Torre del Greco. M5S, Saiello: “Ospedale Maresca: il nostro impegno non si fermerà”
Riceviamo e pubblichiamo
“L’ospedale Maresca rappresenta un presidio fondamentale per Torre del Greco e per l’intera area vesuviana. Per questo abbiamo ritenuto importante avviare un confronto diretto con la dirigenza sanitaria, per fare il punto sulle prospettive di sviluppo, sulle criticità ancora aperte e sulle proposte da mettere in campo nei prossimi mesi”. Lo dichiara Gennaro Saiello, capogruppo del Movimento 5 Stelle e componente della Commissione Sanità in Consiglio regionale della Campania, a margine del sopralluogo effettuato questa mattina presso l’ospedale Maresca di Torre del Greco insieme al deputato Alessandro Caramiello, al senatore Orfeo Mazzella, all’assessora comunale Laura Vitiello e al consigliere comunale Mirko Gallo.
“Il Maresca è una struttura strategica per un territorio vasto e densamente popolato. I lavori in corso per la realizzazione di 46 nuovi posti letto rappresentano un segnale importante, ma occorre continuare a seguire con attenzione ogni fase del percorso, affinché gli interventi programmati si traducano in servizi concreti e pienamente operativi per la comunità”.
“L’incontro di oggi – continua Saiello – nasce dall’esigenza di aprire un focus stabile sul futuro del presidio: personale, reparti, servizi, tempi di attuazione degli interventi, organizzazione dell’assistenza e integrazione con la rete sanitaria territoriale. Su questi temi continueremo a confrontarci con la direzione sanitaria e con tutti i livelli istituzionali coinvolti, in un’ottica di collaborazione e responsabilità istituzionale”.
“Come Movimento 5 Stelle, intendiamo accompagnare con determinazione ogni azione utile a rafforzare la sanità pubblica. Il nostro impegno non si fermerà al Maresca: nelle prossime settimane proseguiremo con ulteriori incontri anche negli altri presidi ospedalieri, perché il diritto alla salute va garantito ovunque”.
San Giuseppe, Ambrosio è il nuovo vicesindaco: Sepe ridisegna la giunta
Dopo le dimissioni di Antonio Borriello, arriva la nomina dell’assessore al Bilancio. La scelta nel pieno di una fase politica ancora segnata da tensioni e nodi aperti
SAN GIUSEPPE VESUVIANO – A poco più di un mese dalle dimissioni del vicesindaco Antonio Borriello, il sindaco Michele Sepe imprime una prima svolta all’assetto dell’amministrazione comunale nominando Vincenzo Ambrosio nuovo vicesindaco della città. La decisione arriva in un momento delicato per la maggioranza, chiamata a ritrovare compattezza dopo settimane caratterizzate da tensioni politiche e difficoltà nei rapporti interni.
Ambrosio, maresciallo della Guardia di Finanza e assessore fin dall’insediamento della giunta con delega agli Affari economici e al Bilancio, assume ora anche il ruolo di numero due dell’esecutivo. Una scelta che il primo cittadino ha motivato richiamando la necessità di rafforzare il percorso amministrativo intrapreso e di confermare l’attenzione ai principi di legalità e trasparenza nell’azione di governo.
La nomina si inserisce in un quadro politico ancora in evoluzione. Le dimissioni di Borriello, annunciate durante una seduta del Consiglio comunale, avevano aperto una fase di incertezza, alimentata anche dal clima di confronto interno alla maggioranza e dalle polemiche che nelle settimane precedenti avevano interessato l’amministrazione comunale. La scelta del nuovo vicesindaco rappresenta quindi il primo tassello di una riorganizzazione che il sindaco è chiamato a completare nei prossimi giorni.
Resta infatti ancora vacante un posto in giunta, circostanza che lascia intendere come il riassetto dell’esecutivo non sia ancora concluso. Le prossime settimane saranno decisive per comprendere se la nuova composizione consentirà di consolidare gli equilibri politici e garantire maggiore stabilità all’attività amministrativa.
Sul piano istituzionale, l’incarico affidato ad Ambrosio assume un significato che va oltre la semplice redistribuzione delle deleghe. In una fase in cui il Comune è chiamato ad affrontare questioni strategiche, dalla programmazione economica alla gestione dei servizi, il nuovo vicesindaco sarà chiamato a svolgere un ruolo centrale nel coordinamento dell’azione amministrativa e nel rapporto con il Consiglio comunale.
