Somma Vesuviana, lavori in corso nei pressi della scuola Bertona

“L’area antistante la scuola Bertona è oggetto in questi giorni di opere di riqualificazione che porteranno alla realizzazione di un marciapiede per l’accesso dei nostri giovani concittadini, ai locali scolastici. L’intervento, a basso investimento per le casse comunali, è il segnale di una progettualità che ha come priorità il rispetto dei percorsi pedonali, luoghi di sicurezza e di aggregazione”. A comunicarlo è il sindaco di Somma Vesuviana,
Salvatore di Sarno, in cooperazione con l’assessore all’Urbanistica e alla Sicurezza del territorio, Valeria Granata.

Continua il “viaggio” di Gennaro Barbato nell’archeologia del nostro territorio: è in edicola il 2° volume della “Terra degli Ottavi”

Nel secondo volume sul patrimonio archeologico del Vesuviano e della Campania Felix Gennaro Barbato descrive un quadro di insieme mettendo in risalto le non poche luci e indicando gli “angoli bui” dell’indifferenza, dell’ignoranza, della mancanza di mezzi. Si conferma sempre più l’importanza che ebbe nel mondo antico il sistema urbano compreso tra Pompei, il Somma-Vesuvio, Nola e Sarno. I valori “eterni” dell’agricoltura.

 

Gennaro Barbato continua, con competenza e con passione, la sua battaglia per la tutela del patrimonio archeologico del nostro territorio, del patrimonio già portato alla luce, e di quello altrettanto prezioso che aspetta di essere liberato dai cumuli di terra, dalla superficialità e dal disinteresse di alcuni, dall’avida ignoranza di altri. Quella di Gennaro Barbato e dei suoi amici è dunque una battaglia su molti fronti, è una battaglia aspra e difficile, ma capace di dare emozioni e soddisfazioni. Nella prefazione del primo volume Carmine Cimmino, dopo aver riconosciuto a Gennaro quella rara virtù che Francesco D’Ascoli chiamava la “sensibilità per le pietre nascoste” – la sensibilità del rabdomante – ricordava che l’archeologo ottavianese “combatte, con coraggio, con forza, con intelligenza, perché il passato innesti nella cultura contemporanea quella vitalità delle forme, delle “cose”, dei riti, dei saperi di cui il nostro amaro presente ha tanto bisogno.”. Gennaro Barbato non è solo l’appassionato cacciatore di reperti antichi: egli è uno storico sopraffino delle strutture urbane, degli elementi decorativi, del sistema agricolo e artigianale che Osci, Sarrastri, Sanniti, Greci e Romani misero alla base della civiltà del Vesuviano, della Felix Campania e dell’agro Sarnese. E giustamente il prof. Luigi Iroso, finissimo indagatore della storia nostra, mette al centro della ricerca di Gennaro Barbato la metafora del viaggio: viaggio nel passato, viaggio nella memoria del presente.

Il secondo libro mi induce a raffigurarmi l’autore come un moderno restauratore dei mosaici antichi, come l’esperto Maestro che con arte e con pazienza mette insieme i frammenti e ricostruisce la Bellezza dell’Antico. E non a caso nell’introduzione l’autore ringrazia i dirigenti, i docenti e gli alunni del territorio, e le associazioni, che hanno risposto prontamente all’invito a conoscere il nostro patrimonio archeologico, a “muoversi”, a visitare collezioni, nuovi scavi, resti preziosi, a condividere i progetti di apertura e di valorizzazione di nuovi musei, di nuovi “parchi” archeologici. E così dopo aver descritto la ricchezza di Nola e aver ricordato che nel Museo sono conservati anche reperti provenienti da Ottaviano e da Palma, l’autore ci accompagna proprio a Palma, prima in località Tirone, “dove si possono ammirare due rami paralleli dell’acquedotto augusteo del Serino, diretti verso San Gennaro”, e poi in via Vecchia Sarno, in aperta campagna, “per ammirare le Grotte, un vero spettacolo della natura”, grazie anche alla roccia, che, quando è illuminata dal sole irradia riflessi “rossicci”. Poi andiamo a Ottaviano, nei luoghi di Spartaco, al Palazzo Mediceo, in cui restano memorie importanti dei liberti degli Ottavi che amministrarono l’immenso “praedium”: Da Ottaviano scendiamo a Villa Albertini, dove fu rinvenuto un capitello così maestoso da suggerire immediatamente l’avvio di saggi di scavo: ma, osserva con amarezza Gennaro Barbato, “in questo territorio si è fatto poco o nulla”.

