Marigliano, a Pontecitra arriva il progetto “Il Pane è per Tutti”

La Parrocchia Sacro Cuore tra i vincitori del concorso C.E.I. “TuttiXTutti” offrirà un percorso formativo a venti giovani del territorio. La Parrocchia Sacro Cuore di Gesù di Pontecitra in Marigliano lancia il progetto “Il Pane è per Tutti”, un laboratorio formativo per fornai e pizzaioli e rivolto a giovani di età compresa tra i 17 e 25 anni. L’iniziativa è realizzata grazie al contributo del concorso TuttiXTutti, bandito dalla C.E.I., a cui ha partecipato la Parrocchia Sacro Cuore di Gesù classificandosi al sesto posto a livello nazionale.  Il laboratorio sarà articolato in quattro appuntamenti settimanali per la durata di cinque settimane e si terrà presso la pizzeria Bradoburger di Castello di Cisterna con la partecipazione del maestro piazzaiolo Roberto Susta. Il progetto si rivolge a 20 giovani che necessitano di opportunità lavorative e che si trovano in situazione di vulnerabilità e precarietà economica. Il progetto si pone, quindi, come una misura di contrasto alle difficoltà lavorative, reali e potenziali, in cui possono versare i giovani abitanti del territorio ove insiste la parrocchia. L’iniziativa nasce dalla convinzione che i giovani del posto possano ritrovare una loro autonomia che li affranchi dalla chimera del guadagno immediato derivante da azioni criminose, svolgendo così anche una funzione di utilità sociale attraverso l’offerta di un’opportunità lavorativa. Un’opportunità, dunque, per imparare a guadagnare il pane in modo onesto e sicuro, un’opportunità alla portata di tutti. “Il Pane è per Tutti” è l’ultimo nuovo importante progetto promosso dalla Parrocchia Sacro Cuore di Gesù di Pontecitra, da sempre attiva sul territorio della Città di Marigliano per la realizzazione di percorsi di inclusione e contrasto alle difficoltà in cui possono versare i membri della comunità. Un cammino di speranza e di azione concreta che, oggi, può contare su un altro prezioso tassello. Il termine ultimo per inoltrare la richiesta di iscrizione a laboratorio è il 30 settembre 2019. Per informazioni e invio candidature è possibile contattare il Parroco Don Pasquale Giannino ai seguenti recapiti: tel.:081 841 2646; cel.:3339744859; email:giannino.pasquale@libero.it

Piccole e medie imprese, al via il “Garanzia Campania Bond”

Prende il via “Garanzia Campania Bond”, uno strumento finanziario innovativo progettato dalla Regione per sostenere la crescita delle pmi: è stata oggi sottoscritta la convenzione tra Sviluppo Campania, soggetto attuatore della misura, e il raggruppamento temporaneo di imprese formato da Mediocredito Centrale – Banca del Mezzogiorno S.p.A. e FISG S.r.l. (Gruppo Banca Finint), ‘arranger’ dell’operazione. Garanzia Campania Bond prevede l’emissione di minibond da parte di piccole e medie imprese campane. Raggruppati in un portafoglio con un ammontare massimo di 148 milioni di euro, i minibond sono sottoscritti da un’apposita società veicolo che a sua volta emette titoli sottoscritti da investitori istituzionali. Il portafoglio è garantito da Sviluppo Campania con risorse del POR FESR Regione Campania 2014-2020 pari a 37 milioni di euro. Attraverso questo strumento le piccole e medie imprese della Campania potranno ottenere un finanziamento a lungo termine, senza garanzie reali e con condizioni competitive.

