Madonna dell’Arco, sesto decesso nella residenza anziani. Due positivi. Tampone anche al priore
Un’altra morte ieri (martedì 24 marzo) nella residenza sanitaria per anziani tenuta dai padri domenicani di Madonna dell’Arco. Sei decessi in due settimane, ma la signora morta ieri pomeriggio era la sola che da giorni presentava sintomi, tanto da spingere il suo medico curante a chiedere per lei, otto giorni prima, un tampone. Glielo hanno fatto, alfine. Ma soltanto la sera prima che morisse, dopo altri cinque passati a miglior vita. Non ha potuto conoscere il risultato. Intanto però domenica scorsa furono effettuati altri tre tamponi, tutti sulle salme dei degenti deceduti nelle ore precedenti.
Ebbene, due di quegli esami sono positivi al coronavirus, uno no. Dei tre decessi avvenuti domenica, uno non ha alcun collegamento con il Covid – 19, due invece sì. Altri risultati arriveranno nelle prossime ore. Intanto la struttura sanitaria dei domenicani è in quarantena fiduciaria ma tutto fa pensare che già a partire da questa mattina diverrà obbligatoria. Dovranno restare nella residenza degenti, personale sanitario, parasanitario ed ausiliario e ricostruire poi tutti i contatti, le visite dei parenti, quelle dei medici di base.

Tra i contatti c’è anche padre Alessio Romano, così come c’è il cappellano della struttura, padre Luca. Ad entrambi nella tardissima serata di ieri sono stati effettuati i tamponi, così come – per precauzione – a tutti i confratelli e al personale del convento. «Sono molto rattristato – dice padre Alessio – almeno una parte di tutto ciò si poteva evitare se il tampone richiesto molti giorni fa fosse stato eseguito subito ma comprendo che ora l’Asl sia subissata di richieste. Noi seguiremo tutti i protocolli già del resto messi in atto dopo i primi decreti.
Quanto a me, non sono preoccupato. Dai primi di marzo prendo precauzioni ed evito ogni contatto per tutelare i confratelli, alcuni dei quali sono anziani e malati». Prega padre Alessio, e dà appuntamento ai fedeli per una diretta streaming alle 15 di oggi, sulla pagina facebook “Santuario Madonna dell’Arco” e su quella di Ilmediano.it. Oggi è l’anniversario del quarto miracolo della Madonna dell’Arco, quello delle stelle*, che risale al 25 marzo 1675. «Ci affidiamo alla Mamma dell’Arco» – ripete il priore. Tamponi, dopo le 23 di ieri, anche ad altri (tra personale e degenti) residenti della casa anziani. Parrebbe, anche ad altri domenicani, anche se il priore – data l’emergenza coronavirus in atto – si era ben guardato dallo stare accanto ai “fratelli” già a rischio per età e condizioni di salute.
* Un evento prodigioso avvenne il 25 marzo 1675.
Così ne scrive padre Ludovico Ayrola: “È l’ora del tramonto del 25 marzo 1675, un religioso del convento piamente pregava dinanzi all’altare di Maria, quando alzando gli occhi verso l’Immagine, vide sotto la lividura della guancia risplendere un color d’oro e tutto intorno sfavillare numerose e piccole stelle. Teme una allucinazione e chiamato il sacrestano senza prevenirlo, l’invita a guardare l’Immagine. L’interrogato colmo di meraviglia, conferma le luci e le stelle, e corre a chiamare il Priore, in quel tempo il padre Giuseppe Rosella. Questi si fa accompagnare da altri due frati all’altare della Vergine, che confermano l’evento. Il padre priore a tutti i religiosi presenti impose, sotto forma di precetto di obbedienza, di non parlare ad alcuno di quanto avevano visto, affinché nessuno possa essere suggestionato ed il miracolo si sveli da sé. Alle prime luci dell’alba, il vescovo di Nola, monsignor Filippo Cesarino, è nel Santuario a visitare la Sacra Immagine. Osserva lungamente le stelle, e non approvando il silenzio dei padri sul prodigio ordina di divulgare la notizia e di non porre ostacoli alla gioia ed al fervore dei fedeli. Ritornato a Nola, comanda che per tutta la diocesi s’istituiscano pubbliche processioni di ringraziamento. Il Viceré del tempo, Antonio Alvarez Marchese D’Astorga, accorre anche lui al Santuario, e confermando simile ordine del Vescovo di Nola, comanda che per mano di pubblico notaio venga redatto documento dell’accaduto, da inviare poi al Re di Spagna, assieme a riproduzione dipinta del miracolo. Dopo il Viceré vennero e constatarono il prodigio l’Arcivescovo Cardinale Orsini (più tardi papa Benedetto XIII), l’inquisitore, i Consultori del Santo Uffizio.
