Scattano i Daspo dopo Pomigliano-Acerrana e Puteolana-Mariglianese

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Il Questore di Napoli ha adottato 6 provvedimenti, istruiti dalla Divisione Polizia Anticrimine della Questura, di divieto di accesso alle manifestazioni sportive (DASPO), per periodi da uno a cinque anni, nei confronti di altrettanti tifosi di età compresa tra i 26 e i 49 anni.

In particolare, un provvedimento, della durata di 5 anni, è stato adottato nei confronti di un tifoso partenopeo che, in occasione dell’incontro Napoli-Torino disputatosi lo scorso 8 marzo presso lo stadio “Maradona”, era stato denunciato per accensione di fumogeni in occasione di manifestazioni sportive; un altro daspo, della durata di un anno, è stato irrogato nei confronti di un 42enne che, in occasione dell’incontro di calcio Napoli – Juventus dello scorso 3 marzo, aveva sferrato un calcio contro l’autobus della squadra ospite.

Ancora, un provvedimento di 5 anni è stato emesso nei confronti di una persona che, in occasione della partita di calcio Giugliano Calcio 1928- Taranto dello scorso 8 ottobre, era stata denunciata per violenza, lesioni, resistenza a Pubblico Ufficiale, danneggiamento e lancio di materiale pericoloso in occasione di manifestazioni sportive; altri due daspo, della durata di due anni, sono stati, invece, irrogati nei confronti di due soggetti che, in occasione della partita Pomigliano- Real Acerrana del 24 febbraio scorso, erano stati denunciati per resistenza a Pubblico Ufficiale e rifiuto d’indicazioni sulla propria identità personale; ancora, un provvedimento, della durata di 5 anni, è stato adottato nei confronti di un 37enne che, in occasione dell’incontro di calcio Puteolana-Mariglianese dello scorso 18 febbraio, era stato denunciato per possesso di artifizi pirotecnici in occasione di manifestazioni sportive.

Infine, altri quattro daspo, per periodi da due a tre anni, sono stati emessi nei confronti di altrettanti soggetti, di cui uno condannato per tentata estorsione, un altro per porto di armi od oggetti atti ad offendere, mentre gli altri due per reati in materia di stupefacenti.

Giorno del Gioco, oltre mille tra giovani e bimbi in giro a Pomigliano

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POMIGLIANO d’ARCO – I bambini e gli adolescenti di Pomigliano d’Arco si sono riappropriati della loro città oggi con la seconda edizione del “Giorno del Gioco” che si è tenuta nelle vie delle cittadine, tra Piazza Mercato, Piazza Giovanni Leone e Piazza Municipio ed a cui hanno parte tutte le scuole dell’Infanzia, Primarie e Secondarie del territorio. Una giornata dedicata ai bambini ed al gioco che hanno anche potuto riscoprire i giochi di un tempo.

Dalle 9 di questa mattina sono stati almeno duemila i bimbi e i ragazzi che hanno invaso le strade cittadine, accompagnati dagli adulti e che hanno potuto svolgere le decine di attività organizzate per l’occasione e che hanno animato questa iniziativa che si terrà ogni anno, il terzo mercoledì del mese. Hanno contribuito alla riuscita di questo evento sia i commercianti che gli esercenti di Pomigliano che hanno voluto collaborare fattivamente con grande disponibilità. Il titolo di questa edizione è “Giocare Insieme”, perché questo è l’Anno Internazionale della Famiglia, e prendendo spunto da questa ricorrenza, abbiamo voluto introdurre una iniziativa che prevedesse il gioco tra bambini e adulti. Sono inseriti laboratori che ricordano il passato, ma che sono uno stimolo per il potenziale creativo dei bambini, che hanno potuto dar sfogo ai propri talenti in una cornice di una città chiusa al traffico veicolare, libera dallo smog ed interamente a loro disposizione.  «Pomigliano – sottolinea l’assessore al Commercio di Pomigliano d’Arco, Marianna Manna – è una comunità unita e dedita all’educazione.

