Il progetto nasce per raccordare le vocazioni della città. Servono nuove idee e l’impegno di tutti per rilanciare l’immagine e la funzione di Castello e della città di Somma vesuviana.
Intanto bisogna immediatamente eliminare il degrado in cui versa la zona. Basta farsi una passeggiata a Castello per accorgersi che la sporcizia e le erbacce infestanti hanno invaso strade e sentieri. Nella gente crescono indignazione e rassegnazione. Una zona turistica, molto frequentata, che una volta rappresentava il biglietto da visita della città sommese, deve subito ritornare all’antico splendore. I rifiuti e le erbacce devono essere rimossi e la manutenzione delle strade e delle zone verdi non devono essere considerati interventi straordinari. Non si può, poi, perdere altro tempo, gli amministratori comunali e le forze politiche, se hanno voglia e capacità, devono farsi parte diligente e riscrivere una nuova pianificazione urbanistica e programmatica della parte a monte di Somma vesuviana. Castello, infatti, può diventare una zona strategica, che raccorda e valorizza le vocazioni della città che sono: il turismo, l’agricoltura, i servizi, l’ambiente e la tradizione. Innanzitutto la nuova amministrazione comunale dovrebbe spiegarci in quale direzione vuole indirizzare lo sviluppo futuro della città. Sicuramente non si dovrà trascurare l’agricoltura che con la produzione di albicocche e di vino Catalanesca trova punti di eccellenza. Anche il turismo con la fitta rete di sentieri che partono in gran parte dalla zona a monte della città dovrà essere una direttrice di sviluppo su cui indirizzare l’economia locale. Il settore dell’enogastronomia, che sta avendo sviluppi impensati negli ultimi anni può ricavare giovamento se si restituisce a Castello il ruolo di eccellenza turistica. Per non parlare, poi, della funzione che la zona più alta della città di Somma ha sempre esercitato nel campo delle tradizioni e della religiosità popolare. Certamente non sarà facile raccordare tutte queste esigenze ed indirizzarle verso un unico progetto di sviluppo. Credo che da soli non ci riusciamo. E’ necessario l’intervento degli esperti. Per questo sarebbe auspicabile che l’amministrazione comunale promuova un Concorso internazionale di idee per programmare e pianificare una nuova funzione di Castello. La spesa per istituire il Concorso internazionale non è esosa e sicuramente tanti architetti da ogni parte d’Italia e d’Europa potrebbero decidere di partecipare a questa iniziativa che garantisce notorietà e prestigio. Per sviluppare il progetto nato dal Concorso internazionale di idee, naturalmente, ci vorranno molti soldi. E’ importante comunque che si cominci a discutere con le categorie produttive, con le associazioni, con le forze politiche e sindacali sugli indirizzi dati dagli esperti per rilanciare Castello e poi si vedrà come reperire i finanziamenti.
Inoltre bisognerebbe anche fare qualcosa per tenere aperto tutti i giorni il santuario di Santa Maria a Castello, uno dei pochi della provincia di Napoli a restare chiuso diversi giorni alla settimana. Molti auspicano che anche questo problema possa essere risolto nel breve periodo.



