La Guardia di Finanza della compagnia di Nola ha dato esecuzione a misure cautelari personali emesse dal gip di Nola nei confronti di un sindaco di un Comune dell’area vesuviana, del segretario generale dello stesso Comune, di un consigliere comunale, di un imprenditore, della vincitrice di un concorso pubblico per titoli ed esami e del marito di questa, che devono rispondere a vario titolo in associazione per delinquere dedita alla corruzione e finalizzata a favorire illecitamente il superamento di concorsi pubblici.
I dettagli dell’operazione in una conferenza stampa che si terrà alle 1l,30 presso la procura di Nola
Concorso truccato dietro pagamento: arrestato sindaco, consigliere e segretario di un Comune vesuviano
Marigliano, sequestrati 1400 cosmetici privi di tracciabilità
Ancora un maxi sequestro del nucleo di polizia commerciale diretto dal maresciallo Montella.
Gli agenti della polizia, sotto la guida del Comandante Maggiore Emiliano Nacar, hanno effettuato un sequestro di 1400 cosmetici privi di tracciabilità e delle spiegazioni in lingua italiana.
Negli ultimi due mesi il nucleo di nuova istituzione ha sequestrato circa 10000 prodotti per la tutela dei consumatori.
“Continueremo su questa strada per il controllo della tracciabilità dei prodotti” dichiara prontamente il Comandante Nacar.
Il fascino irresistibile dell’antica masseria Resina di Somma Vesuviana
Il Palazzo della Resina con la sua campagna circostante è forse la più rappresentativa e meglio conservata, nonostante il frazionamento della proprietà, fra le masserie di Somma Vesuviana. Insediamento antichissimo, per essere sorto al fianco delle chiese benedettine di S. Maria del Pozzo, deve il suo aspetto attuale all’Illustre Principe e Duca D. Marcello Carafa.
Poco distante dal cinquecentesco complesso monumentale di Santa Maria del Pozzo, esattamente a circa centocinquanta metri sulla sua destra, al di là di quello che fu un antico alveo che tagliava da nord a sud l’intera zona, è ubicata l’ imponente masseria con casa palazziata della Resina. Il termine masseria conserva tutt’ora il duplice significato sia di azienda agricola che di casa rurale o padronale, dove vivevano contadini, massari e proprietari. La parola Resina deriva da ravine ovverosia luogo scavato dalle acque o piccolo torrente. Il podere, già presente nel 1308, comprendeva – come riferisce il compianto prof. D’ Avino Raffaele – oltre cinquanta ettari di campagna, altamente fertile e ricca di abbondanti frutteti con una vasta produzione di ciliegie, susine, albicocche e noci. La conformazione morfologica, quindi, si presentava già all’inizio del XIII secolo, scavata dalle acque pluviali calanti dal Monte Somma. Nel XVII secolo l’ operosità degli agricoltori del luogo resero la zona più o meno piana come attualmente si presenta.
La masseria – secondo lo storico Domenico Russo – è forse la più rappresentativa e meglio conservata, nonostante i vari frazionamenti, fra le masserie di Somma. Al centro del predio si innalza la stupenda fabbrica che conserva ancora la sua disposizione quattrocentesca con una vasta corte ed ampie sale raggiungibili da una coperta scalea all’interno del cortile. Una seconda scala, invece, architettonicamente rilevante, è situata sul lato destro del cortile lungo l’androne che immette nel giardino retrostante. La facciata ha subito nel corso dei secoli numerosi rifacimenti: nel XVIII secolo subì qualche aggiunta di gusto neoclassico ben visibile a coronamento della parte centrale dell’ampio timpano. Il suo aspetto – continua Russo – è probabilmente dovuto all’ illustre D. Marcello Carafa, nato a Somma il 28 ottobre 1673 e probabilmente qui morto il 3 luglio 1750. Il Catasto Onciario del 1744 ci attesta a pagina 817 che l’ Ill. Principe D. Marcello Carrafa Patrizio Napolitano e Duca di Jelsi possedeva una casa palaziata nel luogo detto la Resina per uso proprio. Di più possedeva una masseria di moggia centovent’otto incirca, oltre delle partite censuate ut infra, arbustata, vitata, fruttata nel suddetto luogo Resina assieme con un giardino attaccato alla suddetta casa, stimata la rendita per annui ducati seicentotre, sono oncie 2010.
