Sant’Anastasia, le congratulazioni del sindaco al presidente anastasiano del Consorzio CSA-Asi Caivano

Il sindaco Lello Abete ha ricevuto al comune, presso la Sala Giunta, il neo presidente del Consorzio CSA-ASI Caivano, Francesco Saverio Rea, per un colloquio nel corso del quale si è complimentato augurandogli un proficuo lavoro ed una attenzione particolare anche al suo paese d’origine.

L’anastasiano Franco Rea, con esperienza pluriennale in consulenza e intermediazione bancaria a favore delle piccole, medie e grandi aziende, si ricorderà, è stato negli anni scorsi consigliere comunale di maggioranza, tra i primi collaboratori dell’amministrazione Abete.

E, quando in luglio scorso, il CSA-ASI ha provveduto all’approvazione del bilancio 2018 ed al rinnovo delle cariche del consiglio direttivo, l’assemblea dei soci, imprenditori di piccole, medie e grandi imprese, ha eletto quale Presidente Francesco Saverio Rea, vicepresidente Nino Navas e vicepresidente vicario Iuri Bervicato.

Il Consorzio CSA-ASI è un importantissimo polo industriale del Meridione, non ha scopo di lucro ed organizza per conto delle imprese insediate alcuni servizi di interesse comune.

Situato nel territorio del Comune di Caivano (NA), nell’area di Pascarola, ha una estensione territoriale di 2.930.000 mq. L’area industriale sorse nel 1972 per merito di grandi gruppi (Unilever, PPG e Cirio), che hanno fatto da battistrada, e poi di piccole e medie imprese. E nel 2000 ottenne l’assenso del Consorzio Area Sviluppo Industriale (ASI) di Napoli per la costituzione, in base alla Legge Regionale n.16/98, del Consorzio di “2° livello“ CSA-ASI.

“Con grande emozione ho ricevuto la notizia della nomina a Presidente del Consorzio CSA-ASI Caivano, uno dei poli produttivi più importante del sud Italia. È un incarico prestigioso e allo stesso tempo molto impegnativo. Un grazie sentito e sincero a tutti coloro che mi hanno dato fiducia ed in particolare a Giosy Romano, Presidente del Consorzio ASI di Napoli e della Confederazione Italiana Sviluppo Economico (CISE) Roma. Cercherò di fare del mio meglio, come ho sempre fatto nella mia vita, mettendo a disposizione le mie capacità imprenditoriali, la mia esperienza amministrativa, accumulata negli anni scorsi come consigliere comunale di Sant’Anastasia. All’onore per questo incarico ricevuto – spiega il presidente Franco Rea – risponderò con responsabilità, trasparenza e impegno costante nel cercare di presiedere con equilibrio il Consorzio. Abbiamo tenuto ad inizio agosto, insieme al vicepresidente dott. Nino Navas ed al vicepresidente vicario dott. Iuri Bervicato, la prima riunione del consiglio direttivo ed ho registrato con favore l’intento univoco di dare un nuovo e significativo impulso al Consorzio. Ringrazio il sindaco Lello Abete per la sua sensibilità ed il suo in bocca al lupo. Per me è scontato dire che sarò il presidente di tutti i consorziati, tenendo sempre in mente che ciascuno dà il proprio contributo alla vita del Consorzio ed è doveroso, pertanto, chiedere la collaborazione di tutti, un lavoro sinergico, di squadra per dare il massimo tutti quanti insieme. Il mio obiettivo, semplificando, è quello far lavorare tutti con il sorriso in volto, con gioia, in un processo di crescita e di aggregazione reale”.