A Terzigno il “viaggiatore” non solo ci mostra le “ville rustiche” di Cava Ranieri e ci parla del progetto del Museo Archeologico, ma ci accompagna tra le case rustiche, “costruite in pietra lavica con il tetto a cupola”, autentico gioiello di architettura “agreste” successiva all’eruzione del 1906, con uno splendido repertorio di cortili interni provvisti di pozzi e di forni. Gennaro Barbato sa veramente cogliere il fascino dell’antico nella storia del presente, poiché è giustamente convinto del fatto che modelli sociali, archetipi culturali e princìpi rituali attraversano il tempo e si innestano nel presente conservando intatti i loro aspetti essenziali.  Per questo motivo, l’autore fa gustosi riferimenti alla produzione agricola del territorio, ai vini di Ottaviano, alla pasta e piselli che è il piatto della tradizione per l’8 maggio, giorno consacrato a San Michele patrono della città, e racconta con passaggi e immagini di pura poesia la nobile storia delle mele annurche, “prodotte in Campania dai tempi degli Osci e in epoca romana frutto di eccellenza, sempre presente sulle tavole come tramanda Plinio il Vecchio nel trattato “Naturalis Historia” e come raffigurato in alcuni affreschi pompeiani e ercolanensi”.

Ora aspettiamo la terza stagione del “viaggio”, con la speranza che Gennaro Barbato ci comunichi la consolante notizia che qualcosa incomincia a muoversi anche nelle terre dell’immobilismo.

 

Il Catasto onciario borbonico (1744) della Terra di Somma: il ritardo “sospetto” della pubblicazione

A Ottajano nel 1676, come riferisce il valente prof. Carmine Cimmino, il Catasto onciario fu compilato con la solita “distrazione” degli “apprezzatori”, disseminando voluti errori sostanziali. Nella Terra di Somma, addirittura, i Padri Certosini di San Martino, d’intesa con la nobiltà locale e i numerosi forestieri titolari di beni, fecero un regalo (oggi si chiama tangente) di 1.000 ducati all’Attuario dell’Università (governo locale), affinché non facessero ammettere il Catasto.

 

Il Catasto Onciario, ordinato da Carlo III di Borbone, aveva lo scopo fondamentale di ripartire equamente le imposte dirette su tutti i cittadini del Regno, compresi gli ecclesiastici regolari e secolari, le chiese, i conventi e le opere pie, i cui beni erano stati in precedenza sempre esentati da ogni forma di peso fiscale. Si chiamò Onciario perché la valutazione dei patrimoni veniva stimato in once, una moneta molto antica corrispondente a sei ducati. Il nuovo sistema – come afferma il compianto studioso Giorgio Cocozza – doveva sostituire quello iniquo delle gabelle che aveva sempre danneggiato i beni a largo consumo a discapito, soprattutto, del ceto sociale più povero. In sostanza, con l’attuazione del Catasto Onciario, si attuava una trasformazione completa del vecchio sistema fiscale a vantaggio dei poveri e con un evidente fastidio per ricchi. Quest’ultimi, grazie al vecchio sistema delle gabelle, non avevano alcun obbligo di dichiarare i loro beni posseduti, e, quindi, di pagare per essi. Fu questo il motivo principale che fece tardare, in alcune Università del Regno, l’entrata in vigore del nuovo strumento fiscale. L’Università di Somma (governo locale) completò il suo Catasto onciario nel 1744: tre anni dopo l’emanazione della prammatica  reale  De Catastis del 17 marzo 1741.  Stranamente, però, lo fece entrare in vigore solamente il primo gennaio del 1751. Perché questo ritardo? Il mistero ci viene svelato da alcuni documenti appartenuti all’antica Grancia di San Martino dei Padri Certosini, ubicata anticamente nell’attuale Piazza Vittorio Emanuele III nel cosiddetto Palazzo del Principe. Tali documenti sono conservati nell’Archivio di Stato di Napoli nel Fondo Monasteri Soppressi e furono consultati dal nostro studioso Giorgio Cocozza negli anni ’80 del Novecento.

