Nel 1841 San Gennaro diventa Comune autonomo, e il sindaco Filippo Casalini dà un nuovo slancio alla Fiera

La Fiera del 1842 e il nuovo progetto elaborato dal primo sindaco di San Gennaro, Filippo Casalini. Il sostegno del sindaco di Ottajano, Basilio Di Prisco. Il problema della sicurezza delle strade. Vengono portati in Fiera anche alcuni cavalli di “razza napoletana” dell’allevamento dei Medici. Il comportamento di Giuseppe IV Medici. Le altre novità di questa Fiera, che segna una data importante nella storia dell’evento.

 

“Il borgo di San Gennaro in provincia di Terra di Lavoro a partire dal dì primo gennaio 1841 formerà da sé solo un Comune con amministrazione isolata e indipendente”. E’ il decreto del Re. Ma il primo sindaco, Filippo Casalini, si trova a gestire una situazione che da molti punti di vista è assai difficile: l’ostilità degli amministratori di Palma, le difficoltà finanziarie, una crisi economica territoriale che fa crescere il prezzo delle farina e della carne, e, soprattutto, crea notevoli difficoltà di approvvigionamento: scarseggiano anche la carne suina e quella dei “castrati”. Nell’ultimo trimestre del’41 c’è una inversione di tendenza: il coraggio e la saggezza del sindaco ispirano fiducia al ceto dei “galantuomini”, i quali investono somme cospicue per aggiudicarsi gli appalti comunali. Risulta prezioso il sostegno del sindaco di Ottajano, Basilio Di Prisco, che controlla, tra l’altro, il mercato degli ortaggi – oggi diremmo: dell’agroalimentare – e estende la sua influenza da Nola a Nocera. Con i Di Prisco hanno rapporti di amicizia e di affari il decurione Santolo Buonaiuto e  Vincenzo Prisco che si aggiudica due appalti: quello del “fitto della neve” e quello dei “pesi e misure” e del “fitto dei posti” per i venditori “a banco fisso o mobile”. 

Nel 1842 il sindaco Casalini organizza una splendida festa in onore del patrono San Gennaro e progetta di riportare la Fiera al fasto di un tempo, di porre fine alla crisi che l’ha ridotta, negli ultimi anni, al livello di un mercatino di quartiere. Nella edizione del 1839 gli espositori erano stati meno di venti, e poiché l’ostilità degli amministratori palmesi aveva impedito di costruire gli “stalli” per gli animali, non era stato possibile ospitare i mercanti di cavalli e di asini, e nemmeno i cuoiai della “Terra di Avellino” che esponevano finimenti e selle anche di pregio. Nel ’40 erano state allestite solo due “baracche”, e i fornitori di strutture di ferro e di legno che aspettavano da anni che gli amministratori saldassero i loro debiti avevano protestato così clamorosamente che di fatto la Fiera non si era svolta. Dunque, Filippo Casalini decise di ripartire daccapo. Per prima cosa, cercò di mettere in sicurezza le strade di accesso alla Fiera: sia nel Nolano che nel Vesuviano i grassatori e i rapinatori entravano in azione quasi ogni giorno, e negli anni precedenti avevano estorto “regalie”, anche cospicue, a chi teneva banco in Fiera. Nell’agosto del ’42 il sindaco di Ottajano ordinò ai “capi urbani” delle guardie del Centro Abitato e di San Giuseppe di controllare col dovuto “rigore” le strade che portavano a San Gennaro e al Piano, in particolare “la crocevia” tra i territori di Palma e di Striano. Il Sottointendente di Nola adottò provvedimenti analoghi.

