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Sant’Anastasia, petizione per la sicurezza nelle scuole
Una petizione popolare per chiedere sicurezza nelle scuole dopo il crollo della parete in siporex nel plesso di corso Umberto I: sono state già raccolte in una sola giornata oltre 70 firme di genitori e cittadini anche se la chiamata a mobilitarsi per manifestare non ha avuto il successo sperato.
La manifestazione, organizzata grazie ad un gruppo social da una delle mamme, Maria Cristina Russo, era per martedì sera nella piazza antistante il Comune. Solo alcuni genitori hanno aderito e, nonostante fossero stati invitati, non hanno partecipato né il sindaco attuale, né gli altri tre candidati alla carica di primo cittadino per le amministrative di maggio.
Nonostante le defezioni, il gruppo di genitori raccoltosi intorno all’organizzazione dell’evento, non ha intenzione di fermarsi e di continuare, anzi, a rivendicare il diritto allo studio in sicurezza e tranquillità. Dunque, ecco la petizione: una sequela di firme che continuano a crescere in calce ad una missiva indirizzata all’assessore regionale alla pubblica istruzione, Lucia Fortini, e al suo omologo anastasiano ancora in carica, l’avvocato Bruno Beneduce. Nella lettera si rievoca l’episodio del crollo di mercoledì 17 aprile, un evento che finora è stato fin troppo mitigato nella gravità dalle esternazioni dei politici, durante il quale sono rimaste ferite sia pur lievemente una maestra ed un’alunna al momento con il braccio ingessato. E ci sono delle richieste: in primis la rimozione della rete metallica che dovrebbe tenere in sicurezza, da ormai tre anni, il tetto del plesso Umberto della scuola Tenente Mario De Rosa, poi l’invocazione di un sacrosanto impegno economico per le scuole cittadine. Manifestazioni a parte, non ci sono ancora risultati ufficiali per le indagini, né quelle disposte dalla Procura né quelle «interne» annunciate dal sindaco. Indagini che mirano a comprendere chi abbia realizzato quella parete in siporex, tra l’altro mal fissata, per dividere un’aula e ricavarne due.
I lavori, si apprende da fonti ufficiose, non sarebbero stati approvati dall’Ufficio Tecnico del Comune. Fatto sta che, fosse pure stata una iniziativa autonoma della scuola ha almeno tre anni – come confermato da una insegnante – e nel frattempo nessuno ha controllato e verificato la sicurezza delle aule che ospitavano e ospiteranno tanti bambini. Quanti altri rischi ci sono nei plessi anastasiani? Senza contare che negli ultimi mesi una parte della platea scolastica, soprattutto per quanto riguarda il I circolo didattico, è costretta in aule di fortuna ricavate da ex archivi ed altre aree giacché ben otto aule, alla Tenente Mario De Rosa, sono state dichiarare inagibili dopo il non superamento delle prove sismiche. Vesuvius, il primo coordinamento vesuviano della Protezione Civile
Brindisi ieri al bar Royal di Somma Vesuviana per il nucleo di protezione civile Cobra 2, ma la festa ufficiale per la nascita del nuovo coordinamento è prevista per domenica 5 maggio a Cercola. L’atto costitutivo del coordinamento intercomunale è stato firmato il 2 aprile dai comuni di Cercola, Massa di Somma e Sant’Anastasia, vi hanno aderito anche l’associazione Cobra 2 di Somma Vesuviana e il centro operativo di protezione civile di Pomigliano d’Arco.
Il decreto regionale è già firmato e rappresentante legale pro tempore del coordinamento è Giuseppe Piccolo. I gruppi di volontari ora riuniti in un solo nucleo sono gli stessi che da sempre hanno collaborato, lavorando insieme e affrontando emergenze e missioni in sinergia, ne è un esempio recentissimo il servizio ininterrotto per tutto il giorno del Lunedì in Albis a Madonna dell’Arco.
L’atto di costituzione porta le firme dei sindaci Vincenzo Fiengo (Cercola), Gioacchino Madonna (Massa di Somma), Lello Abete (Sant’Anastasia), alla presenza di Giuseppe Piccolo (coordinatore del gruppo comunale di Cercola e ora di Vesuvius), Giuseppe Ciano (coordinatore del gruppo comunale di Massa di Somma), Filippo Giuseppe Fragliasso (capo del nucleo comunale di Sant’Anastasia), Vincenzo Secondulfo (legale rappresentante dell’associazione Cobra 2 di Somma Vesuviana), Giovanni Modola, legale rappresentante dell’associazione COPCSV (centro operativo servizio volontariato) di Pomigliano d’Arco.
Ieri il primo step dei festeggiamenti per la nascita di Vesuvius a Somma Vesuviana, con il sindaco Salvatore Di Sarno che si è congratulato con il neonato coordinamento assicurando la massima collaborazione dell’Ente.
Il protocollo d’intesa, base fondante del coordinamento, consentirà di condividere mezzi, strutture, risorse umane e materiali, per un maggiore e più efficace lavoro nel prevenire e fronteggiare le emergenze, gli eventi calamitosi, redigere i piani operativi o qualunque altra occasione in cui sia d’ausilio e richiesta l’azione dei volontari della protezione civile. Brusciano: Peregrinatio Antoniana e condoglianze al Popolo dello Sri Lanka
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“La montagna ci invita”, ad Ottaviano torna l’escursione sul Vesuvio
Torna ad Ottaviano “La montagna ci invita”, l’escursione lungo i sentieri del Vesuvio organizzata dall’amministrazione comunale e dall’ufficio “verde pubblico” del Comune.
Appuntamento a sabato 27 aprile, per una passeggiata sul Somma Vesuvio e per riscoprire la straordinaria bellezza dei suoi paesaggi e l’immenso patrimonio naturalistico.
La partenza è prevista per le 10, da via Valle delle Delizie, nei pressi del ristorante Villa Giovanna. Da lì i partecipanti raggiungeranno Largo della Legalità, dove verrà celebrata la Santa Messa da tutti i parroci della comunità ottavianese. Le persone con disabilità saranno accompagnate da auto autorizzate. Seguirà un buffet, offerto da alcuni esercenti del posto.
“Anche quest’anno l’escursione avverrà nel pieno rispetto dell’ambiente: i rifiuti verranno differenziati e poi portati in città per essere smaltiti, lasceremo il territorio pulito come abbiamo sempre fatto. La nostra manifestazione vuole essere un invito ai cittadini a prendersi cura del Vesuvio, a considerare la nostra “montagna” una risorsa di inestimabile valore e a rispettarla sempre, isolando gli incivili”, spiega il consigliere delegato al verde, Vincenzo Caldarelli.

