Il plesso di via San Giovanni de Matha, la scuola dell’infanzia che fa capo al I circolo didattico di Somma Vesuviana, resterà chiuso fino al 7 gennaio 2019. Sempre da oggi, fino a lunedì 19 novembre, i bambini non frequenteranno le lezioni in nessun altro plesso, resteranno dunque a casa per consentire l’avvio del cantiere e la sostituzione dei pavimenti della struttura, lavori da terminare entro e non oltre il 31 dicembre.
Da lunedì 19, le sei classi della scuola d’infanzia riprenderanno l’attività scolastica altrove. «In un altro plesso all’uopo destinato», stando all’ordinanza firmata ieri mattina dal sindaco Salvatore di Sarno. «Presso le Suore Trinitarie», stando all’avviso scritto a mano e senza firma esposto fuori dal plesso di via De Matha. «Nell’edificio delle Suore Trinitarie (ndr, anch’esso in via San Giovanni De Matha) stando all’avviso pubblicato sul sito web della scuola, che fa capo al I circolo didattico Arfè, firmato dalla dirigente Carla Mozzillo. La settimana di «vacanza» per i bimbi è dovuta evidentemente alla necessità di attrezzare servizi e struttura nell’ala delle Trinitarie che è chiusa ormai da tanto e nella quale, in poco tempo, si dovranno eseguire i lavori utili non solo per ospitare i bambini ma pure per consentire loro di godere del servizio mensa, non rinunciando alle normali ore di scuola da qui alle festività natalizie. In ogni caso, nel firmare l’ordinanza, il sindaco Di Sarno si è riservato di comunicare ufficialmente il luogo deputato ad accogliere le classi della De Matha, con successivo atto.
Le motivazioni di una vicenda che sta creando stress soprattutto alle famiglie sono i lavori da eseguire nel plesso De Matha e che riguardano la messa in sicurezza della pavimentazione, lavori che devono necessariamente essere eseguiti entro il 31 dicembre 2018, pena la perdita del finanziamento. La delibera di giunta 195 dell’11 ottobre 2018, poco meno di un mese fa, fornisce l’atto di indirizzo in merito, decidendo di utilizzare i fondi assegnati dalla Regione Campania all’Ambito 22, del quale Somma Vesuviana è capofila, per un intervento risolutivo proprio alla scuola De Matha. Dalla stessa delibera, che riporta un atto a firma della responsabile di posizione organizzativa Iolanda Marrazzo, si evince pure che esiste già un progetto semplificato per la manutenzione ordinaria, la messa in sicurezza e la sostituzione del pavimento, a firma dell’architetto Mena Iovine. E del resto l’intervento era stato sollecitato più volte dalla dirigente scolastica, la quale aveva dovuto inibire l’uso di alcune stanze del plesso proprio a causa degli strappi nel rivestimento e del distacco di pezzi di linoleum. A dire il vero il problema è annoso, tanto è che dal verbale di un’assemblea dei genitori tenutasi al I circolo didattico nel lontano 7 dicembre 2016, si evince la preoccupazione rispetto al pavimento disconnesso e alla relativa sicurezza dei bambini. Quel verbale fu girato, con tanto di protocollo, al sindaco e all’assessore competente pro tempore di Somma Vesuviana.
Due giorni prima della delibera di giunta (il 9 ottobre), sulla sua pagina social ufficiale, il sindaco Di Sarno (alle 13, 36) aveva anticipato la decisione, rendendo noto di aver visitato il plesso De Matha e annunciando che presto sarebbero partiti i lavori relativi alla pavimentazione.
Dunque, che i lavori dovessero essere eseguiti, che i soldi ci fossero, che il progetto fosse pronto, era noto da almeno un mese. La preoccupazione dei genitori comincia però alcuni giorni fa, tanto che qualcuno utilizza un gruppo facebook per lanciare l’allarme e dare per scontato che la scuola sarebbe rimasta chiusa. Tra i commenti di quel post del 5 novembre, compare anche quello del sindaco che scrive «Non è ancora stato deciso nulla». Che i lavori fossero già stati decisi è indubbio, Di Sarno si riferisce dunque, presumibilmente, al destino dei bambini per i quali potevano esserci tre soluzioni: attrezzare in tempo un altro edificio (come si farà, a meno di smentite), lasciarli a casa o dividerli «spalmandoli» in altri plessi. Il giorno successivo, martedì 6 novembre, i genitori rappresentanti di classe si riuniscono in un incontro con la responsabile di plesso. In quella sede non si conclude granché, o meglio si conviene sul fatto che i lavori debbano essere eseguiti e si comincia ad ipotizzare – in assenza di altre notizie chiarificatrici – che i bambini rimarranno a casa. Questa ipotesi agita le acque soprattutto per quelle famiglie nelle quali i genitori lavorano entrambi, dunque alcuni decidono di recarsi dal sindaco che li riceve e dice loro come siano in atto verifiche circa l’agibilità di alcuni edifici, in cerca di soluzioni. Quello stesso pomeriggio, tra le mamme comincia a circolare – sempre ufficiosamente – la destinazione: l’ala attualmente chiusa della struttura di proprietà delle Suore Trinitarie. Fino ad allora zero comunicazioni di natura ufficiale, né dal Comune, né dalla scuola. Arriviamo così a mercoledì 7 novembre quando fuori dal plesso De Matha compare un avviso scritto a mano con pennarello nero e senza alcuna firma né timbro. L’avviso dice che giovedì 8 novembre, cioè ieri, la scuola sarebbe rimasta aperta solo fino alle 13 e che il servizio di refezione non ci sarebbe stato. Si aggiunge poi, nell’avviso, che la scuola rimarrà chiusa da venerdì 9 novembre, cioè da oggi, fino a venerdì 16 novembre. E, ancora, che da lunedì 19 novembre la scuola funzionerà presso le Suore Trinitarie, con mensa e orario normale, fino alle feste natalizie.
Insomma, per le famiglie, ancora incertezza, a meno di non voler ritenere un atto ufficiale un foglio di carta formato A4 senza firma. Ieri, giovedì 8 novembre, arriva finalmente l’ordinanza del sindaco Di Sarno che però, come detto qualche riga fa, non individua ufficialmente l’edificio delle Trinitarie (al contrario dell’avviso che porta la firma della dirigente scolastica pubblicato più tardi sul sito web della scuola), ma il primo cittadino si riserva di farlo con atto successivo.
Oggi pomeriggio, su questa tematica che alcuni genitori ritengono non ancora chiarita, si terrà un consiglio di circolo.