Stop inceneritore, il vescovo contro gli stoccaggi ad Acerra e Giugliano: “Abbiamo già pagato”

  Scende in campo la Chiesa dopo il rinvio a data da definire sulla decisione di riaprire gli impianti di stoccaggio di Acerra e Giugliano in vista dello stop di più di un mese del termovalorizzatore, fermo per manutenzione che scatterà a settembre. Intanto il vescovo di acerra, Antonio Di Donna, con un messaggio diramato ieri spera di persuadere le autorità competenti a escludere i due comuni dalla decisione di conferire i rifiuti che non potranno essere bruciati durante la chiusura programmata dell’inceneritore, ubicato anch’esso ad Acerra insieme all’impianto di stoccaggio che la società della Città Metropolitana, la “Sapna”, ha chiesto di far riaprire nel territorio della diocesi che Di Donna amministra. “Acerra ha già pagato un prezzo troppo alto”, avverte però il prelato. Il riferimento è anche alla stessa scelta, risalente al 1995 e poi concretizzata nel 2001 con l’apertura del cantiere, di costruire proprio da queste parti il termovalorizzatore. Ma non solo. Accanto al colosso brucia rifiuti fu realizzato nel 2004 uno dei più grandi impianti di stoccaggio della regione, capace di ospitare 120mila tonnellate di rifiuti. E’ lo stesso impianto che ora, pur essendo in parte ancora zeppo di scarti ammassati da 14 anni sulle piazzole, Città Metropolitana e Regione vorrebbero riaprire. ”Giugliano e Acerra – eccepisce però il vescovo – sono città già interessate da un’enorme pressione del ciclo dei rifiuti. Si continua a voler far ricadere i costi ambientali e sociali di questa crisi su territori che hanno già pagato un prezzo troppo alto”. Di Donna replica poi al dato di fatto, avanzato dal nostro giornale, che i sindaci campani non vogliano ospitare impianti di stoccaggio per far fronte all’emergenza che ormai aleggia come uno spettro su Napoli e su tutta la sua area metropolitana. Basti osservare gli accumuli di rifiuti che nella periferia del capoluogo e in tanti comuni già si stanno formando. ”Non si tratta di voler seguire la logica “non a casa mia” – risponde il vescovo – mi chiedo piuttosto perché si debba infierire e accanirsi sempre sugli stessi territori, sempre e solo su Acerra e altri, approfittando della rassegnazione di queste città, che piangono i loro morti e i loro malati?”. A ogni modo il massimo esponente della Chiesa locale concorda sul problema che le amministrazioni comunali abbiano assunto un comportamento incerto su questa vicenda e sostiene che quella che si profila non sia un’emergenza ma che sia una situazione prevista con qualche anno di anticipo. “Comprendiamo la diffidenza dei comuni – aggiunge – ma facciamo nostra la proposta della Regione: quella di individuare altre aree per una equa distribuzione, più siti di stoccaggio, purché questo avvenga all’interno di un piano organico e con garanzie da parte della Regione che i siti non restino tali per anni e che siano poi bonificati”. Polemiche su polemiche. Il vescovo nel messaggio si scaglia pure contro il termovalorizzatore, giudicato dalle comunità della zona alla stregua di un “mostro”. “Possibile – si chiede il prelato – che non si riesca a trovare un’alternativa all’inceneritore? Possibile che in tutti questi anni il piano regionale dei rifiuti non abbia prodotto risultati concreti?”. In ogni caso alla fine del comunicato Di Donna ammette che il fermo del termovalorizzatore possa determinare un’emergenza per cui si augura che “questa nuova emergenza possa essere un’opportunità per una migliore raccolta differenziata e aiuti a rompere la dipendenza dall’inceneritore di Acerra attraverso un piano improntato al riciclo e agli impianti alternativi”.

