Partita di biliardo finisce in rissa al bar, 7 denunciati

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TUFINO: rissa da bar attorno ad un biliardo. Le stecche come bastoni. 7 giovani denunciati dai Carabinieri
L’atmosfera in quel bar di Tufino non era la stessa che si respirava in “Pari e Dispari”, film nel quale a buttare le mani c’erano Bud Spencer e Terence Hill.
Tra le scene quella girata in un diner americano, attorno ad un bancone e un tavolo da biliardo.
Vittime delle mani pesanti di Pedersoli e socio un gruppo di taglieggiatori della malavita a stelle e strisce.
Meno esotica la storia di Tufino ma altrettanto violenta.

Alcuni ragazzi giocano a biliardo, si contendono una grappa. Chi ne esce sconfitto paga per tutti. Discutono, anche animatamente ma continuano a tirare palle in buca.
A pochi metri, altri giovani si sfidano a calcio balilla.
Saranno questi a innescare la miccia.
Cominciano a prendere in giro gli snookers al tavolo verde. Senza un motivo apparente.
Una parola tira l’altra, si passa agli insulti e poi alle mani.

Nel remake nolano della pellicola fine anni ’70 saranno in 7 a darsele. Anche utilizzando le stecche come armi.
Una rissa furiosa che conterà diversi feriti, poi portati in ospedale. I carabinieri della sezione radiomobile di Nola riusciranno a identificarli, analizzando le immagini di sorveglianza e raccogliendo le testimonianze dei presenti.
Tra i 17 e i 25 anni, saranno tutti denunciati per rissa.

Pino Daniele e l’incontro coi cantori di Somma, storia di un concerto speciale

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QUEL CONCERTO CON PINO DANIELE

L’incontro tra i mostri sacri della musica napoletana e i cantori di Somma Vesuviana

Di Luigi Jovino

E’ stato Ennio Nicolucci, segretario all’epoca dell’Arci Campania a organizzarci, nell’estate del 1983, un incontro con Pino Daniele. L’Arci di Somma Vesuviana era da tutti riconosciuta per il suo lavoro nel recupero della tradizione folcloristica e Pino Daniele voleva conoscerci. Con i compianti maestro Stefano Raia, Felice Ronca e con il pimpante Giuseppe Martone, detto Scalpellino, pieni di buoni propositi ci recammo a Formia, dove Pino Daniele aveva impiantato una moderna sala di registrazione. Al nostro arrivo lo stupore fu grande. Dalla enorme vetrata, che chiudeva l’ingresso della sala di registrazione assistemmo per diversi minuti alle prove di veri mostri sacri della musica napoletana. Insieme a Pino Daniele, infatti, stavano suonando Tullio De Piscopo, Tony Esposito, Rino Zurzolo e Joe Amoruso.

Si preparavano per un famoso concerto che avrebbero tenuto qualche settimana dopo a Montreux, anteprima mondiale per il lancio del loro gruppo all’estero. Alla fine delle prove, quando si aprirono le porte della sala di registrazione, Scalpellino ebbe un’intuizione geniale.  Senza proferire parole lui e gli altri suonatori di Somma entrarono nella sala registrazione ed improvvisarono una tammurriata sfrenata.  De Piscopo e Tony Esposito, ancora madidi di sudore, riconquistarono le posizioni ai loro strumenti e cominciarono ad accompagnare a modo loro quel ritmo incalzante. Pino Daniele, improvvisò uno dei suoi famosi gorgheggi e disse “Guagliò, io entro così”. Alla fine di questa imprevista esibizione Pino Daniele ci invitò a Montreux, chiedendoci di portare la ‘Banda del Pazzariello’ ed alcune ‘Donne della tammorra’. Ci attivammo nei giorni seguenti.

