Campania mentre raggiungeva Roma per poi fare ritorno poche ore dopo l’attentato. Gli approfondimenti sui tabulati telefonici hanno poi consentito di ricostruire gli spostamenti dei cellulari in uso ai presunti responsabili. Per gli investigatori, il tragitto seguito dai dispositivi coincide con quello dell’autovettura sia il giorno dell’esplosione sia durante un precedente sopralluogo effettuato nei pressi dell’abitazione del giornalista. Gli specialisti del RIS hanno inoltre stabilito che l’ordigno era composto da gelatina esplosiva da cava, materiale ritenuto particolarmente potente e oggi poco utilizzato, elemento che fa ipotizzare l’esistenza di un canale illecito per il reperimento dell’esplosivo. L’inchiesta avrebbe infine documentato diversi tentativi di depistaggio. Alcuni indagati avrebbero cercato di cancellare tracce utili alle investigazioni distruggendo schede telefoniche, effettuando verifiche per individuare eventuali microspie e concordando una linea comune da seguire durante gli interrogatori. Contestualmente agli arresti sono state avviate nuove perquisizioni nei confronti di altri soggetti ritenuti coinvolti a vario titolo nella vicenda, in particolare per la presunta fornitura dell’esplosivo e per il supporto logistico al commando. Gli investigatori continuano a lavorare per ricostruire l’intera rete organizzativa e identificare i mandanti dell’attentato.

Nola, sgominata banda delle truffe: 6 arresti tra finti marescialli e telefonate continue

Nel corso della mattinata, la Polizia di Stato ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di sei persone, di età compresa tra i 21 e i 61 anni, ritenute gravemente indiziate di far parte di un’associazione per delinquere specializzata nelle truffe ai danni di persone anziane. Il provvedimento è stato emesso dal Tribunale di Nola su richiesta della Procura della Repubblica.   Secondo quanto emerso dalle indagini, il gruppo criminale, con base operativa nell’area napoletana, avrebbe messo a segno numerosi raggiri in diverse regioni italiane, riuscendo a ottenere un profitto illecito stimato in circa 500mila euro.   L’attività investigativa, condotta dalla Squadra Mobile di Napoli e coordinata dalla Procura di Nola, ha consentito di ricostruire un metodo d’azione ormai consolidato. Le vittime, tutte di età compresa tra i 74 e i 97 anni, venivano contattate telefonicamente da un falso appartenente alle forze dell’ordine che si presentava come “maresciallo”.   Nel corso della telefonata veniva raccontato che un figlio o un altro familiare aveva provocato un grave incidente stradale con un veicolo privo di assicurazione. Per aumentare il coinvolgimento emotivo, i truffatori sostenevano spesso che nell’incidente fosse rimasto gravemente ferito un bambino oppure una donna incinta, creando così uno stato di forte ansia nella vittima.   A quel punto il sedicente maresciallo spiegava che, per evitare l’arresto del congiunto, era necessario consegnare immediatamente denaro contante o gioielli come risarcimento. Convinti dall’urgenza della situazione, molti anziani affidavano ai complici tutto ciò che avevano in casa.   Durante tutta la messa in scena, le vittime venivano continuamente tempestate di telefonate, sia sul telefono fisso sia sul cellulare, spesso per oltre un’ora. Una strategia studiata per mantenerle sotto pressione e impedire loro di contattare parenti o amici o di chiedere aiuto alle forze dell’ordine, consentendo così ai truffatori di portare a termine il raggiro.

Maxi incendio tra San Marzano sul Sarno e Pagani: alta colonna di fumo visibile in tutto l’Agro, paura tra i residenti

