
Ieri dal prefetto Carmela Pagano c’erano i democrat in grande spolvero, tutti i massimi esponenti del partito campano: Assunta Tartaglione (segretario regionale), Venanzio Carpentieri (segretario provinciale), l’europarlamentare Andrea Cozzolino, il deputato Massimiliano Manfredi e il segretario del circolo di Somma Vesuviana, Peppe Auriemma. Il Prefetto li ha ascoltati, ha confermato che l’attenzione sulla regolarità del voto sarà massima, ma ha detto: «no».

Domenica 11 giugno si va al voto, senza se e senza ma. Niente rinvio delle elezioni, niente riapertura dei termini per la presentazione delle liste. Se il gotha dem fosse stato così unito e compatto al momento di decidere circa la presentazione della lista, non si sarebbe mai arrivati a questo punto e forse adesso i candidati alla carica di sindaco sarebbero sei, e il Pd avrebbe potuto essere rappresentato nella competizione dal volto di una donna, l’ultima proposta bocciata dal direttivo locale per un solo voto. Ma non è andata così ed è passata la strada della «desistenza», della protesta. Salvo poi invocare lo slittamento del voto o la riapertura dei termini per la presentazione delle liste.

Auriemma ha annunciato ieri un esposto denuncia alla Procura, verosimilmente circostanziato e non sulla scia del «Io so, ma non ho le prove» di pasoliniana memoria che domenica mattina in conferenza stampa è stato il sottofondo ricorrente.