Impegniamoci a ricostruire le relazioni e a dare la giusta importanza al gioco. L’amministrazione comunale targata Raffaele Russo crede fermamente in questa iniziativa che evidenzia il valore del gioco. Ed è fondamentale che ogni anno ci sia la collaborazione di tutti, scuole, istituzioni, associazioni e commercianti, tutti insieme per rendere il Giorno del Gioco un grande evento collettivo, diffondendo la cultura del gioco per migliorare la qualità della vita di tutti». Tantissime le scuole primarie e secondarie che hanno preso parte a questa iniziativa. «Le scuole hanno partecipato con grande entusiasmo – ricorda l’assessore alla Pubblica Istruzione, Giovanni Russo – Il gioco è fondamentale per il benessere dei bambini. Una città veramente attenta ai suoi piccoli cittadini deve promuovere la loro crescita attraverso iniziative specifiche e rendersi sempre più adatta alle loro esigenze».

La cerimonia di inaugurazione in Piazza Giovanni Leone si è aperta con l’Inno di Mameli suonato e cantato dagli alunni dell’Istituto Comprensivo Sulmona-Catullo-Salesiane di Pomigliano d’Arco. Ad inaugurare poi ufficialmente il “Giorno del Gioco” pronunciando la dichiarazione di apertura il vicesindaco di Pomigliano d’Arco, Domenico Leone. «La seconda edizione del Giorno del Gioco – spiega il vicesindaco – ci ha regalato nuovamente mille emozioni: migliaia di bambini, educatori, operatori e animatori alla riscoperta dei giochi dell’infanzia, quelli più semplici, ma più significativi. Iniziativa riuscita e che ci riempie d’orgoglio».

Neonato muore a 3 giorni dal parto, aperta inchiesta: indagati 3 medici

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TORRE DEL GRECO – Il parto era riuscito, il piccolo Antonio stava bene, ma poi, improvvisamente, una misteriosa infezione batterica lo ha stroncato in ospedale, gettando nella disperazione i suoi genitori, una coppia di Torre del Greco che, non riuscendo a capacitarsi della tragedia, si è rivolta a Studio3A e ha presentato un esposto alla magistraturapuntualmente riscontrato. La Procura di Napoli, per il tramite del Pubblico Ministero dott.ssa Federica D’Amodio, dopo aver aperto un procedimento penale per l’ipotesi di reato di omicidio colposo in ambito sanitario per la morte di un neonato di tre giorni avvenuta mercoledì 15 maggio all’ospedale Monaldi, ora ha disposto anche l’autopsia sul corpicino del bimbo e iscritto nel registro degli indagati, anche come atto dovuto per dare loro modo di nominare eventuali consulenti di parte per gli accertamenti tecnici non ripetibilitre medici, il ginecologo che ha seguito la mamma durante la gravidanzaC. C., 56 annidi e con studio nella stessa Torre del GrecoN. N., 75 anni, di Salerno, responsabile del Nido della divisione di Ostetricia e Ginecologia della Clinica Stabia di Castellammare, dove Antonio è venuto alla luce, ed E. V., 61 anni, di San Giorgio a Cremano, pediatra.

Il bambino era nato il 13 maggio, come detto presso la clinica Stabia: la mamma28 anni, avendo raggiunto le 41 settimane di gestazione, dopo una gravidanza regolare, domenica 12 maggio era stata ricoverata per indurle il travaglio, ma non è servito in quanto nella notte seguente le contrazioni, che non arrivavano, sono sopraggiunte in modo naturale, come naturale è stato il parto che alle 8.48 ha dato alla luce il piccolo Antonio. Come riferito dal padre, 35 anni, nella sua denuncia, a parte un rossore all’altezza della nuca dovuto all’applicazione di una ventosa per facilitare la nascita, il neonato, a detta dei medici, godeva di ottima salute: anzi, proprio per tranquillizzare i genitori che, preoccupati che il figlio potesse aver riportato danni cerebrali, avevano chiesto lumi in merito alla problematica legata al rossore e alla forma ovalizzata del capo, Antonio era stato sottoposto dai pediatri della clinica a un’accurata serie di test a cui aveva risposto perfettamente, e mangiava regolarmente.