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SAN MARZANO SUL SARNO / PAGANI — Momenti di forte apprensione nella sera del 29 giugno nell’Agro nocerino-sarnese, dove un violento incendio è divampato all’interno di un magazzino ortofrutticolo situato nell’area di confine tra San Marzano sul Sarno e Pagani.     Le fiamme, sviluppatesi la scorsa notte, hanno avvolto l’intera struttura generando una densa e imponente colonna di fumo nero, visibile a chilometri di distanza e osservata da numerosi comuni limitrofi. Diversi cittadini hanno condiviso immagini e video sui social, documentando la vastità del rogo e l’avanzata della nube verso l’area nord-est dell’Agro. Secondo le prime informazioni raccolte, sul posto sono già operative diverse squadre dei Vigili del Fuoco, supportate dai soccorritori e dalle forze dell’ordine, impegnate nelle operazioni di contenimento e messa in sicurezza dell’area. Al momento non si registrano feriti, ma la situazione resta in costante evoluzione. L’allarme principale riguarda la qualità dell’aria. La combustione di materiale plastico da imballaggio, cassette e prodotti da stoccaggio potrebbe aver generato emissioni potenzialmente nocive. Per questo motivo, in via precauzionale, è stato raccomandato ai residenti di tenere porte e finestre chiuse, evitare l’esposizione prolungata all’esterno e limitare gli spostamenti non necessari. Particolare attenzione viene rivolta anche ai comuni vicini, in particolare all’area di Palma Campania, verso cui — in base alla direzione del vento — potrebbe spostarsi parte della nube di fumo. Negli ultimi anni il territorio dell’Agro ha già dovuto affrontare diversi incendi industriali e di deposito, episodi che hanno spesso richiesto monitoraggi ambientali straordinari da parte di ARPAC per verificare l’eventuale presenza di diossine e altri inquinanti atmosferici.   Restano ancora da chiarire le cause dell’incendio. Gli accertamenti saranno avviati non appena i Vigili del Fuoco completeranno le operazioni di spegnimento e bonifica del sito. Seguiranno aggiornamenti nelle prossime ore.

Canzone napoletana candidata a patrimonio dell’Unesco. La spinta di Iovino

Riceviamo e pubblichiamo

“La canzone classica napoletana non è solo melodia ma è il racconto della nostra storia: ecco perché il mio sostegno alla sua  candidatura nella  lista rappresentativa del patrimonio culturale immateriale dell’umanità Unesco è incondizionato e convinto”: lo ha dichiarato Francesco Iovino, presidente della Commissione Trasparenza della Regione Campania nel corso del suo intervento in assemblea regionale a proposito della mozione sul sostegno della Regione Campania alla candidatura Unesco della canzone classica napoletana, che ha come prima firmataria Bruna Fiola e che è stata votata all’unanimità.

“Pronto a fare la mia parte anche presso il Governo Nazionale affinché il meritato riconoscimento Unesco possa essere raggiunto”, ha concluso Iovino.

Festa dei Gigli, tra fede e sfinimento: quando la devozione rischia di smarrire il suo senso

La Festa dei Gigli di Nola continua a rappresentare uno dei patrimoni identitari più forti della Campania e del Mezzogiorno. È memoria, tradizione, appartenenza collettiva. È il racconto di un popolo che da secoli rinnova il proprio legame con San Paolino, vescovo, uomo di carità e simbolo di accoglienza. Ma ciò che si è visto anche quest’anno impone una riflessione seria, forse non più rinviabile.

La ballata dei Gigli avrebbe dovuto concludersi entro le 6 del mattino, secondo il provvedimento firmato dal sindaco di Nola nei giorni precedenti la festa, misura adottata per contenere criticità legate a sicurezza, ordine pubblico e vivibilità urbana. Eppure, la realtà ha raccontato altro: intorno alle 12:00 di questa mattina la festa si è conclusa col rientro dell’ultimo giglio in piazza Duomo.

Un dato che non può essere liquidato come semplice ritardo organizzativo. Perché il mancato rispetto degli orari non è solo una questione amministrativa: è il sintomo di un equilibrio che, anno dopo anno, appare sempre più fragile tra il senso originario della festa e le sue degenerazioni contemporanee.

Proprio su questo si è espresso con parole nette il vescovo di Nola, monsignor Francesco Marino, nel messaggio diffuso per la solennità di San Paolino. Un intervento che va ben oltre la liturgia e che suona come una chiamata alla responsabilità collettiva. Marino invita a “restaurare la vera immagine di San Paolino nel cuore della nostra devozione”, liberandola da “ogni abitudine sterile e dal tradizionalismo disincarnato”.

Parole che, lette alla luce di quanto accaduto durante la festa, assumono un significato ancora più incisivo.

Il vescovo mette in guardia da una devozione che rischia di svuotarsi, trasformandosi in gesto esteriore, in ritualità ripetuta senza coscienza. Ancora più esplicito quando afferma che il culto “non può ridursi a un mero attaccamento esteriore o a espressioni paganeggianti”. Un passaggio che sembra interrogare direttamente anche il mondo dei Gigli, delle paranze, dei comitati e delle corporazioni.