“Ho appreso dalla stampa e dai social il nome del nuovo Presidente del Consorzio CSA-ASI di Caivano ed ho voluto incontrarlo in veste di primo cittadino per fargli ufficialmente oltre che personalmente i complimenti. Sono certo che il già consigliere comunale della mia scorsa amministrazione farà più che bene per il Consorzio, quindi a Franco Rea va il mio in bocca al lupo e soprattutto un auspicio di buon lavoro in questo ruolo di neo presidente, oltre a tutta la mia stima ed affetto. Mi ha accompagnato in due consiliature da consigliere comunale ed abbiamo condiviso programmi ed obiettivi. A lui mi lega una profonda amicizia da sempre, oltre ai rapporti istituzionali – dice il sindaco, Lello Abete –  e conosco bene le sue qualità tecniche, professionali e le sue capacità imprenditoriali, quindi sono sicuro che darà al Consorzio quell’impulso positivo che lo farà decollare. Mi auguro, ovviamente, che abbia anche un occhio particolare per la nostra Sant’Anastasia – non oso dire come in questo momento, perché non conosco bene le dinamiche dei consorzi – ma il nostro paese è a lui come a me molto caro. Ancora auguri al Presidente per il ruolo ottenuto, segno che Sant’Anastasia ha tante eccellenze ed è anche con questi riconoscimenti che il paese cresce”.

 

 

Navigator Campani: da lunedì inizia lo sciopero della fame davanti alla sede della Regione

I navigator campani annunciano l’inizio dello sciopero della fame e chiedono l’intervento del Capo dello Stato. La nuova forma di protesta prenderà il via lunedì quando, davanti alla sede della Regione, terranno un presidio. La scelta di utilizzare “questa estrema modalità di espressione è dettata – spiegano – dall’atteggiamento del presidente della Regione, Vincenzo De Luca, che ad oggi non sta dando seguito agli accordi già sottoscritti nelle conferenze unificate Stato-Regioni rifiutandosi di firmare la convenzione bilaterale con Anpal Servizi che stabilisce esclusivamente le modalità di intervento con cui i navigator dovrebbero operare, contraddicendo così fondamentali principi costituzionali: il diritto al lavoro e all’uguaglianza”.
“Chiediamo parità di trattamento rispetto ai vincitori delle altre regioni e che venga rispettato il diritto al lavoro e al contratto. Chiediamo l’intervento delle più alte cariche dello Stato, in primis, del Presidente Sergio Mattarella”.

Afragola, giro di vite dei carabinieri: smantellate due piazze di spaccio

Due piazze di spaccio smantellate dai carabinieri.  Tre persone arrestate e una denunciata in stato di libertà, tutte per detenzione e spaccio di stupefacenti. Questo il bilancio di un servizio di repressione del traffico di droga organizzato nelle prime ore del mattino dai carabinieri della stazione di Afragola.
I militari hanno notato movimenti sospetti nei pressi di un’abitazione di Via Don Luigi Sturzo, la cui proprietà è riconducibile ad una 34enne incensurata del posto. Un uomo di 38anni, anch’egli incensurato, cedeva piccoli involucri in cambio di denaro contante ai numerosi “clienti” che entravano e uscivano dall’appartamento.
Intervenuti per interrompere le attività di spaccio, i carabinieri hanno perquisito l’abitazione e rinvenuto 58 grammi di hashish suddivisi 22 stecchette, 14 dosi di marijuana  per un peso di 13,6 grammi, 480 euro in contante ritenuto provento di spaccio, 2 bilancini di precisione e materiale vario per il confezionamento.
Identificata nell’appartamento anche una terza persona, un 25enne incensurato del posto. Ritenendo che anch’egli potesse nascondere in casa delle sostanze stupefacenti, i militari hanno esteso le perquisizioni scoprendo un vero e proprio deposito di droga: 21 panetti di hashish per un peso complessivo 2 chili e 64 grammi, 91 grammi di marijuana, 31 di crack e 67 di cocaina.
A tentare di nascondere la droga il padrone di casa, Roberto Luongo, un 50enne già noto alle forze dell’ordine.
Sequestrate le sostanze, Luongo e i due incensurati sorpresi in Via Don Luigi Sturzo sono stati arrestati e tradotti al carcere di Poggioreale.
La 34enne incensurata è stata invece denunciata in stato di libertà.
Segnalati alla Prefettura gli assuntori identificati ai quali sono stati complessivamente sequestrati 0,6 grammi di cocaina e 4,91 di hashish.