Somma Vesuviana, una strada in onore di Mario Cerciello Rega

L’amministrazione comunale è pronta ad intitolare una strada a Mario Cerciello Rega, vicebrigadiere dei carabinieri ucciso nell’adempimento del dovere. Il sindaco Salvatore Di Sarno ha espressamente chiesto un parere a riguardo alla commissione toponomastica, a rispondere è stato il coordinatore Alessandro Masulli. Ricordando l’iter da seguire per persone decedute da meno di dieci anni che si siano distinte per particolari benemerenze, l’autorizzazione spetta sempre alla prefettura alla quale va presentare un’istanza, allegando la delibera di Giunta Comunale concernente l’oggetto della richiesta e la planimetria dell’area territoriale interessata. “Nel caso del Vice Brigadiere Cerciello Rega Mario”, scrive Masulli nella missiva di risposta al primo cittadinole cui virtù da eroe sono state scandite dai mass-media di tutto il mondo, non è necessario allegare alcun curriculum. La Commissione Toponomastica, in questo caso, d’intesa con l’Amministrazione Cittadina, avrà il solo compito di individuare quale strada o piazza pubblica possa conservare la viva memoria del nostro valoroso cittadino”.

“Sin dal primo istante in cui la comunità di Somma Vesuviana ha saputo della tragedia ci è stato chiesto di dare un segno tangibile che Mario Cerciello Rega non sarebbe stato dimenticato”, commenta il sindaco Salvatore Di Sarno, “Abbiamo pensato fosse giusto intitolargli una strada della sua città per rendergli onore per sempre. Per questa ragione ho chiesto un parere alla commissione, così da seguire l’iter preciso per l’intitolazione, e procederemo presto”.

Parco Nazionale del Vesuvio: campi di volontariato promossi da Legambiente e Libera

Dal 10 giugno scorso si stanno svolgendo ad Ottaviano i campi di volontariato nel Parco nazionale del Vesuvio promossi da Legambiente e Libera con il patrocinio dell’Ente Parco Nazionale del Vesuvio. Si tratta di campi tematici incentrati sul binomio Ambiente e Legalità Stamattina i  ragazzi provenienti dalla Grecia-Armenia-Serbia- Spagna- Turchia_ Ucraina- con volontari Italiani, hanno partecipato alla liberazione di Fauna selvatica recuperata nel Parco e curata presso il CRAS Federico II di Napoli- Dipartimento di Medicina Veterinaria, proprio grazie ad un protocollo tra parco nazionale e Cras . Sono stati liberati nei giardini del Palazzo Mediceo (sede dell’Ente), una Poiana  trovata ferita a Somma Vesuviana, un Gheppio recuperato a Torre annunziata e due Assioni recuperati nell’area parco. I volontari hanno lavorato a fianco al parco nelle inizitive #PLASTIC FREE, la campagna per liberare dall’uso della plastica le strutture dell’Ente, i sentieri ed i boschi. Un campo senza utilizzo di oggetti di plastica, a partire dall’uso della borraccia per i volontari. Il lavoro è continuato per  tutto il periodo per la conservazione della natura, oltre alla possibilità di contribuire alla gestione dei beni confiscati, l’opportunità di conoscere l’impegno dei familiari delle vittime innocenti delle mafie con le loro storie, questi sono i motivi che spingono i giovani a scegliere il ns. territorio protetto.

De Luca, approvato il Piano di Edilizia Ospedaliera: previsti fondi per 1 miliardo di euro

“E’ stato approvato con il passaggio finale in Conferenza delle Regioni, dopo una istruttoria durata 15 mesi, il Piano di Edilizia Ospedaliera per l’importo di 1 miliardo e 80 milioni di euro. Finalmente. E’ un risultato straordinario conseguito dal Governo regionale che accede a questo finanziamento per la prima volta dopo quasi vent’anni. Abbiamo potuto accedere a questi fondi avendo innanzitutto risanato i bilanci e avendo creato e approvato una nuova e coerente rete ospedaliera. Sono risorse importanti, decisive per ristrutturare decine e decine di strutture ospedaliere e di realizzare una pagina nuova nella sanità campana”. E’ quanto ha annunciato il Presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca, che illustrerà il piano nel dettaglio sabato 3 agosto alle 11 nella sala De Sanctis di palazzo Santa Lucia.