Perché la Festa dei Gigli nasce come atto di gratitudine e di fede popolare. Nasce da un popolo che attendeva il ritorno del proprio vescovo liberato dalla prigionia e lo accolse con gigli di fiori e devozione sincera. Nasce come celebrazione di un santo che fece della carità la propria missione, mettendosi accanto agli ultimi, ai fragili, agli esclusi.

San Paolino non è il simbolo della sopraffazione, dell’eccesso o della competizione esasperata. Eppure, negli anni, accanto alla bellezza straordinaria della festa si sono sedimentate dinamiche che poco hanno a che vedere con il suo spirito originario: rivalità esasperate, interessi economici, logiche di potere, scontri di ego, ritmi sempre più insostenibili. La festa, in alcuni momenti, sembra diventare una prova di resistenza fisica e muscolare più che un atto di devozione.

Il mancato rispetto dell’orario di rientro si inserisce proprio dentro questa contraddizione.

Quando una festa religiosa arriva a protrarsi ben oltre i limiti fissati dalle istituzioni, mettendo sotto stress portatori, forze dell’ordine, operatori sanitari, residenti e l’intera macchina organizzativa, la domanda diventa inevitabile: chi governa davvero la festa? La comunità? Le istituzioni? Oppure dinamiche informali che nessuno riesce più a contenere?

Monsignor Marino, nel suo messaggio, non demonizza il mondo della festa. Anzi, riconosce che comitati, paranze e corporazioni possono rappresentare una risorsa aggregativa importante, soprattutto per i giovani. Ma proprio per questo chiede una conversione culturale, prima ancora che organizzativa.

Serve recuperare il significato profondo del rito. Serve ricordare che tradizione non significa ripetere meccanicamente ciò che si è sempre fatto, ma custodirne l’anima adattandola alle esigenze del presente. Una tradizione viva sa darsi regole e sa rispettarle. Una tradizione matura comprende che ordine e spiritualità non sono nemici della festa, ma condizioni per preservarla.

La Festa dei Gigli resta un miracolo collettivo di arte, musica, sacrificio e appartenenza. Ma ogni miracolo umano ha bisogno di misura.

Se la devozione si piega alla spettacolarizzazione, se il sacro cede definitivamente al folklore esasperato, se la disciplina viene percepita come un ostacolo e non come tutela del bene comune, allora il rischio è che la festa continui a sopravvivere esteriormente mentre perde progressivamente la sua anima.

La vera sfida, oggi, non è far ballare i Gigli più a lungo. È fare in modo che continuino a parlare alle coscienze. La domanda che Nola deve porsi non è soltanto perché i Gigli siano rientrati oltre l’orario stabilito. La domanda più scomoda è un’altra: stiamo ancora celebrando San Paolino, o stiamo celebrando noi stessi? Ed è forse proprio qui che risuona più forte l’appello del vescovo: restaurare non soltanto il simulacro del santo, ma restaurare la nostra umanità, la nostra fede e il senso autentico della devozione. Perché senza questo lavoro interiore, nessuna ordinanza potrà mai bastare.

Borgo Marino Albatros: una storia di famiglia che continua tra ospitalità, tradizione e intrattenimento

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  Sulla splendida Costa degli Dei, il Borgo Marino Albatros di Zambrone rappresenta molto più di un semplice villaggio turistico. È una realtà nata dall’amore per l’ospitalità e costruita negli anni con passione, sacrificio e spirito di famiglia, valori che ancora oggi ne costituiscono l’anima. Dopo la prematura scomparsa dei fondatori, il testimone è passato ai figli Caterina, Francesco e Amine, che hanno raccolto con coraggio l’importante eredità dei genitori, scegliendo di proseguire il progetto familiare con lo stesso impegno e la stessa dedizione. Al loro fianco c’è la zia Laura, figura preziosa e punto di riferimento costante, che con la sua esperienza e il suo sostegno contribuisce quotidianamente alla gestione della struttura. «Il nostro è un villaggio a conduzione familiare, una realtà costruita nel tempo con passione, sacrificio e amore per l’ospitalità», racconta la proprietà. «Con grande senso di responsabilità portiamo avanti il progetto di famiglia, preservandone i valori e l’identità. Ogni giorno accogliamo gli ospiti con attenzione, disponibilità e cura, perché il nostro obiettivo non è offrire soltanto una vacanza, ma far vivere un’esperienza autentica. Chi arriva nel nostro villaggio non è un semplice cliente: entra a far parte della nostra famiglia». È questa filosofia, fatta di accoglienza sincera e attenzione verso ogni ospite, ad aver consolidato negli anni il rapporto di fiducia con migliaia di visitatori. Ad arricchire l’offerta del Borgo Marino Albatros contribuisce anche l’animazione, affidata alla Red Animation, società specializzata nell’intrattenimento turistico e nell’organizzazione di eventi. Con attività sportive, tornei, giochi e spettacoli serali, lo staff accompagna ogni giornata degli ospiti, coinvolgendo adulti e bambini in un clima di allegria e condivisione. A guidare il team è il capo animatore Gioele Bruno, che individua nel lavoro di squadra il segreto del successo: «L’efficienza di uno staff nasce dalla collaborazione di tutti, dal rispetto delle gerarchie e dei ruoli e dalla consapevolezza che ogni componente contribuisce al successo del gruppo». Dietro ogni spettacolo c’è la determinazione di giovani professionisti che, con passione e spirito di sacrificio, lavorano per valorizzare l’arte dell’intrattenimento, del teatro e dello spettacolo, proponendo contenuti curati e capaci di distinguersi per qualità e creatività. Tra il mare cristallino di Zambrone, l’atmosfera familiare che si respira in ogni angolo del villaggio e un’organizzazione che punta costantemente alla qualità dei servizi, il Borgo Marino Albatros continua a rappresentare una delle realtà turistiche più apprezzate della Calabria, dimostrando come la forza di una famiglia possa trasformarsi, anno dopo anno, in un’accoglienza capace di far sentire ogni ospite davvero a casa.