La nomina, dunque, rappresenta un passaggio importante per l’amministrazione Sepe. Se da un lato offre una risposta alla vacanza della seconda carica cittadina, dall’altro non esaurisce le questioni politiche emerse nelle ultime settimane. La sfida, ora, sarà trasformare questo riassetto in un’occasione per rilanciare l’attività amministrativa e restituire serenità a una maggioranza che, finora, ha dovuto confrontarsi con non poche difficoltà.
Terzigno, nasce la nuova giunta Carillo: ecco la squadra, Giovine vicesindaco
Il sindaco firma il decreto di nomina degli assessori e distribuisce le deleghe. Rosaria Giovine sarà vicesindaco. «Ora anni di lavoro intenso per dare risposte concrete ai cittadini»
TERZIGNO – A poco più di un mese dall’elezione, il sindaco Salvatore Carillo completa l’assetto della nuova amministrazione comunale. Nella giornata di oggi il primo cittadino ha firmato il decreto con cui ha nominato gli ultimi componenti della giunta, definendo anche le deleghe assessorili e chiudendo così la composizione dell’esecutivo che guiderà il Comune nei prossimi cinque anni.
«Da oggi la squadra è al completo», ha scritto Carillo in un messaggio affidato ai social, sottolineando di aver scelto «donne e uomini di esperienza, competenza e soprattutto con tanta voglia di lavorare», chiamati a condividere un unico obiettivo: fornire risposte concrete ai cittadini.
A ricoprire il ruolo di vicesindaco sarà Rosaria Giovine, alla quale sono state affidate le deleghe alla Pubblica Istruzione, Politiche sanitarie, Polizia municipale, Viabilità, Illuminazione pubblica e Trasporto scolastico.
Entrano nella giunta anche Vincenzo Aquino, che seguirà Affari generali, Personale, Controllo di gestione, Cultura, Bilancio e Tributi, Sicurezza urbana, Welfare vesuviano e rapporti istituzionali con Città Metropolitana e Regione; Pierluigi Aliperta, delegato ai Beni archeologici, ai rapporti con il Parco Nazionale del Vesuvio, Turismo, Patrimonio storico ed Edilizia rurale; Salvatore Celentano, che si occuperà di Lavori pubblici, Manutenzioni, Sport e Spettacolo, Politiche ambientali e Randagismo; e Angela Oreste, cui spettano Politiche sociali, Pari opportunità, Protezione civile, Cimitero, Arredo urbano e Verde pubblico.
Il sindaco ha invece deciso di mantenere direttamente alcune deleghe considerate strategiche: Politiche giovanili, Ecologia e igiene urbana, Commercio, Attività produttive e area PIP, Informatizzazione, Urbanistica e Paesaggio e Rapporti con le periferie.
Con il decreto firmato nelle scorse ore prende così forma l’esecutivo che dovrà tradurre in atti amministrativi il programma presentato agli elettori durante la campagna elettorale. La nomina della giunta rappresenta uno dei primi passaggi politici più significativi della nuova consiliatura e consente all’amministrazione di entrare pienamente nella fase operativa.
«Ci aspettano anni di lavoro intenso – ha dichiarato Carillo – che affronteremo insieme, con presenza sul territorio, ascolto e determinazione». Un messaggio con cui il sindaco ha voluto salutare l’avvio ufficiale dell’attività amministrativa, augurando buon lavoro ai nuovi assessori e rilanciando l’impegno assunto con la comunità terzignese.
Saviano, il sindaco Giuseppe Franco nomina i componenti della Giunta
Riceviamo e pubblichiamo
Con proprio decreto numero 14 del 6 luglio 2026, il Sindaco, dr. Giuseppe Franco, ha nominato i componenti della Giunta comunale e assegnato le relative deleghe.
Sono quattro componenti esterni e uno solo eletto nella consultazione elettorale del 24 e 25 maggio scorso 2026: si tratta di Lucia Liguori che dunque cessa immediatamente dalle funzioni di Consigliere comunale per assumere la carica di Assessore con delega ai Lavori Pubblici, Pubblica Istruzione, Cultura, Viabilità e Politiche Sociali. All’ing. Liguori è stata anche attribuita la carica di Vice-Sindaco.