Con Scalpellino ed il maestro Raia andammo a Pugliano a comperare degli abiti usati, che potevano servire a comporre una colorita banda del pazzariello. Ricordo che acquistammo un saio, un vecchio paltò, una divisa di un soldato ussaro, una bombetta e dei camicioni bianchi. Trovati gli abiti bisognava, poi, trovare i personaggi. A Felice Ronca, con le sue irresistibili gag fu riservato il ruolo del Pazzariello, mentre i suonatori erano il maestro Raia, Scalpellino, Giovanni Maione ed il compianto Gaetano Molaro, mio amico inseparabile. Qualche difficoltà ci fu per trovare le donne brave a suonare la tammorra e disponibili a fare quella trasferta. La scelta, alla fine, cadde su Gelsomina, madre del maestro Raia, su Assuntulella, molto famosa al Casamale e sulla sorella di Zio Riccardo, all’epoca molto attivo nel settore sindacale. Prima della partenza da Formia nel pullman furono imbarcati: chili di mozzarella, salumi, pomodori e altre prelibatezze della nostra terra.

A Montreux fu, infatti, organizzata una cena per presentare la nuova etichetta discografica di Pino Daniele. Per fortuna con noi c’era Gaetano Molaro che in un locale, messo a disposizione da un ristoratore di Bergamo, residente a Montreux, organizzò la cena per i giornalisti stranieri in modo impeccabile. Dopo un viaggio lunghissimo in pullman, insieme ai musicisti ed alle coriste straniere di Pino Daniele, con Toni Cercola e l’indimenticabile Karl Potter arrivammo in Svizzera. Restammo con quel gruppo che venne definito dalla stampa estera e dall’impresario Willy David ‘Naples summit’ per quattro indimenticabili giorni. Nel cartellone insieme ai nomi di Pino Daniele, dei Popularia e degli altri virtuosi musicisti napoletani campeggiavano anche i nomi della Banda del Pazzariello e delle Donne della tammorra.  Ci esibimmo per le strade della città Svizzera ed anche sul palco dove si tenevano i concerti. Non si contano gli aneddoti che ci hanno visti partecipi e spettatori di quelle incredibili giornate. Con nostro grande stupore sul quotidiano locale svizzero che parlava di quell’evento ci fu la fotografia in prima pagina della sgangherata Banda del Pazzariello. Dopo Montreux siamo andati a trovare Pino Daniele a Formia diverse volte. Ci ha accolti sempre con grande simpatia ma ci ha sempre detto “Guagliò” non mi chiedete di venire a suonare a Somma. Non è possibile”.

 

Somma, terminata la realizzazione delle Condotte Fognarie in località Vignariello.

Somma Vesuviana. Riceviamo e pubblichiamo:
Comunicato Stampa 

Portata a termine la realizzazione delle Condotte Fognarie in località Vignariello.

 

Salvatore Di Sarno  –  Sindaco di Somma Vesuviana, nel napoletano: “Ho posto sempre particolare attenzione alle periferie. Siamo dinanzi ad notizia importante e attesa”.

Giovanni Stanzione   – Consigliere Delegato alle Periferie  : “Tale lavoro si è concluso da pochi giorni, quindi a breve la Gori comunicherà che possono essere presentate le richieste di immissione nella stessa rete fognaria”.

 

“E’ una bella notizia per Somma Vesuviana ed in particolare per gli abitanti della località Vignariello. E’ stata portata a termine la realizzazione delle Condotte Fognarie . Tale lavoro si è concluso da pochi giorni, quindi a breve la Gori comunicherà che possono essere presentate le richieste di immissione nella stessa rete fognaria. Inoltre c’era un problema decennale, in Traversa Allocca, con continui allagamenti che andavano ad impedire anche la viabilità e lo abbiamo risolto intervenendo sul collettore principale”. Lo ha annunciato Giovanni Stanzione consigliere delegato alle Periferie.