Studente criticato dalla prof all’esame di terza media perché ascolta Geolier

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  Un episodio avvenuto durante un esame di terza media ad Aversa sta facendo discutere dopo la pubblicazione della vicenda da parte di Fanpage, che ha diffuso la lettera inviata dalla madre di uno studente coinvolto.   Secondo quanto riferito dalla donna, il ragazzo stava sostenendo il colloquio conclusivo presso l’Istituto Comprensivo De Curtis quando una docente di Italiano gli ha rivolto una domanda sui suoi gusti musicali, chiedendogli quale fosse il cantante che apprezza maggiormente. Lo studente ha risposto indicando Geolier.   A quel punto, sempre secondo il racconto della madre, la docente di Musica sarebbe intervenuta affermando: “Geolier è la rovina di questa società” e che rappresenta “l’antitesi della musica”.   Nella lettera pubblicata da Fanpage, la donna sottolinea di non voler mettere sotto accusa personalmente l’insegnante, ma di voler richiamare l’attenzione sull’importanza del ruolo educativo della scuola. “Al di là delle opinioni che ciascuno può legittimamente avere su un artista, su un genere musicale o sul fenomeno culturale che esso rappresenta, ritengo che un simile giudizio espresso durante un esame e rivolto a uno studente sia inopportuno. Un conto è stimolare il senso critico attraverso il confronto e l’argomentazione; altro è liquidare i gusti personali di un ragazzo con affermazioni che possono essere percepite come denigratorie e mortificanti.”   La madre racconta inoltre che il figlio “è rimasto sorpreso e a disagio da quella reazione, soprattutto perché stava semplicemente rispondendo a una domanda che gli era stata posta dalla commissione.”   Nella parte finale della sua testimonianza aggiunge: “Ritengo che la scuola debba essere un luogo in cui gli studenti si sentano liberi di esprimere le proprie preferenze e le proprie idee senza il timore di essere giudicati o ridicolizzati. Con questa segnalazione non intendo alimentare polemiche personali nei confronti della docente coinvolta, ma aprire una riflessione sul ruolo educativo degli insegnanti e sull’importanza di mantenere, soprattutto durante un esame, un atteggiamento rispettoso ed equilibrato nei confronti degli studenti.”   La vicenda, riportata da Fanpage, ha rapidamente generato numerose reazioni online, aprendo un confronto sul confine tra libertà di esprimere un’opinione personale da parte dei docenti e il dovere di garantire agli studenti un clima sereno e rispettoso durante una prova d’esame.

