Sant’Anastasia, il punto del programma: parla il Sindaco

0

Settembre è alle porte e l’Ente si avvia a riprendere a pieno ritmo tutti i servizi e lavori che nelle ferie estive hanno subito un rallentamento fisiologico. Un’occasione propizia per fare il punto dello stato dell’arte direttamente con il primo cittadino.

 

A breve tutti gli organi amministrativi e gli uffici saranno impegnati nelle realizzazione del programma. A che punto siamo dopo la sua rielezione?

 

“Quando si parla di ripresa si parla in senso generale, perché noi in realtà non abbiamo mai smesso di lavorare, dando la giusta attenzione al paese. Mi reputo soddisfatto fin qui della vita della nuova amministrazione, ho nominato in poco tempo la Giunta, abbiamo trovato l’assetto consiliare, l’abbiamo fatto in modo veloce e questo fa capire che abbiamo le idee ben chiare, abbiamo un programma da rispettare. L’operato della prima parte dell’amministrazione, oltre a gestire la quotidianità, ci ha visto impegnati a lavorare sulla programmazione.

 

Sono arrivati vari finanziamenti…

 

Si, abbiamo intercettato dei finanziamenti della città metropolitana ed abbiamo presentato dei progetti in stato avanzato. Abbiamo avuto il finanziamento per gli spettacoli musicali, quindi, come abbiamo avuto la fortuna negli anni scorsi di portare artisti del calibro di Avitabile, d’Alessio, Schettino, avremo delle serate con artisti di fama e tanti altri di ottimo livello che ci faranno godere serate musicali di rilevanza nazionale. Abbiamo ottenuto finanziamenti anche per dotarci delle indagini e studio delle micro-zone sismiche del paese e per l’utilizzo di energia pulita, in particolare presso gli edifici scolastici. Nella programmazione stiamo vagliando l’allestimento di un ufficio ad hoc per i finanziamenti europei; sappiamo tutti che il sud Italia è il fanalino di coda rispetto agli altri paesi europei, gli Enti non riescono ad intercettare od a spendere i finanziamenti, per cui un ufficio specifico sarà un valore aggiunto e  ci permetterà di fare tantissime cose a costo zero reperendo finanziamenti europei che sono dovuti all’Italia, perché noi facciamo parte dell’Europa, facciamo parte di quest’unione europea contribuendo economicamente e quindi dobbiamo essere bravi e capaci, con progetti definitivi pronti all’occorrenza, a partecipare ai bandi europei ed utilizzare i fondi disponibili.

 

A che punto sono le scuole?

 

Ci apprestiamo all’apertura del nuovo anno scolastico e stiamo dando attenzione in questi giorni a tutti gli edifici. Ne approfitto per dare il benvenuto alle due nuove Dirigenti scolastiche del primo e secondo istituto comprensivo alle quali daremo la massima accoglienza e per ringraziare le precedenti Dirigenti. La platea scolastica troverà gli istituti pronti e ciò è frutto del lavoro dei prossimi giorni ed anche del lavoro che abbiamo fatto in estate, dando priorità alla manutenzione grazie all’apparato comunale, dipendenti e funzionari sempre solerti nell’alternarsi tra di loro per assicurare il raggiungimento dei nostri obiettivi ed attenzione alle scuole.

 

Una buona notizia è la nuova Caserma in arrivo?

 

E’ già in atto il trasloco degli uffici da via Primicerio a palazzo Siano per consegnare finalmente all’arma dei carabinieri la nuova caserma. Stiamo aspettando l’ultimo incontro per definire la questione, ma siamo in dirittura di arrivo e l’arma dei carabinieri avrà a disposizione l’intero edificio di via Primicerio. Di questo ne sono fiero ed orgoglioso per aver dato lustro e la giusta dignità ai Carabinieri, perché in quella attuale hanno finora lavorato in poco spazio, assicurando comunque ottimi risultati, ma la nuova sede per noi è un segnale di grande attenzione, di sicurezza per il territorio e di grande rispetto.

