Giovedì 3 marzo approderà in consiglio comunale la mozione di sfiducia contro il sindaco Pasquale Piccolo che sta – come nella crisi precedente che portò ad un rimpasto di giunta- pensando ad un governo di «salute pubblica».
Una giornata «pesante» per il sindaco di Somma Vesuviana che sta cercando più che altro di passare indenne la mezzanotte di oggi. Già, perché se la maggioranza dei consiglieri si dimettesse entro quell’ora si potrebbe andare nuovamente al voto a maggio. L’ennesima crisi dall’insediamento di Piccolo a Palazzo Torino che, quanto a «scosse», farebbe invidia all’Osservatorio Vesuviano.
Frattanto arrivano le dimissioni del vicesindaco Gaetano Di Matteo. «A dire il vero erano già pronte da quindici giorni – dice Di Matteo- per senso di lealtà e di responsabilità nei confronti del partito (Noi Sud) e del gruppo consiliare. Ho fatto un passo indietro e resto a disposizione».
Una circostanza che potrebbe modificare nuovamente lo scenario giacché proprio nel gruppo consiliare si erano evidenziati i problemi: poco prima della lettera con cui Di Matteo ufficializzava le sue dimissioni, la consigliera Preziosa Barone aveva annunciato il suo passaggio all’opposizione. Non è un mistero che ormai da mesi si pensasse a Mariano Allocca per sostituire l’ormai ex vicesindaco. Si sarà ancora in tempo per rabberciare i numeri occorrenti al sindaco Piccolo? Chissà.
Intanto il primo cittadino ringrazia Di Matteo e commenta con un solo aggettivo, «inspiegabile», la decisione della Barone. E rilancia sostenendo di pensare ad un governo di «salute pubblica». Ha infatti – dice sempre il sindaco – un dialogo aperto con Forza Italia. Ma pure con il Pd, dice ancora lui.
E con Forza Italia il dialogo lo ha avuto vis à vis lunedì scorso, nella sede provinciale del partito, presenti l’onorevole Paolo Russo, il consigliere regionale Armando Cesaro, l’onorevole De Siano. C’è stato un confronto, si è ipotizzato un accordo sui programmi e sulle forze che tali programmi condivisi potrebbero attuare. Ma Piccolo ha voluto pensarci su, prendendosi 24 ore di tempo. Tempo che è scaduto ieri sera. Senza contare che i vertici locali di Forza Italia hanno già espresso la volontà di tornare al voto quanto prima.
Il Partito Democratico, con il quale il sindaco continua a dire di voler aprire un confronto (e nel gergo politico pensare ad un governo di salute pubblica vuol dire governare con tutte le forze in campo, di maggioranza o di opposizione), sostiene di essere pronto alle dimissioni e/o a votare la mozione di sfiducia. E ieri il nuovo movimento Svolta Popolare, rappresentato in consiglio comunale da Salvatore Di Sarno, invita sindaco e amministrazione a prendere atto del fallimento e tornare a casa, così come sono pronti a dimettersi altri consiglieri, tra i quali Vittorio De Filippo, ex esponente di maggioranza passato di recente sui banchi di opposizione.



