Riceviamo e pubblichiamo un comunicato dal Pd di Somma Vesuviana, in merito alla buona riuscita della serie di eventi “Territori felici, la politica che crea benessere”, tenutisi nei giorni 9 e 10 novembre presso il Museo Contadino a Somma Vesuviana:
“Buona la prima”, molto partecipata e ricca di spunti la prima delle due serate promosse dal PD di Somma nella pregevole cornice del Museo della civiltà Contadina, un percorso riflessivo e propositivo che traccia una visione di città e individua i temi fondamentali da cui partire e su cui occorre insistere: urbanistica e sviluppo del territorio, diseguaglianze e politiche di contrasto alle povertà, salute e ambiente, scuola, giovani tra speranze e realtà.
«Lavorare sul territorio, conservare un radicamento, in dialogo con la propria comunità, perché la politica può riscattarsi ancora e trovare la strada del benessere per la città, rimuovendo gli ostacoli che impediscono la piena espressione del diritto alla felicità» ha ribadito Giuseppe Auriemma, Segretario del PD cittadino. È questo il significato emerso dalla prima serata di “Territori felici”, la serie di eventi promossi dal Partito Democratico di Somma Vesuviana presso il Museo della Civiltà Contadina di Somma Vesuviana terminati, nella seconda serata, con la partecipazione straordinaria della senatrice del Pd, Valeria Valente. Gli argomenti su cui si è discusso sono stati i seguenti:“Salute, Ambiente e Territorio”, “Scuola, futuro del territorio” e “Giovani tra speranza e Realtà”.
Nel corso del tavolo sull’urbanistica, sono venute alla luce proposte e idee per la redazione del PUC di Somma Vesuviana, che verrà rinnovato dopo oltre 35 anni e per il quale l’amministrazione comunale si appresta a pubblicare il bando. Innanzitutto, si avverte la necessità che il PUC non sia calato dall’alto, come ha anche affermato il consigliere metropolitano Giuseppe Iossa con la delega all’urbanistica, ma che sia il risultato di un processo di coinvolgimento dei cittadini, i quali dovranno avere la possibilità di collaborare con le figure istituzionali e con i tecnici addetti ai lavori. «Va animato quel tipo di confronto e di costruzione di un’idea e di un consenso intorno a quell’idea – ha affermato l’assessore regionale all’Urbanistica Bruno Discepolo – i tecnici dovranno avere la capacità di interrogare le persone per far venire fuori quali sono le reali esigenze, metterle insieme e trovare la sintesi. Dovranno, quindi, disegnare una forma del piano non neutra, non il mero elenco dei desiderata, ma il disegno globale del territorio». L’assessore Discepolo ha sottolineato la sua intenzione di “mettere mano alla riforma della legislazione urbanistica e materie di governo del territorio, quella che disciplina e dice come si fa il PUC, e le prime cose che farò saranno tutte nella direzione della semplificazione totale della pianificazione: sto studiando una modifica della norma che consentirà a tutti i Comuni della Campania che scelgono il piano di area vasta, il PTCP, lì dove vige, di prendere la parte strutturale del proprio piano e di adottarlo”. Quindi tutta quella fase di indagini e di studi preliminari che è alla base, non verrà rifatta solo perché cambia un’amministrazione comunale.
Per quanto riguarda il tavolo sulle diseguaglianze e politiche di sviluppo, Libera D’Angelo del Pd, ha sottolineato la necessità di “trovare un nuovo Umanesimo dove i cittadini attivi e consapevoli possano essere ricchezza e prospettiva per i territori”. Per quanto riguarda il benessere, “i servizi vanno ripensati a livello territoriale altrimenti generano diseguaglianze: prima di voler descrivere il livello dell’accesso ai servizi (scuola e sanità in primis), dobbiamo garantire che ci siano i servizi”, ha affermato il consigliere della Città Metropolitana Giovanni Varchetta. «Al centro di queste difficoltà a raggiungere il benessere, il tema centrale è che si è rotto il rapporto di fiducia tra cittadini e politica, soprattutto nel Mezzogiorno. E’ mancata la comunicazione tra le parti. Noi dobbiamo ridisegnare un orizzonte e dobbiamo farlo con una battaglia culturale: lo studio è l’emancipazione della libertà», ha concluso Massimiliano Manfredi del Pd.