Nella Fiera del ’42 il centro della scena lo occuparono ancora gli attrezzi agricoli, sia in legno che in ferro: in particolare, i fabbri del Vallo di Lauro mostrarono al pubblico una collezione ricca e varia di “zappe, roncigli e rastri”, mentre Giovanni Cozzolino del quartiere “Funari” di Ottajano venne autorizzato a portare le “scale di vario genere”, la cui costruzione costituiva l’attività storica della famiglia. Non mancarono, ovviamente, tutti i prodotti dei “canapari”. Da Ottajano arrivarono “le botti, le mezze botti e i barrichi” del bottaio Vincenzo Boccia, a cui Saggese “Matafone” consentiva di lavorare in proprio per i clienti del territorio. Tornarono le capre, portate da caprai poggiomarinesi, i cui capi, Michele e Nicola Vallone, erano considerati dagli amministratori ottajanesi come nemici pubblici, perché le loro capre, le bianche e le nere, costituivano una mortale minaccia per le vigne. Ma il latte di capra era da tutti considerato un alimento prezioso per le sue virtù salutari, e poco prima dell’autonomia c’era stata una violenta protesta degli abitanti di San Gennaro che accusavano gli amministratori di Palma di bloccare i rifornimenti di latte caprino destinati alla frazione. Tornarono, finalmente, anche i cavalli, da sella e da tiro. Francesco Annunziata, di Ottajano, e Antonio Miranda, di Terzigno, responsabili delle “stalle” che i Medici avevano organizzato nelle loro masserie Campagna e Muscettoli Nuovi, portarono cinque cavalli di “razza napoletana”, mentre un allevatore di Lausdomini, Michele De Riggio, mise in vendita “cavalli da carretta e asini e muli da basto”. Giuseppe IV Medici, che nel 1842 permise che i suoi cavalli andassero in Fiera, a partire dal 1850 cambiò idea e cercò di impedire in ogni modo che la Fiera di San Gennaro diventasse un mercato importante dei cavalli da sella. Cambiò idea forse per non inimicarsi gli organizzatori del mercato di Nola, e tutti i loro amici.

Una nota del decurione Giuseppe Iovino sui tributi pretesi dai frati francescani per “ gli antichi diritti” ci induce a credere che in Fiera un ampio spazio fosse stato riservato ai suini e ai vitelli. Si avviava l’ultima trasformazione della Fiera, quella che l’avrebbe resa, tra il 1870 e il 1875, un “momento” importante anche della cultura dell’alimentazione.

 

Scisciano, a Villa Arianna Hospital parte la terapia del dolore futuristica

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Una terapia innovativa per combattere la sofferenza cronica neuropatica ed oncologica

 Arriva la strategia mininvasiva che grazie ad una stimolazione con degli specifici elettrodi è in grado di intervenire direttamente sul cervello in modo da indurre un’informazione di “non dolore”. Si chiama Calmare Therapy e viene praticata con l’ausilio di un macchinario speciale: il paziente si sdraia sul lettino e la terapia si realizza grazie ad elettrodi, simili a quelli che si utilizzano per un semplice elettrocardiogramma, che vengono posizionati in prossimità dell’area dolente.

La nuova strada per combattere il dolore cronico neuropatico ed oncologico, senza dover ricorrere agli oppiacei o a strumenti invasivi e senza effetti collaterali, si trova anche in Campani, a Scisciano, in provincia di Napoli. Qui, a Villa Arianna Hospital, centro residenziale per le Cure Palliative (Hospice) viene utilizzato un metodo assolutamente innovativo: la nuova frontiera della terapia del dolore.

Villa Arianna Hospital è, infatti, l’unica struttura Hospice in Campania dove viene adoperata la Calmare Therapy che risulta efficace anche in casi in cui non ci sono state risposte positive dall’uso di oppiacei o di strumenti invasivi, come gli stimolatori impiantati. Attraversi un ciclo di applicazioni, variabili a seconda della patologia e del dolore, la Calmare Therapy di Villa Arianna Hospital circoscrive la zona del dolore gradualmente e già dalle prime sedute, si percepiscono risultati concreti.

Nell’Hospice di Villa Arianna Hospital, inoltre, la cura del dolore e non si limita solo alla Calmare Therapy: ascolto e attenzione alle esigenze del malato rappresentano i principali aspetti a cui l’équipe coordinata dal dottor Andrea Piscopo, Medico Palliativista e Responsabile del Reparto, accompagna il paziente nel percorso di cura, in un ambiente moderno ed ospitale. Qui la legge 38 del 2010 viene recepita e applicata in tutti i suoi principi per l’aggiungere il diritto al benessere totale  del paziente: viene garantito l’accesso alle cure palliative e alla terapia del dolore da parte del malato, nell’ambito dei livelli essenziali di assistenza, al fine di assicurare il rispetto della dignità e dell’autonomia della persona.