Ma alle 5 del mattino del giorno successivo, martedì 14 maggio, alla mamma, che era andata a prelevare il figlioletto dal nido, è stato risposto che il piccino presentava una “febbre” e doveva essere condotto in un ospedale più attrezzato. Da qui è iniziata la via Crucis del bimbo, trasferito inizialmente, in ambulanza, al vicino San Leonardo di Castellammare dove i pediatri hanno subito riferito al papà, accorso al capezzale del piccolo, che il bimbo era arrivato già in condizioni molto gravi, con convulsioni, tachicardia, problemi respiratori e anche emorragie interne. E la febbre era salita a 40 gradi. Il neonato è stato ricoverato nella terapia intensiva pediatricaintubato e sottoposto a drenaggi e trasfusioni, e i dottori, sospettando che avesse in corso una grave infezione che stava provocando il collasso di tutti gli organi interni e vitali, hanno iniziato una massiccia cura antibiotica, che tuttavia non dava gli effetti sperati.

Nel dubbio che i problemi del neonato potessero essere legati anche a una cardiopatia, il piccino nella notte tra il 14 e il 15 maggio è stato quindi nuovamente trasferito, all’ospedale Monaldi di Napoli, centro specializzato per la cardiologia prenatale, dove però i medici hanno escluso problematiche di natura cardiaca, confermando però l’estrema gravità della situazione e assicurando ai genitori che stavano facendo tutto il possibile per cercare di identificare questa infezione, di cui non riuscivano a capire nemmeno l’origine, e che nel frattempo continuavano a somministrare al bambino una cura antibiotica ad ampio spettro: una sepsi di natura batterica, come sarebbe poi emerso dai risultati degli esami, arrivati però ormai troppo tardi. Nel pomeriggio di mercoledì 15 maggio, infatti, le condizioni di Antonio sono precipitate, il bimbo ha subìto diversi arresti cardiaci e alla fine i sanitari si sono dovuti arrendere.

Sconvolti dalla perdita del loro piccolo, non riuscendo a capacitarsi di come il loro figlioletto, che stava bene, all’improvviso, nel giro di poche ore, possa essersi aggravato a tal punto, e non riuscendo, soprattutto, a capire come possa aver contratto quel batterio-killerpreso giocoforza all’interno della clinica Stabia non essendo stato il bebè, prima, in altri luoghi, i suoi genitori hanno deciso di fare piena luce sui fatti. Attraverso l’area manager per la Campania, dott. Vincenzo Carotenuto, si sono rivolti a Studio3A-Valore S.p.A., società specializzata a livello nazionale nel risarcimento danni e nella tutela dei diritti dei cittadini, in collaborazione con l’avv. Vincenzo Cortellessa del foro di Santa Maria Capua Vetere, e il papà, la sera dello stesso 15 maggio, ha presentato denuncia querela presso la stazione dei carabinieri di Torre del Greco, esponendo nel dettaglio tutte le circostanze e chiedendo all’autorità giudiziaria di accertare le esatte cause del decesso del neonato ed eventuali responsabilità da parte dei sanitari e delle strutture che lo hanno avuto in cura.

Richiesta riscontrata dalla Procura partenopea con particolare riferimento alla dott.ssa D’Amodio, che ha aperto un fascicolo d’indagine e, dopo aver posto sotto sequestro, acquisito e vagliato le cartelle cliniche, ha spiccato i primi provvedimenti, con l’iscrizione nel registro degli indagati di tre medici che hanno seguito il piccino e la sua mamma e la disposizione dell’esame autoptico e di quelli istologici, per il quali il Sostituto Procuratore ha nominato un pool di ben quattro propri consulenti tecnici: il medico legale dott. Alfonso Maiellaro, il pediatra neonatologo dott. Giovanni Sica, il ginecologo dott. Pasquale Martinelli e l’anatomopatologo dott. Noè De Stefano. L’incarico sarà conferito nel pomeriggio di oggi, mercoledì 22 maggio 2024, alle ore 14.30, presso il nuovo palazzo di Giustizia di Napoli. E Studio3A metterà a disposizione dei suoi assistiti un proprio consulente tecnico medico legale per la valutazione del caso. Una volta ultimato l’esame il Pm rilascerà il nulla osta per la sepoltura e i congiunti del piccolo Antonio potranno fissare la data dei funerali.

Setacciati i rioni di Cisterna e Marigliano, arresti per droga e armi

Castello di Cisterna e Marigliano: blitz dei carabinieri. 2 arresti

Blitz dei carabinieri nei quartieri popolari Pontecitra di Marigliano e Legge 219 di Castello di Cisterna: due giovani in manette, sequestrate armi, ingenti quantità di droga e denaro contante.
I Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile – Sezione Operativa della Compagnia di Castello di Cisterna, durante le diverse perquisizioni hanno trovato nelle aree comuni di Pontecitra una pistola calibro 25 carica di un colpo e 100 grammi di cocaina.