 

“Siamo dinanzi ad una notizia importante. Da sindaco ho posto sempre particolare attenzione alle periferie, sulle quali abbiamo iniziato un percorso di recupero da tempo. Ricordo anche la riqualificazione fatta della zona di Cupa di Nola con marciapiedi che prima erano inesistenti. Ora dobbiamo continuare su questa strada perchè dobbiamo dare risposte anche ai cittadini di altri quartieri. Con la Gori stiamo lavorando ad un piano specifico riguardante la realizzazione del sistema fognario anche in quelle zone in cui – ha affermato Salvatore Di Sarno, sindaco di Somma Vesuviana, nel napoletano –  ancora oggi, non è completamente presente. Alle fogne aggiungiamo strade e scuole. A breve partiranno i lavori di rifacimento di altre 17 strade, delle quali molte sono in periferia. Ed è in zone periferiche che stiamo costruendo scuole nuove, come il primo Asilo Nido Comunale, la nuova Primaria e Parchi Urbani”.

Il concorso fotografico “L’anima dei luoghi vesuviani”, pregevole progetto del “Rotary Club” di Ottaviano

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Venerdì 3 gennaio nel salone del Circolo “A.Diaz” sono stati premiati, da Giuseppe Saetta, presidente del Rotary Club Ottaviano, i primi tre classificati del concorso fotografico “L’anima dei luoghi vesuviani”, adatto a sottolineare aspetti significativi dell’arte della fotografia che meritano l’attenzione anche degli Istituti scolastici. Ha vinto il concorso Viviana Iovino, al secondo e al terzo posto si sono classificati Federica Bifulco e Luciano Casciano. Il concorso è stato organizzato dal Rotary Club e dal Rotaract.

Scrive Ruth Berlau introducendo nel 1955 L’Abicì della guerra di Bertold Brecht : «Questo libro vuole insegnare l’arte di leggere le immagini, poiché, per chi non vi è abituato, leggere un’immagine è difficile quanto leggere dei geroglifici”. Sono gli anni in cui, dopo l’ubriacatura propagandistica della guerra, la cultura visiva occidentale subisce quell’accelerazione che porterà all’attuale “civiltà delle immagini”. E sono gli anni in cui il reportage fotografico ormai maturo affina il suo linguaggio rischiando, secondo Brecht, di diventare una temibile arma “puntata contro la verità” (G. D’Autilia). A me è sempre piaciuta una frase di Ansel Adams, considerato da molti pioniere della fotografia di paesaggio: “una fotografia non si scatta, si fa. Il click è soltanto una minima parte di tutta l’operazione”. La realtà oggettiva del paesaggio chi si accinge a fotografarla la “vede” attraverso le forme e i moduli della sua percezione, la inquadra nella griglia della propria sensibilità e, talvolta, della propria memoria. Poi arrivano il click e la stampa, e arriva il fatale momento in cui il fotografo osserva la foto stampata, e si chiede perché ha voluto dare all’immagine quella forma, quei toni, e perché della realtà fotografata ha voluto mettere in risalto alcuni particolari piuttosto che altri. La fotografia aiuta a conoscere il mondo che ci circonda e le inclinazioni della nostra sensibilità e della nostra percezione: ci aiuta a conoscere noi stessi. E aiutò Adams a curare l’ipercinesi. E giustamente il Presidente Giuseppe Saetta, che è anche fotografo e pittore, e il dott. Massimo Lanzaro, psichiatra, psicoterapeuta, saggista, hanno fatto notare che il titolo del concorso era “l’anima dei luoghi” e non quello solito “i luoghi dell’anima”. La vincitrice, Viviana Iovino, ha presentato una fotografia in bianco e nero della “Masseria San Domenico” (immagine in appendice), una masseria ottajanese che già nel ‘600 era proprietà della Cappella del SS.Sacramento della napoletana Chiesa di San Domenico. La Iovino ha “visto” l’importanza della struttura, che pur visibilmente “colpita” dal tempo e dall’incuria, è ancora capace di mostrare i segni della sua storia, che è una storia notevole. Tra il 1635 e il 1660 la “Molignana” vendette ogni anno non meno di 6000 litri di “vino bianco” e di “vino greco”: 3000 litri li compravano il “mercante” Giovanni Donato e suo figlio Michele che controllavano, con ogni mezzo, l’attività delle “cantine e ostarie (sic)” lungo la strada che da Nola portava a Sarno. La masseria garantiva il trasporto del vino con i suoi carri, di cui si servivano, a pagamento, anche altri produttori del territorio, perché quei carri erano noti ai “daziari” del Vesuviano e del Nolano, e dunque garantivano a tutti i controlli “leggeri”: ogni anno gli amministratori della “San Domenico” indicavano nel registro delle “uscite” i doni fatti ai controllori perché non fossero troppo curiosi. E’ probabile che anche a metà del ‘700 godessero ancora di questa protezione anche i carri della masseria che trasportavano a Napoli e ad Avellino botti piene di “spirito distillato dai torchi nella assai vasta cantina”: spirito di contrabbando. E dunque la Iovino ha “sentito” che quei segni “neri” della storia avevano lasciato qualche traccia nella muta imponenza dell’edificio e ha ritenuto necessario fotografare in “bianco e nero”. Il Presidente ha ringraziato tutti i concorrenti, lo sponsor Antonio Attratto, l’Amministrazione Comunale che ha concesso il patrocinio (e che era rappresentata, nella serata, dalla prof.ssa Fiorella Saviano), e un grazie particolare ha riservato a Michele Romano, Presidente del Circolo “A. Diaz” e ai soci tutti del Sodalizio. Il nostro augurio è che questo concorso sia solo il primo atto di una lunga serie: il tema è di fondamentale importanza, anche per gli alunni delle scuole: “conoscere il territorio e fotografarlo e incominciare a conoscere sé stessi” (Adams). E oggi i ragazzi conoscono il territorio?