Il 26 aprile, dopo un mese dall’apparizione delle stelle, il notaio Carlo Scalpato da Nola, richiesto dal Priore del convento, redasse l’atto in presenza e con la testimonianza di moltissime persone autorevoli, religiose e civili, tra le quali troviamo il Nunzio della Santa Sede presso il Regno di Napoli sua eccellenza Marco Vicentino, Vescovo di Foligno; il Vescovo di Nola Filippo Cesarino; il Vicario Generale della Diocesi, Giovanbattista Fallecchia; il Duca D. Fabrizio Capece Piscicelli del Sedil Capuano e suo fratello Girolamo; don Nicola Capecelatro; il residente del Duca di Toscana presso la Corte di Napoli. D. Santolo di Maria, ed il giudice del luogo dottor Onofrio Portelli”.
A testimonianza di quel prodigioso evento, oggi ad abbellire l’immagine della Madonna ci sono dodici stelle sul vetro che ne regge le corone.
Mariglianella, ultima stretta contro il Coronavirus. Tutti a casa ed ognuno nel proprio comune
Finalmente siamo giunti ad una stretta in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da Covid-19, come nel DPCM 22 marzo 2020 del Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, con cui sono state introdotte ulteriori misure da applicare all’intero territorio nazionale. Fino al 3 aprile 2020, dovranno restare chiuse le attività produttive non indispensabili a garantire i beni essenziali, mentre restano aperti i negozi alimentari, i supermercati, le farmacie, le parafarmacie, le edicole e i tabaccai. Inoltre è vietato lo spostamento di ognuno al di fuori del proprio comune.
Confido – ha concluso il Sindaco Felice Di Maiolo – nell’impegno e la
Sant’Anastasia. La solidarietà ai tempi del Covid-19
Parte la raccolta alimentare per i cittadini meno abbienti del territorio. L’iniziativa è targata “Love for Sant’Anastasia”.
L’associazione Love for S.Anastasia lancia la frase “NON LASCIAMOLI SOLI” che spera sulla stregua di “andrà tutto bene” possa diventare anche essa frase slogan dell’emergenza in cui siamo immersi almeno nelle nostre zone. Un motto che vuole essere un invito a non dimenticarsi delle fasce più deboli che vivono ancora con piú incertezza questo momento, un richiamo al valore della speranza, che non finisce mai.
“La frase “Non lasciamoli soli ” vuole essere un invito – ci spiega il presidente Love for Sant’Anastasia, Mimmo De Simone – Abbiamo dovuto a malincuore la prima settimana di Marzo chiudere la nostra sede operativa, abbiamo riflettuto molto su come poterci muovere per non abbandonare le fasce più deboli, le famiglie che seguiamo e tutti coloro che hanno bisogno. Non riuscivamo a trovare una modalità valida ma hanno bussato alla finestra di casa mia 3 famiglie che aiutavamo ogni settimana prima di questa emergenza: nei loro occhi ho visto la disperazione. Ho chiamato subito i miei ragazzi e ho detto loro che non possiamo permetterci di lasciarli soli.
Da qui è partito lo slogan e le iniziative che seguiranno tra cui una raccolta alimentare che attiveremo seguendo tutte le normative in vigore.
Il virus può tenerci chiusi in casa … ma non può fermare i nostri cuori. Non lasciamoli soli, non lasciateci soli..aiutateci ad aiutare queste famiglie”.
Per sapere come fare, ecco i nostri contatti: 392 12 22 718 o su Facebook: Lovefor Sant’Anastasia
Conad e WRM group donano un milione di euro al Pascale
Conad e la WRM Group del finanziere Raffaele Mincione, soci in BDC, la società che ha rilevato la rete ‘ex Auchan’ e la gestisce attraverso la società Margherita Distribuzione, hanno deciso di donare 1 milione di euro al gruppo di ricercatori dell’Istituto Nazionale dei Tumori IRCCS Fondazione Pascale di Napoli che sta sviluppando un innovativo farmaco per la cura dei pazienti che hanno contratto il Coronavirus Covid-19.
“Con questa donazione vogliamo dimostrare la nostra gratitudine a quei ricercatori, medici, paramedici e infermieri che in ogni ospedale e laboratorio si impegnano senza sosta a sviluppare farmaci che possano concorrere a mitigare gli effetti dell’epidemia e a combattere la malattia – ha dichiarato Antonio Brianti, amministratore delegato di Margherita Distribuzione – I nostri dipendenti sono da settimane impegnati nei negozi ex Auchan a garantire la disponibilità di beni alimentari e primari a milioni di famiglie in tutta Italia e anche a loro va il mio ringraziamento per la loro dedizione, senso di responsabilità e determinazione”.
Nola, emergenza sanitaria, la libreria Bibì&Cocò “riapre” con incontri virtuali
Sant’Anastasia, sanificazione: terzo intervento a zone
E’ programmato per mercoledì 25 marzo il terzo intervento straordinario, fatto a macchia di leopardo, di sanificazione delle strade del centro urbano non trattate nei precedenti interventi, con inizio alle ore 13:00 e fine alle ore 16:00 circa.