 

Il tema ambientale è sempre più attuale…

Stiamo continuamente monitorando e sorvegliando il territorio anche con la nostra presenza diretta insieme alla P.M., agli Ispettori Ambientali, alla Protezione Civile, ai collaboratori per cercare di tenere quanto più alta la percentuale di raccolta differenziata e il paese sempre pulito. Purtroppo devo registrare ancora una volta che ci sono una parte di persone – e dico fortunatamente una piccola percentuale – che non vogliono adeguarsi a questo nuovo sistema, non hanno capito l’importanza della differenziata e dell’impatto ambientale, quindi faccio un appello a chi oggi si distrae, a chi è ancora superficiale invogliandoli ad avere l’attenzione che merita il settore ambientale.

 

E’ proprio necessario potenziare l’ufficio tributi con una ditta esterna?

Sul tema, per quanto mi riguarda, ci sono polemiche sterili, inutili e dannose per i cittadini perché vanno contro l’operatività dell’amministrazione che cerca di fare il massimo per migliorare il suo modo di lavorare, per dare la possibilità al paese di crescere. L’amministrazione precedente, sempre da me guidata, con la delibera di ottobre 2018 ha manifestato l’intenzione e la volontà di esternalizzazione l’ufficio tributi o una parte dell’ufficio tributi. Questo per fare che cosa? Per cercare di arrivare a quella percentuale di persone che ancora oggi evade o elude il fisco a livello locale. Ovviamente questa intenzione dell’amministrazione è a costo zero per i cittadini, perché si tratta di un supporto che si autofinanzia con il recupero dell’elusione o evasione e ci dà due possibilità: di scovare i contribuenti che sono in difetto e di pagare tutti e pagare di meno. Ci sono state tantissime amministrazioni che hanno cercato di risolvere questo problema, di abbassare le tasse; con questo sistema noi cercheremo di fare il massimo, di far pagare tutti per una questione di giustizia sociale, per una questione di equilibrio e di rispetto. Pagare tutti e pagare meno credo che sia la cosa più semplice, segno anche di buona e corretta politica”.

Roghi di plastica e fumi tossici: controlli in tutta la Campania

Roghi di plastica e fumi tossici: due persone sono state scoperte e denunciate dai Carabinieri nel Napoletano durante i servizi di contrasto e prevenzione dei reati ambientali nella ‘Terra dei fuochi’.

I militari della stazione di Varcaturo (Napoli), con la collaborazione del nucleo elicotteristi di Pontecagnano (Salerno), hanno denunciato per combustione illecita di rifiuti un 54enne di Casal Di Principe (Caserta) già noto alle Forze dell’Ordine e un 25enne incensurato, residente nello stesso comune.
In un fondo agricolo di Giugliano avevano disposto e poi dato alle fiamme due filari di rifiuti della lunghezza di circa 100 metri ciascuno. A bruciare quintali di tubi di plastica utilizzati per gli impianti di irrigazione e residui di potatura del raccolto di ortaggi. Ad allertare i carabinieri un’enorme colonna di fumi scuri e maleodoranti.
Domate le fiamme, i militari hanno sequestrato l’intera area così da evitare che fosse nuovamente coltivata.

M5S: “Il fiume Sele come il Sarno. Una nuova bomba ecologica scorre in Campania”

Sopralluogo del consigliere regionale Cammarano e della senatrice Gaudiano con il ministro Costa

“Non è bastato in Campania l’esempio del fiume Sarno, il corso d’acqua più inquinato d’Europa, che rappresenta la somma delle negligenze e dell’indifferenza ad ogni livello istituzionale e i cui progetti di bonifica sono da anni fermi alle buone intenzioni. Da tempo facciamo i conti con una bomba ecologica che scorre nel letto del fiume Sele. Gli ultimi monitoraggi sugli scarichi di acque reflue nei Comuni interessati dal corso del Sele hanno fatto emergere la totale inadeguatezza dei depuratori preposti allo smaltimento degli scarichi urbani e industriali. E’ sempre più elevato, con il trascorrere del tempo, il rischio di contaminazione per lo scarico di fanghi e acque non trattate”. Lo denunciano il consigliere regionale del Movimento 5 Stelle Michele Cammarano e la senatrice M5S Felicia Gaudiano, che nei giorni scorsi hanno effettuato un sopralluogo a Ponte Barizzo, nel comune di Capaccio, nei pressi del tratto del fiume Sele.