Anche nello “scarpone” la melanzana, pur di stare a tavola, “’ntridece”, accetta ogni forma di taglio e di cottura, e ogni compagnia…

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“Le pacche” di melanzana, e i vari tipi di taglio a cui si adatta questa “bacca carnosa” (Devoto-Oli). Le ricette e le invenzioni linguistiche di Vincenzo Corrado e di Ippolito Cavalcanti. Una “memoria” di Erri De Luca. Le dicerie sulle “virtù” della melanzana. Il sapore “accavigliante”. Cosa significa “’ntridece” in napoletano.

 

Ingredienti (per 4 persone): sei  melanzane da riempire e due da tagliare a funghetti; pomodori del piennolo vesuviano per la salsetta;: provola, pancetta, pane grattugiato; provolone del Monaco grattugiato: mezzo bicchiere di “coda di volpe” del Vesuvio. Le melanzane si tagliano in due “pacche”, le “pacche” vengono svuotate della polpa – da qui il nome di “scarpone”- e si mettono per circa mezzora in acqua e sale. Intanto la polpa tolta alle “pacche” di melanzana e altre due melanzane si tagliano a funghetti e si friggono. Il fritto viene messo e “girato” in una salsetta di pomodori tagliati a pezzetti, e profumata con basilico. Su questa salsa di pomodori e di funghetti di melanzane si sparge provolone del Monaco grattugiato. L’ intingolo va a riempire, con provola, pancetta e pane grattugiato le “pacche” di melanzana, precedentemente fritte, e ora disposte in una teglia. Così riempite, le “pacche” vengono bagnate con gocce di “coda di volpe” e si mettono nel forno per circa dieci minuti. Poi a tavola, in compagnia del “coda di volpe”.

“ Sta sempre ‘ntridece” si dice, a Napoli, di chi sta sempre al centro dell’attenzione, come Gesù che sedeva al centro tra i dodici apostoli. Ma l’interpretazione è irriguardosa: e perciò qualcuno pensa al numero 13 della smorfia napoletana, che indica il candeliere, un oggetto che attira gli sguardi. Scrive D’Ascoli che, non a caso, l’espressione “’ncanneliere”” ha lo stesso significato.

La melanzana è umile, di una umiltà vera, o forse è come quegli umili falsi che sono profondamente superbi, e credono che il mondo giri intorno a loro, modestamente. O forse la melanzana è come quei tipi che vogliono stare sempre “’ntridece”, al centro del menù, ma anche in coda, e comunque sempre nel menù: non sopportano di stare fuori scena. La melanzana ha subìto di tutto: illustri scienziati dell’ultimo Ottocento hanno scritto che provoca l’anemia, altri hanno diffuso il sospetto che possa rendere fievole, nei maschi, l’impulso all’eros. E invece qualche secolo prima qualche “capa fresca” aveva sentenziato che è un “ortaggio diabolico”, perché spinge uomini e donne a peccaminosi desideri:lo dimostrerebbero, con assoluta certezza, la forma e il colore viola, caro a Satana. Le parti di una melanzana tagliata in due la lingua napoletana le chiama “pacche”: e quale scandalosa compagnia abbia meritato questo termine ce lo dice Imbriani nel “Vivicomburio”: “…un paio di naticacce, di chiappe, di pacche e di mele…”.  E lasciamo stare, per carità, l’etimologia della parola “pacca”: hanno scomodato la lingua dei longobardi, quando avevano a portata di mano una corposa – mo’ ce vo’- parola greca: pakys, che significa “ solido, pieno, grasso”.. La melanzana ha sopportato perfino che Ippolito Cavalcanti, il filosofo della cucina napoletana dell’Ottocento, la chiamasse “milinsana”: e non si riesce a capire dove i suoi lettori trovassero il coraggio di gustare “milinsane alla parmigiana” o “milinsane farsite con salsa di pomidoro”, parole che evocano l’immagine non della gagliardia napoletana, ma di un cicisbeo, di un “frou frou” da salotto del Settecento. Vincenzo Corrado le aveva chiamate “petronciane” e aveva garantito che si “può tagliarle nel modo che si vuole”: è indispensabile, però, bollirle nell’acqua e “polverarle di sale per estrarne il cattivo loro umore onde abbondano”. E il celebre cuoco aveva descritto ben undici ricette, e tra queste le “petronciane farsite all’amante”, in cui la melanzana, scavata a barchetta, imbarca ingredienti nobilissimi, la pasta di mandorle, la panna di latte, gialli d’uova e cannella.

