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Somma Vesuviana, il sindaco Piccolo consegna al Forum dei giovani le chiavi dell’immobile confiscato alla camorra.

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Va finalmente – e di nuovo con una cerimonia pubblica come accadde nel 2013 – ai giovani, l’immobile di via Raimondi confiscato all’ex boss, oggi collaboratore di giustizia, Fiore D’Avino.

Era giovedì 14 marzo 2013 quando l’allora sindaco Raffaele Allocca, fissò la cerimonia di consegna dell’immobile sequestrato alla camorra, sito in via Raimondi, al Forum dei giovani dell’epoca, cerimonia che effettivamente si tenne alla presenza dell’allora capitano dei carabinieri, oggi maggiore, Michele D’Agosto e del maresciallo Raimondo Semprevivo, con la presenza del segretario pro tempore del Forum, Vincenzo De Cicco, che lanciò l’appello affinché tutti i giovani si impegnassero nella vita pubblica e costruissero una comunità sana, al di là delle beghe personali e dei colori politici, auspicando che lì sorgesse una Casa della Legalità. Poi le cose andarono diversamente e quell’appartamento non è mai stato utilizzato. Fino a quando, qualche settimana or sono, non è stato eletto il nuovo Forum. Da allora molta acqua è passata sotto i ponti, molte polemiche sono state affrontate, si è detta e vagliata ogni possibilità rispetto all’utilizzo di quello stabile che di recente è stato anche teatro di una tentata occupazione abusiva. Ma alfine, nel pomeriggio di martedi, il sindaco Pasquale Piccolo ha consegnato al neo eletto direttivo del Forum, le chiavi della sede predisposta in via Raimondi. Nelle mani della vicepresidente Amalia Di Palma giacché il presidente, Vincenzo Adelchi Cestaro, era impossibilitato ad essere presente all’evento per motivi di salute. Dopo la consegna delle chiavi, è stato inoltre effettuato un sopralluogo da parte dei responsabili dell’Ufficio tecnico comunale per constatare le condizioni dell’immobile. Sembra così essere stato messo un punto alla storia infinita che ha caratterizzato il destino di quell’appartamento e concretizzato quanto deciso nella delibera numero 18 dell’11 maggio 2011. L’appartamento fu confiscato alla famiglia dell’ex boss della camorra Fiore D’Avino, oggi collaboratore di giustizia.

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