“Da giorni registriamo proteste dei residenti e di gestori di stabilimenti balneari che segnalano presenza di schiuma e liquami di colore marrone nelle acque a ridosso delle aree in cui scorre il Sele. Grazie al ministro Costa, sono state immediatamente allertate le autorità competenti. Come Movimento 5 Stelle, sia a livello regionale che a livello parlamentare, stiamo dando vita a una serie di azioni istituzionali perché la questione venga affrontata con urgenza dalle autorità locali e regionali. Bisogna avviare al più presto verifiche sul funzionamento dei depuratori, ma anche una serie di controlli tesi a reprimere possibili attività di scarichi abusivi nelle acque del fiume”.

M5S, Viglione: “Rifiuti, piano per stop Acerra uguale a quelli disastrosi dell’era Bassolino”

0

Il consigliere regionale: “Finiranno per produrre nuove ecoballe. Si rimetta mano a legge e piano del 2016”

“A tre anni dal varo della legge rifiuti e del relativo piano a firma di De Luca e della sua maggioranza in Consiglio regionale, per individuare una soluzione tampone all’annunciata emergenza per la chiusura temporanea dell’inceneritore di Acerra, siamo dovuti tornare indietro di 20 anni e ricorrere agli espedienti catastrofici individuati in era Bassolino e di cui ancora paghiamo le conseguenze. Siamo tornati ai trasferimenti fuori regione, con prezzi lievitati fino a 200 euro a tonnellata a spese dei cittadini della Campania, dopo un numero imprecisato di gare andate a vuoto. Soprattutto, torneremo a produrre ecoballe, aggiungendo 42mila tonnellate di rifiuti da stoccare ai circa 5 milioni di ecoballe che portiamo in eredità. Nell’affrettarsi a dire che per le nuove ecoballe è da escludere un rischio stoccaggio in tempi superiori ai 90 giorni previsti per legge, l’assessore Bonavitacola e il suo capo De Luca ci spieghino quali garanzie danno a supporto di questa convinzione, tenuto conto che le vecchie ecoballe, stoccate quasi un quarto di secolo fa e che, negli annunci di De Luca e dell’allora premier Renzi, dovevano essere già da tempo un ricordo, ancora giacciono in bella mostra nella nostra regione”. E’ quanto dichiara il consigliere regionale del Movimento 5 Stelle Vincenzo Viglione.

“Approvata nel 2016 – ricorda Viglione – la legge regionale sui rifiuti ha già subito 4 modifiche senza produrre alcun effetto. Non c’è stata alcuna riduzione dei rifiuti a monte, come ci si sarebbe aspettati in questi primi tre anni. Non è decollata la differenziata, non è stato prodotto alcun provvedimento nella direzione di un’economia circolare, né si trova traccia di alcun sito di compostaggio, pur previsto da quella norma. E’ bastata una crisi annunciata di appena 40 giorni, tra l’altro già prevista da due anni, per certificare una volta per tutte il flop di legge e piano De Luca. Provvedimenti che, nell’interesse dei cittadini e della nostra terra, vanno rimessi in discussione al più resto, ascoltando questa volta anche le voci di chi da anni si batte al fianco dei cittadini della Campania”.

Requiescat in pace: viaggio storico tra i ricordini di lutto dei defunti

Uno degli elementi che gravita intorno alle tante problematiche riguardanti la morte è il luttinoo comunemente detto pagellina: il rettangolino di carta con la fotografia, i dati anagrafici, la presenza protettiva di una immagine sacra ed una preghiera a cui la gente comune ricorre per ricordare il caro estinto.