Coronavirus, Falco (Corecom Campania): Subito misure a sostegno informazione locale
Napoli, dal Presidente del Corecom Campania Domenico Falco, un appello al premier Giuseppe Conte e al sottosegretario all’editoria, Andrea Martella.

Coronavirus in Campania, Codacons:”si requisiscano i posti letto di terapia intensiva delle cliniche private”
Riceviamo e pubblichiamo un comunicato stampa dalla Codacons.
A fronte dell’aggravarsi dell’emergenza coronavirus in Italia il Codacons invia oggi una diffida alla Regione Campania affinché adotti misure eccezionali per incrementare i posti letto in terapia intensiva da destinare alla cura dei pazienti affetti da Covid-19.
Mentre infatti aumenta in modo vertiginoso il numero dei contagiati, negli ospedali pubblici del nord Italia i reparti di rianimazione sono oramai al collasso e a breve non potranno più assicurare le cure in terapia intensiva per mancanza di posti letto disponibili – spiega il Codacons – Per tale motivo inviamo oggi una diffida alla Regione Campania affinché, come previsto dalla legge, requisisca con urgenza posti letto in terapia intensiva e subintensiva presso tutte le cliniche sanitarie private presenti sul territorio, da destinare alla cura dei pazienti contagiati da coronavirus sia della Campania sia di altre regioni d’Italia i cui ospedali hanno raggiunto il livello di saturazione.
Nella diffida il Codacons indica anche un elenco di strutture private presenti in Campania e che, in base ad una ricerca condotta dall’associazione, dispongono di reparti di terapia intensiva e subintensiva. Reparti che ora – chiede il Codacons – dovranno essere sottoposti a requisizione cautelativa urgente allo scopo di garantire le necessarie cure ai malati di coronavirus.
Di seguito l’elenco di alcune cliniche private della regione individuate dal Codacons:
Casa di Cura San Michele s.r.l.
PINETA GRANDE S.P.A.
CLINICA MEDITERRANEA S.P.A.
VILLA DEI FIORI S.R.L.
VILLA DEI FIORI S.R.L.
- R. TRUSSO s.r.l.
Clinica Montevergine
Casa di Cura SANTA RITA Spa – Terapia Subintensiva
CLINICA ATHENA – terapia subintensiva
Clinica Sanatrix
Il Codacons ricorda infine che chiunque voglia segnalare criticità, carenze o altre problematiche inerenti le misure sanitarie, o abbia bisogno di aiuto e assistenza, può contattare il forum sul coronavirus messo a disposizione dall’associazione al numero 89349933 attivo 24 ore su 24. Attivo anche un forum di assistenza psicologica che risponde al numero 89349949.
Regione Campania, regolata la vendita al dettaglio dei beni di prima necessità
Con un atto di indirizzo rivolto ai Comuni della Campania, la giunta regionale ha invitato gli amministratori a non introdurre limitazioni agli orari di apertura degli esercizi commerciali di vendita al dettaglio di alimenti e di altri beni di prima necessità.
Il documento si configura anche come una tiratina d’orecchi nei confronti di quanti, nei giorni scorsi, nel tentativo di rispondere alle pressanti istanze dei cittadini si erano mossi per prendere iniziative prettamente locali, adottando misure singole che hanno contribuito a generare confusione. Inoltre, con il nuovo documento firmato dal governatore Vincenzo De Luca si revocano, laddove fossero stati introdotti, i vincoli e i limiti agli orari di apertura dei supermercati, al fine di garantire ai cittadini l’accesso costante ai servizi essenziali offerti dalla grande distribuzione ed evitare, così facendo, assembramenti e file nel fare la spesa.
Nell’avviso è anche riportato che in virtù della drastica limitazione degli spostamenti, disposta al fine di contenere il contagio nella gravissima fase dell’emergenza attualmente in atto, e della conseguente riduzione della rete di distribuzione al dettaglio fruibile dai singoli utenti, si rende necessario “assicurare la continuità dei servizi nei singoli comuni, soprattutto con riferimento ai centri di piccole dimensioni ove è meno diffusa la rete distributiva, a vantaggio dei cittadini nei singoli territori comunali ed al fine, altresì, di evitare gli assembramenti che conseguirebbero alla contrazione degli orari di apertura dei singoli esercizi”.
Sconfessate, dunque, le ordinanze emanate nelle ultime ore da alcuni amministratori, i quali nell’attesa del nuovo decreto presidenziale avevano tentato la carta dell’autogestione, attitudine prontamente respinta dal governo regionale che in questo modo ha inteso non dare adito a interpretazioni e relative confusioni, il tutto in un momento estremamente delicato per l’emergenza Coronavirus: è atteso nei prossimi giorni, infatti, il picco del contagio al sud.