A Castello di Cisterna, invece, i militari hanno arrestato due pusher della zona, sorpresi nella piazza di spaccio in possesso di un vasto assortimento di sostanza stupefacente tra cocaina, crack, hashish e marijuana.
i due sono stati trovati in possesso anche di 85 euro ritenuti provento del reato e di un coltello a serramanico. Gli arrestati, il 21enne già noto alle forze dell’ordine Antonio D’Ambrosio e un 33enne incensurato, sono stati trasferiti in carcere.

Accoltellato alla spalla dopo una lite

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AFRAGOLA  – Ieri sera i carabinieri della sezione radiomobile della compagnia di Casoria sono intervenuti nell’ospedale villa dei fiori di Acerra dove poco prima si era presentato un 24enne incensurato di Afragola.

Da una prima sommaria ricostruzione ancora da verificare pare che l’uomo, mentre era in via Sicilia, angolo via Veneto, ad Afragola. dopo aver discusso per futili motivi con uno sconosciuto, sia stato aggredito da quest’ultimo con un coltello. Il 24enne è stato colpito alla spalla.

 

La vittima è stata dimessa con una prognosi di 10 giorni. Indagini in corso da parte dei carabinieri.

Somma Vesuviana, atmosfera medievale al Castello di Lucrezia D’Alagno

Somma Vesuviana. Riceviamo e pubblichiamo:

Dal 31 Maggio al 2 Giugno – atmosfera medievale al Castello di Lucrezia D’Alagno.

Raffaele D’Avino   (Presidente  ProLoco Vesuvia ): “Dal 31 Maggio al 2 Giugno rivivremo il Castello di Lucrezia D’Alagno, con i personaggi che lo hanno abitato e che ha una grande storia essendo del 1458, immergendoci nell’atmosfera storica, con costumi tradizionali, ambienti d’epoca e anche cena a base del grande prodotto tradizionale del nostro territorio che è il baccalà”.

“Dal 31 Maggio al 2 Giugno rivivremo il Castello di Lucrezia D’Alagno che ha una grande storia essendo del 1458, immergendoci nell’atmosfera storica, con costumi tradizionali, ambienti d’epoca e anche cena a base del grande prodotto tradizionale del nostro territorio che è il baccalà. Un prodotto al quale sono legate antiche e meravigliose leggende. Un prodotto di mare in una terra di fuoco. Somma Vesuviana, infatti, è ai piedi del Monte Somma, non una montagna ma un grande patrimonio geologico unico al mondo, dove un tempo c’erano sorgenti e il cui territorio è legato a una storia straordinaria anche di origine spagnola. Per la valorizzazione del patrimonio geologico, naturalistico, culturale, diamo il via a “Racconto Somma: viaggio tra Cultura, Tradizione e Sapori”. Tanti eventi, attraverso i quali daremo a turisti e cittadini, la possibilità di conoscere Somma Vesuviana. Iniziamo con il mettere al centro il Castello. L’evento del 31 maggio, 1 e 2 giugno 20224 dal titolo “Baccalà al Castello”, il quale nasce da una collaborazione molto proficua con ‘800 Borbonico, fornirà l’opportunità di rivivere il Castello D’Alagno, nel suo splendore facendo conoscere meglio la storia dello stesso e di chi ci ha vissuto, ma allo stesso tempo avremo espositori di prodotti tipici e ci sarà la possibilità di scegliersi il proprio menù di Baccalà”. Lo ha annunciato Raffaele D’Avino, Presidente della ProloLoco Vesuvia.

Domani – Mercoledì 22 Maggio – ore 18 e 30 conferenza stampa di presentazione del progetto, presso la sede della Vesuvia Proloco in piazzetta San Domenico, Somma Vesuviana. Durante il briefing con la stampa, la Vesuvia ProLoco, illustrerà tutto il programma “Racconto Somma: viaggio tra Cultura, Tradizione e Sapori”.