 

Nella cultualità domestica, in particolare nell’area meridionale della nostra penisola, li troviamo spesso disposti su altarini domestici insieme a campane di vetro, adorni di fiori e lumini ad indicare un modo di perpetuare il dialogo con una esistenza non più materica, tutta spirituale, ma viva e affettuosa.

Storicamente i ricordini di morte trovano i loro antecedenti negli antichi ritratti dei faraoni, nelle maschere funebri dei morti conservate dai popoli asiatici ed infine nelle splendide effigi funebri di area ellenistica e romana. Indipendentemente dal tempo e dal luogo ove sono state prodotte, esse hanno sempre manifestato la medesima necessità: riprodurre l’effigie del defunto per procurarsi l’immortalità attraverso la memoria affettuosa dei vivi.

Sembra che la nascita e la diffusione del luttinosia già attestata nella prima metà del XVII secolo, secondo una matrice iconografica proveniente dalle scuole degli incisori fiamminghi, operanti nel nord dei Paesi Bassi tra la fine del ‘600 e gli inizi del ‘700.

I primi pregevoli esemplari furono quelli appartenuti a Maria Teresa d’Austria (1717 – 1780).

Uno di questi si riferisce all’imperatore Leopoldo I (1640 – 1705), con sul rectol’effigie del monarca morente e con il versoornato di una ciocca di capelli del defunto.

A partire dal 1741 la Stamperia Klauber di Augsburg (Augusta in Germania) avviò l’edizione di nuovi esemplari, che troveranno una indiscussa espansione verso la fine del Settecento in Austria e nei paesi fiamminghi. In Francia, dove erano diffusi già i comuni santini merlettati, ad opera dei monasteri di clausura, la diffusine del luttino trovò terreno fertile nell’atmosfera illuministica di fine Settecento, probabilmente per ridimensionare la concezione della paura della morte.

In Inghilterra, l’exploit del luttino, e dell’arte funeraria in genere, si ha verso gli anni Sessanta del XIX secolo in piena età vittoriana.

L’Italia, invece, godrà della produzione estera fino a tutta la prima metà dell’Ottocento: solo negli ultimi decenni di questo secolo si comincerà a produrre in loco il ricordino funebre sulla scia della scuola francese. Le prime tipografie italiane furono quelle dell’Immacolata Concezione e di San Giuseppe di Modena. Più tardi ebbero una produzione propria Vicenza, Roma, Bologna, Ravenna, Napoli e Torino con gli editori De Maria e Leonardi.