La delega all’Ambiente, Smaltimento Rifiuti, Funzionamento Servizio Idrico Fognario è stata assegnata invece a Giuseppe Tufano. Ad Isabella Annunziata vanno le deleghe allo Sport, Spettacolo, Turismo e Rapporti con associazioni politiche giovanili;
Concetta Ferraro invece, si occuperà dei Cimiteri, Periferie, Pubblica Illuminazione, Edilizia Privata, Arredo e decoro Urbano mentre Antonio Ambrosino è stato nominato Assessore con delega al Bilancio, Tributi, Attività Produttive, Mercato, Commercio, Partecipate, Infrastrutture e Patrimonio.
Il Sindaco infine ha trattenuto per sé le deleghe all’Urbanistica, Carnevale, Personale, Verde Pubblico, Polizia Municipale, Protezione Civile e Trasparenza. Il primo cittadino darà comunicazione delle nomine nel corso del primo Consiglio comunale convocato per lunedì 13 luglio, alle ore 18.00.
Infine al posto di Lucia Liguori, eletta Consigliere e cessata dalle funzioni dopo l’accettazione della nomina ad Assessore, subentra in Consiglio Ilenia Russo, prima delle non elette nella stessa lista politica della Liguori.
Somma, 8 di minoranza chiedono di portare in Consiglio la Rottamazione Quinquies
Venerdì 3 luglio c’è stata la proclamazione degli eletti al consiglio comunale. Entro massimo dieci giorni dovrebbe essere convocato il primo consiglio comunale.
Intanto, oggi otto consiglieri di minoranza hanno protocollato la richiesta alla sindaca di inserimento all’ordine del giorno del primo Consiglio Comunale utile dell’adesione del Comune di Somma Vesuviana alla definizione agevolata dei tributi locali (“Rottamazione Quinquies”).
Di seguito il testo della richiesta
“I sottoscritti Consiglieri Comunali, Antonio Granato, Giuseppe Sommese, Carmela Mele, Salvatore Granato, Sergio D’Avino, Antonio Coppola, Michele Capasso, Michele Musa
PREMESSO
il legislatore nazionale ha previsto misure di definizione agevolata dei carichi affidati alla riscossione, comunemente denominate “Rottamazione Quinquies”, finalizzate a favorire la regolarizzazione delle posizioni debitorie dei cittadini e delle imprese;
tali misure rappresentano un’importante opportunità per agevolare i contribuenti in difficoltà economica e, al contempo, incrementare la capacità di riscossione degli enti locali;
l’adesione da parte del Comune consentirebbe di offrire ai cittadini di Somma Vesuviana uno strumento concreto per definire le proprie posizioni debitorie attraverso modalità più sostenibili;
CONSIDERATO
che numerosi contribuenti del territorio potrebbero beneficiare della definizione agevolata;
l’iniziativa contribuirebbe a rafforzare il rapporto di fiducia tra amministrazione comunale e cittadinanza;
appare opportuno che il Consiglio Comunale si esprima tempestivamente sulla possibilità di aderire alla misura;
CHIEDONO
di inserire, nel primo Consiglio Comunale utile, uno specifico punto all’ordine del giorno avente ad oggetto:
“Adesione del Comune di Somma Vesuviana alla definizione agevolata dei tributi e delle entrate comunali prevista dalla normativa vigente (Rottamazione Quinquies).”
Si richiede altresì che gli uffici competenti predispongano la relativa proposta di deliberazione corredata dei necessari pareri tecnico-contabili, al fine di consentire al Consiglio Comunale una valutazione completa e consapevole della misura.
CHE COSA E’ LA ROTTAMAZIONE QUINQUIES?
La “Rottamazione Quinquies” è una misura che permette ai cittadini e alle imprese che hanno debiti con il Comune di pagarli con condizioni più favorevoli. In pratica, chi aderisce può saldare quanto dovuto senza alcune sanzioni e interessi, oppure con una loro consistente riduzione, e spesso ha la possibilità di rateizzare il pagamento. L’obiettivo è aiutare chi è in difficoltà economica a mettersi in regola e, allo stesso tempo, consentire ai Comuni di recuperare crediti che altrimenti rischierebbero di non essere riscossi.