Dalle carte emerge che i cittadini napoletani, aventi beni stabili o altre rendite nella Terra di Somma, si opposero fermamente, anche per vie legali, all’applicazione del nuovo Catasto, poiché non intendevano pagare la cosiddetta tassa di bonatenenza, dalla quale erano stati sempre esentati, in virtù di un antico privilegio del 1540 della Regia Camera della Sommaria. Ne tantomeno i Sindaci (all’epoca tre per i tre quartieri di Somma), rappresentanti del ceto dei proprietari, gradivano tale regime catastale. A tal riguardo, posero in essere tutte le possibili azioni, affinché si ritardasse l’entrata in vigore del librone catastale. La Grancia di San Martino, addirittura, tentò, con ogni mezzo, la via della corruzione. I Padri Certosini, d’intesa con la nobiltà locale e i numerosi forestieri titolari di beni, fecero un regalo (oggi si chiama tangente) di 1.000 ducati all’Attuario dell’Università, affinché non facessero ammettere il Catasto. Questo clamoroso caso di corruzione, divenuto di pubblico dominio, scatenò l’ira del popolo, che con quotidiani manifestazioni di piazza, reclamò la giusta ed equa applicazione delle tasse catastali. Le autorità locali, dal canto loro, infastidite dall’atteggiamento popolare, pensarono di fermare tali proteste, facendo incarcerare i più animosi dimostranti, tanto ché molti popolani dovettero riparare nei paesi circostanti tra cui Ottajano. In una supplica a Re Carlo, i cittadini di Somma implorarono la grazia, affinché fosse pubblicato il desiderato Catasto, denunciando le ignobili carcerazioni patite in forza di un proprio diritto. La risposta del Sovrano non si fece attendere molto e fu favorevole – conclude Cocozza – ai supplicanti. Il Catasto Onciario entrò finalmente in vigore il 1° gennaio del 1751.

Sant’Anastasia, anziano cade dalla bici: soccorso dalla Protezione Civile

Anziano cade dalla bici per evitare un’auto e batte la testa perdendo conoscenza. Immediatamente soccorso dalla Protezione Civile, un nucleo composto da Fernando De Simone, Luigi Maiello, Filippo Fragliasso,Francesco Di Marzo e Giuseppe Piccolo, l’anziano Q.G. è stato assistito fino all’arrivo dell’ambulanza in via Regina Margherita, luogo dell’accaduto.
Erano circa le 19,00 quando – secondo la prima ricostruzione fatta dalla Protezione Civile
– l’anziano si sarebbe trovato costretto a frenare d’improvviso per evitare un incidente con un’auto. Cadendo dalla bici avrebbe battuto la testa.
I volontari della Protezione Civile intervenuti, oltre a soccorrere l’anziano, hanno evitato che la piccola folla creatasi sul posto peggiorasse solo la situazione, hanno gestito il traffico ed hanno favorito il percorso all’ambulanza poi arrivata nella strada, che è a senso unico e abbastanza stretta.

Sant’Anastasia. Rifiuti, “Siamo Anastasiani”: “è ora di pensare al futuro dei nostri figli”

Riceviamo e pubblichiamo una  comunicato stampa dal gruppo politico “Siamo Anastasiani”

Il movimento politico “sìAMO ANASTASIANI – IL FUTURO CHE CI MERITIAMO” scende in campo per la messa in sicurezza del territorio, con una proposta molto chiara, rivolta direttamente al sindaco: “Se i fondi a disposizione dell’Ente non bastano per affrontare e risolvere il problema dei rifiuti abbandonati nelle periferie, allora bisogna aumentarli. E per farlo – uno dei modi – è semplicemente quello di razionalizzare la spesa e investirli nel modo giusto”.
Il portavoce del movimento, Ciro Pavone, aggiunge: “Il paese sta vivendo un momento molto difficile, le periferie in particolare sono soffocate dai rifiuti sversati illegalmente, è inaccettabile che l’Ente continui a sperperare i nostri soldi per piccole festicciole ad uso privato e non investe un solo euro per salvaguardare il territorio, le coltivazioni e la nostra salute”. E conclude: “Il sindaco smetta di erogare fondi – per i prossimi due anni – ad associazioni e privati, dia ascolto al grido silenzioso degli anastasiani e metta in salvo Sant’Anastasia da una catastrofe annunciata”.