Agli albori del XX secolo, la presenza del luttino è sempre più consistente, divenendo un oggetto alla portata di tutti. A Somma Vesuviana, l’exploit dei luttini avvenne tra gli anni ’40 e gli anni ’60 del XX secolo. L’esemplare (vedi foto) sommese si compone strutturalmente di un rectoe di un verso: la facciata bianconera è ornata con raffigurazioni dai vari temi funebri e listata con un filetto nero; il retro riporta il nome del defunto, i dati di nascita e di morte, la fotografia, una breve orazione funebre o un versetto tratto dalle Sacre Scritture ed, infine, una descrizione minima delle doti umane e del ruolo sociale dell’istinto (elogia). Per l’occasione la tipografia Esposito di Somma si forniva di manuali o frasari propri a secondo dello status e del ruolo del trapassato, del sesso, dell’età. E così all’interno dell’annuncio di morte si trova scritto di tutto: al defunto si associavano le più belle e delicate virtù, i sentimenti più profondi, le doti umane più indiscusse, tanto ché da ogni luttino traspare, per chi ancora oggi è in possesso, un ritratto di uomo, di madre, di figlia e cosi via, radicalmente idealizzato. Il lessico, per questi luttini, utilizza vocaboli tra i più toccanti, mentre richiamano al sentimento perenne dell’estinto e all’inconsolabile dolore di chi resta. L’altro aspetto è l’uso frequente di riferimenti tratti dalla cultura religiosa e laica: sul recto, infatti, è sempre presente una massima sulla morte estrapolata dal Vangelo o dal pensiero di grandi Santi. L’iconografia, invece, è influenzata dallo stile neoclassico, dal ritorno al neogotico e dallo stile Liberty: il tema dominante è un’ attenta rivisitazione dell’architettura propria di quegli stili. Ed ecco riprodursi immagini di cimiteri e di tombe, di colonne spezzate e di croci uncinate, impreziosite da elementi arborei e floreali offerti da una natura pietosa. Altri temi molto diffusi si riferiscono a Cristo: dalle immagini degli Ecce Homo, alla dolorosa Crocifissione, a Cristo nel campo dei gigli, al Sacro Cuoredi Gesù. Costante è anche la presenza della Vergine Addolorata nelle pie memorie: la troviamo raffigurata chiusa nel suo scuro mantello e con lo sguardo implorante, in atteggiamento di accorato sconforto mentre stringe al petto la corona di spine ed, infine, mentre accoglie il Figlio morto nel suo grembo. Sovente appare l’immagine dell’Angelo nocchiero che traghetta l’anima, sotto forma di giglio, verso la salvezza. Quello dell’ Angelo è uno dei più bei temi iconografici dei luttini. Con l’uso della fotografia a colori, e, dagli anni Settanta del Novecento in poi, il luttino abbandona quasi del tutto le tinte tetre e il bordino nero. Oggi, normalmente, c’è ancora l’usanza di offrire ai parenti e amici del defunto dopo il Trigesimo, una sua bella foto a colori plastificata, che occupa tutto il recto del luttino e sul verso la data di nascita e di morte, un detto o, più di rado, un versetto delle Sacre Scritture. Un modello, questo, tutto  laico e terreno di commemorare oggi i propri defunti, in perfetto accordo con la attuale cultura della morte, che cerca di affermare il potere della vita in contrapposizione all’ombra funesta della morte.

Niente stoccaggio a Marigliano, il sindaco di Casamarciano: “missione compiuta in silenzio operoso”

Andrea Manzi: “no al sito di compostaggio nel Nolano. Missione compiuta in silenzio operoso”
“Marigliano non ospiterà alcun sito di compostaggio. Scongiurato il pericolo di una nuova mortificazione ambientale per il territorio nolano. Missione compiuta in silenzio operoso”. È la soddisfazione espressa dal sindaco di Casamarciano e presidente dell’Ato 3 Rifiuti Andrea Manzi, al termine della conferenza dei servizi tenutasi  ieri  mattina in Regione e che ha visto la partecipazione della città metropolitana di Napoli, delle province e delle rispettive società provinciali per la raccolta rifiuti. All’ordine del giorno  l’emergenza determinata dallo stop del termovalorizzatore di Acerra. Definiti i siti di stoccaggio temporanei: Casalduni, Caivano, San Tammaro e Polla.
“Obiettivo raggiunto, così come mi era stato chiesto anche dal sindaco di Marigliano Antonio Carpino e da alcuni consiglieri del consiglio di amministrazione dell’Ato3. Un impegno forte determinato dalla convinzione che il Nolano non può, nè deve, subire scelte inopportune e di questo ringrazio l’assessore regionale Bonavitavola che ha intercettato le nostre esigenze dimostrando sensibilità oltre la competenza inaugurando, di fatto, un nuovo sistema istituzionale incentrato sulla collaborazione leale. Ed ecco arrivare i primi risultati. Scongiurato questo serio rischio – aggiunge Manzi – lavoreremo da subito per altre questioni altrettanto importanti, a cominciare dal potenziamento dello Stir di Tufino con le polveri sottili. In sinergia, e lavorando tutti nella stessa direzione, possiamo farcela”.

Nola, via libera al dissesto. Il sindaco Minieri : “Una scelta dovuta”

0

Tanto tuonò che piovve: via libera per la dichiarazione di dissesto finanziario per il Comune di Nola, una scelta tecnica “obbligata” dopo l’esito negativo delle relazioni tecniche degli uffici preposti e dei revisori dei conti, che hanno evidenziato l’impossibilità a riequilibrare l’esercizio finanziario in corso.