“Contessa Carità”, la storia di Marianna Farnararo De Fusco, cofondatrice del Santuario di Pompei

Pompei. Riceviamo e pubblichiamo:

Se uno pensa al Santuario di Pompei il pensiero va automaticamente a Bartolo Longo, l’avvocato pugliese trapiantato a Napoli che sul finire del 1800 ideò e condusse a termine la costruzione della grande basilica oggi meta di milioni di visitatori e di fedeli provenienti da tutto il mondo. Ma non tutti sanno che dietro Bartolo Longo c’era la presenza instancabile e laboriosa di una giovane contessa, di origini pugliesi anche lei, sposata con il campano conte Albenzio De Fusco (proveniva da Lettere), rimasta vedova giovanissima e con cinque figli e avviata alla pratica di benefattrice dalla lunga comunanza con Caterina Volpicelli, la ragazza della Napoli-bene che sarebbe diventata santa.

La vita di Marianna Farnararo De Fusco è scandita da tutta una serie di iniziative caritatevoli, sempre al fianco della Volpicelli e di Bartolo Longo (i due si sposarono per mettere fine alle dicerie che circolavano sulla loro unione spirituale) che fanno di lei, a buon diritto, non solo la cofondatrice del Santuario, ma una gigante della storia della Chiesa in generale.

Questo volume “Contessa carità, Mia zia Mariannina, cofondatrice del Santuario di Pompei”, è stato suggerito all’autore, Lino Zaccaria, dalla recente commemorazione dei cento anni dalla morte (a febbraio del 1924, a Pompei). E oltre a ripercorrere la biografia della Farnararo, Zaccaria ci mette del suo, traccia, nel ricordo delle testimonianze orali familiari, i momenti in cui, all’inizio del 1900, subito dopo la fine della prima guerra mondiale, il padre ragazzino si recava in visita a Pompei alla zia Mariannina, che era la sorella di una sua antenata e che il nonno, appunto, chiamava Zia Mariannina.

Ne vien fuori un pamphlet intenso da tutto da leggere, in cui ai ricordi di famiglia si aggiungono preziose ricostruzioni della vita misericordiosa di Marianna e in cui soprattutto scaturisce la precisa sensazione che senza di lei (vendette le sue terre di Pompei per contribuire alla costruzione) il santuario oggi non ci sarebbe stato.

L’agile volumetto che fa parte della collana “Sorsi” (Giannini Editore, Napoli) si chiude con un interrogativo che attraversa molti e che ha attraversato recentemente anche l’ex sindaco di Monopoli: perché mai la Chiesa non ha pensato di rendere merito alla contessa Farnararo, che visse circondata da santi e da beati, (facevano parte del “cenacolo” della Volpicelli, tra gli altri, anche padre Ludovico da Casoria e Giuseppe Moscati) che dedicò tutta la sua vita al prossimo, ai poveri e agli emarginati e che, oltre alle commemorazioni per il centenario della morte e ad una biografia della scrittrice Ada Ignazzi, finora non ha avuto altro riconoscimento?

Il volume di Lino Zaccaria sarà presentato venerdì 24 maggio alle 10,30 presso la sala consiliare del Comune di Pompei (piazza Bartolo Longo 36). Dopo gli indirizzi di saluto del sindaco Carmine Lo Sapio e del presidente dei Lions Club Pompei Host Claudio D’Alessio, interverranno Monsignor Tommaso Caputo, arcivescovo di Pompei e don Salvatore Sorrentino, storico dell’Archivio “Bartolo Longo”. Letture di Antonio Leccisi, modererà il giornalista Giuseppe Pecorelli.

 

 

Napoli, chiude la biblioteca al rione Luzzatti. La “rivolta gentile” dei cittadini

Napoli. Riceviamo e pubblichiamo da Ciro Notaro:

Una notizia del Mattino, caro direttore annuncia la chiusura di una biblioteca al rione Luzzatti di Napoli e la civile protesta dei cittadini riuniti in piazza a scambiarsi libri.
Ebbene caro direttore vorrei pregarla di sostenere la protesta dando rilievo a dei ricordi personali.

La biblioteca è quella dove io andavo a leggere da ragazzino, incitato dal mio professore delle elementari prof.Agostino Collina che la realizzo’.
Lui è il professore che si racconta dell’amica geniale ed è proprio quella la biblioteca.
Inoltre già nel 2015 ne fu scongiurata la chiusura proprio perché, ma questo non si sa’ pubblicamente, in quanto mia moglie che era dipendente funzionario del Comune di Napoli prossima alla pensione, (mancavano alcuni anni), su mia insistenza ( rappresentava il mio passato )si propose per l’incarico, di dirigerla e fu così che ne fu scongiurata la chiusura ed il suo darsi da fare aumento’ le visite e l’interesse dei visitatori.