Monumentali si presentano invece i cellai, o cantine, di enorme capienza, a cui si accedeva direttamente con i carri attraverso un lungo corridoio in pendenza. Tutte le aperture – continua D’Avino – del cantinato sono incorniciati da bordi lavorati in pietra vesuviana, mentre sui mastodontici e alti pilastri si impostano vigorosi archi che sostengono le ampie volte. Lo stesso D’Avino, in una sua relazione, accosta questo luogo, dal punto di vista architettonico, alla cisterna romana Piscina Mirabilis di Miseno in cui confluivano le acque dell’ antichissimo acquedotto Augusteo passante pure per Somma e che forse ispirò l’ideatore di questa costruzione. Nella masseria veniva adoperato il grande torchio ricavato da un annoso tronco di quercia, la cosidetta cercola, tipica quasi della maggior parte della cantine delle masserie sommesi. Essa grandeggia nella parte nordorientale del cellaio con una lunghezza di circa dieci metri. A manovrarlo con perizia e stento ci volevano ben cinque o sei persone. Fusti e botti, oltretutto, di dimensioni non comuni sono ovunque distribuiti nella penombra dei freschi locali. All’esterno, invece, nello spiazzale antistante la masseria, luogo di sosta e di convegno, troneggia l’alto e immenso albero di platano, che ancora oggi ci rinfresca nelle assolate giornate estive.
San Giuseppe Vesuviano, si rifiuta di scendere a patti su una causa: avvocato picchiato e minacciato con una pistola
Sono accusati di avere picchiato e minacciato con una pistola un avvocato, nel suo studio di San Giuseppe Vesuviano, per costringerlo a scendere a patti su una causa di lavoro. Due persone del Napoletano di 49 e 37 anni, rispettivamente di Pozzuoli e Torre del Greco, sono state arrestate dai carabinieri con l’accusa di tentata estorsione e rapina aggravati dall’uso delle armi nei confronti di un avvocato del Foro di Nola. Il provvedimento è stato emesso dal gip di Nola su richiesta della locale procura coordinata dal procuratore aggiunte Annamaria Lucchetta.
L’aggressione è avvenuta lo scorso 21 novembre: i due volevano costringere avvocato e cliente, a cui sono stati riconosciuti 40mila euro dopo una causa di lavoro, ad accertarne solo 10mila con, in aggiunta, la rinunciata dei restanti 30mila.
Quando l’avvocato ha rifiutato la proposta “indecente” sono scattate botte e minacce. Prima di lasciare lo studio i due energumeni hanno sottratto il cellulare al professionista e danneggiato il computer.
Sant’Anastasia, serata in onore di Franco Angrisano
Oggi, giovedì 5 dicembre, ore 19, presso l’aula consiliare del comune anastasiano, una manifestazione per ricordare l’attore eduardiano scomparso 23 anni fa.
Un parterre di ospiti d’eccezione, filmati, testimonianze e tanta musica popolare per ricordare Franco Angrisano (foto), attore di origini lucane conosciuto dal grande pubblico televisivo nel ruolo di Giacinto, il sagrestano bonaccione de I ragazzi di Padre Tobia (1968) con Silvano Tranquilli.
Nel pieno degli anni ‘70 ed ‘80 Angrisano ha lavorato al fianco dei giganti del mondo del cinema e del teatro, come Eduardo De Filippo, Sergio Leone, Ettore Scola, Alberto Sordi, Marcello Mastroianni e Giancarlo Giannini. L’attore, salernitano d’adozione, scomparso nel 1996 a causa di un attacco cardiaco, ha dedicato gli ultimi anni della sua vita alle compagnie teatrali amatoriali anche anastasiane che incoraggiava e seguiva.
Proprio per questo forte legame con la cittadina vesuviana, il regista Carmine Giordano, ha voluto rendere omaggio ad Angrisano dedicandogli il Premio Teatrale Nazionale che porta il suo nome, istituzionalizzato dall’amministrazione comunale nel 2002, ed inserito nell’ambito della celebre rassegna “Sant’Anastasia Arte e Spettacolo”.
L’appuntamento è per oggi, giovedì 5 dicembre, ore 19, presso l’aula consiliare del municipio di Sant’Anastasia. Ad animare la tavola rotonda ci saranno Lucia Stefanelli Cervelli, presidente della Commissione del Premio, il regista Carmine Giordano, direttore artistico della Rassegna “Sant’Anastasia Arte e Spettacolo”, ed il sindaco locale Lello Abete.
L’evento sarà allietato da Camillo De Felice con tammorra e canti della tradizione ed il contributo dei ragazzi dell’Associazione Mir.