Ampia la discussione di tutte le forze civiche e politiche presenti in consiglio comunale per licenziare gli atti strettamente correlati, che se non fossero stati deliberati avrebbero determinato in automatico lo scioglimento del consiglio eletto lo scorso undici giugno, considerati anche i termini di deliberazione fissati per lo scorso 30 luglio.

La seduta fiume, conclusasi alle 16.00, si è aperta con la relazione dell’assessore al bilancio Antonio Galasso, la cui ampia relazione si è soffermata sulle criticità finanziarie del Comune di Nola, dovute soprattutto a croniche mancanze nella riscossione dei tributi, causati secondo le relazioni prodotte dai dirigenti dalla mancanza di personale addetto alla riscossione, appunto. Per tale motivo l’assessore Galasso ha sottolineato che più di dissesto finanziario, bisognerebbe parlare di dissesto ‘organizzativo’, causato dalla mancanza di forza lavoro, oltre che da una fallace organizzazione degli uffici.

Il presidente della commissione bilancio, Antonio De Lucia, ha invece posto l’attenzione sul documento di diffida a firma dei consiglieri di opposizione in cui invitavano il sindaco a non porre in essere il percorso del dissesto: per il neoconsigliere in quota Nola801, il documento non aveva alcuna rilevanza di carattere tecnico, visto che lo stesso non vedeva tra i destinatari nessun organo di verifica contabile come Corte dei Conti o Ministero dell’Interno, sottolineando inoltre agli stessi come essi avrebbero potuto presentare un emendamento nel quale mettere in risalto motivi e soluzioni per evitare la procedura di dissesto.

Per la consigliera di opposizione Cinzia Trinchese è mancato un atto di responsabilità da parte della maggioranza, difettosa a suo vedere nel trovare soluzioni per scongiurare il dissesto attraverso anche un accertamento contabile da affidare ad uno studio di revisione. Il consigliere Trinchese ha poi ricordato alla maggioranza che il dissesto non è una sanatoria, puntando il dito poi sui dirigenti, la cui responsabilità è ora da quantificare ed accertare. Una fuga dalle responsabilità per la Trinchese, che tra le altre soluzioni proponeva la modifica del piano di riequilibrio o per lo meno, nuove indicazioni o risposte dalla Corte dei Conti, prima di arrivare all’approvazione del dissesto.

Per il consigliere Raffaele Parisi, da parte della maggioranza non c’è stata la volontà nel trovare strade alternative alla dichiarazione di dissesto: altri Comuni hanno messo in atto verifiche e iniziative per il default finanziario, volontà che sarebbero mancate secondo il consigliere d’opposizione alla nuova Giunta bruniana nel percorso di risanamento delle finanze pubbliche. Concludendo, Parisi ha ricordato alla maggioranza, che per la rapidità d’approvazione nella dichiarazione di dissesto, potrebbe anche configurarsi il reato di “procurato dissesto” qualora non fossero riscontrati i parametri relazionati negli atti dirigenziali.

Per il capogruppo di “Nola in movimento” Francesco Pizzella, l’obiettivo principale dell’amministrazione Minieri sarà quello di professionalizzare la macchina burocratica. Uno sviluppo cardine per l’evoluzione della macchina burocratica-amministrativa sollecitato negli scorsi anni alle varie amministrazioni, ma mai attuato.

Per Carmela Scala della listata “Al cuore di Nola”, la dichiarazione di dissesto dell’Ente di piazza Duomo segna in modo negativo la città, ferendola nell’immagine, una scelta quella della maggioranza che comunque non risolve il problema di liquidità dell’Ente comunale.