L’amica geniale poi la riportò alla ribalta e l’attenzione della dirigente coinvolse le scuole e l’intervento della Regione.

Io stesso l’ho raccontata nei miei scritti e mi piacerebbe ripubblicarlo.
Lei è donna di cultura e può fare la sua parte per spingere affinché si desista da questo deplorevole intento.
LE BIBLIOTECHE NON SI TOCCANO
La prego di farne un articolo se vuole personale e ricordarne le origini riproponendo la mia intima memoria.

🌹È una bella storia che custodisco con tenerezza nel mio diario, perché mi riporta, nei luoghi e tra le persone del mio passato che ho amato… e tutto nasce da una oramai famosa BIBLIOTECA….

… e mamma mia* diceva: “vai a studiare in biblioteca”.

LA BIBLIOTECA

” Senza biblioteche cosa abbiamo?…Non abbiamo
né passato né futuro.”
(Ray Bradbury)*

– Un viaggio in Circumvesuviana alle 8.00 di mattina è un pieno di umanità, di persone che vanno agli uffici, di studenti alle universita’ e, cosa ancor più sorprendente, di ragazzi diretti in biblioteca. Cosa strana ai giorni nostri! Giorni in cui, con un click, si fa tutto da casa, compreso far sparire queste vecchie istituzioni, questi sani luoghi di aggregazione, dove si andava per studiare in pace ed avere tanti libri a disposizione. E proprio in uno di questi posti, che pensavo fosse in disuso, erano diretti questi giovani. Ubicata nella zona di Gianturco, proprio nel quartiere dove sono cresciuto,
lontano, a loro dire, dal traffico della città e dalla confusione che pervade le biblioteche universitarie e servita dalla comoda Circumvesuviana.
– Non ci credevo! Mi stavano raccontando della biblioteca al rione Luzzati, la mia biblioteca! Quella dove un grande professore di scuola elementare, il professor Collina, istitutore e approvviggionatore di libri, ebbe la passione di organizzarla.
La stessa biblioteca dove, in quegli anni 50, si formava una grande scrittrice, Elena Ferrante.
La biblioteca dove ho imparato a leggere i primi racconti, poi romanzi e infine la Gazzetta Ufficiale dei concorsi… per necessita’!
– Come é strana la vita…son passate tre generazioni ed un incontro casuale in vesuviana mi ha riportato a casa, al rione Luzzatti.. alla mia biblioteca… che oggi, mi dicono, si intitola ”Giulio Andreoli“ dove questi giovani universitari trovano, in una struttura Comunale tranquillita’, servizi ed un clima accogliente, per dedicarsi a proficue ore di studio.
– Contento per aver raccontato, in un viaggio troppo breve, una parte dei miei ricordi a quei ragazzi giunti a destinazione alla stazione di Gianturco, ero anche soddisfatto di aver percepito una piacevole sensazione di apertura, di recupero, di incontro e continuita’… un ponte tra il vecchio e il nuovo. Uno spazio in cui giovani informatizzati che si preparano al futuro si ritrovano, come un tempo, in un luogo del passato…
“dint’a’ biblioteca”!
❤️Ciro NOTARO

(*)Ray Bradbury..noto
scrittore statunitense.
(*)Agostino Collina..il mio mitico professore
(*) Elena Ferrante…nota
scrittrice.
(*)Concetta Carrese…
mamma mia…casalinga.

Auto contro moto, muore guardia giurata

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CASORIA – Una guardia giurata di 53 anni, Armando Flocco, è morta in un incidente stradale verificatosi nel tardo pomeriggio di ieri a Casoria.

Secondo la ricostruzione dei Carabinieri della sezione radiomobile e della stazione di Casoria intervenuti in via Giovanni Pascoli (angolo via Bellini), un’auto guidata da un 68enne di Napoli si sarebbe scontrata contro una moto di un istituto di vigilanza.

Il centauro è stato portato all’Ospedale del Mare dove è morto. Entrambi i veicoli sono stati sequestrati, entrambi in regola con documenti di circolazione. Dinamica ancora da chiarire. Indagini in corso.

