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L’ Archiviazione
Ma alla fine è stato il gip del tribunale di Nola, Daniela Critelli, a risolvere definitivamente il caso accogliendo la richiesta di archiviazione avanzata dal pubblico ministero Luca Pisciotta del procedimento penale a carico del titolare dell’impresa e dei due tecnici che hanno curato l’innovativo progetto. L’archiviazione del procedimento penale segue di sei mesi il dissequestro del cantiere deciso ad aprile dal tribunale del Riesame di Napoli dopo la convalida del sequestro firmato dal tribunale di Nola. Una storia tormentata. Il primo sequestro della struttura di via Corradino avvenne nel 2021. Fu un sequestro preventivo messo a segno dal comandante della polizia municipale, Luigi Maiello, che contestò una serie di presunti illegittimità nel rilascio del permesso a costruire consentito grazie a una delibera di variazione della destinazione urbanistica dei suoli votata in municipio dalla maggioranza consiliare retta, allora come oggi, dal sindaco Raffaele Russo. Successivamente l’ufficio gip del tribunale di Nola dissequestrò la struttura, un grande edificio di tre piani, a causa dell’assenza di una relazione tecnica.Il Riesame
Non è finita. Poco dopo l’immobile venne di nuovo sequestrato e i sigilli stavolta furono convalidati dal gip. Fu però il tribunale del Riesame ad aprire le porte allo sblocco di questa storia che definire altalenante sarebbe poco. Il Riesame infatti stabilì che le contestazioni relative al sequestro avanzate dal pubblico ministero fossero sostanzialmente prive di fondamento, in particolare perché il parere sfavorevole della Città Metropolitana di Napoli sulla variazione della destinazione urbanistica dei suoli di via Corradino non era vincolante, come invece sostennero gli inquirenti, ai fini dal rilascio del permesso a costruire da parte del Comune. Infine c’hanno pensato lo stesso pubblico ministero Pisciotta e il gip Critelli a chiudere per sempre un contenzioso pieno di colpi di scena. «Così come accaduto già in altri atti analoghi, stanno venendo al pettine tutti i nodi di una serie di interventi svolti senza una logica ed un criterio razionale – commenta il sindaco di Pomigliano, Raffaele Russo – questi provvedimenti sembrano essere stati effettuati con l’unico obiettivo di mettere in discussione le azioni della precedente amministrazione comunale. Spero che coloro che hanno subito danni a causa di queste azioni – conclude Russo – non debbano chiedere i relativi danni al Comune, poiché in tal caso saremo costretti a rivalerci sui responsabili di tali errori».Reddito e Salario, l’allarme di Bene: “Sindaci soli e famiglie disperate, si faccia presto”
CASORIA. “A ormai diverse settimane dalla sospensione del Reddito di Cittadinanza per tanti percettori e con la discussione sul salario minimo che ristagna molte famiglie percepiscono come abbandonata la lotta alla povertà. E soprattutto noi Comuni ci sentiamo soli di fronte alle disperazione di chi è in difficoltà”. Così il sindaco di Casoria e membro del comitato esecutivo dell’Anci Campania Raffaele Bene ha lanciato il grido di allarme sulla situazione economica di migliaia di famiglie dell’hinterland partenopeo e non solo e soprattutto sull’incertezza del futuro prossimo.
Bene è intervenuto nel corso del convegno sui temi del salario minimo e del Reddito di Cittadinanza organizzato presso la sede regionale dell’Unione Coltivatori Italiani. Il primo cittadino casoriano si è confrontato, tra gli altri, con il presidente uscente di Inps Pasquale Tridico, il deputato ed ex ministro dell’Ambiente Sergio Costa e l’ex presidente della Camera ed esponente del Movimento 5 Stelle Roberto Fico. Hanno partecipato inoltre alla manifestazione Massimo Pepe (consigliere comunale di Napoli), Gabriella Ancora (Ciu-UnionQuadri), Agostino Padovani (Enac), Fabio Petracci (Ciu-UnionQuadri), Mario Serpillo (Uci) e Andrea Orlando (Flai). A moderare Antonello Sannino, presidente di Arcigay Napoli. Una discussione ricca di spunti che non può prescindere dalla percezione di chi vive le difficoltà dei territori in prima linea.
“Le scelte economiche che incidono sulle famiglie e sul mercato del lavoro devono essere supportate dando forza alle istituzioni locali – ha proseguito Bene – invece le amministrazioni comunali sono lasciate in balia di quanti si sono trovati senza misure e senza alternative nel breve periodo. Le storie di disperazione che ascolto quotidianamente anche dai colleghi sindaci impongono delle scelte chiare da subito”.
“La percezione attuale che ha chi amministra i territori è di un percorso, nato col Reddito di Inclusione e poi mutato anche con diversi aspetti rivedibili, e che ora è stato troncato in attesa di una evoluzione non ancora decifrabile. L’ascolto delle istituzioni locali resta lo strumento più immediato per avere un confronto con i cittadini e comprendere dove intervenire in maniera efficace, senza inutili attese e rimpalli”.