Se il Comune aderisce a questa misura:
i cittadini con debiti tributari (come IMU, TARI e altre entrate comunali, se previste) possono regolarizzare la propria posizione a condizioni agevolate;
il Comune aumenta le probabilità di incassare somme che potrebbero rimanere insolute;
si favorisce un rapporto più collaborativo tra amministrazione e contribuenti.
Sant’Anastasia, follia durante l’arresto: 6 carabinieri feriti
Sant’Anastasia, follia durante l’arresto: sei Carabinieri feriti da un uomo e dai suoi familiari. Europa Verde (AVS): “Assalto intollerabile allo Stato”
Notte di tensione a Sant’Anastasia, dove i Carabinieri della locale Stazione e della Sezione Radiomobile della Compagnia di Castello di Cisterna sono intervenuti per una violenta lite familiare. Secondo quanto ricostruito, un uomo avrebbe minacciato il padre e una delle sorelle con un coltello per ottenere del denaro. Rintracciato poco dopo dai militari, avrebbe reagito con estrema violenza durante la perquisizione, aggredendo i Carabinieri con calci e pugni. Nella colluttazione sarebbero intervenute anche la madre e una sorella dell’uomo, che avrebbero colpito i militari nel tentativo di impedirne l’arresto.
Solo grazie all’arrivo di ulteriori pattuglie è stato possibile riportare la situazione sotto controllo. Il bilancio è di sei Carabinieri feriti, un’autoradio danneggiata e tre persone arrestate per resistenza e lesioni a pubblico ufficiale. L’uomo dovrà inoltre rispondere di tentata estorsione ai danni del padre, che insieme a un’altra figlia ha formalizzato denuncia.
“Esprimiamo la nostra piena solidarietà ai sei Carabinieri rimasti feriti. Ancora una volta uomini e donne in divisa hanno rischiato la propria incolumità per difendere cittadini indifesi e ristabilire la legalità. Da tempo denunciamo la crescente escalation di aggressioni ai danni di Polizia, Carabinieri e Polizie Locali. Le divise non possono essere lasciate sole. Occorrono organici adeguati, strumenti normativi efficaci e pene certe per chi usa violenza contro chi rappresenta lo Stato. Chi aggredisce un appartenente alle forze dell’ordine non colpisce soltanto una persona, ma lo Stato e tutti i cittadini onesti. Per questo serve il massimo rigore”, lo hanno dichiarato Francesco Emilio Borrelli, deputato di Alleanza Verdi – Sinistra e Ines Barone, consigliera federale nazionale di Europa Verde.
Somma, verso la nuova giunta, Morisco alla sindaca: “Alza il livello e il paese sarà al tuo fianco”
Riceviamo da Andrea Morisco e pubblichiamo
Sono diverse settimane che va avanti la trattativa per la scelta della giunta della amministrazione Svanera. La sindaca è stata eletta da più di 9000 cittadini che hanno chiesto alla nostra politica locale di alzare il livello. È evidente che parte o tutta della partitocrazia locale il senso di questa lezione fa finta di non averlo capito. A Silvia va la massima solidarietà e stima poiché da settimane sta tenendo in piedi una discussione con persone e partiti che hanno un livello culturale medio oggettivamente basso. Ma questo è il momento del coraggio, lo dobbiamo a Somma.
A Somma non servono persone frustrate quasi tutte ovviamente uomini che vedono nella giunta l’occasione per affrancarsi dall’etichetta di fessi o perdenti. A Somma serve e merita una giunta di alto profilo fatta di persone al disopra di questo livello persone come Silvia Svanera. Cara sindaca non ti abbiamo eletta per discutere del posto alle poste del cugino scemo di qualche consigliere. Se deciderai di alzare il livello il paese sarà al tuo fianco.
IN BOCCA A LUPO SOMMA!
Andrea Morisco
Cittadino libero
Attivista politico
Sindacalista
Somma Vesuviana, il punto di vista: il giorno della proclamazione del Consiglio Comunale
Riceviamo e pubblichiamo una riflessione dall’avvocato Vincenzo Nocerino
Somma Vesuviana, il giorno della proclamazione è arrivato: l’entusiasmo non basta più, ora servono competenza e visione. La proclamazione del nuovo Consiglio comunale segna uno dei momenti più significativi della vita democratica di una città.