Sanità Campania: nominati i nuovi manager

Longo al Cardarelli, Di Mauro ai Colli, Iervolino al Policlinico

La giunta regionale della Campania, nella riunione di oggi, sulla base delle risultanze dei lavori della Commissione costituita ai sensi della disciplina vigente, ha deliberato le nomine dei seguenti direttori generali di Aziende Sanitarie e Aziende Ospedaliere:
Azienda Ospedaliera Cardarelli: Giuseppe Longo.
Azienda Ospedaliera dei Colli: Maurizio Di Mauro.
Azienda Universitaria Federico II: Anna Iervolino.
Azienda Universiataria Vanvitelli: Antonio Giordano.
IRCS Pascale: Attilio Bianchi.
Azienda ospedaliera Moscati Avellino: Renato Pizzuti.
Azienda Ospedaliera San Pio Benevento: Mario Ferrante.
ASL Napoli 1: Ciro Verdoliva.
ASL Napoli 2 Nord: Antonio D’Amore.
ASL Napoli 3 Sud: Gennaro Sosto.
ASL Salerno: Mario Iervolino.
ASL Avellino: Maria Morgante.
ASL Benevento: Gennaro Volpe.
ASL Caserta: Ferdinando Russo.
E’ stato inoltre nominato Carmine Mariano commissario dell’Azienda Ospedaliera di Caserta.

Palazzinari d’agosto: giù il centro storico di Casalnuovo. Largo a nuovi condomini. L’accusa: “Licenze edilizie ai politici”

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E’ agosto e il rischio di una cementificazione selvaggia del territorio napoletano aumenta con la calura, l’aria vacanziera, le città che si svuotano gradualmente. Intanto a Casalnuovo, storico epicentro, con Acerra, Afragola e Giugliano, dei costruttori nostrani, è stato dato il via all’abbattimento di quel che resta del centro storico, già terribilmente sventrato 30 anni fa.
Le ruspe stanno radendo al suolo antichi edifici per fare posto a nuovi palazzi, a parità di volumetrie esterne e con un aumento di spazi interni di oltre il 30 per cento, una percentuale prevista dal piano casa, la legge regionale del 2011. Nel frattempo ci sono polemiche, tutte come al solito “affidate” ai social. Da queste parti infatti di proteste di piazza, fuori e dentro le sedi che contano, neanche l’ombra. Si parla di accuse “virtuali” che puntano su concessioni edilizie per abbattimento e ricostruzione nel centro storico rilasciate a società immobiliari di consiglieri comunali che una volta erano di opposizione ma che ora, come per miracolo, non lo sono più. E si parla pure di un’altra licenza ai cugini del papà di un assessore. Papà che sarebbe stato “sorpreso” a dirigere i lavori di distruzione di una storica masseria, in via Arcora, sacrificata per un condominio. Comunque l’assessore all’urbanistica, Salvatore Esposito, smentisce. “Non mi risulta che nessun consigliere comunale, meno che mai di maggioranza, sia direttamente interessato dalle vicende”, assicura l’esponente della giunta retta da Massimo Pelliccia, in carica dal 2015.
Per quanto riguarda poi l’aggressione del centro storico, con tanto di arterie vitali chiuse al traffico per i lavori, l’assessore Esposito scarica la colpa di questa scelta sulla precedente amministrazione comunale, quella dell’ex sindaco Antonio Peluso. “La legge regionale del 2011 – dichiara Esposito – dà la possibilità di ottenere permessi per abbattere e ricostruire con un “premio” di volumetria e dava la possibilità ai consigli comunali di individuare, entro 60 giorni dalla sua entrata in vigore, zone in cui non sarebbe stato possibile eseguire interventi di abbattimento e ricostruzione. Ma il nostro consiglio comunale – la malizia dell’assessore – nel 2011 non adottò nessuna delibera, consentendo così alla legge regionale di essere vigente su tutto il nostro territorio, centri storici compresi”. Infine, la rassicurazione sul fronte della regolarità di cantieri . “Li controlleremo – conclude Esposito – ogni centimetro realizzato dovrà essere conforme a quanto autorizzato e sanzioneremo eventuali abusi”. A ogni modo sono amare alcune prese di posizione politiche per quanto sta accadendo nella città che nel 2007 finì sui giornali di tutto il mondo a causa di 74 palazzi abusivi sorti sui suoli agricoli senza licenza e per altri 300 manufatti frutto di concessioni “taroccate”. “Pare stia andando tutto giù… ad agosto….- scrive l’ex presidente del consiglio comunale, Giovanni Nappi, del Pd – lavoro frenetico di abbattimento per poi ricostruire? No! Tutto previsto. Non so che dire…solo questo: forse sarà tutto legittimo ma povera la nostra città”. Duro Christian Cerbone, consigliere comunale M5S: “E’ il giorno più brutto per il patrimonio storico culturale di Casalnuovo. Viene giù la storia della mia città con il via libera alla nuova cementificazione. Non esisterà più un’identità: tutto raso al suolo !!! La storia muore a Casalnuovo per dare spazio alla brama di potere e denaro, con accordi alla luce del sole. Ma nella documentazione della delibera che ha permesso questo vengono omessi gli atti. Fortunatamente ho denunciato tutto. Intanto l’arroganza e l’indifferenza hanno vinto e Casalnuovo ha perso!!!”.