“Piume di diamante”, sette frammenti di esistenza, resistenza e di legittima ricerca della felicità

Piume di Diamante, è questo il titolo del libro, edito attraverso la piattaforma di self-publishing Youcanprint, che, come recita la sinossi, racconta “Sette frammenti di vita e di legittima ricerca della felicità nonostante gli sgambetti dell’esistenza. Sette modi di essere nel mondo con tenacia, trasformando le smorfie di dolore in sorrisi e il veleno in medicina”. Eleonora, Valeria, Claudio, Giusi, Gloria, Lisa, Tania, raccontano un piccolo pezzo del loro percorso, della loro sfida con la disabilità e l’esistenza, ma lo fanno, appunto, come “piume di diamante”. Il diamante, infatti, è un elemento nativo, il più duro che ci sia. Viene generato all’interno del ventre della terra a grandi profondità e lì ha tempo e modo di nutrire la propria forza, riemergendo dall’oscurità. Ma anche questo materiale può avere fragilità, irregolarità,  che ne alterano l’apparente perfezione,  e punti critici, che lo espongono al rischio di rottura: sono le piume, che si intravedono al di sotto della superficie. Le piume, poi, rappresentano anche l’approccio degli autori alla propria condizione esistenziale, un contatto lieve che non abdica mai al sorriso ed alla voglia di lottare e sperare, nonostante le inevitabili cadute ed i colpi  duri. Anime delicate come fiori ma forti e temprate come l’acciaio, come verrebbero definite dal copione della pellicola del 1989, Steel Magnolias, diretta da Herbert Ross e tratta dal dramma teatrale di Robert Harling. “ Quello che vorremmo trasparisse dalle nostre parole ed arrivasse ai lettori – sottolineano Eleonora e Valeria  – e che una Rinascita è sempre possibile, che dietro ogni limite si nasconde un’opportunità”. Il libro rappresenta, in qualche modo, un’evoluzione rispetto ai frammenti di vita confluiti e raccontati nel blog  Ali di porpora . “Ali di Porpora – continuano gli autori – nasce dall’idea di voler donare al mondo occhi nuovi coi quali guardare la disabilità, trasformando la concezione che essa rappresenti una condizione insuperabile. In onore di quest’idea abbiamo capito che era giunto il momento di raccogliere in un libro i frammenti delle nostre storie, simbolo di quella rinascita che segna le tappe della nostra lotta e del nostro esistere. In questo senso, noi stessi mostriamo al mondo in quanti modi può essere vissuta e affrontata la malattia e la disabilità”. Nascono così, come recita ancora la sinossi, “Sette modi di raccontarsi e di raccontare la disabilità fuori dagli stereotipi, dal già visto e sentito, tenendo lontani i toni acclamanti del supereroe, quelli pietistici dello sfigato colpito da una tragedia biologica e dalla malasorte. Sette tessere di un puzzle multicolore che tenterà di farvi immergere in un caleidoscopio di colori e di emozioni: il riso, il pianto, l’empatia, la rabbia, la frustrazione, la meraviglia, la gioia e tanto altro. Per poi scoprire, attraverso una sorta di illuminazione, l’Araba Fenice che alberga in ognuno di noi”. Il libro è anche disponibile, in formato cartaceo ed e-book, negli store: Hoepli, Mondadoristore, Libreriauniversitaria, LaFeltrinelli,  IBS.

Museo del Parco Nazionale del Vesuvio: siglato l’Accordo di Programma per l’avvio delle attività e la gestione del nuovo centro museale

