Somma Vesuviana, le fiamme inceneriscono una casetta in legno 

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L’area di Santa Maria a Castello è ancora terra di nessuno e l’altro giorno, complici forti raffiche di vento, è andata anche in cenere una casetta di legno che un gruppo di amici – dediti anche alla pulizia quotidiana dell’area circostante – utilizzava per due chiacchiere e qualche partita a carte. La mini –baita, probabilmente utilizzata per i mercatini di natale in piazza di qualche anno fa e poi riadattata, era ben curata, nei pressi del campo di bocce. Un gruppo di amici era solito incontrarsi lì tutti i giorni, quando il clima lo consentiva. E intanto avevano voluto far crescere tutt’intorno piante, anche di pregio, per avere frescura d’estate. Ogni mattina erano costretti a ripulire l’area da sigarette, spinelli, bottiglie vuote abbandonate, preservativi e cartacce. Più volte la mini baita era stata vandalizzata, qualche giorno fa è stata completamente distrutta dalle fiamme. Non si sa se l’incendio sia doloso, forse una sigaretta spenta male ha causato la scintilla…e il vento ha fatto il resto. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco e i carabinieri ed è arrivato anche il sindaco Di Sarno.

Ora sono ancora lì tutti i residui dell’incendio, tutti i resti andranno smaltiti adeguatamente, compresi quelli delle panchine e delle piante tanto amorevolmente accudire e delle quali adesso rimangono soltanto mucchietti di cenere. Poco distante c’è l’Accademia di Tradizioni Etnostoriche e il suo presidente, Biagio Esposito, sta – come associazione – provvedendo a riqualificare tutto il costone. I lavori messi in campo dal Comune, invece, nonostante siano stati eliminati obbrobri come la vecchia pedana utilizzata soltanto dai cani randagi, procedono a rilento. La messa in sicurezza è iniziata a dicembre, interrotta più volte, e nonostante si sia già a metà febbraio la nuova pavimentazione non vede ancora la luce.  Lavori che, tra l’altro, riguardano solo una piccola area, perché tutt’intorno sembra terra di nessuno. Niente illuminazione, niente telecamere, un pezzo di città che pochi possono vantare, un panorama meraviglioso, quasi ineguagliabile, soffocato dall’abbandono.

 

 

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