Ladri al liceo Diaz di Ottaviano: rubati pc e strumenti elettronici

Questa mattina, al momento dell’apertura dei cancelli, il Liceo Armando Diaz di Ottaviano ha ricevuto una spiacevole sorpresa.

La sede, situata in via Ferrovia dello Stato, è stata svaligiata durante le festività natalizie: sono risultati mancanti i computer e tanti attrezzi elettronici utilizzati per la didattica. Come ha sostenuto il sindaco Simonetti sui social, questo è un attacco alla cultura e all’educazione scolastica di tutti gli studenti del plesso.

Sul luogo sono accorsi i Carabinieri che ora stanno procedendo con le indagini di rito, tra cui anche il controllo delle immagini delle videocamere di sorveglianza da cui sperano di ricavare anche il minimo indizio che possa portare al riconoscimento dei ladri.

 

 

Somma, al Summarte Sergio Assisi con “Mi dimetto da uomo”

Somma Vesuviana. Riceviamo e pubblichiamo: 
10 Gennaio 2025
, sul palco del Teatro Summarte Sergio Assisi sarà protagonista di “Mi dimetto da uomo“, uno spettacolo checon intelligenza e umorismo affronterà le sfide e le contraddizioni della mascolinità contemporanea.

MI DIMETTO DA UOMO

In un mondo che ha perso ogni punto di riferimento, Sergio Assisi parla a cuore aperto, spaziando tra narrazione e satira di costume. Nel ruolo di un moderno giullare, alterna momenti di umorismo eriflessione, dialogando con il pubblico e analizzando aspetti della vita quotidiana come abitudini, speranze, sogni e miserie. Tenta di aggrapparsi alla bellezza, all’amore, alla poesia, come fossero rami di un albero che si protende verso le stelle, tuttavia, questi ideali vengono costantemente minacciati dall’egoismo, dalla meschinità e dalle debolezze umane, spingendolo a porsi la domanda provocatoria: “Dovrei forse dimettermi dall’essere uomo?” E mentre cerca delle risposte, un’entità irrompe sul palco, uno spiritello buffo, irriverente, impietoso, che corregge, puntualizza, svela, rivendica, irride, incarna concetti ed idee, e cosa peggiore di tutte, inchioda Sergio alla amara verità.