un altro palazzo storico abbattuto nel vecchio centro per far posto a un condominio
un altro palazzo storico abbattuto nel vecchio centro per far posto a un condominio

Rifiuti a Napoli: Stir pieni, incubo crisi estiva

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Assessore, svuoteremo ma a prezzi alti.
A breve stop inceneritore.

Un’emergenza inattesa e che arriva a tre settimane dalla chiusura dell’inceneritore di Acerra. Napoli e tutta la provincia affrontano un agosto caldo dal punto di vista dei rifiuti con cumuli che sono riapparsi soprattutto nelle periferie, a Barra, Ponticelli, Scampia, ma, in misura minore, anche nel centro, a Chiaia e a Posillipo.
La crisi estiva arriva a causa della saturazione degli stir (gli stabilimenti di tritovagliatura e imballaggio dei rifiuti) che sono pieni e costringono i camion delle aziende comunali a lunghe attese con i rifiuti nel cassone. “Da due anni ormai – spiega l’assessore all’ambiente del Comune di Napoli, Raffaele Del Giudice – le gare per smaltire quei rifiuti preparati negli stir vanno spesso deserte, per questo si sono accumulati e i camion restano in coda. Entro fine mese firmeremo le nuove gare bandite dal tavolo regionale, svuoteremo gli stir ma a prezzi molto più alti, perché il mercato è cambiato”. Il problema rifiuti è ormai globale in Europa e i prezzi per accedere agli impianti sono saliti: se prima si parlava di circa 190 euro a tonnellata ora si dovrà firmare oltre i 250 euro: “I prezzi sono saliti – spiega Del Giudice – perché ad esempio l’Inghilterra ha comprato quote di conferimento in Europa a prezzi altissimi e lo stesso ha fatto Roma.
In Campania ci sono pochi impianti e sono vecchi. Per questo dobbiamo correre con gli impianti di compostaggio lanciati dalla Regione. I costi dello smaltimento ricadono sui cittadini, anche per questo l’ostilità agli impianti non è più giustificato. Noi ci stiamo impegnando sull’impianto di Ponticelli per il quale la progettazione esecutiva è pronta, ma anche qui abbiamo avuto problemi perché le aziende non vogliono investire nella costruzione al sud, la progettazione è stata aggiudicata dopo tre gare deserte. In più ho chiesto al governo una cabina di regia nazionale per usare al meglio gli impianti abbandonando i localismi”. Il lavoro è febbrile, perché bisogna arrivare pronti al 1 settembre, quando chiuderà per manutenzione per un mese l’inceneritore di Acerra. La Regione sta monitorando il lavoro dei Comuni di tutta la regione per l’allestimento di aree di stoccaggio temporaneo: venerdì alle 11 il vicepresidente Fulvio Bonavitacola ha convocato una riunione con le 5 società provinciali di raccolta e i 7 enti d’ambito, per definire il programma degli interventi per lo stop di Acerra.
Intanto da Del Giudice arriva un appello ai cittadini: “Sono passati dieci anni dalla grande crisi rifiuti – dice – e negli ultimi tempi la qualità della differenziata è calata molto, infatti spesso l’umido viene rimandato indietro dagli impianti di compostaggio fuori regione. Non bisogna dimenticare quel periodo e differenziare bene. Ultimamente in centro vengono abbandonati molti ingombranti in strada che deturpano la città e rompono i compattatori. Stiamo anche indagando su b&b abusivi che cambiano spesso mobilio”. Asia metterà ora in campo i bilici compattanti, grossi camion che saranno in coda agli stir mentre quelli più piccoli puliranno la città, la corsa, però, è per svuotare gli impianti e uscire in tempo dalla crisi estiva.