Si chiude la stagione delle promesse elettorali e si apre quella delle decisioni, delle responsabilità e, soprattutto, dei risultati. A Somma Vesuviana il nuovo Consiglio presenta un dato evidente: alcuni volti nuovi siedono oggi tra i banchi della maggioranza e dell’opposizione.
È un segnale di rinnovamento che può rappresentare una straordinaria opportunità, ma anche una sfida impegnativa. Entrare per la prima volta nell’aula consiliare significa confrontarsi con una macchina amministrativa complessa, con norme articolate, bilanci, procedure e problemi che richiedono studio, preparazione e capacità di decidere.
L’esperienza maturata in molti Comuni italiani insegna una lezione semplice: essere nuovi non è un limite, ma pensare che basti la buona volontà, invece, può diventarlo. Esistono amministrazioni che hanno saputo trasformare il ricambio generazionale in un motore di innovazione e cambiamento, grazie a consiglieri che hanno studiato, ascoltato il territorio e lavorato con umiltà.
Altre, invece, hanno pagato il prezzo dell’improvvisazione, della superficialità e della convinzione che amministrare fosse un esercizio intuitivo. La storia degli enti locali dimostra che governare una città è una professione civica che richiede competenze, metodo e dedizione quotidiana.
Da oggi ogni consigliere è chiamato a un salto di qualità. Non rappresenta più soltanto il proprio elettorato o la propria lista, ma l’intera comunità. Le appartenenze politiche restano importanti, ma diventano secondarie rispetto all’interesse pubblico. L’Amministrazione Comunale di Somma Vesuviana ha bisogno di affrontare questioni che i cittadini conoscono bene: esposizioni debitorie, la qualità dei servizi, la manutenzione del territorio, la vivibilità urbana, la tutela dell’ambiente, lo sviluppo economico, le politiche sociali, la valorizzazione del patrimonio storico e culturale.
Sono temi che non si risolvono con gli slogan, ma con competenza, programmazione e coraggio amministrativo. Anche l’opposizione avrà una responsabilità decisiva. Controllare non significa ostacolare; significa contribuire con proposte, vigilare sulla trasparenza e migliorare le decisioni dell’amministrazione.
Una democrazia locale cresce quando maggioranza e minoranza comprendono che il confronto è una ricchezza e non una guerra permanente. I cittadini osserveranno con attenzione. Non chiederanno miracoli, ma serietà. Non pretenderanno la perfezione, ma preparazione.
Non misureranno il valore degli amministratori dalla loro capacità di parlare, bensì dalla loro capacità di risolvere problemi. L’augurio che accompagna questo nuovo Consiglio comunale è semplice ma impegnativo: trasformare l’entusiasmo dell’elezione nella cultura del buon governo.
Perché amministrare una città non significa occupare uno scranno, ma assumersi l’onore e il peso di costruirne il futuro. E il futuro di Somma Vesuviana merita competenza, responsabilità e una visione capace di guardare oltre l’immediato. A tutti i Consiglieri Comunali, quindi, vada l’augurio di un proficuo lavoro, con l’auspicio che sappiano svolgere il mandato loro affidato con senso delle istituzioni e con attenzione agli interessi della comunità, a fianco della Sindaca Silvia Svanera
Quando la lingua napoletana si diverte: tene ‘e ccèuze e alice ‘e matenata
Dalle lingue classiche la lingua napoletana ha ereditato la “passione” per i giochi metaforici e dai grandi scrittori latini dell’età imperiale, soprattutto da Petronio, da Marziale, da Giovenale, l’inclinazione a vedere negli alimenti e nella “tavola apparecchiata” l’immagine concreta dei “modi” della vita sociale. Pensiamo ai “significati” metaforici che la lingua napoletana attribuisce, per esempio, a “maccarone, trippa, pagnotta, vruoccolo, marenna, cavulisciore, ricotta, ricottaro.” Dicevano Giuseppe Marotta e Luciano De Crescenzo che il ragù napoletano “quanno pappèa” vuole dirci che “sta pensando”. Correda l’articolo l’immagine di un quadro di Francesco Netti “Donna che legge”.