 

Sant’Anastasia, taglio del nastro al plesso Starza dopo il restyling

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“Sicurezza e decoro delle strutture scolastiche con lo sguardo rivolto alla formazione del futuro dei piccoli alunni”. E’ quanto ha precisato il sindaco Lello Abete a margine dell’inaugurazione della scuola dell’infanzia, da poco ristrutturata, nel plesso di via Starza – afferente l’Istituto Comprensivo “F.D’Assisi  Nicola Amore”- retto dalla dirigente Angela De Falco.

La manifestazione si è svolta questa mattina, 15 settembre,  in una bellissima giornata di sole, alla presenza di giovanissimi cittadini festanti insieme alle loro famiglie. I piccoli sono stati portati per mano dagli adulti alla volta della scuola materna che, simbolicamente, ha aperto i battenti alla cultura del futuro. La musica popolare della tradizione locale ha fatto da sfondo al corteo che si è snodato lungo la strada principale del quartiere periferico di Sant’Anastasia. Dopo la benedizione dell’autorità religiosa, don Davide D’Avino, l’imprenditrice Giusy Piccolo ha donato ai bambini un antico strumento musicale, il tamburello.

A presenziare  l’avvenimento, oltre al primo cittadino, erano presenti la consigliera Palmarosa (Rossella) Beneduce, attuale presidente del consiglio comunale e già assessora alle Politiche Sociali a cui è andato un ringraziamento speciale “per aver reso possibile la  ristrutturazione del plesso” con  il finanziamento del Miur 2018 di 60 mila euro.

“Continueremo il nostro lavoro -ha aggiunto Abete- con un intervento capillare in tutti i luoghi della formazione, a partire dalla ristrutturazione degli immobili”.   Infatti – ha chiosato Rossella Beneduce- i bambini rappresentano il nostro futuro ed è giusto che l’amministrazione comunale ponga in essere tutto l’impegno possibile investendo in formazione e mettendo a disposizione spazi accoglienti e decorosi”.

L’evento si è concluso con il taglio del nastro del sindaco e l’applauso della cittadinanza accorsa numerosa alla festa. Erano presenti la dirigente scolastica De Falco, gli assessori Gelsomina Maiello e Bruno Beneduce con i consiglieri Franco Casagrande e Carmine Capuano.

 

Il ciclista Fausto Coppi in partenza da Somma Vesuviana

Nel centenario della nascita del grande Fausto Coppi (1919 – 1960), il ricordo del trentenne falegname sommese Giuseppe D’Avino (1915 – 1985) che nel 1945 consegnò al famoso ciclista la sua bicicletta per proseguire i suoi allenamenti.