Per il resto, la melanzana si è sempre adattata: in carrozza, “ a fungetielle”, che mia madre usava come contorno della costoletta di maiale, chi sa perché, e poi imbottite al forno,  in salsa di pomodoro, insieme con i pomodori nel forno, con i maccheroncelli e la carne tritata, sempre nel forno, e in forma di soldatini, alla pollastiello, al cioccolato,alla pizzaiola, ripiene, e trasformate in polpette. E tagliate in ogni possibile modo, a funghetti,a dadini, a fette, a strisce, a pacche, o scavate. Nella “parmigiana “ la melanzana ha uno scatto d’orgoglio: diventa protagonista di una pagina di storia della cucina e ispira De Roberto,  Tomasi di Lampedusa, Camilleri, e detta a Erri De Luca la celebre riflessione sui “tre fuochi” di cui si servivano sua madre e sua zia per preparare il piatto che è per lo scrittore l’immagine della giovinezza e della famiglia: il fuoco del sole, che asciuga le fette; il fuoco della frittura; il fuoco del forno.

Sostengono i tifosi della “carnosa bacca” che proprio la “parmigiana” dimostra che la melanzana si adatta a tutti i modi e a tutte le forme non perché non abbia una sua personalità nel sapore e nell’odore, ma, al contrario, perché ha un carattere particolare,  sembra che si pieghi a ogni ingrediente, ma alla fine sono gli ingredienti che si lasciano vincere dal suo sapore. Un sapore che gli avversari chiamano “visceto”, viscido, e che i tifosi chiamano “accavigliante”, avvolgente: era, la “caviglia”, il fuso intorno al quale la mano della tessitrice avvolgeva il filo da lavorare.  

La stessa cosa si può dire per il  color viola: è difficile usarlo in purezza, e in campiture assolute: ma da Velazquez a De Pisis non c’è pittore che non usi sui colori caldi e sui “passaggi” accesi quelle velature di viola che non solo non spengono la luce, ma la rendono intensa, viva e vibrante.

(fonte foto: rete internet)

 

 

 

Brusciano, Festa dei Gigli: sfilata dei carri allegorici dei comitati Ortolano e Croce

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La 144esima Festa dei Gigli di Brusciano in Onore di Sant’Antonio di Padova dopo l’apertura con la Santa Messa officiata dal Parroco, Don Salvatore Purcaro, in Piazza XI Settembre e la Processione del Santo di mercoledì 21, come da tradizione, giovedì 22 agosto, c’è stata la sfilata dei carri allegorici, dei Comitati dei Gigli ortolano 1875 e Croce.

Il team biancorosso ha sbalordito per le creatività, l’animazione, e la costruzione dei carri. Il progetto è opera dello scenografo, Pasquale Terracciano, intitolato “Cantando Sognando – Volume 2” percorso musicale intrapreso nella festa dell’anno scorso. Quest’anno, partendo dalla citazione del “Bisbetico domato”, versione al maschile della commedia shakesperiana, tradotta in film nel 1980 di Castellano e Pipolo, interpretato da Adriano Celentano e Ornella Muti. E’ stata inoltre rappresentata l’epopea americana, all’avanzamento della frontiera, all’ambientazione western, con nativi americani soccombenti e i soldati a cavallo vincitori, poi lo sviluppo sociale ed economico con il divertimento del mondo musicale, l’estrosità dei mafiosi, lo spirito sportivo, il modello vittorioso della NBA a simboli della potenza internazionale degli Stati Uniti d’America. Il passaggio più stravagante è stato quello del carro dedicato a Renato Zero.