 

 

Lotteria Italia fa ricco il Vesuviano: fioccano premi da 50mila euro

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Un grande crescita come dimostrano gli 880mila biglietti per l’edizione 2024 della Lotteria Italia (+36,4% rispetto un anno fa) ma nessun premio milionario per la Campania.

Come riporta Agipronews, dopo il “secondo posto” del 2023, con il biglietto da 2,5 milioni di euro staccato nell’Autogrill di Campagna, in provincia di Salerno, la terza regione italiana per vendite deve accontentarsi di premi per che sfiorano gli 800mila euro. Due quelli di seconda categoria da 100mila euro vinti ad Avellino e Sorrento, in provincia di Napoli, mentre sono sei i ticket vincenti per la terza categoria – da 50mila euro l’uno – acquistati a Orta di Atella (CE), Napoli, Quarto (NA), Scafati (SA), San Giorgio a Cremano (NA) e Pompei (NA).

Da segnalare il ritorno della quarta categoria, che ha visto protagonista la Campania con quattordici premi da 20mila euro, che portano il totale per l’edizione 2024 a 780mila euro.

 

Si presenta a firmare in sella a scooter rubato

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ERCOLANO. Si presenta a firmare in sella a scooter rubato. 37enne arrestato dai Carabinieri

I carabinieri della Tenenza di Ercolano hanno arrestato per furto in abitazione Massimo Cefariello, 37enne del posto. L’uomo, già noto, era stato notato dai carabinieri in pattuglia, mentre si aggirava con atteggiamento sospetto nel centro della cittadina. Quando hanno provato a fermarlo, peró, è fuggito a bordo di un’auto, risultata provento di furto. I militari hanno perso le sue tracce ma, il giorno successivo, sono andati a cercarlo presso il commissariato di Portici-Ercolano, dove scontava l’obbligo di presentazione alla pg.

Con la collaborazione degli agenti della Polizia di Stato, che lo hanno trattenuto fino all’arrivo dei carabinieri, Cefariello è stato controllato e trovato in possesso delle chiavi di un’abitazione e di un motorino, rubati poco prima presso la residenza del proprietario. Per lui sono scattate le manette. L’arresto è stato convalidato e il 37enne è stato condannato a tre anni di reclusione.

Schianto in scooter, muore a 23 anni

 

STRIANO – Una tragedia nel giorno dell’Epifania spezza i cuori della comunità di Striano .

Un ragazzo di appena 23 anni, Emanuele Barone, ha perso la vita in un drammatico incidente avvenuto in scooter nella notte tra il 5 e il 6 lungo via Monte. Secondo quanto emerso dalla ricostruzione delle forze dell’ordine il 23enne avrebbe perso il controllo dello scooter nella zona dello stadio comunale di Striano andandosi a schiantare.

Inutili i soccorsi che non hanno potuto fare altro che constatare l’avvenuto decesso. Sull’incidente indagano gli agenti del commissariato di polizia di Torre Annuunziata.

Fortuna: come influenza la nostra vita di tutti i giorni?

La fortuna è una forza misteriosa che permea ogni aspetto della nostra esistenza, influenzando le nostre vite in modi che spesso non riusciamo nemmeno a percepire. Che si tratti di incontrare la persona giusta al momento giusto, trovare un parcheggio proprio quando ne abbiamo disperatamente bisogno, o ricevere quella telefonata di lavoro tanto attesa, il ruolo del caso nelle nostre vite è innegabile e, al tempo stesso, profondamente affascinante.

Molti di noi tendono a sottovalutare quanto la fortuna influenzi il corso delle nostre giornate. Pensiamo di avere il pieno controllo delle nostre vite, di essere gli unici artefici del nostro destino. Ma la realtà è più complessa: anche le scelte più ponderate possono essere influenzate da fattori casuali che sfuggono al nostro controllo. Pensate a quante volte un semplice ritardo ha modificato completamente il corso di una giornata, magari facendoci evitare un terribile ingorgo stradale o permettendoci di incontrare un vecchio amico che non vedevamo da anni.