Nel 1942 il caporale Fausto Coppi era uno dei tanti soldati al fronte nella guerra d’Africa di cui si erano perse le tracce. Il ciclista aveva già vinto, a sorpresa, il suo primo Giro d’Italia nel 1940. Dopo la partenza per la guerra, tanti suoi estimatori lo credevano, addirittura, morto. Catturato, infatti, dagli inglesi in Tunisia, Coppi fu trasferito a Caserta in una base della Royal Air Force, dopo lo sbarco alleato a Salerno. A individuarlo, agli inizi del 1945, fu il cronista sportivo Gino Palumbo (1921 – 1987), che pubblicò una sorta di appello sul quotidiano La Voce, in cui incitò gli appassionati a fornire una bici al campione per poter proseguire gli allenamenti. All’appello rispose Giuseppe D’Avino alias scassaporte: un trentenne falegname nativo di Somma Vesuviana che nutriva una forte passione per il ciclismo. Era nato, infatti, il 16 luglio 1915 in via Castello da Francesco e Assunta Aliperta. Il falegname prontamente montò in sella alla sua Legnano verde e si recò a Caserta per consegnarla ai custodi britannici del campione. Giuseppe era sicuro che Coppi, non ancora un mito affermato, sarebbe diventato una star mondiale. Grazie a quel generoso e prezioso gesto, il grande ciclista poté rimettersi in sella dopo gli anni bui della guerra. Due mesi dopo, come gesto di ringraziamento, Coppi fu visto a Somma Vesuviana in sella alla sua bicicletta: era salpato, infatti, da Somma e, la sera del giorno dopo, era a casa a Novi Ligure, dopo aver percorso ben 817 chilometri in meno di due giorni. L’incontro tra il falegname e il ciclista – afferma il giornalista Luigi Mosca –  è entrato pienamente nella storia del ciclismo, tantoché l’episodio non solo è stato narrato dal compianto articolista Gianni Brera nella sua biografia coppiana,ma lo ricorda, tra gli altri, anche il volume Un uomo solo. Vita e leggenda di Fausto Coppi, il campionissimodello scrittore sportivo William Fotheringham, uscito in occasione del cinquantennale della morte del leggendario campione nel 2010. Coppi mantenne, successivamente, un legame molto forte con il falegname sommese e con i figli Franco, Nicola, Aniello e Angelo. Negli anni dei grandi trionfi – continua Luigi Mosca –  era abitudine di Coppi venirlo a trovare al termine delle tappe campane del Giro d’Italia. Fu un privilegio enorme per la famiglia sommese. Per ripagare quel vecchio debito, il campione aveva promesso di regalare una bici da corsa a Franco, il primogenito di Giuseppe, quando il ragazzo avrebbe compiuto i diciotto anni. Ma nel 1960 sopraggiunse, come ben sappiamo, la morte.Nella carriera da professionista, durata ventuno anni – diciotto se si considera l’interruzione a causa della guerra – Coppi vinse complessivamente 151 corse su strada. Indossò per 31 giorni la maglia rosa del Giro d’Italia e per 19 giorni la maglia gialla del Tour de France. Al Giro vinse ventidue frazioni, al Tour nove. Giuseppe D’Avino, invece, ci lasciò per sempre una sera del 20 aprile del 1985. Il figlio Angelo, dirigente scolastico, da sempre testimonial di quell’evento, ha dato il via il 10 settembre di quest’anno, insieme a Faustino Coppi figlio del campione, alla celebrazione del centenario della sua nascita, inaugurando una gara ciclistica da Caserta a Castellania, paese di nascita del Campionissimo.

Roghi rifiuti, sìAMO ANASTASIANI: “Pronta una raccolta firme”

Riceviamo e pubblichiamo un comunicato stampa del movimento politico “sìAMO ANASTASIANI”:
Il movimento politico “sìAMO ANASTASIANI – IL FUTURO CHE CI MERITIAMO” è da mesi in prima linea per la salvaguardia dell’ambiente e per la tutela della salute dei cittadini anastasiani.
“A breve inizieremo a raccogliere le firme per sensibilizzare l’opinione pubblica e gli Enti preposti, onde evitare che questo problema diventi un’emergenza. Siamo stanchi e arrabbiati, non possiamo più tollerare il menefreghismo e la strafottenza di chi finge di governare il nostro territorio e invece pensa sistematicamente ad altro”.
Il portavoce del movimento, Ciro Pavone, continua la sua battaglia: “In questo momento storico abbiamo una priorità, ossia mettere a riparo da qualsiasi rischio la salute dei cittadini. Null’altro può impegnare di più i nostri amministratori”. E aggiunge: “I soldi ci sono, l’ho detto, scritto e ora lo ribadisco. Chi dice il contrario mente; e o lo fa per ignoranza oppure perché ha altre priorità. Se fosse così, lo dica chiaramente”. Infine, annuncia: “Tra pochi giorni sarà pronto un dossier\proposta che consegneremo direttamente nelle mani del sindaco e dell’assessore all’Ambiente, dopodiché coinvolgeremo Governo e Unione Europea. Vi terremo aggiornati”.
Il sindaco e l’assessore – ieri l’altro – riconoscendo il problema, hanno annunciato a mezzo stampa di aver sporto denuncia contro ignoti e di aver inviato una lettera al Ministro dell’Ambiente Sergio Costa. E su questo Ciro Pavone è chiaro: “Inviare una lettera senza poi avere un’idea, una proposta o un progetto da proporre, non serve a niente. Non si può pretendere da altri ciò che potremmo fare noi autonomamente. È il solito passa palla della politica politicante. Serve di più”.