Le more di gelso nero suggerivano ai Napoletani l’immagine delle “emorroidi”, che, come si sa, provocano in chi ne soffre ansia, agitazione e irrequietezza: e dunque “ tene ‘e ccèuze” si diceva, e ancora si dice, di chi mostrava di non conoscere calma e tranquillità: parlando di questi tipi, se appartenevano a clan avversari, i camorristi dicevano “a chist’ ‘e pror’ ‘o c….o”, e il detto talvolta suonava come una sentenza di morte. Ma l’espressione “tene ‘e ccèuze” poteva riferirsi anche a giovani astuti, capaci, soprattutto nelle contese d’amore, di organizzare trappole e tranelli e di nascondere la propria responsabilità. Un significato particolare è stato commentato da Francesco D’Ascoli nel libro “La Filosofia popolare Napoletana”.
Il detto si riferiva anche al Vico Lungo Gelso, in quella parte della città in cui prima della costruzione dei Quartieri Spagnoli c’erano piantagioni di gelsi destinati all’allevamento dei bachi da seta: nel Vico ai tempi della dominazione spagnola “fioriva” anche la prostituzione, con tutti gli annessi e i connessi. E dunque “tene ‘ e ccèuze” si diceva sia di chi frequentava questi luoghi come cliente, sia dei “ricottari” che gestivano l’attività delle prostitute. E non meno complesso è il discorso su un altro detto celebre, “alice ‘e matenata”. Le alici appena pescate e messe in vendita di primo mattino sembrano ancora vive e i loro colori, l’argento e il grigio, sono ancora intensi: Leopardi andava spesso a godere lo spettacolo del mercato del pesce a Posillipo. Nell’’800 il detto prese di mira “quelle donnine che fin dalle prime luci dell’alba si appostavano sui marciapiedi o agli angoli di strade e piazze per adescare i passanti.”( F. D’Ascoli). Queste “donnine” di mattina risplendevano, ma con il trascorrere delle ore la lucentezza delle creme si appannava e la vivezza dello sguardo si offuscava, soprattutto se l’incasso era misero.
Nella seconda metà dell’’800, quando le donne incominciarono a combattere per la loro libertà e per i loro diritti, e incominciarono a scrivere romanzi, a leggere i giornali, come fa la signora nel quadro di Francesco Netti, e a curare il loro aspetto esteriore, gli antifemministi sottolinearono sarcasticamente l’abuso che le donne facevano di creme, unguenti e profumi e ricordarono che alla fine il trascorrere delle ore è maligno, perché toglie la maschera e svela il vero aspetto della signora “’ncannaccata”, che, come l’alice ‘e matenata, risplende solo la mattina, quando le creme sono ancora fresche. Mi auguro che nell’imminente “sagra delle ceveze” che, come ogni anno, si terrà alla “Zabatta” gli organizzatori ricordino al pubblico che la coltivazione alla Zabatta e a Terzigno del gelso bianco (Morus Alba) e del gelso rosso-nero (Morus Nigra) venne favorita tra il ‘700 e l’800 da Michele I Medici e dalla moglie Carmela Filomarino, da Giuseppe III Medici e dalla moglie Vincenza Caracciolo dei principi di Avellino, e infine da Maria Isabella Albertini, moglie di Michele II Medici, la quale estese la coltivazione dell’albero prezioso anche a Piazzolla, nelle terre della sua famiglia, a partire dal Bosco Gaudo.
L’obiettivo primo dei Medici era l’allevamento dei bachi da seta: e in altri articoli ho già parlato dell’importanza delle “setajole” ottajanesi, che anche dopo il 1861 tessevano e ricamavano camicie e foulard per gli ufficiali del reggimento di cavalleria di stanza a Nola. Nel 1892 a Ottajano funzionavano ancora 190 telai domestici, riservati alla lavorazione di stoffe “eleganti”, non ordinarie: sette tessitrici di piazza San Giovanni, dirette da Vincenza Mormile, lavoravano camicie “doppie” per gli ufficiali dell’Esercito e rivestivano di “trame in seta” i corsetti delle signore. I contratti matrimoniali ci dicono che nei corredi delle spose “di famiglie cospicue” non potevano mancare “drappi e lenzuola” “ricamate e trattate” a mano dalla tessitrice Erminia Parisi, di “Casalvecchio”, strada storica di Ottajano, e dalle numerose sue collaboratrici.

