L’esponente degli studenti: “Prima dovremo confrontarci”.
Fuori e dentro la scuola la voglia di parlarne è poca, quella d’interrogarsi su quanto avvenuto soprattutto. Fatto sta che è di quelli che dovrebbero far scaturire un minimo di riflessione l’arresto per spaccio di droga di uno studente di 18 anni, arresto messo a segno mercoledi dai carabinieri nel cortile secondario del liceo classico scientifico di Pomigliano, l’Imbriani. B.M., di Mariglianella, ragazzo proveniente da un contesto familiare del tutto normale, è stato bloccato in mattinata sotto le mura dell’istituto dai militari della compagnia di Castello di Cisterna, diretti dal capitano Tommaso Angelone, proprio mentre cedeva, dietro pagamento, una dose di marijuana ad altri due studenti. Poco dopo i carabinieri hanno perquisito l’abitazione del giovane. Qui sono stati trovati 20 grammi di marijuana, già divisa in dosi pronte allo smercio, una dose di mdma, cioè l’excstacy, la droga sintetica fortemente allucinogena, un bilancino, materiale da confezionamento e 30 euro in contanti ritenuti provento di attività illecita. Il ragazzo è stato messo agli arresti domiciliari. I due giovani che hanno acquistato lo stupefacente sono stati segnalati alla prefettura. Intanto giovedi pomeriggio, nella scuola, si è riunito il collegio dei docenti. Ma l’arresto dello studente non era l’argomento all’ordine del giorno. “Non posso parlare perché non so nulla”, risponde frettolosamente, mentre sta per fare ingresso nell’istituto, il preside Pasquale Lauri, un recente passato da assessore alla cultura e alla pubblica istruzione del comune di Pomigliano. “Dopo l’arresto – racconta Lauri – mi sono recato nella stazione dei carabinieri per saperne di più, ma non mi hanno detto niente…Se organizzeremo qualcosa per discutere dell’argomento? Si, lo faremo “. Poca voglia di parlarne anche tra gli studenti. Anzi, Vincenzo Di Buono, rappresentante dei 1100 iscritti all’Imbriani, è piuttosto categorico. “Su questo non abbiamo intenzione di esprimerci – replica sicuro – perché comunque era un nostro compagno. La mia non è omertà – chiarisce però Vincenzo – il fatto è che noi studenti dobbiamo prima confrontarci”. Di Buono fornisce un profilo dello studente arrestato tutto sommato ordinario. “Non ha mai creato problemi – spiega – era solo un po’ più vivace”. Per il resto l’esponente dei ragazzi aggiunge dicendo che “quest’anno soprattutto la situazione è molto tranquilla a scuola” e che “all’Imbriani si fanno molte iniziative”. Il liceo classico scientifico di Pomigliano, realizzato una quindicina di anni fa, ha avuto un passato piuttosto turbolento. Proprio poco dopo la sua inaugurazione il primo piano dell’edificio fu preso a colpi di bombe molotov. Andò a fuoco un’intera alla della scuola. Lo spaccio di droga ha poi flagellato per anni gli ingressi del liceo. La vendita di ogni tipo di stupefacente veniva effettuata all’esterno dai “guaglioni” dei clan locali. “Un fenomeno di parecchi anni fa”, rassicura però Vincenzo. A diversi anni fa risale anche l’arresto di alcuni studenti per furto di auto. Altri episodi spiacevoli risalgono all’anno scorso, quando nell’aprile del 2015 l’intero laboratorio di informatica è sparito. Rubati anche i computer in dotazione ad alcune classi. Attrezzature chiuse a chiave all’interno di armadietti metallici che sono stati sistematicamente forzati e razziati. Rubati complessivamente 50 tra pc e tablet per un valore totale stimato di 25mila euro. Un altro furto era stato consumato l’8 novembre del 2014: 10 tablet spariti.