Pollena Trocchia, al via il nuovo calendario di raccolta differenziata

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Sarà attivo da lunedì 16 settembre il nuovo calendario di raccolta differenziata a Pollena Trocchia, elaborato con l’obiettivo di migliorare la percentuale di rifiuti riciclabili prodotti sul territorio cittadino rispetto a quelli indifferenziati. Il lunedì, mercoledì e venerdì sarà raccolto l’umido, il martedì carta e cartone per le utenze domestiche, il giovedì il multimateriale e il sabato il secco indifferenziato, che dunque non sarà più raccolto due giorni a settimana ma soltanto uno e che in nessun caso dovrà essere depositato in sacchi neri. È tuttavia previsto, come servizio supplementare per chi ne fa richiesta compilando l’apposito modulo scaricabile dal sito istituzionale del Comune di Pollena Trocchia, il ritiro di pannolini anche di martedì. Il nuovo calendario prevede inoltre nella giornata di venerdì la raccolta del vetro, da depositare in secchi o contenitori, a tutela della sicurezza di passanti e operatori che potrebbero tagliarsi se il vetro, magari rotto, fosse sistemato in semplici buste di plastica. Lunedì e mercoledì è fissata invece la raccolta di imballaggi in cartone per le utenze non domestiche. Giovedì è il giorno della raccolta di ingombranti e RAEE a domicilio previa prenotazione telefonica al numero dedicato 08119502048. Allo stesso numero, da maggio a ottobre, è possibile richiedere il ritiro degli sfalci di potatura presso la propria abitazione, in quantità non superiore ai 10 chilogrammi e sistemati in buste biodegradabili. Per le quantità eccedenti e per il restante periodo dell’anno bisogna invece conferire presso l’isola ecologica. «Prosegue l’impegno della nostra Amministrazione per la salvaguardia dell’ambiente, che va tutelato e rispettato anche impegnandosi a svolgere nel miglior modo possibile la raccolta differenziata. Siamo sicuri che se i cittadini continueranno ad impegnarsi come sempre e chi finora non lo ha fatto si darà a sua volta da fare i risultati non mancheranno» ha detto il Sindaco di Pollena Trocchia Carlo Esposito. «La partenza del nuovo piano di raccolta differenziata è stata preceduta dalla consegna presso le abitazioni dei nostri concittadini di un opuscolo che indica come e cosa differenziare accompagnato da un pratico calendario che segnala giorni e orari di conferimento e raccolta. Nelle ultime domeniche del mese di settembre punti informativi itineranti sul territorio forniranno spiegazioni e assistenza ai cittadini, ai quali chiediamo collaborazione per raggiungere gli obiettivi del nuovo piano di raccolta, che sono quelli di aumentare la percentuale di differenziazione e ridurre la quantità di scarti indifferenziati prodotti» ha detto l’Assessore ad Ambiente e Territorio Antonella Borrelli.

Incendio ad Avellino, riaprono le scuole. Dati polveri sottili rassicuranti

Scuole riaperte domani ad Avellino e negli altri 19 comuni dell’hinterland interessati dalle conseguenze dell’incendio che venerdì scorso ha semidistrutto la Ics, azienda che nel Nucleo industriale del capoluogo irpino produce contenitori in plastica per batterie automobilistiche. Lo ha deciso il Centro Coordinamento Soccorsi, presieduto dal prefetto Maria Tirone, alla luce delle “cessate esigenze che hanno indotto a consigliare, in via precauzionale, limitazioni alla mobilità e chiusura delle scuole”.
La decisione fa riferimento ai risultati dei monitoraggi su polveri sottili ed extrasottili che hanno restituito soglie mediamente al di sotto di quelle massime stabilite. Nuovi e ulteriori provvedimenti potrebbero essere assunti in seguito ai risultati del monitoraggio Arpac sulle diossine.