La fortuna si manifesta anche nelle piccole coincidenze quotidiane che rendono la vita più interessante e imprevedibile. Come quando pensiamo a una canzone e, improvvisamente, la sentiamo alla radio, o quando ci imbattiamo in un libro che sembra parlare proprio della situazione che stiamo vivendo in quel momento. Questi momenti, apparentemente insignificanti, contribuiscono a creare quella trama di coincidenze e sincronicità che rende ogni giornata unica e sorprendente.

Nel mondo del lavoro, la fortuna gioca un ruolo cruciale, anche se spesso tendiamo a minimizzare. Quante opportunità professionali nascono da incontri casuali o da coincidenze fortunate? Un colloquio di lavoro potrebbe andare meglio semplicemente perché il selezionatore è di buon umore, o potremmo ottenere una promozione grazie a un progetto assegnatoci per caso che ci ha permesso di dimostrare il nostro valore.

La fortuna influenza anche le nostre relazioni personali in modi profondi e inaspettati. L’incontro con il partner della vita spesso avviene in circostanze del tutto casuali: una festa a cui non volevamo andare, un corso che abbiamo scelto all’ultimo momento, un viaggio non programmato. Questi eventi fortuiti possono cambiare il corso della nostra esistenza in modi che non avremmo mai potuto prevedere o pianificare anticipatamente.

Nel campo del gioco e dell’intrattenimento, la fortuna assume un ruolo ancora più evidente. Il fascino delle attività legate al caso ha sempre attratto l’essere umano, tanto che molti cercano di sfruttare i vantaggi dei casinò 70 giri gratis senza deposito per testare la propria fortuna in un ambiente controllato e sicuro. Questo aspetto ludico del caso ci ricorda come la fortuna possa essere sia una fonte di divertimento che uno strumento per comprendere meglio il ruolo dell’incertezza nella nostra vita.

Ma la fortuna non è solo una questione di eventi positivi. A volte, una serie di circostanze sfortunate può metterci alla prova, costringendoci a sviluppare resilienza e capacità di adattamento. È proprio in questi momenti che impariamo a valorizzare l’importanza di saper gestire l’imprevedibilità della vita, trasformando gli ostacoli in opportunità di crescita personale.

La scienza stessa riconosce il ruolo fondamentale del caso in molti processi naturali. La teoria del caos ci insegna che anche i sistemi più prevedibili possono essere influenzati da piccole variazioni iniziali, producendo risultati completamente inaspettati. Questo principio si applica perfettamente alla nostra vita quotidiana, dove piccole decisioni o eventi apparentemente insignificanti possono avere conseguenze di grande portata.

È interessante notare come culture diverse interpretino il concetto di fortuna in modi differenti. Alcune società la vedono come una forza mistica da propiziare attraverso rituali e superstizioni, altre la considerano semplicemente come la manifestazione della casualità statistica. In ogni caso, il modo in cui percepiamo e reagiamo alla fortuna può influenzare significativamente il nostro benessere psicologico e le nostre scelte di vita.
La chiave per convivere serenamente con l’influenza della fortuna nella nostra vita quotidiana sta nel trovare un equilibrio tra pianificazione e flessibilità. Da un lato, è importante mantenere il controllo sugli aspetti della nostra vita che possiamo effettivamente essere influenzati, dall’altro dobbiamo essere pronti ad accogliere l’inaspettato, sia esso positivo o negativo, come parte integrante dell’esperienza umana.

La fortuna è una componente ineludibile della nostra esistenza, un elemento che aggiunge profondità e mistero alla trama delle nostre vite. Invece di cercare di controllarla o negarla, possiamo imparare ad apprezzarne il ruolo, riconoscendo come la sua presenza renda la vita più ricca, imprevedibile e, in definitiva, più interessante. Dopotutto, è proprio l’interazione tra le nostre scelte consapevoli e gli eventi fortuiti a creare quelle storie uniche e irripetibili che sono le nostre vite.