(Fonte foto: Rete Internet)
Arriva l’albero di Natale all’interno della Galleria Umberto. Borrelli e Simioli: “Dobbiamo vincere la sfida della legalità, nessuno deve rubarlo”
“Martedì mattina, come da tradizione, è arrivato l’albero di Natale all’interno della Galleria Umberto. Ai suoi rami i napoletani e i turisti affidano le speranze e i desideri per il futuro. Come noto quell’albero è ambito anche dai gruppi di teppisti che, ogni anno, fanno a gara per rubarlo. Una sfida all’insegna dell’inciviltà e del disamore per Napoli che danneggia la città dal punto di vista dell’immagine. Quest’anno speriamo possa scriversi una storia diversa, dobbiamo vincere la sfida della legalità. Nessuno deve rubare l’albero dei desideri”. Lo affermano il consigliere regionale dei Verdi Francesco Emilio Borrelli e il conduttore de “La Radiazza” su Radio Marte Gianni Simioli. “L’albero – proseguono Borrelli e Simioli – deve diventare un presidio della Napoli perbene che si contrappone in maniera netta e decisa all’inciviltà e al teppismo. Si tratta di una vergogna che non deve ripetersi. Confidiamo nell’impegno dei commercianti e della cittadinanza a tutela dell’albero. Riponiamo le nostre speranze ovviamente anche nella polizia municipale e nelle forze dell’ordine che, al di là dell’albero, devono intensificare i controlli nella zona che, dopo una certa ora, diventa terra di nessuno. Deve essere un Natale all’insegna della civiltà e non del ludibrio al quale è esposta la nostra Napoli in corrispondenza di questi odiosi furti”.
Regione Campania, salve le strutture di primo soccorso di Ottaviano e San Giuseppe Vesuviano
A Palazzo Santa Lucia riunione operativa con tutti i dirigenti delle Asl e delle Aziende ospedaliere della Campania, per fare il punto sul tema del personale (nuove assunzioni, concorsi, stabilizzazioni).
In una nota, la Regione spiega che “si è fatta anche una verifica relativa alla questione dei ‘tetti di spesa’ per la sanità accreditata su tutto il territorio regionale”. Nei prossimi giorni ci sarà una nuova e conclusiva riunione con le associazioni della sanità accreditata per affrontare “definitivamente il problema a conclusione della stagione del commissariamento della sanità campana”.
Nel contempo saranno implementate al massimo, come già disposto nelle settimane scorse, le prestazioni dei laboratori pubblici. Nel corso della riunione è stato discusso anche il problema relativo alle strutture di primo soccorso di Casoria, Ottaviano e San Giuseppe Vesuviano. Si è convenuto che queste strutture “rimarranno pienamente funzionanti pure in un cointesto di grave criticità relativa al personale medico dell’emergenza, criticità questa che riguarda l’Italia intera”.
Pomigliano, torna il comandante anticrimine. Ecco l’intervista
A Pomigliano mise a segno svariati blitz contro camorristi, inquinatori ambientali, truffatori e parcheggiatori abusivi. Per questo motivo il ritorno dopo sette anni di assenza al comando della polizia municipale del colonnello Luigi Maiello, 48 anni, nativo della vicina Sant’Anastasia, viene salutato a furor di popolo come una sorta di toccasana per il territorio, che insieme ai comuni di San Vitaliano e Acerra batte ogni anno il triste record regionale delle polveri sottili. Dunque, Maiello ha vinto il concorso per il posto di comandante della municipale di Pomigliano. Il casco bianco antimafia prenderà il posto dell’attuale dirigente dei vigili urbani, Armando Giuntoli. “Credo che entrerò in servizio a Pomigliano il 2 gennaio prossimo”, annuncia il poliziotto locale, che lascia dunque il comando di Arzano. Qui il colonnello è stato recentemente protagonista di una vicenda singolare, quando cioè ha fatto affiggere centinaia di manifesti con la scritta “La camorra è una montagna di m…”. E quando era al comando di Afragola svelò “il sistema Moccia”. E’ stato anche comandante a Nola. “Io conto molto sul supporto e sulla collaborazione dei cittadini – la speranza di Maiello – fattori che oggi secondo me sono più importanti delle tecnologie che utilizziamo”. Il comandante ieri si è anche pronunciato sulle problematiche ambientali. “La zona di Pomigliano al confine con Sant’Anastasia – ha aggiunto – è tra le più colpite dall’inquinamento. Io la conosco bene. Ci sono piaghe ormai conosciute ed a cui rivolgeremo la massima attenzione”. “Comunque lo ripeto – conclude il comandante – Pomigliano è da sempre più avanti rispetto ad altri comuni del Napoletano perché là esiste una cittadinanza attiva, una partecipazione dei cittadini alla cosa pubblica. Ciò sarà determinante per le nostre prossime attività”.