Sant’Anastasia, convegno Psi con Biagio De Giovanni: «La politica nell’era dei social»

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Nell’aula consiliare di Palazzo siano, mercoledì 18 settembre alle ore 18, la sezione locale del Psi promuove una discussione sui bisogni e le ragioni della società in evoluzione.

A discuterne Biagio De Giovanni, filosofo, storico, politico, e Valdo Spini, già parlamentare, ministro, vicesegretario nazionale Psi e presidente della Fondazione Rosselli. Le conclusioni saranno affidate al segretario nazionale del Partito Socialista Italiano Enzo Maraio.
Al convegno, moderato da Tonia Castaldo (direttivo Psi Sant’Anastasia), interverranno, dopo i saluti del sindaco Lello Abete, anche l’assessore Gelsomina Maiello e Antonella Marciano (segreteria nazionale Psi).

A Cimitile due giorni di eventi: in scena la bellezza della speranza

Francesco Napolitano: “un’occasione per conoscere uno dei siti storici più belli di tutto il Sud d’Italia”
Un percorso artistico che, nella bellezza, trova la sua connotazione. Giunge alla III edizione l’iniziativa dal titolo “Organizziamo la speranza” in scena ieri e oggi nel complesso museale delle Basiliche Paleocristiane di Cimitile. L’evento, promosso ed ideato da Rachele Esposito Corcione con il patrocinio dell’amministrazione comunale di Cimitile, intende promuovere e valorizzare il concetto di arte in ogni sua forma. L’edizione di quest’anno punta sulla fotografia con la mostra a cura di Giuseppe Ottaiano che, per l’occasione, presenterà anche il suo libro “Campania, bellezza del creato” di cui leggerà alcuni brani l’attore Gennaro Caliendo.
Fitto oggi il programma con inizio alle 10.30 con la visita guidata al complesso museale a cura dell’ A.I.D.O, l’associazione italiana per la donazione degli organi, e proseguirà nel pomeriggio con un focus sul rapporto tra vino ed archeologia a cura dell’archeologo Mario Cesarano. In chiusura un concerto con la degustazione di vini. L’evento è stato reso possibile con il contributo  dell’imprenditore nolano Francesco Napolitano, che ha sostenuto parte dei costi, che così ha commentato l’iniziativa: “una grande opportunità per conoscere uno dei siti più belli del Sud d’Italia e, nel contempo, scoprire i luoghi poco conosciuti della Penisola attraverso un testo che mette in evidenza la bellezza di un Paese che ha tanto da offrire. Un’occasione – continua Francesco Napolitano – per apprezzare gli sforzi di quanti investono su questo territorio”.

Nola, tumore al seno: una passeggiata per la vita

Un percorso lungo 3 km che toccherà le principali piazze della città di Nola aperto a tutti: uomini, bambini ma soprattutto donne. Sul tavolo un obiettivo importante, la raccolta fondi da destinare alla BREAST UNIT dell’ospedale Cardarelli di Napoli, centro d’eccellenza di tutto il Sud d’Italia per la prevenzione e la cura del tumore al seno. Lo start domenica 22 settembre, a partire dalle 9.30 da Piazza Duomo. Un evento organizzato dall’associazione UNITED FOR LIFE di cui è presidente la nolana Angela Carbone, giovane mamma della città di Nola da sempre impegnata nel sociale per la lotta ai tumori al seno, che lo scorso anno concepì l’idea. Quella di domenica 22 settembre, infatti, è l’edizione numero 2 della “passeggiata non competitiva”, che porta il nome di EXPERT FOR LIFE, e segue il successo dello scorso anno con un assegno di 8.000,00€ consegnato direttamente nelle mani dei medici della BREAST UNIT dell’ospedale Cardarelli di Napoli. Una somma importante raggiunta attraverso le donazioni dei tanti partecipanti a fronte dell’acquisto di un kit – “il kit per la vita” – composto da zainetto, t-shirt e cappellino, realizzati appositamente per l’occasione. Tutti i dettagli dell’iniziativa di quest’anno saranno illustrati lunedì 16 settembre nel corso della conferenza di presentazione in programma alle ore 19.00 nella chiesa dei Santi Apostoli in Via San Felice.