Applausi meritati per tutti, il progettista Pasquale Terracciano, il gruppo dei provetti costruttori composto da Gerardo Di Palma, Nicola De Falco, Peppe De Falco, Salvatore Iannelli, Carmine De Longis, Antonio Castaldo, Peppe Cerciello, Mirko Di Maio, Francesco De Robbio, Fratelli Coppola, Vincenzo Beneduce. Ed ovazioni per gli artisti: Special guest, live, sassofonista Arcangelo Terracciano; Sandra Cucca “Gloria Gaynor”; Gioacchino Giannino “James Brown”; Mimmo Castaldo SoloZero, “Renato Zero”; il “Soldato blu” cavalcante e trionfante con bandiera a Stelle e Strisce, Agostino Castaldo; la “Tata” afroamericana impersonata simpaticamente da Antonio Ruggiero; la coppia di ballerini, Lina Di Maio e Francesco Mascolino; le scuole di ballo “Modern Dance” di Clelia Cortini e “OrMi Dance” di Mimmo Guarino e Orlanda Egizio; Giovani esordienti musicisti Bruscianesi del Maestro Gervasio.

A seguire c’è stata la sfilata del Comitato Giglio Croce che ha proposto, su progetto del veterano, molto stimato dal mondo giglistico bruscianese, Filippo di Pietrantonio, con un “Omaggio al Caffè” accompagnato dalla monotematica profumante colonna sonora musicale, fra “Don Raffaè” di Fabrizio De Andrè il quale faceva sapere che “A che bell’ò cafè pure in carcere ‘o sanno fa co’ à ricetta ch’à Ciccirinella compagno di cella ci ha dato mammà” e “Na tazzulella e cafè” di Pino Daniele che protestava perché “mai niente cè fanno sapènui cè puzzammo e famme, o sanno tutte quante e invece e c’aiutà c’abboffano e’ cafè”.

La costruzione dei carri del Giglio Croce per la Festa dei Gigli di Brusciano 2019, su progetto di Filippo Di Pietrantonio, è stata eseguita dal gruppo di artigiani della “Bottega d’Arte di Marco Amato” della vicina, confinante e sorella cittadina di Mariglianella.

Arma dei Carabinieri numerosamente presente, con in prima fila nel rigoroso servizio, il Comandante della Stazione di Brusciano M.llo Marco di Palo ed il suo Vice, M.llo Nunziata, la Polizia Municipale diretta dal Comandante, Antonio Di Maiolo ed i rinforzi giunti dalla P. M. di Marigliano del Comandante Emiliano Nacar, in seguito alla cooperazione territoriale condivisa dai Sindaci, Avv. Giuseppe Montanile di Brusciano e Avv. Antonio Carpino di Marigliano.

Costante è anche la presenza del Presidente dell’Ente Festa dei Gigli, Pasquale Vaia, e dei componenti, Nicola Di Maio, Carmine Maritato, Pietro Mingione, Avv. Salvatore Travaglino, direttore Tonino Giannino.

A collaborare vi erano i volontari delle Associazione “Congeav” al comando a livello provinciale del bruscianese Alfredo Fracasso; dell’Associazione Nazionale “VV. F. Volontariato e Protezione Civile” delegazione di Marigliano: della “Salamandra” coordinati da Maria Rosaria Nappa, con la Presidenza di Giuseppe Sepe. Così come martedì scorso per il concerto di Rosario Miraggio per il Giglio Ortolano, abbiamo notato il grande impegno dell’AISA diretta dal Presidente nazionale, il Cavaliere Giovanni Cimmino.

Ercolano, incendia sacchetti dell’immondizia e tre vetture: 51enne in manette

Luigi Battaglia, un 51enne di Caserta, è stato arrestato dai carabinieri della tenenza di Ercolano. L’uomo, senza alcun motivo apparente, stava incendiando sacchetti dell’immondizia. Le fiamme generate dalla combustione della plastica hanno raggiunto veicoli parcheggiati, danneggiandoli gravemente.
Allertati da alcuni passanti, i carabinieri hanno raggiunto via Generale Niglio e grazie alle testimonianze dei presenti individuato il responsabile.
Notando la pattuglia il 51enne ha provato a fuggire e per farlo ha colpito con un pugno al volto uno dei militari. Bloccato nonostante la violenta reazione, Battaglia è stato arrestato e poi tradotto al carcere di Poggioreale.
Già sottoposto al divieto di dimora nel comune di Ercolano, dovrà rispondere di resistenza e violenza a pubblico ufficiale e danneggiamento seguito da incendio.

