Somma Vesuviana, i parroci: “Pace per la nostra città”

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In questi ultime  settimane,  la politica sommese ha mostrato un volto davvero sconfortante, caratterizzato da un  linguaggio incoerente, paradossale, a tratti “tragicamente” comico. Un continuo scontro fatto di insulti, di silenzi, di assenze.   Nel frattempo  la nostra città si ferma  e arretra. Abbiamo chiesto un appello alla pace a Don Nicola De Sena e a Don Francesco Feola con la speranza che si ritrovi al più  presto la strada del dialogo e  del confronto costruttivo fra le parti.

 

 

“La Pasqua di Risurrezione è il compimento del Triduo vissuto in questi giorni. Gesù risorge dopo aver subito la violenza e l’odio di coloro che lo hanno voluto appeso al patibolo infame della croce. Le liturgie dei giorni scorsi sono state segnate dall’acredine e il livore descritto nelle pagine evangeliche e ri-vissute dai cristiani nelle nostre chiese. Non ultimo, venerdì abbiamo accompagnato per le strade della nostra città i simulacri di Cristo morto e dell’Addolorata, che ripresentano plasticamente i segni della cattiveria gratuita che solo il cuore degli uomini può esternare.

La Risurrezione di Gesù non è semplicemente un ricordo passato di un evento inscritto nelle pagine di storia, ma un evento che si ri-presenta ogni anno nella nostra vita. Il Risorto mostra ancora una volta le mani e i piedi piagati, il costato trafitto, quali segni della sofferenza trasfigurati in questa dimensione di vita nuova, rigenerata.
Gesù appare ai suoi discepoli, ma non si vendica contro di loro, anzi la prima frase che sentono pronunciare dalle labbra del Risorto è “PACE A VOI!”. Il Signore porta pace al loro cuore turbato e ferito, il Signore porta pace a chi crede in Lui e spera una vita nuova in Lui. La Risurrezione è la trasfigurazione della pace.

In questo senso, come uno dei pastori di questa città di Somma Vesuviana, voglio estendere il saluto del Risorto quale augurio di speranza per tutti noi.
In questi ultimi tempi, gli scontri e la violenza stanno prendendo il sopravvento sul confronto civile e le giuste contrapposizioni dialettiche stanno sfociando in guerriglia sistematica, per cui oggi esistono solo nemici da distruggere. Il clima pesante che si respira stende sulla nostra città un velo di “morte”, laddove non si riesce a risolvere le questioni tra di noi, iniziano i livori sferzanti, che danneggiano solo la nostra comunità cittadina.
“PACE A VOI!”. È l’invito, la preghiera che rivolgo a tutti, miei cari fratelli e sorelle, perché si possa continuare a lavorare insieme per il bene di tutti. Ci può stare il sano conflitto per la diversità di idee e opinioni, ma non deve mai sfociare in odio e le parole dovrebbero essere sempre essere misurate e gli atteggiamenti vissuti in maniera civile.

Gesù Risorto possa portare pace alla nostra città, il Cristo che ha perdonato i suoi uccisori e ha invitato ad amare tutti, anche i presunti “nemici”, possa entrare nei cuori di tutti noi e rasserenare gli animi.
Con tanto affetto e con profonda umiltà, vi scrivo portando tutti voi, miei cari amici, nel mio cuore di padre e di fratello in cammino con voi verso la Pasqua eterna”.

Don Nicola De Sena

 

“Agli uomini della politica sommese,
interpellato qualche giorno fa dalla redazione de il mediano circa le difficoltà e le tensioni nell’assise comunale, spero e auguro che la tensione ceda il passo alla ragionevolezza e che il senso di responsabilità nei confronti della Città incida sulla possibilità creare un clima sereno per un confronto costruttivo per il bene di Somma Vesuviana.

È indubbio che la nostra cittadina vive delle difficoltà legate ai tanti mali della nostra società ed è indubbio che di queste difficoltà anche la classe politica ne ha colpe e responsabilità, ma è altrettanto vero che tutto può essere superato se ci mettiamo insieme per cambiare rotta e fare la nostra parte perché Somma Vesuviana viva tempi migliori.

Abbiamo camminato le strade del nostro paese seguendo il dolore della Vergine Maria che riassume il dolore e la speranza di ogni sommese che si ritrova a fare i conti con la propria esistenza, spesso, colma di difficoltà e problemi. Molti di voi erano in processione, lo scorso venerdì, avendo risposto all’appello che da secoli l’Addolorata fa ad ogni sommese. E questo cammino doloroso deve ricordarci che ogni divisione, rancore e violenza creano morte e dolore. So bene che le diversità di vedute e di opinione e anche la diversità di bandiera politica creano spesso difficoltà, ma la diversità può diventare, se lo vogliamo, ricchezza nel servizio da rendere alla Città e di questo dobbiamo essere certi.

Il Cristo risorto porti questa ventata di pace e scuota le coscienze di tutti e ciascuno perché si crei un clima sereno e propositivo per il bene dell’intera comunità cittadina”.

Don Francesco Feola