Come funziona l’Omaha e perché è una delle varianti di poker più giocate al mondo

Quello del poker è stato uno dei boom del nuovo millennio. Diventato fenomeno di costume intorno agli anni ‘10, sembrava finito nel dimenticatoio all’inizio del decennio successivo per poi tornare a far parlare di sé dal 2021 a oggi, complici le nuove piattaforme di diretta streaming e le innovazioni tecnologiche dei portali di gioco. Un ritrovato successo spinto anche da varianti alla versione “originale” del Texas Hold’em come l’Omaha, sempre più giocata e apprezzata tra amatori e professionisti e di cui tra qualche riga scopriremo i segreti.

Iniziamo con qualche cenno storico. Nato intorno agli anni ‘70 dello scorso secolo nella città di Detroit, l’Omaha nella sua prima versione si chiamava “two by three” poiché metteva a disposizione dei giocatori cinque carte private e non quattro come nella versione attuale. Abbassato il numero di carte (limitativo in quanto permetteva un massimo di 8 giocatori per tavolo), l’Omaha ha preso la forma che conosciamo oggi, epoca in cui si è affermato come fenomeno di portata mondiale.

L’Omaha è quindi una variante che deriva dal Texas Hold’em in cui ogni giocatore riceve quattro carte coperte (sono due nell’Hold’em) a cui si aggiungono cinque carte scoperte posizionate sul tavolo nelle varie fasi del gioco. Obiettivo finale quello di creare la miglior combinazione possibile utilizzando obbligatoriamente tre carte comuni e due di quelle personali.

Combinazione migliore o, come nel caso della variante Hi/Lo dell’Omaha di cui parleremo tra poche righe e in cui le mani poker hanno un valore diverso, la combinazione di punteggio più basso.

Sono tre le principali versioni dell’Omaha. La prima è il Pot Limit Omaha in cui il limite massimo della puntata per il giocatore è identica all’ammontare del piatto mentre la puntata minima è pari al grande buio. Per quanto riguarda i rilanci, invece, l’importo minimo deve essere pari almeno alla puntata o al rilancio precedente di un qualsiasi giocatore, mentre quello massimo consentito è equivalente alla somma totale delle chips presenti sul piatto. In questa versione, infine, non esistono limiti al numero di possibili rilanci.

La seconda versione è il No Limit Omaha che consente al giocatore di puntare la cifra che desidera in ogni momento, anche tutte le chips che ha a disposizione se volesse. In questo caso la puntata minima deve avere la stessa entità del grande buio. Il rilancio minimo, invece, deve essere pari alla puntata o al rilancio già effettuato nello stesso giro di puntate. Anche in questo caso non esistono limiti per quanto riguarda i rilanci consentiti.

La terza versione, una delle più giocate online, è l’Omaha Hi/Lo, famosa anche con i nomi di Omaha 8-or-better o semplicemente Omaha 8. In questo caso, come già accennato in precedenza, la particolarità è che l’obiettivo è quello di raggiungere il punteggio più basso seguendo il sistema di conteggio Lowball, già visto nelle partite mostrate in pellicole cinematografiche come California Poker. Punteggio più basso che andrà a dividersi il piatto in tavola con quello più alto.

Nell’Omaha Hi/Lo, la mano più “forte” in assoluto è la cosiddetta “ruota” o Five Low e comprende asso, due, tra, quattro e cinque, indipendentemente dal colore o dal fatto che vadano a comporre una scala dello stesso seme. Seguono il Six Low e il Seven Low, entrambe mani di carte diverse fra loro rispettivamente con il 6 e con il 7 come carta più alta. La mano vincente più “debole” in questo gioco è invece l’Eight Low in cui ci sono cinque carte diverse con l’8 come carta più alta.

Giunti al termine di questa panoramica su quello che non ha più senso considerare come un “fratello minore” del Texas Hold’em, possiamo fare alcune considerazioni di carattere generale. L’Omaha è un gioco che sta riscuotendo un successo sempre crescente tra chi si avvicina alla disciplina, vista la maggiore possibilità di ottenere mani vincenti. Attenzione, però, a non scambiarlo per una variante facilitata. Tutti i partecipanti al tavolo hanno questa possibilità, aspetto che rende la componente tattico-strategica ancora più importante.