Acerra, ok in Consiglio alla rottamazione delle cartelle: sgravi per i contribuenti

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Il Consiglio comunale di Acerra ha approvato all’unanimità l’adesione del Comune alla cosiddetta rottamazione quinquies, misura che consentirà ai contribuenti di regolarizzare numerosi debiti affidati all’Agenzia delle Entrate-Riscossione beneficiando dell’azzeramento di sanzioni, interessi e aggio.   Il provvedimento riguarda tutti i carichi tributari e patrimoniali trasmessi all’ADER dal Comune nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2000 e il 31 dicembre 2023. Restano invece esclusi gli avvisi e gli atti emessi direttamente dall’ufficio Tributi e dalla Geset, così come le attività di riscossione gestite dal 2020 in poi.   Tra i debiti che potranno essere definiti rientrano le multe per violazioni del Codice della strada, le sanzioni amministrative, i ruoli Tarsu antecedenti al 2014, quelli relativi a Ici, Imu e altri tributi minori fino al 2019.   Chi aderirà alla procedura dovrà corrispondere esclusivamente il capitale dovuto e le spese di notifica, senza pagare sanzioni, interessi di mora e altri oneri accessori. A partire dal 15 settembre 2026 l’Agenzia delle Entrate-Riscossione metterà a disposizione dei contribuenti, nell’area riservata del proprio portale, l’elenco delle posizioni definibili. Le domande di adesione potranno essere presentate esclusivamente online dal 16 settembre al 31 ottobre 2026.   Per il sindaco Tito d’Errico si tratta di una misura che permette di andare incontro alle esigenze dei cittadini, sfruttando una possibilità prevista dalla normativa nazionale. Il primo cittadino ha evidenziato come l’intera gestione della procedura sarà affidata all’Agenzia delle Entrate-Riscossione, alleggerendo il lavoro degli uffici comunali e consentendo al Comune di recuperare risorse economiche utilizzabili per la collettività.   Sulla stessa linea il presidente del Consiglio comunale Raffaele Lettieri, che ha definito il provvedimento un’opportunità concreta per chi da anni non riesce a saldare i propri debiti. Lettieri ha inoltre espresso un ringraziamento al presidente della Commissione Bilancio Vincenzo Iorio per il lavoro svolto durante l’iter amministrativo.   Anche il consigliere Antonio Laudando ha sottolineato come l’approvazione della delibera dimostri la volontà dell’amministrazione di favorire i contribuenti senza arrecare danni alle casse comunali, ricordando le precedenti misure adottate, dagli sgravi sulla Tari alla rateizzazione dei tributi.   Nel corso della stessa seduta il Consiglio ha approvato anche un documento relativo alla futura stazione ferroviaria di Acerra e alla riconversione delle aree che saranno dismesse con il nuovo assetto ferroviario. Il sindaco ha annunciato che Regione e Prefettura affideranno uno studio alle università campane per individuare la soluzione più idonea per il riutilizzo delle aree, ringraziando il vicepresidente della Regione Mario Casillo per il sostegno offerto al progetto.

Furto di 7 chilometri di cavi sulla Circumvesuviana: linea bloccata tra Volla e Pomigliano

Mattinata di pesanti disagi per i pendolari della Circumvesuviana a causa di un maxi furto di cavi che ha costretto EAV a interrompere la circolazione ferroviaria tra Volla e Pomigliano d’Arco. Secondo quanto comunicato dall’azienda di trasporto, durante la notte ignoti hanno sottratto circa 7 chilometri di corda della linea aerea nel tratto compreso tra Volla e Napoli. La linea risultava temporaneamente disalimentata per consentire i lavori di impermeabilizzazione della galleria di Poggioreale, circostanza che avrebbe favorito l’azione dei ladri. Il furto è stato scoperto quando le operazioni di asportazione dei cavi hanno provocato un corto circuito che ha coinvolto anche la tratta tra Volla e Pomigliano d’Arco, rendendo inevitabile lo stop alla circolazione dei treni per motivi di sicurezza. L’interruzione del servizio ha provocato inevitabili disagi ai numerosi pendolari che ogni giorno utilizzano la Circumvesuviana per raggiungere Napoli e i comuni dell’area vesuviana. Tecnici e squadre specializzate di EAV sono intervenuti immediatamente per ripristinare gli impianti danneggiati e sostituire il materiale sottratto. L’azienda ha fatto sapere che le operazioni di ripristino sono proseguite senza sosta fin dalle prime ore del mattino e che la ripresa della circolazione ferroviaria è prevista nel corso del primo pomeriggio, salvo imprevisti legati alla complessità dell’intervento. Si tratta dell’ennesimo episodio di furto di rame e materiali elettrici che colpisce le infrastrutture ferroviarie, causando pesanti ripercussioni sul servizio pubblico e sulla mobilità dei cittadini. L’episodio sarà ora oggetto degli accertamenti delle autorità competenti per individuare i responsabili del colpo e verificare eventuali ulteriori danni arrecati agli impianti ferroviari.