Il giorno 26  luglio 2019,  presso la sede della Fondazione Cives ad Ercolano, è stato siglato l’Accordo di Programma tra Ente Parco Nazionale del Vesuvio nella persona del Presidente Agostino Casillo, il Comune di Boscoereale nella persona del Sindaco Antonio Diplomatico, l’ Osservatorio Vesuviano INGV nella persona del direttore Francesca Bianco e  la Fondazione CIVES nella persona del Presidente Luigi Vicinanza finalizzato all’avvio delle attività di gestione del Museo del Parco Nazionale del Vesuvio. L’accordo prevede che L’Ente Parco oltre a garantire le risorse finanziarie necessarie provvederà ad approvare il Piano di Gestione e supervisionare tutte le attività scientifiche, didattiche e culturali del Museo; il Comune di Boscoreale, invece, dovrà garantire la manutenzione e i servizi dell’area urbana in cui è inserito il museo ed applicherà  le esenzioni possibili in ordine ai tributi comunali, mentre la Fondazione Cives svolgerà  tutte le attività operative per la gestione del Museo e metterà a disposizione le proprie strutture tecniche ed amministrative, nonché il personale specializzato nella manutenzione ordinaria della dotazione multimediale e nella comunicazione; in fine l’Osservatorio Vesuviano- INGV, per le materie di propria competenza istituzionale, fornirà il contributo scientifico per gli aggiornamenti espositivi, per la formazione e gli eventi scientifici. “Un bell’esempio di collaborazione istituzionale – dichiara il Presidente dell’Ente Parco Nazionale del Vesuvio Agostino Casillo– grazie al quale l’intero territorio del Parco avrà finalmente un centro mussale innovativo che si aspettava da moltissimi anni. Il Museo del Parco Nazionale del Vesuvio sarà un fiore all’occhiello della proposta culturale e turistica della nostra area protetta aggiunge Casillo.  Metteremo in campo fin da subito il massimo impegno affinché il museo diventi in poco tempo un punto di riferimento anche per scuole del territorio“.  “La firma dell’accordo di programma per la gestione del Museo del parco Vesuvio che sta nascendo a Boscoreale è un elemento di grande rilievo per la città. Non solo costruiamo un polo turistico-didattico in grado di attrarre migliaia di visitatori, ma realizziamo un centro culturale in grado di rafforzare la partecipazione e la coesione sociale della nostra comunità”-ha dichiarato il Sindaco di Boscoreale Antonio Diplomatico”.  “L’intesa appena sottoscritta è un segnale positivo per tutti coloro che hanno a cuore la natura, la tutela dell’ambiente, la valorizzazione dei beni culturali, la diffusione della conoscenza scientifica – dichiara il Presidente della Fondazione Cives Luigi Vicinanza . Quattro soggetti pubblici diversi hanno trovato un proficuo accordo per far nascere a Boscoreale il museo del parco nazionale del Vesuvio. La sinergia istituzionale appena avviata indica un metodo di lavoro destinato, si spera, a ribaltare una vecchia mentalità. L’area vesuviana è infatti un concentrato di potenzialità inespresse, ciascuno per la sua strada, con i suoi problemi. Da oggi invece Parco del Vesuvio, Osservatorio vesuviano, Comune di Boscoreale e Fondazione CIVES-MAV di Ercolano lavorano insieme per un obiettivo ambizioso: aprire al pubblico in tempi rapidi una struttura museale innovativa e affascinante, all’altezza della fama del vulcano di cui racconterà la storia passata e quella presente. Il MAV, con le competenze accumulate nei primi undici anni di attività, si propone in questo campo come moderno centro museale e culturale in grado di mettere le proprie capacità organizzative e scientifiche a disposizione dell’intera nostra regione”. “L’Osservatorio Vesuviano-INGV – dichiara Francesca Bianco Direttore dell’INGV di Napoli –  ha collaborato alla ideazione e progettazione del percorso museale declinando nei diversi allestimenti il ruolo del vulcano, il Vesuvio, sul territorio, sulla ricchezza dei suoli vulcanici e sul loro utilizzo, sull’uso dei materiali vulcanici da parte dell’uomo. In territori come questi, dove si pensa spesso che il vulcano sia la fine di tutto, noi raccontiamo come invece il Vesuvio sia il punto di partenza per un’adeguata conoscenza del territorio e per tessere quella rete di consapevolezza che poi fa cultura.”

