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Somma Vesuviana, la IUC e il malcontento dei cittadini

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L’8 Settembre si è tenuto il Consiglio Comunale, caldo e discusso; l’odg erano i tributi e diversamente non poteva essere.

La tassazione è il tema inevitabilmente più sentito dai cittadini; la complessità dell’argomento, gli acronimi e i cambiamenti continui in materia non aiutano la comprensione e anzi aumentano, se possibile, la confusione e la rabbia.

La IUC, imposta unica comunale, nasce con la legge finanziaria del 2013, i presupposti impositivi sono 2, il possesso di immobili e l’erogazione e la fruizione di servizi comunali; viene detta l’imposta a tre voci poiché comprende:
IMU, imposta municipale propria, che va a tassare i possessori di immobili escludendo però l’abitazione principale se “normale”, includendola se abitazione signorile, villa, castello/palazzo, con le dovute riduzioni per i fabbricati di interesse storico o artistico;

TASI, tassa sui servizi indivisibili destinata al finanziamento di questi ultimi, e presuppone il possesso di qualsiasi immobile, tranne i terreni agricoli, compresa l’abitazione principale ed è a carico anche dell’affittuario;
TARI: tassa sui rifiuti, destinata a finanziare il servizio di gestione dei rifiuti urbani ed assimilati, ossia rifiuti domestici e stradali non pericolosi; la vecchia TARES per intenderci.

In questo scenario diventa centrale la finanza locale poiché i Comuni, entro il 10 Settembre, potevano deliberare e fissare un regolamento, all’interno di limiti legali, incidendo sulle aliquote da pagare e sulle modalità di pagamento.
I Comuni che non hanno deliberato applicheranno le aliquote base, vale a dire il 7,6 per mille di IMU e l’1 per mille di TASI e il pagamento dovrà avvenire entro il 16 dicembre.
L’Amministrazione di Somma Vesuviana, come molti dei paesi limitrofi compresi Sant’Anastasia e Nola, ha invece deciso di deliberare, sfruttando il margine di manovra che la legge le ha conferito per gestire il gettito fiscale a copertura della spesa pubblica prevista per il 2014. In effetti tale regolamento, anche se entrato di fatto in vigore successivamente al 1 gennaio 2014 ha comunque effetto da tale data.

Cerchiamo di capire dunque dove la nostra amministrazione poteva agire e come si è comportata.
Per quanto riguarda l’IMU, il Comune poteva: aumentare o ridurre l’aliquota base di 0,3 punti percentuali; modificare di 0,2 l’aliquota ridotta del 4 per mille per le abitazioni di lusso; ridurre fino al 4 per mille l’aliquota sugli immobili non produttivi di reddito fondiario. Il Comune non ha modificato tali aliquote lasciando invariato il 7,6 per mille per gli “altri fabbricati” e il 4 per mille per le abitazioni di lusso. Questo è stato un punto che ha fatto discutere sia in aula consiliare che al di fuori, di fatti è come se si avesse avuto la possibilità di aumentare la pressione fiscale per chi possiede abitazioni principali “di lusso” (categorie catastali A/1 A/8 e A/9) e non è stato fatto; la ratio attuatasi, che la stessa legge prende in considerazione, è il fatto che tali abitazioni non sono esenti dalla TASI, sono quindi soggette ad una doppia tassazione (IMU+TASI).

Circa la TASI il comune aveva la facoltà di differenziare le aliquote a seconda della tipologia degli immobili e della loro destinazione e ridurre l’aliquota base dell’1 per mille fino ad azzerarla o di aumentarla fino ad un massimo del 2,5 per mille. L’Amministrazione Piccolo ha aumentato all’1,8 per mille l’aliquota per le abitazioni principali “normali”, lasciato invariata all’1 per mille quella per le abitazioni di lusso e portato all’1,5 per mille l’aliquota TASI per gli altri fabbricati.

Infine c’è la TARI, composta da una quota fissa per le unità di superficie e da una quota variabile per le utenze domestiche in relazione al numero degli occupanti; una riduzione del 15% è prevista per le utenze domestiche che svolgono la raccolta differenziata, tale riduzione può essere spinta fino al 30% per le utenze non domestiche. Inoltre una serie di detassazioni sono previste per le attività commerciali e artigianali che dimostrino di osservare la normativa per lo smaltimento dei rifiuti speciali, tossici o nocivi.

Questo il quadro complessivo della nostra finanza locale in merito al regolamento IUC. E’ stato deliberato inoltre che è consentito il pagamento in un’unica soluzione entro il 16 giugno di ciascun anno, oppure in due rate semestrali.
L’ultimo dettaglio utile per considerazioni di merito è che la legge impone che l’aliquota massima complessiva tra IMU e TASI non superi i limiti prefissati per la sola IMU, vale a dire il 10,6 per mille.
Ricapitolando quindi, per le abitazioni principali esenti da IMU l’aliquota massima della TASI era il 6 per mille, quella stabilita è del 1,8; per le abitazioni principali di lusso l’aliquota TASI è del 1 per mille, quella IMU del 4 per mille per un totale del 5 per mille a fronte di un’aliquota massima complessiva del 6 per mille; infine per gli altri fabbricati l’aliquota TASI è dell’1,5 per mille, l’IMU è del 7,6 per mille per un totale del 9,1 per mille rispetto al limite massimo di 10,6 per mille.

Il gettito fiscale TASI previsto per il 2014 andrà a coprire il 54,39% dei servizi indivisibili.
Confrontare le aliquote fissate dalla nostra amministrazione con il massimo consentito dalla legge, anche in relazione alla spesa pubblica che il Comune prevede di affrontare nel 2014, risulta il modo migliore per tirare le somme e trarre delle conclusioni circa la direzione che questa giunta sta prendendo.

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