Dura invece la posizione del consigliere del M5S, Giuseppe Tudisco. Il consigliere pentastellato, riallacciandosi al discorso dell’assessore Galasso, ha posto particolare attenzione sul dissesto organizzativo evidenziato nella sua relazione, sottolineando come la dichiarazione di dissesto sia arrivata soltanto per adempiere il prima possibile alla passata scadenza del 30 luglio. Una scelta improvvisata, con nessuno che siede tra i banchi che abbia saputo affrontare e risolvere il problema. E proprio tra gli scranni del civico consesso bruniano, ha sottolineato Tudisco, siedono ex amministratori della giunta Biancardi, pertanto per il consigliere pentastellato, per questi consiglieri che avessero votato favorevolmente la dichiarazione di dissento non sarebbero rimaste che le dimissioni dalla carica di consigliere. Dopo tale considerazione, Tudisco si è astenuto dalla votazione uscendo dall’aula, invitando la maggioranza a dichiararsi “fallita”.

Il primo cittadino Gaetano Minieri ha sottolineato come in campagna elettorale avesse evidenziato a più riprese lo stato di crisi finanziaria dell’Ente. La relazione programmatica esposta nelle scorse settimane era pertanto in linea con la situazione di deficit dell’Ente, essendo la stessa caratterizzata dal ripristino dell’ordinarietà e dal miglioramento della macchina comunale. La dichiarazione di dissesto, ha spiegato il sindaco bruniano, non cagiona ulteriore danno ai cittadini di Nola, dato che il percorso di riequilibrio tracciato dal Commissario Manganelli aveva per legge elevato al massimo le aliquote di tutti i servizi. Per il sindaco Minieri bisogna ripensare profondamente la macchina amministrativa, che va ricostruita integralmente e che per forza di cose dovrà distinguersi per rigore e puntualità, così come prescritto dal percorso di rientro.

In chiusura, l’assise bruniana ha votato con 18 voti a favore e 8 contrari l’esternalizzazione delle entrate comunali.

Stop termovalorizzatore di Acerra, ecco il piano per lo stoccaggio dei rifiuti

Si è conclusa in modo unanime la conferenza dei servizi convocata dalla Regione Campania, con la partecipazione della città Metropolitana di Napoli delle province e delle rispettive società provinciali per la raccolta dei rifiuti per affrontare il periodo di un mese di stop per manutenzione del termovalorizzatore di Acerra. Grazie alle gare espletate dalle società provinciali, dalla A2a e dalla Regione Campania, spiegano dall’ente regionale, 40.000 tonnellate saranno evacuate fuori Regione nel periodo del fermo del termovalorizzatore. Le restanti 42.000 tonnellate saranno destinate a depositi temporanei per un periodo non superiore a 90 giorni. I depositi temporanei sono distribuiti nelle diverse province, secondo il principio di prossimità. I siti individuati sono Casalduni, Caivano, San Tammaro, Polla, per un quantitativo complessivo pari al 70% del fabbisogno. Per il restante 30% saranno utilizzate aree ubicate all’interno degli stir esistenti in Regione.

fonte foto: rete internet

Nola, furto di energia elettrica per 49mila euro: nei guai un 44enne

Un 44enne incensurato di Camposano è stato arrestato dai carabinieri della Stazione di Nola per furto aggravato.

Grazie alla collaborazione di personale tecnico ENEL, i militari hanno scoperto che il contatore che alimentava il bar gestito dal 44enne era stato manomesso con l’applicazione di un magnete. I tecnici dell’ENEL hanno riscontrato un’alterazione nella rilevazione dei consumi e stimato un furto di energia per circa 49mila euro.
Il 44enne, dopo le formalità di rito, è stato sottoposto ai domiciliari in attesa di giudizio con rito direttissimo.

Erri De Luca, “Due”

Due

Quando saremo due saremo veglia e sonno
affonderemo nella stessa polpa
come il dente di latte e il suo secondo,
saremo due come sono le acque, le dolci e le salate,
come i cieli, del giorno e della notte,
due come sono i piedi, gli occhi, i reni,
come i tempi del battito
i colpi del respiro.
Quando saremo due non avremo metà
saremo un due che non si può dividere con niente.
Quando saremo due, nessuno sarà uno,
uno sarà l’uguale di nessuno
e l’unità consisterà nel due.
Quando saremo due
cambierà nome pure l’universo
diventerà diverso.