Costantino Kavafis, “Itaca”

Itaca Quando ti metterai in viaggio per Itaca devi augurarti che la strada sia lunga, fertile in avventure e in esperienze. I Lestrigoni e i Ciclopi o la furia di Nettuno non temere, non sarà questo il genere di incontri se il pensiero resta alto e un sentimento fermo guida il tuo spirito e il tuo corpo. In Ciclopi e Lestrigoni, no certo, nè nell’irato Nettuno incapperai se non li porti dentro se l’anima non te li mette contro. Devi augurarti che la strada sia lunga. Che i mattini d’estate siano tanti quando nei porti – finalmente e con che gioia – toccherai terra tu per la prima volta: negli empori fenici indugia e acquista madreperle coralli ebano e ambre tutta merce fina, anche profumi penetranti d’ogni sorta; più profumi inebrianti che puoi, va in molte città egizie impara una quantità di cose dai dotti. Sempre devi avere in mente Itaca – raggiungerla sia il pensiero costante. Soprattutto, non affrettare il viaggio; fa che duri a lungo, per anni, e che da vecchio metta piede sull’isola, tu, ricco dei tesori accumulati per strada senza aspettarti ricchezze da Itaca. Itaca ti ha dato il bel viaggio, senza di lei mai ti saresti messo sulla strada: che cos’altro ti aspetti? E se la trovi povera, non per questo Itaca ti avrà deluso. Fatto ormai savio, con tutta la tua esperienza addosso già tu avrai capito ciò che Itaca vuole significare.

Omicidio Rega Cerciello: dall’autopsia chiara la furia del killer, colpi profondi allo stomaco e al cuore

Intanto sono molti a fermarsi dinanzi alla tomba di Mario, sull’area pubblica del cimitero di Somma Vesuviana, appena all’ingresso, per lasciare un fiore o un cero. Nei prossimi giorni saranno ascoltati  in procura i quattro carabinieri liberi dal servizio intervenuti per una operazione antispaccio che non portò né ad arresti né al sequestro di un solo grammo di droga. È uno dei punti della strategia investigativa che prevede l’ascolto dei quattro militari come persone informate sui fatti. Un’occasione per il maresciallo Sansone (il più alto in grado quella notte sul campo) di spiegare perché decise di intervenire alla vista di Brugiatelli, dell’americano e del pusher e perché, senza passare per la centrale, chiamò lui direttamente il suo sottoposto Andrea Varriale per farlo intervenire sul posto insieme al vicebrigadiere Cerciello. Varriale e Cerciello erano infatti in servizio, seppure in borghese, e furono loro ad avere il primo contatto con Sergio Brugiatelli, l’uomo a cui Finnegan Lee Elder e Christian Gabriel Natale Hjorth avevano rubato lo zaino. Anche i tabulati telefonici di tutti i carabinieri protagonisti della vicenda — compresi quelli di Cenciello e Varriale — sono stati acquisiti dalla procura per ricostruire, attraverso le chiamate in entrata e in uscita, chi ha chiamato chi e a che ora. L’obiettivo non è solo quello di ricostruire eventuali contatti tra loro nei momenti che hanno preceduto l’omicidio. Ma anche di verificare se vi sono stati contatti telefonici, nella fase del blitz antidroga, con gli spacciatori della zona o con lo stesso Brugiatelli. Ieri sono arrivati anche gli esiti dell’autopsia eseguito sul corpo di Mario Rega Cerciello: il militare è morto per «ripetuti segni di coltellate sul fianco destro e su quello sinistro. Il colpo più profondo è stato quello inferto da dietro che ha raggiunto e perforato lo stomaco ». Infine l’ultimo, al cuore. Continua anche l’analisi di ore di video delle telecamere presenti nelle zone interessate dalla vicenda. Fuori dall’albergo di via Pietro Cossa dove alloggiavano gli americani, meno di cento metri dal luogo dell’aggressione mortale, le telecamere erano fuori uso.