Visciano, Roccarainola e Cimitile: controlli straordinari dei Carabinieri

Servizio straordinario di controllo del territorio dei Carabinieri di Visciano, Roccarainola, Cimitile e della sezione operativa di Nola.

Arrestato A. F., 44enne di Cimitile in forza di un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Tribunale di Napoli per le reiterate violazioni alla misura degli arresti domiciliari a cui era sottoposto. L’uomo, dopo le formalità di rito, è stato tradotto al carcere di Poggioreale.
I militari hanno poi denunciato un 22enne del Rione “Gescal” di Tufino, già noto alle Forze dell’Ordine, per porto abusivo di oggetti atti ad offendere. Il giovane nascondeva in auto una roncola di 37 centimetri e un seghetto a serramanico di 43 cm.
Nell’ambito dello stesso servizio coordinato, i Carabinieri hanno controllato 45 persone e 38 veicoli,  elevato 7 contestazioni e segnalato alla locale Prefettura 2 assuntori di stupefacente. Sequestrati 2 grammi di hashish.

Sant’Anastasia, vicenda scuola Santa Caterina. Il sindaco: “Mantenere aperto il plesso”

La vicenda della Scuola Santa Caterina da Siena, che ha sede in via Sodani presso la Congregazione delle Suore di Madonna dell’Arco, ha creato interesse e dispiacere in tutta la comunità anastasiana a seguito delle dimissioni della Madre Generale, suor Paola Romano e del successivo commissariamento disposto da parte della Congregazione degli Istituti di Vita Consacrata. Il sindaco, Lello Abete, preso atto che non sono state rese note notizie precise in merito, è intervenuto presso il commissario, padre Rocco Ronzani, per cercare di avere un quadro chiaro sulla situazione ed in particolare per assicurarsi del mantenimento dei livelli occupazionali e della continuità del plesso, che, pur essendo parificato, è un punto storico di riferimento per la cittadinanza e per tanti che l’hanno frequentato e lo frequentano da discenti.

“In merito a tutto il chiacchiericcio sulla vicenda delle suore domenicane, mi sento di spendere qualche parola, perché c’è stato un mio interessamento ed un mio intervento dal punto di vista istituzionale quando ho saputo che dal Vaticano era stato inviato nella Congregazione delle Suore il commissario, padre Rocco Ronzani. Mi premeva capire cosa stesse accadendo, dato che le famiglie, le mamme e i papà dei bambini che frequentano la scuola Santa Caterina da Siena si preoccupano del futuro del plesso; ho cercato di capire quali potessero essere le conseguenze di questo commissariamento e gli sviluppi futuri. Ho chiesto qualche delucidazione in più ed esternato le mie preoccupazioni soprattutto per le persone che vi lavorano; ho chiesto a padre Rocco Ronzani che fossero mantenuti i livelli occupazionali, perché – dice il sindaco Lello Abete – a prescindere dal rapporto personale, è sempre un problema quando si perde un posto di lavoro, siano essi lavoratori di Sant’Anastasia o di altri paesi; questa è stata la mia domanda più diretta, perché sugli atti gestionali interni non entro e non intendo entrarvi, mi preme il lavoro e la continuità scolastica del plesso. In merito posso testimoniare che la Santa Caterina da Siena da sempre è stata una scuola di ottimo livello per le famiglie anastasiane, in cui sono passate intere generazioni ed ho un piacevole ricordo della dedizione delle Suore, posso dire e testimoniare che le Suore sono sempre state vicine alla nostra comunità in tanti modi. Avendole conosciute in tante occasioni, mi sento più direttamente interessato a manifestare il mio affetto, la mia stima e l’apprezzamento per il modo di operare delle Suore, che senza alcun dubbio è stato un esempio per le famiglie. Quindi il mio augurio è quello che la struttura, seppur privata, rimanga aperta alla platea scolastica, a chi voglia frequentarla, perché, come detto in precedenza, ha dato sempre dei buoni risultati. Un mio abbraccio alle Suore è doveroso, con la loro didattica, educazione, insegnamento, organizzazione hanno dato prova di contribuire non poco alla crescita dei valori nella nostra società”.