Addio a Toni Morrison, Nobel per la letteratura

E’ stata la prima afroamericana a riceverlo. Aveva 88 anni

Il premio Nobel per la Letteratura Toni Morrison è morta all’età di 88 anni. Morrison è stata la prima donna afroamericana a ricevere, nel 1993, il Nobel per la Letteratura. Fra le sue opere più famose ‘Beloved’, Amatissima, che le è valso il premio Pulitzer.

Morrison ha trascorso la sua infanzia in Ohio e ha iniziato a scrivere, per usare le sue parole, rubando del tempo alla sua attività di ragazza madre. Acclamata dai critici e amata dal pubblico, ha ricevuto molti riconoscimenti. Nelle sue storie i protagonisti sono gli afroamericani, soprattutto donne, messi al centro in momento storico in cui erano relegati ai margini della letteratura e della vita. ‘Beloved’, Amatissima, del 1987 ha introdotto al pubblico Sethe, una mamma schiava perseguitata dalla memoria della figlia che aveva ucciso per evitare che continuasse a vivere in schiavitù.

Il suo debutto da scrittrice risale al 1970 con ‘The Bluest Eye’, L’Occhio più azzurro. Nel 2012 Barack Obama l’ha insignita della Medaglia della Libertà, il più alto riconoscimento civile conferito negli Stati Uniti.

Scuola, via libera all’assunzione di 53mila professori

2.117 dirigenti,7.646 Ata, 355 educatori. “Lega crede nella P.a.”

Il Consiglio dei ministri ha “autorizzato l’assunzione, per l’anno scolastico 2019/2020, a tempo indeterminato di 53.627 unità di personale docente, 2.117 dirigenti scolastici, 7.646 unità di personale Ata e 355 unità di personale educativo. È stata autorizzata anche la trasformazione a tempo pieno di contratti a tempo parziale di 226 unità di personale Ata”. Lo dicono in una nota i ministri Marco Bussetti e Giulia Bongiorno. “La Lega crede fermamente nella P.a. e scuola, università e ricerca sono settori chiave per il futuro del Paese”.

“Nella riunione di questa sera, il Consiglio dei ministri ha deliberato – su proposta del Ministro per la Pubblica Amministrazione e del Ministro dell’Economia e delle Finanze – l’autorizzazione all’assunzione di nuove unità di personale del comparto Scuola e Afam, richieste del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca”, si legge nella nota congiunta dei ministri per la Pubblica amministrazione e dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Giulia Bongiorno e Marco Bussetti.
“Per le esigenze del Comparto Afam, il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca potrà inoltre procedere all’immissione in ruolo di 191 unità di personale tecnico-amministrativo e di 1 unità di Direttore Amministrativo EP/2”, viene spiegato.
“La Lega crede fermamente nella Pubblica amministrazione, e la scuola, l’università e la ricerca sono settori chiave per il futuro del Paese. Risorse stanziate, assunzioni mirate, iniziative precise per migliorare i servizi: questa la nostra azione, questi i fatti concreti”.