Ancora roghi assassini: brucia la discarica “Cappelluccia”, campagna di Acerra. Traffico in tilt (le foto)

Non sono trascorse nemmeno 48 ore dalla protesta spontanea dei cittadini di Acerra, scesi in strada giovedi sera per protestare contro i roghi tossici, che un altro incendio assassino ha funestato la campagna della città di Pulcinella e dell’inceneritore. Oggi pomeriggio, intorno alle 16, le fiamme si sono impadronite della discarica abusiva ubicata in località Cappelluccia, lungo la provinciale che collega Acerra con Maddaloni. Un grande sversatoio illegale in cui l’ecomafia ha scaricato di tutto per decenni. Attorno ci sono numerosi campi coltivati. Un disastro annunciato. Le fiamme a un certo punto hanno anche avvolto la provinciale adiacente tanto che la polizia municipale accorsa sul posto ha dovuto bloccare il transito automobilistico e dei mezzi pesanti. Nel frattempo i vigili del fuoco hanno effettuato le operazioni di spegnimento, completate nel tardo pomeriggio. “E’ sempre la stessa storia di tutti gli anni – racconta Alessandro Cannavacciuolo, leader ambientalista del territorio – incendiano le sterpaglie mai rimosse e che poi a loro volta inceneriscono i rifiuti scaricati abusivamente. Acerra è sotto attacco per cui ora dobbiamo dirla tutta: l’amministrazione comunale deve finirla di sprecare danaro pubblico in feste e festicciuole. Il sindaco deve agire laddove ci sono le priorità, le vere emergenze. Bisogna prima tutelare la salute dei cittadini, di cui Lettieri è il massimo garante sul territorio essendone per legge la massima autorità sanitaria, per cui ci vuole un piano organico di investimenti per mettere in sicurezza Acerra e le sue campagne. Poi magari ben vengano anche le feste”.

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il traffico-bloccato-sulla-provinciale Acerra-Maddaloni

 

Boscoreale, lavori alla scuola Cangemi: parte degli alunni allocati alla Dati e alla S.M. Salome

In vista dell’imminente inizio dell’anno scolastico, si è svolta stamattina una riunione tra il sindaco Antonio Diplomatico, i dirigenti scolastici degli istituti comprensivi 1° Cangemi, Carmen Guarracino, e 2° Dati, Pasqualina Del Sorbo, presenti anche la consigliera delegata all’istruzione, Adriana De Falco e il caposettore edilizia scolastica, Sergio de Prisco, per concordare l’utilizzo di aule presso altre strutture scolastiche al fine di dislocare gli alunni del plesso Cangemi, interessato da lavori di adeguamento strutturale e sismico.

All’esito della riunione, informa il sindaco Antonio Diplomatico “Abbiamo stabilito di utilizzare sette aule del plesso scolastico Dati in via Papa Giovanni XXIII, dove saranno allocate altrettante classi di scuola secondaria di primo grado del plesso Cangemi. Cinque classi di seconda primaria del plesso Cangemi, invece, saranno allocate presso il plesso di Santa Maria Salome. Ci siamo riservati – aggiunge il sindaco – di verificare alcuni aspetti tecnici per l’utilizzo anche di una parte della struttura di via Giovanni De Falco dove potrebbero essere allocate altre classi. Le parti sono tutte soddisfatte di come si stanno svolgendo i lavori – conclude il sindaco Diplomatico – e a breve si provvederà al trasferimento delle suppellettili per consentire d’iniziare l’anno scolastico con i minori disagi possibili”.

Intanto, i lavori iniziati lo scorso 1 luglio stanno proseguendo alacremente, e nel volgere di un anno restituiranno agli alunni la scuola più antica della città bella, sicura ed efficiente.